Io Robot? E' nato al Politecnico

Passato, presente e futuro dei robot amici dell'uomo


Milano – Continua con una puntata dedicata alla robotica e alle sue molteplici applicazioni Mondo Politecnico , il programma su satellite di divulgazione scientifica e tecnologica lanciato lo scorso 21 settembre dal Politecnico di Milano .

Protagonista del nuovo appuntamento in onda martedì 23 novembre alle 21 in chiaro su E-tv, the Technology Channel (canale 817 della piattaforma Sky), sarà Andrea Bonarini, coordinatore del Laboratorio di Intelligenza Artificiale e Robotica del Politecnico di Milano e veterano di Robocup, il celebre campionato di calcio tra robot per cui è stato anche presidente del comitato tecnico della lega Mid-size.

La rubrica Cinematografia Scientifica trasmetterà invece il filmato dei primi attimi di “vita” di Gilberto, il primo robot al mondo a comando vocale creato nel 1982 dal docente del Politecnico di Milano Alberto Rovetta.

Completeranno la puntata un servizio sulla Domotica, la tecnologia al servizio della casa del futuro, di Pierluigi della Vigna e un’intervista al laureato del Politecnico di Milano Graziano Ravizza, Amministratore delegato di I-Toys.

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  • wup scrive:
    Re: Grazie
    anche se con ritardo ti ringrazio molto per le info...
  • Anonimo scrive:
    Re: Non è mica vero
    - Scritto da: Ekleptical

    Tu stai facendo una colossale
    confusione.

    Un conto e' usare (non a scopo di lucro

    !!!!) del materiale purche' se ne citi
    la

    fonte

    Ok. Prendo un programma GPL, lo modifico e
    lo rilascio in BSD, lasciando intatti i nomi
    degli autori. Lo scopo non è di
    lucro, visto che il BSD è free tanto
    quanto la GPL (anzi, di più!).

    Vediamo che succede e come reagiscono
    Richard Stallman e la comunità GNU/
    Linux?

    Dov'è la colossale confusione? Sempre
    di rispetto del diritto d'autore si tratta.Te lo spiego subito. Il discorso non è: freghiamocene della legge, ma: vediamo se la legge sul diritto d'autore è ancora giusta al contesto attuale.D'altro canto tutto cambia, perché non deve cambiare la legge sul diritto d'autore? Mica è sceso Mosè dal monte Sinai con le norme sul copyright incise sulle tavole.Quando è stata pensata non c'era internet è quindi logico che se la società cambia le leggi si adattano ad essa e non il contrario.Tu citi la GPL, vedi il fatto che il software abbia potuto usufruire di una licenza che trae la sua forza dalle attuali leggi non vuol dire che il diritto d'autore nella sua totalità debba essere applicato nello stesso modo per tutte le attività intellettuali.Ad esempio se io vedo un software che fa qualcosa di particolare, anche se non vedo il sorgente, se sono un buon programmatore posso provare a fare qualcosa di simile con le mie sole forze senza dover prendere niente a nessuno e distribuirlo sotto GPL.Mettiamo invece che io abbia bisogno di fare un documentario che riguardi i bombardamenti in Vietnam o comunque un fatto storico irripetibile. Non è che posso ricrearlo io, ho bisogno di immagini originali vecchie da rielaborare e inserire in un nuovo contesto.In passato il copyright aveva senso perché la distribuzione di contenuti richiedeva media con grossi investimenti alle spalle: televisioni, cinema, giornali, teatri, radio ecc... e quindi siccome questi media avevano un guadagno dalla distribuzione dei contenuti era giusto che un compenso andasse anche agli autori (ma poi ci va veramente?).Oggi la distribuzione dei contenuti è alla portata di tutti grazie alla condivisione tramite p2p. Ora per non essere frainteso non voglio dire che sia giusto condividere film, canzoni ecc.. così come sono, con una semplice duplicazione , io sono contrario a questo. Sto parlando della possibilità di permettere a chiunque di rielaborare dei contenuti e di distribuirli gratuitamente senza dover pagare diritti a destra e sinistra.Se io non guadagno dalla mia attività perché devo pagare per i diritti? Non è che sto distribuendo un film o una canzone così com'è, ma sto solo usando dei pezzi per creare qualcos'altro. Il p2p come è adesso danneggia il mercato perché se si dà la possibilità di scaricare film e musica è chiaro che poi molte meno persone compreranno l'originale (poi qualcuno dirà che non è così, be' ognuno è libero di pensarla come vuole). Ma se io prendo ad esempio degli spezzoni da dei film di Truffaut e sopra ci faccio un documentario che ne discute i contenuti, non sto facendo uno spot gratuito a Truffaut? Non è che chi guarda questo documentario magari poi è spinto dalla curiosità di vedere i suoi film e li acquista? Certamente non subisce un danno economico, che danno subisce? Io non ci guadagno e di certo il mio documentario non farà diminuire le vendite delle opere di cui parlo.Prendere pezzi dalle televisioni e inserirli in nuovi filmati danneggia economicamente le televisioni? La gente smette di vedere canale5 se in un film metto l'ultimo servizio fatto da Mentana?Non diciamo poi che ci vuole l'autorizzazione degli autori perché non è vero, Blob ad esempio inserisce pezzi presi qua e là senza chiedere il consenso di nessuno, semplicemente le televisioni pagano un tot. alla SIAE (la rai in base al tempo dei pezzi inseriti, mentre mediaset paga a forfait in base agli introiti pubblicitari). Però RAI e Mediaset sono reti che fanno utili e quindi se usano dei contenuti è giusto che paghino per il loro utilizzo, se uno non ha un guadagno dalla sua attività e rispetta i diritti morali dell'autore inserendo i crediti non vedo che danno possa procurare sia dal punto di vista economico che morale.
  • Anonimo scrive:
    Una volta la produzione di cultura ...
    era monopolio di poche persone. I mezzi tecnologici (fotocopiatrici, ciclostile, telecamere, ecc.) erano costosi e poco diffusi. La diffusione del computer ha permesso a tutti di produrre cultura, ma le leggi sono rimaste indietro. Per un semplice privato, distribuire cultura su larga scala, senza violare il diritto d'autore, può essere difficile.
  • Anonimo scrive:
    Re: Non è mica vero
    solo alcune precisazioni.- Scritto da: Ekleptical
    La cultura dell'autoproduzione
    semi-pro e amatoriale di cortometraggi
    è in fortissima ascesa. Te lo posso
    confermare per consocenze personali. sono contento che nella sfera delle tue conoscenze le cose siano in fortissima ascesa. Purtroppo il settore amatoriale e semiprofessionale, che peraltro ha avuto una grande crescita per l'abbassamento dei costi di produzione, è marginale per il comparto professionale, dove quest'anno è stato prodotto assai poco, non solo tra i corti, ma soprattutto tra i lungometraggi.
    Le comunità online di videomaker
    spuntano come funghi. Si scambiano
    esperienze, consigli, video e sfide
    artistiche.

    Idem le mailing liste dedicate e persino i
    Festival. Non si sono mai prodtti tanti
    cortometraggi come ora, altrochè!!!
    Non lo sapevo. per caso hai un po' di dati sull'aumento della produzione di corti e sulla loro distribuzione?

    Per quanto riguarda le musiche, chi t'ha
    detto di usare musiche "famose"? Non puoi
    chiedere ad un amico di buattare giù
    qualche nota oppure procurati qualche eJay
    del genere preferito o un Acid che anche il
    più incapace degli incapaci riesce ad
    usare tirandoci fuori qualcosa (non devi
    comporre niente, solo fare un collage di
    spezzoni musicali già fatti).In teoria anche il collage necessita dell'autorizzazione degli autori per quanto riguarda il diritto morale e dei titolari dei diritti di sfruttamento per quanto riguarda i diritti di elaborazione.Detto questo, purtroppo, il "tirar fuori qualcosa" non è esattamente lo standard di riferimento delle produzioni professionali.
    Chi ha voglia di impegnarsi fa così.
    Non ho mai sentito queste grosse lamentele
    da chi crea. A lamentarsi del copyright son
    sempre quelli che scroccano, guarda un po'.Cosa c'entra scroccare? Io parlavo di produrre contenuti, non di usufruirne a scrocco. Sono due cose diverse.A meno che tu non intenda scroccare inserire una sequenza di un telegiornale all'interno di un documentario-inchiesta su un qualunque fatto di cronaca. Nel qual caso, ti ho frainteso.Non credo che sia questione, come dici tu, di impegno, ma principalmente di soldi.Guglielmo
  • Ekleptical scrive:
    Re: Non è mica vero

    Questa è la ragione per la quale
    linux è il più agguerrito
    concorrente di prodotti commerciali: pur
    essendo partito come prodotto amatoriale la
    sua filosofia gli ha consentito di
    arricchirsi di contenuti sempre nuovi, fino
    ad offrire un offerta ben più ampia
    dei prodotti commerciali.T'è sfuggito che Linux è protetto da uno strettissimo diritto d'autore. Non posso prendere un programma GPL e trasformarlo rilasciandolo come BSD (che è più free ancora della GPL).Devi attenerti scrupolosamente alle volontà dell'autore espresse nella GPL. L'uso non è nemmeno lontanamente libero, al contrario di quanto Stallman voglia far credere.Linux e GNU non combattono assolutamente il diritto d'autore. Ne fanno il loro scudo!
  • Ekleptical scrive:
    Re: Non è mica vero

    Tu stai facendo una colossale confusione.
    Un conto e' usare (non a scopo di lucro
    !!!!) del materiale purche' se ne citi la
    fonteOk. Prendo un programma GPL, lo modifico e lo rilascio in BSD, lasciando intatti i nomi degli autori. Lo scopo non è di lucro, visto che il BSD è free tanto quanto la GPL (anzi, di più!).Vediamo che succede e come reagiscono Richard Stallman e la comunità GNU/ Linux?Dov'è la colossale confusione? Sempre di rispetto del diritto d'autore si tratta.
  • allanon scrive:
    Re: Non è mica vero
    Tu stesso ammetti che oggi produrre un media è molto più semplice: se il copyright non cambia, ogni prodotto d'ingegno si troverà invischiato in una catena di diritti infinita, che ne bloccherà inevitabilmente la distibuzione.Ricordi questo post? http://www.popolodellarete.it/showthread.php?postid=967#poststopQui veniva copiato un atricolo protetto da copiright, e si è discusso parecchio sul fatto che fosse un azione legale o meno. L'articolo citato ha prodotto un mucchio di interessenti considerazioni: cosa sarebbe accaduto se queste considerazioni fossero state a loro volta protette da copyright? Sicuramente non avrei potuto nemmeno inserire questo link.Questa è la ragione per la quale linux è il più agguerrito concorrente di prodotti commerciali: pur essendo partito come prodotto amatoriale la sua filosofia gli ha consentito di arricchirsi di contenuti sempre nuovi, fino ad offrire un offerta ben più ampia dei prodotti commerciali.La matematica è stata costruita dimostrazione su dimostrazione, cosa sarebbe accaduto se ogni dimostazione avesse generato dititti connessi? A quest'ora l'inventore dell'algoritmo alla base del GSM starebbe ancora pagando gli autori precedenti, fino a risalire a pitagora con gli attuali tempi del copyright :D.Il sistema dei brevetti e dell'autorizzazione alla compia è in veloce declino, bisogna piuttosto cercare nuovi sistemi per remunerare gli autori, non fossilizzarsi su un modello distributivo ormai superato.
  • Anonimo scrive:
    Spegnere la tv!
    Per quel che riguarda il mio diritto-dovere (l'ultima parte spesso ce la dimentichiamo) di scegliere l'ho operato nell'unica maniera che ritengo possibile al giorno d'oggi... Ho spento la tv!Dopo la prima settimana di angoscia e disperazione ho iniziato ad abituarmi e adesso riesco a vivere anche senza mettermi in stand-by x un paio di ore al giorno!PS_ Specifico: naturalmente qualche trasmissione che merita di essere vista esiste ancora (il motogp ad esempio! :D ), il mio è un discorso di massima.
  • The_GEZ scrive:
    Re: Non è mica vero
    Ciao Ekleptical !
    La ragione morale è che solo l'autore
    può decidere cosa venga fatto del suo
    lavoro. Se non è d'accordo con quelPeccato che e' cosa piu' unica che rara che i termini "diritti d' autore" e "autore" coincidano ...
    Peraltro farei notare che questo stesso
    principio è alla base delle frange
    più "avanzate" (dipende dal'opinione
    personale) nella visione di questi diritti.
    La tanto decantata GPL è un esempio
    perfetto in questo senso. Ti da
    l'autorizzazione dell'autore (che quindi ce
    l'hai) ad usare e modificare il programma,
    purchè vengano rispettati
    strettametne i vincoli che lui ti impone in
    tal senso. Se non sei d'accordo con la sua
    autorizzazione, non puoi usare il materiale.Tu stai facendo una colossale confusione.Un conto e' usare (non a scopo di lucro !!!!) del materiale purche' se ne citi la fonte e un altro e' vietare totalmente l' uso di quest' ultimo per qualsiasi utilizzo a meno di non pagare cifre folli a delle "entità" (e qui in genere l' autore non c'entra una benemerita mazza ...), ammesso che poi queste "entità" no habbiano interesse affinche il materiale in questione non venga divulgato nel qual caso non c'e' cifra che tanga.
  • Anonimo scrive:
    Re: Non è mica vero

    Ma quale SIAE. Il rispetto dei diritti degli
    autori sono alla base di tutti gli ambiti
    creativi. GPL e Linux compresi!!!chissa' perche' ma non ho ancora sentito nessuno parlare dei diritti degli utenti ( o meglio, di quelli della gente "non producente". proprio non ne abbiamo ? ricordate Newton ".... stavo sulle spalle dei giganti" )
  • Anonimo scrive:
    Immaginate quali saranno i contenuti?
    Signorine che si spogliano on line per un nugolo di virtual guardoni collegati.Un po come avviene adesso per certi servizi con le webcam.Televendite a pacchi.Per fare una televisione di qualita' occorre professionalita' e capacita' di organizzare palinsesti, se poi si vuole fare anche informazione occorrono giornalisti bravi ecc...Insomma al dila' dei costi di connessione per poter fornire contenuti validi occorre un investimento massiccio in personale preparato, quello e' il vero costo per una televisione di qualita'.
  • Anonimo scrive:
    Mmh... troooppo pessimistico!
    Anche piu` pessimista di me. :pMa io sono uno dai gusti difficili: la situazione e` grave, ma non necessariamente cosi` grave come la dipingi. Per come la vedo io, fare TV in internet e` qualcosa di parecchio particolare: ci sono tanti altri modi di distribuire informazioni che consumano meno banda .A proposito, la banda in upload, almeno negli US, ove cioe` anche dall'Italia si possono affittare spazi (madonna ragazzi ma perche` affittare queste cose in Italia? e` come andare a comprare la pizza surgelata in America! la banda in upload non e` un nostro prodotto tipico, perche`?), costa relativamente poco e il suo prezzo, piu` che da una volonta` di impostare un rapporto "ascolta e taci", e` probabilmente determinato da scarsa disponibilita` di backbones seri in Italia, e piu` generalmente da una scarsa propensione all'upload, scarsa domanda insomma. Il surfer e` piu` tipicamente interessato al download. Ma anche questa tendenza non e` cosi` marcata fuori da questo povero piccolo insignificante paese (preda della sua storia), e internet, quella vera, insieme a gente che prende sul serio l'IT (e non solo dal punto di vista del mercato) e` fuori di qui.Non passeranno: possono farcela in Italia, ma altrove non passeranno.
  • Anonimo scrive:
    Re: la tv deve andarsene

    Non cedete mai piu` alla costrizione del
    broadcast, nessuno puo` decidere a priori
    cosa dovete vedere!invece è proprio quello che si sta cercando di fare, o meglio di mantenere, addolcendolo con parole come interattivo per il DT che noi si sa quello che significa (poter votare la miss o scegliere la pagina delle notizie, come già oggi il televideo) ma alla gente fa impressione.gia detto ma giova ripeterlo: a chi detiene le leve, il broadcast è controllabile (Mentana, zitto), internet è per sua natura troppo eversivo, non va bene
  • Anonimo scrive:
    Re: Non è mica vero
    - Scritto da: Ekleptical
    La ragione morale è che solo l'autore
    può decidere cosa venga fatto del suo
    lavoro. Se non è d'accordo con quel
    che fai, gratis o meno, non puoi usare il
    suo lavoro. Un principio banale e
    sacrosanto.
    Ma se voglio mettere un pezzo preso dalla CNN mica è "l'autore" che ha realizzato il servizo che mi deve dare l'autorizzazione, ma il canale stesso. Il regista, l'omino che gestisce la telecamera, quello che ha scritto le domande da fare mica devono dare nessuna autorizzazione. La deve dare l'azienda che ha semplicemente prodotto il servizio. Non è un problema morale ma solo economico.Io ho un dvd sulla storia del processo a Eichmann, è stato realizzato grazie alla scoperta di 350 ore di filmato (da ristrutturare) girato ai tempi dalla tv israelina e trovato per caso a Gerusalemme in un museo.Ecco gli autori di questo documentario non potevano procedere alla ristrutturazione e al montaggio della pellicola perché non si riusciva a capire di chi fossero i diritti del film. Sono dovuti passare anni prima di riuscire a trovare una soluzione legale: cioè pagare due volte i diritti, sia al museo che possedeva fisicamente i filmati sia a un altro museo invece in cui risultavano custoditi.Pensa se non si fosse riuscito a trovare una soluzione? Oggi non avremmo il documentario sul processo Eichmann però in compenso avremmo 350 ore di filmato ad ammuffire in un museo, gran bell'affare!Ecco questo è un esempio tanto per farti capire che la parola altisonante "autore" che usi tu non indica Dostoevskij che non dorme la notte per scrivere i suoi romanzi, ma delle entità giuridiche che posseggono i diritti su materiale altrui che a volte non sanno neanche di avere.Materiale che può anche essere usato come forma di censura. LIFE magazine compra i diritti del filmato di Zapruder e poi decide di non cederli a nessuna televisione (chissà perché eh?). Così la gente per decine di anni non può vedere come è veramente morto Kennedy, ma seguire solo una sequenza di foto (in ordine sbagliato) mostrata sulla rivista LIFE. Ah ma i diritti d'autore sono stati assolti, che bello, fiu' come ci sentiamo tutti meglio!
  • Anonimo scrive:
    la tv deve andarsene
    Nel mondo di internet dove uno puo` scegliere liberamente cosa vuole vedere e riceverlo in salotto, non ha piu` alcun senso il broadcast come intrattenimento.Si sarebbe potuto gia` quasi dire con l'avvento del vcr , ma e` pallosissimo andarsi a cercare le cassette...Adesso con internet non c'e` piu` nessuna scusa, la dittatura della tv DEVE finire ORA!Fate come me buttatela in cantina e riaccendetela solo in caso di guerra mondiale!Non cedete mai piu` alla costrizione del broadcast, nessuno puo` decidere a priori cosa dovete vedere!
  • ldsandon scrive:
    Re: [OT] Re: Per una velina in tanga...
    Purtroppo c'è chi ragiona con organi non deputati allo scopo - e vive di immagini catodiche e calendari. Il perfetto schiavo del futuro.
  • ldsandon scrive:
    Però si tratta di una minoranza?

    Purtroppo però si tratta di una minoranza. I dati d'ascolto
    televisivi danno vincenti i format basati sui reality show e la
    fiction familiare di basso livello.Cerchiamo di metterci d'accordo: quei dati sono calcolati da Auditel se non sbaglio su un campione di 5000 famiglie.Ora io mi chiedo:1) Quel campione è veramente significativo? Secondo me no. Ma è impossibile verificare perché è mantenuto "segreto". Ci sono molti motivi per dubitarne, ad esempio i risultati tutto sommato bassi di certi eventi sportivi. Non vorrei che fosse come il paniere ISTAT.2) I dati sono reali o manipolati per aumentare il feedback? Ricordiami che quei dati sono utilizzati per calcolare i prezzi della pubblicità, e quindi muovono migliaia di miliardi. Ma nessuno può controllare. C'è solo un "agreement" nell'usare quei dati.3) Auditel rileva il canale sintonizzato, ma non il livello di interesse. Con un duopolio omologato su identici temi e un pubblico troppo abituato a tenere la TV accesa anche quando non serve, la probabilità che sia sintonizzata su una determinata trasmissione è alta. Vedremo quanto la "vendita" degli identici contenuti su altri media che richiedono una scelta esplicita riprodurrà gli stessi risultati.E per quel che riguarda il dover guardare certe trasmissioni solo per non sentirsi esclusi a scuola, insegnerò a mio figlio che è meglio continuare ad usare il proprio cervello anziché versarlo all'ammasso. Se troverà gente che sa solo parlare di quello, meglio che cerchi amici altrove.
  • Ekleptical scrive:
    Re: Non è mica vero

    Alla fine si e' trdito, un altro della SIAE
    ....
    Scommetto che i brevetti sul software per te
    sono giusti e sacrosanti.Ma quale SIAE. Il rispetto dei diritti degli autori sono alla base di tutti gli ambiti creativi. GPL e Linux compresi!!!http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=806147
  • Anonimo scrive:
    Re: Contenuti - TiVo
    - Scritto da: wup
    ma TiVo funziona anche per i programmi
    italiani?
    E dove si possono trovare + informazioni, a
    parte il sito ufficiale?No funziona solo in america e dall'esplosione di qualche anno fa sono uscite diverse versioni. Gira su hardware prodotto dalla Philips con una versione modificata di linux dalla TIVO. Il discorso che ho fatto su scaricare tutte le puntate dei telefilm usando un protoccollo tipo bittorrent però è una cosa a parte ricavata da questo articolo:http://scottraymond.net/archive/4745#4745Su tivo trovi tonnellate di informazioni in inglese, se vuoi una spiegazione in italiano:http://www.linuxjournal.it/wirefree/0012047.htmL'ultimo progetto di TIVO è stato di accordarsi con un'azienda che distribuisce i DVD tramite posta, la Netflick (c'è anche un servizio analogo in Italia di cui non ricordo il nome), ecco la loro idea è che uno col TIVO uno sceglie i film che vuole vedere e anziché riceverli con la posta tradizionale se li scarica e guarda il giorno dopo.
  • The_GEZ scrive:
    Re: Non è mica vero
    Ciao Ekleptical !
    Se, invece, vuoi farti i TUOI contenuti e
    farli girare, sappi che Itnernet sta andando
    gran bene. Anche (soprattutto?) per la
    diffusione del digitale, i prezzi delle
    attrezzature audio/video sono in crollo
    libero. La cultura dell'autoproduzione????????????????????????????????????????????Quanto costa una connessione ad internet con una bada in upstream da 4Mbit con almeno il 50% di questa GARANTITA ????Ah !Ammesso di essere coperti, naturalmente ....
    semi-pro e amatoriale di cortometraggi
    è in fortissima ascesa. Te lo posso
    confermare per consocenze personali. LeSi sta parlando di distribuzione non di semplice produzione.
    Quindi se vuoi generare i tuoi di contenuti,
    il momento è propizio.Si, basta che poi te li tieni per te ....
    Non ho mai sentito queste grosse lamentele
    da chi crea. A lamentarsi del copyright son
    sempre quelli che scroccano, guarda un po'.Ed eccolo li ! Alla fine si e' trdito, un altro della SIAE ....Scommetto che i brevetti sul software per te sono giusti e sacrosanti.
  • Anonimo scrive:
    [OT] Re: Per una velina in tanga...
    Ne hanno assimilato un altro:(
  • Anonimo scrive:
    Per una velina in tanga...
    lascio passare anche due fermate!
  • wup scrive:
    Re: Contenuti - TiVo
    ma TiVo funziona anche per i programmi italiani? E dove si possono trovare + informazioni, a parte il sito ufficiale?
  • Anonimo scrive:
    Re: Non è mica vero
    - Scritto da: Ekleptical

    Se ad esempio vuoi fare un documentario
    su

    Bush e distribuirlo gratuitamente in
    rete,

    non puoi mettere dentro pezzi dei suoi

    interventi televisivi, perché ci
    sono

    i diritti dei vari network da pagare.

    Mi sembra corretto. Stai sfruttando il
    lavoro degli altri. Il fatto che tu lo
    distribuisca in modo gratuito è
    ininfluente. Quantomeno devi avere il
    buongusto di chiedergli il permesso!!
    No, perché il permesso può trasformarsi in un'azione di censura. Come ad esempio è successo con Outfoxed che mostrava la scarsa obiettività del canale Fox News e che Murdoch ha cercato di fermare con la scusa del copyright.Se è distribuito gratuitamente e quindi uno non ci guadagna sopra, e i crediti dei pezzi inseriti sono tutti riportati non c'è nessuna ragione morale perché ciò sia vietato.
    Oppure vuoi vantarti di un riconoscimento
    artistico senza darlo agli altri?Nessuno vuole togliere i crediti degli autori, non infilare cose mai dette nel discorso.
  • Ekleptical scrive:
    Re: Non è mica vero

    Se ad esempio vuoi fare un documentario su
    Bush e distribuirlo gratuitamente in rete,
    non puoi mettere dentro pezzi dei suoi
    interventi televisivi, perché ci sono
    i diritti dei vari network da pagare.Mi sembra corretto. Stai sfruttando il lavoro degli altri. Il fatto che tu lo distribuisca in modo gratuito è ininfluente. Quantomeno devi avere il buongusto di chiedergli il permesso!!Altrimenti distribuiscilo in forma anonima. Non figuri come autore, nessuno ti dirà niente. E' un documentario di ignota origine, come tante parodie che girano in rete.Oppure vuoi vantarti di un riconoscimento artistico senza darlo agli altri?
  • Anonimo scrive:
    Re: Non è mica vero
    - Scritto da: Ekleptical
    Per quanto riguarda le musiche, chi t'ha
    detto di usare musiche "famose"?Se ad esempio vuoi fare un documentario su Bush e distribuirlo gratuitamente in rete, non puoi mettere dentro pezzi dei suoi interventi televisivi, perché ci sono i diritti dei vari network da pagare. Non puoi mostrare sue foto perché anche quelle hanno dei diritti da pagare anche se la distribuzione del tuo lavoro sarà gratuita.
  • Ekleptical scrive:
    Non è mica vero
    Se si rimane all'offerta dei provider o dei grandi fornitori di contenuti mi pare ovvio ed evidente che puntino a distribuire i LORO contenuti di richiamo! Spero che nessuno abbia mai pensato il contrario. Nè loro hanno mai detto che avrebbero fatto altro.Se, invece, vuoi farti i TUOI contenuti e farli girare, sappi che Itnernet sta andando gran bene. Anche (soprattutto?) per la diffusione del digitale, i prezzi delle attrezzature audio/video sono in crollo libero. La cultura dell'autoproduzione semi-pro e amatoriale di cortometraggi è in fortissima ascesa. Te lo posso confermare per consocenze personali. Le comunità online di videomaker spuntano come funghi. Si scambiano esperienze, consigli, video e sfide artistiche.Idem le mailing liste dedicate e persino i Festival. Non si sono mai prodtti tanti cortometraggi come ora, altrochè!!!Quindi se vuoi generare i tuoi di contenuti, il momento è propizio.Per quanto riguarda le musiche, chi t'ha detto di usare musiche "famose"? Non puoi chiedere ad un amico di buattare giù qualche nota oppure procurati qualche eJay del genere preferito o un Acid che anche il più incapace degli incapaci riesce ad usare tirandoci fuori qualcosa (non devi comporre niente, solo fare un collage di spezzoni musicali già fatti). Chi ha voglia di impegnarsi fa così.Non ho mai sentito queste grosse lamentele da chi crea. A lamentarsi del copyright son sempre quelli che scroccano, guarda un po'.
  • Anonimo scrive:
    Contenuti
    E' un problema che è stato più volte dibattuto da Lessig, cioè la possibilità del resampling per contenuti diffusi in modo gratuito.Cioè la possibilità di poter montare materiale televisivo, musica, pezzi di film ecc... insieme a materiale proprio e diffonderlo gratuitamente.Molta gente ha la banda larga e gli strumenti per fare questo, però la legge non lo permette.Riguardo alla tv interattiva mi viene in mente ad esempio fastweb con la videostation, l'errore è che vogliono dare i contenuti in streaming con tutte le conseguenze del caso.Non sarebbe meglio utilizzare una cosa come il TiVo che in america tanto successo ha riscosso?Uno seleziona i programmi che gli interessano tramite una guida a video che viene sempre aggiornata dall'apparecchio. E una volta selezionati vengono scaricati magari usando un protocollo p2p tipo bittorrent, così se anche altre persone li stanno scaricando c'è minore carico per i server che forniscono i file.Se la cosa riscuotesse successo in futuro potrebbero nascere delle tv che stanno solo su internet.Mettete un Italia1 che vi fa scaricare i Simpsons, The OC, Alley McBeal ecc.. con tanto di pubblicità (magari senza la possibilità di skipparla).Al contrario del pc dove uno può rippare i video in diversi modi, rimarrebbero lì dentro l'apparecchio senza possibilità di masterizzazione (Basta dare l'apparecchio in comodato gratuito con una penale da pagare se lo scatolotto viene aperto o manomesso). Quando il disco è pieno uno è costretto a cancellarli per scaricare nuovo materiale, ma volendo li potrà riscaricare in futuro.Così se la signora Rossi vuole seguire Friends ma si è persa le prime 34345 puntate, se le può scaricare e può guardare tutte in fila.Ora invece la gente deve sperare che i tal film, telefilm, documentario ecc... venga riproposto e di essere fortunati a beccarlo.Insomma quello che ci vorrebbe è una sorta di Raiclick però più evoluto.
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