iPad, biglietto per il futuro

di D. Galimberti - Il tablet di Apple segna forse definitivamente il passaggio di Cupertino a una nuova idea di business. Che potrebbe cambiare, di conseguenza, anche lo scenario dell'intero settore

Roma – Alla luce degli eventi della scorsa settimana, possiamo fare qualche considerazione sull’attuale posizione di Apple nel mercato (il “presente” rivelato dei risultati finanziari) e su come questa potrebbe cambiare nel corso dei prossimi anni (il possibile scenario “futuro” che potrebbe aprirsi grazie al tablet).

Partiamo dai risultati finanziari del primo trimestre 2010, specchio dell’attuale andamento di Apple, e anche (almeno in parte) delle tendenze di mercato (si parla di trimestri “fiscali”, per cui gli ultimi 3 mesi del 2009 sono identificati come primo trimestre dell’anno fiscale 2010). Al di là dell’immancabile record sul totale del fatturato, possiamo notare come il periodo natalizio abbia premiato le vendite di computer desktop (+57 per cento rispetto al trimestre precedente, e +70 rispetto allo scorso anno), mentre l’avanzata dei portatili si è un po’ arrestata facendo segnare un -6 per cento rispetto all’ultimo trimestre del 2009.

Ciò non significa che il mercato dei portatili stia andando male, visto che il confronto rispetto allo stesso periodo dello scorso anno è in positivo di 18 punti percentuali, ma l’uscita del nuovo iMac (nonostante i numerosi problemi del comparto video e i ritardi delle consegne) ha spostato parte dell’utenza verso l’acquisto di computer fissi. Questo dovrebbe insegnare che i confronti trimestrali sulle singole macchine hanno senso fino ad un certo punto, visto che possono essere fortemente condizionate dall’uscita (o dall’attesa) di nuovi modelli. In ogni caso, complessivamente, la vendita di CPU è aumentata del 33 per cento rispetto ad un anno fa, risultato notevole se pensiamo che lo scorso anno l’incremento era stato “solo” del 9.

iPhone è andato ancora meglio del previsto, raddoppiando di netto le vendite, quindi il calo di vendite degli iPod (-8 punti rispetto al primo trimestre del 2009) può essere considerato fisiologico, visto che chi compra iPhone ha già a disposizione anche un iPod: sommando le vendite passiamo da un totale di 27 milioni di unità, a un totale che si avvicina molto ai 30 milioni, di cui 21 milioni (circa) sono rappresentati da iPod. Non sono noti i dettagli dei vari modelli, ma possiamo immaginare che sia il nuovo iPod nano con videocamera a farla da padrone.

Al di là di tutti questi dettagli, dando un’occhiata ai numeri globali, possiamo notare come il fatturato si stia spostando sempre di più verso il settore consumer dei prodotti Apple, ovvero iPod, iPhone e relativi servizi: se lo scorso anno la vendita di CPU rappresentava il 35 per cento circa del fatturato totale, i primi dati del 2010 indicano che questa percentuale è scesa al 28 per cento e la grossa differenza è data dall’incremento di vendite di iPhone. È normale quindi che Apple concentri i suoi sforzi nella direzione che sembra essere la più redditizia (quale azienda non lo farebbe?), senza per questo trascurare i normali computer: altrimenti non si spiegherebbe il forte incremento di vendite anche in questo settore. Quello che forse meriterebbe un po’ più di attenzione è il mercato delle macchine professionali, che vengono aggiornate più di rado (in particolare i Mac Pro, il cui ultimo aggiornamento risale a 11 mesi fa).

In quest’ottica, e pensando all’ultimo nato in casa Apple, è difficile dire quanto iPad sia figlio di questa logica di mercato, o quanto miri a cambiare ulteriormente questa logica inserendosi come punto di forza di un settore (quello dei tablet) che di per sé non è nuovo, ma che Apple sta cercando di reinventare con un approccio completamente diverso rispetto a quanto visto finora (che non ha dato grossi risultati). Le critiche che stanno inevitabilmente arrivando sono per molti versi le stesse che davano per inutile iPod nel 2001, e come perdente iPhone nel 2007: è presto per dire se sarà o meno un successo, e molto dipenderà dalle applicazioni che arriveranno a supportare le vendite. Anche iPhone, senza AppStore, era poco più di un iPod in grado di telefonare, mentre le vendite sono letteralmente “esplose” quando sono arrivate le prime applicazioni (anche se parte del merito è da riconoscere all’uscita del modello 3G e all’espansione del mercato, visto che inizialmente l’iPhone era venduto solo in USA).

La scelta di un sistema operativo di chiara derivazione da iPhone OS è a mio avviso la soluzione migliore per un dispositivo di questo tipo: una versione “standard” di Mac OSX sarebbe ingestibile con comandi touch, tanto più su uno schermo da 9.7 pollici (una versione standard di Mac OS X potrebbe andar bene su un MacBook Air da 11″, macchina che difficilmente verrà realizzata). È vero che la scelta di questo sistema comporta diverse limitazioni, ma è anche vero che lo scopo di un tablet non è quello di sostituire tutte le possibili operazioni che si possono compiere su un desktop: inoltre c’è da considerare che al momento attuale abbiamo visto iPad nelle sue funzioni basilari, mentre le più svariate possibilità di utilizzo arriveranno nei prossimi mesi grazie alla fantasia degli sviluppatori.

Ho parlato di sistema “derivato” dall’iPhone OS, perché al momento attuale è difficile stabilire se il sistema sia esattamente lo stesso: sarà necessario attendere l’uscita di iPad e l’aggiornamento firmware del melafonino per comprendere se, a parità di release, i due sistemi saranno identici. La risposta dovrebbe essere affermativa (a meno di piccoli dettagli), perché la differenza sarà data dalle applicazioni: quelle che abbiamo visto girare su iPad sono diverse da quelle a cui siamo abituati sull’iPhone attuale, e rappresentano un ottimo inizio per dare un’idea di come sfruttare il maggiore spazio a disposizione per realizzare del nuovo software, anche di una certa complessità.

Riguardo la possibilità di utilizzo di iPad come eBook reader, al momento il punto di arrivo non mi sembra ancora ben definito: al di là del fatto che i libri (in formato ePub) saranno inizialmente disponibili solo in USA (vi ricorda qualcosa? qui stiamo ancora aspettando i film sull’iTunes Store…), è difficile dire quali altri contenuti saranno disponibili, e quanto sarà “comodo” leggere un libro sullo schermo dell’iPad (che non è e-ink ma LCD). Personalmente mi pare che iPad sia più orientato ad una lettura meno “impegnativa”, come riviste, quotidiani, fumetti: quindi staremo a vedere come si evolverà questa offerta nel corso dell’anno.

Al di là di questo, l’analisi del nuovo SDK fa emergere alcune differenze sostanziali rispetto all’attuale versione di iPhone OS, una su tutte la presenza di uno spazio condiviso da tutte le applicazioni, e accessibile anche dal computer. Si tratta di una caratteristica fondamentale per utilizzare iPad anche in modo produttivo, perché l’utente deve avere la possibilità di accedere ai file creati con iPad (per esempio con iWork touch), caricarne di nuovi, salvare ed editare i documenti ricevuti via mail, scambiarli con un altro dispositivo ecc. Questa è una grande mancanza dell’iPhone OS attuale, e la speranza è che l’arrivo di iPad introduca questi benefici anche sui fratelli “più piccoli”.

Tra i miglioramenti attesi c’era il multitasking, ma è destinato a rimanere tra i desideri degli utenti (o perlomeno di alcuni utenti) ancora per un po’. Non dimentichiamo comunque che per iPad si parla di una versione 3.2 dell’iPhone OS, quindi un “semplice” aggiornamento della release attuale: a giugno potrebbe arrivare la nuova versione 4.0, accompagnata da un iPhone con processore più potente, e in quell’occasione potrebbe essere introdotto il multitasking. Infatti, parlando di processori, non possiamo fare a meno di menzionare l’introduzione di una CPU proprietaria realizzata da Apple grazie a PA-Semi : di fatto si tratta di un SOC (System On Chip) composto da un’architettura ARM Cortex A9, con sezione grafica integrata, e controller di memoria.

Sebbene non si tratti di un prodotto completamente proprietario, il chip rappresenta comunque l’intenzione di Apple di realizzare qualcosa di “unico” per i propri prodotti, una scelta che dovrebbe riflettersi prossimamente anche su altri dispositivi portatili quali iPhone e iPod Touch. Se da lì in poi ci saranno altre evoluzioni è quasi impossibile dirlo ora, ma considerando che il mercato si sta rivolgendo in maniera specifica a questi prodotti (come abbiamo visto sopra), è probabile che Apple intenda sviluppare in maniera specifica processori riservati solo a questo settore.

iPad rappresenta una rivoluzione? Il pubblico è spaccato a metà: c’è chi ne è entusiasta e chi prevede un flop. È ancora presto per dirlo, sia perché nessuno può dire di averlo provato realmente, sia perché mancano ancora le applicazioni in grado di sfruttarlo. La vera rivoluzione, come ho già avuto modo di dire , non è tanto nell’oggetto in sé, ma sarà nei contenuti offerti e nel modo di offrirli. È ancora presto per tirare le somme: iPad è un ottimo strumento, con un sistema semplificato ma efficace, un’interfaccia reattiva (a differenza di altri tablet ), e un’immensa vetrina per gli sviluppatori. L’iTunes Store, oltre a musica e film, conta ormai 140mila applicazioni per iPhone (che funzioneranno anche su iPad), e a breve applicazioni specifiche per schermi di dimensioni maggiori: che, se seguiranno gli esempi mostrati durante la presentazione, potrebbero riservare grandi sorprese. Ma di questo ne riparleremo tra qualche mese.

Domenico Galimberti
blog puce72

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  • Persona Sociale scrive:
    Social or not social???
    Social Network, Reti Sociali, belle? Brutte? Buone? Cattive? Non e' la fine? Mah...Certo che molti le usano, o si fanno usare da loro?Premessa doverosa, la normativa sulla Privacy nasce da una chiara, precisa e legittima esigenza, ma nella sua realizzazione consente la creazione dei mercati della privacy rendendo un bene prima pubblico, cioe' le informazioni private dei cittadini prima non tutelate, e per cui non escludibili e non rivali, in un bene privato cioe' escludibile e rivale.Per chi non ha fatto studi economici, spiego brevemente che per escludibile si intende che l'uso e l'acXXXXX del bene stesso sono esclusivi, cioe' si definisce un diritto all'uso o all'acXXXXX del bene, o informazione che sia, e tale diritto puo' essere ceduto secondo normativa, usi e costumi.Ora poiche' un mercato di un bene esista e' necessario che quantomeno quel bene sia escludibile, nel momento che la legislazione sancisce che la privacy e' privata la rende di fatto escludibile e ne norma l'eventuale cessione a terzi, creandone di fatto il mercato.Questa logorroica premessa solo per far notare che l'esistenza del mercato della privacy e' totalmente indipendente dai social network, essi sono semplicemente alcuni degli attori presenti in tali mercati, non certo gli unici, non riesco proprio a comprendere cosa ci sia di cosi' scandaloso.Sicuramente il sucXXXXX dei social network ne decreta il fatto che siano utilizzati comunque anche come strumenti nei modi piu' disparati da parte dei loro utenti, i quali pubblicano liberamente e volontariamente informazioni, le quali poi possono divenire oggetto di mercato, ma ripeto esse sono rilasciate senza coercizione alcuna, in fondo, in estremo, se sono richieste informazioni che non si ritiene di pubblicare per l'iscrizione, si puo' sempre decidere di non iscriversi a tale social network rinunciando all'uso dello stesso. Mi pare il classico caso del mercato a due versanti dove su un versante il social network cede strumenti piu' o meno utili alla socialita' in rete in cambio d'informazioni da parte dell'utenza, dall'altro versante cede tale informazioni in cambio di denaro o altri beni a soggetti terzi.Sinceramente non riesco a capire quale sia il problema, anche se i social network non esistessero, la nostra Privacy non sarebbe per nulla piu' sicura......Solo una nota riguardante l'esistenza o meno di patologie psicologiche da dipendenza, eviterei di scriverne predendo parte, semplicemente poiche' anche fra gli addetti ai lavori se ne discute piu' o meno animatamente, non vedo quale possa essere il nostro contributo che siamo addetti ai lavori in altri settori.Saluti e buona birra a tutti,
  • mik.fp scrive:
    Ah! Pubblica fiducia betrayed.
    Nell' "iniziare a raccontare" arrivi tardi Mante:http://www.youtube.com/user/michelefpE se qualcuno non crede ai propri occhi e orecchie:http://www.meganetwork.org/(fanno 2 anni fa)Nessuna alchimia[1]. E' la stessa della Chiesa di Roma, della Apple, e tanti altri Buralicchio[2] :)Basta osservare la Matrice escludendo le uguaglianze e considerando le differenze. Eheh.[1] http://xmau.com/notiziole/arch/200904/005482.html[2] http://it.wikipedia.org/wiki/L%27equivoco_stravagante
  • MeX scrive:
    il social network...
    e internet in generale sono un'amplificazione.Con Iternet puoi sviluppare e scendere nel dettaglio di milioni di cose, dal bondage agli aerei di cartaSei una persona tendezialmente depressa? Internet sarà deprimenteSei una persona da shopping compulsivo? Ebay ti rovineràMa come sempre non è Internet, ma chi lo usa a firmare la sua condanna o goderne del suo utilizzo
    • ullala scrive:
      Re: il social network...
      - Scritto da: MeX
      e internet in generale sono un'amplificazione.

      Con Iternet puoi sviluppare e scendere nel
      dettaglio di milioni di cose, dal bondage agli
      aerei di
      carta

      Sei una persona tendezialmente depressa? Internet
      sarà
      deprimente
      Sei una persona da shopping compulsivo? Ebay ti
      rovinerà

      Ma come sempre non è Internet, ma chi lo usa a
      firmare la sua condanna o goderne del suo
      utilizzoThe discovery! Hot water? E comunque. .. sempre ammesso che ti sia conXXXXX, di rovinarti o godere, liberamente. Non sempre e' scontato.
      • MeX scrive:
        Re: il social network...
        invece è scontato, come hai appunto scritto tu "hot water"
      • Il nome e cognome e obbligator io scrive:
        Re: il social network...
        Ehm.... "hot water" non è un modo di dire in inglese :)Non puoi tradurre direttamente dall'italiano all'inglese queste cose.Semmai puoi dire "Captain Obvious".
    • asd scrive:
      Re: il social network...
      vero, sta all'inteligenza umana porre unlimite.... e sicneramente io nn voglio nessuno che comandi quello che faccio in rete come vorrebbero i benpensanti
  • contagio scrive:
    virus...
    eh si... anche mantellini si è beccato il virus f... non si capisce perché, ad esempio, quello che dicono gli "psichiatri dell'ambulatorio per le dipendenze da Internet del policlinico Gemelli" sono solo affermazioni dettate da "avventatezza tutta nostrana" e proprie "di chi giudica grandi fenomeni sociali armato solo dei propri solidi preconcetti" (il punto di domanda messo nell'articolo è puramente retorico)...mentre invece l'articolo di Vittorio Zucconi è un "interessante approfondimento sull'amicizia ai tempi dei social network" che fa "un'analisi informata e interessante" e quello di Baricco è un articolo "altrettanto stimolante"...per non parlare del punto di vista sulla privacy!da un lato sembra che quasi tutti siano attentissimi alla privacy in rete, cosa che invece è del tutto falsa, dato che, evidentemente ed innegabilmente, le cose non stanno certo così (e chi ha un briciolo di interesse per la propria privacy se ne sta ben lontano da f e compagnia bella)...dall'altro sembra che il problema stia tutto, più o meno, nel settare bene gli account...http://www.eff.org/deeplinks/2010/01/primer-information-theory-and-privacyhttp://attivissimo.blogspot.com/2010/01/facebook-le-foto-private-sono-pubbliche.htmlin ultimo, dopo una bella tiritera per dire che in fondo tutto va bene nel nuovo mondo della rete "social" ( "Nel frattempo le cose succedono e le abitudini cambiano, le persone si incontrano e si conoscono sempre più spesso in Rete che non su un fangoso campo di calcio." ) la chiusura: "La notizia della settimana è che in Inghilterra ed in Italia c'è stata gente autorevole che su grandi giornali ne ha discusso con misura ed intelligenza." stano... mi sarei aspettato che questa grande discussione, misurata e di elevato spessore intellettuale, si fosse tenuta su qualche social network tipo f piuttosto che su grandi giornali, magari cartacei...
    • salsedo scrive:
      Re: virus...
      - Scritto da: contagio
      eh si... anche mantellini si è beccato il virus
      f...


      non si capisce perché, ad esempio, quello che
      dicono gli "psichiatri dell'ambulatorio per le
      dipendenze da Internet del policlinico Gemelli"
      sono solo affermazioni dettate da "avventatezza
      tutta nostrana" e proprie "di chi giudica grandi
      fenomeni sociali armato solo dei propri solidi
      preconcetti" (il punto di domanda messo
      nell'articolo è puramente
      retorico)...

      mentre invece l'articolo di Vittorio Zucconi è un
      "interessante approfondimento sull'amicizia ai
      tempi dei social network" che fa "un'analisi
      informata e interessante" e quello di Baricco è
      un articolo "altrettanto
      stimolante"...

      per non parlare del punto di vista sulla privacy!
      da un lato sembra che quasi tutti siano
      attentissimi alla privacy in rete, cosa che
      invece è del tutto falsa, dato che, evidentemente
      ed innegabilmente, le cose non stanno certo così
      (e chi ha un briciolo di interesse per la propria
      privacy se ne sta ben lontano da f e compagnia
      bella)...

      dall'altro sembra che il problema stia tutto, più
      o meno, nel settare bene gli
      account...
      http://www.eff.org/deeplinks/2010/01/primer-inform
      http://attivissimo.blogspot.com/2010/01/facebook-l

      in ultimo, dopo una bella tiritera per dire che
      in fondo tutto va bene nel nuovo mondo della rete
      "social" ( "Nel frattempo le cose succedono e
      le abitudini cambiano, le persone si incontrano e
      si conoscono sempre più spesso in Rete che non su
      un fangoso campo di calcio." ) la
      chiusura:
      "La notizia della settimana è che in
      Inghilterra ed in Italia c'è stata gente
      autorevole che su grandi giornali ne ha discusso
      con misura ed
      intelligenza."

      stano... mi sarei aspettato che questa grande
      discussione, misurata e di elevato spessore
      intellettuale, si fosse tenuta su qualche social
      network tipo f piuttosto che su grandi giornali,
      magari
      cartacei...Se non erro Mantellini bollò Beppe Grillo come un inetto della rete o giù di li, disse che non ne capiva le potenzialità.Grillo può piacere o no ma se Forbes lo incluse tra i 10 blog più influenti del web forse è Mantellini stesso a non capirne molto...
  • ullala scrive:
    la parola giusta...
    Titanic....il resto poco importa
  • bubba scrive:
    i bei tempi...
    citando l'economist "Until the mid-1990s they were largely ghettos for geeks who hid behind online aliases" ..senza (o quasi) marketing, profilazioni di massa, sociologi e venditori di fuffa2.0 ... bei tempi andati appunto.%£%&@# NO CARRIER
  • Carlo scrive:
    ottimo articolo
    Commento di nessuna utilità pratica, ma volevo solo fare i complimenti a Mantellini per questo articolo a mio giudizio ben fatto.
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