La comunicazione a forma di joystick

di Massimo Mantellini. Tra segni e simboli in 30 secondi rimaniamo in attesa che un assassino minorenne confessi prossimamente di aver sterminato la famiglia per colpa dell'ultimo game, Severance


Web – Credo di essere fra i tanti che hanno trovato lievemente disgustosa la pubblicità del nuovo telefono Sirio di Telecom. Quella nel quale una mamma antipatica e improbabile tesse le lodi di sua figlia, una ragazzina dotata di aureola, intenta a mandare di nascosto sms “dal telefono dei suoi”. La mia piccola contrarietà dipendeva in realtà più che altro dall’invito, per nulla nascosto nello spot, a carpire i soldi dei genitori per inviare brevi messaggi di testo.

E ‘ il mio un atteggiamento giustificabile? Esiste una etica della comunicazione che consigli agli addetti ai lavori comportamenti che limitino i rischi di vedere adolescenti lanciare coltelli da cucina in direzione dei genitori dopo averlo visto fare da Fiorello in uno spot Infostrada? E ‘ molto difficile dirlo. Quello che sembra evidente è che le prese di posizione di esperti, educatori, sociologi, sacerdoti e psicologi al riguardo appaiono sempre più spesso inadeguate.

Il bambino che si lancia dalla finestra perché ha visto Superman (o Pikachu) farlo in TV, non rappresenta il paradigma di alcunché: nella sua eccezione non serve in realtà ad indicare una direzione di comportamento valida per tutti, utile alla maggioranza delle persone. Eppure ancora oggi capita di leggere sui giornali le solite polemiche su Severance , un nuovo videogioco violento che, come previsto, preoccupa e rende sgomenti genitori ed educatori. In attesa che un assassino minorenne (argomento di grande attualità in questi giorni) confessi prossimamente di aver sterminato la famiglia per colpa di tale videogame, registriamo solo che si tratta di una storia sentita già molte volte.

Nella nuova comunicazione, quella consentita da mezzi come Internet (ma anche dai videogames), quello della etica dei contenuti è un problema che si presenta con frequenza ossessiva. Da un lato, la quantità dei contenuti raggiungibili è aumentata in maniera vertiginosa, dall’altro la modalità della comunicazione tende ad individualizzarsi, proprio in relazione al tipo di un mezzo, il computer, che ben difficilmente consente utilizzi condivisi. Oltretutto, a differenza di quanto accadeva fino a qualche anno fa, la liceità dei messaggi e la necessità di un loro eventuale controllo, sembra estendersi dal periodo dell’adolescenza anche all’età matura. Ai tempi di Internet esiste di conseguenza una selvaggia voglia di considerare gli adulti come bambini senza cervello per i quali la navigazione su una pagina web nella quale si spiega come autocostruirsi un missile terra-aria con vecchi residui di elettrodomestici equivale ad un invito irresistibIle e ad un concreto pericolo per la comunità.

Di più: il filtro che fino a qualche lustro fa era “umano” (i genitori, il parroco, l’insegnante, i compagni più grandi, il gruppo) diventa sempre di più governato da un intermediario anonimo e sconosciuto. Non è quindi solo l’overload informativo che rende aleatoria e impalpabile l’etica della comunicazione (in un mondo in cui tutto è raggiungibile, tutto può essere scelto indifferentemente e tutti improvvisamente siamo potenziali ladri/molestatori/truffatori) ma qualcosa di ben più serio.

Mano a mano che si moltiplicano le opzioni di comunicazione e di interattività si moltiplicano anche il numero e la risma dei controllori di tali scelte. Sembra essere questa la religione del futuro. Alle sacre scritture o alle ideologie, il mondo digitale sostituisce il marketing e il controllo politico, la convenienza della grande industria multimediale e il colonialismo culturale. Non deve quindi meravigliare che l’interpretazione dei segni contenuti in trenta secondi di pubblicità, abbia ormai acquistato tale e tanta importanza e che “l’etica” della comunicazione coincida ogni giorno di più con la “convenienza” della comunicazione.

Massimo Mantellini

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    Siamo alle solite!
    Sono abbastanza deluso nel vedere una voce di PI lasciarsi invischiare così ingenuamente nella trappola delle disquisizioni su Linux. Finora, leggendo i post su questo forum, tale comportamento era appannaggio quasi esclusivo di elementi esterni poco informati che confondevano l'informatica con la politica e con le lotte sociali.Onore alle iniziative, ma non bisogna MAI perdere di vista l'obiettivo fondamentale dell'informatica, visto sia dalla parte di chi la produce che dalla parte di chi la utilizza: l'informatica è un servizio per la produttività aziendale e personale, quindi il suo fine è accrescere l'efficienza, quindi è far accrescere i guadagni (o ottimizzare gli sforzi, o diminuire le spese), quindi è business. Punto e basta.Che poi ci sia una fetta di umanità che consideri l'informatica alla stregua di una sfida al sistema, di uno strumento di liberazione sociale (e mentale), di un grande gioco di società dove vince chi colpisce meglio e più volte Bill Gates o IBM, questo non cambia le cose.Quando (e se) Linux (o quello che si vuole) sarà in grado di accrescere efficientemente i guadagni dei suoi clienti (e non solo di appagare le loro frustrazioni politiche e sociali), quando saprà essere business, quando farà fare business, come e meglio di come faccia oggi Microsoft, allora si assisterà ad un cambiamento di rotta. Ma sarà il mercato a deciderlo, caro Stefano, il Mercato.Ciao,AngeloP.S.: Sono d'accordo con te quando dici che tutto questo rumore intorno a Linux non gli giovi affatto. Verissimo: soprattutto se è generato da incompetenti in materia (non mi sto ovviamente riferendo a te, in questo momento) che trovano nel "gruppo" la loro "forza", firmandosi tristemente con le "k" al posto delle "c".P.P.S.: Se (SE) Linux sfonderà tanto da dimostrare di poter efficientemente soppiantare Windows in tutti gli ambiti (possibilità che ritengo personalmente abbastanza prossima alla fantascienza, almeno riguardo ai prossimi anni), vedremo sicuramente una bella operazione finanziaria di assorbimento da parte di una delle major mondiali (credo sia IBM quella più probabile), e tanti saluti all'open source e all'"anarchia informatica". E' già successo e non potrà che essere così.
  • Anonimo scrive:
    E poi dicevano a me...!
    La settimana scorsa, in un topic sull'argomento Linux, mi ero permesso di paragonare il pensiero che muove la comunità Open Source al comunismo. Sono stato "cazziato" selvaggiamente, insultato e quant'altro, accusato di "buttare tutto in politica", eccetera.Cristo! Ma allora qui di cosa si parla?
    • Anonimo scrive:
      Re: E poi dicevano a me...!
      - Scritto da: flower
      La settimana scorsa, in un topic
      sull'argomento Linux, mi ero permesso di
      paragonare il pensiero che muove la comunità
      Open Source al comunismo. Sono stato
      "cazziato" selvaggiamente, insultato e
      quant'altro, accusato di "buttare tutto in
      politica", eccetera.E hanno fatto bene, nei rimproveri - non negli insulti..Nel modello Open Source la condivisione (simil-comunismo?) non e` il FINE, o almeno non e` solo il FINE. Mi spiego: la condivisione e` il MEZZO con cui il software Open Source si sviluppa, evolve, cresce. L'idea e` presa dal metodo scientifico, dove la condivisione delle scoperte facilita nuove scoperte. Tizio comunica una scoperta, e Caio riparte da li` per nuove scoperte.Linus Torvarlds si richiama spesso al metodo scientifico.Chi pensa che questo modello di sviluppo sia solo composto dal FINE della condivisione del prodotto, s'e` fermato a meta` della faccenda.Il metodo scientifico a funzionato per 400 anni e funziona tuttora. Spesso subisce pressioni dagli industriali, ma gran parte degli studiosi lo segue.L'Open source segue lo stesso modello. Quindi direi che e` vero come dici tu che anche in questo articolo si e` buttato tutto troppo in politica.Concordo solo su i segni della voglia di limitare le liberta` individuali, specie quelle di espressione, che con la rete sono enormemente facilitate.Comunque per es. la prima parte e` una sciocchezza enorme: la diversita` nell'Open source e` una ricchezza, non una palla al piede. Corrisponde alla diversita` di idee che sono la culla delle scoperte in ambito scientifico. E` segno di vitalita` e di vero sviluppo.Cio` non toglie importanza a progetti di standardizzazione. Ma quello viene dopo, su basi di materiale sviluppato a sufficienza.Saluti S. ps. [quasi OT] Sulla "battaglia" Gnome/KDE: io sono per il KDE, ma temo molto per Gnome (e me ne dispiace) per via della voglia matta di .Net che ha preso la Ximian (che produce Gnome) con il progetto Mono.
  • Anonimo scrive:
    Giù le mani da Linux!
    Ancora!!!Ma allora è un vizio!Linux NON DEVE ESSERE USATO COME RIFERIMENTO PER I TRADIZIONALI SCHIERAMENTI POLITICI.Sono molto deluso dai riferimenti dell'articolista ("...dell'offensiva reazionaria...","...degna dei migliori regimi di stampo sudamericano...","...detentori del modello capitalista tentano di combattere utilizzando i tradizionali mezzi del controllo sociale ..." ecc.).Se non sono daccordo con Gates, non è perchè è un capitalista, ma solo perchè si è affermato senza avere dei meriti: se fosse stato un buon programmatore, e un innovatore forse avrebbe "guadagnato" anche dei consensi tra chi ha utilizzato e utilizza i prodotti della sua M$."si vuole davvero evitare questo inevitabile "riassorbimento" è plausibile ipotizzare l'unificazione delle maggiori distribuzioni (Slack, Debian, RedHat, Caldera e SuSe)" scrive il Sig Tagliaferri.Pessima idea dico io (che non sono nessuno).Anzi la FORZA di linux deve basarsi su questo: una sana concorrenza a tutto campo mantenendo un kernel comune.Insomma la "clonazione" del SW è appena cominciata.La clonazioneHW dei PC ha determinato la morte di tantissimi sistemi (CPU , architetture HW, SO, SW in genere) che a causa del vil denaro non sono stati sviluppati.Ora sembra che sia in atto lo stesso fenomeno per le 2 anime del PC : l'anima HW costituita dalla CPU -(Intel-AMD) e quella SW costituita dal SO (windows - Linux).La concorrenza fra le società che commercializzando Linux lo migliorano come possono , offrendo, in vario modo, del "valore aggiunto", mi spinge ad essere ottimista x il futuro.Il SW "gratuito" o se volete l'Open Source rimarrà sempre ma NON PUO' BASTARE, per campare.Concludo dicendo che la corporazione dei Gionalisti ha un grave difetto : è "appiattita" come un' ombra sul "muro" della sinistra tanto da aver perso ogni "spessore"RR
    • Anonimo scrive:
      Re: Giù le mani da Linux!
      Ciao, condivisibile anche quanto Tu hai detto, ma, alle fine del Tuo articolo, anche Tu l' hai buttata in politichese.ciao- Scritto da: RR
      Ancora!!!
      Ma allora è un vizio!
      Linux NON DEVE ESSERE USATO COME RIFERIMENTO
      PER I TRADIZIONALI SCHIERAMENTI POLITICI.
      Sono molto deluso dai riferimenti
      dell'articolista ("...dell'offensiva
      reazionaria...","...degna dei migliori
      regimi di stampo
      sudamericano...","...detentori del modello
      capitalista tentano di combattere
      utilizzando i tradizionali mezzi del
      controllo sociale ..." ecc.).

      Se non sono daccordo con Gates, non è perchè
      è un capitalista, ma solo perchè si è
      affermato senza avere dei meriti: se fosse
      stato un buon programmatore, e un innovatore
      forse avrebbe "guadagnato" anche dei
      consensi tra chi ha utilizzato e utilizza i
      prodotti della sua M$.

      "si vuole davvero evitare questo inevitabile
      "riassorbimento" è plausibile ipotizzare
      l'unificazione delle maggiori distribuzioni
      (Slack, Debian, RedHat, Caldera e SuSe)"
      scrive il Sig Tagliaferri.
      Pessima idea dico io (che non sono nessuno).
      Anzi la FORZA di linux deve basarsi su
      questo: una sana concorrenza a tutto campo
      mantenendo un kernel comune.
      Insomma la "clonazione" del SW è appena
      cominciata.
      La clonazioneHW dei PC ha determinato la
      morte di tantissimi sistemi (CPU ,
      architetture HW, SO, SW in genere) che a
      causa del vil denaro non sono stati
      sviluppati.
      Ora sembra che sia in atto lo stesso
      fenomeno per le 2 anime del PC : l'anima HW
      costituita dalla CPU -(Intel-AMD) e quella
      SW costituita dal SO (windows - Linux).
      La concorrenza fra le società che
      commercializzando Linux lo migliorano come
      possono , offrendo, in vario modo, del
      "valore aggiunto", mi spinge ad essere
      ottimista x il futuro.
      Il SW "gratuito" o se volete l'Open Source
      rimarrà sempre ma NON PUO' BASTARE, per
      campare.

      Concludo dicendo che la corporazione dei
      Gionalisti ha un grave difetto : è
      "appiattita" come un' ombra sul "muro" della
      sinistra tanto da aver perso ogni "spessore"
      RR
      • Anonimo scrive:
        Re: Giù le mani da Linux! 2
        La mia, è una OPINIONE non un ARTICOLO.Infatti io sono un Programmatore, Tagliaferri un Giornalista.E' vero che non sono mai esistiti giornalisti veramente obiettivi (cioè che riportano fatti e notizie in modo il + possibile imparziale) ma uno sforzo in questa direzione è auspicabile.RR
    • Anonimo scrive:
      Re: Giù le mani da Linux!
      - Scritto da: RR
      [...]
      "si vuole davvero evitare questo inevitabile
      "riassorbimento" è plausibile ipotizzare
      l'unificazione delle maggiori distribuzioni
      (Slack, Debian, RedHat, Caldera e SuSe)"
      scrive il Sig Tagliaferri.
      Pessima idea dico io (che non sono nessuno).
      Anzi la FORZA di linux deve basarsi su
      questo: una sana concorrenza a tutto campo
      mantenendo un kernel comune.
      Insomma la "clonazione" del SW è appena
      cominciata.Pienamente daccordo con te, se non l'avessi letto avrei postato la tessa cosa. Linux non deve ridursi ad essere unificato in un unica distro.
      [...]
      Il SW "gratuito" o se volete l'Open Source
      rimarrà sempre ma NON PUO' BASTARE, per
      campare.
      Ora come ora posso capire che una
      software house non posssa campare
      senza copyrightnon che io abbia le competenze/conoscenze per contraddirti, ma ho il sospetto (desiderio, speranza...) che tu sia in errore.Beh insomma, IMHO:"gratuito" è _solo_ una conseguenza di open source.Credo/spero che possa esistere un qualche tipo di struttura economica adatto alle softwre house che decidono di seguire il modello openPoi c'è il discorso dell'assistenza verso prodotti open source:proprio dove lavoro io si vende e si fa assistenza per un sw esterno. Da quello che ho potuto vedere, il prezzo dell'assistenza supera molto quello del sw in se (effettivamente non so il puro "guadagno")Concludo questa "risposta" nella speranza che qualcuno auspicabilmente più esperto di me comtinui la discussione.Hi all
      • Anonimo scrive:
        Re: Giù le mani da Linux!
        Hai ragione Sectoid: in effetti quel "per campare" mi è proprio scappato. Avrei dovuto scrivere "non può bastare in assoluto!".Per SW gratuito non intendo l'Opensource ma il "freeware", ed anche gli "esempi sorgenti" che i programmatori si scambiano in rete.Penso che l'Open source CONTRIBUISCA a diversificare e ampliare le Offerte di SW presenti sul mercato facendolo crescere.Sicuramente non può SOSTITUIRE COMPLETAMENTE le offerte tradizionali (anche se in molti casi potrebbe essere vantaggioso sia x il cliente che x il fornitore).RR
  • Anonimo scrive:
    Ciao, sono Alien
    D' accordo con il Tuo articolo, qualcosa di nuovo è finalmente nato e stà maturando nel campo dell' informatica; l' Opens Source, il GPL, ed il GNU.E' normale che dia fastidio ai potentati delle Multinazionali e dei loro SW propietari, si vede anche dalle reazioni scomposte dell' amico Bill.L' hai detto anche TU, oramai è 1 questione di filosofia, la Libertà del SW intesa come Libertà di migliorarlo, ed il SW Proprietario, inteso solo coem riempitore di saccocce delle Multinazionali.Ma, oramai, l' Open Source stà prendendo piede, grazie anche a LINUX, che, a differenza di Te, penso che entro max 2 anni comincerà anche a prendere piede nel tipico Mercato dominato dalla Microsoft; il DeskTop.Auspico, e sono sicuro dell' inevitabilità della fusione delle Tecnologie dei 2 DeskTop attualmente concorrenti in LINUX; Kde e Gnome.Una volta che questo succederà x l' amico Bill e per i SW Proprietari saranno veramente dolori.Del resto, 1 mercato Libero è Democratico per natura, ci impiegherà più tempo a raggiungere l' obiettivo, ma lo raggiungerà in modo stabile.E' ovvio, e lo ripeto x i MATRIX, che SW libero non significa "GRATIS", ma solo che ne diventa proprietario chi l' acquista, compreso il Codice Sorgente, ed è proprio questa la differenza ENORME con i SW Proprietari.Ma sono fiducioso, e lo ripeto anche a te, se LORO suonano le LORO trombe, NOI SUONEREMO LE NOSTRE CAMPANE.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ciao, sono Alien
      - Scritto da: Alien
      Non essere così pessimista, il potere è
      nella gente ed è in chi compra.
      Leggi MUCCA PAZZA non erano potenti anche i
      MACELLAI?E tu non hai mai pensato che la storia mucca pazzaè stata messa in risalto da Inghilterra+Americaper colpire l'Euro?Se così fosse i macellai sono vittime dellacredulità delle persone.
      • Anonimo scrive:
        OT: Mucca pazza
        - Scritto da: Visionario


        - Scritto da: Alien

        Non essere così pessimista, il potere è

        nella gente ed è in chi compra.

        Leggi MUCCA PAZZA non erano potenti anche
        i

        MACELLAI?

        E tu non hai mai pensato che la storia mucca
        pazza
        è stata messa in risalto da
        Inghilterra+America
        per colpire l'Euro?
        Se così fosse i macellai sono vittime della
        credulità delle persone.La mucca pazza e' colpa sia dei governi che volevano colpire l'economia dell' UE, sia della stessa UE con le sue politiche economiche rivolte alla quantita' e non alla qualita', sia degli allevatori e commercianti che hanno venduto l'anima (le tradizioni) per quattro soldi in +, sia dei media taciuti dal proprio servilismo, sia da noi consumatori distratti e disinteressati anche da quello che mangiamo.Ce lo siamo meritato...
    • Anonimo scrive:
      Re: Ciao, sono Alien

      Credo che Linux debba affermarsi dove e'
      gia' forte: il ricco mercato dei server.
      Molti sperano di vedere il pinguino sui
      DeskTop: al momento solo Windows e' meglio
      di Windows e chi usa Linux per il desktop lo
      fa xche' fa figo.Non potrebbe invece farlo semplicemente perché funziona? C'è anche chi installa Win2K perché 'fa figo', non per questo Win2000 deve essere visto come un prodotto inutile sul mercato desktop.
      Una cosa e' certa: se devo installare una
      distro che mi occupa 2 Gb di HD (Mandrake
      docet...)Mandrake, chi era costui? Se il brutto di Linux è che si frammentano gli sforzi per fare la stessa cosa in 'n' modi diversi, è anche il suo bello, perché puoi trovare più facilmente quello che serve o va bene a te, magari ci metterai un po' di più, ma nessuno ha datto che fosse facile (io no, perlomeno). Un mio conoscente ha provato Red Hat quasi due anni fa, e per un anno mi ha 'stressato' al telefono ("Come installo questo? E quest altro?" "La scheda audio come la attivo?"). Il tutto gli è servito eccome, l'anno scorso ha provato Slackware (giudicata molto più tecnica di RH e pressoché inaccessibile ai profani), ha fatto tutto da solo senza chiedere nulla. Età del tipo: 15 anni (ora).
      ...certamente non
      si addice alle esigenze di un "utonto" medio
      che continuera', giustamente, ad usare il
      suo Windows2000/1/Experience o come diavolo
      si chiamera'.avendo gli stessi problemi di aggiornamento delle periferiche e di occupazione spazio su HD.
  • Anonimo scrive:
    Bill Gates "guru dell'informatica" ?????
    bill gates non lo e' assolutamente!lui e' diventato ricco grazie ad un grossolano errore dell'IBM che gli affidò il compito di scrivere un piccolo sistema operativo ,il dos, per i neo arrivati PC senza che l'IBM se ne prendesse tutto il merito.Dopodichè ci fu il boom dei PC e quindi anche quello del dos che al momento era l'unico in grado di usarlo.Tutto il resto sono state pure manovre economiche!io lo potrei definire solo guru dell'economia.Guru dell'informatica e' una vera offesa a tutti gli sviluppatori professionisti del pianeta!mi spiace che per quanto competente ti sei fatto imburattinare dai media e dalle dicerie
    • Anonimo scrive:
      Re: Bill Gates
      Condivido pienamente, non si può define "guru dell'informatica" uno che per realizzare i suoi prodotti si è "ispirato" (o meglio copiato) ai software concorrenti (vedi Mac OS o unix).Gli si può solo attribuire il merito di aver migliorato programmi già esistenti o semplificandone l'utilizzo.Quindi Bill Gates e solo un grande opportunista e stratega di marketing
      • Anonimo scrive:
        Re: Bill Gates
        Simon, il tuo sillogismo fa acqua.Gates inizio' a giocherellare con l'informatica scrivendo un compilatore basic per un oggetto che assomigliava piu' ad una lavatrice che a un PC.Vorrei sapere quanti "sviluppatori seri" di oggi sarebbero in grado di farlo.Michele Coppo- Scritto da: simon
        Condivido pienamente, non si può define
        "guru dell'informatica" uno che per
        realizzare i suoi prodotti si è "ispirato"
        (o meglio copiato) ai software concorrenti
        (vedi Mac OS o unix).
        Gli si può solo attribuire il merito di aver
        migliorato programmi già esistenti o
        semplificandone l'utilizzo.
        Quindi Bill Gates e solo un grande
        opportunista e stratega di marketing
        • Anonimo scrive:
          Re: Bill Gates
          Oh OH, che paura!Ma per favore, Jobs e Wozniak hanno programmato il primo personal computer leggi Apple I), facendolo connettere tranquillamente ad un televisore in tempi in cui i computer erano utilizzati solo nello spionaggio e nelle ricerche scientifiche! Quelli sono "programmatori seri"!- Scritto da: Michele Coppo
          Simon, il tuo sillogismo fa acqua.
          Gates inizio' a giocherellare con
          l'informatica scrivendo un compilatore basic
          per un oggetto che assomigliava piu' ad una
          lavatrice che a un PC.
          Vorrei sapere quanti "sviluppatori seri" di
          oggi sarebbero in grado di farlo.

          Michele Coppo

          - Scritto da: simon

          Condivido pienamente, non si può define

          "guru dell'informatica" uno che per

          realizzare i suoi prodotti si è "ispirato"

          (o meglio copiato) ai software concorrenti

          (vedi Mac OS o unix).

          Gli si può solo attribuire il merito di
          aver

          migliorato programmi già esistenti o

          semplificandone l'utilizzo.

          Quindi Bill Gates e solo un grande

          opportunista e stratega di marketing
          • Anonimo scrive:
            Re: Bill Gates

            Oh OH, che paura!
            Ma per favore, Jobs e Wozniak hanno
            programmato il primo personal computer leggi
            Apple I), facendolo connettereInfatti anche loro possono essere chiamati Guru dell'informatica, ma questo vale quanto e tanto per Bill Gates.Non sono qui a difendere Bill o Steve, ma ricordiamoci che l'evoluzione nel mondo dell'informatica ha una velocità decine di volte superiore a qualunque altro settore. Quindi se qualcuno (Bill) ha sviluppato delle cose parecchio complesse (si citava il Basic per l'Home computer Altair), ossia una cosa a dir poco diabolica (come complessità), e poi ha passato tutti il tempo a capo di una società che nel bene o nel male ha fatto parte della storia dell'informatica... Chiamarlo Guru mi pare corretto.Non dimentichiamoci che Steve Jobs (anche lui Guru) sono un bel po' di anni che non mette mano su un pezzo di codice (almeno pubblicamente) ma si occupa solo di marketing e di design (guru anche del design?)...Uno che non chiameri guru è il capoccia della Oracle, quello con la faccia da avvocato ricco e beloccio... Quello si che è un cialtrone speculatore, altro che un guru dell'informatica (ma forse della finanza si).
          • Anonimo scrive:
            Re: Bill Gates e i guru
            Il prodotto di punta di Bill-ragazzo-prodigio è l'MSDOS che notoriamente è stato scopiazzato molto male dal CP/M.Bill deve ringraziare la sua buona stella e gli investimenti che IBM ha fatto su di lui.Infatti ha ringraziato IBM ai tempi di OS/2 quando, pronto a spiccare il volo con le sue alucce, ha deciso di uscire dal nido e se ne è andato (che ingrato!!).Fino a poco tempo fa, ero disposto a riconoscere Gates come guru dell'economia: oggi non ce la faccio!Basta dire che ha sputato su Internet per poi cambiare idea al punto di infilare il suo Browser nel SO.Gates ha sempre usato la tecnica cinese che dice di "sedersi e aspettare che il cadavere del nemico passi lungo il fiume" ma il tempo passa anche per lui. Chissà quando morirà che cosa succederà al suo impero.Jobs non è diventato l'uomo più ricco del mondo forse perchè è stato un vero innovatore.RR
        • Anonimo scrive:
          Re: Bill Gates
          - Scritto da: Michele Coppo
          Simon, il tuo sillogismo fa acqua.
          Gates inizio' a giocherellare con
          l'informatica scrivendo un compilatore basic
          per un oggetto che assomigliava piu' ad una
          lavatrice che a un PC.
          Vorrei sapere quanti "sviluppatori seri" di
          oggi sarebbero in grado di farlo.Peccato che il merito sia di Paul Allen, suo ex-socio!
    • Anonimo scrive:
      Re: Bill Gates
      Aggiungi pure che il DOS è stato acquistato... ;)- Scritto da: V3nt0
      bill gates non lo e' assolutamente!
      lui e' diventato ricco grazie ad un
      grossolano errore dell'IBM che gli affidò il
      compito di scrivere un piccolo sistema
      operativo ,il dos, per i neo arrivati PC
      senza che l'IBM se ne prendesse tutto il
      merito.
      Dopodichè ci fu il boom dei PC e quindi
      anche quello del dos che al momento era
      l'unico in grado di usarlo.
      Tutto il resto sono state pure manovre
      economiche!
      io lo potrei definire solo guru
      dell'economia.
      Guru dell'informatica e' una vera offesa a
      tutti gli sviluppatori professionisti del
      pianeta!
      mi spiace che per quanto competente ti sei
      fatto imburattinare dai media e dalle
      dicerie
    • Anonimo scrive:
      Re: Bill Gates
      - Scritto da: V3nt0
      bill gates non lo e' assolutamente!
      lui e' diventato ricco grazie ad un
      grossolano errore dell'IBM che gli affidò il
      compito di scrivere un piccolo sistema
      operativo ,il dos, per i neo arrivati PC
      senza che l'IBM se ne prendesse tutto il
      merito.
      Dopodichè ci fu il boom dei PC e quindi
      anche quello del dos che al momento era
      l'unico in grado di usarlo.
      Tutto il resto sono state pure manovre
      economiche!
      io lo potrei definire solo guru
      dell'economia.
      Guru dell'informatica e' una vera offesa a
      tutti gli sviluppatori professionisti del
      pianeta!
      mi spiace che per quanto competente ti sei
      fatto imburattinare dai media e dalle
      dicerie"Media e dicerie" ?!?!?!?Non mi sembra che più di vent'anni da leader mondiale siano "dicerie"...Che i media sparino palle (il più delle volte), siamo d'accordo... che Gates si sia avvalso della collaborazione di terzi (persone e società), pure... che abbia "rubacchiato" qua e là qualche volta, anche... ma le "dicerie"!!!E, secondo te, perchè c'è stato il "boom" dei PC? Perchè erano belli?Ciao,flower.
  • Anonimo scrive:
    Mi spiace, non ci siamo
    Non voglio entrare nei dettagli perchè non ne ho nè il tempo nè mi sembra il caso, e nemmeno voglio apparire troppo censorio, ma ritengo questo articolo di una spaventevole superficialità.Sono cinque pagine di affermazioni vaghe, in parte contrastanti e autocontraddicenti, con passaggi logici e giustificazioni che non godono di alcuna base...Mi spiace, Stefano, sono convinto che tu hai delle idee buone e chiare, ma non sei riuscito a renderle in modo nè buono nè chiaro in questo articolo.Cerca di concentrarti su meno argomenti per volta, giustifica con affermazioni più pertinenti le tue affermazioni, e rileggi e fai rileggere più volte gli articoli a qualcuno che ti possa fornire un contraddittorio, per vedere la loro validità. Andrà meglio...Senza rancoreFabrizio
    • Anonimo scrive:
      Re: Mi spiace, non ci siamo
      Concordo pienamente. Appena terminata la lettura ho avuto l'impressione di leggere il resoconto di un delirio.Sorry, ma manca il senso del ridicolo.
      • Anonimo scrive:
        Re: Mi spiace, non ci siamo
        D'accordo, ho trovato anche io l'articolo un poco traballante nell'esposizione in alcuni punti, ma mi sembra che il messaggio di fondo sia chiaro e tutt'altro che da ignorare. L'Open Source, e tutto il movimento che accompagna il Pinguino, non permette il concentrarsi di enormi capitali, proprio quei capitali che reggono il mondo della finanza e della politica. Quindi a chi fa le leggi la New Economy interessa solo se questa può tramutarsi in finanziamenti occulti o meno.Inoltre, il potere senza controllo non esiste e l'Open Source trasferisce il controllo sul singolo dagli organismi di potere al singolo stesso. A tal proposito, leggetevi il famoso libro "1984" di Orwell e riflettete sul fatto che le tecnologie descritte, oggi esistono pressoché tutte, la volontà politica di usarle... beh quella è sempre esistita... basta fare 2+2 e questo 2+2 non può essere fatto con l'Open Source.Non vorrei fare la Cassandra, ma non mi stupirei di vedere presto un tentativo di messa fuori legge dell'Open Source, con ad esempio la semplice motivazione che esso fa "concorrenza sleale" ai buoni produttori di software. Pensate a questo: posso investire cento milioni nello sviluppo di un prodotto software, oppure posso inverstirne molti meno e gettare la palla nel mondo dell'Open Source, trovando decine di persone che possono gratuitamente diventare "soci" del mio progetto. Quest'ultimo si porrebbe in concorrenza col primo a costi nettamente inferiori e soprattutto sarebbe difficilmente tassabile, cosa che sta sempre molto a cuore ai nostri amati legislatori.Scusare per la lunghezza...- Scritto da: ligeti
        Concordo pienamente. Appena terminata la
        lettura ho avuto l'impressione di leggere il
        resoconto di un delirio.
        Sorry, ma manca il senso del ridicolo.
        • Anonimo scrive:
          Re: Mi spiace, non ci siamo
          - Scritto da: Ingenuo 2001
          D'accordo, ho trovato anche io l'articolo un
          poco traballante nell'esposizione in alcuni
          punti, ma mi sembra che il messaggio di
          fondo sia chiaro e tutt'altro che da
          ignorare. L'Open Source, e tutto il
          movimento che accompagna il Pinguino, non
          permette il concentrarsi di enormi capitali,
          proprio quei capitali che reggono il mondo
          della finanza e della politica. Quindi a chi
          fa le leggi la New Economy interessa solo se
          questa può tramutarsi in finanziamenti
          occulti o meno.
          Inoltre, il potere senza controllo non
          esiste e l'Open Source trasferisce il
          controllo sul singolo dagli organismi di
          potere al singolo stesso. A tal proposito,
          leggetevi il famoso libro "1984" di Orwell e
          riflettete sul fatto che le tecnologie
          descritte, oggi esistono pressoché tutte, la
          volontà politica di usarle... beh quella è
          sempre esistita... basta fare 2+2 e questo
          2+2 non può essere fatto con l'Open Source.
          Non vorrei fare la Cassandra, ma non mi
          stupirei di vedere presto un tentativo di
          messa fuori legge dell'Open Source, con ad
          esempio la semplice motivazione che esso fa
          "concorrenza sleale" ai buoni produttori di
          software. Pensate a questo: posso investire
          cento milioni nello sviluppo di un prodotto
          software, oppure posso inverstirne molti
          meno e gettare la palla nel mondo dell'Open
          Source, trovando decine di persone che
          possono gratuitamente diventare "soci" del
          mio progetto. Quest'ultimo si porrebbe in
          concorrenza col primo a costi nettamente
          inferiori e soprattutto sarebbe
          difficilmente tassabile, cosa che sta sempre
          molto a cuore ai nostri amati legislatori.Figlio mio! Complimenti per il bellissimo commento (e non sto scherzando) E non scusarti, non ce n'è bisogno!
  • Anonimo scrive:
    Non ti sembra di esserti un po? contraddetto?
    Non posso commentare parola per parola tutto il tuo articolo, non ce ne sarebbe lo spazio né il tempo. Parlerò solo dei concetti che esprimi nelle ultime due pagine, che mi sembrano i più importanti. Inizi dicendo:?Oggi è in atto una vera e propria repressione studiata per limitare la libertà personale, degna dei migliori regimi di stampo sudamericano, per colpire i sostenitori della tecnologia aperta che sono anche i maggiori sostenitori della diffusione delle informazioni? e poi spieghi quelle che sono, a tuo giudizio, queste forme di repressione. OK.A pag. 5 invece dici: ?I vari tentativi di discredito e di controllo verso la nuova frontiera della società dell'informazione non funzionano, dopo anni di bugie alcune persone iniziano a capire che alla base del castello di potere vi è la disinformazione? Anche questo va bene, però poco prima avevi detto: ?E ' anche vero però che la storia dimostra come leggi proibizioniste poco abbiano potuto contro la filosofia del "metterci le mani sopra" e quindi poco hanno fatto per impedire la diffusione dell'informazione. ?Insomma, se il problema è la disinformazione, come dici tu, Internet dovrebbe bastare, da solo, a risolvere tutto, in quanto Internet è per definizione stessa ?libertà di informazione? e per quanti sforzi possano fare, non potranno certo chiudere tutti i siti di informazione libera che esistono. E anche se li chiudono, ne nascerebbero subito degli altri.Insomma, se le cose stessero come dici tu, il problema non esisterebbe. E invece c?è, eccome se c?è. Solo che tu non hai centrato il nocciolo della questione.Forse perché tu parti dal presupposto che gli esseri umani siano buoni e la società li rovini. Io invece credo esattamente il contrario: l?uomo è una bestia, se studi la Storia scoprirai che in passato si commettevano crimini orrendi e venivano pure considerati ?normali?. Se oggi siamo un po? meglio di 5.000 anni fa (escluso, ovviamente, gli orrori del nazismo) è perché negli ultimi 500 anni abbiamo fatto qualche progresso in campo filosofico, artistico, scientifico e culturale. Il discorso sarebbe lungo, non vorrei annoiarti?VoltaireP.S. il vero problema non è il business con la B maiuscola, ma il Potere con la ?P? maiuscola.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non ti sembra di esserti un po? contraddetto?
      Parto dicendo che questo è uno dei rarissimi articoli in cui si parla in maniera critica ed obiettiva di un argomento in cui troppo spesso si parla a vanvera. Sono da tempo alla ricerca di informazioni critiche sul mondo Linux che non siano chiaramente e sfacciatamente virate dall'una o dall'altra parte. A volte (ma non sempre) ho trovato soddisfatta questa necessità proprio grazie a Punto Informatico.In questo caso particolare, tuttavia, mi trovo d'accordo con coloro che hanno criticato la superficialità e le contraddizioni in esso contenute.Dire che Linux non è pronto per il mercato Client è vero. Tuttavia mi sembrerebbe opportuno porre anche l'attenzione su quelle distribuzioni in rapida crescita che si rivolgono proprio a questo delicato business. Da pochissimo è stata rilasciata la prima Beta di Mandrake 8.0 che potrebbe essere la prima distro ufficiale a montare il nuovo Kernel 2.4.x (al momento il 2.4.2). Borland ha fatto uscire quello che ha coraggiosamente definito l'application Killer che traghetterà gli sviluppatori da WinXX a Linux: il progetto Kylix di un RAD che permetta una certa portabilità con Delphi ora, con C++ Builder l'anno prossimo)... Le cose si muovono rapidamente e non è possibile offrire un panorama completo se non si parla ANCHE di tali movimenti.L'analisi su come vengono visti gli Hacker, devo dire, è stata sviluppata piuttosto bene e, nonostante tutto, anche le reazioni dei mezzi d'informazione (punti di potere) tradizionali sono state illustrate in maniera sufficientemente corretta (ma un po' fumosa!).Un appunto vorrei farlo a chi ha inserito il commento precedente:
      Forse perché tu parti dal presupposto che
      gli esseri umani siano buoni e la società li
      rovini. Io invece credo esattamente il
      contrario: l?uomo è una bestia, se studi la
      Storia scoprirai che in passato si
      commettevano crimini orrendi e venivano
      pure considerati ?normali?. Se oggi siamo un
      po? meglio di 5.000 anni fa (escluso,
      ovviamente, gli orrori del nazismo) è perché
      negli ultimi 500 anni abbiamo fatto qualche
      progresso in campo filosofico, artistico,
      scientifico e culturale. Il discorso sarebbe
      lungo, non vorrei annoiarti?Non escludiamo nulla, invece! Gli esseri umani hanno la sgradevole tendenza di sragionare man mano che aumenta il gruppo di persone che si trova a discutere. Se partiamo da questa affermazione scopriamo che nessun miglioramento è imputabile al progresso di questa o quella branca scientifica/artistica. Se siamo al sicuro dal ripetersi di orrori quali l'inquisizione ancora non lo siamo dal ripetersi di abomini come il nazismo, le crociate (vogliamo chiamarle guerre sante? Non esiste solo la realtà italiana!). Tornando dal sociale al nostro argomento possiamo parlare della disinformazione strumentalizzata da chi, come dice l'articolo, cerca soltanto di mantenere il proprio status.
      P.S. il vero problema non è il business con
      la B maiuscola, ma il Potere con la ?P?
      maiuscola. Su questo sono perfettamente d'accordo. E aggiungo che come Stallman stesso ha più volte puntualizzato Open Source non è affatto la negazione di Business!
    • Anonimo scrive:
      Business e (e`?) Potere

      P.S. il vero problema non è il business con
      la B maiuscola, ma il Potere con la ?P?
      maiuscola. Le due cose sono sempre andate a braccetto ... il Potere ha bisogno di soldi (il famoso "costo della politica di cui parlava Craxi era proprio questo).Ma se e` vero che il costo della politica ci viene estorto dalle nostre tasche senza che noi possiamo fare nulla (siamo passati dall DC a Forza Italia ei DS e tutto e` come prima) e` altrettanto vero che il "costo della Liberta` ce lo dobbiamo pagare.Quanti di questi sostenitori dell'Open Source hanno mai tirato fuori una banconota per l'EFF o semplicemnte per comprare (=sostenere) una distribuzione di Linux?Sarebbe anche interessante vedere, su Napster quanti utenti usavano Linux, quanti windows, e quanti un windows piratato.
      • Anonimo scrive:
        Re: Business e (e`?) Potere
        - Scritto da: Nicolas Eymerich


        P.S. il vero problema non è il business
        con

        la B maiuscola, ma il Potere con la ?P?

        maiuscola.

        Le due cose sono sempre andate a braccetto
        ... il Potere ha bisogno di soldi (il famoso
        "costo della politica di cui parlava Craxi
        era proprio questo).

        Ma se e` vero che il costo della politica ci
        viene estorto dalle nostre tasche senza che
        noi possiamo fare nulla (siamo passati dall
        DC a Forza Italia ei DS e tutto e` come
        prima) e` altrettanto vero che il "costo
        della Liberta` ce lo dobbiamo pagare.

        Quanti di questi sostenitori dell'Open
        Source hanno mai tirato fuori una banconota
        per l'EFF o semplicemnte per comprare
        (=sostenere) una distribuzione di Linux?

        Sarebbe anche interessante vedere, su
        Napster quanti utenti usavano Linux, quanti
        windows, e quanti un windows piratato.Nella storia sono esistite molte forme di potere. Oggi è molto forte il potere delle multinazionali, dato che viviamo in una società borghese e mercantile (leggi: globalizzazione).Ma non dimentichiamoci che il vero Potere viene sempre da chi fa le leggi. Che nella democrazia dovrebbe essere una prerogativa dei rappresentanti del popolo. Ma poi sappiamo bene che le cose non vanno sempre così...Che dire? Dobbiamo sempre lottare, senza mai abbassare la guardia. Ma nel frattempo, visto che ci vorranno secoli, non è male ogni tanto coltivare anche il nostro orticello. P.S. Ho letto molti dei romanzi di Eymerich e una volta ho incontrato anche il suo creatore, Valerio Evangelisti. Pensa che voleva fare il professore universitario, poi il posto fu assegnato ad un raccomandato e lui iniziò a fare lo scrittore.Come dice Balzac: "La sfortuna è un marciapiede per il genio". Un saluto a te, Valerio!
  • Anonimo scrive:
    Sul numero di distribuzioni, ed altre amenità
    [snip]..tutte queste distribuzioni sono sinonimo di confusione ed instabilità...[/snip]IMHO, questa e' una sciocchezza colossale.Perchemmai il numero di distribuzioni mi dovrebbe rendere confuso?checcentra l'instabilita' con il numero di distro?se qlc me lo spiega.. forse mi sono perso qualcosa
  • Anonimo scrive:
    Link errato
    Il link presente nella seconda pagina, che fa riferimento a "I server europei parlano sempre più Unix" punta ad una pagina sbagiata (MC-Link, un mese di ADSL gratuito http://www.punto-informatico.it/p.asp?i=35280)Per favore se potete correggeteGrazie
    • Anonimo scrive:
      Re: Link errato
      Abbiamo corretto, grazie mille per la segnalazione!- Scritto da: Michele Dal Corso
      Il link presente nella seconda pagina, che
      fa riferimento a "I server europei parlano
      sempre più Unix" punta ad una pagina
      sbagiata (MC-Link, un mese di ADSL gratuito
      http://www.punto-informatico.it/p.asp?i=35280

      Per favore se potete correggete

      Grazie
Chiudi i commenti