La fine dello spam sui blog?

I forum aperti di blogger e siti web sono spesso vittima di inopportuni visitatori che li sfruttano nei modi più diversi, anche per ingannare il page rank di Google. Che spara la contromossa


San Francisco (USA) – Se ne lamentano talvolta i tenutari, più spesso sono messi in ridicolo e in certi casi fanno perdere la pazienza: sono i troll dei forum dei weblog, gli spammatori della url a tutti i costi, i disturbatori di altrimenti intriganti spazi di discussione. Contro di loro si è ora mosso Google e sulla stessa strada si stanno muovendo anche Microsoft e Yahoo!.

L’idea di Google è di impedire che i post sui blog siano sfruttati per ingannare il proprio page rank, per esempio per far avanzare in posizioni di vetta nel proprio motore, siti la cui popolarità è fasulla ed è frutto di un’azione spammatoria. Per impedire l’inserimento di URL spammatorie nell’area dei commenti, si è pensato di aggiungere ai normali tag dei link “href” un attributo rel=”nofollow”.

I webmaster e i gestori di blog che lo inseriranno nelle aree dedicate potranno così segnalare al motore di ricerca di Google che i link di quell’area non sono affidabili: in questo modo il motore non ne terrà conto nel gestire il page rank.

Il problema ovviamente non riguarda né solo i blog né tantomeno solo Google. Ed è per questo che MSN Search , Yahoo! e molti altri motori di ricerca anche settoriali hanno già dichiarato di voler adottare lo stesso sistema in modo che i propri crawler possano ignorare quelle URL. L’interesse di Google è persino doppio visto che gestisce anche la più celebre piattaforma di blogging, Blogger.com .

“Crediamo – ha dichiarato un portavoce di Yahoo! Search – che questo sia un buon primo passo per ridurre il peso dello spam sui blogger e sulle aziende che ospitano blog. E’ bello vedere che sono d’accordo così tante imprese del settore. Nelle prossime settimane i nostri indici già rifletteranno i cambiamenti”.

Eppure c’è chi pensa che la nuova mossa non sia soltanto un modo per arginare gli spammer, ma sia anche un’operazione che gliela dà vinta. Gli spazi aperti della rete, infatti, per rimanere tali devono perdere una delle loro funzionalità ed impedire che una URL in un forum, che potrebbe essere del tutto “innocente”, non venga indicizzata perché “potrebbe” essere spammatoria.

In realtà l’operazione dei motori di ricerca è assai meno invasiva di quella decisa dal provider americano Verizon , uno dei maggiori degli Stati Uniti, che da tempo ormai blocca tutta la posta in arrivo dall’Europa per tre milioni dei propri clienti. Una situazione esplosiva che sta portando alle prime denunce contro il provider, secondo il quale la drastica misura è resa necessaria per arginare lo spam e i virus provenienti dal Vecchio Continente.

Dell’operazione antispam di Google e soci stanno già parlando da ore molti blogger soprattutto americani e non c’è dubbio che si continuerà a discuterne. C’è chi teme che ora gli spammer ci daranno dentro con i siti che non predispongono il nuovo attributo antispam o chi invece ritiene che un modo per risolvere il problema sarebbe stato quello di creare indici specifici dei motori di ricerca dedicati ai blog.

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  • Anonimo scrive:
    Re: Inesattezze
    per il resto sn d'accordo con quanto detto dal primo post...l'articolo sembra dare un'enfasi alla cosa e allo strumento DC, quando in realtà la situazione è similare a tante altre.Finchè il server che ospita fisicamente l'hub non condivide niente, quindi la macchina utilizzata poi non dispone di un un disco che contiene materiale coperto da copyright, allora è molto difficile se non impossibile dimostrare che si violino qlc regola in materia.Il caso Kazàa và nella stessa direzione...
  • Anonimo scrive:
    Re: Inesattezze
  • Anonimo scrive:
    Re: Inesattezze
    - Scritto da: Anonimo
    Direct connect è basato su un server
    centrale solo per quanto riguarda le
    ricerche e la chat, non vedo come questa
    architettura sia stata incentivante per lo
    scambio di GB di materiale al giornoAHAHAAHallora sei cieco
  • Anonimo scrive:
    Inesattezze
    Direct connect è basato su un server centrale solo per quanto riguarda le ricerche e la chat, non vedo come questa architettura sia stata incentivante per lo scambio di GB di materiale al giorno: è solo un sistema come un altro. I GB spostati dipendono solo dalla banda che ognuno di costoro aveva a disposizione. Poi un sistema sarebbe valso l'altro. Se la banda porta 10GB al giorno son 10GB con Direct connect, 10GB con winmx ecc ecc.Poi non conta nemmeno che loro fossero i gestori: infatti l'accusa è circostanziata al fatto che anche loro avessero scaricato.Quindi non la vedo come una denuncia clamorosa o particolare: è una come le tante altre.Solo che questi li ha presi direttamente l'FBI e non la Major di turno. Quindi non hanno avuto possibilità di patteggiare extragiudizialmente pagando: il processo è partito diretto.
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