La Germania prepara le backdoor di stato

Le autorità tedesche vogliono imporre l'installazione di accessi segreti in tutti i dispositivi hi-tech moderni, un modo per contrastare il terrorismo disattivando da remoto i PC privati in caso di necessità

Roma – Stando al sito di news RND , nella Germania che fatica a formare un governo di coalizione dopo le ultime elezioni politiche, c’è chi non intende aspettare per la promulgazione di una legge sulle backdoor di stato . Un “incubo orwelliano”, come lo hanno definito i critici, dove si prevede addirittura la possibilità di compromettere i PC da remoto qualora fosse assolutamente necessario.

La proposta arriva da Thomas de Maizière , attuale Ministro degli Interni tedesco, che evidenzia la difficoltà sperimentata dalle forze dell’ordine durante le recenti indagini sulle crescenti attività dei terroristi ispirati a un’ideologia di matrice islamista.

I dispositivi “smart” ad alto contenuto tecnologico rendono difficile la vita agli investigatori, ha spiegato de Maizière, e per questo motivo il governo tedesco dovrebbe obbligare i produttori a infilare backdoor in automobili, computer, gadget della IoT e via elencando.

Si torna insomma a parlare dell’annosa questione delle backdoor di stato , ambito nel quale la Germania segue fedelmente la linea già espressa da altri paesi europei (Francia e UK in primis) che hanno espresso la volontà di compromettere la sicurezza informatica di un’intera nazione per vantaggi nelle indagini del tutto ipotetici.

Ma la proposta di de Maizière non si limita a invocare l’uso obbligatorio delle backdoor, visto che il politico tedesco si spinge fino alla pubblicazione forzata dei “protocolli di programmazione” usati dalle aziende informatiche – leggi violazione degli algoritmi per le chat e le comunicazioni cifrate – o addirittura al diritto per il governo di “spegnere” i computer dei privati cittadini in caso di “crisi”.

Le autorità tedesche ci tengono a precisare che l’uso delle backdoor andrebbe sempre vagliato dall’autorizzazione di un giudice, ma i promotori della privacy e della sicurezza informatica hanno accolto la proposta parlando di un “incubo orwelliano” che diventa realtà. Per Frank Rieger, oratore del Chaos Computer Club, quello che intende fare de Maizière rappresenta un “attacco frontale alla sicurezza fisica e digitale di tutti i cittadini.”

Alfonso Maruccia

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