La minaccia del pedoweb sulla rete USA

Multe salate per chi non denuncia gli abusi sulla propria rete WiFi. Una proposta di legge negli States potrebbe stroncare la prospettiva della libera connettività. Provider, social network, webmaster: tutti corresponsabili

Washington – Dovranno vigilare sulle proprie connessioni e sui propri utenti “i fornitori di servizi di comunicazione elettronica ” e i fornitori di servizi di ” remote computing ” americani. La camera bassa del parlamento USA ha approvato una proposta di legge che estende e rende più gravosa la responsabilità di coloro che rendono possibile la circolazione in rete di immagini pedopornografiche .

Secondo le definizioni burocratiche fornite dal parlamentare Nick Lampson nello stilare il Securing Adolescents From Exploitation-Online Act ( SAFE Act ) sotto le due tipologie di fornitori di servizi citate nel testo della legge, si celano individui, internet point, biblioteche, alberghi e tutti i fornitori di connettività WiFi, covo di criminali e di molestatori che vi agiscono impuniti. Non bastasse, la proposta di legge sembra interessare anche i fornitori di servizi online come piattaforme di social networking, email, siti web.
L’ avvertimento riguardo all’ampiezza e alla vaghezza dei termini della proposta giunge dall’esperto Declan McCullagh.

I compiti di sorveglianza affidati alla pluralità di attori di cui sopra? Chiunque fornisca al pubblico servizi di connettività e servizi online e verifichi traffici o upload di immagini pedopornografiche dovrà innanzitutto registrare le proprie generalità presso il CyberTipline del National Center for Missing and Exploited Children , organizzazione che si regge su 40 milioni di dollari di finanziamenti statali. Sarà poi costretto a fornire tutte le informazioni necessarie alle indagini: momento e località in cui è avvenuta la violazione, qualsiasi traccia lasciata dal sospetto. Dovrà inoltre provvedere a fornire e conservare l’immagine incriminata, pena multe più severe di quelle previste finora .

Verranno sanzionati con 150mila dollari coloro che non segnaleranno tempestivamente il sospetto traffico di immagini pedopornografiche riscontrato sulla propria rete. Multe che raggiungeranno i 300mila dollari qualora l’operatore si dimostrasse negligente e recidivo. In compenso, a coloro che avranno provveduto alla vigilanza e alla denuncia verrà assicurata l’immunità nell’ambito di cause civili e penali.

Ma la vaghezza del testo della proposta di legge non investe solo gli attori della rete. Anche le immagini oggetto della violazione soffrono di definizioni vaghe e estensibili: ricadono sotto la definizione di immagini pedopornografiche non solo le foto nelle quali si sta consumando un abuso, ma anche fotografie in cui sono ritratti minori in atteggiamenti lascivi e il pedoporno apparente , fumetti o disegni o rappresentazioni a sfondo pedopornografico.

Il SAFE Act, approvato quasi all’unanimità alla camera bassa, dovrà passare al vaglio del Senato, che lo scorso anno ha evitato che una analoga proposta , considerata liberticida, si tramutasse in legge.

Gaia Bottà

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  • claudio cugusi scrive:
    Re: cugusi - linux - wifi
    scusa, fermiamoci un attimo al wi fi: io credo sia tecnicamente possibile rispettare il decreto pisanu generando la password attraverso il sito del comune di riferimento, dove si verifica la bontà dei dati richiesti.E se anche questo non è possibile (e ne dubito) male andando niente vieta a un comune serio di mandare una pw a tutti i residenti che vogliano navigare e di dare la pw ai turisti prendendo loro i documenti nei gazebo comunali.Insomma, sul wi fi il problema sicurezza mi sembra arginabile. Correggimi se sbaglio ma spiegami dove sbaglio secondo te. claudio cugusi
    • linux sysadmin scrive:
      Re: cugusi - linux - wifi
      i problemi si risolvono tutti, ma serve il denaro... open source o no, le competenze si pagano. se non si pagano, vanno create all'interno degli enti con maggiore formazione e migliore gestione dei sistemi. bisogna fare progettazione e farla bene, l'open source e' piu' un punto di vista che una risorsa...per i turisti la tua idea potrebbe essere sufficiente. per i residenti, le spese sarebbero di molto superiori. perche' non proponi di usare i 60000 per studiare e progettare il sistema? per la progettazione basterebbero, e magari anche per parte della realizzazione. dovreste trovare solo i fondi per la gestione, o il personale interno che la faccia con le giuste competenze. in ogni caso dargli una valenza politica non e' molto accorto da parte tua, dato che ci sono problemi pratici parecchio importanti: hai bisogno di maggiore informazione. non e' un'accusa o una critica, ma un consiglio per rendere efficace la tua azione politica.perche' non chiedete agli altri enti come hanno fatto per il decreto pisanu? sai come sono organizzate le biblioteche? p.s. guarda che floris e/o chi per lui lo sanno bene, visto che volevano il wifi ai giardini pubblici. credevano di poter sfruttare la tecnologia a basso costo... ma per merito di pisanu non e' piu' a basso costo!!! e appena l'hanno scoperto ci hanno steso un velo pietoso, non sia mai che si critichi un ministro del proprio partito...
  • Categorico scrive:
    Il fronte trasversale dei buzzurri
    Cambiano i partiti e le maggioranze, resta la realtà di un paese tronfio nell'ignoranza, a cominciare da molti politici, un paese che continua a destinare ad istruzione e ricerca una percentuale in rapporto al PIL che è poco più della metà rispetto agli altri paesi sviluppati. E il settore privato, salvo lodevoli eccezioni, non è da meno.Se tutta la scienza, la ricerca e la cultura in generale in Italia sono Cenerentole, ci meravigliamo che lo sia l'informatica in particolare?
  • yong scrive:
    Open Source e Pubblica Amministrazione
    Molti dei commenti a questo articolo sono mirati a sottolineare i diversi aspetti di convenienza (o meno) dell'open source: sviluppo del comparto software nazionale, riduzione dei costi, etc...Mi sembra ci sia un aspetto che manca in maniera significativa: le peculiarità della pubblica amministrazione. La PA non è esclusivamente un'impresa, e non deve sottostare al solo obbligo di sostenibilità economica, che in alcuni casi è deliberatamente omesso, nessuno si aspetta che i vigili del fuoco raggiungano il pareggio di bilancio emettendo fattura per ogni loro intervento, ad esempio, tutto ricade sotto la fiscalità generale in quanto le capacità ed interventi dei vigili del fuoco sono considerati un bene necessario per il pubblico.Da questo punto di vista, il software libero/open source, garantisce un altro dei must della pubblica amministrazione: l'obbligo alla trasparenza. Nel momento in cui si discute di voto elettronico (vade retro!), di informatizzare il più possibile le procedure amministrative (tribunali, etc.), come è possibile farlo rendendo le procedure costitutivamente opache, attraverso i meccanismi del segreto industriale? Io non vorrei mai che la polizia gestisse eventuali file sul mio conto con programmi dei quali non conosco il funzionamento in maniera assolutamente perfetta. E come diceva Ken Thompson già nel 1974, per garantirmi di tutto ciò, ho bisogno del sorgente del programma, del compilatore e del sistema operativo.Da questo punto di vista non vi sono alternative al Free Software/Open Source.ciao
    • Lemon scrive:
      Re: Open Source e Pubblica Amministrazione


      Da questo punto di vista, il software libero/open
      source, garantisce un altro dei must della
      pubblica amministrazione: l'obbligo alla
      trasparenza. E quale trasparenza ci sarebbe nell'open-source? che poche decine di italiani si potrebbero leggere il codice?I programmi gestionali delle PA traducono in forma elettronica le procedure che altrimenti dovrebbero essere fatte a mano su cartaceo (che comunque viene prodotto). Se leggi il verbale di una giunta comunale non è che hai anche bisogno di leggerti il sorgente del software con il quale è stato scritto, non diciamo assurdità.La trasperenza della quale tu parli si chiama mania persecutoria, una volta che ottieni il codice cosa chiederai? la configurazione dei firewall? lo sniffing dei pacchetti di rete?Io troverei più intelligente far fare la certificazione ISO 17799 alle PA piuttoscto che chiedergli i sorgenti.
      • fla... scrive:
        Re: Open Source e Pubblica Amministrazione

        E quale trasparenza ci sarebbe nell'open-source? che poche decine di
        italiani si potrebbero leggere il codice?Che chi vuole studia e se lo legge, le associazioni di consumatori, i partiti, le ong potrebbero leggerselo per esempio.Si chiama trasparenza degli strumenti di democrazia.E poi forse per il verbale di una giunta comunale la necessità non serve ma per il trattamento dei dati personali sì. Anagrafe, catasto, cartelle esattoriali...
      • yong scrive:
        Re: Open Source e Pubblica Amministrazione
        ovviamente non facevo riferimento a dei verbali, ma che ne pensi dei programmi che gestiscono le cartelle esattoriali?cosa mi garantisce che non ci sia un'opzione "invia i dati al server X" ogni volta che qualunque atto viene compiuto dalla pubblica amministrazione (cambio residenza, pagamento tasse, trattamenti medici, disposizioni penali, per citare alcune delle più rilevanti in termini di dati sensibili)?non si tratta di persecuzione, ma di interpretazione della democrazia, che deve mettere in atto tutta una serie di check and balances per funzionare al meglio.ed è vero, solo pochi potranno leggersi il codice, ma sono sempre più di nessuno, con i fenomeni associativi indicati nella prima risposta al tuo commento.non si tratta di manie, le persone possono essere buone o cattive (nella maggior parte dei casi un misto), le cose possono durare di più delle persone e portano con sè visioni del mondo, che superano la volontà del loro costruttore, anche le migliori possibili.d'accordissimo sulla ISO, non è che due processi si escludono vicendevolmente.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 11 dicembre 2007 16.08-----------------------------------------------------------
        • Lemon scrive:
          Re: Open Source e Pubblica Amministrazione
          Modificato dall' autore il 11 dicembre 2007 16.08
          --------------------------------------------------
          • Cobra Reale scrive:
            Re: Open Source e Pubblica Amministrazione

            Modificato dall' autore il 11 dicembre 2007
            16.08


            --------------------------------------------------
    • krane scrive:
      Re: Open Source e Pubblica Amministrazione
      - Scritto da: cult

      Io non ho mai detto che la pubblica

      amministrazione non dovrebbe acquistare servizi

      da un privato, ma se acquista software questo

      non può essere chiuso.
      anche le fiat acquistate dalla pubblica
      amministrazione sono chiuse da brevetti e
      copyrightNon importa : il motore si puo' aprire e ci si puo' affidare a chiunque per riparazioni meccaniche, il che significa che non si e' legati al fornitore.
      il software compilato è un software di cui non
      sono visibili i sorgenti originali, ma è
      tranquillamente possibile leggerne il
      funzionamento con un normale deasseblatore e un
      programmatore in assemblyE se e' necessario modificare un software fornito da una ditta che e' fallita ? Fai le integrazioni in assembler sul binario ?

      Se poi tu sei un

      programmatore, gli sviluppi un programma per

      gestire l'anagrafe e ti fai pagare (anche

      profutamente, perchè sei bravo) per il tuo

      lavoro, non è lo stato che acquista servizi da

      privati?
      quel programma gli costerà un botto di soldi e
      alla fine glielo farà sempre IBM, Microsoft o
      altra multinazionale di turnoSe li costringo a vendermi anche i sorgenti loro dovranno trattarmi bene, ma molto bene, altrimenti la manutenzione me la faccio fare da altri; inoltre avere i sorgenti fa si che io possa controllare che uno stato estero qualsiasi non si prenda i dati anagrafici dei miei cittadini e se li venda all'intero pianeta (Presente il rapporto europeo su Echelon ?).Banche ed assicurazioni stanno ben attenti a farsi dare i sorgenti per i programmi che girano nei loro server e con i quali gestiscono i nostri soldi, secondo me sarebbe giusto e retto se lo stato ponesse altrettanta attenzione.
      il magna magna non avrà più limiti, ma gli
      ideologisti suicidi saranno finalmente
      soddisfattiL'ideologista suicida sei tu che ti fidi ciecamente (e' il caso di dire ciecamente) di ditte estere, ribadisco leggiti il rapporto Europeo su Echelon per avere un'idea di quello che avviene normalmente tra nazioni alleate.http://cryptome.org/echelon-ep-fin.htm
  • Pablo scrive:
    L'open source non sfonda a Cagliari
    Vi siete chiesti perchè le PA di molti paesi nordeuropeidella Cina India e alcune agenzie di sicurezza USA hanno migrato i loro sistemi su Linux?
    • The Punisher scrive:
      Re: L'open source non sfonda a Cagliari
      Ti sei mai chiesto perche' l' 80% di tutte le transazioni bancarie mondiali gira su IBM AS/400 o OS/390?(Ovviamente non parlo per sentito dire, ovviamente non parlo dei sistemi front-end).
    • nome.cognom e scrive:
      Re: L'open source non sfonda a Cagliari
      - Scritto da: Pablo
      Vi siete chiesti perchè le PA di molti paesi
      nordeuropei
      della Cina India e alcune agenzie di sicurezza
      USA hanno migrato i loro sistemi su
      Linux?Mah...secondo me qualcuno dei cantinari dovrebbe prendersi la briga di verificare le cose che scrive slashdot. Io ho girato svariati uffici pubblici sia in India che in Cina e di linux non ne ho proprio visto traccia, avevano tutti i loro bei windows.
      • Ma quando Mai scrive:
        Re: L'open source non sfonda a Cagliari
        - Scritto da: nome.cognom e
        Io ho girato svariati uffici pubblici sia in
        India che in Cina e di linux non ne ho proprio
        visto traccia, avevano tutti i loro bei
        windows.Ed hai ragione infatti.. solo che magari la PA di qualche comune sperduto nelle lande deserte e ghiacciate in canada ha deciso di passare a Linux..Poi improvvisamente la notizia appresa in una cantina, passando da cantina a cantina, ha fatto sì che qualcuno scrivesse da qualche parte: il 30% dei pc delle PA Canadesi usa Linux.E poi questa è diventata la notizia ufficiale del cantina dot.Caso strano passano a Linux le PA di paesi che stanno dall'altra parte del mondo.. Tu vai a verificare che sta notizia è vera? Fino in Canada, o in Cina?
        • Anonimo scrive:
          Re: L'open source non sfonda a Cagliari
          Ecco come si ufficializzano le notizie: uno spara la boiata, la sente un altro ideologicamente indirizzato e la amplifica, poi la sente un terzo che la ripassa ad un quarto, quinto ecc.ecc. poi tutti insieme cominciano a sparare a zero su questo o quello...che figata...
    • pippo75 scrive:
      Re: L'open source non sfonda a Cagliari
      - Scritto da: Pablo
      Vi siete chiesti perchè le PA di molti paesi
      nordeuropei
      della Cina India e alcune agenzie di sicurezza
      USA hanno migrato i loro sistemi su
      Linux?Quando i programmi open ci saranno e saranno convenienti, sta tranquillo che li usaremo.Potresti al limite suggerire qualche link dove trovare info.
  • pippo75 scrive:
    Mitici, PDF che diventano RTF
    Vado sul sito http://www.claudiocugusi.it/Scelgo Audio Video PDFguardo il primoMemorie dal vuoto di Marcello Fois (pdf)ma è un RTF, il PDF non lo trovo e cosi anche per gli altri.tuttosommato la R è simile alla P.Un raffreddato fa diventare la T come la D, quindi tutto sistemato.
  • lele2 scrive:
    mi viene da piangere
    francamente non si puo' fermare l'adozione dell'open source e del free software solo perche' i gestionali dati alle PA funzionano solo con msoffice e relativi formati proprietaria questo punto le PA dovrebbero finanziare lo sviluppo di un gestionale che funziona con standard aperti e che non ti legano al solo windows e office
    • Lillo scrive:
      Re: mi viene da piangere
      Beh prenditela pure con i soliti sparagestionali che sanno a malapena comporre una maschera con i tool visuali e programmano le solite porcate Winzozz-only.Per Visual Studio, .NET e tool vari di M$ non esistono librerie per il formato ODF, non ufficiali ovviamente, pur essendo ormai da un po' di tempo uno standard ISO.
  • AMEN scrive:
    Sarà un caso
    Ma perchè intervistano uno di Rifondazione???Mica per far politica, nooooo, cosa vado a pensare!!
    • ERGIS scrive:
      Re: Sarà un caso
      forse perchè è uno tra i tanti che ha sollevato il problema (penso) ...poi il suo intervento può anche essere dovoto solo ad aumentare la propia notorietà e parlano di cose di cui non capiscono praticamente nulla(come del resto fanno tutti).P.S
      CC: L'assessore alla pubblica istruzione, una persona per
      bene che per sua stessa ammissione non sa usare il PC e
      non ne ha mai avuto uno, non avverte il bisogno di
      riferire al Consiglio Comunale perché la sperimentazione
      dell'open source non sia stata ancora avviata.Complimenti!!!! :-(
    • claudio cugusi scrive:
      Re: Sarà un caso
      ciao, non vedo cosa ci sia di strano se una testata giornalistica intervista, come dici tu, "uno di rifondazione"...claudio cugusi
  • BLah scrive:
    Quello che non capisco dell'Open Source
    Ma perché si parla sempre di Open Source che deve "sfondare", che deve entrare nelle case, che deve essere impiegato dai paesi.Sembra quasi un obbligo... Ricordo che siamo noi a decidere che software usare! Qui sembra invece che:- open-source = i buoni, da usare per forza, altrimenti si va contro tutti i principi, contro la patria, ecc.- sw commerciale = i cattivi, da evitare, boicottare, maledire.Non so, forse invece inizio a pensare il contrario. Tutte queste associazioni che si difendono dietro alla definizione software "libero", che dovrebbe essere quindi libero da tutto, e invece lo vediamo sempre più schierato in una coalizione molto ben definita.Bah.
    • Alessandro D. scrive:
      Re: Quello che non capisco dell'Open Source
      Hai idea di quanto spendano le pubbliche amministrazioni utilizzando software proprietario?Se quei soldi venissero impiegati in servizi e gestionali che girano intorno alle pubbliche amministrazioni avremmo più aiuti, e scusate il gioco di parole, più servizi al servizio di tutti.Per il Cogusi, da cagliaritano dico:Lo sport preferito non è quello di andare a cercare le reti wi-fi aperte. La gente fà altro :D Più che altro bisogna spingere gli isp a un abbassamento delle tariffe, dato che a cagliari si ha una buona infrastuttura di base (cablaggio) 2 o 3 punti wi.fi servono a ben poco.CiaoAlessandro
      • swahm scrive:
        Re: Quello che non capisco dell'Open Source
        - Scritto da: Alessandro D.
        Hai idea di quanto spendano le pubbliche
        amministrazioni utilizzando software
        proprietario?praticamente nulla...lo stipendio di un solo dirigente pubblico basterebbe a riempire di licenze un comune medio per dieci anniah... dimenticavo, i dirigenti sono di sinistra, perdonami :$
        • Alessandro D. scrive:
          Re: Quello che non capisco dell'Open Source
          - Scritto da: swahm
          - Scritto da: Alessandro D.

          Hai idea di quanto spendano le pubbliche

          amministrazioni utilizzando software

          proprietario?

          praticamente nulla...

          lo stipendio di un solo dirigente pubblico
          basterebbe a riempire di licenze un comune medio
          per dieci
          anni

          ah... dimenticavo, i dirigenti sono di sinistra,
          perdonami
          :$dai non è vero.. quando rinnovano il parco macchine ci sono forti spese di licenze, siamo intorno al 20% del materiale comprato ()i dirigenti son di sinistra? :D obbligatori? :Dper lemon: sei agitato? stiamo chiaccherando calmo..I costi di un sistema operativo o gestionale son noti a tutti ( tutti quelli che si interessano).. quindi non ci vuole il lemon di turno per sapere quanto viene speso di software. ;-) si può parlare anche per assurdi..non per forza devo parlare di numero di computer reali, se vogliamo avere una percentuale di guadagno!!
          • grenth scrive:
            Re: Quello che non capisco dell'Open Source
            - Scritto da: Alessandro D.
            - Scritto da: swahm

            - Scritto da: Alessandro D.


            Hai idea di quanto spendano le pubbliche


            amministrazioni utilizzando software


            proprietario?



            praticamente nulla...



            lo stipendio di un solo dirigente pubblico

            basterebbe a riempire di licenze un comune medio

            per dieci

            anni



            ah... dimenticavo, i dirigenti sono di sinistra,

            perdonami

            :$

            dai non è vero.. quando rinnovano il parco
            macchine ci sono forti spese di licenze, siamo
            intorno al 20% del materiale comprato
            ()

            i dirigenti son di sinistra? :D obbligatori? :D

            per lemon: sei agitato? stiamo chiaccherando
            calmo..
            I costi di un sistema operativo o gestionale son
            noti a tutti ( tutti quelli che si interessano)..
            quindi non ci vuole il lemon di turno per sapere
            quanto viene speso di software. ;-) si può
            parlare anche per assurdi..non per forza devo
            parlare di numero di computer reali, se vogliamo
            avere una percentuale di
            guadagno!!un dirigente pubblico in italia guadagna circa 200-250 mila euro all'anno, il che corrisponde a 20 anni di licenze software generici per un comune di 50 mila abitantise credi che io stia sbagliando, oppure se sei solo uno studente hai tutto il diritto di informarti presso la ragioneria della tua città e farti due calcolii costi di licenza sono totalmente irrilevanti, soprattutto se paragonati ai costi di gestione di un apparato senza licenze e basato sul cosiddetto open source fai da te... con tanto di appalti di assistenza tecnica (spesso proveniente dalle solite multinazionali statunitensi)è ovvio che se di mezzo di mettiamo l'ideologia e la follia di stallman... allora ok ok... il software commerciale è il demonio e i programmatori closed degli stregoni da bruciare al rogo in piazza, con tanto di articolo in prima pagina su PI
      • Lemon scrive:
        Re: Quello che non capisco dell'Open Source
        - Scritto da: Alessandro D.
        Hai idea di quanto spendano le pubbliche
        amministrazioni utilizzando software
        proprietario?Io si, tu invece? hai dei dati ponderati o hai la solita cifra "1 milione in tre anni" che non vuol dire tanto se hai 100 pc, niente se ne hai 10000...

        Se quei soldi venissero impiegati in servizi e
        gestionali che girano intorno alle pubbliche
        amministrazioni avremmo più aiuti, e scusate il
        gioco di parole, più servizi al servizio di
        tutti.
        Come no. Probabilmente sarebbero spesi per pagare il consulente open-source amico/parente del politico di turno.
        • Lillo scrive:
          Re: Quello che non capisco dell'Open Source
          Ho sentito spesso le lamentele di alcuni dirigenti CED quando lavoravo presso le P.A. Ed una ASL di una piccola provincia spende 150.000 euro ogni 3 anni di sole licenze.
          • shevathas scrive:
            Re: Quello che non capisco dell'Open Source
            - Scritto da: Lillo
            Ho sentito spesso le lamentele di alcuni
            dirigenti CED quando lavoravo presso le P.A. Ed
            una ASL di una piccola provincia spende 150.000
            euro ogni 3 anni di sole
            licenze.licenze di quale software e per quante postazioni ?
          • Lillo scrive:
            Re: Quello che non capisco dell'Open Source
            Essenziamente Windows e Office. E le postazioni sono quelle del ricambio medio dell'hardware che si fa ogni 3 anni.Di solito le licenze sono OEM con le macchine e rottamando il PC se ne va via anche la licenza, per cui bisogna ricomprarla.L'ente può ricomprare macchine vuote ma deve possedere le multilicenze sue che tra l'altro spesso costano anche più care delle OEM trovate sul PC.In sostanza stiamo parlando di M$ e della solita truffa su Winz+OffizOvviamente a parte antivirus, antipulci e antimalanni vari che colpiscono Winzoz.
          • Lemon scrive:
            Re: Quello che non capisco dell'Open Source
            - Scritto da: Lillo
            Ho sentito spesso le lamentele di alcuni
            dirigenti CED quando lavoravo presso le P.A. Ed
            una ASL di una piccola provincia spende 150.000
            euro ogni 3 anni di sole
            licenze.La PA della mia città ha oltre 200 macchine e spende ogni anno circa 100000 euro per i contratti di manutenzione vari (gestionali ecc) e circa 80.000 per i nuovi acquisti. Nuovi acquisti vuol dire hardware, switch, scanner ecc ecc.Metti pure che compri 50 pc l'anno vuol dire che a MS dà circa 12500 euro. Meno di quanto spende per pulire i cessi
          • Bastard Inside scrive:
            Re: Quello che non capisco dell'Open Source
            - Scritto da: Lemon
            - Scritto da: Lillo

            Ho sentito spesso le lamentele di alcuni

            dirigenti CED quando lavoravo presso le P.A. Ed

            una ASL di una piccola provincia spende 150.000

            euro ogni 3 anni di sole

            licenze.

            La PA della mia città ha oltre 200 macchine e
            spende ogni anno circa 100000 euro per i
            contratti di manutenzione vari (gestionali ecc) e
            circa 80.000 per i nuovi acquisti. Nuovi acquisti
            vuol dire hardware, switch, scanner ecc
            ecc.
            Metti pure che compri 50 pc l'anno vuol dire che
            a MS dà circa 12500 euro. Meno di quanto spende
            per pulire i
            cessiQuindi passare all'Open Source significherebbe avere i cessi degli edifici pubblici più puliti? Ci sto. (idea) :p
          • Lemon scrive:
            Re: Quello che non capisco dell'Open Source

            Quindi passare all'Open Source significherebbe
            avere i cessi degli edifici pubblici più puliti?
            Ci sto. (idea)
            :pCosì si passa metà tempo alle macchinette del caffè e l'altra metà a ca..re!!
          • nome.cognom e scrive:
            Re: Quello che non capisco dell'Open Source
            - Scritto da: Lillo
            Ho sentito spesso le lamentele di alcuni
            dirigenti CED quando lavoravo presso le P.A. Ed
            una ASL di una piccola provincia spende 150.000
            euro ogni 3 anni di sole
            licenze.50.000 euro l'anno sono il costo dell'uscere assunto per raccomandazione.
      • pippo75 scrive:
        Re: Quello che non capisco dell'Open Source
        - Scritto da: Alessandro D.
        Hai idea di quanto spendano le pubbliche
        amministrazioni utilizzando software
        proprietario?al momento no, puoi fornire dei dati riguardanti i costi del SW.- costo licenze- costo assistenza- altri costimagari mi sbaglio ma credo che i costi di licenza siano molto inferiori ai costi di assistenza.ciao
      • nome.cognom e scrive:
        Re: Quello che non capisco dell'Open Source
        Beh ma non si capisce perchè il software sia l'unica cosa a questo mondo che non si debba pagare.Se la risposta è "perchè c'è un'alternativa gratuita" allora perchè non obblighiamo tutti gli impiegati delle PA a strizzare girasoli per ottenere biodiesel da usare nelle macchine della PA? - Scritto da: Alessandro D.
        Hai idea di quanto spendano le pubbliche
        amministrazioni utilizzando software
        proprietario?

        Se quei soldi venissero impiegati in servizi e
        gestionali che girano intorno alle pubbliche
        amministrazioni avremmo più aiuti, e scusate il
        gioco di parole, più servizi al servizio di
        tutti.

        Per il Cogusi, da cagliaritano dico:Lo sport
        preferito non è quello di andare a cercare le
        reti wi-fi aperte. La gente fà altro :D Più che
        altro bisogna spingere gli isp a un abbassamento
        delle tariffe, dato che a cagliari si ha una
        buona infrastuttura di base (cablaggio) 2 o 3
        punti wi.fi servono a ben
        poco.

        Ciao
        Alessandro
    • tink scrive:
      Re: Quello che non capisco dell'Open Source
      - Scritto da: BLah
      Ma perché si parla sempre di Open Source che deve
      "sfondare", che deve entrare nelle case, che deve
      essere impiegato dai
      paesi.

      Sembra quasi un obbligo... Ricordo che siamo noi
      a decidere che software usare! Qui sembra invece
      che:

      - open-source = i buoni, da usare per forza,
      altrimenti si va contro tutti i principi, contro
      la patria,
      ecc.
      - sw commerciale = i cattivi, da evitare,
      boicottare,
      maledire.

      Non so, forse invece inizio a pensare il
      contrario. Tutte queste associazioni che si
      difendono dietro alla definizione software
      "libero", che dovrebbe essere quindi libero da
      tutto, e invece lo vediamo sempre più schierato
      in una coalizione molto ben
      definita.

      Bah.http://it.wikipedia.org/wiki/Genealogia_della_moralecerti meccanismi sono vecchi come il mondo... o quasi.Il tipo coi baffi del link pare lo avesse capito più di un secolo fa'.
    • next scrive:
      Re: Quello che non capisco dell'Open Source
      Io sono d'accordo con te, l'opensource non dovrebbe essere un obbligo.Penso anche però che alla maggior parte di quelli che lavorano nella PA vengano forniti software commerciali e costosi che non servono a nulla.Openoffice per produrre documenti è perfetto. La maggior parte di quelli che utilizzano MS Word potrebbero tranquillamente usare WordPad per quello che fanno.Ieri sono stato a fare una denuncia da carabineri. E' possibile che questi per scrivere un banale verbale debbano utilizzare ms word quando con wordpad o openoffice lo farebbero a costo zero?
    • andy61 scrive:
      Re: Quello che non capisco dell'Open Source
      http://www.occhiaperti.net/index.phtml?id=4169soltanto per farti un'idea.Stiamo parlando di parecchie decine di Euro a contribuente all'anno che se ne vanno negli USA.I costi di assistenza sistemistica e formazione ci sono sia per il software proprietario che per quello open, ma con mezzo miliardo di Euro sai che impulso si potrebbe dare all'industria informatica nazionale?È vero che per applicazioni particolarmente critiche non puoi affidarti a produttori che non forniscono garanzie di assistenza, ma per la stragrande maggioranza di applicazioni (desktop inclusi) il software open è più che adeguato (in realtà anche per il software open si possono stipulare contratti di assistenza con società specializzate).Sulle ragioni di questo stato di fatto non voglio dissertare, ma le cause mi sembra che possano essere soltanto due: ignoranza o interesse.
      • Lemon scrive:
        Re: Quello che non capisco dell'Open Source

        Sulle ragioni di questo stato di fatto non voglio
        dissertare, ma le cause mi sembra che possano
        essere soltanto due: ignoranza o
        interesse...o non fattibilità...a meno che i pochi bravi e intelligenti in Italia siano solo quelli a favore dell'open-source...
        • andy61 scrive:
          Re: Quello che non capisco dell'Open Source
          tenendo conto che l'infrastruttura informativa di intere nazioni è migrata per volontà dei rispettivi governi verso soluzioni open source, e che non risulta che queste nazioni siano state messe in ginocchio dal cambio di piattaforma, direi che l'ipotesi della non fattibilità risulta difficilmente sostenibile.A meno che con il termine 'non fattibilità' si intenda riferirsi alla non volontà degli utenti di adeguarsi ai nuovi strumenti proposti (c'è ancora gente che si rifiuta di utilizzare il computer, e redige atti manualmente o con la macchina per scrivere).Ma insisto, con la montagna di soldi in ballo c'è tutta la possibilità di fare corsi di formazione al personale, e di imporre un modo di lavorare (che è comunque dovuto nell'interesse dei cittadini e contribuenti, indipendentemente dalla marca degli strumenti utilizzati).Ad avvalorare comunque le due ipotesi da me proposte resta il fatto la la nostra P.A. insiste nel pubblicare documenti in formato proprietario e non aperto; posso concordare con il fatto che praticamente tutti hanno MS Office, ma dovrebbe essere obbligatorio per legge pubblicare anche in formati aperti (ODF, PDF, etc.), in modo da non imporre ai cittadini l'acquisto di Windows e MS Office per leggere documenti la cui redazione è già stata pagata dai contribuenti.Ma come per Italia.it (vedi la legge sull'accessibilità dei siti pubblici), si predica bene ma si razzola male.
          • Lemon scrive:
            Re: Quello che non capisco dell'Open Source
            - Scritto da: andy61
            tenendo conto che l'infrastruttura informativa di
            intere nazioni è migrata per volontà dei
            rispettivi governi verso soluzioni open source, e
            che non risulta che queste nazioni siano state
            messe in ginocchio dal cambio di piattaforma,
            direi che l'ipotesi della non fattibilità risulta
            difficilmente
            sostenibile.Più che d'accordo, il punto è che proprio questo: le iniziative isolate non cambieranno le cose perchè NON SI PUO' fare, i gestionali delle PA (almeno quelli che che ho visto io) senza windows ed office non funzionano. Allora a cosa serve dire al proprio CED "usate l'open-source"? La mia idea è che serve solo a fare un pò di propaganda.Faccio un altro esempio: un comune dice "da domani cercheremo di usare solo macchine ad energia solare", iniziativa lodevole, però arriva il responsabile dei mezzi che risponde: "guarda che hai fatto i conti senza l'oste, non esistono i mezzi per pulire le strade a energia solare e le macchine della polizia non possono montare le sirene se hanno sopra i pannelli" (solo un esempio di fantasia).Questo accade con questi proclami, nè più nè meno. Il fatto sarebbe diverso se per iniziativa NAZIONALE si richiedesse ai fornitori la POSSIBILITA' di avere entrambe le forniture ed in alcuni casi anche l'OBBLIGO. Non mi sembra infatti giusto escludere a priori le soluzioni closed, più logica però sarebbe richiedere che un determinato software giri in maniera indipendente da altri pacchetti come ad esempio l'Office.

            A meno che con il termine 'non fattibilità' si
            intenda riferirsi alla non volontà degli utenti
            di adeguarsi ai nuovi strumenti proposti (c'è
            ancora gente che si rifiuta di utilizzare il
            computer, e redige atti manualmente o con la
            macchina per
            scrivere).La volontà non c'entra nulla, ci sono proprio motivi pratici di non funzionamento di pacchetti gestionali.

            Ma insisto, con la montagna di soldi in ballo c'è
            tutta la possibilità di fare corsi di formazione
            al personale, e di imporre un modo di lavorare
            (che è comunque dovuto nell'interesse dei
            cittadini e contribuenti, indipendentemente dalla
            marca degli strumenti
            utilizzati).
            Si, ma ripeto che non si tratta di una mancanza di volontà
            Ad avvalorare comunque le due ipotesi da me
            proposte resta il fatto la la nostra P.A. insiste
            nel pubblicare documenti in formato proprietario
            e non aperto; posso concordare con il fatto che
            praticamente tutti hanno MS Office, ma dovrebbe
            essere obbligatorio per legge pubblicare anche in
            formati aperti (ODF, PDF, etc.), in modo da non
            imporre ai cittadini l'acquisto di Windows e MS
            Office per leggere documenti la cui redazione è
            già stata pagata dai
            contribuenti.
            Chi pubblica ancora documenti in formato proprietario ormai è da fare fuori e considerare anacronistico, io personalmente è da anni che non vedo più documenti doc ma solo rtf o pdf, se c'è qualcuno che lo fa ancora è da scrivergli immediatamente.D'altra parte, se non sbaglio, c'è qualcuno che continua a scrivere che con OpenOffice i documenti doc vengono aperti tranquillamente....
            Ma come per Italia.it (vedi la legge
            sull'accessibilità dei siti pubblici), si predica
            bene ma si razzola
            male.Tipico italiano.
    • Anonimo scrive:
      Re: Quello che non capisco dell'Open Source
      L'unica forma di unità del mondo open... fare blocco unico di ideali... bastasse quello ad essere sicuramente competitivi... bah
  • nome.cognom e scrive:
    60000 euro per fare che?
    Ma l'open source non è tutto gratis, tutto facile? Che cosa ci pagano con 60000 euro, 4 access point da mettere in centro e un consulente che installa linux in 10 minuti chiavi in mano?
    • ERGIS scrive:
      Re: 60000 euro per fare che?
      Guarda che "openSource" non significa solo Linux.Nelle P.A il costo maggiore non è sicuramente del SO (che sui pc acquistati con Consip si aggirerà sui 10 a pc ...normalmente ti danno anche la possibilitò di avere linux...risparmio praticamente nullo...anzi 10 per dvd e manuali :-) )... e calcola che se uno volesse cambiare bisognerebbe fare dei corsi .. quelli si che sarebbero carucci.Il risparmio grosso lo si ha slegandosi da MS office (che alla pa costa sui 360 la professional) e sostituendolo con openoffice a costo 0).Oltre a questo il costo grosso e il supporto e l'aggiornamento per i software di automazione dell'ente (il software di protocollazione in primis) ...Le aziende che producono il software in questione si fanno pagare "poco all'inizio" poi ti dissangauno per ogni aggiornamento che ti serve; in questo caso avere un software open source ti permetterebbe di andare a farti fare degli add-on da qualsiasi altra azienda se la prima produttrice fa la fetusa (le aziende ti danno i codici sorgenti ma ... a prezzo molto più alto perchè sanno che potrebbero non guadagnarci più).Ed ecco spesi 60000 euro ...ma con un risparmio in futuro
      • shevathas scrive:
        Re: 60000 euro per fare che?

        Il risparmio grosso lo si ha slegandosi da MS
        office (che alla pa costa sui 360 la
        professional) e sostituendolo con openoffice a
        costo
        0).si e no, cinicamente posso dire che Office2007 cambiando i formati di default di salvataggio favorisce anche il transito a OO, visto che se ti devi sbattere a riconfigurare office in maniera tale da far comunicare la versione 2007 con le altre allora farlo per il 2007 o per OO è la stessa cosa.Il problema con OO nasce quando usi pesantemente macro oppure access, che sarà una ciofeca di database ma per i suoi scopi, piccoli database o intefaccia verso quelli serii, va benissimo.
        Oltre a questo il costo grosso e il supporto e
        l'aggiornamento per i software di automazione
        dell'ente (il software di protocollazione in
        primis) ...Le aziende che producono il software
        in questione si fanno pagare "poco all'inizio"
        poi ti dissangauno per ogni aggiornamento che ti
        serve; in questo caso avere un software open
        source ti permetterebbe di andare a farti fare
        degli add-on da qualsiasi altra azienda se la
        prima produttrice fa la fetusa (le aziende ti
        danno i codici sorgenti ma ... a prezzo molto più
        alto perchè sanno che potrebbero non guadagnarci
        più).Però c'è un rischio, o si ha un forte coordinamento che decide cosa e come fare gli aggiornamenti oppure si rischia di avere diverse versioni incompatibili.Se magari un ministero vorrebbe distribuire un applicazione basata su quel software si corre seriamente il rischio di dover rincorrere tutte le versioni modificate (anche quelle modificate a pera).
        • ERGIS scrive:
          Re: 60000 euro per fare che?
          completamente daccordo (avevo fatto un sunto di molte cose...ovviamente in tutti i passaggi ci sono i pro e contro... e nei contro la possibile coordinazione sbagliata)
      • nome.cognom e scrive:
        Re: 60000 euro per fare che?

        Il risparmio grosso lo si ha slegandosi da MS
        office (che alla pa costa sui 360 la
        professional) e sostituendolo con openoffice a
        costo
        0).Senza corsi? E quanto mi costano un paio di giornate perse da qualche dirigente nel cercare di fare le stesse cose che faceva con excel?
        Oltre a questo il costo grosso e il supporto e
        l'aggiornamento per i software di automazione
        dell'ente (il software di protocollazione in
        primis) ...Le aziende che producono il software
        in questione si fanno pagare "poco all'inizio"
        poi ti dissangauno per ogni aggiornamento che ti
        serve; in questo caso avere un software open
        source ti permetterebbe di andare a farti fare
        degli add-on da qualsiasi altra azienda se la
        prima produttrice fa la fetusa (le aziende ti
        danno i codici sorgenti ma ... a prezzo molto più
        alto perchè sanno che potrebbero non guadagnarci
        più).Le aziende ti danno i sorgenti a un prezzo molto più alto? Non mi è mai capitato: se io commissiono un software (non compro qualcosa di gia pronto) quello è mio, ne ho la proprietà intellettuale e non solo voglio i sorgenti ma ti mando una società di auditing per verificare che tutte le procedure rispondano a criteri di qualità. Se non va bene ci sono altri fornitori. Il fatto è che passare ad un'altra società a progetto iniziato non è così semplice visto che gli inevitabili costi di KT vengono scaricati sul cliente finale. Quindi il risparmio preventivato alla fine si riduce in un costo uguale o spesso superiore rispetto al fornitore principale.L'unico vantaggio dell'opensource è in caso di fallimento del produttore, ma qui parliamo di softwarini dal figlio del capo. Mi auguro che ormai anche la PA abbia imparato ad andare da società serie per il proprio sw.
        Ed ecco spesi 60000 euro ...ma con un risparmio
        in
        futuroNon funziona mai.
        • ERGIS scrive:
          Re: 60000 euro per fare che?

          Senza corsi? E quanto mi costano un paio di
          giornate perse da qualche dirigente nel cercare
          di fare le stesse cose che faceva con excel?Praticamente nulla :-) ...tanto lavora la segretaria!!! (a parte gli scherzi i prodotti sono molto simili (ma dei corsi bisogna comunque farli ... ma il risparmio rispetto alla sostituzione del SO e nettamente superiore senza rivoluzionare il sistema)
          Le aziende ti danno i sorgenti a un prezzo molto
          più alto? Non mi è mai capitato: se io
          commissiono un software (non compro qualcosa di
          gia pronto) quello è mio, ne ho la proprietà
          intellettuale e non solo voglio i sorgenti ma ti
          mando una società di auditing per verificare che
          tutte le procedure rispondano a criteri di
          qualità. Se non va bene ci sono altri fornitori.Non ti è mai capitato che culo!!!!! calcola che questi prodotti mica le usi solo tu piccola PA(ad esempio di comuni che usano gli stessi software per la protocollazione ,ma di case diverse, sai quante ce ne sono ...e solo che l'azienda te la vende come prodotto nuovo anche se già creato per un altro , cabiando l'intestazioni anche se a volte si dimenticano...mi è capitato di vedere anche questo :-) su un software per le notifiche con il nome di un comune sbagliato
          Il fatto è che passare ad un'altra società a
          progetto iniziato non è così semplice visto che
          gli inevitabili costi di KT vengono scaricati sul
          cliente finale. Quindi il risparmio preventivato
          alla fine si riduce in un costo uguale o spesso
          superiore rispetto al fornitore
          principale.
          L'unico vantaggio dell'opensource è in caso di
          fallimento del produttore, ma qui parliamo di
          softwarini dal figlio del capo. Mi auguro che
          ormai anche la PA abbia imparato ad andare da
          società serie per il proprio sw.Infatti conviene anche al produttore del software fare prezzi minori per il supporto...ma se hai i sorgenti puoi avere la possibilità di informarti se il produttore non fa il ladro...se non li hai o va da lui o cambi tutto

          Ed ecco spesi 60000 euro ...ma con un risparmio

          in

          futuro
          Non funziona mai.Invece Spesso si ... e per quelle volte vale la pena tentare
    • pippo75 scrive:
      Re: 60000 euro per fare che?
      - Scritto da: nome.cognom e
      Ma l'open source non è tutto gratis, tutto
      facile? Che cosa ci pagano con 60000 euro, 4
      access point da mettere in centro e un consulente
      che installa linux in 10 minuti chiavi in
      mano?l'open non c'entra una mazza, quello che conta è fare progetti con grandi cifre, sono quelle le cose che interessano a molti politici.Se tu presenti progetti da 500 euro c'è il rischio che ti ridano dietro. Lo stesso progetto se lo presenti per 10000 euro fa tutta un'altra figura, prova e vedrai.
      • Ma quando Mai scrive:
        Re: 60000 euro per fare che?
        Ahhh.. beata ignoranza!Nelle gare pubbliche ci sono i capitolati e si combatte sul prezzo!Se chi offre il prodotto/servizio rispetta le specifiche di capitolato e offre a 500 euro quello che un altro offre a 10.000, il lavoro è suo.Qui i 60.000 sono legati a tutto l'adeguamento che si deve fare per passare da un sistema STANDARD ad uno NON STANDARD.Seguire procedure diverse con strumenti diversi da quelli ormai consolidati significa corsi, pagare il know how e l'assistenza da parte di terzi.Quello del risparmio sulla distanza con applicazioni e sistemi open è un miraggiobello e buono. E' come con le stampanti Lexmark, le pagate 30 euro e poi una cartuccia vi costa 50.QUi è uguale, software gratis, difettoso, non standard, non supportato, non diffuso, ecc.. ecc..Risparmiate 360 euro oggi e ne pagate 1000 dopo un anno in assistenza ecc..60.000 euro corrispondono a 167 licenze Office 2007, facili e veloci da istallare (ammesso che uno voglia passare, e non vedo perchè, al 2007).Senza considerare poi che esistono le volume licences e con 60.000 euro portare a casa un numero ben maggiore di licenze per un programma che ricordo è lo STANDARD PER L'OFFICE AUTOMATION (installato sul 99% dei PC aziendali).Ma continuate a portare avanti questa battaglia dell'open nella pubblica amministrazione... Voglio vedere la vostra faccia quando andrete a fare un certificato e dall'altra parte troverete u operatore con un grosso punto interrogativo stampato sulla faccia.
        • ERGIS scrive:
          Re: 60000 euro per fare che?
          - Scritto da: Ma quando Mai
          Ahhh.. beata ignoranza!
          Nelle gare pubbliche ci sono i capitolati e si
          combatte sul
          prezzo!
          Se chi offre il prodotto/servizio rispetta le
          specifiche di capitolato e offre a 500 euro
          quello che un altro offre a 10.000, il lavoro è
          suo.Ma se nel capitolato ci metti che vuoi anche i sorgenti è fattibile no!!! non parlo di MS office
          Qui i 60.000 sono legati a tutto l'adeguamento
          che si deve fare per passare da un sistema
          STANDARD ad uno NON
          STANDARD.No, da quello attuanle ad un'altro che centra lo standarAd esempio per office si parla "spesso" di standar sul formato e non di standard sul programma.P.S l'office è un esempio fattibile ora (per quel che riguarda ad esempio word la pa potrebbe usare l' RTF.)
          Seguire procedure diverse con strumenti diversi
          da quelli ormai consolidati significa corsi,
          pagare il know how e l'assistenza da parte di
          terzi.è vero, ma come dicevo il risparmio grooso sono convinto che li hai con i programmi creati appositamente per la PA cioè quelli per l'automazione di tutti gli atti interni all'ente... se ti devi rifare il programma te lo fai rifare con le stesse iconcine di quello vecchio (voglio vedere chi è quell'azienda che ha brevettato l'interfaccia per protocollare un atto :-) ) o se devi fartene fare uno nuovo ti fai dare i sorgenti
          Quello del risparmio sulla distanza con
          applicazioni e sistemi open è un miraggiobello e
          buono. E' come con le stampanti Lexmark, le
          pagate 30 euro e poi una cartuccia vi costa
          50.perchè quelle dell'hp costano molto meno :-)) le prendi ricaricate e sei "quasi" a postoP.S a volte è vero ... ma se devo dirla tutta a parità di livello abbiamo delle hp 2100/2200 o 4100 e delle lexmark t630... a parità di copie i fusori delle hp saltano parecchio di più (ma molto di più)
          QUi è uguale, software gratis, difettoso, non
          standard, non supportato, non diffuso, ecc..
          ecc..Lo dici tu!!!
          Risparmiate 360 euro oggi e ne pagate 1000 dopo
          un anno in assistenza
          ecc..
          60.000 euro corrispondono a 167 licenze Office
          2007, facili e veloci da istallare (ammesso che
          uno voglia passare, e non vedo perchè, al
          2007).Se a uno sta bene come stà e non vuole migliorare ...hai ragione
          Senza considerare poi che esistono le volume
          licences e con 60.000 euro portare a casa un
          numero ben maggiore di licenze per un programma
          che ricordo è lo STANDARD PER L'OFFICE AUTOMATION
          (installato sul 99% dei PC
          aziendali).Per caso sei certificato MS office :-))... è vero che è il più diffuso ...ma che funzionalità ha ms office rispetto a op. office che usa la PA (se ci conosci la pa ovviamente)
          Ma continuate a portare avanti questa battaglia
          dell'open nella pubblica amministrazione...
          Voglio vedere la vostra faccia quando andrete a
          fare un certificato e dall'altra parte troverete
          u operatore con un grosso punto interrogativo
          stampato sulla
          faccia.CTRL - ALT - CANC ...termina applicazione ...e cosa se no :-)
  • Suor Isotta scrive:
    GRASS lo conoscete?
    GRASS è un potentissimo GIS Open Source.Un SW che farebbe un gran comodo in tutti gli UT dei Comuni.GRASS è lì, libero, scaricabile, con tanto di ottima documentazione.Certo richiede anche un pò di applicazione per imparare ad usarlo.Quanti UT ITALIOTI conoscono o usano GRASS? Ma non fatemi ridere per favore!E questo non è che un piccolissimo esempio di quello che può essere l' Open Source nelle PA ITALIOTE.Già! Però con l' OPen Source si ridurrebbe ai mimimi termini anche il MAGNA-MAGNA, e allora ecco che non fa più bene.http://grass.itc.it/
    • ERGIS scrive:
      Re: GRASS lo conoscete?
      Certo che si conosce (ovviamente solo chi usa applicazioni GIS sà di cosa si tratta ...per un ospedale o un ministero delle finanze mi sa che non gliene può fregare di meno :-) ).Ti posso dire che è un po ostico per alcuni problemi.. ma alcuni dei nostri ragazzi che lavorano al servizio territoriale hanno fatto anche dei corsi all'università di Trento e lo usano molto.Credo che l'unica cosa che manchi, (non entrando in merito alle funzionalità del programma) è una versione per windows (quella con il cygwin è un po una ciofaca) . noi preferiamo usarla con linux...Comunque l'evoluzione del programma è una certezza... e sopratutto permette di rosicchiare un po i piedi dello sgabello dov'è seduta ESRI (con il suo ARCGIS).P.S molti accusano di nefandezze microsoft per le sue licenze e per la % di monopolio che ha... non conoscete ESRI :-(
      • anonimo01 scrive:
        Re: GRASS lo conoscete?
        nn sono mai stato in grado di farlo funzionare :$ :$ :$(o meglio, il programma funzionava ma io -con le mie tare mentali, può essere- non sono riuscito a cavarne un ragno dal buco)ma in generale i sw GIS mi causano sempre mal di testa...
        P.S molti accusano di nefandezze microsoft per le
        sue licenze e per la % di monopolio che ha... non
        conoscete ESRI
        :-(puoi ben dirlo! :s
  • polgames scrive:
    "Open Forse". se ce lo fanno fare
    Salve, sono Paolo Congiu e sto portando avanti già da anni la mentalità Open in alcuni Comuni.Molti capiscono altri no.Vi segnalo il comune di Milis http://www.comunemilis.net e il comune di Bonarcado http://www.comunebonarcado.com, a breve anche quello di Siamaggiore e Sedilo, dove utilizziamo xoops come motore open per il sito web e programmi come OpenOffice, Gimp, ed altri per file compressi, e varie.Abbiamo recuperato le vecchie macchine dei Comuni e messe a disposizione della popolazione con sistemi Linux e Wi-Fi per il web.Il guaio è che il Wi-Fi è bloccato perchè se no i grandi della telefonia (il Nostro caro presidente compreso) ci perdono i soldini, i finanziamenti vanno sempre alle solite 4 o 5 ditte che mettono in giro programmi incompatibili fra loro.Perchè non si parla seriamente e si decide da una buona volta di utilizzare tutti lo stesso sistema OPEN e si fanno risparmiare un pò di soldi a tutti?Ma qualcuno ci crede davvero?Secondo me no ci riusciremo mai.Finchè a comandare saranno sempre i diretti interessati (Telecom nel governo centrale e tiscali in Sardegna)rimarrà sempre tutto così, tranne in qualche piccolo comune che va contro corrente.
    • dodies scrive:
      Re: "Open Forse". se ce lo fanno fare
      Quoto...e aggiungo...in piccoli comuni si possono trovare Persone che intendo muovere e cambiare qualcosa cercando di orientare fondi per programmi closed alla fine inutili in azioni che si vedono sul territorio, ma come da esperienza recente, si trovano anche individui, che ritengono un avanzamento degli uffici avere macchine con Vista e spendere qualche migliaia di euro per l'ultimo MSoffice o in un ufficio tecnico, evitare il CAD e preferire Adobe Premiere o Photoshop...evidentemente avendo molte molte foto e molte molte capacità di grafici rispetto a quelle di geometri e ingegneri.Evidentemente è divertente pensare che vi siano persone nostre dipendenti (= stipendiate dallo stato) che ridono perché "hanno perso una intera mattina per capire come hanno spostato le icone nel nuovo word"...schifo e vomito.per scrivere una lettera occorre Word? od è non solo sufficiente ma adeguatamente prestante un OpenOffice con il Writer?per ridimensionare e ritoccare le foto di un sopralluogo è necessario usare al 2% un photoshop? o si può appoggiarsi al validissimo gimp?non vi sono ancora validi raffronti in ambito cad sull'open, quindi nulla tolgo all'acquisto di un AutoCad, ma perché non pensare che esiste anche altro? tipo IntelliCAD? domande retoriche per chi usa soldi altrui per comprare quanto non spenderebbe per se in privato.continuiamo ad ascoltare chi si vanta di saper usare programmi di grafica e cad, di ufficio e altro... e che svetta contro l'open perché forse, e dico forse, occorre imparare nuovamente dove si trovano alcune icone e comandi..e "non è all'altezza di altri sw proprietari". Alla fine basta un buon crack..e si può fare a meno dell'open e delle licenze.Buona Fortuna a tuttiDo#
      • Lemon scrive:
        Re: "Open Forse". se ce lo fanno fare
        - Scritto da: dodies
        Quoto...
        e aggiungo...
        in piccoli comuni si possono trovare Persone che
        intendo muovere e cambiare qualcosa cercando di
        orientare fondi per programmi closed alla fine
        inutili in azioni che si vedono sul territorio,
        ma come da esperienza recente, si trovano anche
        individui, che ritengono un avanzamento degli
        uffici avere macchine con Vista e spendere
        qualche migliaia di euro per l'ultimo MSoffice o
        in un ufficio tecnico, evitare il CAD e preferire
        Adobe Premiere o Photoshop...evidentemente avendo
        molte molte foto e molte molte capacità di
        grafici rispetto a quelle di geometri e
        ingegneri.
        Evidentemente è divertente pensare che vi siano
        persone nostre dipendenti (= stipendiate dallo
        stato) che ridono perché "hanno perso una intera
        mattina per capire come hanno spostato le icone
        nel nuovo
        word"...
        schifo e vomito.
        per scrivere una lettera occorre Word? od è non
        solo sufficiente ma adeguatamente prestante un
        OpenOffice con il
        Writer?
        per ridimensionare e ritoccare le foto di un
        sopralluogo è necessario usare al 2% un
        photoshop? o si può appoggiarsi al validissimo
        gimp?
        non vi sono ancora validi raffronti in ambito cad
        sull'open, quindi nulla tolgo all'acquisto di un
        AutoCad, ma perché non pensare che esiste anche
        altro? tipo IntelliCAD?

        domande retoriche per chi usa soldi altrui per
        comprare quanto non spenderebbe per se in
        privato.
        continuiamo ad ascoltare chi si vanta di saper
        usare programmi di grafica e cad, di ufficio e
        altro... e che svetta contro l'open perché forse,
        e dico forse, occorre imparare nuovamente dove si
        trovano alcune icone e comandi..e "non è
        all'altezza di altri sw proprietari". Alla fine
        basta un buon crack..e si può fare a meno
        dell'open e delle
        licenze.
        Buona Fortuna a tutti
        Do#La tua è un'ottima analisi solo che hai una visione LIMITATA della cosa: i documenti si ricevono, si inviano, si modificano, si importano, si integrano.... NESSUN fornitore della PA della mia città supporta openOffice ad esempio.
        • dodies scrive:
          Re: "Open Forse". se ce lo fanno fare
          forse si, visione limitata. Anche se normalmente sono a contatto con PA e ambito imprenditoriale.Non escludo il sw proprietario. e anzi ritengo che chi impegna tempo ed energie debba essere ricompensato. Ma i soldi occorre spenderli per prendere il necessario e non il futile o il piacevole (questo in ambito ufficio PA).Ma iniziare a modificare le cose potrebbe servire no?Tieni conto che in genere il sw proprietario non "legge" l'open...ma non viceversa.Inoltre nulla vieta di affiancare ove necessario i formati ad es. doc on odt.Se le PA iniziassero a cambiare o solo affiancare i formati in uscita (open e closed) vi sarebbe almeno la possibilità di conoscere e di scegliere la strada da percorrere.Io personalmente ho installato e fatto affiancamento all'uso e migrazione su openoffice, e l'affiancare i formati nei confronti di clienti e fornitori ha permesso nel giro di qualche mese di poter quasi indifferentemente emettere un documento open o uno ms.ripeto..sarebbe un primo passo no?
          • Lemon scrive:
            Re: "Open Forse". se ce lo fanno fare
            - Scritto da: dodies
            forse si, visione limitata. Anche se normalmente
            sono a contatto con PA e ambito
            imprenditoriale.Anche io.
            Non escludo il sw proprietario. e anzi ritengo
            che chi impegna tempo ed energie debba essere
            ricompensato. Ma i soldi occorre spenderli per
            prendere il necessario e non il futile o il
            piacevole (questo in ambito ufficio
            PA).Ci mancherebbe, non volevo mica escludere qualcosa, semplicemente in alcuni casi non è possibile fare delle scelte diverse.
            Ma iniziare a modificare le cose potrebbe servire
            no?SICURAMENTE
            Tieni conto che in genere il sw proprietario non
            "legge" l'open...ma non
            viceversa.
            Inoltre nulla vieta di affiancare ove necessario
            i formati ad es. doc on
            odt.
            Se le PA iniziassero a cambiare o solo affiancare
            i formati in uscita (open e closed) vi sarebbe
            almeno la possibilità di conoscere e di scegliere
            la strada da
            percorrere.Ho esperienze diverse che mi dicono che purtroppo senza Office alcune funzioni degli applicativi gestionali non funzionano. Quindi altre soluzioni, tipo OpenOffice, le posso utilizzare solo dove non ho i gestionali. Parlando di PA e quindi di prezzi di licenza molto competitivi, è pià gestibile un intero parco macchine con tutti Office piuttosto che con il 5%-10% di macchine con OO.
            Io personalmente ho installato e fatto
            affiancamento all'uso e migrazione su openoffice,
            e l'affiancare i formati nei confronti di clienti
            e fornitori ha permesso nel giro di qualche mese
            di poter quasi indifferentemente emettere un
            documento open o uno
            ms.
            ripeto..sarebbe un primo passo no?L'ho fatto anche io dove si poteva.Quello che non si capisce, ed io trovo assurdo e ridicolo, è che la gente non è stupida. L'assessore o il consigliore di turno possono fare propaganda come più gli pare ma le soluzioni tecniche non sono di loro competenza. Soprattutto quando non hanno provato sul campo cosa vuol dire, non basta avere il PC con linux a casa. Quello che io proporrei invece è una pressione a livello di organo nazionale (ad esempio CNIPA) per obbligare i fornitori di PA a proporre soluzioni aperte. E quando parlo di fornitori intendo quelli dei gestionali e servizi, non certo quelli che gli vendono i PC. Appena sarà fattibile il passaggio all'open-source sarà AUTOMATICO, senza tanti proclami.
          • dodies scrive:
            Re: "Open Forse". se ce lo fanno fare
            Mi trovo praticamente in accordo con quanto hai detto.Sicuramente farlo dove si può è un inizio.Non serve cercare di impostare una sostituzione se alla fine ci si rimette in produttività e integrazione di sistema, e occorre capire che non ci sono battaglie ideologiche da vincere o perdere, ma semplice buon senso di costo-prodotto-produttività-rendimento d'uso.Il maggior danno è la scelta / imposizione dei gestionali nella PA, di cui per negligenza, malafede, o semplice menefreghismo non viene fatto un quadro dettagliato e "pesante" di tali rapporti, e non si spinga, anche in accordo con facoltà di informatica/matematica/ingegneria e perché no anche economia, verso un progetto integrato di sviluppo alternativo in cui l'impresa non venda una scatola su cui poi possa lucrare nel tempo senza produrre reale beneficio, ma sulla quale il merito di soluzioni valide spicchi per confronto diretto o validità di applicazione.Utopico forse, ma se anche i prodotti così generati fossero closed, la piattaforma di partenza generata in open permetterebbe la facilità di scambio / passaggio da un fornitore all'altro.L'intervento e il senso del mio primo post era anche quello di sottolineare come anche e spesso in uffici più o meno secondari la scelta del prodotto finale sia indirizzata da concetti mercenari e secondari (pubblicità, marca, o semplice etichetta), che nulla dovrebbero avere a che fare con la PA ma interagire a livello di utente finale privato o impresa privata.Altro discorso poi per la migrazione è l'ignoranza degli strumenti in uso, e che si andrebbero ad usare, con un rifiuto spesso palese di prendere un manuale e leggere.(sarebbe da aprire tutta la parentisi formazione del personale).SalutiDo#
        • Senbee scrive:
          Re: "Open Forse". se ce lo fanno fare

          La tua è un'ottima analisi solo che hai una
          visione LIMITATA della cosa: i documenti si
          ricevono, si inviano, si modificano, si
          importano, si integrano.... NESSUN fornitore
          della PA della mia città supporta openOffice ad
          esempio.OpenOffice salva e apre i formati Microsoft Office. Quindi probabilmente sei tu che hai una visione LIMITATA.
          • Lemon scrive:
            Re: "Open Forse". se ce lo fanno fare
            - Scritto da: Senbee

            La tua è un'ottima analisi solo che hai una

            visione LIMITATA della cosa: i documenti si

            ricevono, si inviano, si modificano, si

            importano, si integrano.... NESSUN fornitore

            della PA della mia città supporta openOffice ad

            esempio.

            OpenOffice salva e apre i formati Microsoft
            Office. Quindi probabilmente sei tu che hai una
            visione
            LIMITATA.No, sei tu. Ad esempio NON SAI (ma parli) che molti software gestionali per le PA non esportano dati se non hanno Office installato nella macchina. Magari esportano anche in rtf o csv, ma senza Office.... nisba. Quindi, in sostanza, fatta l'ordinanza e distribuiti 60000 euro... il problema rimane finchè non è il fornitore a deciderlo. Buonanotte...
        • anonimo01 scrive:
          Re: "Open Forse". se ce lo fanno fare

          La tua è un'ottima analisi solo che hai una
          visione LIMITATA della cosa: i documenti si
          ricevono, si inviano, si modificano, si
          importano, si integrano.... NESSUN fornitore
          della PA della mia città supporta openOffice ad
          esempio.prrrot, OOffice legge una quantità spopositata di formati, anche se usassero AmiDot del '91 potresti star sicuro di aprirlo.e se devi inviargli un file lo puoi esportare in tutti i formati possibili.e se non bastasse pdf(nativo) lo leggi anche con un cellulare.,..vogliamo parlare invece dei file di word97 che aperti in w2003 sembrano quadri di picasso? ma per favore...
          • Lemon scrive:
            Re: "Open Forse". se ce lo fanno fare
            - Scritto da: anonimo01

            La tua è un'ottima analisi solo che hai una

            visione LIMITATA della cosa: i documenti si

            ricevono, si inviano, si modificano, si

            importano, si integrano.... NESSUN fornitore

            della PA della mia città supporta openOffice ad

            esempio.

            prrrot, OOffice legge una quantità spopositata di
            formati, anche se usassero AmiDot del '91
            potresti star sicuro di
            aprirlo.
            e se devi inviargli un file lo puoi esportare in
            tutti i formati
            possibili.
            e se non bastasse pdf(nativo) lo leggi anche con
            un
            cellulare.,..

            vogliamo parlare invece dei file di word97 che
            aperti in w2003 sembrano quadri di picasso? ma
            perAppunto: visione limitata della faccenda. Ho spiegato in altri post che non è facile come quando sei a casa tua. Approfondisci e ritorna.
            favore...
          • anonimo01 scrive:
            Re: "Open Forse". se ce lo fanno fare

            Appunto: visione limitata della faccenda. Ho
            spiegato in altri post che non è facile come
            quando sei a casa tua. Approfondisci e
            ritorna.guarda, mi sa tanto che quello che deve approfondire di più sei te visto che almeno qui tutte le ragazze del firewall telefonico/umano (segreteria) lavorano con OOffice ormai da un anno, come pure succede in altri reparti;l'unico posto in cui ho dovuto mantenere la bi-presenza è nel reparto paghe dove disgraziatamente (quella ciofeca di sw) gestionale non si interfaccia con OO ma solo con word per la generazione automatica dei documenti.altrove pdf rulezza (e basta con quegli odiosi pps via mail!)cercare di scaricare sul'immaturita del sw Oos la pigrezza (tua o di chi di dovere) di chi nemmeno prova ad utilizzare altro.e adesso perdi pure tempo a fare improbabili calcoli di quanto e come ho guadagnato col passaggio, se valutare o no il tempo o l'enorme ed insormontabile quantita di nozioni nuove da imparare, se in conto ci ho messo tutte le centinaia di migliaia di ore necessarie per affrontare questo cambiamento mastodintico nelle abitudini della gente, ti dico solo che abbiamo risparmaito migliaia di euro.veri.
          • Lemon scrive:
            Re: "Open Forse". se ce lo fanno fare

            l'unico posto in cui ho dovuto mantenere la
            bi-presenza è nel reparto paghe dove
            disgraziatamente (quella ciofeca di sw)
            gestionale non si interfaccia con OO ma solo con
            word per la generazione automatica dei
            documenti.
            Appunto. Ti sei risposto da solo. O pensi di essere l'unico intelligente al mondo che ci è arrivato?Nelle PA quasi tutti lavorano con gestionali che si appoggiano ad Office anche se dopo generano PDF o rtf o quello che vuoi.E ti dirò di più: anche se molti gestionali sono web-based e/o fatti con java, non girano se sotto il sedere non hanno windows.Detto questo, mi fanno ridere i politici che vengono a dire "dobbiamo usare software open-source" perchè non hanno nessuna idea REALE e PRATICA di cosa vuol dire. Devono rivolgersi ad altri, non certo ai CED locali.Poi, dal punto di vista della gestione ed amministrazione della cosa, io preferisco avere tutti Office piuttoso che 90 Office e 10 OO, ma questo è un altro discorso.
    • Ma quando Mai scrive:
      Re: "Open Forse". se ce lo fanno fare
      - Scritto da: polgames
      Perchè non si parla seriamente e si decide da una
      buona volta di utilizzare tutti lo stesso sistema
      OPEN e si fanno risparmiare un pò di soldi a
      tutti?Prontooooo!!!! Ma perchè diavolo tutti insistete col voler far diventare standard una cosa che rappresenta l'1% delle installazioni?Avete idea di quanto costi adeguare il 99% delle macchine?Chi li paga i costi di adeguamento? Preferisco pagare la mia quota su 150 euro per una licenza di office xp che non pagare la mia quota di 2.000 euro per la consulenza ad un'azienda per l'installazione di una cosa che poi neanche è integrata con tutto il resto...
      • polgames scrive:
        Re: "Open Forse". se ce lo fanno fare
        Io ho le licenze di Office in ogni macchina presente in azienda, e non sono un fanatico dell'opensource.Pur avendo le licenze utilizzo OpenOffice al posto di Office perchè secondo me funziona meglio.
  • Anonimo scrive:
    Forse... ma no cosa vado a pensare
    ...forse... (ma no, sono troppo pessimista... non ho fiducia nella gente...) non c'erano i dindi anche per ungere le tasche ad un po' di persone ?Sempre a pensar male...
  • Gesù scrive:
    Solo tre commenti...
    Per lo stesso articolo, che parlava però di Napoli, si è riversato sul sito tutto il razzismo possibile, centinaia di commenti di qualche imbecille che veramente pensa che diventare una nazione più piccola sia una cosa buona, che pena...
    • Nome e cognome scrive:
      Re: Solo tre commenti...
      Sei ignorante, non è colpa tua, ma dello stato italiano che ha fatto il modo la sardegna fosse conosciuta solo come una regione, al pari del lazio o del piemonte.In realtà la Sardegna è sempre stata una terra a sè, che non ha niente a che fare con l'Italia se non la lingua che è stata imposta con la violenza dai Savoia. La Sardegna è una nazione al pari di tante altre, il problema è che all'italia e agli americani non andrebbe per niente bene, non avrebbero più la loro portaerei nel mediterraneo.
    • Suor Virginia scrive:
      Re: Solo tre commenti...
      - Scritto da: Gesù
      Per lo stesso articolo, che parlava però di
      Napoli, si è riversato sul sito tutto il razzismo
      possibile, centinaia di commenti di qualche
      imbecille che veramente pensa che diventare una
      nazione più piccola sia una cosa buona, che
      pena...Ma se a Napoli non siete nemmeno capaci di smaltire la vostra monnezza e la lasciate marcire per le strade,.....cosa pretendete? L' Open Source nella vosta PA? Ovvio che è praticamente impossibile che ciò avvenga vista la mentalità che avete! Ci riuscirebbe solo un miracolo di San Gennaro.
      • Ma quando Mai scrive:
        Re: Solo tre commenti...
        - Scritto da: Suor Virginia
        Ma se a Napoli non siete nemmeno capaci di
        smaltire la vostra monnezza e la lasciate marcire
        per le strade,.....cosa pretendete? L' Open
        Source nella vosta PA? Ovvio che è praticamente
        impossibile che ciò avvenga vista la mentalità
        che avete! Ci riuscirebbe solo un miracolo di San
        Gennaro.Non è che pretendono l'open source nella PA.. ce l'hanno.. ed anche il sistema che gestisce i rifiuti è basato su linux.. ma da quando l'hanno installato nessuno ha capito come utilizzarlo..Hanno anche cercato sulla scatola un numero da contattare per assistenza, ma non hanno trovato nè scatola nè numero..Allora hanno chiesto ad un tecnico che ha detto loro di scaricarsi l'HOW TO da internet, quel manualino da 1 milione e mezzo di pagine dove puoi trovare tutte le risposte ai tuoi problemi e tutti i problemi alle tu risposte.A quel punto gli operatori hanno pensato che forse era meglio lasciare la spazzatura in strada.. Tanto ormai pure i PC erano intasati..Il problema verrà risolto a breve perchè stanno aspettando che i tecnici reinstallino windows xp su tutte le macchine.. Il problema è che ci stanno mettendo più tempo del previsto perchè LILO non vuole farsi cancellare dai MBR di tutti i PC.
      • Gesù scrive:
        Re: Solo tre commenti...
        Si infatti, perchè ogni giorno tutti noi napoletani scendiamo per strada lottiamo con i monnezzari affinchè lascino i sacchetti per la strada, perchè ci piace sentire la loro puzza, ci piace rotolarci nella merda... Se solo la gente sapesse di cosa parla sarebbe un mondo molto più bello, il problema è che la gente sente due chiacchiere alla tv e spara merda perchè così si sente socialmente impegnato... che pena.
    • BLah scrive:
      Re: Solo tre commenti...
      E hanno fatto bene questi imbecilli.
    • Zarbon scrive:
      Re: Solo tre commenti...
      - Scritto da: Gesù
      Per lo stesso articolo, che parlava però di
      Napoli, si è riversato sul sito tutto il razzismo
      possibile, centinaia di commenti di qualche
      imbecille che veramente pensa che diventare una
      nazione più piccola sia una cosa buona, che
      pena...Qui a Cagliari se esco in giro almeno non cercano ogni volta di prendermi il portafoglio o di assalirmi come le volte che sono andato a Napoli...se si è fatta quella reputazione..non è un caso..
      • Gesù scrive:
        Re: Solo tre commenti...
        Sono d'accordissimo con la reputazione, ma... questo che cazzo c'entra con la P.A. ? Non sono certo i ladruncoli della strada ad imporre windows nella P.A. ... il problema è proprio questo, che anche se non c'entra un cazzo, la gente spara merda perchè è razzista, su una città in cui un'enormità di gente ogni giorno deve ingoiare la merda prodotta da una minoranza arrogante...Allora vengo da te e dico: "Cagliari non vuole linux? E ci credo... so tutti pecorari quelli, solo il formaggio sanno fare..."
  • Marco Mosellini scrive:
    Ideologia amor mio
    Punto Informatico è la mia prima lettura a mezzanotte, quando va online e ne apprezzo sempre i contenuti, persino quelli come questa intervista.Ormai ho notato che mediamente una o due volte a settimana c'è un annuncio di qualche emendamento, legge regionale, delibera o simili relativa all'adozione del software open source nella pubblica amministrazione.Premesso che sono un utilizzatore, secondo le necessità, di Linux/OpenOffice come di Vista/Office2007 e qualche volta di Mac (grafica), trovo a dir poco stucchevole questa battaglia ideologica portata avanti contro non so cosa: un azienda (Microsoft, ma perchè non Apple o Oracle)? un modello di business (software proprietario, ma se non si guadagna e si protegge la proprietà intellettuale, perchè investore in ricerca?); gli sprechi nella Pubblica Amministrazione (mah, a me pare cge ogni volta ad una decisione open source debba sempre seguire un finanziamento per una "sperimentazione" o simile, e quando i politici chiedono finanziamenti...).Domande: perche ogni PA deve avere il suo sistema? Ma i costi sono tutti sulle licenze o il software customizzato che ad ogni Direttore sistemi di ogni singola PA piace fwarsi fare costa molto di più? Ma il punto vero non dovrebbe essere l'interoperabilità dei sistemi? Ma anche, se un CIO è pagato come manager per prendere decisioni, dare ils ervizio migliore alla PA ed ai cittadini col minor costo, non dovrebbe essere valutato su quello? Perchè serve una legge o simile che gli imponga come dirigere il suo servizio dal punto di vista tecnico?Non lo so, a me sta cosa puzza di ideologia. E se già l'ideologia di per sé non mi piace, se poi applicata allz tecnologia la trovo addirittura ripugnante,s e non idiota.Ma tant'è, qualcuno ha voluto questo federalismo, e così mentre prima avevamo qualche fenomeno che si faceva venire un'idea fenomenale in Parlamento o in qualche ministero, oggi ne abbiamo a dozzine che si svegliano la mattina in uno qualsiasi degli 8000 e più comuni italiani e pensano di risolvere i problemi dell'inesistente industria del software con una delibera. Ma tanto l'importante è finire su Punto Informatico (che comunque Dio ce lo preservi, sia chiaro).
    • Fra Batacchio scrive:
      Re: Ideologia amor mio
      - Scritto da: Marco Mosellini
      Punto Informatico è la mia prima lettura a
      mezzanotte, quando va online e ne apprezzo sempre
      i contenuti, persino quelli come questa
      intervista.

      Ormai ho notato che mediamente una o due volte a
      settimana c'è un annuncio di qualche emendamento,
      legge regionale, delibera o simili relativa
      all'adozione del software open source nella
      pubblica
      amministrazione.

      Premesso che sono un utilizzatore, secondo le
      necessità, di Linux/OpenOffice come di
      Vista/Office2007 e qualche volta di Mac
      (grafica), trovo a dir poco stucchevole questa
      battaglia ideologica portata avanti contro non so
      cosa: un azienda (Microsoft, ma perchè non Apple
      o Oracle)? un modello di business (software
      proprietario, ma se non si guadagna e si protegge
      la proprietà intellettuale, perchè investore in
      ricerca?); gli sprechi nella Pubblica
      Amministrazione (mah, a me pare cge ogni volta ad
      una decisione open source debba sempre seguire un
      finanziamento per una "sperimentazione" o simile,
      e quando i politici chiedono
      finanziamenti...)........Ci mancava l' immancabile PRETORIANO di turno spedito qui del DRAGA che se ne esce con i soliti stornelli.
      • Marco Mosellini scrive:
        Re: Ideologia amor mio

        Ci mancava l' immancabile PRETORIANO di turno
        spedito qui del DRAGA che se ne esce con i soliti
        stornelli.Scusa, "pretoriano de che?", si direbbe a Roma.Ah, scusa, pensavo che avere idee proprie fosse ancora legittimo in questo paese. Ma forse qui secondo te è ammesso solo dire viva Linux e dintorni, gli altri non capiscono nulla. A morte gli americani, contro lo stato imperialista delle multinazionali, kill bill, abbasso la microsoft, bla bla. Ma de che parli?Questa è tecnologia. La PA, come un'azienda, dovrebbe usarne la migliore ai costi più bassi. E' l'open source? Viva l'open source. E' Microsoft? Viva Microsoft. E' altro? Viva altro.Ma guarda che tocca leggere. Non bastavano i nostri politici a fare i politici. mo' pure i programmatori si vogliono mettere a fare i politici, o persino i censori! ma va va
        • fla... scrive:
          Re: Ideologia amor mio

          Questa è tecnologia. La PA, come un'azienda, dovrebbe usarne la
          migliore ai costi più bassi.Questo è il nodo della questione. Una azienda può fare quello che vuole,affidarsi alla tecnologia che gli conviene di più. Ma la convenienza per la PA non è quella economica, la PA ha necessità di immagazzinamento dati a lunga scadenza, di trasparenza nel trattamento dei dati e di pubblica fruibilità dei documenti che mal si sposano con sw e formati proprietari. E se finora è stato così non è un buon motivo perché resti così, anche se economicamente dovesse costare di più. È una forma di tutela dei diritti del cittadino, che vengono prima dei bilanci.Per l'istruzione pubblica non vedo come avere a che fare con sitemi informatici che vanno trattati dogmaticamente e che non facilitano l'acquisizione della tecnologia (sebbene _forse_ più facili da imparare) sia un bene per l'acquisizione di una conoscenza critica e consapevole da parte degli studenti.Ideologia? Se per te la ricerca di una più partecipata democrazia è ideologia, allora si , perché no. Allora di questa ideologia secondo me dovremmo averne tutti un po' di più.
        • Ma quando Mai scrive:
          Re: Ideologia amor mio
          - Scritto da: Marco Mosellini
          Ma guarda che tocca leggere. Non bastavano i
          nostri politici a fare i politici. mo' pure i
          programmatori si vogliono mettere a fare i
          politici, o persino i censori! ma va
          vaNon sono politici.. sono sfigati cantinari 16enni il cui unico modo di affermarsi nella vita è quello di fare gli alternativi in un mondo virtuale dove non possono confrontarsi direttamente con le persone.
    • Banana Joe scrive:
      Re: Ideologia amor mio

      Ormai ho notato che mediamente una o due volte a
      settimana c'è un annuncio di qualche emendamento,
      legge regionale, delibera o simili relativa
      all'adozione del software open source nella
      pubblica
      amministrazione.siamo in mezzo ad una rivoluzione, anzi ad una controriforma visto che il software e' nato open, PI di cosa dovrebbe parlare?
      Premesso che sono un utilizzatore, secondo le
      necessità, di Linux/OpenOffice come di
      Vista/Office2007 e qualche volta di Mac
      (grafica)premesso che se per te pari sono non ci sara' mai comunicazione tra di noi., trovo a dir poco stucchevole questa
      battaglia ideologica portata avanti contro non so
      cosa:dimostra che si tratta di ideologia, definirla tale non basta. un azienda (Microsoft, ma perchè non Apple
      o Oracle)?perche' l'esistenza di apple od oracle non mi condiziona. quella MS si'. un modello di business (software
      proprietario, ma se non si guadagna e si protegge
      la proprietà intellettuale, perchè investore in
      ricerca?perche', come prova quella cosetta chiamata realta', spesso funziona meglio l'open che guadagnare e proteggere la proprieta' intellettuale. e dove non funziona meglio c'e' spazio per il sw commerciale.); gli sprechi nella Pubblica
      Amministrazione (mah, a me pare cge ogni volta ad
      una decisione open source debba sempre seguire un
      finanziamento per una "sperimentazione" o simile,
      e quando i politici chiedono
      finanziamenti...).sicuramente c'e' dietro il magna magna. e nel sw proprietario no?
      Domande: perche ogni PA deve avere il suo
      sistema? Ma i costi sono tutti sulle licenze o il
      software customizzato che ad ogni Direttore
      sistemi di ogni singola PA piace fwarsi fare
      costa molto di più?i costi delle licenze sono sempre un fardello in piu'.i costi per un upgrade forzato causa incompatibilita' di dati o scarsa performance?i costi per l'attesa di un bugfix che sarebbe possibile con una semplice consulenza ad un diciottenne nerd? Ma il punto vero non dovrebbe
      essere l'interoperabilità dei sistemi?certo, quindi confidiamo nel buon cuore di chi ti tiene stretto per le palle con un sistema proprietario e brevettato. Non perdo tempo a leggere il resto.
      • Lemon scrive:
        Re: Ideologia amor mio


        dimostra che si tratta di ideologia, definirla
        tale non
        basta.
        Quando viene una scelta viene imposta dalla politica è chiato che si tratti di scelta ideologica. Un qualsisi impiegato al CED con un minimo di competenze ormai usa software open quando possibile.
        un azienda (Microsoft, ma perchè non Apple

        o Oracle)?

        perche' l'esistenza di apple od oracle non mi
        condiziona. quella MS si'.
        Sarà che usi due pesi e due misure?

        i costi delle licenze sono sempre un fardello in
        piu'.
        i costi per un upgrade forzato causa
        incompatibilita' di dati o scarsa
        performance?Quando non si chiameranno più "licenze" ma "canoni di manutenzione" e costeranno il triplo ne riparliamo.Riguardo l'incopatibilità dei dati potrei avere qualche esempio? E' una cosa che mi sfugge e nn sapevo che i sistemi open ne fossero immuni. Spiegami pure il discorso performance, qua da noi l'unica macchina da cambiare il più presto possibile è proprio una linux con oracle su, non è che dipende dal carico di lavoro?
        i costi per l'attesa di un bugfix che sarebbe
        possibile con una semplice consulenza ad un
        diciottenne
        nerd?
        Eh già, adesso è chiaro quanti anni hai e che lavoro fai..Quello che vogliamo è proprio questo: riempire le PA di diocettenni nerd che non hanno la minima idea di come funzioni un sistema un pò più complesso del proprio PC con la distro preferita. Quello che hai detto è proprio il modo più facile per avere incopatibilità, la mia esperienza personale l'ho fatta: dopo 2 anni di modifiche manuali avevamo circa 20 firewall (più posta e proxy su qualcuno) assolutamente diversi tra loro e sui quali era impossibile fare un apt-get update pena il blocco dei principlai servizi
        certo, quindi confidiamo nel buon cuore di chi ti
        tiene stretto per le palle con un sistema
        proprietario e brevettato. Non perdo tempo a
        leggere il
        resto.E' questo il tuo problema: tu la hai a morte con MS, qualsiasi altra soluzione (compresi altri software proprietari) andrebbero bene. A te non basta avere un client windows con open office, gimp, gestionale open source. A te basta una Ubuntu con firefox, OO e gimp per essere contento, di quanto costi ad una azienda (PA o meno che sia) non importa.
        • shevathas scrive:
          Re: Ideologia amor mio

          E' questo il tuo problema: tu la hai a morte con
          MS, qualsiasi altra soluzione (compresi altri
          software proprietari) andrebbero bene. A te non
          basta avere un client windows con open office,
          gimp, gestionale open source. A te basta una
          Ubuntu con firefox, OO e gimp per essere
          contento, di quanto costi ad una azienda (PA o
          meno che sia) non
          importa.Ottima risposta, per molti alfieri del FLOSS il tutto si riduce ad un F*ck billgates e basta.Vogliono imporre (proprio come lo zio bill) i loro sistemi perchè sono i più fichi senza però pensare che oltre al costo delle licenze bisogna considerare anche i costi di formazione e di mantenimento della baracca.No il portare avanti OO battendo solo sul: "non diamo soldi a billgates" mi sembra una strategia fallimentare per diffonderlo negli uffici, che poi sono quelli che tirano la volata anche al'utilizzo domestico.
          • Lemon scrive:
            Re: Ideologia amor mio


            No il portare avanti OO battendo solo sul: "non
            diamo soldi a billgates" mi sembra una strategia
            fallimentare per diffonderlo negli uffici, che
            poi sono quelli che tirano la volata anche
            al'utilizzo
            domestico.Oltre al fatto che si stanno rivolgendo al pubblico sbagliato: i costi maggiori delle PA attualmente sono per i contratti dei software gestionali che regolarmente non girano sotto altre piattoforme che non sia windows. Fare leggi e disposizioni per usare l'open-source facendo leva sui CED locali è una minchiata enorme perchè se io il software non lo posso fare girare sotto linux o il documento non lo posso aprire senza office... cosa devo fare??Molto ma molto più semplicemente dovrebbe essere il CNIPA a dare delle direttive se si vuole essere fornitori delle PA, con iniziative isolate non si ottiene nulla se non.... qualche voto in più.
          • AMEN scrive:
            Re: Ideologia amor mio
            - Scritto da: Lemon

            Oltre al fatto che si stanno rivolgendo al
            pubblico sbagliato: i costi maggiori delle PA
            attualmente sono per i contratti dei software
            gestionali che regolarmente non girano sotto
            altre piattoforme che non sia windows. NON solo nelle PAI gestionali vengono cifre mostruoseUn nostro cliente ha un gestionale su Ubuntu (gratis) che gira sotto VirtualPC (gratis) e lo paga una cifra ASSURDA
      • AMEN scrive:
        Re: Ideologia amor mio
        - Scritto da: Banana Joe

        Ormai ho notato che mediamente una o due volte a

        settimana c'è un annuncio di qualche
        emendamento,

        legge regionale, delibera o simili relativa

        all'adozione del software open source nella

        pubblica

        amministrazione.

        siamo in mezzo ad una rivoluzione, anzi ad una
        controriforma visto che il software e' nato open,
        PI di cosa dovrebbe parlare?Ronffff, buonanotteSaranno almeno 5 anni che sento parlare di rivoluzione..Un pò lentina, mi sembra
  • FraGuglielm o scrive:
    Difficile sradicare l' ignoranza
    Specie dove ha messo profonde radice accecando i cervelli delle persone.Solo così si spiega la faticosa affermazione dell' Open Sorcio tra gli ITALIOTI, menti notoriamente bacate e assuefatte al gioco della microsoft dalla quale si fanno allegramente dragare ricevendo in cambio solo giocattolini colorati e l' inevitabile offuscamento delle menti.
    • AMEN scrive:
      Re: Difficile sradicare l' ignoranza
      - Scritto da: FraGuglielm o
      Specie dove ha messo profonde radice accecando i
      cervelli delle
      persone.
      Solo così si spiega la faticosa affermazione
      dell' Open Sorcio tra gli ITALIOTI, menti
      notoriamente bacate e assuefatte al gioco della
      microsoft dalla quale si fanno allegramente
      dragare ricevendo in cambio solo giocattolini
      colorati e l' inevitabile offuscamento delle
      menti.Siiii, ho visto la luce!!
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