La nonna del P2P grazia la RIAA

Si conclude con un accordo uno dei casi più spinosi capitati negli ultimi tempi allo squadrone legale dell'industria del disco. Entrambe le parti sorridono ora a denti stretti

Roma – Lo tsunami che avrebbe potuto investire RIAA e la sua crociata contro il P2P si è dissolto e tutta la vicenda è finita a tarallucci e vino. O quasi: Rhonda Crain, anziana signora texana imputata di condivisione illegale da RIAA, ha ritirato la denuncia contro i discografici, accusati di investigazioni illegali, s’è contestualmente tenuta le accuse di download che aveva avanzato la RIAA ma allo stesso tempo non ha confessato alcunché, né pagato le somme inizialmente richieste dai discografici .

Tutto questo è accaduto nell’ambito del caso Sony vs. Crain : come ricorderanno i lettori di Punto Informatico , secondo RIAA la signora era colpevole di aver messo in condivisione 572 brani sul network di KaZaA, inclusi hit di star quotate come 50 Cent e Usher. Ma l’accusata ha invece sempre sostenuto di non aver nemmeno sentito nominare questa cosa chiamata P2P prima che RIAA la trascinasse in tribunale. E ha dunque rifiutato di chiudere la questione col pagamento del solito obolo richiesto dai gentlemen del disco (4.500 dollari). Anzi, ha contrattaccato chiamando RIAA a spiegare chi, come, e in che modo aveva ficcanasato – per giunta illegalmente e senza licenza – negli affari del suo computer.

Per i rappresentanti legali di Crain, i discografici non avevano prove circa il coinvolgimento diretto della signora nelle attività di condivisione in oggetto, e in ogni modo sarebbe stato il dibattimento a verificare la posizione di RIAA nel corso del normale iter processuale. Messa alle strette, senza avere probabilmente intenzione di seguire lo stesso percorso del caso di Jammie Thomas per mancanza di argomenti, l’associazione si è accordata con la parte accusata nel settembre scorso.

L’ intesa prevede la rinuncia da parte di Crain alle pericolose controaccuse di investigazione illegale nei confronti di MediaSentry – gli “investigatori” telematici, ahiloro senza licenza, al soldo di RIAA – e il giudizio finale tutto a favore dei discografici. Per quanto la signora non ammetta alcuna colpevolezza, la decisione stabilisce che sia bandita per sempre dai download illegali e sia obbligata a cancellare tutti i brani che “l’accusata o i terzi che hanno usato la connessione Internet e/o l’equipaggiamento informatico posseduto o controllato dall’accusato” hanno scaricato.

Proprio in quest’ultima parte della sentenza potrebbe nascondersi la vera ragione dell’accordo : le accuse di RIAA sono tutte basate sui file messi in condivisione da un account chiamato “kcrain@KaZaA”, che per quanto improbabilmente possa appartenere alla stessa signora Crain, potrebbe invece essere stato adoperato dal suo parentado di più giovane età.

Il mistero sulle condivisioni dei brani non si è dunque risolto, ma la decisione ha permesso a RIAA di svincolarsi da una situazione potenzialmente molto pericolosa : se nel celebre caso Thomas le prove mostrate al processo sono state considerate dalla giuria un elemento sufficiente a condannare la donna, già nei casi Santangelo e Foster i discografici non erano riusciti a sostenere i propri argomenti davanti al giudice. In tal senso, il caso Crain si è risolto in maniera sostanzialmente positiva per le major, ma “la nonna del P2P che non ha fatto P2P” ci ha sicuramente guadagnato in salute considerando che, tra le accuse contro RIAA, c’era appunto quella del danno causato dal contraccolpo psicologico della faccenda.

Alfonso Maruccia

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  • fsdfs scrive:
    fsfsd
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  • claudio r scrive:
    non capisco ma mi spa..deguo
    sicuramente non è così ma sembra quasi che non venga posta distinzione tra account email aziendale e account personale .. e che venga stabilito un pricipio in base al quale il datore di lavoro ha legittimamente accesso anche ad eventuali account personali se utilizzati dalle postazioni di lavoro.. perchè appunto fatto sulle medesime ed in orario di lavoro..- come se una volta che ha scoperto che ti sei letto una tua lettera personale in orario di lavoro sfruttamdo la luce dell'ufficio aquisisca il diritto a leggere la tua corrispondenza privata.. (grat.. grat..)
  • CCC scrive:
    NO! troppo semplicistico...
    scusate ma metterla in questi termini mi pare semplicistico...le email dei dipendenti della P.pA sono pubbliche e devono essere pubblicate nel sito dell'ente (non mi ricordo la norma ma è così)nella casella arriva spesso di tutto, anche materiale NON pertinente l'attività lavorativa: è colpa del dipendente?nella casella possono anche arrivare, per es. da cittadini e/o imprese, comunicazioni riservate (per es. offerte, preventivi, ecc.) o dati presonali/sensibili (es. curriculum, richieste di contributi per situzioni disagiate, ecc.): è corretto che il dirigente (o altro dipendente da questi delegato) abbia sempre e comunque accesso a questi dati? che fine ha fatto la legge sulla privacy?nella casella possono esserci anche email interne contenenti dati o informazioni riservate (per es. tra dipendenti CED che si scambiano informazioni sulla sicurezza di un sistema interno): che facciamo? arriva il primo dirigente o direttore generale e legge tutto? è corretto? che fine ha fatto il DPR sulla sicurezza dei sistemi informatici?può bastare una policy??? la vedo dura... sarei curioso di leggerne una...
    • shevathas scrive:
      Re: NO! troppo semplicistico...

      le email dei dipendenti della P.pA sono pubbliche
      e devono essere pubblicate nel sito dell'ente
      (non mi ricordo la norma ma è
      così)
      per niente, le comunicazioni che è obbligatorio pubblicare sono solo alcune e tutte pertinenti all'attività lavorativa, come ad esempio le richieste di delucidazioni riguardo a gare di appalto oppure questioni giudicate di interesse generale da parte dei cittadini che vengono inserite, opportunamente anonimizzate, nelle faq.
      nella casella arriva spesso di tutto, anche
      materiale NON pertinente l'attività lavorativa: è
      colpa del
      dipendente?si e no, fin quando si tratta di messaggi sballati o di spam no, me sta al buon senso del dipendente non usare la mail @PA ad esempio per fare ad esempio propaganda politica.Diciamo che i problemi più grossi sono sempre stati legati ai messaggi inviati più che a quelli in arrivo.
      nella casella possono anche arrivare, per es. da
      cittadini e/o imprese, comunicazioni riservate
      (per es. offerte, preventivi, ecc.) o dati
      presonali/sensibili (es. curriculum, richieste di
      contributi per situzioni disagiate, ecc.): è
      corretto che il dirigente (o altro dipendente da
      questi delegato) abbia sempre e comunque accesso
      a questi dati? si, visto che si dovrebbe presupporre che nella casella arrivi solamente o spam o manteriale di interesse dell'ufficio.Per il resto il dirigente ha pieno diritto di accedere a tutta la documentazione cartacea arrivata nel suo ufficio quindi non ha senso invocare in questo caso la privacy.
      che fine ha fatto la legge sulla
      privacy?privacy di chi ? e perchè ? se io mando un istanza di contributi ad una PA è anche logico che questa venga letta sia dalle person e autorizzate ad istruire la pratica sia dal dirigente che la firma.Per il resto la legge dispone che i dipendenti di una PA non possano divulgare informazioni sensibili delle quali sono venuti a conoscenza per motivi di ufficio.Diciamola tutta, i casini con la posta non riguardano la posta in ingresso, ma al 99% le mail "improprie" mandate dal dipendente.
      nella casella possono esserci anche email interne
      contenenti dati o informazioni riservate (per es.
      tra dipendenti CED che si scambiano informazioni
      sulla sicurezza di un sistema interno):
      che
      facciamo? arriva il primo dirigente o direttore
      generale e legge tutto? è un suo diritto chiedere che gli venga consegnato il progetto della rete e della sicurezza informatica in quanto è responsabile in solido con il responsabile della sicurezza.
      può bastare una policy??? la vedo dura... sarei
      curioso di leggerne
      una...bastano poche righe: l'email aziendale è uno strumento di lavoro e deve essere usata solo ed esclusivamente per scopi lavorativi.Qualora sorga l'esigenza sarà possibile accedere alla casella od impostare il forward automatico verso un qualche altro indirizzo interno. PS per scambiare barzellette, presentazioni, messaggi non attinenti all'attività lavorativa si prega di impiegare la propria casella personale, il gruppo informatico è disponibile per illustrare il funzionamento della webmail. :)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 19 dicembre 2007 08.11-----------------------------------------------------------
  • Brab scrive:
    Da dipendente, vi do ragione
    Sono dipendente presso una grande Azienda (sperando che mi rinnovino il contratto :P ) e lavoro in un ufficio tecnico.Siamo piuttosto liberi nell'utilizzo di Internet,posta, stampanti e simili. Ma le connessioni dei pc in rete e il consumo di toner o altro sono comunque monitorati costantemente (non c'è una vera e propria policy scritta, solo verbale ma fatta presente a tutti i dipendenti); è vero che non si può eccedere nell'uso personale di quanto sopra, ma non c'è una rigidità totale nei nostri confronti. Per farla breve, se qualcuno invia un fax o stampa una fotocopia ogni tanto per scopi personali, nessuno si lamenta.Credo ci debba essere questo spirito tra datore e lavoratore, controllo non esasperato da parte del primo (che comunque non sarebbe biasimabile, s'intenda, in quanto l'hardware è messo a disposizione del datore stesso unicamente per l'attività aziendale), e autocontrollo da parte del secondo.Nel caso specifico dell'articolo di PI sulla sentenza della Cassazione, non posso far altro che essere d'accordo con quanto stabilito da quest ultima, il lavoratore deve essere consapevole della possibilità da parte del datore di controllare i pc e di conseguenza non può lamentarsene.Un salutone e auguri di Buon Natale, anche se in anticipo, a tutti.
    • shevathas scrive:
      Re: Da dipendente, vi do ragione

      Siamo piuttosto liberi nell'utilizzo di
      Internet,posta, stampanti e simili. Ma le
      connessioni dei pc in rete e il consumo di toner
      o altro sono comunque monitorati costantemente
      (non c'è una vera e propria policy scritta, solo
      verbale ma fatta presente a tutti i dipendenti);
      è vero che non si può eccedere nell'uso personale
      di quanto sopra, ma non c'è una rigidità totale
      nei nostri confronti. Per farla breve, se
      qualcuno invia un fax o stampa una fotocopia ogni
      tanto per scopi personali, nessuno si
      lamenta.
      è la solita questione dell'uso corretto, il telefono (come la mail) aziendale non si dovrebbe usare per motivi personali ma nessuno rimpe le scatole se ogni tanto si fa qualche telefonata personale.Diverso è il caso se il dipendente abusa della risorsa messagli a disposizione, ad esempio con lunghe telefonate giornaliere per motivi personali.

      Nel caso specifico dell'articolo di PI sulla
      sentenza della Cassazione, non posso far altro
      che essere d'accordo con quanto stabilito da
      quest ultima, il lavoratore deve essere
      consapevole della possibilità da parte del datore
      di controllare i pc e di conseguenza non può
      lamentarsene.
      l'ideale sarebbe che per le cose personali l'utente usasse la sua casella personale non @azienda.TLD, non vedo alcun motivo, tranne forse la pigrizia, di dover usare per comunicazioni strettamente personali la casella aziendale.
      • Epimenide scrive:
        Re: Da dipendente, vi do ragione
        - Scritto da: shevathas
        l'ideale sarebbe che per le cose personali
        l'utente usasse la sua casella personale non
        @azienda.TLD, non vedo alcun motivo, tranne forse
        la pigrizia, di dover usare per comunicazioni
        strettamente personali la casella
        aziendale.Infatti, più che illegale è stupido: il punto che però mi preme di sottolineare, alla luce di alcuni interventi in questi thread, è che se ti senti in dovere di controllare tutto quello che fanno i tuoi dipendenti (e sprecare il tuo tempo in questo) per evitare abusi vuol dire che hai assunto degli stupidi irresponsabili, dal che si deduce che sei in guai ben più grossi dello spreco di byte, telefono, inchiostro e carta...
      • Brab scrive:
        Re: Da dipendente, vi do ragione
        - Scritto da: shevathas
        l'ideale sarebbe che per le cose personali
        l'utente usasse la sua casella personale non
        @azienda.TLD, non vedo alcun motivo, tranne forse
        la pigrizia, di dover usare per comunicazioni
        strettamente personali la casella
        aziendale.Giustissimo anche questo ;)
  • Guido scrive:
    PS: Se la policy non vi piace, rifiutate
    Non è necessario accettare la policy. Se non vi garba potete non firmarla rifiutando contestualmente il posto di lavoro.Un datore di lavoro non è nè un padrone nè tantomeno un missionario caritatevole. Il lavoro è fatto di REGOLE, questa strana parola che a molti italiani dà l'orticaria.Il resto del mondo civilizzato va avanti a passo di carica, al contrario nostro, perchè le regole le rispettano.Un dipendente che ha lavorato 3 anni all'estero.
    • Pollo scrive:
      Re: PS: Se la policy non vi piace, rifiutate
      si vede che sei un dipendente con la D minuscola. Devi essere uno di quelli che si insinua nei posti di lavoro, non fa nienete - o meglio ti fai gli affari tuoi, e pretendi che qualcuno ti paghi solo per il fatto di esistere. Se una persona presta un'opra quello che fa (anche il tempo per inviare e ricevere le e-mail) è pagato e pertanto è valore e proprietà di chi paga.Sei un bamboccione!p.s. sei stato 3 anni all'astero? e chi se ne frega. torna all'estero a farti le canne
      • Hovercraft scrive:
        Re: PS: Se la policy non vi piace, rifiutate
        La trollata dev'essere sottile, non telefonata in questa maniera becera. Sei il Vista dei troll.
  • Guido scrive:
    Giustissimo!
    E' assolutamente corretto. Il pc aziendale e ripeto AZIENDALE è uno strumento di lavoro di proprietà del datore e deve avere il solo scopo di LAVORARE.Non c'è motivo, se un dipendente è in buona fede, di celare alcunchè poichè sarebbe come se un contabile volesse celare i libri contabili della sua azienda o come se un meccanico non volesse mostrare il diario delle riparazioni giornaliere.Qualunque tipo di attività non connessa al lavoro non è accettabile.Forse chi protesta vuole nascondere la propria naturale propensione ad utilizzare il pc anche per scopi personali con le solite questioni di privacy.Sono un consulente privato e non certo un datore di lavoro, ma è bene che ogni tanto si dica la verità per quanto scomoda.Ciao a tutti....
    • Disgraziato scrive:
      Re: Giustissimo!
      - Scritto da: Guido
      E' assolutamente corretto. Il pc aziendale e
      ripeto AZIENDALE è uno strumento di lavoro di
      proprietà del datore e deve avere il solo scopo
      di
      LAVORARE.

      Non c'è motivo, se un dipendente è in buona fede,
      di celare alcunchè poichè sarebbe come se un
      contabile volesse celare i libri contabili della
      sua azienda o come se un meccanico non volesse
      mostrare il diario delle riparazioni
      giornaliere.

      Qualunque tipo di attività non connessa al lavoro
      non è
      accettabile.

      Forse chi protesta vuole nascondere la propria
      naturale propensione ad utilizzare il pc anche
      per scopi personali con le solite questioni di
      privacy.

      Sono un consulente privato e non certo un datore
      di lavoro, ma è bene che ogni tanto si dica la
      verità per quanto
      scomoda.

      Ciao a tutti....Hai centrato il punto :)
      • memedesimo scrive:
        Re: Giustissimo!
        - Scritto da: Disgraziato

        Ciao a tutti....

        Hai centrato il punto :)Scrivete entrambi dal posto di lavoro eh ca22on?1
    • mio nonno scrive:
      Re: Giustissimo!
      Spero tu non sia un consulente del lavoro... ridurresti sul lastrico un'azienda..
  • VE LO DICO IO scrive:
    Sempre diritti...
    ...ai lavoratori!!! I doveri.. non si tutelano... i diritti dei datori neanche... l'email è come un cacciavite di un meccanico... ed il dipendente ha il DOVERE di utilizzarlo per il solo scopo aziendale, NON personale!! Non ha alcun diritto (a meno di richiesta) di utilizzarlo per scopi PERSONALI!! E stiamo parlando di un cacciavite.. di una mail.. strumenti non soggetti ad usura!!! Figuratevi come a me, datore, roderebbe il sederotto nel vedere cartuccie per stampanti e plichi di carta esaurirsi in tempistiche non consone al normale svolgimento dell'attività, perchè un MIO dipendente PAGATO per eseguire stampe aziendali, ne APPROFITTA, invece, per stampare la tesi della FIGLIA!!! Poi se lo scopri, anche casualmente perhè l'ingrato ha lasciato sbadatamente una pagina sulla scrivania, vieni accusato di spionaggio!!!Il lavoratore nel non fare il SUO dovere per il quale E' PAGATO, a me provoca delle perdite produttive oltre che materiali (inchiostro e carta).Se vivessimo in una società dove i furbetti fossero la minoranaza, oltre che dei minorati, i lavoratori sarebbero più responsabili e, DI CONSEGUENZA, i datori si comporterebbero meglio, perchè avrebbero più fiducia. La "guerra" Lavoratore-Datore dipende da questo, perchè entrambe le parti presentano pregiudizi su chi sta dall'altra sponda.Se tutti ci comportassimo con responsabilità ci sarebbero meno avvocati per cause futili sulla privacy, meno sindacati ad aiutarti prima con tanto amore per farti entrare alle poste e poi, una volta dentro, per chiederti il 10%, rigorosamente in nero, sulla somma che incasserai dagli stipendi persi, e soprattutto MENO FRUSRTAZIONE!!I diritti ed i doveri ce li hanno tutti, ed è un mio diritto, data la furbizia e l'irresponsabilità delle persone di oggi, controllare che il lavoratore esegua il lavoro assegnato e che utilizzi gli trumenti per scopi aziendali, come è un suo diritto avere una retribuzione per malattie e ferie e cacchi vari anche quando non produce.. sempre e solo difesa dei diritti.. quando ognuno di noi inneggerà la difesa dei doveri? Ne guadagneremo tutti...
    • Disgraziato scrive:
      Re: Sempre diritti...
      - Scritto da: VE LO DICO IO
      ...ai lavoratori!!! I doveri.. non si tutelano...
      i diritti dei datori neanche... l'email è come un
      cacciavite di un meccanico... ed il dipendente ha
      il DOVERE di utilizzarlo per il solo scopo
      aziendale, NON personale!! Non ha alcun diritto
      (a meno di richiesta) di utilizzarlo per scopi
      PERSONALI!!


      E stiamo parlando di un cacciavite.. di una
      mail.. strumenti non soggetti ad usura!!!
      Figuratevi come a me, datore, roderebbe il
      sederotto nel vedere cartuccie per stampanti e
      plichi di carta esaurirsi in tempistiche non
      consone al normale svolgimento dell'attività,
      perchè un MIO dipendente PAGATO per eseguire
      stampe aziendali, ne APPROFITTA, invece, per
      stampare la tesi della FIGLIA!!! Poi se lo
      scopri, anche casualmente perhè l'ingrato ha
      lasciato sbadatamente una pagina sulla scrivania,
      vieni accusato di
      spionaggio!!!

      Il lavoratore nel non fare il SUO dovere per il
      quale E' PAGATO, a me provoca delle perdite
      produttive oltre che materiali (inchiostro e
      carta).

      Se vivessimo in una società dove i furbetti
      fossero la minoranaza, oltre che dei minorati, i
      lavoratori sarebbero più responsabili e, DI
      CONSEGUENZA, i datori si comporterebbero meglio,
      perchè avrebbero più fiducia.


      La "guerra" Lavoratore-Datore dipende da questo,
      perchè entrambe le parti presentano pregiudizi su
      chi sta dall'altra
      sponda.

      Se tutti ci comportassimo con responsabilità ci
      sarebbero meno avvocati per cause futili sulla
      privacy, meno sindacati ad aiutarti prima con
      tanto amore per farti entrare alle poste e poi,
      una volta dentro, per chiederti il 10%,
      rigorosamente in nero, sulla somma che incasserai
      dagli stipendi persi, e soprattutto MENO
      FRUSRTAZIONE!!

      I diritti ed i doveri ce li hanno tutti, ed è un
      mio diritto, data la furbizia e
      l'irresponsabilità delle persone di oggi,
      controllare che il lavoratore esegua il lavoro
      assegnato e che utilizzi gli trumenti per scopi
      aziendali, come è un suo diritto avere una
      retribuzione per malattie e ferie e cacchi vari
      anche quando non produce..


      sempre e solo difesa dei diritti.. quando ognuno
      di noi inneggerà la difesa dei doveri? Ne
      guadagneremo
      tutti...QUOTO in tutto e per tutto e aggiungo: il pc te lo fornisco io, lo pago io, lo usi per fare gli interessi della MIA azienda quindi ho tutto il diritto di vedere quello che combini. I ca##i tuoi te li fai a casa
    • Diablitos scrive:
      Re: Sempre diritti...
      Beh c'è poco da dire... hai ragione da vendere soprattutto per il discorso stampe.Il concetto è più fiducia e le cose vanno meglio per entrambi.Sono un lavoratore "dipendente" e a lavoro sono piuttosto "libero" ma certamente non stò tutto il giorno a cazzeggiare.
    • mio nonno scrive:
      Re: Sempre diritti...
      stupisce che siano ancora molti i "datori di lavoro" che pensano ai dipendenti come a degli scrocconi. Se invece di impostare le aziende come delle galere si cercasse la condivisione dei risultati e dei doveri avresti un luogo migliore dove vivere tu (datore) ed io (dipendente).Dopo 27 anni di lavoro so che le aziende che funzionano sono solo queste ultime.ciao
      • Disgraziato scrive:
        Re: Sempre diritti...
        - Scritto da: mio nonno
        stupisce che siano ancora molti i "datori di
        lavoro" che pensano ai dipendenti come a degli
        scrocconi. Se invece di impostare le aziende come
        delle galere si cercasse la condivisione dei
        risultati e dei doveri avresti un luogo migliore
        dove vivere tu (datore) ed io
        (dipendente).
        Dopo 27 anni di lavoro so che le aziende che
        funzionano sono solo queste
        ultime.

        ciaoNo, il punto non è (almeno a mio avviso) "voglio controllarti perchè ho paura che scrocchi" bensì "voglio controllarti perchè stai usando la mia roba ed essendo mia ho tutto il diritto di vedere quello che fai". La privacy la invochi quando ti stai facendo gli affari tuoi quindi (teoricamente) non sul posto di lavoro
        • mio nonno scrive:
          Re: Sempre diritti...
          "La Roba Mia" si parte sempre male quando ci si rapporta così con i dipendenti. In un'azienda "la roba tua" è un po' anche degli altri soprattutto di quelli che contribuiscono, spesso al di là del dovere professionale, affinchè tu ne possa comprare sempre di più. Conosco veramente pochi dipendenti che separano "gli affari loro" dagli "affari dell'azienda" e di solito durano poco e comunque non risolvi niente semplicemente vietandogli l'uso della stampante o dell'email..
          • Disgraziato scrive:
            Re: Sempre diritti...
            - Scritto da: mio nonno
            "La Roba Mia" si parte sempre male quando ci si
            rapporta così con i dipendenti. In un'azienda "la
            roba tua" è un po' anche degli altri Chi li ha tirati fuori i soldi per l'attrezzatura? Il padrone o i dipendenti? Chi ne paga la manutenzione? Chi i costi accessori (corrente, carta, ecc.)? In un'azienda c'è un padrone e ci sono i dipendenti, altrimenti si fa una bella cooperativa
        • Epimenide scrive:
          Re: Sempre diritti...
          - Scritto da: Disgraziato
          No, il punto non è (almeno a mio avviso) "voglio
          controllarti perchè ho paura che scrocchi" bensì
          "voglio controllarti perchè stai usando la mia
          roba ed essendo mia ho tutto il diritto di vedere
          quello che fai". La privacy la invochi quando ti
          stai facendo gli affari tuoi quindi
          (teoricamente) non sul posto di lavoroDopo 20 e passa anni in aziende di tutti i tipi e dimensioni, e con una bella varietà di qualifiche (incluso management), posso assicurarti che un ragionamento del tipo di quello che fai tu esiste solo nelle aziende che non danno fiducia al personale perché in fase di assunzione hanno scelto di privilegiare i costi invece dei fattori realmente importanti come l'esperienza e l'impostazione. Se hai assunto persone di cui non ti puoi fidare, e ti comporti di conseguenza, ad essere nelle peste sei tu, perché le persone in gamba se ne andranno appena possono, e ti resteranno solo gli incapaci.
          • Disgraziato scrive:
            Re: Sempre diritti...
            Non metto in dubbio che la fiducia ci possa essere, ma penso che sia un mio sacrosanto diritto poter vedere cosa fanno i miei dipendenti, o devo affidarmi ciecamente a loro? Non sto parlando di passare le serate a guardarmi i log delle connessioni o amenitè simili ma un minimo di controllo ci vuole
          • Epimenide scrive:
            Re: Sempre diritti...
            - Scritto da: Disgraziato
            Non metto in dubbio che la fiducia ci possa
            essere, ma penso che sia un mio sacrosanto
            diritto poter vedere cosa fanno i miei
            dipendenti, o devo affidarmi ciecamente a loro?
            Non sto parlando di passare le serate a guardarmi
            i log delle connessioni o amenitè simili ma un
            minimo di controllo ci vuoleHo elaborato il concetto in un altro thread, ma in sostanza ribadisco che, a mio modo di vedere, se ritieni necessario dover impiegare il tuo tempo (che è un costo, ricordalo) in questo, allora potresti ritrovarti ad avere problemi ben peggiori di un po' di inchiostro e carta sprecati.
        • Collagene scrive:
          Re: Sempre diritti...
          - Scritto da: Disgraziato
          - Scritto da: mio nonno

          stupisce che siano ancora molti i "datori di

          lavoro" che pensano ai dipendenti come a degli

          scrocconi. Se invece di impostare le aziende
          come

          delle galere si cercasse la condivisione dei

          risultati e dei doveri avresti un luogo migliore

          dove vivere tu (datore) ed io

          (dipendente).

          Dopo 27 anni di lavoro so che le aziende che

          funzionano sono solo queste

          ultime.



          ciao

          No, il punto non è (almeno a mio avviso) "voglio
          controllarti perchè ho paura che scrocchi" bensì
          "voglio controllarti perchè stai usando la mia
          roba ed essendo mia ho tutto il diritto di vedere
          quello che fai". La privacy la invochi quando ti
          stai facendo gli affari tuoi quindi
          (teoricamente) non sul posto di lavoroE' un modo per ottenere persone che non faranno mai piu' di quello che sono assolutamente obbligati a fare per ricevere lo stipendio.
    • lavoratore scrive:
      Re: Sempre diritti...
      e meno male che non lavoro nella sua ditta...lei è per caso quel datore di lavoro che spreme i lavoratori facendoli lavorare quella mezza ora in più non pagata?perchè tanto ragionate tutti così...siete tutti uguali...se il lavoratore è in ritardo sono mazzate, se non accettiamo di lavorare di + a gratis, ci lasciate a casa (attaccarsi alla ditta)buon fallimento dittaw il malocchio !
      • Disgraziato scrive:
        Re: Sempre diritti...
        - Scritto da: lavoratore
        e meno male che non lavoro nella sua ditta...
        lei è per caso quel datore di lavoro che spreme i
        lavoratori facendoli lavorare quella mezza ora in
        più non
        pagata?
        perchè tanto ragionate tutti così...
        siete tutti uguali...
        se il lavoratore è in ritardo sono mazzate, se
        non accettiamo di lavorare di + a gratis, ci
        lasciate a casa (attaccarsi alla
        ditta)
        buon fallimento ditta
        w il malocchio !Se il lavoratore lavora mezz'ora in più va giustamente pagato, su questo non si discute
  • tonio scrive:
    basta dare la stessa a molti
    basta dare la stessa mailbox a 3 persone contemporaneamente e intitolarla all'ufficio e non alla persona.immediatamente si riducono da soli i fatti propri: tu non spii nessuno e loro si controllano a vicenda tra utentie per quelli che non capiscono da soli che possono tentare di usare una webmail (ove possibile) peggio per loro
  • tonio scrive:
    parti crittografate?
    se in una mail ad un fornitore che magari è pure mio amico gli scrivo una parte di mail in chiaro e una parte crittata (roba tipo rot13 e qualcosa di meglio) non dovrei essere obbligato a dire altro, giusto?come se - ascoltato a telefono dal mio capo - mi chiedesse "cosa intendevi dire?"la risposta: "esattamente quello che ho detto".se non capisci cazzi tuoi. Right?
    • shevathas scrive:
      Re: parti crittografate?

      la risposta: "esattamente quello che ho detto".

      se non capisci cazzi tuoi. Right?Di certo non è un comportamento che ispira fiducia. Per il resto se hai tutta questa smania di comunicare con il tuo amico perchè non usare la casella personale, per le informazioni che non vorresti che vengano lette in ufficio?
  • asd! scrive:
    ma io dico...
    E' proprio niubba sta tizia che usa Outlook anche per la posta sua privata. Ci sono apposta le webmail... Grande saggio indiano dice:-Pulire sempre il pc da tutti i log, file temporanei,cronologia, monnezza varia, tracce varie.- Usare solo servizi via web- Usare firefox che si pulisce meglio, magari con accoppiata di CCleaner- Chi non applica queste regole basilari è NIUBBO!:D
  • Garlini Valter scrive:
    Complimenti
    Veramente un articolo ben scritto sia sotto il profilo prettamente giuridico sia sotto quello, mai da tralasciare, della comprensione ai non addetti al settore.
  • Riccardo Palazzzani scrive:
    E le PMI...
    Non hanno niente altro da fare che stilare policy...somiglia tutto a quella st******a della privacy che è servita solo ad ingrassare una masnada di consulenti.
    • Wargames scrive:
      Re: E le PMI...
      Le PMI farebbero bene a lavorare in modo piú professionale e non nel modo superficiale, casalingo (nel senso peggiorativo del termine) e saputello (son tutti imprenditori tuttofare) che fanno di solito. Se prendessero esempio da chi di business se ne intende (americani) saprebbero che le policy sono la base di un buon lavorare. Non solo policy restrittive ma proprio anche di lavoro quotidiano. Ma meglio prendere il marocchino che lavora in nero e che non legge ne parla italiano, cosí son tranquillo che non usa la posta elettronica.
      • The_GEZ scrive:
        Re: E le PMI...
        Ciao Wargames !
        Le PMI farebbero bene a lavorare in modo piú
        professionale e non nel modo superficiale,
        casalingo (nel senso peggiorativo del termine) e[...]
        lavoro quotidiano. Ma meglio prendere il
        marocchino che lavora in nero e che non legge ne
        parla italiano, cosí son tranquillo che non usa
        la posta elettronica.PAROLE SACROSANTISSIME !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Che forse farebbero bene a leggere quei "maître à penser" del thread "Sempre diritti ..." qualche riga qui sotto.Così come assolutamente sensata la decisione della cassazione: vuoi stabilire entro che limiti debbano essere usati i tuoi strumenti ? Ti fai la tua policy aziendale e sei a posto !Sei TROPPO STUPIDO per farla ? Cazzi tuoi !
  • shevathas scrive:
    quindi con una buona policy
    posso esporre in sala mensa i nomi delle persone e l'elenco della spazzatura che tentano in tutti i modi di scaricare ?Imho sarebbe un'ottimo sistema per "disincentivare" l'uso "alternativo" dello strumento.
    • manila scrive:
      Re: quindi con una buona policy

      posso esporre in sala mensa i nomi delle persone
      e l'elenco della spazzatura che tentano in tutti
      i modi di scaricare ?
      Imho sarebbe un'ottimo sistema per
      "disincentivare" l'uso "alternativo" dello
      strumento.Perchè no. Ma con tutti i titoli e le dimensioni, sai che compilation... :D
    • LaNberto scrive:
      Re: quindi con una buona policy
      si chiama diffamazione, è reato
  • Samuele C scrive:
    tanto i datori fanno cmq come gli pare
    E' successo a me, l'imbecille l'ho sorpreso che giocava con lo sniffer di rete ad intercettare comunicazioni e stream di dati dei dipendenti. Purtroppo poi vallo a dimostrare che lo hai visto, il massimo che ho potuto fare per costringerlo a disinstallare il software è stato minacciarlo di chiamare immediatamente la polizia visto che mi aveva anche risposto che lui faceva quel che gli pare e avrebbe anche chiamato il suo avvocato... Il risultato successivo è stato vederlo mentre recita la scena madre della vittima, poverino peccato che non gli ha creduto nessuno.
    • manila scrive:
      Re: tanto i datori fanno cmq come gli pare
      Hai ragione, ma sta anche agli attributi di chi gestisce i sistemi informativi, che spesso e volentieri è anche "responsabile del trattamento".Personalmente ho detto chiaro e subito ai datori di lavoro, che non tollererò ne richieste di controllo agli strumenti di lavoro se non passando da me, e che comunque queste dovranno attenersi solo per gli obblighi di legge.Lo stesso, può esigerlo un dipendente che si faccia fare richieste strane dal proprio datore di lavoro.Poi quelle lette oggi sono cose anche di buon senso, in applicazione dei provvedimenti del garante sulla privacy:http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1387978http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1387522-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 18 dicembre 2007 09.05-----------------------------------------------------------
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