La piccola bottega del malware

Gli esperti invitano a non abbassare la guardia, su nessuna piattaforma. Cellulari, PC, tutto quanto sia connesso alla Rete è un potenziale bersaglio

Roma – La sede romana di Kaspersky Lab ha ospitato il primo Cybercrime Workshop del 2009: un’iniziativa volta principalmente ad illustrare le dinamiche che muovono il mondo dei malware . Il relatore è stato David Emm, esperto di sicurezza informatica, in Kaspersky dal 2004 come Senior Security Researcher.

David Emm Emm ha raccontato come negli ultimi dieci anni quello dei malware sia diventato un vero e proprio business, un’ azienda dotata di vari dipartimenti che perseguono un unico obiettivo , svolgendo però compiti differenti. Tutto questo con una certa facilità causata, secondo Emm, dalla mancanza di un normativa europea contro il cybercrime : quasi tutte le nazioni sviluppate hanno preso o stanno prendendo provvedimenti in materia la cui efficacia, essendo la Rete un ente privo di frontiere, viene fortemente limitata dalla mancanza di un vero coordinamento internazionale .

Nonostante ciò anche i malware avrebbero una loro particolare geografia : Emm ha infatti spiegato che gli ultimi rilevamenti eseguiti da Kaspersy Lab evidenziano come circa il 50 per cento del codice malevolo che scorre nei meandri del Web provenga dalla Cina . I paesi emergenti in alcuni casi si presentano come un rifugio sicuro per chi produce malware . Oltre alla Cina anche il Brasile risulta decisamente attivo, con una particolare predilezione per i trojan.

La Russia dal canto suo si mantiene saldamente al comando della classifica delle botnet, strumenti la cui evoluzione sembra essere costante e dei quali lo stesso Eugene Kaspersky, riferendosi a Conficker, aveva denunciato l’ estrema pericolosità .

Negli ultimi anni, precisamente dal 2004, i burattinai delle botnet avrebbero cambiato strategia : “Non si punta più a suscitare clamore ma – ha spiegato Emm – adesso si preferisce procedere a passi felpati”. Un ragionamento credibile, basti pensare alla lunga gestazione dello stesso Conficker .

Gli sviluppatori di malware preferiscono, una volta che il codice malevolo è stato proiettato sulla Rete, accelerare la produzione di nuove varianti : fabbricare rimpiazzi anche ogni settimana, per cercare di disorientare chi sta dall’altra parte della barricata.

Secondo i dati forniti da Kaspersky, nel 2008 sono stati segnalati circa un milione e mezzo di episodi malware , classificati in più di 17mila varianti . Si tratta in ogni caso di un numero destinato a salire, poiché alla fine del 2009 Emm ha sostenuto che con molta probabilità questa cifra sarà raddoppiata.

Dati Kaspersky in tempo reale

Molto simile il discorso per quanto riguarda le piattaforme mobile : la crescente diffusione che ha caratterizzato l’ultimo lustro del settore ha fatto sì che questo diventasse un sentiero di caccia molto remunerativo per i writer .

Stando a quanto dichiarato da Emmm Symbian sarebbe l’OS più bersagliato: il 59 per cento degli attacchi colpisce infatti il più diffuso firmware per smartphone. A seguire c’è poi J2ME di Sun Microsystem con il 29 per cento, mentre a fondo classifica stazionano Windows Mobile e Python , con percentuali inferiori al cinque per cento. iPhone e Android non starebbero invece riscontrando per il momento problemi significativi: il firmware closed del melafonino starebbe funzionando da scudo, mentre l’OS leggero di Google è ancora troppo giovane (o troppo poco diffuso) per attirare l’attenzione dei malintenzionati.

Giorgio Pontico

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  • Star scrive:
    Peccato che...
    ...se non si sa cucinare il Sushi (e mi chiedo in Italia, ristoratori giapponesi a parte, che sappia farlo) rimane solo un costoso trenino per i bambini (rotfl)
    • parikkala scrive:
      Re: Peccato che...
      Più cinesi che giapponesi :-P
      • janez scrive:
        Re: Peccato che...
        eresia!!!! il sushi è giapponese!!!!
        • booooooo scrive:
          Re: Peccato che...
          Si... ma la maggior parte dei ristoranti giapponesi - in Italia - sono gestiti da cinesi :-P
          • Andrea Parducci scrive:
            Re: Peccato che...
            Confermo al 100%. Di Giappone mi intendo parecchio, e qui in provincia di Vicenza, il 90% dei ristoranti "Giapponesi" è gestito da cinesi. Per me è un attimo identificarli, sia come fisionomia, sia come "parlata". Il Giapponese è completamente diverso, e chi è abituato a sentirlo lo riconosce in un attimo.Se siete in dubbio, ditegli più volte "Baccà" (in realtà è scritto baka) quando ricevete i piatti, o per salutare ecc. Non faranno una piega, in quanto cinesi, mentre gli date degli idioti in giapponese. ^__________^
          • Alessandro scrive:
            Re: Peccato che...
            Occhio che spesso non sono neanche Cinesi, bensì Vietnamiti ecc. Non c'è niente di male ma vengono spesso accomunati a causa del taglio degli occhi ...
    • Woody scrive:
      Re: Peccato che...
      - Scritto da: Star
      ...se non si sa cucinare il Sushi (e mi chiedo in
      Italia, ristoratori giapponesi a parte, che
      sappia farlo) rimane solo un costoso trenino per
      i bambini
      (rotfl)Presto sarà disponibile la versione Deluxe con un cuoco giapponese all'interno della scatola (già montato!).
    • tiziocazio scrive:
      Re: Peccato che...
      - Scritto da: Star
      ...se non si sa cucinare il Sushi (e mi chiedo in
      Italia, ristoratori giapponesi a parte, che
      sappia farlo) rimane solo un costoso trenino per
      i bambini
      (rotfl)A fare qualche nigiri e maki non ci vuole mica tanto, basta trovare gli ingredienti giusti: pesce fresco, il riso "da sushi", quello più colloso, salsa di soya, wasabi, alga nori ed eventualmente aceto di riso e sake (non obbligatori), e tutti questi prodotti si possono trovare facilmente anche da noi.Io ogni tanto me lo faccio, in genere col salmone.
    • davide DE scrive:
      Re: Peccato che...
      E' un costoso trenino per bambini. Nei sushi bar hanno un tapis roulant che si muove lentamente sopra ci sono i piatti, quando passa quello che ti piace lo prendi. dal video sembra invece che devi essere un ninja per mangiarlo Il trenino sembra un TGV e viaggia troppo veloce per il suo vero scopo, inoltre a cosa serve che suoni le musichette? ( che tra le altre cose non mi sembrano molto japponesi).Meglio i rivarossi
      • francesco scrive:
        Re: Peccato che...
        io dopo aver preparato il sushi mi diverto a creare una simpatica coreografia su un normale tagliere i legno rotondo.
        • Funz scrive:
          Re: Peccato che...
          - Scritto da: francesco
          io dopo aver preparato il sushi mi diverto a
          creare una simpatica coreografia su un normale
          tagliere i legno
          rotondo.Vuoi mettere il sushi servito sul corpo nudo di una graziosa fanciulla? :D
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