La prima registrazione musicale informatica

BBC ha tirato fuori dagli archivi qualcosa che ha più di mezzo secolo. E' la prima computer music mai registrata. Si deve tutto a una macchina nata 60 anni fa a Manchester. Arrivarono secondi, ma registrarono tutto

Roma – Era il 1951 e i tecnici della BBC nel corso di un incontro all’Università di Manchester provvidero a registrare due brani musicali. Non erano due brani qualsiasi, era musica generata da un sistema informatico, e quelle registrazioni sono le prime ad aver salvato per i posteri una composizione musicale informatizzata .

la console del computer Si tratta, in particolare, dei brani “Baa Baa Black Sheep” e “In the Mood”, quest’ultima disponibile solo in parte, in quell’occasione “suonate” dal computer Ferranti Mark 1 (qui a lato), una macchina voluta nel 1948 dal governo inglese, realizzata dalla Ferranti Ltd. su indicazioni degli scienziati dell’Università di Manchester, autori del Manchester Mark 1 che fu usato come prototipo per lo sviluppo del computer (riprodotto più sotto – archivi della National Science Foundation USA).

In un articolo dedicato , BBC parla del Ferranti Mark 1 come la versione “commerciale” della Baby Machine, il primo concept sviluppato a Manchester, da alcuni considerato la prima macchina ad aver eseguito un calcolo digitale il 21 giugno del 1948, esattamente 60 anni fa. Al Baby si attribuisce la qualità di essere stato il primo computer “universale”, capace cioè di affrontare problemi diversi grazie alla possibilità di archiviare e sfruttare programmi informatici differenti, un passo avanti rispetto ai suoi predecessori come ENIAC .

Secondo un esperto intervistato da BBC, Paul Doornbrush, compositore e storico della Scuola di Musica della Nuova Zelanda, la registrazione tirata fuori dalla BBC in queste ore “per quanto posso saperne è la più antica registrazione di un computer che suona musica al mondo, e probabilmente lo è di diversi anni”. A suo dire si deve andare al 1957 per la seconda registrazione, quella effettuata ai Bell Labs su un mainframe IBM, che viene accreditato come l’inizio della “computer music” vera e propria.

Stando alle ricostruzioni di questi giorni, quella musica è stata suonata grazie ad un programma musicale che era stato realizzato da Christopher Strachey , uno dei massimi scienziati dell’epoca in UK.

il Mark 1 di Manchester

Il fatto che sia disponibile la registrazione non vuol dire però che il Ferranti Mark 1 sia stato il primo computer a “suonare musica”. In Australia lo aveva già fatto il primo computer locale , il CSIRAC , della cui performance di allora però apparentemente non vi è ricordo né registrazione.

Il primato della registrazione capita per così dire a fagiuolo per l’Università di Manchester, che in questi giorni sta appunto celebrando i 60 anni di quello storico risultato informatico. Disponibile anche un video e molto altro materiale, compreso un tour interattivo del Baby .

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  • andy61 scrive:
    Memoria distribuita ...
    nella sua evoluzione verso l'autocoscienza, Internet sta facendo di tutto per delocalizzare l'informazione.Il TCP/IP in primis aveva lo scopo di consentire percorsi alternativi all'informazione.L'era del P2P sta gettando le basi per la delocalizzazione dell'informazione, che può e potrà sempre di più essere recuperata e ricostruita anche a fronte dell'indisponibilità (o la chiusura) di un repository.Probabilmente i directory server andranno a morire.Perfino i motori di ricerca si stanno delocalizzando (vedi la quantità di server di Google) al fine di spalmarsi nella Rete insieme all'informazione che indicizzano.Resta da capire come verranno gestiti i ricordi di Internet ...Al momento dobbiamo ancora affidarci alle capacità di storicizzazione dei motori di ricerca, ed ai meccanismi di versioning delle enciclopedie collaborative.Sarebbe interessante realizzare una macchina del tempo dell'informazione , grazie alla quale, fissata una data, ci si possa muovere in quello che era lo spazio dell'informazione nel momento prescelto.Ancora più interessante potrebbe essere quello di utilizzare tale macchina del tempo per andare nel futuro dell'informazione, pubblicando testi post-datati (e cioè testi di fantascienza e fantapolitica), per poi poterli confrontare con la realtà, mano a mano che questa viene raggiunta e superata.E chi ci imbrocca di più diviene il novello Nostradamus ...Si potrebbe anche andare a misurare la capacità previsionale delle persone sulla base della quantità di visioni azzeccate.Potrebbe essere un bel business, in campo finanziario ...Potrebbe valere la pena di dedicarci un paio di tesi ...... ci penserò su ...
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