La settimana difficile di Azure

Il cloud storage di Microsoft sperimenta alcune ore di buio. Microsoft risolve il problema e si scusa. Ma il disservizio generale della sua nuvola ha mandato alcuni clienti su tutte le furie

Roma – Settimana di passione per il cloud computing di Azure, piattaforma che Microsoft vorrebbe onnipresente e always-on e che invece finisce offline, come molti altri servizi cloud prima di lei, lasciando gli utenti e le aziende privi di connessioni e frustrati persino dall’impossibilità di lamentarsi come si deve con la corporation.

Il disservizio è durato 11 ore, e ha coinvolto buona parte della clientela Azure presente negli Stati Uniti, in Europa e Asia; stando alle spiegazioni fornite da Microsoft , all’origine del problema c’è stata la distribuzione di un aggiornamento per i server di front-end di Azure Storage, un update non andato a buon fine che ha mandato i server in un “loop infinito” inibendo la loro capacità di rispondere alle richieste di accesso da parte degli altri servizi di Azure.

Da Storage dipende l’intera filiera dei sistemi remoti di Azure, quindi l’effetto dell’aggiornamento fallato è stato sperimentato da buona parte dell’utenza della piattaforma con difficoltà a riprendere il normale funzionamento del sistema a causa del traffico.

Microsoft ha chiesto scusa e ha comunicato l’intenzione, in futuro, di gestire gli aggiornamenti – anche se già ampiamente testati prima del deployment , come nel caso in oggetto – distribuendoli a scaglioni piuttosto che su tutti i server in un colpo solo.

Gli utenti, però, non sono soddisfatti e c’è chi chiede di essere rimborsato per la mancata disponibilità della piattaforma di computing tra le nuvole; particolarmente criticato è stato il comportamento di Microsoft nei confronti dei clienti, sia nel modo in cui ha comunicato con chi era coinvolto che in quello con cui ha gestito l’emergenza.

Alfonso Maruccia

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • prova123 scrive:
    Retroshare funziona già così
    non c'è la necessità di un Sync 2.0 ... Fanno partire la versione da 2.0 per dare al pollo la sensazione di maggiore stabilità ? :D http://retroshare.sourceforge.net/ed è una Open Source cross-platform ... scusa se è poco!
    • Albedo 0,9 scrive:
      Re: Retroshare funziona già così
      - Scritto da: prova123
      non c'è la necessità di un Sync 2.0 ... Fanno
      partire la versione da 2.0 per dare al pollo la
      sensazione di maggiore stabilità ? :D


      http://retroshare.sourceforge.net/

      ed è una Open Source cross-platform ... scusa se
      è
      poco!Retroshare non è proprio la stessa cosa.Ciò che si avvicina molto invece è questo: http://syncthing.net/
  • playmobil precisino della fungia scrive:
    crittografia end to end?
    Senza la crittografia end to end non è nemmneo da prendere in considerazione: ci sarà? Sarà di default?
    • Albedo 0,9 scrive:
      Re: crittografia end to end?
      - Scritto da: playmobil precisino della fungia
      Senza la crittografia end to end non è nemmneo da
      prendere in considerazione: ci sarà? Sarà di
      default?"The system uses SRP for mutual authentication and for generating session keys that ensure Perfect Forward Secrecy. All traffic between devices is encrypted with AES-128 in counter mode, using a unique session key. Modification requests are all verified using Ed25519 signatures, and only systems with read & write keys can generate valid modification requests."http://www.getsync.com/tech-specs
Chiudi i commenti