La supervista cibernetica

Una lente a contatto tecnologica assai. Potrebbe trasformare chiunque nell'uomo da un milione di dollari. Per ora testata solo in laboratorio

Roma – Piloti d’aereo che non devono guardare gli strumenti. Oppure gamer impegnati in battaglie sparatutto senza fissare lo schermo. Un futuro neppure troppo lontano, a giudicare da quanto hanno ottenuto i ricercatori dell’ Università di Washington : una lente a contatto che integra circuiti elettrici e un LED , un primo passo verso la creazione di display virtuali impiantati direttamente nell’occhio umano.

La superlente Per il momento , la lente non fa granché: ci sono i circuiti e il LED, ma non funzionano. Gli scienziati si sono concentrati nella sua realizzazione, che spiegano non essere banale: una lente a contatto biocompatibile è composta di materiale flessibile ed organico, mentre i circuiti elettronici implicano l’utilizzo di sostanze potenzialmente irritanti (o addirittura pericolose) per l’occhio umano.

La tecnica di costruzione adottata prevede un approccio in due fasi. Innanzitutto viene realizzata l’infrastruttura del circuito, mediante tecniche di assemblaggio nell’ordine di grandezza dei nanometri : lo spessore complessivo degli strati di conduttori impiegati è mille volte inferiore a quello di un capello umano. In un secondo momento, la “polvere” così ottenuta viene spruzzata su un foglio di materiale plastico biocompatibile, opportunamente predisposto.

Grazie alla creazione di una sorta di immagine negativa, i componenti elettronici tendono ad aderire per capillarità in punti specifici del materiale plastico: la tecnica, nota come “auto-assemblaggio”, consente ai ricercatori di non intervenire in questa fase, per evitare di danneggiare il substrato organico . Il risultato è la lente a contatto mostrata: i test preliminari, effettuati su cavie da laboratorio, non hanno evidenziato alcuna forma di rigetto dopo circa 20 minuti dall’impiego della lente.

Ma cosa è in grado di fare questa super-lente a contatto? Niente, almeno per il momento. Il circuito non è alimentato, ma lo sarà presto: l’idea spiega Babak Parviz, uno dei ricercatori coinvolti nel progetto, è quella di utilizzare un campo magnetico per comunicare con la lente, e incorporarvi dei piccoli pannelli fotovoltaici per alimentarla.

“Guardando attraverso una lente completa – spiega Parviz – vedreste una serie di informazioni o di immagini sovrapposte alla realtà”: uno strumento utile per gli autisti, ad esempio, che potrebbero tenere sotto controllo la velocità del mezzo senza distogliere gli occhi dalla strada. E il ricercatore assicura che il circuito non influisce per niente sulla normale visione : c’è spazio a sufficienza perché l’occhio continui a svolgere il suo lavoro.

Certo, per arrivare a realizzare schermi ad alta definizione integrati in un paio di lenti usa e getta ci vorrà del tempo. Ma Parviz è ottimista: la biocompatibilità dell’invenzione sembra garantita, e le prime applicazioni potrebbero essere disponibili “molto presto”.

Luca Annunziata

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  • Penedetto 4x4 scrive:
    Argh! Anatemen!
    Strunz puz patafulmen!!! Skriteriati sienziaten senza etika und moralen, fogliono portare matrimonien gay anke a monto informatiken und animalen! I pinkuini ti Linux sono maskien!!! Sposarlen fra ti loro è kontro naturen!!! :o :o :o :o :o :| :| :| :| :| :s :s :s :s :s O)
  • Simon the Sorcerer scrive:
    many drops make a shower
    Vorrei riprendere il discorso di prima, la frammentarietà delle disto è una debolezza in quanto confondono l'utente alle prime armi, ma è il più grande punto di forza di Linux, in quanto danno la possibilità di scegliere in base alle proprie esigenze e preferenze; ad esempio di distro a carattere multimediale vi sono 64studio (Debian based), Ubuntu Studio (Ubuntu Based), JackLab (Suse based), e così via; in base alla preferenza di un gestore di pacchetti, delle applicazioni contenute, del look'n'feel e di mille altre variabili un utente sceglie la sua distro per i suoi scopi.In virtù di questo sarebbe stupido concentrarsi solo su una distro, come ad esempio Ubuntu o PCLinuxOS, in quanto se ad esempio voglio stabilita assoluta del sistema esse neanche si qualificano, infatti in tal caso utilizzerò Debian oppure la "most stable" Slackware, se chiedo un sistema server allora utilizzerò una Red Hat Enterprise, se voglio una distro multimediale mi orienterò verso una 64studio, etc..Inoltre considerando le due distro Desktop oriented citate, le quali sono in cima alla classifica di Distrowatch, è impossibile dire quale sistema di gestione pacchetti è il migliore, o meglio il più utilizzato, essendo per Ubuntu Dpkg e per PCLinuxOS è RPM.Concludo dicendo che la miglior distro, il miglior sistema di gestione pacchetti, è quello più adatto a noi, o quello che preferiamo.P.S. akitotenk: non ho provato gentoo ma so cosa vuoi dire: Linux From Scratch.
    • www.aleksfa lcone.org scrive:
      Re: many drops make a shower
      - Scritto da: Simon the Sorcerer
      Vorrei riprendere il discorso di prima, la
      frammentarietà delle disto è una debolezza in
      quanto confondono l'utente alle prime armiDa sempre l'ampia scelta può mettere in crisi, specie chi è abituato a non avere scelta.
      il più grande punto di forza di Linux, in quanto
      danno la possibilità di scegliere in base alle
      proprie esigenze e preferenzeE' anche una caratteristica inscindibile dal software libero. E' proprio la libertà di modificare ed adattare che produce un gran numero di varianti.
      In virtù di questo sarebbe stupido concentrarsi
      solo su una distro, come ad esempio Ubuntu o
      PCLinuxOSSarebbe impossibile ed inutile. Ci sarà sempre qualcuno in disaccordo che continuerà ad usare/modificare/creare altre distribuzioni, anche solo per il gusto di farlo. La propulsione alla base del free software è la libertà di decidere se, cosa e come sostenere attivamente, non l'imposizione di deviare il proprio supporto su un progetto diverso per 'concentrare gli sforzi'. Siamo parte di una comunità, non di una azienda. Non so se sono riuscito a spiegarmi, è un concetto difficile da esprimere bene in due frasi.
      è impossibile dire
      quale sistema di gestione pacchetti è il
      migliore, o meglio il più utilizzatoE' simpatia o vicinanza al proprio modo di lavorare. Sul mio PC ho Fedora e Ubuntu, (sul PC più vecchio ho Debian) e mi piacciono entrambe. Ma ne provo anche tante altre, a decine: non ne ho trovata nessuna che sia inutile.
      Concludo dicendo che la miglior distro, il
      miglior sistema di gestione pacchetti, è quello
      più adatto a noi, o quello che preferiamo.Concetto chiaro, semplice, forse banale, ma verissimo.Ben vengano accordi come questo: la base tecnologica comune, ma due distribuzioni distinte.
    • Anonimo scrive:
      Re: many drops make a shower
      La frammentazione non confonde solo l'utente alle prime armi ma anche le software house.O queste, quando sviluppano, compilano tutte le librerie staticamente facendo la più grossa porcata possibile quando si sviluppa su un sistema unix like (che l'hanno messo a fare l'hfs ? che senso ha dividere tutto il file system in categorie se poi si finisce ad avere una cartella indipendente per ogni programma) o devono studiarsi distro per distro che tutte le librerie che utilizzeranno siano sempre le stesse.Va dove vuoi, nessun produttore di nessuna distro ti garantisce che si limita a prendere i sorgenti di una libreria ed a compilarli senza farci altro.Grazie alla gpl tutti possono permettersi di farci sopra quello che vogliono il che si traduce in patch casalinghe a fronte di qualche bug se non pure a delle aggiunte non richieste tali da aumentare le eventuali incompatibilità.Un programmatore quando sviluppa un programma, deve richiamare delle funzioni da queste librerie e se lo fa è perchè è sicuro di quello che usa ma se la libreria di supporto "cambia" da distro a distro, lo sviluppatore deve rimettersi a controllare ogni volta, testare ed eventualmente correggere. Tutto tempo e soldi extra che se ne vanno e dal momento che gli utenti del mondo linux non sono centinaia di milioni (miliardi nel caso di windows) questo tipo di spese è immediatamente scoraggiato dalla fonte.La libertà è una bella cosa ma come sempre il troppo stona.
      • Simon the Sorcerer scrive:
        Re: many drops make a shower

        La frammentazione non confonde solo l'utente alle
        prime armi ma anche le software
        house.
        O queste, quando sviluppano, compilano tutte le
        librerie staticamente facendo la più grossa
        porcata possibile quando si sviluppa su un
        sistema unix like (che l'hanno messo a fare l'hfs
        ? che senso ha dividere tutto il file system in
        categorie se poi si finisce ad avere una cartella
        indipendente per ogni programma) o devono
        studiarsi distro per distro che tutte le librerie
        che utilizzeranno siano sempre le
        stesse.Le librerie alla base del sistema sono sempre le stesse, o meglio sono le stesse fornite di bug-fixes, a volte necessari altre volte superflui e deleteri; le software house non devono linkare tutte le librerie staticamente (perché oltre ad essere una porcata, non beneficia delle proprietà delle librerie linkate dinamicamente) ma solo compilare lo stesso codice per le distro principali.Infatti ho compilato lo stesso codice senza problemi ne in runtime ne in compile-time sia in debian, che in slackware, logicamente non si può pretendere che un software funzioni senza ricompilazione e senza problemi con 2 versioni diverse di glibc nonchè eventuali patch, e altre librerie.Comunque posso ricordarti OpenOffice.org che è one-time compiled da Sun (nei pacchetti rpm ufficiali) e funziona su più distro (sulla stessa architettura) senza particolari problemi.Inoltre credo che un controllo del sistema si possa implementare a livello di macro di autoconf, nonostante non possa esserne sicuro in quanto non sono esperto di tali tools.
        La libertà è una bella cosa ma come sempre il
        troppo
        stona.Ma se si limita la libertà, anche solo per il bene comune ci si avvicinerà, all'universo distopico di Brave New World di Huxley, in cui per il bene comune, la personalità veniva pressochè annullata in modo sistematico, tramite condizionamento.Citando un film: "You're either a one or a zero. Alive or dead". Questo per la natura effimera della libertà; una volta che vi hai rinunciato è persa, e riconquistarla costa fatica.
        • Anonimo scrive:
          Re: many drops make a shower


          Le librerie alla base del sistema sono sempre le
          stesse, E chi te lo assicura ? Puoi linkare una pagina di canonical, redhat, debian o altro dove specificano esplicitamente questa cosa ?Si parla si di sviluppo software ma sotto sotto è sempre e solo un discorso di soldi. Un rischio di spesa per quanto aleatorio finisce sempre per pesare nel bilancio finale.o meglio sono le stesse fornite di
          bug-fixes, a volte necessari altre volte
          superflui e deleteri; Ah ecco... mi pareva e chi li scrive questi bug fixes ? L'autore/team di riferimento di quella determinata libreria (al limite prendono quello di un collaboratore esterno e lo elevato a fix ufficiale) o i team di ogni distribuzione col rischio di trovare N modi diversi per risolvere il problema (bell'esercizio didattico sicuramente) collegato però al fatto che i programmi potrebbero non trovarsi ?
          Infatti ho compilato lo stesso codice senza
          problemi ne in runtime ne in compile-time sia in
          debian, che in slackware, logicamente non si può
          pretendere che un software funzioni senza
          ricompilazione e senza problemi con 2 versioni
          diverse di glibc nonchè eventuali patch, e altre
          librerie.Beh questa situazione non va bene oltretutto non metterti nella condizione dell'appassionato programmatore ma dell'azienda/software house dove ogni compilata corrisponde ad un aumento di spese. Parti dalla condizione che una volta ottenuti dei binari quelli, se c'è veramente compatibilità, dovrebbero girare su tutte le distro linux senza azioni aggiuntive.Questa condizione si può raggiungere su linux al piccolo prezzo di fissare degli standard e delle milestone periodiche su quali librerie utilizzare.

          Comunque posso ricordarti OpenOffice.org che è
          one-time compiled da Sun (nei pacchetti rpm
          ufficiali) e funziona su più distro (sulla stessa
          architettura) senza particolari
          problemi.Firefox pure, poi vai a guardare dentro e scopri fior di librerie statiche (se non sbaglio fork delle gtk)

          Inoltre credo che un controllo del sistema si
          possa implementare a livello di macro di
          autoconf, nonostante non possa esserne sicuro in
          quanto non sono esperto di tali
          tools.Non servono tanti walkthroughs solo un po' di organizzazione a monte e meno fanatismo in generale. I casi sono due, se il mondo linux vuole guadagnare mercato deve confrontarsi col mondo reale ed i suoi problemi diversamente si rimane nell'università e nelle cantine dove lo scopo ultimo è quello didattico.


          La libertà è una bella cosa ma come sempre il

          troppo

          stona.

          Ma se si limita la libertà, anche solo per il
          bene comune ci si avvicinerà, all'universo
          distopico di Brave New World di Huxley, Non esagerare, non sto dicendo di passare da un estremo all'altro, ci sono tante sfumature di grigio in mezzo, si chiamano compromessi e con un po' di impegno si può trovare il giusto equilibrio che non scontenta troppo entrambi i lati.
          • Simon the Sorcerer scrive:
            Re: many drops make a shower


            Le librerie alla base del sistema sono sempre le

            stesse,

            E chi te lo assicura ? Puoi linkare una pagina di
            canonical, redhat, debian o altro dove
            specificano esplicitamente questa cosa
            ?
            Si parla si di sviluppo software ma sotto sotto è
            sempre e solo un discorso di soldi. Un rischio di
            spesa per quanto aleatorio finisce sempre per
            pesare nel bilancio
            finale.


            o meglio sono le stesse fornite di

            bug-fixes, a volte necessari altre volte

            superflui e deleteri;

            Ah ecco... mi pareva e chi li scrive questi bug
            fixes ? L'autore/team di riferimento di quella
            determinata libreria (al limite prendono quello
            di un collaboratore esterno e lo elevato a fix
            ufficiale) o i team di ogni distribuzione col
            rischio di trovare N modi diversi per risolvere
            il problema (bell'esercizio didattico
            sicuramente) collegato però al fatto che i
            programmi potrebbero non trovarsi
            ?Un consiglio leggi prima l'intera frase (non lo dico in senso ironico, quanto in senso irenico(pacifico); così da non dover scrivere due cose diverse relative a due periodi correlati tra loro). Poi vorrei specificare che le software house dovrebbero fare riferimento ai pacchetti standard, in quanto se funziona con glibc funzionerà anche con glibc+debpatch (questo è cio che fanno gli sviluppatori in ambito open, dunque credo che anche per le software house potrebbe andare bene).

            Infatti ho compilato lo stesso codice senza

            problemi ne in runtime ne in compile-time sia in

            debian, che in slackware, logicamente non si può

            pretendere che un software funzioni senza

            ricompilazione e senza problemi con 2 versioni

            diverse di glibc nonchè eventuali patch, e altre

            librerie.

            Beh questa situazione non va bene oltretutto non
            metterti nella condizione dell'appassionato
            programmatore ma dell'azienda/software house dove
            ogni compilata corrisponde ad un aumento di
            spese. Parti dalla condizione che una volta
            ottenuti dei binari quelli, se c'è veramente
            compatibilità, dovrebbero girare su tutte le
            distro linux senza azioni
            aggiuntive.
            Questa condizione si può raggiungere su linux al
            piccolo prezzo di fissare degli standard e delle
            milestone periodiche su quali librerie
            utilizzare.





            Comunque posso ricordarti OpenOffice.org che è

            one-time compiled da Sun (nei pacchetti rpm

            ufficiali) e funziona su più distro (sulla
            stessa

            architettura) senza particolari

            problemi.

            Firefox pure, poi vai a guardare dentro e scopri
            fior di librerie statiche (se non sbaglio fork
            delle
            gtk)VariCAD (http://www.varicad.com/) vi sono versioni per Debian e per Fedora, ho controllato il pacchetto deb e non mi sembra vi siano librerie statiche (o per lo meno librerie di sistema) all'interno.

            Inoltre credo che un controllo del sistema si

            possa implementare a livello di macro di

            autoconf, nonostante non possa esserne sicuro in

            quanto non sono esperto di tali

            tools.


            Non servono tanti walkthroughs solo un po' di
            organizzazione a monte e meno fanatismo in
            generale.Non è fanatismo, è libertà di scelta; "non mi piace lo tolgo, non è funzionale lo cambio, potrebbe sevire a chi ha le mie esigenze: lo pubblico"
            I casi sono due, se il mondo linux vuole
            guadagnare mercato deve confrontarsi col mondo
            reale ed i suoi problemi diversamente si rimane
            nell'università e nelle cantine dove lo scopo
            ultimo è quello didattico. Il mondo linux vuole guadagnare mercato, ma non al costo di tagliarsi le gambe; inoltre vorrei farti notare che buona parte del web è su server POSIX dei quali una buona parte è su sistema linux.


            La libertà è una bella cosa ma come sempre il


            troppo


            stona.



            Ma se si limita la libertà, anche solo per il

            bene comune ci si avvicinerà, all'universo

            distopico di Brave New World di Huxley,

            Non esagerare, non sto dicendo di passare da un
            estremo all'altro, ci sono tante sfumature di
            grigio in mezzo, si chiamano compromessi e con un
            po' di impegno si può trovare il giusto
            equilibrio che non scontenta troppo entrambi i
            lati.Il mondo non è bianco e nero, vi sono anche sfumature di grigio, su questo siamo d'accordo ma come succede spesso una volta accettato un compromesso è più facile accettarne un altro, ed è questo ciò che mi preoccupa; che cosa succederebbe se Linux-Standardizzato diventasse ciò che è windows oggi, a livello di diffusione e di chiusura verso i concorrenti? Si dice: "Per eliminare un vizio, bisogna sostituirlo con un altro" ma se il secondo supera in gravità il primo ne sarà valsa la pena?
          • Anonimo scrive:
            Re: many drops make a shower

            Un consiglio leggi prima l'intera frase (non lo
            dico in senso ironico, quanto in senso
            irenico(pacifico); così da non dover scrivere due
            cose diverse relative a due periodi correlati tra
            loro). Poi vorrei specificare che le software
            house dovrebbero fare riferimento ai pacchetti
            standard, in quanto se funziona con glibc
            funzionerà anche con glibc+debpatch (questo è cio
            che fanno gli sviluppatori in ambito open, dunque
            credo che anche per le software house potrebbe
            andare
            bene).Intanto però vai a mediaworld e non trovi software per linux, compri una stampante o un hardware e non trovi il CD con i driver per linux. Il fatto che esistano repository e progetti vari sostitutivi non giustifica la questione.Nessuno meglio dell'azienda che produce la stampante è capace di scrivere i migliori driver per la stampante stessa, stesso discorso ad esempio per le schede video. Oltretutto è una questione di principio dal momento che sono loro a prendere i soldi. Però la questione di principio va a farsi friggere quando non ci sono certezze matematiche.Non bisogna far fare ai programmatori il lavoro degli amministratori contabili.Questi ultimi quando si inaugura un nuovo progetto prendono un pezzo di carta, tracciano una tabella e cominciano a segnare tanti "-" quante sono sia le spese certe che quelle probabili. Se questi "-" sforano il budget previsto o il rapporto di guadagno preventivato si stoppa tutto.La non assoluta certezza di compatibilità è una spesa probabile ma un "-" sicuro sul pezzo di carta.

            VariCAD (http://www.varicad.com/) vi sono
            versioni per Debian e per Fedora, ho controllato
            il pacchetto deb e non mi sembra vi siano
            librerie statiche (o per lo meno librerie di
            sistema)
            all'interno.1 esempio dovrebbe convincermi che è tutto ok ? Troppo poco, veramente.

            Non è fanatismo, è libertà di scelta; "non mi
            piace lo tolgo, non è funzionale lo cambio,
            potrebbe sevire a chi ha le mie esigenze: lo
            pubblico"Sai perchè una volta esistevano computer multimediali con 8Mhz e meno di 1Mb di ram ? Perchè si facevano sopra os semplici, non perchè limitati ad una shell, ma semplici a livello di organizzazione. E' ovvio che se si fanno casini a monte, bisognerà farne altrettanti a valle per tornare alla semplicità originaria. (tanto le risorse energetiche sono infinite, continuiamo pure a sprecarne)
            Il mondo linux vuole guadagnare mercato, ma non
            al costo di tagliarsi le gambe; inoltre vorrei
            farti notare che buona parte del web è su server
            POSIX dei quali una buona parte è su sistema
            linux.
            E chi si taglia le gambe. Mica dico che bisogna annullare la comunità semplicemente bisogna responsabilizzarla. Unire gli sforzi comuni e specializzare quelli particolari senza però dover reinventare la ruota per ogni cavolata (tipo inventarsi una distro nuova solo perchè cambia interfaccia grafica)
            Il mondo non è bianco e nero, vi sono anche
            sfumature di grigio, su questo siamo d'accordo ma
            come succede spesso una volta accettato un
            compromesso è più facile accettarne un altro, ed
            è questo ciò che mi preoccupa; che cosa
            succederebbe se Linux-Standardizzato diventasse
            ciò che è windows oggi, a livello di diffusione e
            di chiusura verso i concorrenti? Si dice: "Per
            eliminare un vizio, bisogna sostituirlo con un
            altro" ma se il secondo supera in gravità il
            primo ne sarà valsa la
            pena?Di nuovo stai esagerando.
          • LtWorf scrive:
            Re: many drops make a shower

            Intanto però vai a mediaworld e non trovi
            software per linux, compri una stampante o un
            hardware e non trovi il CD con i driver per
            linux. Il fatto che esistano repository e
            progetti vari sostitutivi non giustifica la
            questione.Sul fatto dei driver gli sviluppatori del kernel stanno lavorando per creare una API che permetta di inserire driver senza ricompilare moduli o l'intero kernel.
            Nessuno meglio dell'azienda che produce la
            stampante è capace di scrivere i migliori driver
            per la stampante stessa, stesso discorso ad
            esempio per le schede video.Strano allora che i computer GNU/Linux si comportino benissimo quando si usano driver free mentre crashino quando si usano driver proprietari ATI ad esempio...
            La non assoluta certezza di compatibilità è una
            spesa probabile ma un "-" sicuro sul pezzo di
            carta.Conosci qualche programma che funziona su una distribuzione e non su un'altra?Io so che ho scritto un programma per GNU/Linux e questo funziona pure su MacOsX senza nessuna modifica.
            Sai perchè una volta esistevano computer
            multimediali con 8Mhz e meno di 1Mb di ram ?Per multimediale intendi prince of persia vero?
            Perchè si facevano sopra os semplici, non perchè
            limitati ad una shell, ma semplici a livello di
            organizzazione.Certo programmare con gli interrupt è molto più semplice che programmare ad oggetti.
            E chi si taglia le gambe. Mica dico che bisogna
            annullare la comunità semplicemente bisogna
            responsabilizzarla. Unire gli sforzi comuni e
            specializzare quelli particolari senza però dover
            reinventare la ruota per ogni cavolata (tipo
            inventarsi una distro nuova solo perchè cambia
            interfaccia grafica)Sai cosa è un repository? Sai che le distribuzioni debian based usano gli stessi repository di debian?Sai che quindi tra l'una e l'altra la differenza sta unicamente nei programmi installati?Ti piacerebbe una versione di windows che ti installa 500 programmi che non ti servono o una che ti installa solo quelli che ti servono?
          • Anonimo scrive:
            Re: many drops make a shower

            Sul fatto dei driver gli sviluppatori del kernel
            stanno lavorando per creare una API che permetta
            di inserire driver senza ricompilare moduli o
            l'intero
            kernel.Guarda che "driver" nel pensiero moderno non è solo più un codice per far andare un hardware ma è anche tutta quella serie di pannelli di controllo "lato utente" che permettono di impostare tutto il necessario. Paradossalmente ci vogliono più soldi a fare quei front end che tutto il resto visto che ognuno di questi deve fare i conti con la vastità di distribuzioni disponibili. Quello che dici te è utile ma poco più di un contentino. Sono molte le cose da unificare e regolare.


            Nessuno meglio dell'azienda che produce la

            stampante è capace di scrivere i migliori driver

            per la stampante stessa, stesso discorso ad

            esempio per le schede video.

            Strano allora che i computer GNU/Linux si
            comportino benissimo quando si usano driver free
            mentre crashino quando si usano driver
            proprietari ATI ad
            esempio...E' risaputo che se Ati licenziasse tutti i suoi team di sviluppo e li sostituisse con dei bambini delle medie otterrebbe risultati migliori, non solo su linux.Prendi però il caso di nvidia: i driver open source se lo sognano di far andare il 3D e fino a prova contraria, questo è un mercato molto importante forse il più importante tra quelli dell'utente desktop

            La non assoluta certezza di compatibilità è una

            spesa probabile ma un "-" sicuro sul pezzo di

            carta.

            Conosci qualche programma che funziona su una
            distribuzione e non su
            un'altra?
            Io so che ho scritto un programma per GNU/Linux e
            questo funziona pure su MacOsX senza nessuna
            modificaIo so che se scrivo:#include main(){printf("Hello Worldn");}lo faccio girare su qualsiasi sistema informatico dal 70 ad oggi e so anche che se mi faccio un culo quadro e mi riscrivo da zero le librerie e le funzioni che penso utilizzerò nel mio programma, otterrò lo stesso risultato (salvo limiti del hw).Purtroppo so che appena uso una libreria gpl scritta da qualcun altro, nessuno mi garantisce che questa libreria, nel passaggio da una distro ad un'altra si mantenga sempre uguale, per cui devo mettermi a fare tutta una serie di test aggiuntivi per essere sicuro che tutto torni. Non so te ma io e la maggior parte delle software house serie, vediamo questa cosa come una spesa inutile o quanto meno veramente molto discutibile.


            Sai perchè una volta esistevano computer

            multimediali con 8Mhz e meno di 1Mb di ram ?

            Per multimediale intendi prince of persia vero?Per multimediale intendo che ci facevi le stesse cose di adesso. Cosa non facevi con un amiga rispetto ad ora ? Ti svelerò un segreto: le scene 3D di Babylon 5 le hanno fatte lì sopra senza Gigahertz di velocità e Gigabyte di Ram.


            Perchè si facevano sopra os semplici, non perchè

            limitati ad una shell, ma semplici a livello di

            organizzazione.

            Certo programmare con gli interrupt è molto più
            semplice che programmare ad
            oggetti.Prova BeOS: un os fatto tutto ad oggetti che filava come un treno con un P133. Di nuovo, siamo fuori misura di parecchio senza reali motivi.

            Sai cosa è un repository? Sai che le
            distribuzioni debian based usano gli stessi
            repository di
            debian?Ah si ? archive.ubuntu.ecc... sarebbe un repository di debian ? Devo rintracciare commenti di gente che su ubuntu (distribuzione debian based al 100%) non è riuscita a far andare i pacchetti di debian senza i soliti bartegazzi tipici di un utente esperto del pinguino ?
            Sai che quindi tra l'una e l'altra la differenza
            sta unicamente nei programmi
            installati?Come no... è tutto così evidente e semplice che se non si trovano molte software house tradizionali disposte ad investire su linux è solo colpa di microsoft che fa i magheggi... BEEP: si invita la comunità a maturare che questa aria fritta ha stufato !
            Ti piacerebbe una versione di windows che ti
            installa 500 programmi che non ti servono o una
            che ti installa solo quelli che ti
            servono?Ti piacerebbe una distribuzione di linux dove finalmente vai a comprare una qualunque periferica del cavolo e sei sicuro di vederla andare al massimo senza compromessi (tecnici, di licenza, semplicità d'uso/installazione) e senza dover spulciare forum in ogni dove per essere sicuro che giri ? A me dopo 15 anni non farebbe certo schifo.
          • www.aleks falcone.or g scrive:
            Re: many drops make a shower
            - Scritto da: Anonimo
            Guarda che "driver" nel pensiero modernoE driver, nel pensiero antico? Sento rumor d'unghie sugli specchi.
            solo più un codice per far andare un hardware ma
            è anche tutta quella serie di pannelli di
            controllo "lato utente" Ne hai di fantasia, eh?
            ci vogliono più soldi a fare quei front end che
            tutto il resto visto che ognuno di questi deve
            fare i conti con la vastità di distribuzioni
            disponibili.Davvero pensi che qualcuno creda a queste invenzioni? Hai mai compilato un programma? Hai almeno una vaga idea delle reali differenze tra le distribuzioni?
            Sono molte le cose da unificare e regolare.Qualche esempio?
            E' risaputo che se Ati licenziasse tutti i suoi
            team di sviluppo e li sostituisse con dei bambini
            delle medie otterrebbe risultati miglioriTua opinione personale. Opinabile.
            Prendi però il caso di nvidia: i driver open
            source se lo sognano di far andare il 3DSolo finché saranno rese note le specifiche. Questo dimostra solo quanto gli sviluppatori Open siano stati bravi.
            questo è un mercato molto importante forse il
            più importante tra quelli dell'utente desktopHai dati oggettivi su cui basare tali affermazioni?
            Purtroppo so che appena uso una libreria gpl
            scritta da qualcun altro, nessuno mi garantisce
            che questa libreria, nel passaggio da una distro
            ad un'altra si mantenga sempre ugualeIpotesi, non realistica. La pressi è il mantenimento della compatibilità delle librerie con le versioni precedenti. Ti è mai capitato di trovare una libreria che cessi di funzionare? Hai mai avuto di questi problemi? Fai esempi.
            devo mettermi a fare tutta una serie di test
            aggiuntivi per essere sicuro che tutto torni. Aggiuntivi? In che senso? Tu scrivi software e poi non lo testi? Si sente ancora stridio d'unghie.
            Non so te ma io e la maggior parte delle software
            house serie, vediamo questa cosa come una spesa
            inutile o quanto meno veramente molto discutibile.Tu certamente. Chi sarebbero le 'software house' serie? Quelle che sviluppano da sole tutte le librerie perché quelle già pronte sono pericolose? E' un discorso ridicolo.Hai mai lavorato in una software house 'seria'? Hai mai programmato sul serio?
            Per multimediale intendo che ci facevi le stesse
            cose di adesso. Cosa non facevi con un amiga
            rispetto ad ora? Tu adesso lavori su un Amiga o su un PC? E perché?
            Prova BeOS: un os fatto tutto ad oggetti che
            filava come un treno con un P133. Di nuovo, siamo
            fuori misura di parecchio senza reali motivi.Questo vale per tutto il software. Che cosa vuoi dimostrare? Fino a prova contraria il software libero generalmente ha bisogno di meno risorse di un corrispondente software chiuso. Forse perché è scritto meglio?
            Devo rintracciare commenti di gente che su ubuntu
            (distribuzione debian based al 100%) non è riuscita a far
            andare i pacchetti di debian Io normalmente non ho problemi ad installare precompilati per Debian su Ubuntu. Ma ho installato anche degli RPM convertiti con Alien. E dunque?
            Come no... è tutto così evidente e semplice che se non si
            trovano molte software house tradizionali disposte ad investire
            su linux è solo colpa di microsoft che fa i magheggi...No, se non le trovi è solo perché non cerchi bene. Prova a scrivere su Google 'Sun Microsystems', 'IBM', 'Novell', 'AMD', 'Intel', 'Citrix', 'Adobe', 'Yahoo', ovviamente 'Google' e 'Red Hat' ed ora persino Microsoft ha rilasciato (con molte limitazioni) il codice del framework .NET...Ti servono altri nomi o ti basta così?
            BEEP: si invita la comunità a maturare che questa
            aria fritta ha stufato!Ti ci devi abituare. GNU, Linux e le comunità libere sono mature continuano a crescere in numero e dimensione. Apri gli occhi.
          • next scrive:
            Re: many drops make a shower
            Io lo trovo assurdo.Secondo te una software house dovrebbe adattare le proprie applicazioni per distribuzioni differenti di uno stesso so?distribuzioni che, tra l'altro, sono diffuse un giorno e morte quello dopo.Roba da matti!
          • LtWorf scrive:
            Re: many drops make a shower

            Secondo te una software house dovrebbe adattare
            le proprie applicazioni per distribuzioni
            differenti di uno stesso
            so?Nessuno deve adattare niente. Sono casi eccezionali.
            distribuzioni che, tra l'altro, sono diffuse un
            giorno e morte quello
            dopo.Dato che le piccole distribuzioni sono basate sulle poche grandi, basta comunque provare sulle principali.
            Roba da matti!Già... fudd allo stato puro.
          • Anonimo scrive:
            Re: many drops make a shower

            Nessuno deve adattare niente. Sono casi
            eccezionali.Così rari ed eccezionali che il software commerciale su linux viene portato nel giro di un amen... ma per favore... il tuo è fud e bello grosso visto che non bisogna essere degli esperti per verificarlo.
    • pippo75 scrive:
      Re: many drops make a shower
      - Scritto da: Simon the Sorcerer
      Vorrei riprendere il discorso di prima, la
      frammentarietà delle disto è una debolezza in
      quanto confondono l'utente alle prime armi, ma è
      il più grande punto di forza di Linux, in quanto
      danno la possibilità di scegliere in base alle
      proprie esigenze e preferenze; ad esempio di
      distro a carattere multimediale vi sono 64studio
      (Debian based), Ubuntu Studio (Ubuntu Based),Io preferisco una distro standard e per i vari problemi da risolvere prendo il programma, non una distro per ogni problema.
      Red Hat Enterprise, se voglio una distro
      multimediale mi orienterò verso una 64studio,
      etc..però se oltre al multimediale voglio altro?
      Concludo dicendo che la miglior distro, il
      miglior sistema di gestione pacchetti, è quello
      più adatto a noi, o quello che
      preferiamo.io dire che mediamente le principali Distro linux vanno più che bene, sta poi ai programmi che sono disponibili e che servono all'utente fare il resto.
  • Anonimo scrive:
    Darwiniano
    Si chiama evoluzione naturale.Per anni s'è voluto credere alle storielle che ogni pirla su questo pianeta avrebbe dovuto crearsi la sua distro incompatibile finchè si voleva perchè tanto bastava diffondere i sorgenti (siamo tutti esperti programmatori no ? ecchesarà mai prendere i sorgenti di un open office o di un gimp e convertirli sulla propria distro nel probabilissimo caso che non basti un semplice repack).In passato abbiamo toccato quota oltre 500 distribuzioni che si facevano guerra per accaparrarsi la bellezza di forse 30/40 milioni di utenti in tutto il mondo cioè lo 0.2% (abbondante) di tutti gli utenti informatizzati nel mondo.Adesso da un po' questo numero esagerato di distribuzioni è letteralmente scemato a meno della metà e continua sempre più a scendere a forza di alleanze e nascita di nuovi standard e cooperazioni vere, tangibili su tutti i fronti (compresi salti della barricata verso microsoft quando si tratta di certi supporti).Alla lunga, col tempo il buon senso trionferà. Arriverà il giorno dove avremo non più di una decina di distribuzioni ognuna seriamente specializzata in un campo con i suoi utenti, i suoi programmatori, applicativi dedicati e soprattutto mercato.
    • Lemon scrive:
      Re: Darwiniano
      - Scritto da: Anonimo
      Si chiama evoluzione naturale.
      Per anni s'è voluto credere alle storielle che
      ogni pirla su questo pianeta avrebbe dovuto
      crearsi la sua distro incompatibile finchè si
      voleva perchè tanto bastava diffondere i sorgenti
      (siamo tutti esperti programmatori no ? ecchesarà
      mai prendere i sorgenti di un open office o di un
      gimp e convertirli sulla propria distro nel
      probabilissimo caso che non basti un semplice
      repack).
      In passato abbiamo toccato quota oltre 500
      distribuzioni che si facevano guerra per
      accaparrarsi la bellezza di forse 30/40 milioni
      di utenti in tutto il mondo cioè lo 0.2%
      (abbondante) di tutti gli utenti informatizzati
      nel
      mondo.
      Adesso da un po' questo numero esagerato di
      distribuzioni è letteralmente scemato a meno
      della metà e continua sempre più a scendere a
      forza di alleanze e nascita di nuovi standard e
      cooperazioni vere, tangibili su tutti i fronti
      (compresi salti della barricata verso microsoft
      quando si tratta di certi
      supporti).
      Alla lunga, col tempo il buon senso trionferà.
      Arriverà il giorno dove avremo non più di una
      decina di distribuzioni ognuna seriamente
      specializzata in un campo con i suoi utenti, i
      suoi programmatori, applicativi dedicati e
      soprattutto
      mercato.Lo spero, basterebbe mettersi d'accordo su poche cose
    • clab scrive:
      Re: Darwiniano
      30 milioni di persone 0,2% del totale delle persone informatizzate=15 miliardi di persone informatizzate nel mondo.forse un po' troppi...
      • Guybrush scrive:
        Re: Darwiniano
        Dici?A me sembra troppo anche il 2% a meno che P.I. non intenda possessore di computer = informatizzatoPerche' allora oltre agli umani vanno aggiunte, non me ne vogliano la Lipu, il WWF e Greenpeace, tante bestie.--
        A
    • akitotenk scrive:
      Re: Darwiniano
      è vero che esistono tante distribuzioni ma i core sono 3 o 4quelle che vanno per la maggiore sono le Debian trainate da Ubuntu che sti sta consolidando sempre più.Poi abbiamo la suse che in virtu dell'arco microsoft forse sul piano commerciale avrà qualche vantaggioLa Redhat(fedora) che è sempre andata beninola SLax e la gentoo che nonostante siano considerate debian based sono parecchio diverse come filosofia.Se gia mi consideri Kubuntu e ubuntu 2 distribuzioni diverse a si allora saremo almeno a 1 milione di distribuzioni!io sono contento di sto accordo mandriva non mi paice particolarmente ma i prodotti turbolinux sono moolto validi quindi benvenga
      • Simon the Sorcerer scrive:
        Re: Darwiniano

        la SLax e la gentoo che nonostante siano
        considerate debian based sono parecchio diverse
        come
        filosofia.???Debian based = Distribuzioni che partono da Debian e si evolvono in un altra direzione, esse sfruttano il sistema Dpkg e Patch di 3 parti ai sorgenti delle applicazioni.Gentoo = Source Based Distribution = Una distribuzione priva di pacchetti binari e che prevede la compilazione, in questo caso automatizzata da Portage, di tutto il software; questo sistema prevede l'applicazione di patch di 3 parti ai vari componenti del sistema.Slax = Slackware Live = Slackware Based = Una distribuzione basata su Slackware, in questo caso una Live, utilizza il gestore di pacchetti Pkg-Tools, i sorgenti sono generalmente privi di patch di 3 parti e, in questo caso, il sistema è memorizzato in macro pacchetti .ro ovvero un filesystem read-only montato in loopback.Vorrei inoltre sottolineare che se accorpiamo tutte le distribuzioni per categorie considerandole uguali si perdono i contributi individuali che portano alla scelta di una o dell'altra distro; come dire che non c'è bisogno di avere 10000 gruppi musicali dello stesso genere dato che suonano musica pressochè uguale, che si accorpino in un unico gruppo tutti coloro che suonano rock, cosi non si contendono più ciacuno il 5% degli appasionati.Il mondo delle distro è bello perchè è vario, e chiunque può trovare, grazie alle ...
        500 distribuzioni che si facevano guerra per accaparrarsi
        la bellezza di forse 30/40 milioni di utenti in tutto il
        mondo cioè lo 0.2% (abbondante) di tutti gli utenti
        informatizzati nel mondo.... una distribuzione perfettamente adattata alle sue esigenze, e non solo una ma per ciascun tipo di distro, ma varie e cio contribuisce alla liberta di scelta del sistema operativo, in base a preferenze, a utilizzo, anche a simpatia e a bellezza del logo (Nonostante non sono le cose che guardo in un OS, altri non la pensano allo stesso modo); le molte distribuzioni possono essere una debolezza, ma anche il maggior punto di forza del pinguino.
        • akitotenk scrive:
          Re: Darwiniano
          purtroppo però sono daccordo con i tanti che pesano che se ci si concentrasse su 4 o5 distrizioni la situazione migliorebbe.poi grazie per la correzzione sulla slax, e gentoo.poi ad esempio perchè tenere 2 formati di pacchetti il DEB e RPM secondo me il deb è molto + completo.Ultimamente ubuntu si sta candidando a distribuzione definitiva dovrebbe concentrarsi in molti su questa,questo è quello che penso!ora un solo commento finale la gento compilata dallo stage 0 è una delle cose + meravigliose che abbia mai visto come velocità!
          • MachineVictim scrive:
            Re: Darwiniano
            - Scritto da: akitotenk
            poi ad esempio perchè tenere 2 formati di
            pacchetti il DEB e RPM secondo me il deb è molto
            +
            completo.Sulla base di cosa sarebbe più completo? In fondo un'applicazione può essere pacchettizzata sia in RPM che in DEB. Spero che DEB non sia giudicato migliore solo perchè ci sono 18000 pacchetti disponibili con debian. Inoltre anche nelle distro RPM-based vi sono tool per installare pacchetti DEB.
            Ultimamente ubuntu si sta candidando a
            distribuzione definitiva dovrebbe concentrarsi in
            molti su
            questa,
            questo è quello che penso!Alla mia Slackware non rinuncerei mai, e tanta altra gente come me. Non vedo perchè debba essere Ubuntu la versione definitiva... solo perchè è più semplice?!? ma la stabilità della slackware è irraggiungibile (ho provato più distro sulla stessa macchina). Io non dico che le distro debbano per forza rimanere così tante, fusioni e accordi sono benvenuti ma la versatilità e la possibilità di fare scelte consapevolmente proprie è il punto di forza di linux.
          • akitotenk scrive:
            Re: Darwiniano
            Allora mettiamola cosi i pacchetti Deb hanno gia la gestione delle dipenze mentre gli rpm no! quindi un deb che riesce a installarsi senza forzature andra quasi sicuramente un rpm no.Ripeto per utenti pro la gentoo e la slax sono un altro pianeta ma a mio avviso è come paragonare un desktop e un server. Ubuntu è la distribuzione per desktop più semplice e intuitiva cavolo se nel mondo linux esistessero solo slax e gentoo non so quanti lo userebbero.
          • Simon the Sorcerer scrive:
            Re: Darwiniano

            Allora mettiamola cosi i pacchetti Deb hanno gia
            la gestione delle dipenze mentre gli rpm no!
            quindi un deb che riesce a installarsi senza
            forzature andra quasi sicuramente un rpm
            no.entrambi hanno il controllo dipendenze, solo che quello deb è più accurato.
          • Infatti.. scrive:
            Re: Darwiniano
            - Scritto da: akitotenk
            Allora mettiamola cosi i pacchetti Deb hanno gia
            la gestione delle dipenze mentre gli rpm no!Ma tu parli conoscendo le cose? Questa informazione totalmente falsa, dove l'hai recepita? Se preferisci i .deb usa distribuzione basata su .deb!!!
          • akitotenk scrive:
            Re: Darwiniano
            Allora io non sarò il più esperto del mondo nel usare sistemi linux però se scarico a caso 10 Deb dalla rete 9 mi vanno mentre se scarico 10 rpm mi sento fortunato se ne vanno 4 o 5, questo nel senso che partono senza dover scaricare a mano altra roba.io ho provato un'po di distribuzioni e devo dire che in particolare le nuove versione di ubuntu per un sistema desktop semplificano parecchio la vita, Ho degli amici che sono alle prime armi con linux e provano piano piano il passaggio e gia con ubuntu si trovano male nel senso che passano magari 20minuti su un forum per far funzionare una cosa che su win in meno di 5minuti e bella fatta.
          • Infatti.. scrive:
            Re: Darwiniano
            Scarica da repository e vedrai che le dipendenze ci sono.Poi, come dice Simon the Sorcerer, quasi sicuramente i .deb gestiscono meglio le dipendenze, ma quello che hai detto tu è: "Allora mettiamola così i pacchetti Deb hanno già la gestione delle dipendenze mentre gli Rpm no! "Questa è un'affermazione falsa. Girala come vuoi, ma hai detto una menzogna!
      • jackbaher scrive:
        Re: Darwiniano
        Sono daccordo con te.Mi sono avvicinato al mondo Unix da un paio di mesi(meglio tardi che mai) e devo dire che spesso e volentieri tutte queste distro non fanno altro che confondere. Ce ne sono davvero troppe.Ricordo quando c'era solo debian e mandrake ma adesso stiamo 1po' esagerando.Perchè invece non creano più driver propietari?Sto' usando Ubuntu e Mandrivia. I maggiori problemi li trovo nella connessione,sembra davvero assurdo. Con mandrivia ok, ma con ubuntu non ne parliamo.
        • lroby scrive:
          Re: Darwiniano
          - Scritto da: jackbaher
          Sono daccordo con te.
          Mi sono avvicinato al mondo Unix da un paio di
          mesi(meglio tardi che mai) e devo dire che spesso
          e volentieri tutte queste distro non fanno altro
          che confondere. Ce ne sono davvero
          troppe.
          Ricordo quando c'era solo debian e mandrake ma
          adesso stiamo 1po'
          esagerando.
          Perchè invece non creano più driver propietari?
          Sto' usando Ubuntu e Mandrivia. I maggiori
          problemi li trovo nella connessione,sembra
          davvero assurdo. Con mandrivia ok, ma con ubuntu
          non ne
          parliamo.Ti posso dare il mio parere? Forse potresti avere una connessione "particolare" che richiede un minimo di conoscenze che magari su Linux non possiedi..senza trollare.. sono un utente multipiattaforma ma prevalentemente Windows e nel mio caso specifico (magari non sono nemmeno l'unico) TUTTE le versioni di Linux che ho provato (compresa Ubuntu) hanno sempre riconosciuto le mie schede di rete, persino quelle Wireless,e dove non venivano riconosciute (le wireless intendo) era sufficiente installarle con NDISwrapper usando i drivers di XP (!!), e poi siccome ho Fastweb collegato con un Router in NAT, ci pensa tutto il sistema a darti la configurazione in automatico per internet.non è stato in alcuni momenti semplice lo devo ammettere,ma ho perserverato,con l'ottica in testa : "SE qualcun altro ci è riuscito significa che è fattibile e funzionante come cosa e visto che non mi ritengo stupidovuol dire che devo solo capire il meccanismo che ci cela dietro." E poi,devo ammettere che la prima volta che sono riuscito a fare delle cose nuove (tipo installare la chiavetta WIFI) ebbi pure un sussulto di contentezza nel dimostrare che la voglia di sbattersi un pochino alla fine paga :DLROBYpsnon mollare e prova ZENWALK se vuoi un Linux ultra leggero,completo e veloce
    • ivan ortega scrive:
      Re: Darwiniano
      - Scritto da: Anonimo
      Si chiama evoluzione naturale.
      Per anni s'è voluto credere alle storielle che
      ogni pirla su questo pianeta avrebbe dovuto
      crearsi la sua distro incompatibile finchè si
      voleva perchè tanto bastava diffondere i sorgenti
      (siamo tutti esperti programmatori no ? ecchesarà
      mai prendere i sorgenti di un open office o di un
      gimp e convertirli sulla propria distro nel
      probabilissimo caso che non basti un semplice
      repack).
      In passato abbiamo toccato quota oltre 500
      distribuzioni che si facevano guerra per
      accaparrarsi la bellezza di forse 30/40 milioni
      di utenti in tutto il mondo cioè lo 0.2%
      (abbondante) di tutti gli utenti informatizzati
      nel
      mondo.
      Adesso da un po' questo numero esagerato di
      distribuzioni è letteralmente scemato a meno
      della metà e continua sempre più a scendere a
      forza di alleanze e nascita di nuovi standard e
      cooperazioni vere, tangibili su tutti i fronti
      (compresi salti della barricata verso microsoft
      quando si tratta di certi
      supporti).
      Alla lunga, col tempo il buon senso trionferà.
      Arriverà il giorno dove avremo non più di una
      decina di distribuzioni ognuna seriamente
      specializzata in un campo con i suoi utenti, i
      suoi programmatori, applicativi dedicati e
      soprattutto
      mercato.Tempi darwiniani.
    • xbomber scrive:
      Re: Darwiniano

      accaparrarsi la bellezza di forse 30/40 milioni
      di utenti in tutto il mondo cioè lo 0.2%
      (abbondante) di tutti gli utenti informatizzati
      nel
      mondo.Oggi secondo diversi siti che raccolgono statistiche sui browser da più fonti, sembra che ci attestiamo intorno a 3.5%. (Più o meno come Windows Vista a dicembre, la maggior parte è su XP)Facendo due conti, valutando che in Italia la diffusione dei PC riguarda circa il 60% delle famiglie, in una città come Torino, dove ci sono 400000 famiglie, circa 240000 hanno un PC, di cui 8400 hanno GNU/linux. È vero, il 3.5% è poco, ma vedendo a cosa equivale, 8400 persone a Torino sono tante...
      • Anonimo scrive:
        Re: Darwiniano
        Ecco adesso dividi 8400 persone (quasi certamente non tutti programmatori/sistemisti/geek/smanettoni) in centinaia di distribuzioni diverse e tolti i progetti fatti ad hoc dimmi chi ci va ad investire sopra con la garanzia di raggiungere poche centinaia di quei 8400 utenti in Torino...
    • Categorico scrive:
      Re: Darwiniano
      Ben venga l'espansione delle principali distro, ma come in natura è opportuno che ci sia "biodiversità", che si continui a sperimentare nuove distro e che le migliori vadano eventualmente a sostituire nella "top ten" quelle che non si siano mantenute al passo coi tempi e/o su sufficienti standard di qualità.Comunque sono anche d'accordo che se si intravede del potenziale in due o più distro, ma i rispettivi team, da soli, siano o siano divenuti insufficienti, avvengano delle fusioni o delle joint-venture.E d'altra parte, anche nella diversità, una base comune ben fatta è preziosa, basti vedere il successo delle distro Debian-based.
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