La tavoletta grafica per tutti

Wacom Graphire, translucida e ipertecnologica, abbina centinaia di livelli di pressione alla facilità d'uso. Penna e mouse wireless e connessione USB


Ciciliano – I computer si evolvono, le velocità impazzano, le possibilità dei software si espandono ma i mezzi di comunicazione tra l’uomo e la macchina più diffusi restano l’obsoleta tastiera (il riconoscimento vocale perfetto è ancora un utopia) ed il mouse.

Ma cosa c’è di più naturale e comodo da usare per scrivere e disegnare di una penna? Da decenni esistono in commercio tavolette grafiche riservate al pubblico professionale sia per prestazioni che per costi; grazie ad una tavoletta grafica è possibile disegnare a mano libera oppure, ad esempio, apporre la propria firma su un documento digitale (tutti prima o poi provano a farlo con il mouse con scarsi risultati!).

Grazie alla semplicità dell’interfaccia Usb e alla struttura dei computer moderni utilizzare una tavoletta grafica oggi è senz’altro più facile di quando, ad esempio, far convivere sullo stesso computer due sturmenti di puntamento (mouse + tavoletta) era un’impresa da sconsigliare ai deboli di cuore.

Nel mercato delle tavolette grafiche il nome Wacom equivale a dire Logitech se si parla di mouse o Creative se si parla di schede audio; praticamente l’azienda leader, con una gamma di prodotti che vanno dalle professionali e milionarie Intuos fino alle nuove piccole grandi Graphire.

Con circa 200mila lire è possibile portarsi a casa un gioiellino colorato composto da una tavoletta translucida collegabile via Usb, una penna ed un mouse con rotella, senza filo entrambi, ed una versione “Classic” del programma Painter, il software di disegno pittorico capace di meraviglie visibili nel sito della Metacreation che lo produce. Il tutto, hardware e software, compatibile Windows e Apple.

Per la sua semplicità d’uso ed installazione, e per il prezzo accattivante, si può dire che è finalmente nato un nuovo modo di comunicare con il proprio computer alla portata di tutti, bambini inclusi. Anche la reperibilità, una volta nota dolente per prodotti di non largo consumo come questo, si è risolta e la distribuzione per l’italia è affidata ad Opengate (0522/504111) e CDC (0587/2882), il che significa che i colori vivaci delle Wacom abbelliscono già le vetrine dei negozi Vobis, Cdc e Mondadori Informatica. (continua)


Per gli appassionati dei dettagli e dei numeretti ecco qualche dato: la superficie attiva della tavoletta, laddove la penna ed il mouse funzionano insomma, è in formato A6 (un foglio di carta A4 piegato in 4) e la risoluzione precisissima è di 1000dpi. La Graphire è translucida, si intravedono circuiti e transistor all’interno, ed è coperta da una pellicola trasparente che può essere alzata per permettere il ricalco di disegni o fotografie. Il portapenna, incastrato in cima, può essere facilmente rimosso e posizionato sulla scrivania (quella reale, non il desktop!). Il tutto, penna mouse e tavoletta, sono perfettamente simmetrici, il che significa che possono essere usati senza problemi anche da mancini. Nessuna batteria né alimentazione è necessaria, grazie all’Usb, l’unico cavo in circolazione.

La penna, o per meglio dire la superpenna, è sensibile alla pressione; 512 diversi livelli simulano alla perfezione il tratto e l’intensità di colore. All’inizio occorre prenderci un po ‘ la mano dato che si presume che basti muovere la penna per disegnare o scrivere. No.. occorre calcare se serve un bel tratto scuro o grassetto! Dopo qualche prova la sensazione è ottima e ci si sente un po ‘ più artisti di sicuro.

Oltre alla punta per disegnare è presente.. la gomma da cancellare in cima alla penna, sensibile anch’essa, ed un doppio bottone programmabile con le solite funzioni “da mouse” o scorciatoie da tastiera.

Il mouse è più spartano, leggero e piccolino, ma ha il vantaggio di essere “ambidestro” e di non avere problemi né di filo né di polvere dato che funziona senza pallina (all’interno dell’area attiva della tavoletta). E ‘ comunque utilissimo usato in coppia con la penna dato che non è facile, almeno all’inizio, destreggiarsi agevolmente tra i menù di sistema o cliccare sui bottoni dei programmi per mezzo della penna.

Che dire sui software oltre al fatto che è disponibile sia per Windows che per MacOs? Innanzitutto che Painter Classic non è Painter 6 (anche perché la versione completa costa come 4 Graphire!) ma offre un armamentario di penne, carboncini, acquerelli ed un altro centinaio di diavolerie virtualmente pittoriche di altissima qualità. Sicuramente il miglior banco di prova per la Wacom, anche perché tutti gli strumenti di Painter sono sensibili alla pressione.

Va ricordato che la penna può essere comunque usata al posto del mouse in qualsiasi programma, ma la sensibilità dello stilo è riconosciuta solo dai programmi grafici. Wacom PenTools ad esempio è un set di plugin per Photoshop incluso, che consente vari effetti col programmone di fotoritocco Adobe.

Solo per Windows invece due piccole utility; CyberSign è un salvaschermo.. che chiede la firma autografa come password di sicurezza. Il problema è che se si setta la precisione del riconoscimento al massimo sarà impossibile sbloccare il computer dato che è praticamente impossibile rifare la stessa firma due volte… mentre se si setta la precisione al minimo qualunque sgorbio fatto da chiunque va bene.

L’idea è buona ma manca un po ‘ di AI. PenOffice SE invece consente di inserire firma autografa, o scarabocchi come disegni a mano libera ed annotazioni, in qualsiasi documento di Office 97 e 2000. E ‘ la versione light prodotta dalla Paragraph per Wacom di un software in grado di riconoscere la scrittura a mano libera.

A questo punto, in fondo a questa recensione, non posso che mettere la mia firma !

Luca Schiavoni

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