Lampi di Cassandra/ Vi ricordate di Julian?

di M. Calamari - Il fondatore di Wikileaks alle prese con la giustizia. E con le conseguenze personali del successo mediatico della sua creatura. Che va salvata, assieme a lui, per salvare la libertà di informazione

Roma – Penso di si, di Julian un ricordo lo dovreste avere. Non parlo del clamore suscitato dal sito Wikileaks nell’ultimo anno. il sito c’era anche prima, ma le azioni di pubblicazione che aveva effettuato non avevano raggiunto quella massa critica che le rende notizie di cronaca e che automaticamente ne moltiplica la risonanza ed i (positivi) effetti.

Non parlo neppure delle sue peripezie in giro per il mondo per essere un bersaglio meno facile, culminate nella sua vicenda giudiziaria anglo-svedese che lo vede oggi bersaglio di una ormai concessa estradizione dal Regno Unito alla Svezia.

Anche se magari vi ricordaste del fatto che Julian viene estradato sulla base di un evidente attacco mediatico, da un paese per cui il reato contestato non esiste nemmeno e quindi contro qualsiasi prassi del diritto internazionale, non sarebbe nemmeno questo, a parere di Cassandra, il ricordo più importante.

Il ricordo più importante sarebbe quello del debito di gratitudine che chiunque abbia a cuore libertà di informazione e trasparenza delle istituzioni ha nei confronti di una persona che, tra luci ed ombre, porta avanti questo suo scomodo ideale da molti anni.

Infatti non esiste solo una campagna di fango, volta a cancellare i molti lati positivi che l’esposizione mediatica del fondatore di Wikileaks aveva portato a conoscenza anche del pubblico più disattento: da parecchi mesi ormai Julian ed i suoi legali hanno descritto la manovra che è in atto nei suoi confronti per zittirlo definitivamente. Questa manovra richiede appunto la sua estradizione in Svezia, per subire un processo che anche se lo vedesse condannato potrebbe terminare con una semplice multa, visto che non si tratta (tecnicamente) di stupro.

Ma nel frattempo giungerà dagli Stati Uniti una richiesta di estradizione basata su una legge retroattiva approvata nel frattempo, o su “prove” ancora mai emerse e su cui si potrebbero fin da ora avanzare andreottianamente seri dubbi, dove potrebbe dover affrontare buchi neri come Guantanamo o sentenze di morte per spionaggio.

Il silenzio che lo circonda facilita questa manovra, per ora puntualmente realizzatasi, anzi ne è requisito indispensabile. E questo silenzio è palpabile anche in persone come quelle che leggono queste righe. Non dovrebbe essere così.

La voce di Cassandra è poco utile perché solitamente non creduta, ma forse se si sentissero le vostre, forti e numerose, questo triste ed ingiusto finale potrebbe cambiare.

Marco Calamari
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Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo

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  • La SIAE scrive:
    Neutrale?
    Neutrale? NEUTRALE? :@Chi non è con i diritti d'autore è contro i diritti d'autore capito? E se un uomo con i diritti d'autore incontra un uomo contro i diritti d'autore, l'uomo contro i diritti d'autore è un uomo morto capito? :@Parola di SIAE
  • Funz scrive:
    Il fatto non sussiste...
    ...né dovrebbe costituire reato la condivisione e la diffusione della cultura.Peccato che in Italia la cultura non conti più nulla, conta solo il profitto di chi la vende. Che per quanto mi riguarda potrebbe chiudere baracca oggi stesso.
  • Luco, giudice di linea mancato scrive:
    Spero che ora l'ISP faccia causa a loro
    Spero che l'ISP faccia causa alle major chiedendo centinaia di milioni (in euro, non ricordo la quotazione in dollari australiani) di risarcimento, più ovviamente tutte le spese legali (che hanno già pagato in questa prima causa ma dovranno pagare anche in quest'altra).E poi ci sarà qualcun altro nel mondo che potrà scrivere, tra poco: QUESTA SOCIETA' DI AUTORI ED EDITORI HA ACCUMULATO OTTOCENTO MILIONI DI EURO DI DEBITI :D
  • panda rossa scrive:
    Ce ne fossero di giudici cosi'!
    Il caso e' limpido come acqua di fonte, ma questi insulsi figuri non pongono limite alla loro indecenza e cercano sempre di intorbidire.Il provider non ha e non deve avere alcun ruolo!Se questa inutile gente ha ancora la pretesa di attaccarsi a quell'ingiusta legislazione che li vede detentori di non si capisce quali diritti solo perche' qualche legislatore corrotto ha legiferato in tal senso, ebbene, che lo faccia andando a prendersela con chi mette questi files a disposizione.Non col provider, non con chi scarica.E se non ci riescono, che rinuncino!
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