L'ascensore spaziale supera il chilometro

Il fantascientifico progetto segna un primo risultato positivo: LiftPort Group ha realizzato un cavo da 1,6 Km e il suo robotrasportatore ha scalato per 460 metri


Phoenix (USA) – La realizzazione del cosiddetto ascensore spaziale sembra essere sempre più vicina. LiftPort Group , azienda statunitense in “competizione” con il programma NASA Centennial Challenger , ha annunciato di essere riuscita a completare una serie di test definiti “decisivi”. L’obiettivo è “ancorare” una struttura orbitante alla Terra e ridurre così enormemente i costi della messa in opera di satelliti e infrastrutture orbitali, oltreché dell’esplorazione spaziale.

Nelle scorse settimane, infatti, nel deserto dell’Arizona, i tecnici hanno “steso” in perpendicolare rispetto al suolo un cavo di carbonio di 1,6 chilometri sfruttando tre palloni aerostatici. Non molto rispetto all’obiettivo finale, calcolato in 99,779 chilometri, ma considerato assai incoraggiante. Riuscire a far muovere un robotrasportatore per l’intera lunghezza sarà un problema, ma anche sotto questo punto di vista qualche piccolo passo è stato compiuto. Il robottone utilizzato nel test è riuscito a scalare 460 metri di cavo, dopo di che si è fermato e i tecnici stanno cercando di comprenderne il motivo.

Al momento il cavo è realizzato con un sandwich di tre fibre composite di carbonio comprese da quattro strati di nastro in fibra di vetro. La larghezza è di circa 5 centimetri , mentre lo spessore non supera quello di circa sei pagine formato A4. “In questo test la sfida era quella di realizzare un cavo sufficientemente robusto. Siamo riusciti a mantenerlo stazionario grazie ai palloni per circa sei ore”, ha dichiarato Michael Laine, presidente di LiftPort. La piattaforma che collega il cavo ai palloni si chiama HALE (High Altitude Long Endurance) e verrà commercializzata al più presto per osservazioni aeree e sistemi di comunicazione.

Laine ha confermato che il vero obiettivo è quello di realizzare l’ascensore spaziale entro il 2018 . “Quello a cui abbiamo assistito è un piccolo passo, ma fa parte del processo di sviluppo”, ha dichiarato Laine. Già perché per realizzare un cavo così lungo ci vorrà ancora molto lavoro sui materiali compositi e sul sistema a energia solare che permetterà di trasportare un cargo di 100 tonnellate una volta alla settimana, come ipotizzato dai progettisti.

Laine fa parte del direttorio della Spaceward Foundation che, questa volta in partnership con la NASA , ha avviato due concorsi scientifici per il progetto, “Centennial: Tether Challenge” e “Beam Power Challenge”. Il primo si propone di individuare le migliori soluzioni per realizzare cavi sufficientemente robusti; il secondo di testare la capacità di arrampicata e trasporto dei robot. Laine ha assicurato che non vi è competizione diretta con le iniziative della NASA.

Nello scorso ottobre nessuno dei partecipanti riuscì ad aggiudicarsi il montepremi di 50 mila dollari, ma il prossimo agosto vi sarà una nuova scadenza con un premio finale – per chi raggiungerà gli obiettivi prefissati – di 150 mila dollari .

Ben Shelef, fondatore del Spaceward Foundation, spera che le competizioni possano accendere l’interesse sul progetto e sostenere il suo sviluppo tecnologico. “Ho apprezzato i risultati raggiunti da LiftPort. Un viaggio da un migliaio di miglia inizia con un singolo passo”, ha dichiarato Shelef.

Dario d’Elia

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  • Anonimo scrive:
    Nuovo software? Ma scherziamo?
    clonecd vi dice qualcosa? Prodotto dalla elby una ditta svizzera che in previsione dell'adozione in europa di leggi molto restrittive riguardo all'aggiramento dei sistemi anticopiature hanno creato la slysoft con sede nei caraibi - precisamente ad Antigua (un paradiso fiscale con leggi sul copyright molto permissive ecc) da dove continuavano a vendere il prodotto. Ora sembra che abbiano aperto una nuova "filiale" europea. La versione attuale la vedo molto piu' come restyiling da marketing non come "software nuovo che sfida..."Per la cronaca: clonedvd e' in circolazione almeno dal 2003
  • Anonimo scrive:
    Re: i software che servono sono:
    - Scritto da: Anonimo

    AnyDVD e CloneDVD copiano tutto da sempre,
    settori difettosi inclusi.

    Non capisco perchè dovremmo complicarci la vita
    quando la Slysoft ha pensato a tutto.Si, immagino che la licenza di CloneDVD tu l'abbia pagata, vero? :(
  • Anonimo scrive:
    Copia privata
    Il legislatore dovrebbe però chiarire se la copia privata che la legge italiana garantisce del tutto legittima e , *se* io acquisto un medium originale pagandolo, comprenda anche la *conversione* del formato, oppure intenda esclusivamente una copia letterale ("verbatim").Ad esempio, io mi compero un libro e posso fotocopiarmelo tutto se ne faccio uso privato della copia, in alternativa all'originale (è molto costoso e non voglio rovinarlo etc.). Fotocopiandolo non credo che in tribunale ci si possa appigliare se applico una riduzione del 30%, perché così la copia privata è più maneggevole.Così, se io compero un DVD e voglio farmi la copia privata sulla PSP, faccio una conversione di formato proprio come quando riduco del 30% le fotocopie del mio libro.Dunque, dove sta il problema?
  • Anonimo scrive:
    notare che usano software open source...
    Nella home page, in basso, dicono chiaramente che il loro software usa ffmpeg, programma opensource dalla qualita' eccellente disponibile per Linux, Windows, MacOSX etc...open source rulez ;-)
  • Anonimo scrive:
    Re: i software che servono sono:
    AnyDVD e CloneDVD copiano tutto da sempre, settori difettosi inclusi. Non capisco perchè dovremmo complicarci la vita quando la Slysoft ha pensato a tutto.
  • Anonimo scrive:
    Re: i software che servono sono:
    - Scritto da: Anonimo
    Io di solito uso solo DVD Shrink: perchè usare 2
    software se ne basta uno ?Perchè si pianta spesso, ad esempio se:- ci sono settori "difettosi" creati ad arte, tipo il sistema ArccOS della sonny- strutture dvd non ortodosse, per esempio esiste solo la cartella video_ts e non la audio_tserrori di ridondanza ciclico e puff !invece con DVDFab lo rippi lo stesso.It copies entire DVD movie to hard disk, and removes all the protections (CSS, RC, RCE, APS, UOPs and Sony ARccOS) while copying.
  • Anonimo scrive:
    irlanda?
    sly soft non sta in irlanda ma in un atollo sperdutoli avrebbero già presi
  • Anonimo scrive:
    Re: i software che servono sono:
    Io di solito uso solo DVD Shrink: perchè usare 2 software se ne basta uno ?
  • Anonimo scrive:
    i software che servono sono:
    per il backup dei vostri DVD regolarmente acquistati:tutto freeware e anche in presenza di "settori corrotti" ad arte:1) http://www.dvdidle.com/it/free.htmDVDFab Decrypter 2.9.7.2(ev. usare anche Free DVD, ma di solito non occorre)riversare tutto il dvd video sull'HD senza comprimere nulla.2) DVDShrink (vedi link in PI Download)Open Filesaprire la cartella creata da DVDFabsettare le impostazioni preferite e via, comprimere entro i 4.3 GB di un DVD-R a 1 strato.3) masterizzare con CDBurnerXP Pro o Burn4freehttp://www.cdburnerxp.se/N.B. creare sempre le cartelle audio_ts (vuota) e video_ts (con tutti i file creati da DVDShrink.Se volete creare un DivX-XviD allora potete aprire la cartella sull'HD craeta da DVDFab con XMPEG 5.0:http://www.xmpeg.net/website/ma prima installatevi il codec video XviD:http://www.xvid.org/e per l'audio installate Lame mp3 encoder.Potrete creare così un XviD con il bitrate video desiderato (anche multipass) e il bitrate audio compresso mp3 (consiglio almeno 192 Kpbs).Per guide e tutorial vari:www.divax.itSalut !
  • Anonimo scrive:
    Ottimo
    ciao
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