Lavoro nell'IT? Io sono andato all'estero

Ne parla un informatico che ha trovato lavoro online, ha fatto un colloquio in teleconferenza ed è stato assunto in Belgio ancor prima di muoversi dall'Italia. Ora vive lì, in un paese che definisce civile e moderno

Roma – Buongiorno, ho pensato che la mia esperienza (che è poi molto simile a quella di decine di migliaia di italiani) potrebbe essere interessante per molte persone che faticano a trovare una “posizione stabile” nell’IT italiano.

Ho 28 anni e vivo nel nord Europa, precisamente in Belgio, da quattro anni.
Ho frequentato due anni di Economia e Commercio (non l’ho finita) e nel frattempo lavoravo come “consulente informatico”, cioè 4 anni di partita Iva, cococo cocopro, ritenuta d’acconto eccetera.

Sono spesso stati 4 anni di sfruttamento, periodi di 11-12 ore al giorno (senza contare i sabati e qualche domenica) per 900-1000 euro al mese. Con il senno di poi riconosco che è stato un periodo importante per la mia
formazione e per fare esperienza sul campo. Il problema è che a questi livelli non avrei potuto “metter su famiglia” come volevo io. Ad un certo punto gli stipendi hanno cominciato a diventare sempre più “irregolari” (è un eufemismo), quindi ho deciso di fare il grande salto ed ho lasciato l’Italia.

Sono partito in Belgio: ho cercato su stepstone.be (o monster.be, non ricordo) un’offerta di lavoro che potesse interessarmi ed ho inviato il mio CV. Prego notare che parlo molto bene l’inglese, elemento molto importante se si decide di partire.

Non parlavo francese e nemmeno fiammingo. Mi hanno fatto due colloqui in inglese: uno via telefono e l’altro in videoconferenza. Io ero davvero sorpreso di questo modo di procedere, ma mi hanno detto che è una pratica abbastanza normale: in molti paesi del nord Europa la richiesta di specialisti IT è talmente importante che sono abituati a contattare persone che vivono in altri paesi. Una settimana dopo mi hanno offerto un contratto a tempo indeterminato (pensate, ero ancora in Italia!!!).

I primi 2-3 mesi sono stati un piccolo inferno: la casa, la lingua, le abitudini. Poi ho cominciato a capire un po’ il francese, ho capito come si lavora in un paese CIVILE e MODERNO e le cose hanno cominciato ad andare molto meglio. Sei mesi dopo avevo già un mio giro di amici-conoscenze, mi sono trasferito in un appartamentino molto carino, ho comprato la macchina nuova.

Ora sono quattro anni che vivo qui in Belgio: mi sono sposato, ho un figlio, mia moglie non lavora: mi posso permettere un mutuo da 1000 euro al mese per una casa a due piani (150 metri quadrati, sembra tanto ma qui in Belgio è quasi il minimo: tutti mi dicono che ho una piccola casettina!!!), il mutuo della macchina e non mi faccio mancare niente.

No, non sono un fisico nucleare che lavora su dei progetti altamente complicati e con conseguente stipendio faraonico: sono un semplice sysadmin unix, con una buona esperienza nel campo della sicurezza (perimetrale e forense). Mi guadagno bene da vivere, (i 2500 euro netti non sono poi così lontani), ho diritto a 30 giorni di ferie all’anno. Con moglie e figlio a carico, sono a credito “IRPEF” (qua non si chiama così, ovviamente) ogni anno. Premio di “produzione” basato sulle “performance”: l’ho avuto ogni anno per l’impegno che ci metto.

No, non vivo in paradiso: il paradiso qui in terra non esiste, in ogni nazione ci sono situazioni positive e negative. Ovviamente ho avuto fortuna, non lo nego, ma ho avuto bisogno di molto coraggio per prendere la mia vita in mano e cambiare così radicalmente. Ora vivo in un paese CIVILE e MODERNO.

Au revoir, Italia: il mio cuore piange, ma almeno qui c’è un futuro per mio figlio.

Lettera firmata

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • bitmedico scrive:
    CAD, oltre la firma c'è di più
    Il Codice dell'amministrazione digitale (Decreto Legislativo del 7 marzo 2005, n.82, CAD) è forse giustamente noto per la firma digitale (FD) e la posta elettronica certificata (PEC).Questi strumenti informatici provocano discussioni e ispirano progetti. Ad esempio, l'iniziativa del CNIPA sulla dematerializzazione (http://www.cnipa.gov.it/site/it-it/Attività/Dematerializzazione/) contiene tra l'altro alcuni progetti e tavoli tecnici ruotanti intorno alla firma digitale.Analizzando il testo del Codice, però, emergono alcune cose che avrebbero un impatto sul funzionamento delle strutture pubbliche, specie quelle sanitarie, e delle aziende private non inferiore a quello di FD e PEC.L'articolo 42 contiene ad esempio l'indicazione a recuperare gli atti cartacei su supporto informatico (dematerializzazione). Salta agli occhi la differenza con alcuni progetti, ad esempio quelli citati del CNIPA, che riguardano non tanto il recupero della carta già esistente, quanto alcuni aspetti della produzione di carta per il futuro. Il termine dematerializzazione sarebbe infatti appropriato per il concetto del CAD, forse meno per i progetti, come alcuni di CNIPA, che riguardano vari aspetti di informatizzazione ed interoperabilità, ma non di dematerializzazione.L'articolo 47 contiene l'obbligo dell'uso ordinario della posta elettronica nelle comunicazioni con i propri dipendenti e con le altre strutture amministrative.Ora, è intuitivo come la digitalizzazione della carta esistente e l'abitudine di tutti i dipendenti all'utilizzo del mezzo informatico possano essere due motori di modernizzazione potentissimi, pari o forse più efficaci delle tutele promesse, ma non sappiamo quanto garantite, da FD e PEC, per le quali lo stesso CAD elenca una serie di limitazioni ed alcune possibilità di superamento, che saranno oggetto di una nota successiva.
    • bitmedico scrive:
      CAD: quando della firma si fa a meno
      Nella nota precedente (http://punto-informatico.it/pm.aspx?id=1910067&m_id=1920342&r=PI) abbiamo segnalato come il Il Codice dell'amministrazione digitale (Decreto Legislativo del 7 marzo 2005, n.82, CAD) contenga, accanto alla firma digitale ed alla posta certificata, alcune indicazioni di grandi potenzialità per la pubblica amministrazione ed i servizi pubblici come la sanità: la dematerializzazione (= recupero degli archivi cartacei nei sistemi informatici) e l'obbligo all'uso quotidiano della posta elettronica (certificata e non).Qui rileviamo come lo stesso CAD contenga altresì indicazioni precise a superare i vincoli della firma digitale e della posta certificata, in casi precisamente definiti in cui l'obiettivo pratico diventa prevalente sulla necessità formale.L'articolo 22 (Documenti informatici delle pubbliche amministrazioni) introduce il concetto di informazione primaria ed originale, costituita da ...Gli atti formati con strumenti informatici, i dati e i documenti informatici delle pubbliche amministrazioni ... da cui e' possibile effettuare, su diversi tipi di supporto, riproduzioni e copie per gli usi consentiti dalla legge... . Questa informazione primaria non necessita, con tutta evidenza, di firma digitale. Il requisito delle attività informatiche di ...produzione, immissione, conservazione, riproduzione e trasmissione di dati, documenti ed atti amministrativi con sistemi informatici e telematici, ivi compresa l'emanazione degli atti con i medesimi sistemi... è quello che siano ...indicati e resi facilmente individuabili sia i dati relativi alle amministrazioni interessate, sia il soggetto che ha effettuato l'operazione.... Anche queste operazioni non necessitano di firma digitale.Solo al comma 3 dell'articolo 22 compare il concetto che ...3. Le copie su supporto informatico di documenti formati in origine su altro tipo di supporto sostituiscono, ad ogni effetto di legge, gli originali da cui sono tratte, se la loro conformità all'originale e' assicurata dal funzionario a ciò delegato nell'ambito dell'ordinamento proprio dell'amministrazione di appartenenza, mediante l'utilizzo della firma digitale e nel rispetto delle regole tecniche stabilite ai sensi dell'articolo 71.....Quindi la firma digitale è richiesta non per le informazioni primarie né per la trasmissione di dati, documenti ed atti, ma solo per le copie che devono essere conformi all'originale.In altre parole, i dati creati e conservati in un sistema informatico sono protetti dalle caratteristiche del sistema stesso, come pure i messaggi che ne vengono generati. Nel caso in cui fosse necessario disporre di una copia conforme all'originale, allora interverrebbe l'autenticazione con firma digitale.Nell'articolo 34 (Norme particolari per le pubbliche amministrazioni e per altri soggetti qualificati ) il comma 2 prevede che ...Per la formazione, gestione e sottoscrizione di documenti informatici aventi rilevanza esclusivamente interna ciascuna amministrazione può adottare, nella propria autonomia organizzativa, regole diverse da quelle contenute nelle regole tecniche di cui all'articolo 71.... Ovvero, nel caso di attività interne, come ad esempio la trasmissione di dati da un ufficio o da un servizio ad un altro, ogni amministrazione può darsi regole opportune, prescindendo dalla firma digitale.C'è il caso dei liberi professionisti e dei pubblici ufficiali, che possono non appartenere ad una amministrazione in grado di garantire per loro. In questi casi le regole tecniche (anche diverse dall'infrastruttura di chiave pubblica) dovranno derivare (comma 3) da ...decreti di cui all'articolo 71 di concerto con il Ministro per la funzione pubblica, con il Ministro della giustizia e con gli altri Ministri di volta in volta interessati, sulla base dei principi generali stabiliti dai rispettivi ordinamenti....Altri casi simili si trovano agli articoli 45, 47, 64 e 65, di cui tratteremo in una nota successiva-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 15 marzo 2007 18.24-----------------------------------------------------------
      • bitmedico scrive:
        CAD: della firma fare a meno - 2
        Nelle note precedenti abbiamo segnalato come il Il Codice dell'amministrazione digitale (Decreto Legislativo del 7 marzo 2005, n.82, CAD) contenga, accanto alla firma digitale ed alla posta certificata, alcune indicazioni di grandi potenzialità per la pubblica amministrazione ed i servizi pubblici come la sanità: la dematerializzazione (= recupero degli archivi cartacei nei sistemi informatici) e l'obbligo all'uso quotidiano della posta elettronica (certificata e non) (http://punto-informatico.it/pm.aspx?id=1910067&m_id=1920342&r=PI). Abbiamo poi estratto alcuni casi in cui il codice stesso autorizza ed invita ai fini pratici a superare il formalismo della firma digitale (FD) e della posta elettronica certificata (PEC) (rif. http://punto-informatico.it/pm.aspx?m_id=1924989&id=1910067).Qui proseguiamo lanalisi con altri casi di informatizzazione non firmata.Larticolo 45 (Valore giuridico della trasmissione) è fondamentale. Qui si afferma che ...1. I documenti trasmessi da chiunque ad una pubblica amministrazione con qualsiasi mezzo telematico o informatico, ivi compreso il fax , idoneo ad accertarne la fonte di provenienza, soddisfano il requisito della forma scritta e la loro trasmissione non deve essere seguita da quella del documento originale ..... Forse è pleonastico dirlo, ma il fax non è mezzo idoneo per certificati di chiave pubblica (firma digitale). Quale sia il mezzo idoneo ad accertarne la fonte di provenienza è lasciato al ragionamento basato sui dati di contesto, come spesso accade in sede appunto giuridica. Se il fax può essere idoneo, lo sono altrettanto la posta elettronica e la consultazione di pagine web. Quanto agli attori della trasmissione, chiunque può trasmettere in modo giuridicamente valido fax, email o pagine web alla pubblica amministrazione, anche la pubblica amministrazione stessa tra le proprie strutture o servizi. Come conferma il successivo articolo articolo 47 (Trasmissione dei documenti attraverso la posta elettronica tra le pubbliche amministrazioni).Larticolo 47 recita infatti: ...1. Le comunicazioni di documenti tra le pubbliche amministrazioni avvengono di norma mediante l'utilizzo della posta elettronica; esse sono valide ai fini del procedimento amministrativo una volta che ne sia verificata la provenienza. 2. Ai fini della verifica della provenienza le comunicazioni sono valide se: a) sono sottoscritte con firma digitale o altro tipo di firma elettronica qualificata; b) ovvero sono dotate di protocollo informatizzato; c) ovvero e' comunque possibile accertarne altrimenti la provenienza, secondo quanto previsto dalla normativa vigente o dalle regole tecniche di cui all'articolo 71; d) ovvero trasmesse attraverso sistemi di posta elettronica certificata di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68 . ....Quindi, oltre alla firma digitale ed alla posta elettronica certificata, entrano in campo il protocollo informatizzato ed altra normativa vigente non meglio specificata. La normativa vigente dovrà essere tale alla data della trasmissione, non a quella di approvazione del CAD. Difficile pensare che la normativa vigente possa essere più restrittiva di quella applicabile al fax, già consentito dallarticolo precedente.Larticolo 64 (Modalità di accesso ai servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni) pone un requisito per l'accesso ai servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni per i quali sia necessaria l'autenticazione informatica, ossia la disponibilità della carta d'identità elettronica (CIE) e la carta nazionale dei servizi (CNS) Tuttavia, per un periodo transitorio (comma 2) ... le pubbliche amministrazioni possono consentire l'accesso ai servizi in rete da esse erogati che richiedono l'autenticazione informatica anche con strumenti diversi dalla carta d'identità elettronica e dalla carta nazionale dei servizi, purché tali strumenti consentano di accertare l'identità del soggetto che richiede l'accesso ....Ritorna il concetto di ..strumenti idonei... apparso prima nellarticolo 45.A rinforzare queste disposizioni, viene larticolo 65 (Istanze e dichiarazioni presentate alle pubbliche amministrazioni per via telematica) che prevede al comma 1 ... Le istanze e le dichiarazioni presentate alle pubbliche amministrazioni per via telematica ai sensi dell'articolo 38, commi 1 e 3, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, sono valide: a. se sottoscritte mediante la firma digitale, ...; b. ovvero, quando l'autore e' identificato dal sistema informatico con l'uso della carta d'identità elettronica o della carta nazionale dei servizi, ...; c. ovvero quando l'autore e' identificato dal sistema informatico con i diversi strumenti di cui all'articolo 64, comma 2 ...Il testo dell'articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, (Modalità di invio e sottoscrizione delle istanze) dice ancora una volta che ... Tutte le istanze e le dichiarazioni da presentare alla pubblica amministrazione o ai gestori o esercenti di pubblici servizi possono essere inviate anche per fax e via telematica ..... Non solo. Per rendere valide istanze e dichiarazioni basta la fotocopia di un documento didentità. Il comma 3 dello stesso articolo infatti recita .... Le istanze e le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà da produrre agli organi della amministrazione pubblica o ai gestori o esercenti di pubblici servizi sono sottoscritte dall'interessato in presenza del dipendente addetto ovvero sottoscritte e presentate unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore. La copia fotostatica del documento e' inserita nel fascicolo. Le istanze e la copia fotostatica del documento di identità possono essere inviate per via telematica; ...Addirittura, le istanze presentate in questo modo sono ... equivalenti alle istanze e alle dichiarazioni sottoscritte con firma autografa apposta in presenza del dipendente addetto al procedimento .....In sostanza, il cittadino per mandare una richiesta giuridicamente valida o un atto di notorietà ad un servizio pubblico può usare il fax o la posta elettronica, includendo la firma analogica e la fotocopia della carta di identità. Oppure può usare, se le possiede, la CIE o la CNS. Oppure infine, può autenticare la propria istanza con la FD.Con una scadenza, per le modalità alternative, al 31 dicembre 2007. Data nella quale dovremo vedere cosa accadrà del fax ex articolo 45 del CAD e articolo 38 del DPR 445/2000.Fermo restando infine che i servizi pubblici tra di loro possono usare qualsiasi mezzo sia previsto nei loro regolamenti interni.Nella prossima nota vedremo i limiti posti dallo stesso CAD ai documenti prodotti con firma digitale agli articoli 20, 21 e 23 del CAD.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 15 marzo 2007 18.32-----------------------------------------------------------
  • Alessandrox scrive:
    Articolo su Interlex + osservazioni
    http://www.interlex.it/pa/complessita.htmIn particolare:" E poi non basta "realizzare o revisionare" i sistemi. Occorre "revisionare" buona parte della cultura della burocrazia, ancora fatalmente legata alla visione della carta e del faldone, nonostante la massiccia diffusione degli strumenti informatici.Ne è un chiaro esempio la persistente abitudine di diffondere i documenti delle pubbliche amministrazioni in formato PDF, perché - si afferma - riproduce esattamente il documento cartaceo. Ma quello che conta è l'informazione, non la sua rappresentazione grafica!Il PDF, un formato "culturalmente" sbagliato, perché estende al mezzo digitale la rigidità del documento di carta. La pagina che state leggendo è un perfetto esempio di questa affermazione: dei documenti in formato HTML è stato facile inserire citazioni o link a specifiche informazioni, mentre quelli in PDF possono essere richiamati solo nella loro interezza, con i relativi lunghi tempi e alti costi di acquisizione per chi non dispone di un collegamento a larga banda.La rappresentazione in PDF o la "fotografia" in TIF sono necessarie solo per la conservazione e la gestione informatica di documenti nati su carta, e quindi per tutto il materiale prodotto "prima della rivoluzione". Il grande punto di forza del documento informatico "lavorabile" è la flessibilità, mentre l'inalterabilità del contenuto è assicurata dalla firma digitale o dai "contrassegni" digitali (quelli che vanno sotto l'errata e confusionaria definizione di "firme elettroniche" nell'attuale contesto normativo). "Non sono del tutto daccordo con queste affermazioni:Innanzitutto e' vero che l' unica giustificazione del TIFF e' l' archiviazione ottica, TIFF e NON JPEG perche' il TIFF puo' essere multipagina, opzione comodissima anzi indispensabile per i fascicoli ma il PDF e' scarsamente utile per lo stesso scopo, e' controproducente raccogliere uno o piu' TIFF in un PDF, se ne incrementa inutilmente le dimensioni quando la stessa cosa si puo' meglio fare con un Tiff multipagina.Il PDF ha pero' una sua ragion d' essere: e' chiaro che diventa superfluo nella realizzazione di documenti da esporre esclusivamente su WEB ma in certi casi quando si devono inviare testi formattati specie se contenenti anche immagini, visibili su tutte le piattaforme sempre allo stesso modo indipendentemente dalla configurazione particolare del sistema e NON si vuole che siano modificabili nemmeno per sbaglio (es. documenti di valore legale)... l' unico formato sufficentemente diffuso, conosciuto e supportato e' il PDFE non e' affatto vero che conta sempre e solo l' informazione e NON anche il modo in cui viene rappresentata... questa e' una BAGGIANATA; in ogni caso ESTRARRE l' informazione PURA in testo semplice da un PDF o convertirlo in altri formati (RTF, HTML) e' quanto di piu' facile e banale ci possa essere; il PDF e' un formato molto piu' versatile di quanto erroneamente descritto nell' articolo.
  • LaBsOfT scrive:
    E-GOVERNAMENT ? No grazie.
    I Burocrati si riempiono la bocca con paroloni e termini di cui non sanno neanche il significato e poi, che succede? Succede che nel bel Paese,invece di innovare e fare realmente cose utili al Paese ,si pensa ,come al solito, alla "vecchia maniera". Si stanziano fondi, gli Enti localizzati (xchè non basta un solo ente se no nessuno mangia....)si accaparrano i fondi e poi creano....creano ...il nulla. Non parlo per sentito dire ma porto fatti concreti. Personalmente son entrato a far parte di un'unità definita "SFA" che stà per social force automation. In pratica questa unità è stata creata per cercare di migliorare l'ambito sociale,sfruttando le nuove tecnologie. Infatti il nostro compito principale era quello di analizzare i bisogni reali sul territorio per poi far confluire tutto il lavoro in un portale a cui sia gli operatori che la gente comune possono accedere (il portale è ancora attivo).Fin qui ,una bella idea . Ma è il dopo che mi lascia perplesso. Ma come , milioni spesi per fare tutto questo e poi il progetto di colpo finisce. E tutto il lavoro svolto? A cosa è servito. E le persone che non avevano un lavoro prima di questo progetto e che adesso sono rimaste a casa, cosa devono pensare?Come al solito per me è stata comunque un'esperienza utile, ma di tutte le esperienze che ho vissuto questa è la più amara . Probabilmente il progetto in altre regioni sarà andato avanti,ma mi chiedo il senso di tutto questo se prima o poi finirà. Perchè ,invece di spendere soldi in strutture o tecnologie pensati per le masse ma che probabilmente pochi useranno , non si investe in ricerca? Perchè qui al sud (probabilmente anche al nord anche se la vita và un pò meglio)dobbiamo sottostare alle leggi fatte per la burocrazia e non per migliorare la qualità della vita?....
  • Anonimo scrive:
    Anch'io sono nella PA...
    Sono responsabile IT di un comune di 50000 abitanti, e vedo due problemi principali:- l'abbondanza di progetti megagalattici che fanno solo spendere e non arrivano a niente di concreto (la CIE innanzitutto - sentire il sottosegretario ammettere che bisogna rivedere gli standard, dopo un milione di carte rilasciate, è clamoroso- , l'egovernment in generale, fatto solo per fare spettacolo);- la mancanza di una visione complessiva dei problemi: se io implemento un bel protocollo informatico, ho la casella di posta certificata e leggo tutti i tipi di file firmati digitalmente, ma per inviare alla ASL una copia di un documento la devo stampare e firmare: mi dite che me ne faccio della digitalizzazione zoppa?
  • Alessandrox scrive:
    Se e' al collasso la Giustizia....
    "Un caso su tutti è quello della Giustizia, che Magnolfi descrive come "una gigantesca rete di flussi informativi ormai al collasso. Nessuno viene più a investire in un paese in cui ci vogliono dieci anni per recuperare un credito o otto anni per divorziare". Per ripartire occorre analizzare i risultati delle sperimentazioni condotte fin qui anche se "in tutti questi anni si sono realizzate solo sette sperimentazioni in altrettanti tribunali. Oltre ad analizzare i risultati delle sperimentazioni, dobbiamo anche dare il buon esempio. Incominci la Corte dei conti a dire che a partire da una certa data tutta la documentazione dovrà essere trasmessa su supporto elettronico e non più su cartaceo".Signori e Signore...Se e' al collasso la Giustizia e' al collasso tutto il paese... Tutti i discorsi sui DICO, sulle manovrine della finanziaria, le pensioni, le privatizzazioni, le liberalizzazioni, le opere pubbliche, la sanita', la politica estera ecc. non contano piu' NULLA se crolla uno dei pilastri principali di uno Stato...In effetti la notizia in se non sarebbe nuova, le deficenze strutturali degli apparati di questa istituzione sono note da tempo e quindi e' da tempo che in parlamento ci stanno prendendo letteralmente per i fondelli. TUTTI da DX a SX.Con delle istituzioni cosi' fondamentali allo sfascio vivere in questo paese e' quasi come un terno al lotto
  • gaia75 scrive:
    LA NON INFORMATIZZAZIONE E’ UNA SCELTA
    Beatrice Magnolfi è ambigua come lo sono quasi tutti i politici che non sanno cosa dire. Esprime un pensiero da portinaia al posto di un ragionamento semplice ed elementare: Senza i soldi pubblici è difficile che gli enti pubblici riescano ad informatizzarsi anche perché in 10 anni di normative siamo riusciti a legiferare leggi imperfette, DPR fantasma e decreti Stancanti. In una situazione simile si nega ai cittadini il diritto di interagire sempre, dovunque e verso qualsiasi amministrazione attraverso Internet. La Magnolfi sa benissimo di parlare delle solite leggi allitaliana, infatti allestero le analizzano per capire meglio come riusciremo a metterle in pratica, ma soprattutto la Magnolfi dovrebbe sapere che molti enti pubblici sperperano i soldi e non hanno neppure la volontà di attuarle. Ritornando sull'insufficiente cultura digitale, la Magnolfi, fa presto a buttare la croce sulle spalle di tutti dipendenti pubblici, offendendo tanta gente che allinterno della PA ha portato volontariamente linformatizzazione ceduta ai vari consulenti incaricati di informatizzare gli uffici.Consulenze costose che quasi sempre risultano inefficaci e mai attuabili fino in fondo perchè la non informatizzazione è soprattutto una scelta.
  • Anonimo scrive:
    Cambiare la classe dirigente
    A mio modo di vedere ci sono 2 problemi:1) come da titolo .... la classe dirigente attuale non e' in grado di traghettare la PA verso la digitalizzazione; x un dirigente non e' suff. fare uno o piu' corsi per capire come "rivoluzionare" l'organizzazione interna alla PA. Qui si tratta di avere la percezione del cambiamento prima del progetto, si tratta di avere una visione di lungo periodo che consenta di capire quali sono gli aspetti organizzativi e di servizio che si possono risolvere con l'introduuzione delle tecnologie e quali sono gli scenari nuovi che devono assumere importanza al fine di garantire che le nuove tecnologie non si manifestino come boomerang.Vogliamo parlare della CIE Carta di Identita' Elettronica ? e se emetto carte sbagliate in serie chi e' che fa una brutta fine ? il cittadino ovviamnete ..... vi pare che sia banale emettere una CIE ? a me no, ma la questione non e' percepita dai dirigenti del comune e pertanto le risorse dedicate alla sua definizione sono misere (tipicamente il budget ritagliato dalla giunta per organizzarsi e' inferiore a 10.000)!2) ci sono situazioni pregresse che impediscono l'applicazione corretta della norme; mi viene da pensare che alcune PA che hanno archiviato (per errore ovviamente) materiale legato al casellario giudiziale, certificati medici, anche in formato elettronico, adesso non sanno come eliminare tutte queste informazioni in piu' che non devono esserci .... e che banalmente violano la 196/03 ! Cosa facciamo adesso paghiamo la gente per ripulire i database ??? purtroppo l'esempio non e' campato in aria e vi posso assicurare che di PA cosi' ce ne sono tanteciao
    • Anonimo scrive:
      Re: Cambiare la classe dirigente
      - Scritto da:
      A mio modo di vedere ci sono 2 problemi:

      1) come da titolo ....[...]purtroppo il problema e' che anche cambiando spesso non succede nientevuoi perche' chi fa il dirigente e' perche' probabilmente non sa fare altrovuoi perche' chi fa il dirigente spesso e' li' per i soliti non meritivuoi perche' spesso le migliori intenzioni vengono spesso fatte spegnerePS: per dirigente intendo chiunque abbia il potere di prendere decisioni nella pa
  • Anonimo scrive:
    File ODT? No, grazie!
    Mia sorella che lavora in comune da + o - 4000 abitanti mi diceva questa cosa: da un cittadino ha ricevuto in allegato ad una e-mail un'osservazione relativamente ad un procedimento amministrativo che lo riguarda. L'allegato è in formato .odt, e visto che loro hanno OfficeXP non lo legge. Ha chiesto al CED che gli potessero installare un'utilità o un programma in grado di leggere questo file, ma le è stato risposto che questo non è possibile. Con imbarazzo ha scritto al cittadino scusandosi e facendo presente la situazione, e chiedendo che inviasse l'allegato in formato .doc. Costui gli ha risposto che non ci pensa nemmeno, visto che oltretutto il formato in questione è omologato (così ha detto mia sorella, forse si riferiva all'ISO). Sapete come è finita? Con un fax...
    • Anonimo scrive:
      Re: File ODT? No, grazie!
      Refuso: il comune è da + o - 400.000 abitanti.
    • Alessandrox scrive:
      Re: File ODT? No, grazie!
      - Scritto da:
      Mia sorella che lavora in comune da + o - 4000
      abitanti mi diceva questa cosa: da un cittadino
      ha ricevuto in allegato ad una e-mail
      un'osservazione relativamente ad un procedimento
      amministrativo che lo riguarda. L'allegato è in
      formato .odt, e visto che loro hanno OfficeXP non
      lo legge. Ha chiesto al CED che gli potessero
      installare un'utilità o un programma in grado di
      leggere questo file, ma le è stato risposto che
      questo non è possibile. Con imbarazzo ha scritto
      al cittadino scusandosi e facendo presente la
      situazione, e chiedendo che inviasse l'allegato
      in formato .doc. Costui gli ha risposto che non
      ci pensa nemmeno, visto che oltretutto il formato
      in questione è omologato (così ha detto mia
      sorella, forse si riferiva all'ISO).

      Sapete come è finita? Con un fax...http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1877318http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1907254http://opendocumentfellowship.org/development/projects/odfviewerhttp://applications.linux.com/article.pl?sid=06/08/28/1619220&tid=49http:/http://www.officeviewers.com/index_en.htm/opendocumentfellowship.org/applicationshttp://www.officeviewers.com/index_en.htmPraticamente non ci sono scuse....Sarebbero da indagare piu' a fondo i motivi per cui al CED non possono installare un visualizzatore ODF... la cosa mi pare molto strana. Eventualmente potrebbero anche essere passibili di denuncia
  • MandarX scrive:
    Il bello è che ormai tutti...
    Il bello è che ormai tutti parlano di standard aperti, mentre qualche anno fa c'era il rifiuto di questi temi, sembrava che parlarne fosse cosa da comunisti e dai, magari entro dieci anni iniziamo a installare OpenOffice e poi dopo altri 10 GNU+Linux
  • Anonimo scrive:
    Magnolfi e il mondo IT
    Qui abbiamo una testimonianza di quanto la Magnolfi capisce di IT:http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1870425&r=PIOra, dopo la mia (e forse di altri) segnalazione, ha messo il documento di pdf:http://www.beatricemagnolfi.it/wp/?p=596Si poteva trovare un formato piu' consono al tema, o no?ciaonicola.
  • Anonimo scrive:
    Protocollo informatico? Fornitelo, idiot
    Il Protocollo informatico potrebbe partire gia' da ieri, se fosse fornito a tutti gli uffici.Ora come ora ogni Ufficio deve provvedere da se' a procurarsene uno, ma data la media incompetenza informatica, prevale il temporeggiamento, chissa' mai che...Cavolo, basterebbe creare un gruppo di lavoro che realizzi questo benedetto Protocollo Informatico e lo distribuisca ad ogni ufficio con precise istruzioni per installarlo e precisissime istruzioni per usarlo.La scelta ovvia prevede semplicita' e indipendenza dalla piattaforma hw/sw.Quindi, per prima cosa evitare di scegliere sistemi che richiedano fine tuning o dipendenza alchimistica dalle versioni delle librerie o quant'altro.Quindi: una web application, software liscio, interfaccia la piu' stupida possibile, design di comprensione immediata, con le funzioni piu' usate accessibili direttamente, senza giringiri tra menu e click e riclick.Una soluzione immediata: un cavolo di distro linux ad hoc, con gia' tutto impostato e installazione stupida. Oppure un'installazione di server web e server db e interprete e applicativo. Niente di esoterico, basta guardare come viene distribuito LAMP, in un'unica soluzione!All'Ufficio non resta che inserire titolario e impiegati (ricordate le "precisissime istruzioni per l'uso" di cui sopra?) per cominciare a partire.Il Protocollo informatico e' il fulcro su sui s'impernia il futuro ufficio informatizzato; le altre componenti sono workflow e document management.Queste sono le basi, se si sbaglia una scelta per (ovvia) incompetenza, il sistema crolla. Quindi, perche' non fornirlo di base a tutte le PA? Perche' la PA non sviluppa da se' le proprie basi applicative? Perche' ogni Ufficio deve arrangiarsi, ben sapendo che dentro e' gia' tanto che ci sia qualcuno che sa formattare un floppy e soprattutto sapendo benissimo che i tagli alla spesa pubblica impediscono di fatto ogni possibile iniziativa?Centralizzando la creazione di questi software (ripeto: il loro funzionamento deve risultare banale, perche' banale e' il cervello dll'utilizzatore medio) si eviterebbe inoltre la spesa per ennemila software piu' o meno aderenti alle vere esigenze dell'Ufficio.Inutile spendere soldi in consulenze, tanto consulenti e manager parlano lingue diverse, non c'e' nessuna comunicazione (li ho visti, 'sti (spesso sedicenti) consulenti, gonfi in viso nel tentativo di spiegare qualcosa alle teste di marmo).Perche' la PA non comincia a farsi da se' le proprie soluzioni, perche' non forma delle figure che sappiano quello che fanno e sappiano valutare se quello che gli viene proposto vale a sistema o e' fuffa zoppicante?Da come la vedo, nel prossimo futuro ci sara' un grande esborso di denaro pubblico, che finira' nelle tasche dei soliti noti, per risultare in un accrocchio che costera' altri (continui) salassi di denaro.italia.it docet.un k1 frustrato
    • Anonimo scrive:
      Re: Protocollo informatico? Fornitelo, i
      C'e' già una applicazione di protocollo informatico in ASP, sotto le ali del CNIPA http://www.cnipa.gov.it/site/it-IT/Attivit%c3%a0/Protocollo_informatico/Servizio_di_Protocollazione_ASP/certo non è gratuita, e non è banale, come non può essere banale una applicazione di protocollo per una PA.C'e' anche una bella soluzione open source, www.paflow.it, estesa anche grazie alla meritoria attività di consulenza e finanziamento della Provincia di Prato.Purtroppo se la licenza non costa nulla, il prodotto non è buono, quindi nel Comune in cui lavoro non siamo riusciti ad adottarlo per resistenza culturali.cordiali salutiuno dei dirigenti informatici della PA tanto bistrattati su questo forum :)
      • Anonimo scrive:
        Re: Protocollo informatico? Fornitelo, i
        - Scritto da:
        C'e' anche una bella soluzione open source,
        www.paflow.it, estesa anche grazie alla meritoria
        attività di consulenza e finanziamento della
        Provincia di
        Prato.
        Purtroppo se la licenza non costa nulla, il
        prodotto non è buono, quindi nel Comune in cui
        lavoro non siamo riusciti ad adottarlo per
        resistenza
        culturali.

        cordiali saluti
        uno dei dirigenti informatici della PA tanto
        bistrattati su questo forum
        :)se sei veramente un dirigente mi sembra veramente strano che tu non sia riuscito a far adottare un certo prodottoalmeno che tu non lavori in un comune particolarmente grande, dove sei uno dei tanti dirigenti dell'informatica
  • Anonimo scrive:
    Sono cose che ripetono ogni anno...
    Sono cose che ripetono ogni anno e poi non fanno niente per realizzare quel poco che si potrebbe fare concretamente. Parlano di protocollo informatico (cioè di un sistema in grado di gestire insieme documenti informatici con firma digitale e documenti cartacei) e non esiste quasi nessuna PA italiana che lo abbia funzionante. E dire che doveva essere obbligatorio dal gennaio 2004 e che il Ministro Stanca parlava di miliardi (di euro) di risparmi grazie all'abolizione della carta...Parlano di firma digitale e quasi nessuna PA è in grado di gestire l'eventuale istanza presentata in forma di documento informatico firmato digitalmente... E anche questo sarebbe obbligatorio per legge.Stendiamo infine un velo pietoso sullo stato della custodia dei dati cartacei in mano alle cancellerie dei tribunali (e anche qui il Ministro Mastella ha detto che entro il 2010 risolveranno tutto con l'informatizzazione...)
  • Anonimo scrive:
    ...lavoro nel CED di una PA..
    ..ovviamente con contratto a co.co.pro cmq...l'informatica nella PA non decollerà mai perchè nella maggioranza dei comuni ( quelli medio/piccoli ) non esiste un dirigente del CED con basi informatiche...sono tutti "appassionati" di informatica a cui è stato dato ANCHEl'incarico di dirigere il CEDquindi ovviamente quando devono prendere deciosioni fondamentali per lo sviluppo del sistema informativo ( e non sapendo dove sbattere la testa ) preferiscono non fare niente/delegare al azienda dell'amico dove spendono il triplo del necessario e ottengono 1/10 di quello che gli servivaInutile dire che poi quei pochi che avrebbero le capacità non vengono nemmeno presi in considerazione...Questa è la PA Italiana dove per lavorare basta avere delle conoscenze ( ovvero amici / parenti ) nei piani alti..Enjoy
    • Anonimo scrive:
      Re: ...lavoro nel CED di una PA..
      - Scritto da:
      nella maggioranza dei comuni ( quelli
      medio/piccoli ) non esiste un dirigente del CED
      con basi
      informatiche...Mi sembra paro-paro la descrizione del mio comune di quasi 10.000 abitanti (scusatemi se non lo cito... ma garantisco che lo conosco bene anche se non ci lavoro). In effetti la competenza media di chi deve decidere, amministratori e dirigenti, è decisamente bassa e, quando va bene, frutto di passione personale. E le aziende fornitrici (e qualche "amico") sono praticamente l'unico riferimento strategico ma ovviamente tanto oggettive non potranno mai essere.L'effetto è un sistema informativo mono-marca, configurato come se fossero tanti PC da casa, dove per esempio i backup, gli aggiornamenti, la difesa antivirus sono lasciati alla buona volontà (!) dei singoli impiegati che ovviamente sono "administrators" con password scritte sui post-it appiccicati sul monitor.
      EnjoyCi provo
      • Anonimo scrive:
        Re: ...lavoro nel CED di una PA..
        - Scritto da:

        L'effetto è un sistema informativo mono-marca,
        configurato come se fossero tanti PC da casa,
        dove per esempio i backup, gli aggiornamenti, la
        difesa antivirus sono lasciati alla buona volontà
        (!) dei singoli impiegati che ovviamente sono
        "administrators" con password scritte sui post-it
        appiccicati sul
        monitor.Effettivamente, se togli la difesa antivirus, questo accade anche da me che siamo quasi in 2000...
  • ishitawa scrive:
    la soluzione di tutto
    cito dal'articoloHo pensato che sarebbe utile reinsediare una commissione, per i politici, di qualsiasi colore, la soluzione è sempre una bella commissione, un pò di incarichi ben remunerati, qualche pranzo pagato, un bel tomo di qualche centinaio di pagineocco, il mio dovere l'ho fatto...
    • Anonimo scrive:
      Re: la soluzione di tutto

      per i politici, di qualsiasi colore, la soluzione
      è sempre una bella commissione, un pò di
      incarichi ben remunerati, qualche pranzo pagato,
      un bel tomo di qualche centinaio di
      paginequoto
  • Anonimo scrive:
    Re: Obiettivi... indivuati
    Il Db è morto con l'introduzione di Access e l'astrusa mostruosità delle tabelle, nessuno lo usa e pochi lo capiscono. Molti usano excell per per archiviare in qualche modo i dati. Mai parlare di PA quando non si è a conoscenza che la PA non investe neanche una lira nella formazione informatica del personale.
  • Anonimo scrive:
    Re: Obiettivi... indivuati
    Ufficio di collocamento, vado ad iscrivermi essendo disoccupata....Pc spentoPanico dell'impiegata che inizia a girare attorno al mostro chiedendosi da dove si accendeva ( a voce alta naturalmente :) )E' successo un paio di mesi fà, ma se non glielo avviavo io stavo ancora lì ad aspettare che trovasse il tastino giusto (e a gustarmi gli improperi verso la collega dannata con l'influenza)Io di anni ne ho 52, l'impiegata una trentina...
  • Anonimo scrive:
    Perchè non decolla l' Open Source?
    Perchè non decolla l' Open Source nella PA Italiana? E ancora ce lo domandiamo?Perchè c'è il MAGNA-MAGNA! Magne te che magno io e tutti ce MAGNANO! E chi paga sono i solito COGLIONI dei contribuenti!
    • mr_setter scrive:
      Re: Perchè non decolla l' Open Source?
      - Scritto da:
      Perchè non decolla l' Open Source nella PA
      Italiana? E ancora ce lo
      domandiamo?
      Perchè c'è il MAGNA-MAGNA! Magne te che magno io
      e tutti ce MAGNANO! E chi paga sono i solito
      COGLIONI dei
      contribuenti!Ovvio che qualsiasi riferimento a Redmond&C e' puramente "voluto".... (rotfl)(rotfl)(rotfl)Senza offesa per i winari ci mancherebbe!LV&P O)
      • Anonimo scrive:
        Re: Perchè non decolla l' Open Source?

        Ovvio che qualsiasi riferimento a Redmond&C e'
        puramente "voluto"....
        (rotfl)(rotfl)(rotfl)
        Senza offesa per i winari ci mancherebbe!

        LV&P O)Ovvio che se voi che state tutta la mattina sul forum di PI invece di lavorare contribuite al MAGNA MAGNA.
        • Anonimo scrive:
          Re: Perchè non decolla l' Open Source?
          - Scritto da:

          Ovvio che qualsiasi riferimento a Redmond&C e'

          puramente "voluto"....

          (rotfl)(rotfl)(rotfl)

          Senza offesa per i winari ci mancherebbe!



          LV&P O)

          Ovvio che se voi che state tutta la mattina sul
          forum di PI invece di lavorare contribuite al
          MAGNA
          MAGNA.Tralasciamo la facile ironia su chi posta su P.I.Facciamo una ipotesi, mi invento un coso che preso paro paro ed installato su un hardware mi permette di avere cio' che serve ad un impiegato della P.A., rendo questo coso si libero ma lo blindo per l'uso che ne deve fare la P.A. cio' comporta che quando c'e' UNO standard e funziona si segue quello, ok? ne consegue che parecchia melmware che impesta la PA sparirebbe di botto, e secondo te tutta la sequela di parenti/amici/fidanzati/e /amanti/e dei decision man di turno come fanno a continuare a mangiare a sbafo? Il vero cancro dell'ITALIA e' il clientelismo, in tutti i settori, se conosci fai qualcosa, altrimenti sei uno dei tanti, volente o nolente tutti ci siamo pssati
    • Anonimo scrive:
      Re: Perchè non decolla l' Open Source?
      Secondo me il problema risiede nella poca voglia di lavorare di certa parte del pubblico impiego.Purtroppo non se ne esce finché esiste una certa classe dirigente per cui l'importante è non rompersi le uova nel paniere a vicenda :(
      • Anonimo scrive:
        Re: Perchè non decolla l' Open Source?
        - Scritto da:
        Secondo me il problema risiede nella poca voglia
        di lavorare di certa parte del pubblico
        impiego.imhp non è la poca voglia; quante volte hai visto impiegati comunali scrivere con un solo dito sulla tastiera?Il problema in questi casi sono i corsi di formazione che DEVONO essere fatti visto che qs. persone non si posson licenziare (ovviamente) dall'oggi al domani solo perchè sono poco avvezzi all'uso degli strumenti informatici.
        • Anonimo scrive:
          Re: Perchè non decolla l' Open Source?
          - Scritto da:
          imhp non è la poca voglia; quante volte hai vistoInfatti non e' questione di voglia, e' questione di remunerazione.Il tipico pubblico impiegato e' di una ignoranza abissale. E non parlo di ignoranza tout-court, ma d'ignoranza del proprio lavoro.Non sa cosa sta facendo, sa solo quale sequenza di azioni compiere per farlo; ogni variazione comporta crisi di panico, per cui la conseguenza ovvia e' l'immobilismo, l'assoluta ritrosia a muoversi dalle proprie posizioni.Unico caso in cui si muove qualcosa e' quello in cui viene pagato per farlo. Ovviamente in aggiunta alla paga base, che' quella gli spetta sia che faccia quel che deve fare, sia che non faccia assolutamente nulla a parte timbrare il cartellino.
          impiegati comunali scrivere con un solo dito
          sulla
          tastiera?
          Il problema in questi casi sono i corsi di
          formazione che DEVONO essere fatti visto che qs.
          persone non si posson licenziare (ovviamente)
          dall'oggi al domani solo perchè sono poco avvezzi
          all'uso degli strumenti
          informatici.Inutile, inutile e inutile.I corsi di aggiornamento sono solo l'occasione per sfuggire al tran tran quotidiano, spassandosela un po'. Sono l'equivalente delle gite scolastiche: nascono con l'intenzione di acculturare, finiscono sempre e solo come occasione sociale di spasso. Non lasciano nulla. I corsi entrano da un orecchio ed escono dall'altro, gli occhi si velano di stuporosa assenza, il cervello si arena per risvegliarsi all'improvviso quando c'e' un cambio del ritmo.Inutile, inutile, inutile.Il pubblico impiego e' un lavoro scleratizzante, fossilizza le persone.k1
          • Alessandrox scrive:
            Re: Perchè non decolla l' Open Source?
            - Scritto da:

            impiegati comunali scrivere con un solo dito

            sulla

            tastiera?

            Il problema in questi casi sono i corsi di

            formazione che DEVONO essere fatti visto che qs.

            persone non si posson licenziare (ovviamente)

            dall'oggi al domani solo perchè sono poco
            avvezzi

            all'uso degli strumenti

            informatici.
            Inutile, inutile e inutile.
            I corsi di aggiornamento sono solo l'occasione
            per sfuggire al tran tran quotidiano,
            spassandosela un po'.
            Sono l'equivalente delle gite scolastiche:
            nascono con l'intenzione di acculturare,
            finiscono sempre e solo come occasione sociale di
            spasso.
            Non lasciano nulla. I corsi entrano
            da un orecchio ed escono dall'altro, gli occhi si
            velano di stuporosa assenza, il cervello si arena
            per risvegliarsi all'improvviso quando c'e' un
            cambio del
            ritmo.
            Inutile, inutile, inutile.

            Il pubblico impiego e' un lavoro scleratizzante,
            fossilizza le
            persone.Allora qualsiasi tentativo di cambiamento sara' sempre destinato a fallire...Non credo sia proprio cosi', dipende mlto anche da come vengono fatti questi corsi, dal peso che gli viene dato e dall' importanza che viene trasmessa ai dipendenti: riunirli in un aula serve a poco, bisogna istituire delle sessioni di insegnamento direttamente negli uffici (in orari adatti) con gli impiegati alle loro postazioni, con un docente e uno o piu' assistenti che seguano in maniera piu' particolareggiata ogni allievo, fare degli esami e legare al raggiungimento di determinati obbiettivi degli incentivi oppure dei disincentivi nel caso certi obbiettivi minimi non fossero raggiunti, anche una velata minaccia di licenziamento non farebbe male.
    • Anonimo scrive:
      Re: Perchè non decolla l' Open Source?
      - Scritto da:
      Perchè non decolla l' Open Source nella PA
      Italiana? E ancora ce lo
      domandiamo?
      Perchè c'è il MAGNA-MAGNA! Magne te che magno io
      e tutti ce MAGNANO! E chi paga sono i solito
      COGLIONI dei
      contribuenti!E il vecchio adagio: nessuno e' mai stato licenziato per aver scelto IBM/MS/... dove lo mettiamo? FOSS significa fare scelte coraggiose, dove chi risponde, risponde in prima persona, non si trincera dietro vaghi contratti di assistenza/garanzie della multinazionale di turno. E le scelte consolidate di gente che non ha alcuna intenzione di riconvertirsi dove le mettiamo? I motivi sono culturali e di convenienza. Se poi aggiungiamo che la legge stanca _suggerisce_ e non _obbliga_, la frittata e' fatta.
    • Koopa Troopa scrive:
      Re: Perchè non decolla l' Open Source?
      Sul perchè non decolla t'ha risposto egregiamente l'utente che lavora in un CED nell'altro topic..
    • Anonimo scrive:
      Re: Perchè non decolla l' Open Source?
      sembra che qualcosa si muovahttp://www.paal2007.it/
      • Anonimo scrive:
        Re: Perchè non decolla l' Open Source?
        Qualcosa?? No solo qualcuno.. i soliti nomi dell'innovazione della PA che se ne vanno a passare due rilassanti giornate primaverili a Pula.. spero che nevichi!
        • Cicciopasti ccio di Pula scrive:
          Re: Perchè non decolla l' Open Source?
          - Scritto da:
          Qualcosa??
          No solo qualcuno.. i soliti nomi dell'innovazione
          della PA che se ne vanno a passare due rilassanti
          giornate primaverili a Pula.. spero che nevichi!
          Nevichi? Certo, come no! A pula nevica sempre in primavera.... e anche durante il resto dell'anno! Vagonate di neve...
      • Alessandrox scrive:
        Re: Perchè non decolla l' Open Source?
        - Scritto da:
        sembra che qualcosa si muova
        http://www.paal2007.it/Vedo tra i Gold Sponsor:[img]http://www.paal2007.it/images/microsoft.gif[/img]e[img]http://www.paal2007.it/images/accenture.jpg[/img] ahi ahi aahhii...
Chiudi i commenti