LCD e Plasma, un acquisto soprattutto faticoso

Breve guida di Punto Informatico alle due tecnologie al centro delle offerte di tutti i maggiori distributori. Cosa c'è da sapere per valutarle, da cosa guardarsi e cosa aspettarsi. Ecco perché il CRT non è (ancora) da buttar via


Roma – Fare shopping nel settore tecnologico è diventato sempre più complicato. Una considerazione accettabile per il comparto informatico e quello audio-video per puristi, ma certamente indigeribile nell’elettronica di consumo generica. I televisori a tubo catodico, il centro sinergico di ogni salotto degno di questo nome, stanno per andare in pensione, almeno a detta dei produttori e della grande distribuzione – che ormai li relega in spazi sempre più angusti degli store. Il marketing reclama l’era degli schermi piatti, e se lo dice il “motore dell’economia contemporanea” forse bisogna crederci. Già, perché forse non possedere uno di quegli aggeggi sottilissimi e dal design a dir poco sfrontato comincia a diventare un elemento di discriminazione sociale. Uno status symbol, finalmente non per pochi. Ed è qui che sorgono i primi problemi, perché il voler trasformare un oggetto di questo genere in un prodotto per tutti, senza una corretta campagna di informazione potrebbe essere considerata una leggerezza imperdonabile. O meglio, bisognerebbe prima di tutto comunicare ai consumatori che le qualità tanto decantate degli LCD e Plasma possono essere valorizzate solo ed esclusivamente in condizioni ambientali specifiche.

Numerosi LCD o Plasma tanto pubblicizzati sui cartacei dei supermercati – e svenduti a prezzi decisamente concorrenziali – sono in molti casi modelli di “prima generazione”, ovvero dotati di caratteristiche tecniche piuttosto inferiori rispetto agli attuali standard di mercato. Risoluzione massima , rapporto di contrasto, livello di luminosità , disponibilità di connessioni sono tutti elementi chiave per valutare un prodotto di questo genere.

Molto spesso infatti dopo l’acquisto e l’istallazione a casa, magari, si scopre che le prestazioni video risultano inferiori rispetto a un normale televisore a tubo catodico. Perché? Perché gli schermi piatti sono sistemi complessi, con qualità tecniche diverse e sistemi di connessione particolari – normalmente non presenti nei consueti CRT (schermi a tubo catodico ).

La qualità del segnale
La prima annotazione di massima è che anche spendendo più di 10 mila euro, magari per l’ultimo e più blasonato plasma da 50 pollici, con un collegamento alla normale antenna di casa il risultato finale sarà piuttosto mediocre. La cromia magari risulterà più brillante, ma la qualità complessiva piuttosto simile ad un CRT – se non inferiore. A prescindere dalle tecnologie in gioco, il segnale è l’elemento chiave, quello che permette di raggiungere alti livelli di dettaglio e fluidità video. Per questo motivo gli appassionati di home video spendono centinaia di euro per cavetterie di qualità. Di solito consigliano per un intero sistema, composto da lettore, televisore e amplificatore HT, circa un 10% di spesa per cavi ed affini.

I pannelli LCD e Plasma sono così sofisticati da poter rivelare la qualità del segnale. Basta entrare in un megastore per rendersene conto. Di solito gli schermi piatti sono collegati “a cascata” ad un’unica sorgente – normalmente satellitare o analogica -, rivelando una qualità bassissima. Questo non è dovuto agli schermi, ma semplicemente alla condivisione di un unico segnale audio/video. I modelli che mostrano il meglio di sé, infatti, di solito, dispongono di un singolo player DVD collegato, oppure fanno parte di una rete controllata da una centralina digitale che splitta il segnale per più pannelli riducendo – per quanto possibile – la dispersione.

E non è un caso, perché il segnale digitale, proveniente da un lettore, un decoder satellitare o un decoder per digitale terrestre, è quello che permette la migliore qualità assoluta. In questi casi si può iniziare a discutere di una vera fruizione in digitale con conseguente percezione dell’aumento qualitativo della visione. Purtroppo però, e qui forse bisogna muoversi in punta di piedi, è necessario ammettere che per quanto riguarda l’ambito satellitare italiano e quello “digitale” terrestre gli appassionati – sui forum specializzati – non hanno mai smesso di lamentarsi per la mediocre qualità delle trasmissioni. La banda utilizzata sembra essere risicata, nel primo caso per scelte aziendali, nel secondo per evidenti limiti dati dai sistemi di ricezione – le antenne insomma.


Quindi almeno con queste due tecnologie si potranno notare miglioramenti sostanziali, ma non il massimo possibile come può avvenire al momento solo ed esclusivamente con i lettori DVD. Questa, però, è una regola di massima, perché basta un dispositivo scadente con un collegamento in analogico per vedere ridursi l’incredibile vantaggio degli schermi piatti su quelli a tubo catodico. A voler spigolare si potrebbe affermare anche che esiste differenza fra i supporti DVD da noleggio e quelli da acquistare, ma a questo punto si entrerebbe in un ginepraio di dettagli tecnici particolarmente ostici.

Ricapitolando, prima di decidere di acquistare un LCD o Plasma bisognerà aver ben chiaro quale sarà il suo “ambiente” di utilizzo. Poi vale sempre, e comunque, la regola che ognuno è libero di fare ciò che vuole, spendere le cifre che preferisce e ululare nelle notti di Luna piena se lo desidera.
Se si ha a disposizione, quindi, un lettore DVD sarà bene utilizzare il migliore sistema di collegamento disponibile, e quindi scegliere fra: Component Video, Scart RGB, S-Video, Video-Composito. I primi due sono considerati i migliori fra gli addetti ai lavori. Se poi il proprio lettore e schermo dovessero supportare il Progressive Scan l’eccellenza sarebbe veramente a portata di vista.

Adesso dopo questa breve introduzione si può affrontare il cuore dell’argomento, ovvero quali siano le caratteristiche e in cosa differiscono gli schermi piatti LCD e Plasma. La prima considerazione sommaria è che sebbene l’aspetto sia simile, le tecnologie integrate sono alquanto diverse.

Plasma, la qualità video su tutto
Ogni display è composto da migliaia di pixel, a loro volta scomposti in 3 mini-pixel per permettono la singola visione del rosso, verde e blu (RGB). La combinazione di queste cromie dà vita all’intera gamma di colori e quindi alle immagini. La prova sul campo, infatti, potrebbe essere quella di avvicinarsi a pochi centimetri dai display per saggiarne la composizione. Questo è un elemento chiave per l’acquisto: uno schermo di grandi dimensioni avrà bisogno di una distanza adeguata dello spettatore per esprimere tutte le sue qualità. Di solito si moltiplica per tre la diagonale del display per definirne la distanza di visione minima. Un televisore Plasma da 42 pollici (circa 106 cm), ad esempio, dovrebbe essere visto ad almeno tre metri.

I Plasma sfruttano le qualità elettrochimiche di un gas rarefatto che una volta “elettrificato” emette radiazioni UV, che tramite scintillatori si trasformano in una luce intensa. Ogni pixel contiene del gas Xeon e una serie di elettrodi, nonché 3 scintillatori, ognuno per ogni colore sopra menzionato: il passaggio di corrente alternata permette l’emissione della luce colorata, che passerà poi attraverso lo schermo visualizzando le immagini.

Tutto questo regala un’incredibile qualità complessiva, considerata dagli esperti superiore sia ai CRT che LCD. La luce, infatti, essendo generata dagli stessi pixel, permette un maggiore controllo su ogni sfumatura e di ottenere neri dalla grande profondità. Allo stesso tempo la luminosità è quanto mai altissima. Insomma, per la qualità video finale i Plasma sono considerati imbattibili.

LCD, un prodotto per tutti
Gli LCD, sebbene utilizzino sempre dei pixel divisi in mini-pixel, sfruttano la retro-illuminazione. Un diffusore, posto nella zona posteriore dello chassis, emette un fascio luminoso che viene “filtrato” dai mini-pixel correlati ai colori RGB. Il controllo elettronico di questi permette il rilascio di più o meno luce e la conseguente colorazione, che avrà come effetto la creazione delle immagini sullo schermo. Il vantaggio rispetto ai CRT è che non solo permettono ingombri risicati, ma possono offrire un ottimo dettaglio di immagine, senza fastidiosi sfarfallii. Infatti la questione della distanza dallo schermo è marginale, non solo la qualità rimane praticamente inalterata ma non si patisce alcun affaticamento agli occhi. Ultima considerazione: il prezzo è decisamente più concorrenziale rispetto ai Plasma.

Lo zampino dei produttori
Ovviamente il tutto si è complicato quando i produttori hanno deciso di segmentare il mercato in maniera netta. Ovvero, i Plasma per i consumatori business e professionali; gli LCD per tutte le esigenze consumer. Se adesso questa strategia non è ancora chiara ed evidente, è solo perché negli store sono in bella mostra plasma di vecchia generazione svenduti allo stesso prezzo degli LCD. Domani la differenza di prezzo sarà molto più evidente.

Le motivazioni che trovano il fondamento di questa scelta solo legati ai costi produttivi. La tecnologia Plasma è tendenzialmente più cara e quindi permette prezzi di listino e introiti accettabili sono con modelli di grandi dimensioni. Gli LCD, invece, costano, anno dopo anno, sempre di meno, grazie soprattutto allo sviluppo di nuovi processi produttivi in grado di abbassarne i costi ed alla nascita di partnership aziendali. Vi sono infatti molti lab impegnati nello sviluppo, tra tutti quelli di Panasonic/Hitachi, Sharp/Fujitsu e Sony/Samsung.


Dopo aver individuato i pregi di entrambe le tecnologie bisognerebbe considerare i difetti, che nella valutazione finale per un eventuale acquisto diventano fondamentali.

I Plasma, come specificato prima, sono mediamente di grandi dimensioni: dai 32 pollici (per alcuni modelli datati) in su. Hanno prezzi di listino superiori e consumano molto di più rispetto ad un LCD , un aspetto che normalmente non viene evidenziato. Un 42 pollici al Plasma può arrivare a toccare quota 450 Watt, contro i 120 Watt di un LCD da 32 pollici e i 100 Watt di un CRT da 32 pollici. Le conseguenze, quindi, non solo si possono vedere sulla bolletta, ma anche sulle temperature sviluppate. Sempre tollerabili, ma comunque piuttosto elevate.

Per quanto riguarda, invece, la durata di entrambe le tecnologie, almeno negli ultimi modelli, si equivalgono con circa 50.000 ore di esercizio . L’unico problema è che a fine carriera un Plasma è da buttare via, e già dopo circa tre anni la progressiva perdita di colore è quasi assicurata: gli scintillatori si consumano. Inoltre, la persistenza continua – 24 ore al giorno – di un’immagine sul display, come ad esempio il marchio di un canale televisivo, tende a “far invecchiare” precocemente i pixel coinvolti creando così una specie di alone. Ovviamente è difficile che questo possa accadere in ambiente consumer, a meno che la Tv non venga lasciata per ore ed ore liberamente accesa, come sottofondo alle corvée domestiche.

Gli LCD forse patiscono meno il tempo perché quando la lampada interna decade in prestazioni, è possibile effettuarne la sostituzione. Ovviamente i pixel possono essere soggetti a bruciature, come avviene ad esempio per i modelli per PC, ma si tratta di un’eventualità che almeno all’acquisto può essere scongiurata con un attento controllo. Infatti l’ideale sarebbe quello di farli testare precedentemente dal venditore e farsi aiutare nell’istallazione. Ogni produttore ha posto delle tolleranze sul numero di pixel bruciati. È possibile, infatti, che su alcuni modelli la presenza di un paio di pixel difettosi venga considerata nella norma , rendendo difficile la sostituzione in garanzia dello schermo.

Altra considerazione sugli LCD riguarda l’angolo di visione . I primi modelli permettevano una visione al massimo della qualità solo in posizione frontale. Insomma, con tre persone sedute su un divano, solo una era in grado di vedere cromie soddisfacenti. Adesso i nuovi modelli patiscono meno questo tipo di difetto, ma non ne sono totalmente esenti. Nelle sheet tecniche comunque questi dati sono ben evidenziati, quindi è piuttosto difficile avere sorprese.

L’ultimo “difetto” degli LCD riguarda la profondità del nero , che ovviamente è nettamente inferiore rispetto ai modelli al Plasma. Il motivo è da ricercare proprio nel tipo di tecnologia che contraddistingue gli LCD. Il nero è il frutto del lavoro dei filtri dei sotto-pixel, che comunque lasciano passare un po’ di luce. Nei Plasma, invece, il colore nero viene prodotto dallo spegnimento dei pixel.

Notizie dal campo
Una breve indagine presso alcuni grandi mega-store permette anche di comprendere quale sia la situazione del settore. Gli addetti specializzati tendenzialmente sono restii a fare confidenze sul loro comportamento e quello delle aziende per le quali lavorano. Tanto più che non è stato possibile evidenziare i loro nomi o le catene di distribuzione di riferimento.

La sensazione è che i distributori stiano cavalcando l’onda vendendo di tutto. Dai fondi di magazzino agli ultimi modelli. I consumatori, mediamente, non sembrano disporre degli strumenti per comprendere realmente le potenzialità dei prodotti che hanno intenzione di acquistare. Non vi è malafede da parte degli addetti ma certamente spiegare a tutti caratteristiche e dettagli tecnici sembra essere diventato un problema. Di solito si bada al prezzo e al design, niente di più. Il secondo argomento più gettonato è il sistema di pagamento…

Gli appassionati più smaliziati spesso vanno in negozi super-specializzati che trattano magari home-video e hi-fi top level, poi acquistano negli store per evidenti vantaggi correlati ai listini. Sanno bene quello che vogliono: si presentano, ordinano e pagano.

Che dire, LCD e Plasma sono decisamente un passo in avanti rispetto ai vecchi CRT. La novità più rilevante è rappresentata dal livello di sofisticazione che hanno raggiunto, decisamente superiore rispetto ad ogni prodotto dell’elettronica di consumo. Purtroppo gli acquisti “azzeccati” sono compatibili solo ed esclusivamente, almeno per ora, con il gusto per l’approfondimento e l’informazione.

Dario d’Elia

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  • Anonimo scrive:
    Se Bush fosse intelligente...
    ...e sottolineo SE, si accorgerebbe che le sue lobbistiche leggi contro il reverse engineering effettivamente mettono a rischio antivirus e antispyware e in la sicurezza degli utenti.Ragioniamo e facciamo gli avvocati del diavolo: se Tizio scrive un malware, p. es uno spyware grazie a quella legge malfatta, potrebbe essere impossibile contrastarlo, perché per poter derogare alla legge sul reverse engineering e analizzare lo spyware, questo dovrebbe già essere stato dichiarato spyware, ma per dichiararlo spyware occorrerebbe analizzarlo accuratamente quando ancora NON E' stato definito spyware, cioè quando è ancora, fino a prova contraria, un SW come tutti gli altri che gode pienamente della protezione offerta dalla legge anti reverse engineering.
    • Anonimo scrive:
      Re: Se Bush fosse intelligente...
      non lo è affatto!dunque, se io propago un virus e ci inserisco una bella licenza... il primo che cerca di bloccarlo si becca una bella denuncia?! vedi? bush non un pluricida intelligente..
  • AnyFile scrive:
    fanno a chi le spara piu' grosse?
    capisco che nel diritto vale quello che uno dice (infatti e' questa la sua etimologia)ma arrivarla a spararla grosse questo e' troppoInnanzitutto vi e' una confusione di fondo, al lilmite la violazione di copyright la compie chi produce il software antivirus/antispyware ma non certo chi utilizzza tali software.In secondo luogo e' un diritto sancito la possibilita' di difendere la propria proprieta' e porre in atto rimedi ad evitari furti o danneggiamenti. Tale diritto prevale certamente su quello di meri diritti economici ed intellettuali (che sono la cosa protetta dal copyright)In terzo luogo non penso che siano i produttori di antivirus/antispyware a procurarsi fraudolentemente lo spyware, bensi' e' qualcunaltro a introdurlo (e questo si' fraudolentemente o addirittura criminalmente) nei computer altrui. Una volta che una cosa e' stata introdotta illegalmente in un computer da un altra non si puo' certo pretendere che il possessore del computer sappia di che cosa si tratti, chi ne sia l'autore e di che diritti e' tutelato.Inosmma se il produttore dello spyware fosse realmente cosi' preoccupato dei suoi diritti dovrebbe essere lui il primo a non volere che lo spyware sia diffuso.Ma forse a furia di spararle la prossima sara' che non si possono pubblicare le foto dei ricercati senza il loro consenso ...
  • Anonimo scrive:
    HO BREVETTATO UNA PISTOLA..
    POSSO UCCIDERE TRANQUILLAMENTE?!
  • Anonimo scrive:
    non comprare-usare prodotti con SpyMon
    Tanto è sempre la massa che decide: basta non comprare o usare prodotti con SpyMon e quelle società falliranno mettendosi la zappa sui piedi.
  • opazz scrive:
    Cari USA, predicate bene, razzolate male
    Negli Stati Uniti è ormai iniziato un giro di vite contro qualsiasi cosa possa essere identificata come "software per spiare e monitorare gli utenti". Si e Carnivore e DCS1000 ce li siamo stranamente dimenticati..http://www.rhizome.org/carnivore/http://www.epic.org/privacy/carnivore/foia_documents.html
    • Anonimo scrive:
      Re: Cari USA, predicate bene, razzolate
      Essendoci negli Stati Uniti più di un abitante è comprensibile un comportamento diverso l'uno dagli altri.
  • Anonimo scrive:
    Ma modifica il sistema!
    Spiacenti, signori, ma il vs software ha "modificato il sistema", il che equivale 1:1 ad attaccare un sistema, come blaterava una corte inglese di qualche settimana fa...Quindi è maligno, evil e zozzo a prescindere che ne analizzi o no le funzionalità, è da levare sacrosantlegittimamente perchè già voi siete in fallo!scusate la trollata, ma davanti alle più fantasiose interpretazioni legali dell'informatica da parte delle parti e, quel che è peggio, dei legislatori e magistrati, verrebbe proprio da appigliarsi alle sentenze più st*pide per far dire alla legge quello che ci pare (nel caso citato, l'interpretazione bovina della definizione di attacco ad un sistema fu usata per difendere lo spamming, in questo al contrario potrebbe essere usata per affermare che essendo ciò che modifica il sistema potenzialmente un attacco l'utente ha nei confronti di tali sw non solo i suoi diritti civili di consumatore ma anche quelli penali di legittima difesa, quindi non è vincolato dalle leggi sul copyright in quanto in conflitto con un suo diritto costituzionale)
  • Anonimo scrive:
    class action contro spie
    sterminiamoli-
  • mda scrive:
    Windows quindi non si potrà più usare
    Windows quindi non si potrà più usare, dato che sara pieno di spy e virus che non si potranno più levare. O)In Linux non possono installarsi, per mancanza delle funzionalità (chissà perchè) per funzionare (vabbè un utonto riuscirebbe lo stesso).
    • Anonimo scrive:
      Re: Windows quindi non si potrà più usar
      - Scritto da: mda
      Windows quindi non si potrà più usare, dato che
      sara pieno di spy e virus che non si potranno più
      levare.
      O)

      In Linux non possono installarsi, per mancanza
      delle funzionalità (chissà perchè) per funzionare
      (vabbè un utonto riuscirebbe lo stesso).
      Quando tutti passeranno a Linux, li inventeranno anche per quell'OS.Cmq, chissà come si divertiranno quei 4 salami che han installato il Windows XP Starter Edition
  • Anonimo scrive:
    Ma si, chissenefrega!
    Ma facciano pure quello che vogliono. Che portino alle estreme conseguenza questa totale mancanza di rispetto nei confronti degli utenti. Che inducano la gente a fuggire da internet come dalla peste. Forse solo così questa spasmodica voglia di far soldi a tutti costi, su tutto e con tutto, gli si ritorcerà contro, e internet tornerà ad essere quella di un tempo!!!Per quanto mi riguarda possono scaricare a valanghe i loro trojan, i loro spyware, i loro virus, i loro finti DRM/root kit, e tutte le peggiori porcherie che la loro mente malata riesce a generare. A me la cosa non mi tange minimamente. Solo lo SPAM mi da giusto un po' di noia.Che tirino dritti su questa strada, e speriamo che non si fermino mai a guardare cosa li aspetta.
  • Anonimo scrive:
    mi sembra quello che la fece sull'uscio
    ...e poi la rivoleva!!!!Ma andiamo!!! Gli spyware dovrebbero essere ILLEGALI per motivi di privacy!!! Ma cos'hanno da blaterare questi sputi di zanzara???
  • Anonimo scrive:
    dmca VS spyware / virus VS drm
    si!voglio vedere questo guazzabugliovoglio vedere i virus NON identificati infiltrarsi in SONY, voglio vedere gli spyware non riconosciuti infestare i produttori di rootkitvoglio vedere tutta questa me** che dovrebbe infestare noi, assaltare chi lo sta permettendo con leggi fatte per fare soldi...nella rete funziona solo la logica e il meglio.
  • Anonimo scrive:
    :) si,
    e questo e' un fucile a canne mozze:prova a fermare gli oggetti che secerne.Notoriamente sono coperti da copyright e dimostrano il moto uniformemente accelerato. ....con superamento di ostacolo.
  • Anonimo scrive:
    La risposta?? Firewall ...
    con blocco oltre all'in anche all'out. Quando mi accorgo che il mio pc spara porcherie a qualcuno mo gli impedisco di spedire i pacchetti voglio proprio vedere chi vince..
    • Anonimo scrive:
      Re: La risposta?? Firewall ...
      - Scritto da: Anonimo
      con blocco oltre all'in anche all'out. Quando mi
      accorgo che il mio pc spara porcherie a qualcuno
      mo gli impedisco di spedire i pacchetti voglio
      proprio vedere chi vince..Io conosco una risposta migliore: una bella cella 3x3 ai produttori di spyware ed un buco in testa a chi ha votato il DMCA :)
      • Anonimo scrive:
        La risposta?? pena di morte :-/

        Io conosco una risposta migliore: una bella cella
        3x3 ai produttori di spyware ed un buco in testa
        a chi ha votato il DMCA :)una cella 3x3?? dico siamo diventati matti?? con quello che ci costano? :p ma mettiamoli ai lavori forzati.. a me gli spyware danno MOLTO piu fastidio dello spam.. non che io riceva spyware tutti i giorni.. ma è il principio.. @^
    • Anonimo scrive:
      Re: La risposta?? Firewall ...
      - Scritto da: Anonimo
      con blocco oltre all'in anche all'out. Quando mibeato te che ti senti sicuro e tranquillo con un semplice firewall (zone alarm, immagino)bah...
      • Anonimo scrive:
        Re: La risposta?? Firewall ...
        - Scritto da: Anonimo
        beato te che ti senti sicuro e tranquillo con un
        semplice firewall (zone alarm, immagino)Ti ricordo che Zone Alarm è un software della grande famiglia Check Point 8) .
    • Anonimo scrive:
      Re: La risposta?? Firewall ...
      - Scritto da: Anonimo
      con blocco oltre all'in anche all'out. Quando mi
      accorgo che il mio pc spara porcherie a qualcuno
      mo gli impedisco di spedire i pacchetti voglio
      proprio vedere chi vince..si e ti accorgi anche del contenuto magari criptato di pacchetti udp che manda magari a finti dns in giro nel mondo?
      • Anonimo scrive:
        Re: La risposta?? Firewall ...
        La vera risposta è un OS opensource! Usate *BSD, usate *NIX, usate quello che volete ma NON usate windows! È un OS fatto apposta per guadagnare imbrogliando. Chi guadagna onestamente è il muratore che suda, non chi ti obbliga a difenderti dagli attacchi suoi. È come scagliare la pietra e colpirsi perchè la pietra ha sbattuto contro un muro ed è tornata indietro. Non scagliate la pietra. Se c'è qualcosa che fà schifo, non si usa.... La telecom fà schifo? Non si usa... ci sono i telefonini. Windows fà schifo?.... c'è altro da usare....... non vi preoccupate che i produttori di software si adegueranno alle esigenze del cliente, perchè il cliente ha sempre ragione!
      • Anonimo scrive:
        Re: La risposta?? Firewall ...
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        con blocco oltre all'in anche all'out. Quando mi

        accorgo che il mio pc spara porcherie a qualcuno

        mo gli impedisco di spedire i pacchetti voglio

        proprio vedere chi vince..

        si e ti accorgi anche del contenuto magari
        criptato di pacchetti udp che manda magari a
        finti dns in giro nel mondo?per non parlare dei leak test
    • mda scrive:
      La risposta?? Firewall ...
      Spiacente il firewall analizza quindi è violazione di copyrigth !Pertanto levalo subito (rotfl)(rotfl)
    • Anonimo scrive:
      Re: La risposta?? Firewall ...
      ROTFL... beata ignoranza...
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