Le major preparano l'assalto ai provider?

Questi i rumors nella comunità peer-to-peer: le dichiarazioni di dirigenti dell'industria e l'analisi delle operazioni legali antiP2P fin qui portate avanti indicano una sola direzione possibile


Roma – “Da un anno ho chiesto la collaborazione dei provider e fino a questo momento non ho avuto alcuna reazione”. Sono bastate queste parole pronunciate dal chairman della federazione internazionale dei discografici IFPI , John Kennedy, per scatenare nuovi rumors nel mondo del peer-to-peer. Parole pubblicate dal Financial Times , che si riferiscono alla reiterata richiesta delle major di un approccio “attivo” dei provider contro il P2P , che arrivano però in un momento del tutto particolare e che sembrano indicare una direzione ben precisa per il futuro dell’offensiva legale delle major.

Sono passate infatti poche ore da quando l’intero settore della discografia al Midem di Cannes ha denunciato un aumento continuato degli scambi illegali attuati da decine di milioni di utenti in tutto il Mondo, una crescita del file sharing che testimonia la sostanziale inefficacia delle strategie antiP2P adottate fino a questo momento.

Se è vero che l’industria di settore ha visto un boom nelle vendite di musica online, il fenomeno del P2P continua a farla da padrone e, a detta delle major, questo impatta gravemente sul futuro del mercato musicale in Internet. In un momento nel quale le vendite di supporti tradizionali segnano il passo su molti dei mercati più importanti, dunque, la lotta al P2P ritorna come fronte irrinunciabile per l’industria, che la vive con drammaticità, attribuendo alla pirateria via Internet la capacità di logorare l’intero settore della produzione musicale.

Che la lotta al P2P debba passare per i provider sembra un dato acquisito nell’industria ormai da tempo, come ha ricordato Kennedy, basti pensare alle centinaia di diffide trasmesse agli ISP italiani da associazioni come la MPAA , ossia dall’industria musicale americana: diffide senza peso giuridico, evidentemente, ma legate alla convinzione delle major che gli ISP possano in effetti tradire il rapporto di fiducia con i propri utenti ed esporli a procedimenti e sanzioni persino in assenza di richieste giuridicamente valide. Un atteggiamento che più di altri dimostra la sostanziale distanza tra le due industrie , quella dei contenuti e quella dell’accesso, ed è una distanza che ora inizia a pesare non poco sulle aspettative del settore della musica e del cinema. Lo stesso Kennedy peraltro ha rinnovato l’invito agli ISP di bloccare l’accesso agli utenti che più assiduamente utilizzano il P2P.

In una lunga analisi di questi rumors, pubblicata su Digital Music , si legge tra le altre cose: “Se l’industria discografica fosse davvero capace di vincere una battaglia contro i fornitori di accesso (per obbligarli a censurare il P2P, ndr.), gli effetti sarebbero momentanei. Da un giorno all’altro un intero settore cambierebbe, e gli ISP perderebbero un elemento fondante del rapporto con i propri utenti. Ma se fossero gli ISP a prevalere, allora ogni porta sarebbe chiusa a qualsiasi futura collaborazione (tra industria e provider, ndr.)”.

Se dunque dovesse aprirsi uno scontro con i provider la posta in gioco sarebbe altissima, e non solo negli Stati Uniti ma in tutti quei paesi dove i fornitori di accesso spesso sono anche grandi compagnie telefoniche, capaci di difendersi anche sul piano giudiziario in modo assai più efficace di quanto sia accaduto con le società produttrici di software P2P, le stesse che ora sono sui carboni ardenti dopo la condanna di una di loro da parte della Corte Suprema statunitense .

Molti sono gli elementi che remano contro un eventuale assalto agli ISP. Tra questi, l’attenzione crescente dei legislatori, in Europa in particolare, per mediazioni tra le esigenze dei produttori e quelle degli utenti. Come sta accadendo in Francia, dove si lavora su una disciplina molto leggera e tollerante per chi sfrutta il peer-to-peer a fini personali e non per lucro.

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  • autor scrive:
    E vero ma non ci sono nemmeno Iraniani
    E' vero ma in Italia non esiste nemmeno un Chat o Forum Iraniano.Se ci sono c'e'sempre qualche cosa che non funziona.Come si fa ad contattare un gruppo Iraniano in Italia Per parlare di Politica e fare amicizia?lassiebaubau@yahoo.it
  • Anonimo scrive:
    Ma quale democrazia
    Vorrei ricordare al giornalista Tommaso Lombardi che L'Iran e' una democrazia e che il suo pesidente, le cui richieste antisioniste sono tutto meno che assurde (lo ha mai sentito parlare, lo comprende senza le traduzioni farlocche dei nostri telegionrali?) e' stato regolarmente eletto. Vorrei anche ricordargli che le democrazie sono molto aduse alla censura ed alla persecuzione politica dei non allineati. In occidente come in oriente (vuole un po di esempi?).Riflettete, propagandisti di democrazie....Gianni CeccanoLatinaInternet è uno strumento di democrazia, ma fintanto rimane all'interno di confini democratici: quando sconfina da questi limiti, spesso diventa un'arma affilatissima per individuare (e rimuovere) le teste pensanti più scomode.Tommaso Lombardi
    • manta scrive:
      Re: Ma quale democrazia
      a morte l'integralista...
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma quale democrazia
      - Scritto da: Anonimo
      Vorrei ricordare al giornalista Tommaso Lombardi
      che L'Iran e' una democrazia e che il suo
      pesidente, le cui richieste antisioniste sono
      tutto meno che assurde (lo ha mai sentito
      parlare, lo comprende senza le traduzioni
      farlocche dei nostri telegionrali?) e' stato
      regolarmente eletto. Certo. E' stato eletto scegliendo fra i fanatici accettati come candidati dalla casta religiosa...P.S. Vorrei ricordarti che anche Hitler è stato regolarmente eletto...
  • Anonimo scrive:
    Re: invece da noi
    Ma perchè non ci vai a vivere in Iran , visto che in occidente non ti trovi bene ...
  • Anonimo scrive:
    e in Italia...
    I comunisti li appoggiano....bhè alla fine il controllo del consenso delle masse sta alla base della loro ideologia (basta vedere quanti volontari davanti alle università)...e c'è ancora qualche comunista che crede di pensare con la propria testa.....l'Iran vi aspetta a braccia aperte!!
  • Anonimo scrive:
    Re: I blog sono strumenti del male
    - Scritto da: Anonimo
    quello che ho visto io il 90% dei blog sono diil 90% di internet, non solo dei blog, è composto da spazzatura. Però essendo internet immensa in quel 10% trovi cose interessantissime.
  • Anonimo scrive:
    Re: invece da noi
    Anche in Cina ti sbattono dentro per una cosa del genere.
    • Anonimo scrive:
      Re: invece da noi
      Riuscite a fare un paragone del genere con l'Italia??? Ma come state??? Vi manderei in Iran e poi vedete come rimpiangerete il Berlusconi o il Prodi di turno...siete voi i poverini, che sapete solo sparare mer*a e lamentarsi...
      • Anonimo scrive:
        Re: invece da noi

        Riuscite a fare un paragone del genere con
        l'Italia??? Ma come state??? Vi manderei in Iran
        e poi vedete come rimpiangerete il Berlusconi o
        il Prodi di turno...siete voi i poverini, che
        sapete solo sparare mer*a e lamentarsi...Se permetti io guardo quelli che stanno _meglio_ di me, non mi consolo certo con chi sta peggio :D
      • Anonimo scrive:
        Re: invece da noi
        Sei tu il poverino che crede di vivere nel migliore dei posti possibili. Fattelo tu un giro in Iran, prima di sparare a zero, ingnorante.Gianni CeccanoLatina
  • Anonimo scrive:
    I blog sono strumenti del male
    :-D Stò poraccio finisce dentro per essersi sfogato, E i blog italiani sono pieni di gente che si lamenta della vita, raga apparte gli scherzi da quello che ho visto io il 90% dei blog sono di gente con problemi esistenziali, io mi chiedo: ma si aspettano che uno gli dica "Poverino"? Anche volendo nn basterebbe un anno a dirlo a tutti.Un saluto
  • Anonimo scrive:
    Re: invece da noi
    - Scritto da: Anonimo
    In Iran c'è la teocrazia e ti mettono dentro per
    un blog.

    In occidente c'è la plutocrazia e ti ci mettono
    per la canzonetta

    due integralismiMa non dire cazzate per favore, in Italia nessuno è andato in galera per il p2p, con questo paragon e sminuisci un dramma vero.
    • Anonimo scrive:
      Re: invece da noi

      Ma non dire cazzate per favore, in Italia nessuno
      è andato in galera per il p2p, con questo paragon
      e sminuisci un dramma vero.beh in uk una tizia si é fatta un giorno di galera per una maglietta con frasi antiblair comunque per zittire pubblicazioni in italia basta intentare cause miliardarie a chi le pubblica, per quanto infondate e il risultato é lo stesso
  • Anonimo scrive:
    invece da noi
    In Iran c'è la teocrazia e ti mettono dentro per un blog.In occidente c'è la plutocrazia e ti ci mettono per la canzonettadue integralismi
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