L'ennesima proroga del DPS

di Valentina Frediani (ConsulenteLegaleInformatico.it) - Come si è arrivati a questo nuovo rinvio? Di che si tratta esattamente? Ecco come comportarsi dopo le ultime scelte del Governo


Roma – Terzo rinvio (tra proroghe ed interpretazioni di scadenze) circa l’adozione delle misure minime di sicurezza e la redazione del documento programmatico in materia di privacy. È stato infatti emanato il Decreto Legge 9 novembre 2004, n. 266 recante la proroga o differimento di termini previsti da disposizioni legislative (Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10 novembre 2004, n. 264).

All’articolo 6 del decreto legge si parla anche di privacy, e nello specifico il legislatore dispone i nuovi termini circa le scadenze per l’adozione delle misure minime di sicurezza – non più da attuarsi entro il 31 marzo 2005 bensì entro il 30 settembre 2005 – e per la redazione del documento programmatico di sicurezza – non più da predisporre entro il 31 dicembre 2004 bensì entro il 30 giugno 2005 .

Alla base della proroga, la straordinaria necessità ed urgenza di provvedere al differimento degli originari termini previsti, concernenti in particolare adempimenti di soggetti ed organismi pubblici, al fine di consentire una più concreta e puntuale attuazione dei medesimi adempimenti, nonché per corrispondere a pressanti esigenze sociali ed organizzative. Il legislatore interviene ancora una volta, dunque, quasi in dirittura di arrivo per le suddette scadenze.

Se da una parte diverse aziende ed enti pubblici hanno tirato un sospiro di sollievo, dall’altra chi opera nel settore privacy, comincia a domandarsi quanto sia sostenibile una normativa che periodicamente subisce questi “svuotamenti di significato” grazie alle proroghe. Si pensi che diversi soggetti pubblici e privati si sono regolarizzati con grandi sforzi economici ed organizzativi già al 31 marzo del 2004, quando con una pronuncia interpretativa da parte del Garante, l’Autorità in materia di privacy sosteneva doversi adempiere agli obblighi entro il 30 giugno 2004. Così, ancora una volta la grande corsa, e qualche giorno prima della scadenza, la proroga con slittamento delle date al 31 dicembre 2004. Ed ora – con tempismo rispetto a quanto successo precedentemente – l’ennesimo spostamento.

Attenzione però: in tanti si sono tranquillizzati pensando alla proroga come ad un rinvio generale di tutta la normativa a tutela della privacy, ma non è così. Non dimentichiamo che il Codice in materia di protezione dei dati personali è in vigore dal primo gennaio e con lo stesso lo sono tutte le norme tra cui quelle inerenti l’adozione delle informative orali o scritte, la redazione di nomine ad incaricati e responsabili, la formazione degli incaricati e soprattutto in materia di regolamentazione dei diritti degli interessati.
Pertanto, pur concedendosi una “tregua” in materia di sicurezza e dps, non va trascurato che tutti i restanti obblighi del Codice sono già in vigore e debbono essere rispettati sia da soggetti pubblici che privati.

Avvocato Valentina Frediani
www.consulentelegaleinformatico.it

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  • Anonimo scrive:
    Si puo' ma non si vuole
    Automatizzare e semplificare procedure che attualmente impiegano migliaia di persone e' una cosa che non si vuole e non si puo fare perche' nessuno sa cosa fare del personale in esubero che ne risulterebbe.La stessa cosa accadrebbe automatizzando tutti i caselli autostradali (cosa molto semplice e non costosa in confronto agli stipendi pagati attualmente ai casellanti), cosa andrebbero a fare le centinaia (o migliaia?) di persone? Quindi meglio andare avanti a pagare servizi superflui, inutili e costosi, e far andare avanti il carrozzone, finche' regge ...
    • Anonimo scrive:
      Re: Si puo' ma non si vuole
      Forse hai ragione a dire che non si vuole, ma le persone che svolgono servizi inutili potrebbero essere utilizzati per fare cose necessarie e sicuramente più incentivanti. Ce be sibo cose da fare...Il problema dell'esubero del personale è un falso problema
      • Anonimo scrive:
        Re: Si puo' ma non si vuole
        - Scritto da: Anonimo
        Forse hai ragione a dire che non si vuole,
        ma le persone che svolgono servizi inutili
        potrebbero essere utilizzati per fare cose
        necessarie e sicuramente più
        incentivanti. Ce be sibo cose da fare...
        Il problema dell'esubero del personale
        è un falso problemanon sono d'accordo, non e' continuando ad inventare lavori inutili che si risolvono i problemi.Per esempio la tassa che ora si deve pagare per registrare un contratto d'affitto. Probabilmente l'80% di quello che si paga viene speso per pagare lo stipendio a chi si occupa della registrazione dei contratti. E' perverso come e' perverso che piu del 50% (probabilmente molto di piu) di quello che si paga di pedaggi autostradali serva a pagare lo stipendio a chi li deve riscuotere e che non aggiunge nessun valore al servizio. Molto meglio sarebbe automatizzare i pedaggi e usare i soldi per avere un asfalto decente invece di quello super economico che viene attualmente usato e che appena piove diventa un incubo.
        • Anonimo scrive:
          Re: Si puo' ma non si vuole
          Appunto. Il problema e' che il casellante, se gli propongono di cambiare lavoro e di asfaltare l'autostrada, mica vuole farlo...
  • Anonimo scrive:
    Ma se invece.....
    ....di buttare milioni di Euro (per esempio) per i contributi al DT li si usasse per formare il personale degli Enti Locali e acquistare pc e software?La volontà c'è, solo che la suonata è sempre quella: mancano i soldi per la carta, figurati se ci sono per costruire il sito Internet......................
  • puffetta scrive:
    Re: Tempo al tempo
    - Scritto da: Anonimo
    Non si puo' pensare che la Nuova Era arrivi
    tutta in un giorno solo, si e' cominciato un
    cammino che portera' inevitabilmente ad una
    amministrazione interconnessa a tutti i
    livelli, il che pero' non significa che
    tutto andra' meglio per il cittadino. Andra'
    meglio forse solo per chi produce.E' vero, per fare le cose bene ci vuole tempo, soprattutto gente che sappia cos'è l'informatica e siccome nella PA molta gente è arrivata ai vertici con un piede nella pensione e in pensione non ci va perchè gli conviene per motivi non solo legati allo stipendio, aspettiamo dunque che questi inesperti del senso pratico, lascino il posto a chi se ne capisce di informatica.
  • Anonimo scrive:
    Re: Conclusioni un pò sommarie
    sono d'accordo,molti piccoli comuni sono già informatizzati e discretamente, non avranno l'adsl o il computerone galattico e costoso, ma per quello che devono fare...eppoi se sono quattro dipendenti con pochi abitanti, non me li vedo a spedirsi email tutto il giorno quando, vista la distanza che li separa, basta guardarsi negli occhi.Più che la piccola amministrazione pubblica, andrei a vedere le piccole e medie aziende! quelle si che investono col contagocce.Scarlight
    • verdi scrive:
      Re: Conclusioni un pò sommarie
      Non si puo' parlare di informatizzazione di massa sulle PA senza preoccuparsidi formare con un'adeguata istruzione a vari livelli i dipendenti comunali, di paesini, piccole citta', e associazioni varie.Tutto questo richiede sempre del tempo perche' le persone devono prima assimilare e poi utilizzare nel migliore dei modile nuove tecnologie. Sicuramente le nuove generazioni saranno pronte perche' vengono gia' formate nell'eta' scolare.Ma vi immaginate ora persone 40/50 enni con appena la scuola elementare o media che deve districarsi con i nuovi sistemi e nuove tecniche (internet e-government etc) quando gia' si perdono maneggiando documenti cartacei?Il grado di preparazione adeguato al momento non esiste neanche negli uffici postali!Per cui pensare di massificare in un botto tutti i comuni a varie latitudini diventa un'utopia se poi i nuovi sistemi devono solo "prendere polvere" negli uffici solo perche' nessuno o pochi sanno come devono essere utilizzati.E la sicurezza e la privacy come la mettiamo? Per ora ci sono pochissime tutele verso l'utente finale; figuriamoci se poi i cittadini devono praticare transazioni finaziarie "sicure" da casa. Tutto sommato il ritardo nelle pubbliche amministrazioni non e' cosi' penalizzante: questo permettera' di trovare il tempo per affinare nuove leggi e nuove tecniche per gestire meglio privacy e transazioni economiche su internet.Non c'e quindi tutta questa fretta, perche' la testa delle persone non e' come un secchio dove poter vuotare le novita' tecnologiche e pretendere per magia sia tutto cosi' semplice. (magari!)Auguri... :) verdi
      • lmarchesini scrive:
        Re: Conclusioni un pò sommarie
        Scusate, ma a me sembra che non venga colta la realtà, la situazione reale (nel bene e nel male) che esiste ora. In gran parte dei piccoli-medi Comuni dell'Emilia-Romagna (situazione che conosco) le biblioteche sono in rete (oltre ad avere stazioni PC in internet per gli utenti), gli uffici comunali (spesso trainati proprio dai 40-50enni) sono informatizzati (delibere, protocollo, decentramento catasto, personale, contabilità, etc.), connessi con ADSL o fibra ottica, in Lan, sono già iniziati alcuni pagamenti in Internet, hanno un sito Web, etc...
  • lmarchesini scrive:
    Conclusioni un pò sommarie
    Non entro nel merito dei dati della ricerca di Assinform, sicuramente fondata. Invece non parlerei di qualche eccezione. Occorre una premessa: non ha molto senso confrontare Regioni, Province (ed anche Comuni di grandi Città) con la media dei Comuni (in Italia sono più di 8.000, alcuni non hanno neanche 1.000 abitanti, moltissimi sono fra 3.000 e 10.000 abitanti; in generale hanno in tutto qualche decina di dipendenti ognuno). Quindi, oltre alle indubbie mancanze di volontà di innovazione che vi saranno in diversi Comuni, vi sono difficoltà legate alla dimensioni, ai mezzi (basti pensare alle ultime Finanziarie, al decreto "tagliaspese" di luglio, etc.).Vi posso però testimoniare che in gran parte dell'Emilia-Romagna non è così. A parte il Comune di Bologna (anche in questi giorni premiato per Iperbole), vi è una informatizzazione generalizzata, si sta attivando una rete a larga banda su fibra ottica che interconnetterà tutte le PA (progetto Lepida della Regione), vi sono anche in piccoli-medi Comuni (come il mio, Anzola dell'Emilia: quest'anno ha avuto anche un Web award a Viareggio) le Lan generalizzate, i processi riorganizzati attraverso URP e collegati tramite Lan ed applicativi, servizi già fatti pagare via Internet, SIT (per sistema catasto on-line), atti deliberativi disponibile su Internet, newsletter, etc.).La realtà è un pò più complessa dei luoghi comuni.Loris Marchesini
  • Anonimo scrive:
    Re: Tempo al tempo
    - Scritto da: Anonimo
    Non si puo' pensare che la Nuova Era arrivi
    tutta in un giorno solo, si e' cominciato un
    cammino che portera' inevitabilmente ad una
    amministrazione interconnessa a tutti i
    livelli, il che pero' non significa che
    tutto andra' meglio per il cittadino. Andra'
    meglio forse solo per chi produce.Appunto; per il cittadino l'unica cosa che cambierà sarà che dovrà sborsare di più, giusto per il piacere di avere una comodità che agli enti che la erogano fa risparmiare parecchi quattrini.Difatti non si capisce ad esempio perchè io debba pagare di più se utilizzo il sito delle poste per pagare una fattura anzichè recarmi personalmente presso l'ufficio stesso.E che non mi vengano a tirare fuori la solita storia che le comodità si pagano, perchè non è vero, non per tutte le comodità è giustificabile una aumento di costo per il cittadino.Anche perchè guarda caso la comodità non è solo per il cittadino ma anche per l'ente che eroga il servizio medesimo.O mi sbaglio??!!
  • Anonimo scrive:
    Tempo al tempo
    Non si puo' pensare che la Nuova Era arrivi tutta in un giorno solo, si e' cominciato un cammino che portera' inevitabilmente ad una amministrazione interconnessa a tutti i livelli, il che pero' non significa che tutto andra' meglio per il cittadino. Andra' meglio forse solo per chi produce.
  • Anonimo scrive:
    Re: chiediamo i soldi a chi non ne ha
    minkia....ke pacatezza!comunque non fa una piega....ma mi chiedo....loro sanno e fanno finta di non sapere???? mah??
  • Anonimo scrive:
    Re: chiediamo i soldi a chi non ne ha
    - Scritto da: Anonimo
    ma si certo adesso secondo le logiche
    corporative
    delle associazioni IT ,i comuni dovrebbero
    comprare
    per forza delle merde oracle o inutili
    interfacce per
    l'anagrafe....
    ma vaffanculo la regola del mercato è
    fatta da domanda
    e offerta,qui mi pare che questi siccome non
    guadagnano
    un cazzo vengono a rompere i coglioni ai
    poveri comuni
    che stanno sul monte bianco
    e che cazzo :owow che finezza nell'esprimere questi chiari concetti!
    • Anonimo scrive:
      Re: chiediamo i soldi a chi non ne ha

      - Scritto da: Anonimo
      wow che finezza nell'esprimere questi chiari
      concetti!che linguaggio oxfordiano sei parente di lord asshole ?
  • Anonimo scrive:
    chiediamo i soldi a chi non ne ha
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