L'esplosione dei domini .tv

Chi registra questi domini? Inglesi e americani prima di tutto, ma anche giapponesi e coreani. Ci sono grosse società che ne hanno presi parecchi, ma la maggior parte è stata acquistata da adolescenti


Firenze – Su Internet è scoppiato un nuovo fenomeno: la registrazione dei domini TV. La sigla TV, universalmente conosciuta in tutto il mondo come simbolo della televisione, appartiene al piccolo arcipelago di Tuvalu, vicino alle isole Fiji. Che a gennaio ha ottenuto dall’ICANN (l’associazione che “governa” Internet) un suo dominio nazionale: TV, appunto.

Nell’aprile scorso una società americana, la TV Corporation, del gruppo IdeaLab, ha ottenuto dal governo di Tuvalu l’esclusiva mondiale per la registrazione di questi domini. Ed è stato subito boom: 3.000 domini registrati a maggio, 6.000 a giugno, 12.000 a luglio e 20.000 ad agosto. Per un totale di oltre 40.000 domini registrati in soli 4 mesi! Di questo passo non è difficile prevedere che, entro la fine dell’anno, il totale supererà quota 100.000.

Perché questa caccia ai domini TV? Va da sé che si tratta di un termine assai eloquente, conosciuto in tutto il mondo (non a caso i domini registrati finora sono per la maggiorparte in lingua inglese). Ma soprattutto è venuto fuori al momento giusto, quando è diventato chiaro a tutti che i canali televisivi del futuro passeranno sulla Rete.

Le moderne tecnologie di comunicazione, infatti, presto ci consentiranno di creare con poca spesa dei veri e propri canali televisivi interattivi e digitali su Internet. Con gli stessi metodi e forse con gli stessi programmi che adopriamo oggi per costruire il nostro sito personale o quello della nostra azienda. E Internet non significa solo computer, ma anche telefonini UMTS e molto altro ancora.

Chi registra questi domini? Inglesi e americani prima di tutto, ma anche giapponesi e coreani. Ci sono grosse società che ne hanno presi parecchi, ma la maggior parte è stata acquistata da giovani e adolescenti. A chi potrebbe venire in mente, per esempio, di registrare: OOOO.TV, DVVVB.TV, ERIX.TV, WAILEA.TV e BREAK.TV?

Tutte parole che non hanno un senso comune. Ma che acquistano un significato nello slang di qualche tribù metropolitana. E in molte di esse c’è un giovane Spielberg che sogna di realizzare il suo canale televisivo personale, per dire e fare tutto ciò che vuole, per acquisire notorietà e diventare un leader. Come il protagonista di “EDTV”, il bel film del regista Ron Howard. Un giovane americano, senza doti particolari, viene scelto da un canale televisivo come protagonista di un real-live-show. E subito diventa un idolo delle folle. La morale è: “non si diventa famosi perché si è speciali. Si è speciali perché si è famosi.”

Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo sognato di essere famosi. Adesso possiamo. Basta collegarsi all’indirizzo Internet: WWW.TV e con sole 100.000 lire potremo aggiudicarci il nome della nostra TV personale. Buona fortuna!

Alberto Bagnoli

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  • Yoram Nathan scrive:
    Protesto
    Con grandissimo rammarico ho appreso della chiusura del sito www.italya.net, esempio di pluralità, notizie, cultura e diffusione del pensiero ebraico e bellezza artistica allo stato puro, nonché primo portale ebraico in lingua italiana. Sono stato membro del forum dal febbraio 2002 e per chi come me ha scelto la fede ebraica è stato per anni l'unico approdo disponibile. Ho conosciuto e conosco ancora persone meravigliose con le quauli ho stretto amicizie formidabili e sincere. So bene che la parola di un ebreo laico ed umanista come me, una specie di reform, vale meno che meno per l'Ucei; ma vale per Stam Sofer che per questo portale ha dato tanto ricevendo solo l'apprezzamento dei frequentatori. Sono veramente angustiato ma capisco le ragioni della chiusura del portale; è un vero peccato. Si è persa un'occasione rara per la diffusione della cultura e del pensiero ebraico; ed in un mondo che pende pericolosamente verso la frangia più sinistra dell'Islam e quindi verso l'antisionismo ed il razzismo in genere...non poteva essere fatto un passo falso di tale portata.
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