Lessig: il Partito Pirata è un errore di comunicazione

Il Pirate Party non troverà spazio nel sistema politico USA, il nome del movimento manca di efficacia. Lessig impietoso: ci vuole altro per sensibilizzare i cittadini americani

Roma – Il Partito Pirata negli States? Un’entità politica inutile, con una denominazione che può trarre in inganno i cittadini. Sono parole di Lawrence Lessig , professore di Stanford e paladino del copyleft, padre delle licenze Creative Commons, ora impegnato a tempo pieno per estirpare la corruzione dal sistema politico statunitense.

Lessig a eTech 2008 Lessig si è espresso dal palco di eTech , evento durante il quale ha presentato il nuovo corso della sua attività in ambito politico. Lessig ha invitato netizen e sviluppatori a trascinare i cittadini verso una rinnovata fiducia nelle istituzioni, ha invitato i politici a ridimensionare l’importanza del denaro nell’ambito delle proprie decisioni. Una domanda dal pubblico ha stimolato la riflessione sul Pirate Party , Lessig ha risposto senza esitazioni: “Sono scettico riguardo all’utilità di entità politiche come il Partito Pirata negli Stati Uniti”.

Il professore si è dichiarato a favore della legalizzazione e della liberazione del file sharing, uno degli obiettivi che il Pirate Party americano si propone di ottenere, ma quella del movimento politico settoriale, ha spiegato Lessig, non è la strada ottimale da percorrere nel contesto politico statunitense . Il Partito Pirata può fungere da ingranaggio di macchine politiche diverse da quella statunitense, può servire a innescare il dibattito pubblico in paesi come la Svezia, dove il movimento è nato . Il sistema politico svedese offre maggiori opportunità alle minoranze, mentre negli Stati Uniti un movimento come il Partito Pirata non guadagnerebbe abbastanza visibilità per stimolare l’interesse della società civile.

Lessig, inoltre, guarda con sospetto al nome del movimento. Attribuirsi la caratterizzazione di pirati potrebbe generare un errore di comunicazione: non fa che rafforzare lo stereotipo della contrapposizione tra pirati e coloro che agiscono nel quadro della legalità, contrapposizione artificiosa che l’industria del copyright ha scientemente edificato negli anni. Lessig si rende conto che l’etichetta scelta dal Pirate Party sia una provocazione, ma non la ritene un efficace strumento comunicativo : non aiuta a decostruire la propaganda dell’industria che abusa dei propri diritti sui contenuti, non aiuta a comunicare l’idea che la cultura debba affrancarsi dalla mercificazione che ne impedisce una libera e fruttuosa circolazione.

Se in Svezia i vertici del Pirat Partiet sembrano condividere l’idea che la qualificazione di “Partito Pirata” sia riduttiva rispetto allo scenario dei diritti sui quali il movimento intende agire, i rappresentanti del Partito Pirata statunitense ribattono piccati a Lessig. “È un professore, dovrebbe sapere che non si deve giudicare un libro dalla sua copertina”, ha risposto sulle pagine di Torrentfreak Andrew Norton, a capo del Pirate Party.

Norton tiene a precisare che il partito politico che rappresenta non incita in alcun modo all’illegalità, non invita nessuno a violare le leggi sul copyright ma si posiziona come un’entità perfettamente inquadrata nel sistema politico, come un partito che intende riformare il sistema con strumenti legittimi. Riguardo al brand , Norton non ha alcun dubbio. L’industria dei contenuti criminalizza le persone, le identifica come pirati: il Pirate Party intende rappresentare la cittadinanza intera e difenderla dalle pretese di coloro che snaturano il diritto d’autore a proprio vantaggio.

Gaia Bottà

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  • Daniel GenitronSv iluppo.com scrive:
    COnferma
    Confermo quanto sopra ... Vi sono proprio all'interno. Uno stile di vita sicuramente non facile. Offre un buon banco di prova esperienziale, a livello più lavorativo che personale, lo consiglierei a molti, sopratutto al 85% dei dipendenti pubblici ;)!Buone start up a tutti!Daniel - GenitronSviluppo.com
  • nessuno scrive:
    Accenture
    Non c'è bisogno di lavorare in una startup... basta lavorare in Accenture
    • zen scrive:
      Re: Accenture
      ma perfavore ha una pessima reputazione il branch italiano
    • asdrubbale scrive:
      Re: Accenture
      Mai lavorato dove c'e' anche accenture? Ecco.Gran presentazioni vestiti da pinguini, belle gnocche ma lavoro fatto con i piedi da ragazzini in stage o a progetto.
      • nessuno scrive:
        Re: Accenture
        Ho lavorato in Accenture per circa un anno e mezzo, l'azienda avrà molti difetti... ma devo dire che conosco veramente poche persone così in gamba come quelle che ho conosciuto lavorando li.
  • cinico scrive:
    stakanovisti per quella monnezza di sito
    Sfido io!A parte che la grafica a dir poco che fa schifo e poco. Web 2.0 o immonndiz 2.0?Se a me avessero detto bisogna lavorare 15 ore al giorno per tirare su un sito simile gli pi*iavo in testa.Ma dai e' un sito ridicolo e secondo me parecchi americani gli avrebbero pi*iato in testa allo stesso modomahalo? mavanhalo!Dei poveracci che si credono google.tra due mesi non se li ricordera' nessuno.
  • Fart Painter scrive:
    Si, ma il lavoro?
    Ok, mi hai convinto. Apro una startup e seguo tutti i tuoi bei consigli.Ma... il lavoro? Non c'e' il consiglio base sul lavoro?Come faccio ad avere un portafoglio ordini tale da garantirmi questa mole di lavoro?Guarda: non mi interessa diventare ricco. Non troppo ricco, diciamo. Pago i miei dipendenti il doppio e li faccio lavorare in maniera normale.Dimmi solo, fra i tuoi 17 consigli, qual e' quello che riguarda la modalita' di procacciarsi il lavoro.E non dire che "se sei bravo, il lavoro arriva" perche' per vedere se sono bravo, me lo devono dare, il lavoro! DOPO possono valutare se sono bravo (se i miei dipendenti sono bravi).Allora? Io la macchinetta del caffe' l'ho gia' comprata, e ho le sedie migliori di tutta l'IKEA....
  • The_GEZ scrive:
    Devo regolare il ... calendario !
    Ciao a tutti !Mi sa che il mio calendario a muro è guasto, o meglio mi sa che "va avanti", sapete il mio alla voce anno segna 2008, mi sa che è avanti di ... un migliaio di anni.Questo sarebbe "il futuro", lavorare come come muli 18 ore al giorno per ... produrre ... produrre ... produrre ... COSA ?Secondo me questo è uno degli (ormai troppi) segni che è l' "inizio della fine", qualcuno tanto tempo fa pensava che con la tecnologia applicata in maniera massiccia si sarebbe potuto lavorare 4 ore al giorno o 3 giorni la settimana tanto si sarebbe prodotto a sufficienza e tutti noi avremmo avuto tanto tempo libero e la qualità della vita sarebbe migliorata.Povero illuso.
    • picchiatello scrive:
      Re: Devo regolare il ... calendario !
      - Scritto da: The_GEZ
      Ciao a tutti !
      Povero illuso.Diciamolo questi articoli fanno sorridere, perche' basandosi su due "finti" miti la meritocrazia-stakanovistica e la controparte di beni di consumo dovrebbero portare benefici al lavoratore sia esso dipendente o autonomo.Spero che l'articolista li giudici da una base prettamente satirica. Un vero "dirigente-imprenditore" dovrebbe a prescindere dare tutti i migliori ausilii per fa si che i propri dipendenti lavorino al meglio, viceversa questi ultimi dovrebber attenersi alle regole del buon padre di famiglia per eseguire al meglio il proprio lavoro.Quindi si fa passare una cosa che normalmente e' sempre esistita nelle aziende che contano di restare sul mercato come qualcosa di raggiugibile solo previo dare la propria vita per l'azienda, ma questo a mio avviso ha portato ad aziende al di fuori della vita reale ( ms ad esempio) dove le reali necessità dell'utenza non e' tenuta in nessun contoe vivono grazie solo all'acquisizione di altre aziende.Poi ripeto parliamo di USA dove se perdi il lavoro ( ed e' abbastanza facile) perdi tutte le prerogative della vita civile ( assistenza medica, giuridica ect) che sono di base e gratuite in Europa.Poi sai la realtà italiana e' diversa come fa uno ( piccolo imprenditore-artigiano) che dichiara poche miliaia di euro di reddito a comprare ai propri dipendenti tutto l'elenco riportato nell'aritcolo alla prima ispezione dell gdf deve spiegare qualcosa.
      • frk scrive:
        Re: Devo regolare il ... calendario !

        ma questo a mio avviso ha portato ad aziende al
        di fuori della vita reale ( ms ad esempio) dove
        le reali necessità dell'utenza non e' tenuta in
        nessun contoe vivono grazie solo all'acquisizione
        di altre aziende.Si certo MS, vive sulle acquisizioni e non fa cose che servono agli utenti... nooo... il fatto di aver reso il PC diffuso come un elettrodomestico lo hanno fatto così, non per le necessità dell'utenza.
        Poi ripeto parliamo di USA dove se perdi il
        lavoro ( ed e' abbastanza facile) perdi tutte le
        prerogative della vita civile ( assistenza
        medica, giuridica ect) che sono di base e
        gratuite in Europa.Tutto vero, ma ti sei scordato di dire che in USA un lavoro lo trovi in 5 minuti.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 10 marzo 2008 21.06-----------------------------------------------------------
        • picchiatello scrive:
          Re: Devo regolare il ... calendario !
          - Scritto da: frk

          Tutto vero, ma ti sei scordato di dire che in USA
          un lavoro lo trovi in 5
          minuti.Dipende, sottopagato come nel nostro paese sicuramente. Poi a seconda dalla zona e dallo stato di riferimento.
          • cinico scrive:
            Re: Devo regolare il ... calendario !
            - Scritto da: picchiatello
            - Scritto da: frk




            Tutto vero, ma ti sei scordato di dire che in
            USA

            un lavoro lo trovi in 5

            minuti.

            Dipende, sottopagato come nel nostro paese
            sicuramente. Poi a seconda dalla zona e dallo
            stato di
            riferimento.Ti prego stai zitto che non sai niente e parli per sentito dire al bar.Non dipende da nessuno stato e sottopagato non lo sei mai.Solo in italia avviene questo.Se vuoi vieni a vedere con i tuoi occhi.Ma anche tu preferisci come molti italiani parlare di queste cose nella INTERMINABILE PAUSA CAFFE'Vai vai... pedala
  • Banana Joe scrive:
    L'IT non c'entra.
    Questi discorsi li si vuol fare a prescindere dal settore.Ma è la razionale conseguenza di un'economia drogata dalla finanza.Negli archivi ci saranno ancora i filmatini propagandistici che facevano nell'america del secolo scorso: il Progresso si basa sulle Meravigliose Opportunità offerte dal sistema bancario, che crea ricchezza (prestando a chi pare loro denaro che non esiste, bel metodo). Peccato che per competere con quelli che si rivolgono alle banche per avere finanziamenti devi rivolgerti alle banche pure tu. Da quel momento la tua bella azienda risponde a tipi ben vestiti in grigio che dicono: più produttività, né se né ma.Manca solo un collegamento: come mai alle banche interessa una società di api operaie, che al limite se la prendono con le pedine imprenditori o politici. Beh io direi che è meglio per loro avere gente che lavora 15 ore al giorno, specie se la tua attività ad alcuni potrebbe sembrare una truffa.
    • Eugenio Odorifero scrive:
      Re: L'IT non c'entra.
      Si, è vero. Ma a prescindere dal signoraggio bancario, qui stiamo parlando (e non perdiamo di vista il discorso) di una 1)start up 2) americana 3) IT. Per 1) è vero, di mezzo ci sono i debiti. Ed ecco il motivo del superlavoro: crescere in fretta, liberarsi dei debiti e togliere il "-" sulla cifra del conto. Al contempo però trattare bene le persona a cui è richiesto questo sforzo.2) Gli stipendi là nell'IT non sono a termine, o magari si, ma si viaggia su altre cifre. A parte questo, prospettiva di crescita, premi e promozioni.3) Se hai letto l'articolo di ieri sull'italiano che lavora ad una IT estera, capisci che c'è di mezzo il capitale intellettuale che è l'insieme dei CERVELLI dei dipendenti. Tale capitale, come puoi capire non può essere sostituito da nessun conto.
      • picchiatello scrive:
        Re: L'IT non c'entra.
        - Scritto da: Eugenio Odorifero
        3) Se hai letto l'articolo di ieri sull'italiano
        che lavora ad una IT estera, capisci che c'è di
        mezzo il capitale intellettuale che è l'insieme
        dei CERVELLI dei dipendenti. Tale capitale, come
        puoi capire non può essere sostituito da nessun
        conto.Fino ad un certo punto , anche nelle realtà estere quando raggiungi una certa età viene sostituito, il segreto sta nel farsi pagare giustamente per quei 10 anni di carriera al top che puoi fare....magari con degli investimenti in titoli od in polizze che nel nostro paese sono utopistici.
        • cinico scrive:
          Re: L'IT non c'entra.
          - Scritto da: picchiatello
          - Scritto da: Eugenio Odorifero


          3) Se hai letto l'articolo di ieri sull'italiano

          che lavora ad una IT estera, capisci che c'è di

          mezzo il capitale intellettuale che è l'insieme

          dei CERVELLI dei dipendenti. Tale capitale, come

          puoi capire non può essere sostituito da nessun

          conto.


          Fino ad un certo punto , anche nelle realtà
          estere quando raggiungi una certa età viene
          sostituito, il segreto sta nel farsi pagare
          giustamente per quei 10 anni di carriera al top
          che puoi fare....magari con degli investimenti in
          titoli od in polizze che nel nostro paese sono
          utopistici.anche tu parti per sentito dire qui non ti sostituisce nessuno fai carrieraE' IN ITAGLIA CHE TI SOSTITUISCONO CON IL RAGAZZINO E A TE TI MANDANO A CASAVUOI CHE TE LO RIPETO?
      • bitte scrive:
        Re: L'IT non c'entra.
        Lavorare in fretta per liberarsi dei debiti fa parte della teoria e, spero, di molti casi fortunati. Ma in pratica quante aziende si staccano dalla mammella del credito? Quelle che lo fanno si espongono alla concorrenza "sleale" di quelle che si fanno aiutare dal denaro delle banche, influenzando il mercato. Come se allo stadio la prima fila si alzasse in piedi, e tutti gli altri fossero costretti uno dopo l'altro a fare lo stesso.Il credito è un'arma a doppio taglio.
  • Zen scrive:
    perche' se ne parla.
    Senza troppo pensare al bene o male giusto o sbagliato di quel che e' scritto mi vien da pensare al perche' appaiono articoli di cui francamemente non riconosco l' utilita' pratica.Voglio farvi partecipi di un paio di eventi di questo mese.Tempo fa si e' deciso di aprire un forum dove mettere informazioni utili per chi volesse lavorare fuori Italia, questo mese abbiamo avuto il riscontro di un iniziativa ed penso che ttti quelli del forum siano molto contenti:uno di questi ragazzi lavora a Bristol ed un' altro a Cork (rep di irlanda)ecco mi piacerebbe vedere qualche notizia che possa produrre qualcosa di utile come e' stato per questa iniziativa.per ora di utile in questi articoli vedo ben poco, aspetto le smentite.
  • Mi scoccio di loggare scrive:
    Voglio lavorare in uffici statali
    Se il lavoro in una startup richiede :- Massima Flessibilità- Disponibilità Sempre- Poche pause ( magari ad uno sputo dalla scrivania )- Stipendi bassi ( siamo una startup, non possiamo offrirti grosse cifre )Preferisco lavorare in un ufficio statale dove :- Stipendio medio-alto- Orari prefissati- Nessun controllo di quel che svolgo e SE lo svolgoInsomma...voglio fare il mantenuto e non la vittima sacrificale.Quel tizio dell'articolo, parla da "padrone" e gia' il solo : " Non vuoi lavorare piu' di 8 ore? Ti licenzio ", mi fa capire che un futuro molto promettente ( azienda con 1 solo impiegato - Fantozzi - ).Se magari pensasse anche a chi dedica il suo tempo/vita ad un progetto di un altro, vedrebbe la situazione sotto un'ottica differente e capirebbe che forse 8 ore sono pure troppe.
    • ubuntu scrive:
      Re: Voglio lavorare in uffici statali
      "Preferisco lavorare in un ufficio statale dove :- Stipendio medio-alto- Orari prefissati- Nessun controllo di quel che svolgo e SE lo svolgo"si si, vieni vieni a lavorare nel pubblico impiego:- Stipendio medio-alto
      1.100 euro al mese- Orari prefissati
      come ovunque- Nessun controllo di quel che svolgo e SE lo svolgo"
      sbagliatissimo!
      • Mi scoccio di loggare scrive:
        Re: Voglio lavorare in uffici statali
        - Scritto da: ubuntu
        si si, vieni vieni a lavorare nel pubblico
        impiego:
        - Stipendio medio-alto
        1.100 euro al meseAttualmente il mio stipendio e' di 1000 euro al mese e sono 3 anni che è cosi ( altro che scatto di livello... -.- )
        - Orari prefissati
        come ovunque8 ore al giorno + straordinari ( non pagati ) e disponibilità garantita nell'arco delle 12 ore. Da voi?
        - Nessun controllo di quel che svolgo e SE lo
        svolgo"

        sbagliatissimo!Dipende dal settore. Non voglio dire che sono tutti cosi, ma ad esempio ( prendo una categoria a campione, di vigili urbani nella mia città non se ne vedono piu' in giro, se non al bar ).
        • unaDuraLezione scrive:
          Re: Voglio lavorare in uffici statali
          contenuto non disponibile
          • Mi scoccio di loggare scrive:
            Re: Voglio lavorare in uffici statali
            - Scritto da: unaDuraLezione
            - Scritto da: Mi scoccio di loggare


            8 ore al giorno + straordinari ( non pagati )

            la domanda nasce spontanea... perchè dovresti
            fare gli straordinari non
            pagati?
            Digli che devi andare a giocare a Golf.
            Lui capirà.Che dovrà licenziarmi perche' c'e' quel ragazzetto che e' disposto a lavorare dalle 15 alle 20 per 300 euro mensili e sarà felicissimo perche' potrà farsi anche figo con i suoi amichetti di scuola.Naturalmente il tutto a nero, senza problemi di tfr, contratti, malattie....Naturalmente non parlo di ore di straordinarie non pagate (
            10 mensili ), ma di "spot" giornalieri che ogni mese si accumulano in 5-6 ore di straordinario non retribuito :/
        • a f k scrive:
          Re: Voglio lavorare in uffici statali
          - Scritto da: Mi scoccio di loggare
          - Scritto da: ubuntuAnch'io PA :)

          si si, vieni vieni a lavorare nel pubblico

          impiego:

          - Stipendio medio-alto
          1.100 euro al mese

          Attualmente il mio stipendio e' di 1000 euro al
          mese e sono 3 anni che è cosi ( altro che scatto
          di livello... -.-
          )Quindi lo consideri medio-alto?Nella PA i soldi si fanno con gli straordinari in Conto Privato, ossia pagati dal privato presso cui si svolge il servizio. E qui i giochetti si sprecano: dal cambiarsi l'orario (riducendolo da 9 a 6 col "cambio turno") per quel giorno, cosi' da massimizzare le ore di straordinario, al rendersi disponibili per il servizio solo fuori orario ordinario, al mentire spudoratamente sulle ore impiegate.C'e' gente che arriva a raddoppiare o piu' quei mille euro.Ovviamente non tutti lo possono fare, per cui c'e' una lotta accanita per le quote. Gli esclusi restano milleuristi.

          - Orari prefissati
          come ovunque

          8 ore al giorno + straordinari ( non pagati ) e
          disponibilità garantita nell'arco delle 12 ore.
          Da
          voi?36 ore, articolate su 5gg: 6-9-6-9-6I gg "lunghi" in realta' prevedono una pausa pranzo "irrinunciabile" (da contratto; questo per evitare che venga "richiesto" dal capo di rinunciarci una volta si' e l'altra pure, "perche' c'e' bisogno") di almeno 30', per cui diventano 9 ore e mezza (minimo)

          - Nessun controllo di quel che svolgo e SE lo

          svolgo"


          sbagliatissimo!
          Dipende dal settore. Non voglio dire che sono
          tutti cosi, ma ad esempio ( prendo una categoria
          a campione, di vigili urbani nella mia città non
          se ne vedono piu' in giro, se non al bar
          ).Sbagliatissimo un cavolo.Si fa a gara a chi riesce a fare meno, altro che.Nessuna iniziativa per migliorare le cose, porterebbe a doversi impegnare di piu'."Lasciare cadere le cose" (le pratiche), tanto o finiscono nel dimenticatoio, o qualcuno si accorge che sono ferme da mesi e le scarica sulle spalle di qualche fesso volenteroso; in tal modo il primo soggetto viene via via deresponsabilizzato dandogli sempre meno da fare, mentre il secondo viceversa si ritrova a fare il lavoro anche degli altri."Imboscamento", consistente nel non farsi trovare; stare sempre fuori stanza, svicolare, controllare gli orari dei capi per essere assenti quando quelli sono presenti, eccetera. Devo dire che nella mia limitata esperienza questa tattica viene portata avanti dai livelli piu' bassi.Telefono e internet a' go-go. Dategli la minima possibilita' di telefonare e ciao, li troverete attaccati alla cornetta per decine e decine di minuti, scardinando il funzionamento dell'ufficio (pratiche bloccate, ritardi, errori a non finire). In un caso interminabili sequenze telefoniche con potenziali donnine ingenue, di nascosto dalla moglie.Internet, poi... In prossimita' delle ferie e' tutto un cercare alberghi, viaggi, biglietti, depliant. Non conoscono stagioni invece le continue consultazioni di tutti i possibili quotidiani e riviste online, di conti bancari, di listini borsistici, di "lui cerca lei", a seconda del carattere. Il porno invece e' bloccato da subito, per cui non saprei come andrebbe a finire.Poi c'e' la categoria dei "lavoratori a vantaggio", ossia quelli che fanno solo quello che puo' portargli vantaggi economici o di posizione, il resto lo schivano facendolo scaricare sul solito fesso di turno. Questa categoria e' in continua sgomitata, si alleano tra loro per impedire che qualcun altro si aggreghi, diminuendogli la fetta di torta.Infine c'e' la categoria di quelli che l'ufficio lo fanno funzionare, il che si traduce nel fatto che devono anche farsi il lavoro di tutti gli altri.Innovare e' quasi impossibile, lo scopo e' il mantenimento dello status quo: hanno imparato a fare quel che fanno come degli automi e qualunque modo diverso da quello svelerebbe la loro totale ignoranza di quello che fanno. Ogni variazione di posizione scatena gelosie o rivalse. E' tutto un remare contro.L'unico modo per cambiare le cose dovrebbe venire da un vero atto dirigenziale, ma i dirigenti tutto sono meno che manager.Cambio generazionale? Hahahaha,HA!Io ho 40 anni e sono il piu' giovane, le somme potete tirarle da voi.Insomma, non e' vero che i dipendenti pubblici non fanno un cazzo da mane a sera, pero' e' verissimo che la piu' parte di loro fa il minimo indispensabile per evitare lo sfascio totale, mentre una minoranza fa quasi zero, senza tanto nascondersi. Tanto nessuno viene licenziato, che si faccia 1 o si faccia 100, e' lo stesso.Nota, esistono svariati strumenti per il monitoraggio dell'attivita' degli uffici, ma vengono applicati - quando vengono applicati - in modo del tutto falsato. E se viene proposto un controllo puntuale (quante pratiche in quanto tempo), anche a soli fini statistico-produttivo, ecco scattare la lamentela (e vorrei vedere) e intervenire i sindacati (pro status quo, di nuovo), che per il resto sono lontanissimi dai lavoratori e si fanno vedere solo in tempi di elezioni.In conclusione! Se pensate che un pubblico impiegato sia un fannullone, all'ottanta per cento ci state azzeccando.CYAP.S.: Io? Io sono fortunato, mi sono scavato la mia nicchia IT e per lo piu' mi occupo di quello; ma, facendo parte della minoranza dei fessi, mi ritrovo spesso e volentieri (no, non da parte mia) a battere lettere, svolgere funzioni di segreteria, aggiustare i casini creati dal solito cazzone di turno che pero' prende il doppio di me, eccetera eccetera. :(
  • Menur scrive:
    Sì e 40 anni un bel infartino
    Vita sedentaria, sempre in ufficio, mangiare schifezze o quasi, poco moto, sempre seduto, gesti ripetuti all'infinito, dolori alle articolarzioni, problemi circolatori, e perchè no emorrorodi (se state sempre seduti...)e poi stress stress e ancora stresse poi tanti saluti alla famiglia e alla vita socialeE quanto credete di reggere con questo ritmo ?a 35 anni sarà come averne 55a 40 sarete morti d'infartop.s.super-ot: ma avete notato anche voi come i "ggiovani d'oggi" a 20 sembra che ne abbiano 30 o più ?o pare solo a me ? cacchio se si consumano in fretta... sarà la velocità della vita d'oggi: tv, computer, internet, cellulari, migliaia di informazioni al minuto, esperienze, viaggi, notti insonne, poco riposo, cibo spazzatura, etc...
    • Get Real scrive:
      Re: Sì e 40 anni un bel infartino
      - Scritto da: Menur
      E quanto credete di reggere con questo ritmo ?
      a 35 anni sarà come averne 55
      a 40 sarete morti d'infarto

      p.s.super-ot:
      ma avete notato anche voi come i "ggiovani
      d'oggi" a 20 sembra che ne abbiano 30 o più
      ?Esatto. La vita media del lavoratore tipico si abbasserà di parecchio nei prossimi anni. Così si risolverà il problema delle pensioni, visto che moriremo tutti (o in gran parte) prima di poterla riscuotere (e l'età pensionabile nel frattempo sarà spostata sempre più avanti).Ma niente paura: l'élite avrà ben altro destino. Loro potranno godere di lunghe vite felici e vecchiaie dorate grazie ai loro dividenti miliardari e ai loro stipendi a sei zeri.Sono la nuova Nobiltà.Non sperate in alcuna rivoluzione: noi saremo disarmati e controllati 24 ore al giorno, loro disporranno di potenti forze di sicurezza private dal manganello e dalla pistola facile.Lo Stato starà con loro, sempre. Perchè LORO sono l'Economia, e l'Economia è la vita dello Stato.Questo è il nuovo mondo.
    • Forever scrive:
      Re: Sì e 40 anni un bel infartino
      - Scritto da: Menur
      Vita sedentaria, sempre in ufficio, mangiare
      schifezze o quasi, poco moto, sempre seduto,
      gesti ripetuti all'infinito, dolori alle
      articolarzioni, problemi circolatori, e perchè no
      emorrorodi (se state sempre
      seduti...)
      e poi stress stress e ancora stress
      e poi tanti saluti alla famiglia e alla vita
      sociale

      E quanto credete di reggere con questo ritmo ?
      a 35 anni sarà come averne 55
      a 40 sarete morti d'infarto

      p.s.super-ot:
      ma avete notato anche voi come i "ggiovani
      d'oggi" a 20 sembra che ne abbiano 30 o più
      ?
      o pare solo a me ? cacchio se si consumano in
      fretta...

      sarà la velocità della vita d'oggi: tv, computer,
      internet, cellulari, migliaia di informazioni al
      minuto, esperienze, viaggi, notti insonne, poco
      riposo, cibo spazzatura,
      etc...Sono d'accordo con te. La vita è diventata anch'essa un prodotto di consumo. Purtroppo.Ciao!
  • iome scrive:
    Ma che senso ha?
    Il dipendente di una startup ha gli stessi diritti di ogni altro dipendente, e se lavora in una startup o meno cambia poco, che senso ha chiedere uno sforzo se non è corrisposto da un adeguato "premio startup"?Gli unici effetti positivi e/o negativi di una startup li hanno gli azionisti ed i manager, che siano loro a subirne gli svantaggi e gli eventuali guadagni se ci saranno...Un dipendente può scegliere di sbattersi o meno, senz'altro, ma se lo fa non dovrebbe (almeno io non lo farei) sbattersi per il santo graal aziendale ma per dovere o per carriera...Se una startup si vuole dimostare degna di uno sforzo ulteriore che dimostri tramite dovuti benefici pecuniari o in benefit che apprezza i dipendenti che si sforzano.
  • Paul Stanley scrive:
    così non va
    Mettiamo anche di riuscire a realizzare una cosa del genere. Ma questi schiavi (perchè non sono più persone), poi mandano in rovina tutto il resto, nel senso che non comprano più ad esempio vestiti (a che ti serve se lavori in continuazione?) o altro che non sia connesso al proprio lavoro.Un birra al pub? Mai, bisogna finire il lavoro. Ecco che allora per una startup che (forse) decolla altre attività vanno sul lastrico.Io non sono d'accordo con quello che è scritto in questo articolo in nessun punto. In questo modo si azzera la personalità dell'individuo che diventa una macchina. I diritti ci sono e sono sacrosanti. Altrimenti ci incateniamo tutti al pc e lavoriamo senza sosta 24hx7: in fondo a che serve dormire?Ragazzi, c'è dell'altro oltre al lavoro, si chiama vita. Ma forse non ve ne siete accorti.
    • MegaJock scrive:
      Re: così non va
      - Scritto da: Paul Stanley
      Ragazzi, c'è dell'altro oltre al lavoro, si
      chiama vita. Ma forse non ve ne siete
      accorti.Qui siamo su PI e sono tutti nerd sfigati malati di informatica. Incatenali ad un PC a lavorare tutto il giorno e li farai felici. :D
  • luminor scrive:
    Manca un pezzo
    Scusate , ma manca un pezzo dell 'intervista.Il manager/padrone della società, diceva , "naturalmente, dato che il dipendente deve lavorare anche 15-16 ore al giorno,guadagnerà una cifra pari alla mia,cioè divideremo tutto in parti uguali , cosicchè faremo tutti parte di una grande famiglia e metterò la mia ricchezza in comunione con tutti i lavoratori , da quello che fa le pulizie ai programmatori/sistemisti/manualisti/grafici/segretari/ie etc...."Non me ne voglia l'autore dell'articolo , il mio è uno scherzo.
  • Fabio Fidanza scrive:
    Perchè non un articolo sugli italiani?
    C'è anche in Italia chi si smazza per creare buone idee di business su internet, senza datore di lavoro o stipendio fisso.Sarebbe interessante parlarne su PI.
  • Alex F. scrive:
    Che tristezza...
    E' proprio per tutto quello che c'è scritto qua che solo il pensiero di iniziare a lavorare in questo campo mi mette una tristezza....Per poi magari prendere 800 euro al mese, mentre la "startup" inizia a fatturare qualche bel soldone...Vivere per lavorare o lavorare per vivere? Questo è il problema...
    • Neverdie scrive:
      Re: Che tristezza...
      Non vivono in italia :D Quelle sono società che pagano e non ti fanno contratti a progetto xkè gli sviluppatori sono Necessari alla crescita di un azienda e avere persone che vanno e vengono non fa bene ne al team ne all'azienda.
  • uccio bear scrive:
    può andare ma...
    ...la scollatura della barista non toccatemela!
  • Toshiro Mifune scrive:
    Per 2 anni, poi via
    Detto da tutti: nel campo IT il mercato del lavoro internazionale (l'Italia non fa testo) per darti un impiego ben retribuito richiedono sempre almeno 2-3 annetti di esperienza e volte questa vale più di una laurea.Allora, io in una startup, se fossi giovane di primo pelo, ci potrei anche lavorare se mi rendo conto che le competenze che acquisisco e le "menti" che frequento valgono veramente qualcosa. E' una vita dura, certo, e non deve diventare abitudine. Tanto poi, nel giro di un paio d'anni di questa vita si acquisisce già tutto quel che serve per presentarsi come skilled ad un colloquio di lavoro ed è quello il momento per passare a "miglior vita" cioè andare a fare un 8:30/17:30 in una non-startup con uno stipendio dignitoso.Sempre che la startup nel frattempo non sia decollata e possa offrire un lautissimo stipendio in cambio delle giornate della mia vita che mi chiede di dedicarle.
  • asd scrive:
    Schiavi
    Siamo già schiavi a lavorare 8 ore al giorno, figuriamoci di +. Ma chi l'ha stabilito che uno deve sacrificare tutte ste ore della propria vita per far arricchire gli altri?Aprite gli occhi
  • unaDuraLezione scrive:
    manco per 100.000 euri all'anno
    contenuto non disponibile
  • trillo scrive:
    un altro portale inutile
    L'ennesima startup che andra' a gambe all'aria tra mettiamo 2 annetti, scommettiamo ? Per allora il management l'avra' rivenduta' a qualche big tipo MS o yahoo che se la inglobera' licenziando i dipendenti e pagando milioni i creatori. forse. perche' comunque gli stati uniti sono in piena recessione e vanno avanti come se niente fosse, stile titanic. allacciate le cinture che nei prossimi anni si ballera' un po'.
  • Genoveffo il terribile scrive:
    E lo stipendio?
    Perchè non viene citato lo stipendio?Ho avuto amici americani che lavoravano così, ma .... con l'equivalente, nel 2004, di 200.000 dollari all'anno!!Per una cifra oggi simile (circa 200.000 euro, a spanne), lo farebbero in molti.Non farsi il culo per 2000 euro al mese, quando va bene ...
    • Pippo PIppo scrive:
      Re: E lo stipendio?
      Straquoto.Perche' la gente non parla mai di stipendio ? La gente vive con la voce "netto a pagare" della busta paga...Nessuno e' disposto a farsi un mazzo tanto per 1200 Euro al mese...
      • Neverdie scrive:
        Re: E lo stipendio?
        molte startup pagano con % sull'azienda, quindi più lavori più guadagni.
        • Overture scrive:
          Re: E lo stipendio?
          Poi ti fanno un colpo gobbo da fuori, l'azienda fallisce ed i dipendenti se lo prendono in quel posto un tanto % a testa... Meglio i soldi
    • picchiatello scrive:
      Re: E lo stipendio?
      - Scritto da: Genoveffo il terribile
      Perchè non viene citato lo stipendio?

      Ho avuto amici americani che lavoravano così, ma
      .... con l'equivalente, nel 2004, di 200.000
      dollari
      all'anno!!

      Per una cifra oggi simile (circa 200.000 euro, a
      spanne), lo farebbero in
      molti.

      Non farsi il culo per 2000 euro al mese, quando
      va bene
      ...Dipende se poi la polizza assicurativa familiare di prende 180.000...(naturalemente e' solo un esempio)Non vedo questi continui riferimenti a scenari USA cosa possano portare di innovativo nello schema italiano....magari il Canada e' gia' piu' fattibile.
    • Akiro scrive:
      Re: E lo stipendio?
      2000 euro al mese? vengo anch'io!scherzi a parte, preferirei degli stipendi degni di questo nome e dei lavori non da schiavo.Ma in un azienda si tende a premiare sempre i soliti, si va a simpatia... peccato che poi c'è gente che prende 1200 euro che fa lo stesso identico lavoro (e forse meglio) di gente che ne prende 1800.that's all folk
  • Loky scrive:
    un altro "perso"
    Ma dove credi di essere ... in scandinavia ?Siamo in italia.Inoltre, sempre in italia, mica si crea valore ... ci si limita a fatturare aria fritta, insomma a fare la "banca".Legge Biagi .... un altro "perso" nel vuoto della sua mente !
    • Eugenio Odorifero scrive:
      Re: un altro "perso"
      Ehm... non è proprio così. Biagi con la legge che gli ha dato nome c'entra poco.
      • mi sono rotto i Maroni scrive:
        Re: un altro "perso"
        - Scritto da: Eugenio Odorifero
        Ehm... non è proprio così. Biagi con la legge che
        gli ha dato nome c'entra
        poco.si chiamala come vuoi ma il risultato e' lo stesso
  • PIppo Baudo 2 scrive:
    MA CHE SCHIFO!
    MA CHE SCHIFO!
  • Batman scrive:
    Batman
    BA BA BA .... BA BA BA !!!!BATMANNNNNNNNNN
  • Gordon scrive:
    E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
    Le imprese non possono star dietro alla concorrenza di Cina e India con le regole del lavoro degli anni '70, il lavoro è un servizio come un altro, e in quanto tale deve essere disponibile in ogni momento (a voi per caso la rete dei cellulari non funziona più dopo le 5?!) al minor costo possibile. E questo vale soprattutto per le start up.E' inoltre necessario rendere i salari un "prezzo" soggetto solo al libero mercato, come è ovvio (niente più contratti nazionali, rinnovi negoziati ogni 2 anni, ecc...) e liberalizzare sempre di più lo spostamento di lavoratori anche da paesi dell'estremo oriente.Perchè limitarsi ai diplomati e laureati italiani quando in India le università ne sfornano centinaia di migliaia ogni anno, e di ottima qualità?Infine, basta demagogia sull'art.18 dello statuto dei lavoratori, è roba arcaica. Fortunatamente alle prossime elezioni sia che vinca Berlusconi sia che vinca Veltroni, nessuno dei due ha in programma di eliminare o limitare la Legge Biagi, e questo è un segnale positivo e di maturazione anche della classe politica italiana (uno dei pochi, purtroppo...). L'Italia deve maturare e rendersi conto che non può continuare a rimanere nel medioevo post-sessantottino in cui è imprigionata, altrimenti gli imprenditori nell'IT investiranno altrove.
    • Comet scrive:
      Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
      Hai sparato soltanto una serie infinita di luoghi comuni, fesserie e argomenti pro-confindustriali. Vado ad elencare:- Scritto da: Gordon
      Le imprese non possono star dietro alla
      concorrenza di Cina e India con le regole del
      lavoro degli anni '70Per il 90% della gente che lavora qui non credo proprio valga la favola di Cina e India. Non siamo su punto-tessile.it. E la concorrenza di programmatori indiani arriva su grandi progetti, cosa che in Italia non abbonda certo. O pensi che l'indiano venga fin qui per farti il gestionale?
      il lavoro è un servizio
      come un altro, e in quanto tale deve essere
      disponibile in ogni momento (a voi per caso la
      rete dei cellulari non funziona più dopo le 5?!)Il servizio che ti metto in piedi io FUNZIONA 24/24h. O pensi che chi ha costruito i servizi attorno alla telefonia non dorma mai? C'è la turnazione per i sistemisti, certo, ma è un servizio di alta affidabilità e quindi viene pagata la REPERIBILITA'...
      al minor costo possibile. E questo vale
      soprattutto per le start
      up.Con il minor costo possibile però devo poter mangiare, il mio stomaco non è start up.
      E' inoltre necessario rendere i salari un
      "prezzo" soggetto solo al libero mercato, come è
      ovvio (niente più contratti nazionali, rinnovi
      negoziati ogni 2 anni, ecc...) Lo vedi che non sai un cazzo? Hai idea di quanti abbiano qui un CCNL? Molto pochi. La maggior parte sono a progetto o consulenti a P.IVA. Per noi la retribuzione è SEMPRE stata contrattata singolarmente. Sveglia!!
      e liberalizzare
      sempre di più lo spostamento di lavoratori anche
      da paesi dell'estremo
      oriente.Bravo, vai così. Già siamo pieni, diventiamo veramente come i Sioux, come dice la Lega...
      Perchè limitarsi ai diplomati e laureati italiani
      quando in India le università ne sfornano
      centinaia di migliaia ogni anno, e di ottima
      qualità?Sto lavorando ultimamente con un Indiano in azienda... sa fare il suo lavoro perfettamente ma non è un genio, ha un cervello come tutti gli altri e sbaglia come tutti gli altri. Smontiamolo questo mito...
      Infine, basta demagogia sull'art.18 dello statuto
      dei lavoratori, è roba arcaica. Fortunatamente
      alle prossime elezioni sia che vinca Berlusconi
      sia che vinca Veltroni, nessuno dei due ha in
      programma di eliminare o limitare la Legge Biagi,
      e questo è un segnale positivo e di maturazione
      anche della classe politica italianaIo non so tu che cosa intenda per flessibilità. In tutti i paesi la flessibilità è pagata MEGLIO con PIU' CONTRIBUTI, noi invece veniamo pagati meno. Da noi la legge Biagi ha fallito il suo compito, che era quello di smuovere il mercato del lavoro. Ha solo abbassato il costo del lavoro e creato una classe sociale di infelici che non può comprarsi casa perchè non ha "garanzie". Me compreso.
      L'Italia deve maturare e rendersi conto che non
      può continuare a rimanere nel medioevo
      post-sessantottino in cui è imprigionata,
      altrimenti gli imprenditori nell'IT investiranno
      altrove.Si vabbè ma questo riguarda gli statali fancazzisti. Gli altri lo stipendio se lo sudano, contratto sicuro o meno, e se parli così ho paura che tu non abbia mai lavorato "sul serio" ma sia soltanto uno di quei bambocci che giocano a fare i liberisti perchè li mantiene papà con la fabbrichetta.Buona notte... e vai a lavorare che imparerai tante cose...
      • acad scrive:
        Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
        Quoto, che discorsone... TOTAL FLEXIBILITY sa tanto di mettersi a novanta.- Scritto da: Comet
        Hai sparato soltanto una serie infinita di luoghi
        comuni, fesserie e argomenti pro-confindustriali.
        Vado ad
        elencare:

        - Scritto da: Gordon

        Le imprese non possono star dietro alla

        concorrenza di Cina e India con le regole del

        lavoro degli anni '70

        Per il 90% della gente che lavora qui non credo
        proprio valga la favola di Cina e India. Non
        siamo su punto-tessile.it. E la concorrenza di
        programmatori indiani arriva su grandi progetti,
        cosa che in Italia non abbonda certo. O pensi che
        l'indiano venga fin qui per farti il
        gestionale?


        il lavoro è un servizio

        come un altro, e in quanto tale deve essere

        disponibile in ogni momento (a voi per caso la

        rete dei cellulari non funziona più dopo le 5?!)

        Il servizio che ti metto in piedi io FUNZIONA
        24/24h. O pensi che chi ha costruito i servizi
        attorno alla telefonia non dorma mai? C'è la
        turnazione per i sistemisti, certo, ma è un
        servizio di alta affidabilità e quindi viene
        pagata la
        REPERIBILITA'...


        al minor costo possibile. E questo vale

        soprattutto per le start

        up.

        Con il minor costo possibile però devo poter
        mangiare, il mio stomaco non è start
        up.


        E' inoltre necessario rendere i salari un

        "prezzo" soggetto solo al libero mercato, come è

        ovvio (niente più contratti nazionali, rinnovi

        negoziati ogni 2 anni, ecc...)

        Lo vedi che non sai un cazzo? Hai idea di quanti
        abbiano qui un CCNL? Molto pochi. La maggior
        parte sono a progetto o consulenti a P.IVA. Per
        noi la retribuzione è SEMPRE stata contrattata
        singolarmente.
        Sveglia!!


        e liberalizzare

        sempre di più lo spostamento di lavoratori anche

        da paesi dell'estremo

        oriente.

        Bravo, vai così. Già siamo pieni, diventiamo
        veramente come i Sioux, come dice la
        Lega...


        Perchè limitarsi ai diplomati e laureati
        italiani

        quando in India le università ne sfornano

        centinaia di migliaia ogni anno, e di ottima

        qualità?

        Sto lavorando ultimamente con un Indiano in
        azienda... sa fare il suo lavoro perfettamente ma
        non è un genio, ha un cervello come tutti gli
        altri e sbaglia come tutti gli altri. Smontiamolo
        questo
        mito...


        Infine, basta demagogia sull'art.18 dello
        statuto

        dei lavoratori, è roba arcaica. Fortunatamente

        alle prossime elezioni sia che vinca Berlusconi

        sia che vinca Veltroni, nessuno dei due ha in

        programma di eliminare o limitare la Legge
        Biagi,

        e questo è un segnale positivo e di maturazione

        anche della classe politica italiana

        Io non so tu che cosa intenda per flessibilità.
        In tutti i paesi la flessibilità è pagata MEGLIO
        con PIU' CONTRIBUTI, noi invece veniamo pagati
        meno. Da noi la legge Biagi ha fallito il suo
        compito, che era quello di smuovere il mercato
        del lavoro. Ha solo abbassato il costo del lavoro
        e creato una classe sociale di infelici che non
        può comprarsi casa perchè non ha "garanzie". Me
        compreso.


        L'Italia deve maturare e rendersi conto che non

        può continuare a rimanere nel medioevo

        post-sessantottino in cui è imprigionata,

        altrimenti gli imprenditori nell'IT investiranno

        altrove.

        Si vabbè ma questo riguarda gli statali
        fancazzisti. Gli altri lo stipendio se lo sudano,
        contratto sicuro o meno, e se parli così ho paura
        che tu non abbia mai lavorato "sul serio" ma sia
        soltanto uno di quei bambocci che giocano a fare
        i liberisti perchè li mantiene papà con la
        fabbrichetta.

        Buona notte... e vai a lavorare che imparerai
        tante
        cose...
        • Cori da stadio scrive:
          Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
          - Scritto da: acad
          Quoto, che discorsone... TOTAL FLEXIBILITY sa
          tanto di mettersi a
          novanta.(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)
          • The Beyonder scrive:
            Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
            - Scritto da: Cori da stadio
            - Scritto da: acad

            Quoto, che discorsone... TOTAL FLEXIBILITY sa

            tanto di mettersi a

            novanta.

            (rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)Da noi la flessibilità significa soltanto venir a lavorare prima o al max in orario, ma "eventualmente" finire sempre dopo, e mai prima....
      • shevathas scrive:
        Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY


        il lavoro è un servizio

        come un altro, e in quanto tale deve essere

        disponibile in ogni momento (a voi per caso la

        rete dei cellulari non funziona più dopo le 5?!)

        Il servizio che ti metto in piedi io FUNZIONA
        24/24h. O pensi che chi ha costruito i servizi
        attorno alla telefonia non dorma mai? C'è la
        turnazione per i sistemisti, certo, ma è un
        servizio di alta affidabilità e quindi viene
        pagata la
        REPERIBILITA'...
        il problema dei servizi informatici è che molte azienduncole vorrebbero fornire servizi 24/24 7/7 con personale largamente insufficiente.Un problema che ho notato è che molte aziendine non riescono a capire quando una commessa è troppo grossa, onerosa per le proprie risorse e quindi non sono in grado di operare con efficienza.

        E' inoltre necessario rendere i salari un

        "prezzo" soggetto solo al libero mercato, come è

        ovvio (niente più contratti nazionali, rinnovi

        negoziati ogni 2 anni, ecc...)

        Lo vedi che non sai un cazzo? Hai idea di quanti
        abbiano qui un CCNL? Molto pochi. La maggior
        parte sono a progetto o consulenti a P.IVA. Per
        noi la retribuzione è SEMPRE stata contrattata
        singolarmente.
        Sveglia!!
        e allora perchè non riconoscere lo stato di fatto reale invece di continuare a raccontarci la balla dell'articolo 18 e della tutela dei "lavoratori" ?Sarebbe meglio ristrutturare lo stato sociale dimensionandolo sul mondo del lavoro attuale che vagheggiare di improbabili eliminazioni del precariato, eliminazioni che a conti fatti servirebbero solo a spingere in nero o in finta partita iva un sacco di gente.

        Infine, basta demagogia sull'art.18 dello
        statuto

        dei lavoratori, è roba arcaica. Fortunatamente

        alle prossime elezioni sia che vinca Berlusconi

        sia che vinca Veltroni, nessuno dei due ha in

        programma di eliminare o limitare la Legge
        Biagi,

        e questo è un segnale positivo e di maturazione

        anche della classe politica italiana

        Io non so tu che cosa intenda per flessibilità.
        In tutti i paesi la flessibilità è pagata MEGLIO
        con PIU' CONTRIBUTI, noi invece veniamo pagati
        meno. Da noi la legge Biagi ha fallito il suo
        compito, che era quello di smuovere il mercato
        del lavoro. Ha solo abbassato il costo del lavoro
        e creato una classe sociale di infelici che non
        può comprarsi casa perchè non ha "garanzie". Me
        compreso.
        vorrei spezzare una lancia a favore della biagi, il problema non è la "flessibilità" è che il resto dell'italia è rimasta bloccata con la rigidezza ed il mito dell'articolo 18.C'è da ripensare lo stato e aggiornarlo al nuovo mercato del lavoro, non continuare a far finta di essere ancora negli anni 70 con la grossa fabbrica da una parte e gli operai dall'altra.
        • trillo scrive:
          Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
          Signori, permettete, non avete capito una beneamanta minc@@@.la concorrenza a cina e india o altri paesi a basso costo non ha senso farla, perche' immagino non siate disposti VOI ad essere pagati tanto quanto viene pagato un lavoratore in quei paesi e a non avere le minime garanzie sociali, che li NON hanno. Parlo di salario minimo garantito, parlo di sistema pensionistico, parlo di assistenza sanitaria.UN lavoratore in cina viene anche pagato 40 euro al mese puo' essere sbattuto fuori dal posto di lavoro in 2 minuti lavora anche fino a 15-16 ore al giorno. se si ammala viene licenziato. non avra' mai una pensione perche' nessuno gli paga i contributi per la pensione.Volete fare concorrenza a queste condizioni ? Vi siete bevuti il cervello ? Invece di far salire il loro stile di vita ci stanno facendo scendere il nostro. E sapete perche' ? Perche' e' scomparsa la bestia nera la nemesi del capitalismo, ovvero il comunismo. Ora il capitalismo puo' rimostrare il "meglio" di se come fece fino al secolo scorso quando dovette ammorbidirsi per la paura che le idee comuniste si diffondessero tra i lavoratori. ora non c'e' piu' questa paura.
          • Ugo Baggins scrive:
            Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
            - Scritto da: trillo
            UN lavoratore in cina viene anche pagato 40 euro
            al mese puo' essere sbattuto fuori dal posto di
            lavoro in 2 minuti lavora anche fino a 15-16 ore
            al giorno. se si ammala viene licenziato. nonChi viene pagato 40 euro al mese? Per quale lavoro?Si parlava di startup IT. Ti assicuro che le condizioni almeno nelle grandi città non sono molto diverse da quelle italiane.
          • trillo scrive:
            Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
            veramente il post a cui rispondevo era molto generalizzato e non parlava specificatamente del IT o delle startup.in ogni caso sei molto lontano dalla realta'.una paga alta a shangai e' sui 3000-4000 euro. annui.http://home.wangjianshuo.com/archives/20040106_salary_in_shanghai.htmse lavori per unamultinazionale occidentale, molto probabilmente non prendi quegli stipendi perche' avrai la tua paga occidentale e la trasferta. ma qui si parla di concorrenza con realta' locali, non di lavoratori occidentali che vanno a lavorare in quei paesi.ti concedo che il link non e' aggiornatissimo quindi cercando meglio ho trovato questohttp://www.marketwatch.com/news/story/china-raises-minimum-wages-calm/story.aspx?guid={B120D814-3C01-468A-9C11-B7596BCE1A35}dove dicono che e' stata alzata la paga mensile minima a 120$. Il problema e' che spesso i lavoratori lavorano e vivono in tuguri di proprieta' dell'azienda e pagano circa la meta' di quanto guadagnano per l'affitto e la mensa.se ti vuoi fare un idea delle condizioni di lavoro in cina guardati questo filmhttp://tinyurl.com/25xbs9
          • trillo scrive:
            Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
            qui una descrizione del filmhttp://www.imdb.com/title/tt0478116/
          • Ugo Baggins scrive:
            Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
            - Scritto da: trillo
            veramente il post a cui rispondevo era molto
            generalizzato e non parlava specificatamente del
            IT o delle startup.
            in ogni caso sei molto lontano dalla realta'.
            una paga alta a shangai e' sui 3000-4000 euro.
            annui.ero a shanghai qualche mese fa in visita ad una piccola startup IT appena aperta da giovani cinesi, da quello che mi hanno detto gli impiegati prendono 500 euro mensili. pero a shanghai, dove la vita costa tre volte tanto rispetto al resto della cina.
            se ti vuoi fare un idea delle condizioni di
            lavoro in cina guardati questo
            film

            http://tinyurl.com/25xbs9Era in tv qualche settimana fa.Purtroppo ho visto di peggio.
          • Ugo Baggins scrive:
            Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY

            Purtroppo ho visto di peggio.In Cina intendo. Misure di sicurezza inesistenti, operai in bilico su impalcature e costretti a lavorare in posti colmi di smog e polveri.
          • pippo scrive:
            Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
            beh io non sono comunista però concordo in parte con quello che dici, senza nessuna contrapposizione alla mentalità di imprenditori senza scrupoli i lavoratori torneranno ad essere come degli schiavi...- Scritto da: trillo
            Signori, permettete, non avete capito una
            beneamanta
            minc@@@.

            la concorrenza a cina e india o altri paesi a
            basso costo non ha senso farla, perche' immagino
            non siate disposti VOI ad essere pagati tanto
            quanto viene pagato un lavoratore in quei paesi e
            a non avere le minime garanzie sociali, che li
            NON hanno. Parlo di salario minimo garantito,
            parlo di sistema pensionistico, parlo di
            assistenza
            sanitaria.

            UN lavoratore in cina viene anche pagato 40 euro
            al mese puo' essere sbattuto fuori dal posto di
            lavoro in 2 minuti lavora anche fino a 15-16 ore
            al giorno. se si ammala viene licenziato. non
            avra' mai una pensione perche' nessuno gli paga i
            contributi per la
            pensione.
            Volete fare concorrenza a queste condizioni ? Vi
            siete bevuti il cervello ? Invece di far salire
            il loro stile di vita ci stanno facendo scendere
            il nostro. E sapete perche' ? Perche' e'
            scomparsa la bestia nera la nemesi del
            capitalismo, ovvero il comunismo. Ora il
            capitalismo puo' rimostrare il "meglio" di se
            come fece fino al secolo scorso quando dovette
            ammorbidirsi per la paura che le idee comuniste
            si diffondessero tra i lavoratori. ora non c'e'
            piu' questa
            paura.
      • Gordon scrive:
        Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
        - Scritto da: Comet
        Hai sparato soltanto una serie infinita di luoghi
        comuni, fesserie e argomenti pro-confindustriali.EW tu una serie di argomenti sindacal-comunistoidi
        Per il 90% della gente che lavora qui non credo
        proprio valga la favola di Cina e India. Non
        siamo su punto-tessile.it. E la concorrenza di
        programmatori indiani arriva su grandi progetti,
        cosa che in Italia non abbonda certo. O pensi che
        l'indiano venga fin qui per farti il
        gestionale?L'indiano fa quello per cui è pagato, anche un gestionale.
        Il servizio che ti metto in piedi io FUNZIONA
        24/24h. O pensi che chi ha costruito i servizi
        attorno alla telefonia non dorma mai? C'è la
        turnazione per i sistemisti, certo, ma è un
        servizio di alta affidabilità e quindi viene
        pagata la
        REPERIBILITA'...I compensi devono essere in linea col mercato. Se il mercato dice che la reperibilità vale X, quello dev'essere pagata. Se ci sono migliaia di lavoratori,italiani o indiani, disposti alla reperibilità, questa varrà 0 o quasi.
        Sto lavorando ultimamente con un Indiano in
        azienda... sa fare il suo lavoro perfettamente ma
        non è un genio, ha un cervello come tutti gli
        altri e sbaglia come tutti gli altri. Smontiamolo
        questo
        mito...E' sufficiente che sia un buon ingegnere,nulla più.
        Io non so tu che cosa intenda per flessibilità.
        In tutti i paesi la flessibilità è pagata MEGLIO
        con PIU' CONTRIBUTI, noi invece veniamo pagati
        meno. Da noi la legge Biagi ha fallito il suo
        compito, che era quello di smuovere il mercato
        del lavoro. Ha solo abbassato il costo del lavoro
        e creato una classe sociale di infelici che non
        può comprarsi casa perchè non ha "garanzie". Me
        compreso.Problemi tuoi. Conosco idraulici con la z4, e laureati in giurisprudenza che faticano ad arrivare a fine mese. E' una questione di libero mercato,se in Italia c'è sovrabbondanza di manodopera nel settore informatico,è normale che venga pagata meno.
        Si vabbè ma questo riguarda gli statali
        fancazzisti. Gli altri lo stipendio se lo sudano,
        contratto sicuro o meno, e se parli così ho paura
        che tu non abbia mai lavorato "sul serio" ma sia
        soltanto uno di quei bambocci che giocano a fare
        i liberisti perchè li mantiene papà con la
        fabbrichetta.Io sono un imprenditore in ambito IT, e i miei utili viaggiano in linea col mercato. Non si capisce perchè i compensi dei dipendenti non debbano fare lo stesso.
        • ombra71 scrive:
          Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
          Quindi se i tuoi utili aumentano del 20% tu aumenti del 20% lo stipendio ai tuoi dipendenti...... magari fossero tutti come te gli imprenditori!!!...
          • luminor scrive:
            Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY

            Quindi se i tuoi utili aumentano del 20% tu
            aumenti del 20% lo stipendio Perchè dovrebbe aumentarli? Lui li aumenta se i suoi dipendenti trovano un'altra azienda che offre loro il 15% in più.A quel punto è costretto a offrire di più o a prendere personale nuovo.Diciamo che , devono essere i suoi dipendenti a cercarsi altre opportunità e appena le trovano dirgli "è il mercato baby".Medita(te) su questo : impariamo a sfruttare il mercato anche noi.Ciao.
          • Gordon scrive:
            Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
            - Scritto da: luminor

            Quindi se i tuoi utili aumentano del 20% tu

            aumenti del 20% lo stipendio

            Perchè dovrebbe aumentarli? Lui li aumenta se i
            suoi dipendenti trovano un'altra azienda che
            offre loro il 15% in
            più.

            A quel punto è costretto a offrire di più o a
            prendere personale
            nuovo.

            Diciamo che , devono essere i suoi dipendenti a
            cercarsi altre opportunità e appena le trovano
            dirgli "è il mercato
            baby".
            Medita(te) su questo : impariamo a sfruttare il
            mercato anche
            noi.

            Ciao.Il tuo discorso non fa una grinza.
        • luminor scrive:
          Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
          Mi dispiace, ma ha ragione Gordon : il sistema è questo.
        • Comet scrive:
          Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
          - Scritto da: Gordon
          Io sono un imprenditore in ambito IT, e i miei
          utili viaggiano in linea col mercato. Non si
          capisce perchè i compensi dei dipendenti non
          debbano fare lo
          stesso.Perchè sei un imprenditore, e quindi hai il rischio d'impresa. Il dipendente sempre quello prende, tu ti prendi oneri o onori ($$$) se va bene o male. Sta a te far girare l'azienda dal lato giusto.Confermo tutto: sei un bamboccio, vuoi fare l'imprenditore ma non vuoi il rischio d'impresa e scaricarlo sui dipendenti. Così l'imprenditore lo fanno tutti!Vorrei proprio vederli i lavori della tua azienda... qualche sitarello del supermercato?
          • Gordon scrive:
            Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
            - Scritto da: Comet
            - Scritto da: Gordon

            Io sono un imprenditore in ambito IT, e i miei

            utili viaggiano in linea col mercato. Non si

            capisce perchè i compensi dei dipendenti non

            debbano fare lo

            stesso.

            Perchè sei un imprenditore, e quindi hai il
            rischio d'impresa. Il dipendente sempre quello
            prende, tu ti prendi oneri o onori ($$$) se va
            bene o male. Sta a te far girare l'azienda dal
            lato
            giusto.

            Confermo tutto: sei un bamboccio, vuoi fare
            l'imprenditore ma non vuoi il rischio d'impresa e
            scaricarlo sui dipendenti. Così l'imprenditore lo
            fanno
            tutti!

            Vorrei proprio vederli i lavori della tua
            azienda... qualche sitarello del
            supermercato?Guarda il discorso è molto semplice, io al cliente per mandargli un tecnico per un gg. chiedo 500 euro + IVA. Il mercato del lavoro attuale stabilisce che un tecnico informatico dipendente vada da 50 a 90 euro al gg., il resto lo tiene l'azienda, (che ha anche altri costi, tipo l'ammortamento di licenze software e pc).Se a uno non sta bene, si mette in proprio, altrimenti la minestra è quella.
          • The_GEZ scrive:
            Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
            Ciao Comet !
            Perchè sei un imprenditore, e quindi hai il
            rischio d'impresa. Il dipendente sempre quello
            prende, tu ti prendi oneri o onori ($$$) se va
            bene o male. Sta a te far girare l'azienda dal
            lato
            giusto.Ma lui è un imprenditore all' italiana !Le parole "rischio d' impres" ed "investimento" sono totalmente bandite dal suo dizionario.
        • Fart Painter scrive:
          Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY

          EW tu una serie di argomenti sindacal-comunistoidiNon mi sembrava. Stai parlando di mercato "libero", "perfetto", "ideale". Se sconfiniamo nella legge del piu' forte, queste condizioni non esistono piu'.Chi scrive non e' per nulla comunista, anzi...

          L'indiano fa quello per cui è pagato, anche un
          gestionale.Giusto
          I compensi devono essere in linea col mercato. Se
          il mercato dice che la reperibilità vale X,
          quello dev'essere pagata. Se ci sono migliaia di
          lavoratori,italiani o indiani, disposti alla
          reperibilità, questa varrà 0 o
          quasi.Esatto. Siccome pero' per nulla non abbaia neanche il cane, nessuno sara' disposto a fare questo lavoro, mettendo l'imprenditore nei guai. I giochi di forza si dovranno rovesciare e l'imprenditore sara' costretto a piangere, implorare e pagare profumatamente chi accetta questo lavoro.In alternativa, l'imprenditore si riscopre comunista e chiede finanziamenti allo Stato, oltre che tutta una serie di agevolazioni perche' lui e' uno che "crea lavoro".
          E' sufficiente che sia un buon ingegnere,nulla
          più.Esperienza personale: indiani bravi = mito. Sono come tutti gli altri. Anzi, sotto la media italiana. Vivo in USA

          Problemi tuoi. Conosco idraulici con la z4, e
          laureati in giurisprudenza che faticano ad
          arrivare a fine mese. E' una questione di libero
          mercato,se in Italia c'è sovrabbondanza di
          manodopera nel settore informatico,è normale che
          venga pagata
          meno.C'e' sovrabbondanza anche di piccole aziende di informatica e di piccoli imprenditori. Trai da solo le conclusioni
          Io sono un imprenditore in ambito IT, e i miei
          utili viaggiano in linea col mercato. Non si
          capisce perchè i compensi dei dipendenti non
          debbano fare lo
          stesso.Come sopra: abbondanza di imprenditori. Fra qualche anno, quando la vera concorrenza straniera arrivera' in Italia, ne spazzera' via tanti, ma tanti. Soprattutto perche' non potranno competere con i prezzi ed il servizio.In piu': un imprenditore si assume dei rischi e tali rischi devono essere pagati. Altrimenti non fa l'imprenditore.Un dipendente rinuncia a questa parte, non si assume i rischi che pertanto non gli dovranno essere pagati.Vuole semplicemente il suo stipendio. Il mondo funziona perche' c'e' il dipendente e l'imprenditore: uno vuole la vita piu' tranquilla, rinunciando ad una parte di soldi che potrebbe prendersi, l'altro conta piu' sulle capacita personali e vuole arricchirsi.I due mondi devono stare assolutamente in equilibrio, altrimenti si va nel comunismo o nella legge del piu' forte. E questo non puo' che causare danni
      • nome e cognome scrive:
        Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY

        cosa che in Italia non abbonda certo. O pensi che
        l'indiano venga fin qui per farti il
        gestionale?L'indiano no ma il rumeno stanne certo.
        Lo vedi che non sai un cazzo? Hai idea di quanti
        abbiano qui un CCNL? Molto pochi. La maggior
        parte sono a progetto o consulenti a P.IVA. Per
        noi la retribuzione è SEMPRE stata contrattata
        singolarmente.
        Sveglia!!Non ha torto, il CCNL è a) la base di partenza che essendo infima abbassa anche tutto il resto b) lo scudo per tenere nelle aziende migliaia di fancazzisti. Chi scrive qui non ha un CCNL perchè non c'è più spazio nelle (poche) aziende italiane per dipendenti assunti a tempo indeterminato.
        Bravo, vai così. Già siamo pieni, diventiamo
        veramente come i Sioux, come dice la
        Lega...E' il futuro...
        Sto lavorando ultimamente con un Indiano in
        azienda... sa fare il suo lavoro perfettamente ma
        non è un genio, ha un cervello come tutti gli
        altri e sbaglia come tutti gli altri. Smontiamolo
        questo
        mito...Il che vuol dire che la qualità è buona. Se consideri che costano un decimo se riescono a fare lo stesso lavoro di un italiano perchè si dovrebbe preferire quest ultimo?
        Io non so tu che cosa intenda per flessibilità.
        In tutti i paesi la flessibilità è pagata MEGLIO
        con PIU' CONTRIBUTI, noi invece veniamo pagatiPer flessibilità probabilmente intende la possibilità di licenziare. Che effettivamente in tutti i paesi è pagata molto bene.
        meno. Da noi la legge Biagi ha fallito il suo
        compito, che era quello di smuovere il mercato
        del lavoro. Ha solo abbassato il costo del lavoro
        e creato una classe sociale di infelici che non
        può comprarsi casa perchè non ha "garanzie". Me
        compreso.Perchè è stata fatta la solita italianata: non si sono, nemmeno in minima parte, toccati i privilegi acquisiti. Così i ragazzi, magari capaci e volenterosi, vengono assunti con eterni cococo mentre gli altri tirano alla pensione.
        Si vabbè ma questo riguarda gli statali
        fancazzisti. Gli altri lo stipendio se lo sudano,
        contratto sicuro o meno, e se parli così ho pauraSicuramente gli statali sono l'apoteosi ma nelle grandi aziende succede di tutto anche perchè le grandi aziende italiane sono ex-statali e ne hanno mantenuto la cultura.
    • joe tornado scrive:
      Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
      Insomma, per reggere la concorrenza di schiavi bisogna diventare schiavi ... secondo me, tu o sei un imprenditore (ma di quelli coi paraocchi) o più semplicemente hai le chiappe ben parate.Ciao !
    • Backslash scrive:
      Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
      quoto appieno comet, se iun bamboccione che non ha laorato un giorno! Inoltre- Scritto da: Gordon
      Perchè limitarsi ai diplomati e laureati italiani
      quando in India le università ne sfornano
      centinaia di migliaia ogni anno, e di ottima
      qualità?Perchè i nostri laureati ti fanno schifo? È meglio secondo te che continuino a trovare lavoro/famiglia all'estero perchè qui non sbarcano il lunario?
      Infine, basta demagogia sull'art.18 dello statuto
      dei lavoratori, è roba arcaicaCaro mio lo statuto dei lavoratori è la salvezza per molti che altrimenti lavorerebbero peggio che degli schiavi (mai sentito parlare di mobbing?) e comunque, se non te ne sei accorto, lo stanno già demolendo, piano piano tutti i diritti conquistati con battaglie di piazza e talvolta anche sangue, se ne vanno cancellati in nome del progresso, futuro, flessibilità e blablabla, intanto va'a lavorare 12 ore al giorno per un mesetto, tornare a casa e i figli non ti riconoscono nemmeno (eh già lavorando 12 ore non li vedi più!) poi vediamo cosa ne vuoi fare dello statuto
      • Gordon scrive:
        Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
        - Scritto da: Backslash
        quoto appieno comet, se iun bamboccione che non
        ha laorato un giorno!
        InoltreIo sono un imprenditore e ho 34 anni, non un cazzaro che parla di art.18 e diritti sindacali."Bamboccione" valloadire a quei falliti che dopo essersi fattipagare gli studi a 30 anni vivono ancora coi genitori, quelli sì dovrebbero vergognarsi.
        Perchè i nostri laureati ti fanno schifo? È
        meglio secondo te che continuino a trovare
        lavoro/famiglia all'estero perchè qui non
        sbarcano il
        lunario?Se non sbarcano il lunario è perchè sono incapaci, ovvio.Ma ci sono anche quelli bravi che mettono impiedi le start up di cui si parla nell'articolo, e quelli vorrebbero una manodopera pagata in linea col mercato, e la possibilità di importare ingegneri dall'India.
        Caro mio lo statuto dei lavoratori è la salvezza
        per molti che altrimenti lavorerebbero peggio che
        degli schiavi (mai sentito parlare di mobbing?) e
        comunque, se non te ne sei accorto, lo stanno già
        demolendo, piano piano tutti i diritti
        conquistati con battaglie di piazza e talvolta
        anche sangue, se ne vanno cancellati in nome del
        progresso, futuro, flessibilità e blablabla,
        intanto va'a lavorare 12 ore al giorno per un
        mesetto, tornare a casa e i figli non ti
        riconoscono nemmeno (eh già lavorando 12 ore non
        li vedi più!) poi vediamo cosa ne vuoi fare dello
        statutoLo statuto dei lavoratori è frutto dei piagnistei del '68 a cui la politica dell'epocasi piegò irresponsabilmente.Fortunatamente i tempi sono cambiati, effettivamente una quindicina d'anni fa lalegge Biagi sarebbe stata stata un'utopia, oggi invece è una splendida realtà.E'però necessario andare oltre, incentivando soprattutto il lavoro interinale e lo staff leasing.
        • di passaggio scrive:
          Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
          E'però necessario andare oltre, incentivando soprattutto il lavoro interinale e lo staff leasing.zzo stai a dire????ascolta, anke io ho una ditta individuale, ma nn vado a dire ke chi a 30 anni si sta a casa e un bamboccione e deve vergognarsi... e nemmeno ke è un incapace! mica possiamo aprire tutti attività in proprio!!I tuoi discorsi nn hanno proprio senso.
        • joe tornado scrive:
          Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
          - Scritto da: Gordon
          - Scritto da: Backslash

          quoto appieno comet, se iun bamboccione che non

          ha laorato un giorno!

          Inoltre

          Io sono un imprenditore e ho 34 anni,lo sapevo ! non un
          cazzaro che parla di art.18 e diritti
          sindacali.eh immagino, a voi conviene dire che so' cazzari ...
          "Bamboccione" valloadire a quei falliti ... vabbè, inutile andare oltre. Con certa imprenditoria non c'è margine di discussione.Te se possa seccà lu raccoltu !
    • luminor scrive:
      Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
      Gordon (non so se lo dice per provocare o perchè ci crede ),o meglio , il suo pensiero , rappresenta la vulgata comune in materia economica.Non lo contesto , nè lo appoggio.Lasciamo perdere discorsi su competitività, orari e produttività : la nota marca di cellulari scandinava,sposta i suoi stabilimenti dalla Germania al paese est-europeo nonostante che la produttività media del tecnico tedesco sia del 50% maggiore del suo collega esteuropeo.La differenza sta nel profitto maggiore che riesce a fare.In realtà non si tratta di "competere" con Cina e India, dove del resto, c'è (Cina) una classe media di 250 milioni di persone , mediamente più ricca della nostra classe media.Quindi lasciamo perdere discorsi da bar, tipo "aò, ma li lavoreno 27 ore al giorno pè na ciotola de riso".Si tratta di riuscire ad avere salari da 500 euro al mese per giornate di 12-14 ore in modo da poter vendere su questi mercati emergenti.Ciò naturalmente , si scontra con la nostra realtà; tanto che epigoni di questo pensiero economico , esponenti del centro dx italiano ( non diverso dal centrosx) teorizzano una limitazione del capitalismo e del mercato per difendere i capitalisti italiani dagli effetti del mercato mondiale.Ciao.Ps: le cose che ho detto le potete tranquillamente trovare sulla rete.
      • trillo scrive:
        Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
        sapete quali sono stati i paesi che hanno seguito le idee neoliberiste del capitalismo spinto (friedman e scuola di chicago) ?il cile di pinochetl'argentina dei generalila colombiail brasile pre lulal'indonesia di suhartola russia di eltsinle idee neoliberiste spinte a forza di ricatti da parte del fmi (o licenzi e riduci gli stipendi e levi le coperture assistenziali o ti taglio gli aiuti economici e ti rovino l'economia che avanza) e botte torture e uccisioni da parte dei "governi" hanno dimostrato solo che se applicate causano piu' danni che altro.Viviamo in un tempo in cui la storia te la racconta la televisione ma avete la rete per farvi le vostre ricerchine e informarvi veramente (magari non prendendo per oro colato tutto quello che leggete senza averlo verificato). piantatela di dar retta subito e sempre alla prima voce che sentire, che sia di destra di sinistra o di centro.
    • picchiatello scrive:
      Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
      - Scritto da: Gordon

      L'Italia deve maturare e rendersi conto che non
      può continuare a rimanere nel medioevo
      post-sessantottino in cui è imprigionata,
      altrimenti gli imprenditori nell'IT investiranno
      altrove.Magari !e' ora che certi "imprenditori" a cominciare dai body rental scelgano altri luoghi...
    • The_GEZ scrive:
      Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
      Ciao Gordon !
      Le imprese non possono star dietro alla[...]
      L'Italia deve maturare e rendersi conto che non
      può continuare a rimanere nel medioevo
      post-sessantottino in cui è imprigionata,
      altrimenti gli imprenditori nell'IT investiranno
      altrove.Che pena.Sembra di sentir parlare Montezemolo quando da suo palchettino di confindustria non sa fare altro che piangersi addosso e chiedere soldi allo stato, ovviamente a fondo perduto.Certo la colpa è dello stipendio dei dipendenti che ricordiamo in italia E' IL PIU' BASSO D' EUROPA non di imprenditori avidi ed incapaci che non sarebbero in grado di reggere la concorrenza neppure del paguro bernardo , altro che della cina !
    • cinico scrive:
      Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
      - Scritto da: Gordon
      Le imprese non possono star dietro alla
      concorrenza di Cina e India con le regole del
      lavoro degli anni '70, il lavoro è un servizio
      come un altro, e in quanto tale deve essere
      disponibile in ogni momento (a voi per caso la
      rete dei cellulari non funziona più dopo le 5?!)
      al minor costo possibile. E questo vale
      soprattutto per le start
      up.ma tu sempre ca**ate spari?
    • cinico scrive:
      Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
      e' l'ora che la fai finita di sparare ca**ate a mitragliettaperche' qui ormai lo sappiamo tutti se non avevi la famiglia che ti parava il sederino pulendoti il culetto con i loro soldini adesso eri a pulire cessi al mcdonalds.Ma guarda che devo leggere imprenditori figli di papa' che vengono a noi ad insegnare come dobbiamo vivere.Ma vergognatistai zitto e basta
      • Gordon scrive:
        Re: E' l'ora della TOTAL FLEXIBILITY
        - Scritto da: cinico
        e' l'ora che la fai finita di sparare ca**ate a
        mitraglietta

        perche' qui ormai lo sappiamo tutti se non avevi
        la famiglia che ti parava il sederino pulendoti
        il culetto con i loro soldini adesso eri a pulire
        cessi al
        mcdonalds.
        Ma guarda che devo leggere imprenditori figli di
        papa' che vengono a noi ad insegnare come
        dobbiamo
        vivere.
        Ma vergognati
        stai zitto e bastabla.....bla.....bla....bla. La sfiga che parla.
  • Dominus scrive:
    dipende
    Posso anche pensarci..... però a fine mese devo avere una grande soddisfazione guardando il mio conto corrente.
    • next scrive:
      Re: dipende
      - Scritto da: Dominus
      Posso anche pensarci..... però a fine mese devo
      avere una grande soddisfazione guardando il mio
      conto
      corrente.Io mai.Ma quale soddisfazione puoi avere se alla fine del mese ti rendi conto che hai sprecato più della metà della tua vita davanti ad un computer?
      • asd scrive:
        Re: dipende
        Quotissimo! Si lavora per vivere e non si vive per lavorare... meditate gente meditate
        • Sistematico scrive:
          Re: dipende
          - Scritto da: asd
          Quotissimo! Si lavora per vivere e non si vive
          per lavorare... meditate gente
          meditateHai dimenticato "SVEGLIAAAAA!!!!11" e "accendi il cervello prima di parlare!!!!!1"
          • di passaggio scrive:
            Re: dipende
            xkè ke vorresti dire??? ma guarda ke sei un tipino tu!!
          • Sistematico scrive:
            Re: dipende
            - Scritto da: di passaggio
            xkè ke vorresti dire??? ma guarda ke sei un
            tipino
            tu!!"Fantozzi è lei?"
        • di passaggio scrive:
          Re: dipende
          perfettamente d'accordo!!!
  • ma dove scrive:
    ma in che film di fantascienza?
    questa deve essere l'unica azienda IT che fa queste cretinate io l'ho visto come lavorano, e la mentalita' e piu' i dipendente sta bene e piu' rende, una azienda simile negli states durerebbe due minuti. Non ci sarebbe un'americano uno che accetterebbe un tipo di atteggiamento.ma voi a PI credete a tutto che vi passa?Buffonate!
  • Sandrokan scrive:
    In Italia...
    Cmq l'articolo, letto da dipendenti di aziende IT italiane, sembra alquanto ridicolo ... 2 monitor a dipendente ? E' gia' assai se ne abbiamo unoarrivare alle 11 ? Ah ah ah ... sedie comode ? quelle che abbiamo noi sono mezze rotte
    • omissis scrive:
      Re: In Italia...
      beh io ne uso anche tre di monitor per programmare/lavorare sul db/leggere e scrivere mail/etcetc...chiaro che non è necessario ma è molto comodo :Eper quanto riguarda gli orari dovrei entrare alle 9, se poi entro alle 9 e 30 o alle 10 non mi dicono nulla, anche perchè poi mi sparo 10 11 o anche 12 ore(e vorrei vedere).
      • next scrive:
        Re: In Italia...
        Immagino sia comodossimo usare 3 schermi...Mai sentito parlare dei desktop virtuali?
        • Tonino scrive:
          Re: In Italia...
          Scusa.. ma credo che i tre schermi non servano per avere più desktop ma per poter avere a portata "di occhio" e non "di mano" più cose..
          • next scrive:
            Re: In Italia...
            - Scritto da: Tonino
            Scusa.. ma credo che i tre schermi non servano
            per avere più desktop ma per poter avere a
            portata "di occhio" e non "di mano" più
            cose..Per questo hanno inventato le finestre.. Ti assicuro che per programmare e leggere la posta non servono 3 monitor e in ottica di risparimio non è neppure corretto.Voglio dire, deve leggere la posta mica lanciare nello spazio una navicella.
          • Tonino scrive:
            Re: In Italia...
            Infatti.. ma non penso che in una start-up it si guardi solo la posta sul pc.. ma magari in un monitor hai il db.. in un altro interroghi il dp e nell'altro ancora scrivi codice.. io e te non lavoriamo con tre monitor e non ci servono.. ma credo che il mondo it non sia fatto solo da noi due
          • next scrive:
            Re: In Italia...
            - Scritto da: Tonino
            Infatti.. ma non penso che in una start-up it si
            guardi solo la posta sul pc.. ma magari in un
            monitor hai il db.. in un altro interroghi il dp
            e nell'altro ancora scrivi codice.. io e te non
            lavoriamo con tre monitor e non ci servono.. ma
            credo che il mondo it non sia fatto solo da noi
            dueGuarda che quelle operazioni le fanno in tanti qui con un monitor solo...Dai ora non esageriamo... Se usi 3 monitor per fare queste cose ti ridono tutti dietro
          • Sistematico scrive:
            Re: In Italia...

            Ti assicuro che per programmare e leggere la
            posta non servono 3 monitor e in ottica di
            risparimio non è neppure
            corretto.Ti assicuro che per programmare 2 monitor sono quasi indispensabili, su uno hai l'IDE e su l'altro ci gira l'applicazione. Se ne hai un terzo con browser e client email e im aperto è pure meglio.Certo tutto questo se sei sviluppatore, se sei sistemista-linuzzo ti basta pure lo schermo 7 pollici dell'EEE-PC ...
          • next scrive:
            Re: In Italia...
            - Scritto da: Sistematico
            Ti assicuro che per programmare 2 monitor sono
            quasi indispensabili, su uno hai l'IDE e su
            l'altro ci gira l'applicazione. Se ne hai un
            terzo con browser e client email e im aperto è
            pure
            meglio.
            Certo tutto questo se sei sviluppatore, se sei
            sistemista-linuzzo ti basta pure lo schermo 7
            pollici dell'EEE-PC
            ...Si, un monitor per ogni programma...Ma un pò di umiltà 'azzo!
          • Sistematico scrive:
            Re: In Italia...

            Si, un monitor per ogni programma...
            Ma un pò di umiltà 'azzo!Umiltà sarebbe "lavorare in condizioni svantaggiose"?Se non riesci a capire l'utilità di due monitor quando si programma vuol dire che non hai mai programmato, o non ti sei mai spinto aldilà di VI per qualche scriptino bash
          • Mi scoccio di loggare scrive:
            Re: In Italia...
            - Scritto da: Sistematico
            Umiltà sarebbe "lavorare in condizioni
            svantaggiose"?
            Se non riesci a capire l'utilità di due monitor
            quando si programma vuol dire che non hai mai
            programmato, o non ti sei mai spinto aldilà di VI
            per qualche scriptino
            bashDai esageriamo!"Non hai mai programmato", è una parola un po' TROPPO grossa.Ora per programmare hai bisogno di 2 monitor, mentre mi immagino che ai grafici diamo i 9 monitor (senza bordi) da agganciare in 3x3 per poter fare il loro lavoro al meglio.Su su....mi chiedo se in India & Cina lavorano con 2 monitor o se lavorano solo con 1 a fosfori verdi....
          • next scrive:
            Re: In Italia...
            - Scritto da: Mi scoccio di loggare
            Su su....mi chiedo se in India & Cina lavorano
            con 2 monitor Ma pure qui italia sarebbe uno spreco. Queste sono solo pippe mentali.
          • Sistematico scrive:
            Re: In Italia...

            Dai esageriamo!
            "Non hai mai programmato", è una parola un po'
            TROPPO
            grossa.
            Ora per programmare hai bisogno di 2 monitor,
            mentre mi immagino che ai grafici diamo i 9
            monitor (senza bordi) da agganciare in 3x3 per
            poter fare il loro lavoro al
            meglio.Non è che HO BISOGNO, è che È MEGLIO averne due per sviluppare, questo nessuno sviluppatore potrebbe negarlo.Certo per un sistemista un monitor che supporti più di una interfaccia testuale di 80x32 caratteri è inutile, ma si tratta di ambiti leggermente differenti

            Su su....mi chiedo se in India & Cina lavorano
            con 2 monitor o se lavorano solo con 1 a fosfori
            verdi....Secondo me in India lavorano in condizioni pari se non migliori di quelle che hanno molti in Italia, i fosfori verdi ci sono in Italia in molti posti dove i dirigenti non capiscono l'utilità di un luogo id lavoro idoneo (e forse nemmeno i lavoratori la capiscono a giudicare da quello che scrivete)
          • next scrive:
            Re: In Italia...
            - Scritto da: Sistematico
            A proposito: TU che attività svolgi? Sei uno
            sviluppatore? O sei proprietario pure te di una
            software
            house?Se hai dei dubbi posso fornirti privatamente anche l'url che potrai navigare su uno dei tanti monitor.
          • Sistematico scrive:
            Re: In Italia...

            Se hai dei dubbi posso fornirti privatamente
            anche l'url che potrai navigare su uno dei tanti
            monitor.Ma figurati, ti credo!
          • nome e cognome scrive:
            Re: In Italia...


            Se hai dei dubbi posso fornirti privatamente
            anche l'url che potrai navigare su uno dei tanti
            monitor.Fornisci fornisci... vediamo un pò.
          • Sistematico scrive:
            Re: In Italia...
            - Scritto da: Mi scoccio di loggare
            ( un desktop
            virtuale si switcha in meno di 1 secondo e non
            subisci alcun effetto collaterale
            ).
            La comodità di avere due monitor è avere a disposizione una maggiore superficie sulla quale distribuire i propri strumenti, di desktop virtuali ne puoi mettere anche 16 ma non sarà MAI la stessa cosa
            Quindi il senso dell'articolo, era inutile quanto
            ignorante è la persona che ha dichiarato tutte le
            cose
            dell'articolo.Ah ok se è così...
            Non noto nessun riferimento alle macchine che nel
            nostro lavoro, valgono molto di piu' di un
            monitor (come importanza, non in senso economico
            ).Non noti nemmeno il riferimento ad avere una poltrona comoda e un cesso nelle vicinanze per lavorare bene... sarà che si stava parlando di monitor?

            Io Preferisco i desktop virtuali. Il monitor è
            sempre uno e ho a disposizione N monitor con una
            semplice combinazione di
            tasti.Aridaje coi desktop virtuali, non è la stessa cosa! I desktop virtuali ti permettono di suddividere le applicazioni come meglio credi ma non di poterle tenere d'occhio CONTEMPORANEAMENTE, devi stare sempre a switchare e, nonostante sia una operazione di mezzo secondo è noiosa, ripetitiva, ti fa deconcentrare se stai cercando di capire un problema

            Programmatore da 12 anni, e forse è per questo
            che mi bastano poche risorse...
            :)Forse sarebbe il caso di sperimentare nuove possibilità di lavoro, i bei tempi dell'amiga sono finiti (almeno io è da allora che programmo...)
          • next scrive:
            Re: In Italia...
            - Scritto da: Sistematico
            Forse sarebbe il caso di sperimentare nuove
            possibilità di lavoro, i bei tempi dell'amiga
            sono finiti (almeno io è da allora che
            programmo...)E ci risucivi anche con un monitor solo? :-)
          • Sistematico scrive:
            Re: In Italia...
            - Scritto da: next
            - Scritto da: Sistematico


            Forse sarebbe il caso di sperimentare nuove

            possibilità di lavoro, i bei tempi dell'amiga

            sono finiti (almeno io è da allora che

            programmo...)

            E ci risucivi anche con un monitor solo? :-)Quale monitor? Avevo uno schifosissimo TV che mi bruciava gli occhi, ecco perché apprezzo molto le possibilità offerte dalla tecnologia attuale. Anzi in un settore a così alto contenuto tecnologico (l'informatica... fa quasi ridere dirlo) mi sembra assurdo che ci siano persone ancora così attaccate a metodi di lavoro preistorici
          • next scrive:
            Re: In Italia...
            - Scritto da: Sistematico

            Si, un monitor per ogni programma...

            Ma un pò di umiltà 'azzo!


            Umiltà sarebbe "lavorare in condizioni
            svantaggiose"?
            Se non riesci a capire l'utilità di due monitor
            quando si programma vuol dire che non hai mai
            programmato, o non ti sei mai spinto aldilà di VI
            per qualche scriptino
            bashBeh.. dalle conclusioni a cui sei arrivato, per'altro errate, si capisce benissimo che tu vivi nel tuo mondo.Chiedi in giro quante persone utilizzano 3 monitor poi ne riparliamo.Bye
          • Neverdie scrive:
            Re: In Italia...
            In italia poche ma questo è un altro discorso qui in italia molti dei dirigenti non sanno nemmeno cosa fanno i tecnici (le loro strane magie) pensa se possono capire come ottimizzare i tempi.Vi assicuro che cmq avere + di un monitor velocizza di parecchio le operazioni di sviluppo, chiaramente non è strettamente necessario ma alla lunga premia.Tra l'altro è vero conviene sviluppare con due monitor si è più efficienti e l'azienda risparmia.
          • next scrive:
            Re: In Italia...
            - Scritto da: Neverdie
            Tra l'altro è vero conviene sviluppare con due
            monitor si è più efficienti e l'azienda
            risparmia.Non è assolutamente dimostrato questo!
          • Bippo Paudo scrive:
            Re: In Italia...
            Tre mi sembra tantino, io però ne uso due e sto una favola.Dipende dall'intensità del lavoro che fai, con un solo monitor devi ogni volta cercare le applicazioni aperte..e se hai 10 finestre mica è un processo veloce..moltiplica ricerca a clic per un mese e confrontalo con lo spostare semplicemente gli occhi.Probabilmente nello spirito (estremo) da startup descritto tre monitor non sono megalomania, solo praticità.
          • next scrive:
            Re: In Italia...
            - Scritto da: Bippo Paudo
            Tre mi sembra tantino, io però ne uso due e sto
            una
            favola.Beh chi ne usa 3 ti dirà che con due è impossibile programmare...Posso sapere che tipo di applicazioni sviluppi e come suddividi i task tra i due monitor?
          • Bippo Paudo scrive:
            Re: In Italia...
            Bhe la cosa più comune è tenere gli strumenti di sviluppo da una parte e il risultato dall'altra.Ma va bene anche la divisione (email & IM) / (office + finestre varie)Per chi fa grafica poi è una manna, sopratutto se usi roba tipo GIMP che ha finestre sparse ovunque.Tre finestre mi sembra un po' hard :Dposso immaginare (strumenti sviluppo/ risultato / comunicazioni varie)
          • Sistematico scrive:
            Re: In Italia...

            Beh.. dalle conclusioni a cui sei arrivato,
            per'altro errate, si capisce benissimo che tu
            vivi nel tuo
            mondo.
            Chiedi in giro quante persone utilizzano 3
            monitor poi ne
            riparliamo.
            ByeGuarda nel mondo dove vivo lavoro con due monitor e mi trovo benissimo, se fossero tre sarebbe pure meglio. E' ovvio che non ho detto che è impossibile programmare con 1 solo monitor, ho solo detto che se non sai capire i vantaggi del doppio monitor evidentemente non hai mai sviluppato in maniera seria. Il fatto che consideri il doppio monitor una "esagerazione" mi fa pensare che tu stia tutto il tempo a guardare una finestrella nera che occupa 1 ottavo dello schermo per inserire comandi in una interfaccia testuale...
          • next scrive:
            Re: In Italia...
            - Scritto da: Sistematico
            nel mondo dove vivo lavoro con due monitor
            e mi trovo benissimo, se fossero tre sarebbe pure
            meglio.

            E' ovvio che non ho detto che è impossibile
            programmare con 1 solo monitor, ho solo detto che
            se non sai capire i vantaggi del doppio monitor
            evidentemente non hai mai sviluppato in maniera
            seria. Il fatto che consideri il doppio monitor
            una "esagerazione" mi fa pensare che tu stia
            tutto il tempo a guardare una finestrella nera
            che occupa 1 ottavo dello schermo per inserire
            comandi in una interfaccia
            testuale...Vedi questi sono i danni che provocano l'utilizzo di 3 monitor...Neanche l'intellgenza di capire che stai saltando a conclusioni errate e senza fondamento come già ti avevo fatto notare.Tra l'altro dimostri anche la tua ignoranza in campo informatico visto che l'uso di più monitor nasce proprio durante l'impiego di terminali testuali, quando l'output e gli errori venivano inviati a dispositivi differenti.
          • Sistematico scrive:
            Re: In Italia...

            Vedi questi sono i danni che provocano l'utilizzo
            di 3
            monitor...Ne utilizzo 2 non 3!
            Neanche l'intellgenza di capire che stai saltando
            a conclusioni errate e senza fondamento come già
            ti avevo fatto
            notare.Ok quindi sei uno sviluppatore che considera una esagerazione avere più di un monitor per sviluppare. Posso sapere su quali basi?
            Tra l'altro dimostri anche la tua ignoranza in
            campo informatico visto che l'uso di più monitor
            nasce proprio durante l'impiego di terminali
            testuali, quando l'output e gli errori venivano
            inviati a dispositivi
            differenti.(rotfl) (rotfl) (rotfl) Questa è bellissima! Ma che caxxo c'entra come si utilizzavano i monitor multipli all'età della pietra informatica?? Io ti sto dicendo che sono utili A ME, ORA chissene di cosa ci si faceva 30 anni fa! :D
          • next scrive:
            Re: In Italia...
            - Scritto da: Sistematico
            Ne utilizzo 2 non 3!Tutti i programmatori della tua azienda ne usano 2?Quanti programmatori siete cosa fate?
            Ok quindi sei uno sviluppatore che considera una
            esagerazione avere più di un monitor per
            sviluppare. Posso sapere su quali
            basi?Sulla base che un monitor per il codice, un monitor per l'output, un monitor per le applicazioni sono uno spreco di energia inutile.Tu non hai 3 teste (credo) e vorrei tanto sapere che cosa sviluppi per avere bisogno di 3 monitor..
            (rotfl) (rotfl) (rotfl) Questa è bellissima! Ma
            che caxxo c'entra come si utilizzavano i monitor
            multipli all'età della pietra informatica?? Io ti
            sto dicendo che sono utili A ME, ORA chissene di
            cosa ci si faceva 30 anni fa!
            :DSei tu che hai tirato fuori la menata dell'interfaccia a caratteri mica io!
          • Sistematico scrive:
            Re: In Italia...
            - Scritto da: next
            Tutti i programmatori della tua azienda ne usano
            2?
            Quanti programmatori siete cosa fate?DUE FIORINI!Sì tutti i programmatori qui ne usano 2 e siamo proprio una startup (molto piccola) che produce un software di visualizzazione dati. Questo cambia di molto il discorso?
            Sulla base che un monitor per il codice, un
            monitor per l'output, un monitor per le
            applicazioni sono uno spreco di energia
            inutile.
            Tu non hai 3 teste (credo) e vorrei tanto sapere
            che cosa sviluppi per avere bisogno di 3
            monitor..Ah ecco... spreco di energia! Io utilizzo 1 monitor esclusivamente per l'ide, sull'altro ci sono il browser e l'IM e ci parte l'applicazione quando la eseguo dall'IDE per il debug. È di una comodità che non puoi capire (in base a quanto hai detto sinora proprio non lo capisci...). Ti ribadisco inoltre che utilizzo 2 monitor e non 3 come ti ostini a ripetereA proposito... TU che tipo di sviluppi fai? Come ti organizzi il lavoro sul desktop?
          • di passaggio scrive:
            Re: In Italia...
            ma ke devi migliorare??? assurdi... discorsi semplicem assurdi. da malati
          • Bippo Paudo scrive:
            Re: In Italia...
            ehi pure io ho una software house ... oddio ci provo...per ora siamo 7/8, quasi tutti dipendenti, ed è dura ma dura assai...( altro che cayenne )Però faccio di tutto per migliorare le condizioni, hardware veloce, monitor grandi (e doppio per chi lo vuole)Viviamo delle nostre idee...quindi mica possiamo occupare la mente con cose inutili come perdere tempo nel "context-switch" visivo (doppio monitor) e reale (hardware veloce).Non è fanatismo..è che alla lunga il ritardo irrita, spesso lo sviluppatore vuole vedere subito il risultato perchè segue un ragionamento.
          • Mi scoccio di loggare scrive:
            Re: In Italia...
            Te lavori per Microsoft giusto?Sei il classico " devo avere il massimo di risorse disponibili, anche se non mi occorrono, le conservo in caso ne necessito ".( La filosofia di Windows Vista con la Ram ).Ripeto : non utilizzano i grafici 2 monitor ( il che migliorerebbe molto la loro produttività dovendo lavorare su risoluzioni molto grandi ) e si lamentano i programmatori...il mondo va sottosopra.Saro' sfigato io come programmatore, ma a me 1 monitor basta.
          • Sistematico scrive:
            Re: In Italia...
            - Scritto da: Mi scoccio di loggare
            Te lavori per Microsoft giusto?
            Ora, con tutta la buona volontà, con tutto lo sforzo che posso fare per capire le tue ragioni... ma mi spieghi che caxxo c'entra Microsoft in questo caxxo di discorso sui monitor???
            Ripeto : non utilizzano i grafici 2 monitor ( il
            che migliorerebbe molto la loro produttività
            dovendo lavorare su risoluzioni molto grandi ) e
            si lamentano i
            programmatori...
            Scusa un secondo... questa non l'ho capita... per i grafici la produttività aumenta perché tengono tool da una parte e immagine dall'altra, mentre per gli sviluppatori che tengono IDE da una parte e applicativo da debuggare/tutto il resto dalla'altra no?

            Saro' sfigato io come programmatore, ma a me 1
            monitor
            basta.
          • Mi scoccio di loggare scrive:
            Re: In Italia...
            - Scritto da: Sistematico
            - Scritto da: Mi scoccio di loggare

            Te lavori per Microsoft giusto?


            Ora, con tutta la buona volontà, con tutto lo
            sforzo che posso fare per capire le tue
            ragioni... ma mi spieghi che caxxo c'entra
            Microsoft in questo caxxo di discorso sui
            monitor???Perche' Microsoft, ha come paradigma, quello di poter utilizzare il massimo in termini di risorse, perche' quelle inutilizzate, sono solo uno spreco.Ora ti spiego l'accoppiamento con Microsoft ( il filo comune e' lo spreco ).Ritieni che 2 monitor ti sono utili ( se non indispensabili) per eseguire il tuo lavoro ( cosi come Microsoft ritiene che per eseguire il proprio lavoro, un s.o. debba occupare tutta la ram.Ora parliamo dello spreco in dettaglio :Tu, hai 2 occhi, e a meno di essere un camaleonte, gli occhi li punti entrambi su un preciso punto ( fuoco ).Tutto quello che ruota intorno a esso, è sfocato, incomprensibile e/o comunque non utile ai fini di un ragionamento.Seppure con gli occhi impieghi 1 millesimo di secondo a mettere a fuoco piu' punti, il cervello umano, impiega circa 1/7 di secondo per capire cio' che sta guardando.Puoi dirmi che due monitor sono piu' comodi, e ti credo, ma ne piu ne meno di 2 desktop virtuali perche' quello che ottieni con un metodo lo ottieni con un'altro.L'unica sostanziale differenza, è se ti occorre per confrontare diverse colonne di dati con altrettante colonne di dati.In tal caso, potrebbe essere utile, ma a quanto ho capito, l'utilità del tuo caso e' avere l'IDE da una parte e tutti i programmi dall'altro.

            Ripeto : non utilizzano i grafici 2 monitor ( il

            che migliorerebbe molto la loro produttività

            dovendo lavorare su risoluzioni molto grandi ) e

            si lamentano i

            programmatori...


            Scusa un secondo... questa non l'ho capita... per
            i grafici la produttività aumenta perché tengono
            tool da una parte e immagine dall'altra, mentre
            per gli sviluppatori che tengono IDE da una parte
            e applicativo da debuggare/tutto il resto
            dalla'altra no?I grafici non occupano 1280 pixel per l'ide.Loro utilizzano risoluzioni molto ampie superiori ai 2000 pixel perche' il loro lavoro ( parlo di grafici pubblicitari ) è quello di lavorare con immagini con risoluzioni di gran lunga superiore ai 2000 pixel x lato.Non usano 1 monitor per creare e 1 per sviluppare.Questa e' una cosa che *onestamente* sento da oggi.
          • Sistematico scrive:
            Re: In Italia...
            per forza lavora per Microsoft (??????) alla teoria biomeccanica dell'equivalenza di due monitor con i desktop virtuali, basata sui tempi di risposta dell'occhio umano... credo di non avere davvero nulla da aggiungere, buona fortuna
          • Mi scoccio di loggare scrive:
            Re: In Italia...
            per forza lavora per MicrosoftOk, scendi dal Tibet e riguardati un po' :- Riviste ( ah leggi solo cio' che c'e' scritto sui monitor ), Siti Web e Portale Microsoft, dove in pratica la campagna pubblicitaria è tutta incentrata sull'utilizzo massimo di risorse per ottenere i migliori risultati ( un po' quello che vai farneticando tu )
            (??????) alla teoria biomeccanica
            dell'equivalenza di due monitor con i desktop
            virtuali, basata sui tempi di risposta
            dell'occhio umano... credo di non avere davvero
            nulla da aggiungere, buona
            fortunaAnche a te, al circo avresti davvero fortuna.Essere in grado di mettere "CONTEMPORANEAMENE" a fuoco due punti ben distinti e per nulla vicini (
          • nome e cognome scrive:
            Re: In Italia...

            Tra l'altro dimostri anche la tua ignoranza in
            campo informatico visto che l'uso di più monitor
            nasce proprio durante l'impiego di terminali
            testuali, quando l'output e gli errori venivano
            inviati a dispositivi
            differenti.Ma stra-lol... errori su stampante e output su terminale caso mai. Cosa che si fa tranquillamente anche ora. Nessuno si sognerebbe mai di inviare gli errori su un terminale e l'output su un altro terminale.
          • di passaggio scrive:
            Re: In Italia...
            ma che stai a dire??? roba dell'altro mondo!!
          • Sistematico scrive:
            Re: In Italia...
            - Scritto da: di passaggio
            ma che stai a dire??? roba dell'altro mondo!!Ottima argomentazione mi hai convinto! Stacco subito il secondo monitor!
          • Tonino scrive:
            Re: In Italia...
            - Scritto da: Sistematico
            - Scritto da: di passaggio

            ma che stai a dire??? roba dell'altro mondo!!

            Ottima argomentazione mi hai convinto! Stacco
            subito il secondo
            monitor!Si infatti... ,andando un pò OT, direi che la persona che ha scritto (di passaggio) sembra un pò quei politici che si intromettono in discussioni con dimsotrazioni e criterio (come quelli dei rifiuti e del ciclo del rifiuto con la raccolta differenziata) che con 2 parole dette a caso vogliono avere ragione senza avere un punto di vista.. bahCmq apprezzo tutti quegli imprenditori che cercano di crescere considerando il proprio lavoratore..Il CEO di SAS una volta disse: " ogni mattina il 95% del capitale della mai azienda varca i tornelli e il mio lavoro è fare in modo che quel capitale il giorno dopo sia ancora lì"Quindi il tutto si poterbbe tradurre in una semplice equazione.. ( il Valore aggiunto dato dal monitor è superiore al suo costo.. se si allora compralo per il tuo dipendente.. se no allora fallo lavorare così)
          • di passaggio scrive:
            Re: In Italia...
            tu invece esponi scienza!!!ma ke c'è da argomentare?? ho già letto il botta e risposta con l'altro tipo. nn ho tempo da perdere.
          • Nicola scrive:
            Re: In Italia...
            Qui dove lavoro io (no Italia per fortuna) il minimo numero di monitor è 2.- Scritto da: next
            - Scritto da: Sistematico


            Ti assicuro che per programmare 2 monitor sono

            quasi indispensabili, su uno hai l'IDE e su

            l'altro ci gira l'applicazione. Se ne hai un

            terzo con browser e client email e im aperto è

            pure

            meglio.

            Certo tutto questo se sei sviluppatore, se sei

            sistemista-linuzzo ti basta pure lo schermo 7

            pollici dell'EEE-PC

            ...

            Si, un monitor per ogni programma...
            Ma un pò di umiltà 'azzo!
          • occasionale scrive:
            Re: In Italia...
            - Scritto da: omissis
            beh io ne uso anche tre di monitor per
            programmare/lavorare sul db/leggere e scrivere
            mail/etcetc...
            chiaro che non è necessario ma è molto comodo :EIo invece ne uso uno solo...Con gnome ho 4 desktop virtuali e saltando da uno all'altro con la pressione di due tasti non devo neanche girare il collo...
            per quanto riguarda gli orari dovrei entrare alle
            9, se poi entro alle 9 e 30 o alle 10 non mi
            dicono nulla, anche perchè poi mi sparo 10 11 o
            anche 12 ore(e vorrei
            vedere).Idem per l'orario, ma non mi sparo di certo 12 ore al giorno...
            • Zen scrive:
              Re: In Italia...
              dove lavoro penso siamo circa oltre 300 persone tutti hanno 2 monitor , e' una scelta della societa' .Per il mio lavoro lo trovo utile anche perche' uso molte macchine virtuali ed essendo parte di un dominio active directory devo tenerme una winxp constantemente aperta ed l' altra uso linux con i soliti desktop virtuali.lavorerei bene anche con un monitor ma me ne hanno dati 2 , alcuni tipi ne hanno 3 ma non e' questo il punto.penso il punto sia vedere tanti commenti sulla questione di un monitor in piu' o in meno, che ci sia di emglio da discutere penso sia chiaro a tutti no?
          • Akiro scrive:
            Re: In Italia...
            - Scritto da: Sandrokan
            Cmq l'articolo, letto da dipendenti di aziende IT
            italiane, sembra alquanto ridicolo ...lascia stare che nel nostro piccolo i dipendenti IT sono martoriati anche qui...il mercato langue, le aziende vogliono spendere sempre meno e chi ci rimette è sempre il dipendente (ultima ruota del carro) che deve tappare i buchi lasciati aperti dai commerciali e all'atto pratico non vedrà mai il becco di un quattrino.Al contrario dei dirigenti, a loro non manca mai il bonus annuale, però poverini ridotto per via della crisi.
          • Sandrokan scrive:
            Dipende
            Tutto dipende da quanto mi offre l'azienda. L'azienda vuole che lavori di notte ? Bene, ma ovviamente non mi puo' dare un misero stipendio da 1200 euroInsomma il lavoro (duro) va pagato.
            • Overture scrive:
              Re: Dipende
              Beh i 17 consigli paiono spingere verso quell'idea... di certo un diciottesimo che specifichi con maggior chiarezza che i soldi risparmiati in tavoli e telefoni non vanno sprecati nel gippone (leggasi suv) per la moglie del capo sarebbe gradito...
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