L'Europa avrà un Istituto per la Tecnologia?

La Commissione rivolge la domanda a società, enti e cittadini del Vecchio Continente: partita la consultazione pubblica su quello che si candida ad essere il network della ricerca UE. Barroso: avanti Europa


Bruxelles – Il 16 settembre la Commissione Europea ha indetto una consultazione pubblica sul tema della creazione di un Istituto Europeo per la Tecnologia (EIT). Il presidente Barroso si è espresso più volte a favore di un progetto che realizzi un vero e proprio network comunitario composto dai migliori ricercatori e università del territorio. Un’istituzione per favorire lo sviluppo tecnologico e una conseguente crescita economica e occupazionale.

“(…) non è certo il caso di reinventare la ruota. Per questo motivo, piuttosto che tentare di creare un’istituzione dal niente, dovremmo cercare di dar vita ad un progetto che supporti e coaguli il meglio della realtà europea. Magari potrebbe avere la forma di un network basato sui migliori atenei”, ha dichiarato Barroso.

Il documento base è una proposta concepita come fondamento di discussione e dibattito aperto sulla realizzazione della nuova istituzione: sebbene sia probabile che da qui attingerà la stessa Commissione per dar vita all’infrastruttura dell’ EIT, il documento non è vincolante per l’Esecutivo UE.

La consultazione pubblica durerà fino a novembre; a quel punto la Commissione Europea deciderà se il progetto avrà bisogno di ulteriori approfondimenti oppure se potrà iniziare a redigere il documento ufficiale che verrà presentato al Consiglio Europeo nel marzo del prossimo anno. Se il progetto EIT verrà approvato, la Commissione potrà presentare una proposta di direttiva al Parlamento Europeo .

L’idea di creare EIT è affiorata per la prima volta durante la consultazione di medio-termine della Commissione, lo scorso febbraio. I paesi membri si erano soffermati sull’esigenza di far fronte al problema della fuga dei cervelli negli Stati Uniti e in Asia. L’Europa è riuscita negli anni a distinguersi lo stesso nella ricerca e nella formazione, ma ogni obiettivo raggiunto difficilmente si è trasformato in vantaggi competitivi per le imprese comunitarie. Sono state di esempio le strategie d’oltreoceano, che hanno dimostrato quanto siano efficaci le partnership fra aziende e strutture della ricerca .

“Un istituto europeo per le tecnologia potrebbe giocare un ruolo importante nel supporto del trasferimento di conoscenza, favorendo l’adesione dei migliori ricercatori e di aziende di tutto il mondo”, ha dichiarato Ján Figel, Commissario Europeo in carica per l’Educazione, Formazione, Cultura e Multilinguismo.

La consultazione pubblica, quindi, si concentrerà su alcuni aspetti fondamentali: gli obiettivi dell’EIT, le mission, le possibili strutture, la formazione etc. Online è disponibile un questionario che cerca indagare su come EIT potrebbe organizzare al meglio le sue attività per supportare l’innovazione.

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  • Anonimo scrive:
    ricevo spam con rolex replica
    ricevo spam con rolex replica in tutte le salse, la cosa assurda è che hanno centinaia di siti che portano tutti allo stesso sito madre. Tanto è inutile che mi tartassano di pubblicità, perchè mai e poi mai comprerò da loro
  • Anonimo scrive:
    ricevo spam da enom.com e da jocker.com
    chi è che riceve continuamente come me spam da siti registrati da enom.com e da jocker.com? Non ne posso più di segnalarli continuamente, più li segnalo e più mi arriva spam. Crepassero in prigione...
  • Anonimo scrive:
    Vogliamo il filtro su box.tin.it
    Cosa aspettano quelli della telecom a mettere il filtro antispam sulle caselle box.tin.it? Non ne posso più di ricevere 10 messaggi di spam ogni 6 ore.
    • Anonimo scrive:
      Re: Vogliamo il filtro su box.tin.it
      - Scritto da: Anonimo
      Cosa aspettano quelli della telecom a mettere il
      filtro antispam sulle caselle box.tin.it? Non ne
      posso più di ricevere 10 messaggi di spam ogni 6
      ore.mi riferisco alla posta consultabile via pop3 e non via web
  • Anonimo scrive:
    Fesserie, scuse pietose
    Per sono delle scuse pietose che non stanno ne' in cielo ne' in terra.Mi e' capitato di usare, per prova, dei filtri antispam di primari fornitori di servizi EMail, ho regolato il filtro al massimo livello di sicurezza, e ho specificato come unico mittente autorizzato un mio indirizzo email, dopo qualche giorno c'e'rano gia' diversi spam inviati da mittenti che non comparivano nell'elenco di quelli da me autorizzati (nel caso specifico, io solo ... era una prova).Evidentemente lo spam vogliono lasciarlo passare, prenderanno la percentuale, o ci guadagneranno sul tempo di collegamento sprecato per cancellare lo spam, o avranno altri motivi.Paolo
  • Anonimo scrive:
    Quello che vorrei comprendere...
    Ricevo fra i 300 e 400 msg spam e affini giornalieri. Di questi ne filtra al massimo uno o due al giorno che provvedo a rimuovere senza leggere. Gli spammer cosa pensano di concludere con questa loro azione massiccia? Che beneficio ne traggono? A me sembra una massiccia azione tesa a dare beneficio a chi realizza sistemi di filtraggio a pagamento. Come nel caso dei virus. Non saprei che altra spiegazione darmi, ffrancamente. O veramente c'e' gente che quando riceve sta roba se la va pure a leggere?
  • Anonimo scrive:
    Re: Utilizzare la connessione in modo pi

    Eh no. Se dimostri competenza, se hai la pazienza
    di ripetere le stesse cose un centinaio di volte
    l'anno per due - tre anni di fila alle stesse
    persone, queste ultime, alla fine, imparano.Ecco svelato l'arcano: tu ci campi, sulla sicurezza, e ti fa ovviamente comodo che continui così. :pDal canto mio trovo terribilmente fastidioso dover stare attento ad ogni passo e fare la paternale ai colleghi improvvidi: il mio tempo è prezioso e ci sono infiniti modi migliori per impiegarlo che dovermi difendere dagli abusi di squallidi truffatori.--- debrando
  • Anonimo scrive:
    Re: Utilizzare la connessione in modo pi
    - Scritto da: Guybrush
    Caselle di posta possedute: unaCosa cambia se sono venti? Certo, si avranno indirizzi più puliti ed altri invasi, ma la perdita di tempo ci sarà comunque.
    Presenza dell'indirizzo di posta elettronica su:
    Biglietto da visitaUn professionista dovrebbe nascondere il riferimento mail anche dai biglietti da visita? Tanto vale non usarla del tutto, la posta elettronica.
    Account di newsgrop
    Forum internetPer quale ragione si dovrebbe continuare ad inventare sempre nuove sigle antispam o rinunciare ad essere contattati in privato da utenti di spazi pubblici? Ovvero: perchè accettare anche questo aggravio?
    Utilizzo della posta elettronica per:
    lavoro
    cazzeggio con amici
    utilizzo di software "freeware"
    registrazione di servizi online
    mailing listNon sono forse tutti usi leciti e importanti? Perchè dover continuare a far slalom tra indirizzi secondari per evitare che l'attivazione di servizi comporti il finire nei circoli dello spam, in chiara violazione di quanto dichiarato nei siti stessi?
    Questa gente non si rende conto che la quantita'
    di mota che gli intasa la casella e' stata
    causata dal loro stesso comportamento (...)In sunto, chi usi la posta elettronica per qualsiasi attività che non sia scrivere ad una ristretta cerchia di persone tecnicamente competenti con cui si è scambiata l'indirizzo in maniera criptata si merita i disagi dello spam - anzi, addirittura ne è causa?Ma dico, scherziamo?E' come dire che una ragazza sia causa del proprio stupro per il fatto stesso di uscire di casa, anche se lo fa con prudenza: dovrebbe starsene sempre nascosta o al limite uscire solo dietro scorta di familiari.
    Che pero' ogni utente dovrebbe ALMENO collegare
    il cervello (non dico usarlo.. solo ricordarsi di
    possederne uno, mi basta! ), prima di aprire la
    connessione dovrebbe essere una cosa scontata.Va bene il dovere di informasi, ma lo Stato deve comunque cercare di garantire dagli abusi. E in ogni caso, approcciandosi al web, il tempo speso a capire come difendersi dagli spammer non sarebbe mille volte meglio impiegato nell'imparare a come cercare le notizie o come rapportarsi con gli altri utenti? Perchè dover sopportare anche questo aggravio?Inoltre, suona alquanto spocchioso questo "non ti sei informato e ti sta bene!". Capisco che ad alcuni piacerebbe internet fosse uno strumento di nicchia, ma per la società è meglio sia a portata di tutti e non si può pretendere che la classica casalinga di voghera colga al volo gli espedienti per navigare sicuri.E comunque non credo particolarmente etico o socialmente utile propopagandare il "se non sei esperto ti meriti di essere fregato": vogliamo un mondo in cui si può usufruire di un qualsivoglia servizio solo dopo aver passato due anni a studiarne le sfumature?Infine, come detto l'elenco di comportamenti che consideri a rischio è di fatto una grossa fetta degli usi propri del web, senza i quali sarebbe un luogo ben più sterile.--- debrando
  • Anonimo scrive:
    Occhio ai forwardatori folli
    chiedo scusa per il "forwardatori" nel topic ma spero abbiate capito a chi mi riferisco;personalmente sono stufo di ricevere email inoltrate da un amico ad un altro amico, ad altri amici ancora.... con tutti gli indirizzi email dei mittenti e destinatari belli in chiaro;un messaggio del genere, se cade in mano ad uno spammer (umano o "trojano") è manna caduta da cielo;al di la di interventi antispam di telecom, o di chicchessia, sarebbe il caso che un bel po di gente impari a rispettare le prime regole di prudenza su come evitare che il proprio indirizzo email, e quello dei propri amici, diventi carne da cannone per gli spammatori;un suggerimento: sostituite il to: e il cc: con un bel bcc:
  • Anonimo scrive:
    Ridicolo.
    Le motivazioni addotte da TI sono, come al solito, risibili.Se una macchina collegata alla loro rete diviene un emettitore di spam, è impossibile dire a priori se ciòavvenga perchè è il loro cliente a spammare o perchèla macchina in questione sia stata compromessae quindi utilizzata dalle gang criminali dello spamper veicolare junk mail.Basterebbe quindi, una volta che Telecom Italia, una volta ricevuta la notifica che esiste un problema di emissione di spam da una macchina nella sua rete, parlasse con il cliente segnalando il problema.La privacy non c'entra nulla, TI: spendi meno soldiin marketing e più soldi in abuse desk e manutenzioneproattiva delle tue reti.
  • Anonimo scrive:
    Re: Utilizzare la connessione in modo pi
    avete ragione entrambi, servirebbe una educazione all'uso dell'email e la gente non vuole sentirsi riprendere. ah aggiungerei anche fra i comportamenti da evitare l'inserimento di tutti gli indirizzi email in copia conoscenza
  • Max3D scrive:
    Usate Thunderbird
    e rassegnatevi :p http://www.mozillaitalia.org/archive/index.php#p3
    • Anonimo scrive:
      Re: Usate Thunderbird
      - Scritto da: Max3D
      e rassegnatevi :p
      http://www.mozillaitalia.org/archive/index.php#p3io uso spamhilihator e non mi rassegnerò mai e poi mai, e continuerò con Abuse di Zello a segnalare lo spam.
  • HellBoy scrive:
    Quando a spammare è un trojan
    Lo spam pubblicitario è senza dubbio una seccatura, ma a mio modesto parere non è il peggiore dei mali.A mio avviso lo spam più dannoso e pericoloso è quello dovuto a utenti poco attenti, che loro malgrado hanno il proprio PC infettato con una qualche sorta di trojan o virus che accede alla rubrica del client di posta elettronica e provvede ad inviare se stesso ad ogni indirizzo presente.Circa un mese fa ho avuto la sfortuna di avere anche un mio account di posta elettronica come bersaglio di un simile attacco. Nel giro di 3 o 4 settimane ho ricevuto qualche decina di messaggi con allegati tutt'altro che limpidi.Personalmente so come tutelarmi e come fare in modo di non prendermi alcuna "infezione" informatica, ma senza falsa modestia mi rendo conto di far parte di una elite di poche persone: la stragrande maggioranza degli utenti è purtroppo affetta da una curiosa sindrome di "doppio click" su tutto ciò che assomiglia a una icona, specie se presente in un messaggio di posta elettronica che pare spedito da un amico.E' in questi casi che il fornitore di servizi di connettività dovrebbe intervenire in maniera decisa. Nel caso di un accesso dial-up di tipo free, si dovrebbe sospendere il servizio, obbligando di fatto l'utente a mettersi in contatto (anche tramite una semplice pagina web) con il fornitore di connettività, prendere visione del problema, ed eventualmente riattivare di nuovo il proprio accesso.Nel caso di un accesso che prevede il pagamento di un compenso al fornitore di connettività, è lo stesso provider che dovrà contattare telefonicamente il proprio cliente (il prezzo pagato varrà bene il costo di una chiamata telefonica...) e solo nel caso che sia effettivamente impossibile prendere contatto si potrà procedere con il blocco dell'accesso ad internet.Nel caso poi di un abuso proveniente da un PC connesso ad una rete aziendale (come ad esempio il caso dell'ospedale di Napoli riportato nell'articolo) dal mio punto di vista è un non problema: in simili casi basta prendere contatto con il responsabile del sistema informativo dell'ospedale (e se non c'è una figura del genere onestamente sono stracavoli loro) e imporgli di porre rimedio a questa situazione entro un tempo ragionevole, pena la sospensione del servizio di connettività.Chiudo quì: il mio approccio può sembrare forse eccessivamente "cattivo" ma ritengo sia l'unico modo per evitare lunghe catene di S.Antonio "virali" e per responsabilizzare maggiormente gli utenti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Quando a spammare è un trojan
      - Scritto da: HellBoy
      Lo spam pubblicitario è senza dubbio una
      seccatura, ma a mio modesto parere non è il
      peggiore dei mali.

      A mio avviso lo spam più dannoso e pericoloso è
      quello dovuto a utenti poco attenti, che loro
      malgrado hanno il proprio PC infettato con una
      qualche sorta di trojan o virus che accede alla
      rubrica del client di posta elettronica e
      provvede ad inviare se stesso ad ogni indirizzo
      presente.ci sono anche i trojan che usano semplicemente il tuo pc come SMTP ... e quindi la rubrica non c'entra più nulla
      • Anonimo scrive:
        Re: Quando a spammare è un trojan
        - Scritto da: Anonimo

        ci sono anche i trojan che usano semplicemente il
        tuo pc come SMTP ... e quindi la rubrica non
        c'entra più nullaquello che sianulla cambia, il problema di fondo rimane lo stesso
    • furio scrive:
      Re: Quando a spammare è un trojan
      - Scritto da: HellBoy

      E' in questi casi che il fornitore di servizi di
      connettività dovrebbe intervenire in maniera
      decisa.

      [saggi commenti]

      Chiudo quì: il mio approccio può sembrare forse
      eccessivamente "cattivo" ma ritengo sia l'unico
      modo per evitare lunghe catene di S.Antonio
      "virali" e per responsabilizzare maggiormente gli
      utenti.Hai descritto con ottima precisione l'approccio standard adottato dall'industria. Nel caso di grossi ISP diretti al mercato residenziale, queste procedure sono in gran parte automatizzate. L'utente non viene di solito disconnesso, ma confinato in una "gabbia" da dove puo' accedere solo a pagine locali con informazioni per la disinfezione, e talvolta a siti di produttori di antivirus e di Microsoft.Nessuno in Europa (France Telecom, British Telecom, Telefonica de Espana, ecc) ha considerato che misure di questo tipo violino la direttiva europea sul commercio eletttronico---in accordo con quanto suggerisce il buon senso.
  • furio scrive:
    Un chiarimento
    Un chiarimento: la mia domanda in questo caso non era tanto "si possono individuare e quindi perseguire gli spammer" (la risposta e' si'!), quanto: perche' Telecom Italia viene a conoscenza di abusi da parte di terzi (gli spammer) di sistemi insicuri di propri clienti che arrecano vistosi danni alla rete, e non provvede a (i) avvisare il proprio cliente, (ii) proteggere il resto della rete dai danni che il sistema compromesso arreca.Tali funzioni sono una parte fondamentale, istituzionale delle attivita' di qualsiasi ISP, piccolo o grande che sia. La scelta di Telecom Italia di non intervenire e' ormai praticamente unica in Europa, e una sua ovvia conseguenza e' che saranno sempre di piu' gli operatori nel mondo che decideranno di non scambiare piu' traffico Internet con T.I. -- per semplici considerazioni economiche di costi/benefici.Evidentemente nessun operatore italiano puo' fare scelte del genere, ed e' per questo che per noi il problema Telecom e' particolarmente grave.
    • Anonimo scrive:
      Re: Un chiarimento
      mi sembra che l'articolo lo dica chiaramente:NON PUÒ: la legge glielo vieta, perchè per farlo dovrebbe arrecare "danno" alla privacy degli spammer !!!un altro bell'esempio di come quando si fanno le leggi con i piedi (eh, la parte anatomica era un po più in su, ma vabbè) poi si hanno conseguenze devastanti (tv via cavo degli anni 80, wifi e antiterrorismo, privacy etc.. solo per rimanere in ambito informatico)
      • Anonimo scrive:
        Re: Un chiarimento
        - Scritto da: Anonimo
        mi sembra che l'articolo lo dica chiaramente:
        NON PUÒ: la legge glielo vieta, perchè per farlo
        dovrebbe arrecare "danno" alla privacy degli
        spammer !!!
        un altro bell'esempio di come quando si fanno le
        leggi con i piedi (eh, la parte anatomica era un
        po più in su, ma vabbè) poi si hanno conseguenze
        devastanti (tv via cavo degli anni 80, wifi e
        antiterrorismo, privacy etc.. solo per rimanere
        in ambito informatico)ma se l'articolo cita proprio Lui...
      • furio scrive:
        Re: Un chiarimento
        - Scritto da: Anonimo
        mi sembra che l'articolo lo dica chiaramente:
        NON PUÒ: la legge glielo vieta, perchè per farlo
        dovrebbe arrecare "danno" alla privacy degli
        spammer !!!La questione non e' cosi' semplice, nel senso che la legge in questione e' l'implementazione italiana di una Direttiva Europea (la 2000/31) intesa a favorire lo sviluppo del commercio elettronico, ma apparentemente Telecom Italia e' l'unico operatore europeo a interpretarla in questo senso (macchine abusate da terzi considerate un servizio della societa' dell'informazione e quindi tutelate dalla 2000/31).Questa interpretazione sta causando non solo ilarita', ma soprattutto irritazione tra un gran numero di operatori che stanno facendo grossi investimenti sul fronte del controllo degli abusi.Per approfondimento ed eventuali commenti aggiuntivi raccomando questo thread:http://groups.google.it/group/it.diritto.internet/browse_frm/thread/242e0020cc6d52be/11fe577d6a33e9b6
      • Anonimo scrive:
        Re: Un chiarimento
        - Scritto da: Anonimo
        mi sembra che l'articolo lo dica chiaramente:
        NON PUÒ: la legge glielo vieta, perchè per farlo
        dovrebbe arrecare "danno" alla privacy degli
        spammer !!!In realtà non è così, come le ottime esperienze di tanti altri ISP di dimensioni paragonabili (e soggetti alle stesse normative) dimostrano.L'approccio di TI è di non fare nulla (o fare il meno possibile) e infarcire il tutto di abbondante legalese a supporto della propria (allucinante) posizione.E' la ragione per la quale, agli incontri sulle metodologie da applicare a contenimento del fenomeno spam, liddove gli ISP presentavano lo staff tecnico TI presentava il proprio ufficio legale (nulla di inventato, eh...)
      • Alessandrox scrive:
        Re: Un chiarimento
        - Scritto da: Anonimo
        mi sembra che l'articolo lo dica chiaramente:
        NON PUÒ: la legge glielo vieta, perchè per farlo
        dovrebbe arrecare "danno" alla privacy degli
        spammer !!!
        un altro bell'esempio di come quando si fanno le
        leggi con i piedi (eh, la parte anatomica era un
        po più in su, ma vabbè) poi si hanno conseguenze
        devastanti (tv via cavo degli anni 80, wifi e
        antiterrorismo, privacy etc.. solo per rimanere
        in ambito informatico)Non che non glie lo vieta....Quella di telecom e' un' interpretazione arbitraria, e' Il "danno alla privacy degli spammer" NON HA SENSOcome dire non si possono perseguire i delinquenti perche' si danneggerebbero i loro interessi....Che vuol dire?Se gli spammer commetono un' abuso sono perseguibili almeno da quando l' abuso e' dimostrato (ma ci vuole poco).
  • Anonimo scrive:
    istruire con calma più volontari
    c'è bisogno di più gente come i veterani ... quindi un po' di pazienza e di tramissione di buona volontà... di passione... meno alterigia, meno sfottò e più pazienza CON CHI VUOLE IMPARARE
    • Anonimo scrive:
      Re: istruire con calma più volontari
      Stai riferendoti ad it.news.net-abuse?Devi discriminare quelli che non capiscono un cacchio, gli spammer col prurito al sedere, i sarcastici... ma qualcuno che ti dà un link dove imparare, si trova prima o poi.il vero problema è che nessuno capisce o vuole capire che cosa è lo spam e ti fanno paragoni idioti, ti danno del rompiballe ecc ecc.
  • Anonimo scrive:
    cosa vuol dire "postato" ?
    come da oggetto
    • Anonimo scrive:
      Re: cosa vuol dire "postato" ?
      - Scritto da: Anonimo
      come da oggettosei su internet da 5 o 6 secondi?http://www.science.unitn.it/~fiorella/internet/gergo/p.html#postare
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