L'Informatica lascia dietro il Sud

Aumenta il numero di aziende informatiche del meridione dove, però, cala vistosamente la domanda. Al nord meno imprese che controllano più mercato. Disparità che per il momento non se ne andranno. Le regioni e l'IT nel rapporto Assinform


Roma – Nell’Italia dell’informatica il numero delle aziende cresce ma il valore del mercato continua a calare, e nel meridione i cali sono i più vistosi. Eppure, proprio nel Mezzogiorno aumenta il numero di imprese del settore.

Questo uno degli scenari che emerge dall’ultimo rapporto voluto da Assinform, l’associazione delle imprese italiane di informatica, e realizzato assieme a NetConsulting, con il patrocinio del ministero all’Innovazione e alle Tecnologie. Uno studio che esegue una radiografia di quanto accade nel settore informatico nelle singole regioni italiane.

Si scopre così che il grosso del mercato dell’informatica rimane al nord e al centro, dove ad un minor numero di imprese corrisponde un controllo di una quota maggiore del settore. In particolare nel 2002 in Italia il numero delle aziende è cresciuto stabilmente, più al sud (8,3 per cento contro il 4 o 4,5 per cento di nord e centro), a fronte di una contrazione del 2 per cento del mercato nazionale, a quota 20 miliardi di euro.

La domanda cala però in modo ineguale nella penisola e proprio nel sud, dove aumentano le imprese del settore, il calo è del 4,1 per cento contro l’1,6-1,7 per cento del nord e il 2,3 del centro.

Il divario tendenziale delle dotazioni tecnologiche nelle regioni italiane è confermato dalla ripartizione territoriale della domanda (37 per cento dal nordovest, 21 per cento dal nordest, 28,8 per cento dal centro e 13,2 per cento dal sud) e dal peso della stessa sul PIL regionale, con percentuali che oscillano a Sud tra 0,7 per cento della Sardegna e l’1,3 per cento della Campania, contro il 2,5 per cento del Piemonte, il 2,1 per cento della Lombardia. Come sempre caso a parte il Lazio, la regione della Pubblica Amministrazione, dove la domanda sale del 3,7 per cento. Sale anche in Veneto, regione ove la spesa informatica ha mostrato nel 2002 maggior sviluppo (1,3 per cento), anche se non come nel 2001 (9,9 per cento).

Nelle aree regionali, in sintesi:

Nord Ovest
Meno imprese, mercato più forte, guidato dalla Lombardia. In queste regioni la domanda è pari al 37 per cento del mercato informatico italiano.
Calano investimenti e spesa IT del Piemonte ma l’area rimane quella a maggior diffusione delle tecnologie IT.

Nord Est
Il Veneto continua a crescere (8,6 per cento del mercato nazionale) e detiene un tasso di crescita record in Italia con un triennio 2000-2002 in cui la domanda è salita del 5,5 per cento mediamente ogni anno. Frena invece l’Emilia Romagna dove si è registrato un calo del 4,3 per cento nel corso del 2002.

Centro
A parte il già citato caso del Lazio, cresce il mercato nelle Marche e in Toscana che oggi pesa per il 6,2 per cento sul mercato nazionale.
Il rapporto tra spesa IT e PIL regionale conferma il primato del Lazio (3,7 per cento) a livello nazionale, confermato anche da una spesa IT per occupato di quasi 1700 euro. Va comunque ricordato che il primato del Lazio consegue anche al fatto che gli investimenti IT sono attribuiti alla regione ove insiste la sede principale dell’impresa o dell’Amministrazione pubblica.
Il centro, comunque, rimane l’area con il minor numero di imprese del settore: solo il 19 per cento del totale.

Mezzogiorno
L’Italia meridionale, secondo Assinform, presenta un primato doppio e contraddittorio: quello del mercato più debole (13,2 per cento della domanda nazionale) e quello della maggiore natalità netta delle imprese IT: 8,3 per cento contro il 4,9 per cento medio nazionale.
Nonostante il buon andamento di Campania e Puglia, cinque regioni del Sud (Molise, Abruzzo, Calabria, Sicilia e Sardegna) rimangono su un rapporto basso nella spesa IT per occupato e nell’investimento in capitale tecnologico.

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