Linspire e Ubuntu, ora il DNA è lo stesso

Le società che sponsorizzano lo sviluppo delle due celebri distribuzioni Linux hanno stretto una partnership che farà di Ubuntu la base di codice delle prossime release di Linspire e Freespire. E CNR entra in Ubuntu

San Diego (USA) – Due fra le distribuzioni Linux più user friendly sulla piazza, Linspire e Ubuntu, proseguiranno la loro scalata al mercato consumer mano nella mano. Le società che sviluppano i due sistemi operativi, la californiana Linspire e l’inglese Canonical , hanno infatti stretto una partnership che le porterà a scambiarsi codice e competenze.

La conseguenza più rilevante dell’accordo è che le prossime distribuzioni di Linspire, inclusa la gratuita Freespire , saranno basate su Ubuntu e non più su Debian . “Questo significa – si legge nel comunicato congiunto di Linspire e Canonical – che gli utenti beneficeranno dei più brevi cicli di sviluppo di Ubuntu e del suo focus sull’usabilità”. Linspire ha però assicurato che il proprio sistema operativo conserverà la propria identità, e continuerà a distinguersi da Ubuntu sotto molti aspetti, non per ultimo la scelta di offrire, di default, solo una stretta selezione di applicazioni.

La prima distribuzione di Linspire ad inglobare il codice di Ubuntu sarà Freespire 2.0 , di cui si attende una beta pubblica entro la fine dell’attuale trimestre e la release finale in tarda primavera. Freespire 2.0 poggerà su Ubuntu 7.04 Feisty Fawn , il cui rilascio è previsto per aprile.

Canonical integrerà invece in Ubuntu la tecnologia di e-commerce e software management CNR (Click ‘N Run), che Linspire si è recentemente impegnata a rendere disponibile per le principali distribuzioni Linux sulla piazza. Il servizio CNR, a cui gli utenti di Ubuntu potranno interfacciarsi per mezzo di un client open source, permette di cercare, acquistare, scaricare, installare e gestire software open e closed source, inclusi codec e driver proprietari.

“Era da tempo che desideravamo migliorare la gestione del software commerciale sotto Ubuntu, e ci è parso più naturale trarre vantaggio dalla tecnologia CNR di Linspire piuttosto che crearne un duplicato”, ha spiegato Mark Shuttleworth, fondatore di Ubuntu e Canonical. Shuttleworth ha anche precisato che CNR non sostituirà i repository di Ubuntu, ma si integrerà ad essi.

L’inclusione di CNR in Ubuntu è però destinato a sollevare le critiche di coloro che, rifacendosi alla scuola di pensiero di Free Software Foundation e della comunità Debian , non vedono di buon occhio la promiscuità tra software libero e software proprietario. Ad infastidire molti è poi il fatto che CNR sia fondamentalmente una tecnologia chiusa : se è infatti vero che Linspire ne ha aperto il codice del client, l’infrastruttura di e-commerce lato server rimane strettamente controllata dalla società di San Diego. A tal proposito c’è chi si chiede, ad esempio, se Linspire e Canonical si siano accordate anche sull’ eventuale spartizione dei proventi derivanti da CNR .

Se CNR sarà dunque visto da alcuni utenti di Ubuntu come un’intrusione poco gradita, ciò non toglie che questa tecnologia abbia molte chance di imporsi come uno standard per la gestione dei pacchetti software sotto Linux: CNR permette infatti di installare driver e applicazioni con un solo clic, e questo indipendentemente dal formato del pacchetto (RPM, DEB, Tar.GZ, ecc.) e dalla distribuzione usata. Il sistema offre inoltre notifiche automatiche, funzionalità avanzate di ricerca, e un portale che permette di accedere, per ogni programma, a screenshot, recensioni, commenti, drescrizione, note di rilascio e altro ancora. Fra l’altro DesktopLinux.com riporta che il nuovo sito di CNR, che debutterà in occasione del rilascio di Ubuntu 7.04, adotterà la filosofia dei wiki , permettendo a chiunque di aggiungere contenuti che aiutino gli altri utenti a scegliere l’applicazione giusta per loro.

Nelle FAQ dell’accordo si legge che Linspire continuerà ad utilizzare KDE, questo nonostante il desktop environment ufficiale di Ubuntu sia GNOME. Se è vero che esiste una versione di Ubuntu, Kubuntu, che si basa su KDE, ArsTechnica fa notare che tale versione non solo è decisamente meno rifinita e matura rispetto a quella standard, ma apporta pesanti personalizzazioni al noto desktop environment europeo. “Kubuntu nasconde quasi la metà delle funzionalità avanzate del file manager Konqueror”, riporta ad esempio Ars , che poi aggiunge come Kubuntu soffra anche “di una grave penuria di risorse e sviluppatori”. C’è chi suggerisce che potrebbe essere proprio compito di Linspire apportare nuove energie al progetto Kubuntu. Se così sarà, lo sapremo molto presto.

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  • Anonimo scrive:
    Che significa Bitstream?
    Per favore (visto che nell'articolo non viene spiegato) qualcuno conosce il significato tecnico det termine Bitstream?http://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:Ricerca?search=Bitstream&go=VaiGrazie
    • Anonimo scrive:
      Re: Che significa Bitstream?
      - Scritto da:
      Per favore (visto che nell'articolo non viene
      spiegato) qualcuno conosce il significato tecnico
      det termine
      Bitstream?
      http://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:Ricerca?sear

      GrazieLetteralmente una sequenza di bit!Ne più ne meno!
    • Anonimo scrive:
      Re: Che significa Bitstream?
      - Scritto da:
      Per favore (visto che nell'articolo non viene
      spiegato) qualcuno conosce il significato tecnico
      det termine
      Bitstream?
      http://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:Ricerca?sear

      GraziePer bitstream si intende un tipo di offerta all'ingrosso che si differenzia da quella retail minus.In Italia fino ad ora Telecom (in quanto operatore dominante) è stata soggetta a presentare un offerta all'ingrosso secondo le regole retail minus, si parte cioè dall'offerta al dettaglio di Telecom a questa si sottrae una determinata percentuale p.e. 30% (minus) in modo che l'offerta sia replicabile dagli altri operatori. In questo modo è evidente che Telecom abbia un effettivo vantaggio perchè stabilendo il prezzo al dettaglio stabilisce indirettamente anche quello all'ingrosso. Infatti se vi ricordate Telecom in tutti questi anni ha praticamente lascito invariato il prezzo della sua offerta al dettaglio 36,95 euro al mese e si è limitata a fare degli aumenti di banda (a volte anche fittizi) eliminando sempre l'offerta precedente invece di lasciarla ad un prezzo minore.Questo comportamento ha permesso di congelare le tariffe adsl per molti anni.Solo l'offerta alice 640 a 19,95 euro http://www.antidigitaldivide.org/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=335ha rotto questo modus operandi, dopo denuncie servizi su striscia ecc. sulle spropositate tariffe telecom. Finalmente con la delibera AGCOM 34/06 si adottava il metodo cost plus per il calcolo della tariffa adsl all'ingrosso. Si parte dai costi effettivamente sostenuti da telecom ed a questi viene aggiunto un margine di profitto per telecom (profitto non extraprofitto si spera).Questo metodo dovrebbe portare ad un abbassamento sensibile delle tariffe al dettaglio. Purtroppo telecom nonostante siano passati mesi dall'approvazione della delibera e nonostante si fosse impegnata per fine 2004 a presentare un'offerta bitstream, ancora non è stata posta in essere con il benestare dell'AGCOM.http://www.antidigitaldivide.org/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=580
      • Anonimo scrive:
        Re: Che significa Bitstream?
        Grazie, sei stato chiarissimo anche se leggendo tutto mi si e' gonfiato ancora di piu' il fegato.
  • Anonimo scrive:
    Telecom italia un male per la nazione
    Il fallimento di Telecom Italia può essere solo un bene, lavoriamo tutti per portare avanti ogni offerta alternativa a ciò che è Telecom.Facciamo opinone con amici conoscenti e parenti sull'opportunità di scelte differenti da Telecom.Spieghiamo alle vecchiette come non pagare balzelli inutili sulle bollette.In tanti possiamo erodere sempre di più l'enorme vantaggio di Telecom.Hanno tanto, ma anche tanti debiti, le cose stanno già cambiando, hanno vissuto di posizione per tanto, e già vagheggiano errori clamorosi, basta solo attendere gli errori del management, che non mancheranno.Teniamo pronta una bottiglia di spumante di buona qualità per quel giorno, che si avvicina sempre più, con ogni euro che gli togliamo.Siamo in tanti a detestare l'incunbent, non sottovalutiamo le piccole cose che abbattono Golia.La privatizzazione è stata una farsa, l'ultimo miglio deve essere di tutti !
    • AranBanjo scrive:
      Re: Telecom italia un male per la nazion
      Forse non ti rendi conto di cosa succederebbe se veramente TI chiudesse i battenti...
      • Anonimo scrive:
        Re: Telecom italia un male per la nazion
        - Scritto da: AranBanjo
        Forse non ti rendi conto di cosa succederebbe se
        veramente TI chiudesse i
        battenti...Sì, TUTTI I NEGOZI CHE VENDONO SPUMANTI E VINELLI FRIZZANTI APPENA DECENTI INCASSEREBBERO VOLENTIERI I 15 EURO CIRCA DEL PROSSIMO MESE DI PAGAMENTO CANONE TELECOM!!!
        • AranBanjo scrive:
          Re: Telecom italia un male per la nazion
          Ti ricordo che TI è ancora la proprietaria della rete. Per cui se chiude, ciao ciao linee...
          • Anonimo scrive:
            Re: Telecom italia un male per la nazion
            - Scritto da: AranBanjo
            Ti ricordo che TI è ancora la proprietaria della
            rete. Per cui se chiude, ciao ciao
            linee...Non diciamo cose che palesemente non stanno ne in cielo ne in terra.Se chiude e' una grossa fortuna per noi e per tutto il nostro scassatissimo paese e le linee torneranno allo stato con buona pace di tutti quelli come te che difendono l'attuale e mai morto monopolio di telecom.
          • AranBanjo scrive:
            Re: Telecom italia un male per la nazion
            Ovviamente il tutto senza il minimo disservizio...Dai dai...
    • Anonimo scrive:
      Re: Telecom italia un male per la nazion
      ..eh bravo..sapientino..cosi quando un topo ti magna il cavetto adsl della tua centrale nessun tecnico telecom lo va a riparare..idem per allagamenti ,schede saltate ..etc..interferenze...telecom fallita= no adsl per tutti se credi che tiscali o wind si mettano a riparare centraline aspetta e spera...
      • Anonimo scrive:
        Re: Telecom italia un male per la nazion
        sicuramente avete ragione tutti, in parte. Ma credo che se rendessero il cablaggio italiano (dato in mano a Telecom, anni fa) un qualcosa di gestibile non solo da Telecom ma anche dagli altri gestori, allora non si farebbero questi discorsi, anzi, non gliene fregherebbe a nessuno del fallimento di Telecom.
        • .::UnO::. scrive:
          Re: Telecom italia un male per la nazion
          Ma il piano di Rovati per scorporare la rete da telecom perchè è stato così scandaloso?Magari non era il massimo, ma sarebbe stato un inizio!Erano piovute così tante critiche che l'hanno portato a dimettersi... Manco avesse bestemmiato davanti al Papa!
          • Anonimo scrive:
            Re: Telecom italia un male per la nazion
            - Scritto da: .::UnO::.
            Ma il piano di Rovati per scorporare la rete da
            telecom perchè è stato così
            scandaloso?in sé magari non era nemmeno male, la questione era che prima la rete era stata venduta dallo stato ai privati insieme a tutto il blocco per l'equivalente di una stretta di mano ed un pacchetto di patatine, adesso, con i privati in difficoltà, lo stesso stato avrebbe ripreso una rete malmessa dalla scarsa o inesistente manutenzione (oltretutto a fronte di un aumento della clientela adsl)pagandola come se i cavi fossero fatti di platino e non di rame!se permetti di questo stato faccio parte anch'io e non mi va di regalare delle cose per poi ricomprarmele tutte rotte, per di più pagandola uno sproposito!L'ideale sarebbe, almeno, obbligare telecom ad una manutenzione decente ed adeguata ai carichi di lavoro cui la rete è sottoposta ogni giorno.(peccato che sarebbe come obbligare la società autostrade - cioé i benetton - ad investire sulle strade i proventi degli aumenti dei pedaggi...)
          • Anonimo scrive:
            Re: Telecom italia un male per la nazion
            - Scritto da:

            - Scritto da: .::UnO::.

            Ma il piano di Rovati per scorporare la rete da telecom perchè è stato così scandaloso?

            in sé magari non era nemmeno male, la questione era che prima la rete era stata venduta dallo stato ai privati insieme a tutto il blocco per l'equivalente di una stretta di mano ed un pacchetto di patatine, adesso, con i privati in
            difficoltà, lo stesso stato avrebbe ripreso una rete malmessa dalla scarsa o inesistente
            manutenzione (oltretutto a fronte di un aumento della clientela adsl)pagandola come se i cavi fossero fatti di platino e non di rame!
            se permetti di questo stato faccio parte anch'io e non mi va di regalare delle cose per poi ricomprarmele tutte rotte, per di più pagandola uno sproposito!
            L'ideale sarebbe, almeno, obbligare telecom ad
            una manutenzione decente ed adeguata ai carichi
            di lavoro cui la rete è sottoposta ogni
            giorno.
            (peccato che sarebbe come obbligare la società
            autostrade - cioé i benetton - ad investire sulle
            strade i proventi degli aumenti dei
            pedaggi...)Una proposta come questa non sarebbe male.http://www.antidigitaldivide.org/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=543http://www.antidigitaldivide.org/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=545Il discorso è che telecom i soldi che percepisce dal canone li sta utilizzando per ripagare i debiti provocati dalla finanza creativa di Colaninno prima e Tronchetti Provera poi, che hanno acquistato Telecom/Tim facendosi prestare i soldi dalle banche e poi girando il debito alla telecom. Il canone telefonico circa 5 miliardi di euro l'anno se fosse utilizzato per ammodernare la rete (come dovrebbe essere) ora avremmo tutti la fibra. Quindi meglio far tornare centrali e ultimo miglio pubblici, in questo modo il canone sarebbe effettivamente utilizzato per ammodernare e manutenere la rete e non per pagare i debiti e per gli interessi particolari dei privati.Quindi meglio che lo stato riacquisti ultimo miglio e centrali, in questo modo il canone la diamo allo stato che avrebbe l'obbligo di ammodernare la rete e non al tronchetto dell'infelicità. In questo modo Telecom potrebbe anche togliersi un po di debiti ed evitare cosi' di finire nelle mani di qualche straniero.Pensate se le intercettazioni venissero sfruttate dagli altri stati :o
          • Anonimo scrive:
            Re: Telecom italia un male per la nazion
            Pensiamo anche al canone sino ad oggi e tuttora incassato da telecom e' un assurdo si paga per avere manutenzione ed invece il risultato sono dei doppini marci,tutti interventi fatti dall'allora statale SIP,questo e' secondo me una cosa scandalosa,solite storie italiane.
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