LinuxNews/ Ma IBM giova al mondo Linux?

Da circa un mese in giro sulla Rete è in atto una discussione riguardo IBM e i suoi rapporti con la comunità Linux


Dopo che circa un mese fa è apparso l’articolo “Has IBM hijacked Linux?” su Vnunet, è iniziata una discussione sulla Rete riguardo il possibile dominio di IBM nel mondo Linux.

Tutto è partito da un intervista fatta a George Weiss, direttore delle ricerche sui server e i sistemi operativi al Gartner Group, che ha asserito che IBM appare alla comunità Linux come sfruttatore del momento d’oro con l’intenzione di
monopolizzare tutto ciò che il sistema ha da offrire. IBM sta avanzando con nuove opportunità di guadagno.

Weiss ha detto che potrebbe succedere che un giorno l’80% dei guadagni relativi a Linux andranno a finire nelle casse dell’IBM se altre società come HP, Red Hat e VA Linux non si daranno da fare: IBM avrebbe così il dominio sul software open source.

Sempre secondo Weiss IBM contribuisce molto alla comunità Linux, ma deve tener conto anche del suo business. Per gli utenti ci sarebbero dei vantaggi e degli svantaggi: per esempio l’IBM sta offrendo un servizio di supporto al sistema operativo, servizio richiesto da molti clienti preoccupati dall’assistenza e dell’affidabilità. D’altro canto, continua Weiss, si potrebbe perdere l’idealismo dietro al movimento Open Source che potrebbe far diventare Linux un’altra versione proprietaria di Unix. Oltretutto IBM sta anche puntando sul settore del retail, dove venderà computer a basso prezzo con Linux preinstallato.

Gli editoriali e i commenti alle affermazioni di Weiss non si sono fatti attendere. L’IBM in diverse situazioni ha risposto a tali accuse.
Attraverso Daniel Frye ha bollato l’analisi come prematura, in quanto, ha sostenuto, il mercato è altamente competitivo e ha ancora pochissime barriere d’entrata. IBM d’altra parte sta facendo il suo gioco puntando tutto sul fatto che
GNU/Linux sfonderà nel mercato enterprise. E se questo gioco d’azzardo dovesse fallire, i volontari potrebbero allontanarsi definitivamente dal modello di sviluppo Open Source.

Sam Palmisano, CEO dell’IBM, ha dato delle risposte non decise, affermando alcune volte come la società faccia parte attiva della comunità, altre volte affermando che la aiutavano e la osservavano a distanza. Rimane comunque il fatto che l’IBM ha puntato oltre un miliardo di dollari su Linux, ritenendolo molto promettentente.

Molto divertente è l’interpretazione data su ZDNet del perchè tante società stanno puntando su Linux, sia come fornitori sia come clienti: il fattore ABM, ossia “anything but Microsoft” (tutto tranne Microsoft). Questo fattore, secondo ZDNET, porta molte industrie del software a prendere parte attiva della comunità Open Source. E questo lo avrebbe capito bene IBM che deve però procedere con i piedi di piombo.

A cura di , Soluzioni Open-Source

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