L'Italia scopre le tecnologie d'accesso

Ieri a Roma c'erano tutti per parlare di come la rivoluzione digitale rappresenti anche l'occasione per la maggiore integrazione dei disabili. Bollino blu consigliato ma non obbligatorio sui siti. Sanzioni per i funzionari disattenti


Roma – Grande parata ieri nella Capitale in occasione di un convegno che ha conosciuto gli interventi degli esperti di tecnologie e accessibilità fino ad arrivare a ministri, al presidente della Camera e persino al presidente della Repubblica. Già, si è voluto dare enorme risalto al convegno-incontro “Tecnologie e disabili: una società senza esclusi”. Un incontro lungamente preparato e che ha consentito al ministro all’Innovazione Lucio Stanca di presentare il suo Libro Bianco sullo sviluppo della persona nell’era digitale.

Se il presidente della Repubblica, Carlo A. Ciampi, ha insistito nel suo messaggio sulla collaborazione dei soggetti istituzionali, dell’associazionismo e del volontariato per l’utilizzo delle nuove tecnologie nel sostegno alle persone portatrici di disabilità, Stanca ha dalla sua parlato del nuovo “bollino blu” contro le barriere elettroniche, per l’accessibilità del web e per l’integrazione dei disabili nelle strutture produttive proprio attraverso l’impiego delle tecnologie e del telelavoro.

Una normativa, quella del bollino, che arriva con un disegno di legge che, ha detto Stanca, “premierà i responsabili di siti e prodotti informatici di qualità, pensati e realizzati anche a misura di disabilità”. Un’idea che era già emersa e che sembra studiata per stimolare anche i soggetti privati a costruire risorse informatiche e siti web seguendo i criteri dell’accessibilità. Nel ddl sono anche previsti l’obbligo per l’ente pubblico di fornire ai propri dipendenti formazione e strumenti tecnologici adeguati nonché maggiori facilitazioni nell’acquisto di tecnologie per gli enti che ne dimostreranno le finalità di accessibilità per i disabili. Tutti strumenti, ha detto Stanca, per “abbattere le barriere virtuali che limitano l’accesso dei disabili alla Società dell’Informazione e li escludono dal mondo del lavoro, dalla partecipazione democratica, da una migliore qualità della vita”.

A scanso di equivoci, Stanca ha spiegato che nessuna sanzione è prevista per quei soggetti privati che non si adegueranno alle nuove direttive dettate dal ministero. Discorso diverso per gli enti pubblici. “Per le Pubbliche Amministrazioni – ha affermato Stanca – sarà necessario prevedere una forma di penale, come l’illegittimità dei contratti per l’acquisto di materiale informatico che non tengano conto del criterio dell’accessibilità; oppure che l’inosservanza delle disposizioni sull’accessibilità sia valutata a carico del funzionario responsabile nell’ambito delle valutazioni per lo sviluppo della carriera”.
Tra i privati, invece, chi si doterà del bollino blu dovrà seguire i parametri dell’accessibilità ed essere soggetto a possibili controlli della pubblica autorità, ma potrà utilizzare il bollino come strumento promozionale delle proprie attività.

Il ministro ha parlato dell’accesso alla tecnologie digitali come di un diritto primario per tutti i cittadini, perché significa “crescente opportunità di conoscenza, istruzione, lavoro, informazione, intrattenimento e acquisisce sempre maggiore importanza nel modo di vivere, lavorare e apprendere”.

Al centro dell’incontro di ieri, come detto, il Libro Bianco della Commissione interministeriale per l’uso e lo sviluppo delle tecnologie in favore delle categorie deboli. Di seguito i punti fondamentali.


Il Libro Bianco raccoglie alcuni numeri e dati che descrivono il quadro nel quale il Governo intende muoversi per dare nuove risposte ai tre milioni di italiani che oggi soffrono di disabilità, risposte che possono provenire in larga misura proprio dalle tecnologie e dall’accessibilità da remoto ai servizi pubblici.

Il dato centrale è oggi la sostanziale impreparazione dei siti e dei servizi pubblici ed istituzionali. Il tutto aggravato dal fatto che l’utente non è messo in condizione di conoscere le informazioni essenziali per interfacciarsi con l’amministrazione pubblica e spesso, come accade nella Sanità, pesa la mancanza di una vera consapevolezza degli enormi vantaggi che possono derivare dall’introduzione delle nuove tecnologie in moltissimi ambiti, amministrativi e di rapporto con i cittadini.

Sono queste le “barriere virtuali” di cui hanno parlato gli esperti e che Stanca ha ripreso, barriere che secondo il ministro sono più facili da abbattere di quelle fisiche e che quindi vanno abbattute rapidamente.

Il Libro Bianco mette in luce come “solo poche aree regionali abbiano sperimentato un utilizzo attivo delle tecnologie a supporto di progetti per disabili”. E questo in un contesto nel quale le poche iniziative di rilievo spesso non vengono promosse a dovere o neppure conosciute.

Secondo gli esperti che hanno redatto il Libro, il 5 per cento della popolazione italiana soffre di disabilità e pochissimi sono i dati a disposizione per comprendere come questa importante quota di italiani utilizzi o acceda alle tecnologie. Quel che si sa è che molti di loro, proprio a causa della loro condizione e della fin qui mancata adozione di strumenti tecnologici all’altezza, non hanno raggiunto titoli di studio, come succede al 15 per cento dei disabili la cui età è tra i 15 e i 44 anni.

Dunque, oltre a tutti i passi individuati dal Governo e dal Libro per rimuovere le barriere virtuali, Stanca ha spiegato che nel Libro ci si impegna a realizzare un vero e proprio Osservatorio che avrà il compito di sovrintendere all’accessibilità dei siti pubblici affinché vengano rispettati tutti i criteri realizzativi necessari. Contestualmente sono previsti gruppi di studio per l’uso creativo delle nuove tecnologie e del telelavoro nel supporto alle persone disabili nel mondo della formazione e del lavoro. Lo slogan, ha concluso Stanca, è “e-partecipazione” e “e-inclusione”.

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