Lo streaming di Microsoft fila più liscio

La versione finale Smooth Streaming per IIS 7 promette lo streaming di contenuti 1080p via Web nel modo più fluido possibile. Un nuovo attacco alla piattaforma Flash di Adobe

Roma – Questa settimana Microsoft ha rilasciato la versione definitiva di Smooth Streaming, una tecnologia per Internet Information Services (IIS) 7 che promette di migliorare la qualità dello streaming di video HD via Web.

Inizialmente sviluppata per le Olimpiadi di Pechino, Smooth Streaming consente ai provider di contenuti di distribuire video fino alla risoluzione di 1080p con la tecnologia Silverlight. Per garantire la massima fluidità del video, la tecnologia di Microsoft adatta dinamicamente la qualità del video in base al livello di congestione della rete e al carico della CPU. Queste variazioni avvengono in tempo reale e, secondo quanto spiegato dal big di Redmond, sono studiate per garantire una riproduzione fluida e senza interruzioni.

Con Smooth Streaming Microsoft lancia un nuovo assalto alla piattaforma di distribuzione dei contenuti di Adobe, notoriamente basata sulla tecnologia Flash, e conta di ampliare ulteriormente la rosa di siti e di provider che utilizzano Silverlight per distribuire contenuti on-demand e live. In particolare, la piattaforma di Microsoft che comprende IIS Media Services 2.0, Silverlight e Smooth Streaming ha come diretta rivale la soluzione Flash Media Server 3.5 di Adobe, che ha già dimostrato di poter trasmettere efficacemente via Web flussi video 1080p. Anche YouTube utilizza Flash come tecnologia di streaming, ma attualmente la massima definizione supportata è quella 720p (introdotta verso la fine dello scorso anno).

“Smooth Streaming è disponibile come modulo di estensione di IIS7 ed è incluso insieme a Bitrate Throttlig, Web Playlists e Advanced Logging negli IIS Media Services 2.0”, si legge in questo post del Blog Team TechNet Italia , dove si riportano anche diversi link di approfondimento relativi a Smooth Streaming e IIS Media Services.

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  • wAluKbKzhqp Ha scrive:
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  • andy61 scrive:
    purtroppo nessuna italiana ...
    Credo che a chi ha definito gli indicatori sia sfuggito in piccolo, insignificante dettaglio.Gli italiani, e le aziende italiane, donano a scopo filantropico quote importanti del proprio fatturato (imposte), che vengono utilizzate dallo stato per il bene di tutti, per le organizzazioni no-profit, etc.All'estero le cose sono sostanzialmente diverse: a titolo d'esempio, in Inghilterra è possibile donare fino al 15% delle imposte dovute al fisco ad organizzazioni no profit, con il conseguente vantaggio di poter effettuare ulteriori detrazioni fiscali.In sostanza, non solo a chi produce reddito non fa differenza dare soldi allo stato piuttosto che ad organizzazioni di utilità sociale, ma addirittura nel secondo caso ne ottiene un (minimo) vantaggio.Concordo con chi dice che si tratta di azioni di marketing più che di etica, ma ancor di più questa classifica è stata pensata proprio per valorizzare ulteriormente le azioni di marketing effettuate.
  • CCC scrive:
    TITOLO SBAGLIATO!!!
    Il titolo della ricerca citata non è corretto.Non si tratta infatti dell' elenco 2009 delle cento compagnie più etiche ma dell' elenco 2009 delle cento compagnie più brave nel fare MARKETING ...basta scorrere l'elenco di queste compagnia per rendersene conto: si va dai produttori di armi ai grandi inquinatori, da losche banche finanziarie a case farmaceutiche senza scrupoli, da cementificatori a squali del web mangiatori di privacy, e così via...c'è la creme de la creme delle PEGGIORI multinazionali...
  • mythsmith scrive:
    l'assurdità: donazioni filantropiche
    Chi sono questi benefattori per decidere in vece dei consumatori come devono esser spesi i loro soldi?Non potrebbero lasciar decidere ai consumatori come spenderli/donarli, abbassando il prezzo di quello che vendono? Oppure spendere quei soldi per migliorare i diritti sindacali delle aziende che li riforniscono di componenti e materie prime dal 3° mondo, esercitando quelle pressioni commerciali che competono loro e sono quasi impossibili da realizzare per il singolo consumatore?Le aziende si occupino di giustizia , prima che di beneficienza .La beneficienza dovrebbe essere rimessa alle coscienze dei singoli. Dire che N€ di ciò che si acquista viene donato all'associazione X è marketing puro e semplice. Ci lascia con la sensazione di aver fatto qualcosa di buono.Che abbassino il prezzo di N€, per poi consigliare all'acquirente di donare l'equivalente a chi crede sia giusto.
    • Drummer scrive:
      Re: l'assurdità: donazioni filantropiche
      - Scritto da: mythsmith
      La beneficienza dovrebbe essere rimessa alle
      coscienze dei singoli. Dire che N di ciò
      che si acquista viene donato all'associazione X è
      marketing puro e semplice.Ben detto, purtroppo. Ma serve, come quasi tutto il resto delle azioni benefiche, a metterci in pace con la coscienza e a farci continuare con il nostro stile di vita basato sugli sprechi e lo sfruttamento a mani basse delle risorse del pianeta.In sostanza, ho sì il mio bel SUV in garage che fa 4 Km/l, ma almeno ho donato 2 ai bambini africani, quindi sono a posto e non ho rimorsi.
  • MAH scrive:
    Oracle SUPERETICA
    possiamo quindi stare tranquilli per tutta la roba opensource di SUN che si è appena comprata,in particolare MySql ;)
  • whitemagic scrive:
    più brutto più bello?
    ma no, dai, non sono queste le notizie che vogliamo sentirci dire, stiamo molto meglio se sentiamo la solita roba: "tutto va male e noi si, avevamo l'idea giusta"Eppure il mondo è complicato e ha anche queste cose belle.Dipende da noi se queste hanno più chances di quelle brutte. Approfondiamo, leggiamo, comunichiamo, scegliamo...poi vedremo.
    • UnoDiTanti scrive:
      Re: più brutto più bello?
      Questa e' tra le prime !!!NikeUSA ApparelCon tutti i bambini dei paesi sottosviluppati sfruttati nelle fabbriche !
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