Lo streaming è il futuro della musica, ma non solo

Proliferano i servizi di streaming musicali. Samsung lancia una nuova offerta, Milk, gratuita. Ma non tutti sono convinti che sia l'unica strada da percorrere. Ci sono anche iPod hi-fi in vista

Roma – Il panorama dei servizi di streaming musicali per gadget mobile si fa sempre più affollato con l’arrivo di Milk Music , nuova iniziativa di Samsung che sotto la forma di una “app” per Android nasconde una piattaforma di ascolto completamente gratuita – almeno per il momento.

Milk Music offre “un approccio innovativo alla musica” con una libreria di 13 milioni di brani e 200 “stazioni” catalogate per genere, sostiene l’azienda sudcoreana, anche se a differenziare la nuova app dalla concorrenza è il fatto di essere completamente gratuita e priva di advertising per gli utenti che si registreranno entro un periodo di tempo limitato.

Per chi invece preferisce pagare un canone mensile c’è Beats Music, servizio di streaming musicale emerso di recente e che è già impegnato a espandere i propri confini con l’ apertura delle API della piattaforma al vasto pubblico degli sviluppatori indipendenti.

Lo streaming musicale si fa consuetudine, diventa un approccio inflazionato quindi lo streaming musicale è il futuro ultimo della musica digitale? Neanche per sogno, sostiene il vice-presidente senior di Napster, perché gli appassionati preferiranno sempre scaricare i brani musicali nei formati comuni (MP3 ecc) o acquistare i CD-Audio fisici.

A supportare in qualche modo l’idea di una perdurante rilevanza del consumo musicale offline è PonoPlayer, lettore multimediale ad alta fedeltà nato dal desiderio “purista” di Neil Young e ora quasi pronto al debutto a un prezzo (in preordine) di 399 dollari.

Alfonso Maruccia

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