L'ombra di Google sugli errori 404

BigG ne fa un'altra delle sue e si spinge nella terra di nessuno, quella abitata dalle pagine che non esistono. E ci pianta una fastidiosa bandierina

Roma – Piovono critiche su Google Toolbar : l’ultima beta della versione 5 del software per Internet Explorer, riporta BetaNews , sostituisce le normali pagine di errore 404 generate autonomamente dal browser con una custom creata al volo, suggerendo all’utente una ricerca alternativa su Google. Un errore 404 è il codice impiegato nel protocollo HTTP per rappresentare al navigatore l’impossibilità di raggiungere una data risorsa sul server remoto contattato.

Al di là del messaggio “404” standard di IE, il dominio a cui l’utente sta cercando di accedere può decidere di definire una pagina personalizzata , con tanto di suggerimenti per continuare la navigazione sullo stesso sito e banner pubblicitari assortiti.

Ed è proprio qui che, ad alcuni, la scelta di Google Toolbar non va proprio giù: deselezionando l’opzione “Browse by Name in the address bar”, la toolbar prende il controllo del normale comportamento del browser in caso di errore 404, rubando in sostanza volume di traffico e possibili ricavi provenienti dall’ advertising .

Il caso ricorda molto da vicino quello di VeriSign e del servizio SiteFinder con l’aggravante che ora, piuttosto che limitare la redirezione automatizzata del browser ai domini .com – gestiti appunto da VeriSign – l’intera funzione 404 del protocollo web viene dirottata dalla pagina personalizzata della toolbar di Google. Una scelta che ha scatenato critiche ma anche giudizi più moderati, secondo cui in realtà la scelta di BigG è da salutare come un miglioramento sostanziale del messaggio di errore standard di “risorsa non trovata”.

“Non è come se Google visitasse il tuo server e facesse lì ogni genere di cambiamenti – si legge su Mashable – questa cosa funziona soltanto per le persone che hanno la toolbar installata, e hanno scelto di non disabilitare l’opzione. Dal punto di vista di un utente, la 404 di Google è un miglioramento della pagina 404 standard che si ottiene con un server Apache, e solo come ultima risorsa viene offerta la ricerca sul web”.

Alfonso Maruccia

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  • Flavio Ronco scrive:
    Trucchetto
    Se fossi una major prenderei uno tipo sharereactor, lo pagherei qualche milione per farsi condannare (difendendosi male) in modo da creare un precedente.
  • Ricky scrive:
    Sentenza del cavolo...
    Ma che sentenza e'?O lo condanni in maniera commisurata o non lo condanni...che vuol dire "ne traeva profitto" e poi multone da 3000 euro!?Avrebbero dovuto calcolarne i profitti e multarlo di conseguenza e non 3000 euro tanto per gradire...
  • pinco pallino qualunque scrive:
    Finalmente una sentenza decente
    Mi stupisco dello stupore.Mi sarei stupito di una sentenza che affermava il falso parlando di furti inesistenti e di danni economici per qualcuno.
  • Ste scrive:
    Legislazione svizzera...?
    Sarebbe da capire più che la multa quale era esattamente il capo di imputazione e quali pene (detentive e/o pecuniarie) sono previste in terra svizzera per tale capo di imputazione.E poi: causa civile o penale? (se in Svizzera esiste questa "differenza").Dire che ha preso "poco" è riduttivo, se non si sa quale era la pena massima cui poteva andare incontro.Visto da qui sembra poco perchè "grazie" ad Urbani in Italia le pene sono ridicolmente spropositate...ricordiamoci che prima anche qui le pene erano molto lievi...rispetto alle attuali...poco e tanto sono concetti relativi!Detto tutto questo: la definizione di "meta-server" secondo me non sta in piedi ed è un ingarbuglio giuridico. Ciò dimostra a maggior ragione che per la rete servono leggi chiare e dettagliate, poichè i casi possibili sono molto numerosi: norme ambigue si prestano ad essere utilizzati in campi per i quali non sono progettate...in pratica è ingegneria giurisprudenziale!
  • Mr. X scrive:
    Buon per lui
    Come da titolo. Gli è andata di lusso. Bene così!
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