L'ultima corsa del signor Segway

Caduto da una rupe con il suo biciclo. Ignote le dinamiche

Roma – Il 62enne Jimi Heselden, multimilionario proprietario dell’azienda Segway e di Hesco Bastion , leader nella produzione di barriere protettive, è morto cadendo con il tecnologico biciclo giù da una rupe. Stava ispezionando il perimetro della sua tenuta e testando una versione modificata per affrontare strade accidentate del giroscopico due ruote. Ma l’ironia della sorte non gli ha dato scampo.

Ritrovato da alcuni passanti nel fiume Wharfe, la polizia sta cercando ora di capire se si sia trattato di un errore del guidatore o di un problema tecnico del biciclo. Esclusa, per il momento, qualsiasi ipotesi di delitto. Certo è che non c’era nessuna barriera a salvarlo.

Ex minatore, recentemente si reso protagonista di una donazione da 10 milioni di dollari a favore di un’associazione militare. Proprio nell’esperienza geologica del primo lavoro gli aveva permesso di sviluppare un barriera di protezione, ben presto utilizzata dai soldati per le trincee. Da lì il successo grazie ad alcuni appalti vinti.

Poi, nel dicembre dell’anno scorso aveva acquistato l’azienda che aveva sviluppato e prodotto il Segway , che, nonostante nel 2002 fosse stato definito dal suo inventore Dean Kamen “una rivoluzione per il trasporto in brevi tragitti”, aveva fino al 2006 venduto appena 23mila esemplari . Solo nel 2009 si era assistito ad una crescita delle cifre, fino ad un picco di 80mila dispositivi calcolati in giro per il mondo.

Legale in 44 Stati USA, in Italia, Francia, Grecia, Austria, Ungheria, Portogallo e Repubblica Ceca, secondo il Dipartimento del trasporto del britannico non avrebbe invece le misure di sicurezza necessarie a circolare sulle strade (niente freni e controllo basato esclusivamente sull’inclinazione del corpo del guidatore).

Claudio Tamburrino

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