Machinima, chiuso il caso del marketing nascosto per Xbox One

Le autorità statunitensi si accordano con il network di video su YouTube per la promozione a pagamento della console Microsoft di nuova generazione. Non lo faremo più, dice Machinima, mentre Microsoft se la cava senza un graffio

Roma – La Federal Trade Commission (FTC) statunitense e Machinima Inc. hanno raggiunto un accordo per archiviare il caso delle sponsorizzazioni a pagamento per il lancio Xbox One e relativi titoli videoludici, una vicenda che a suo tempo fece discutere non poco per le pratiche di marketing poco pulite messe in campo da Microsoft e dalla succitata Machinima.

Machinima è colpevole di aver promesso e poi corrisposto compensazioni monetarie a noti “youtuber” per la realizzazione di clip video contenenti materiale su Xbox One, con l’accordo “segreto” che prevedeva di trattare coi guanti la nuova console Microsoft e di non rendere nota l’esistenza della clausola al pubblico esterno.

I video erano stati pubblicati come frutto di opinioni indipendenti sulla console e i suoi videogiochi senza compensazioni occulte alle spalle, ma in realtà Machinima aveva poi pagato le clip 1 dollaro per ogni 1.000 visualizzazioni fino a un massimo di 25mila dollari.

L’accordo con la FTC prevede l’obbligo, per Machinima, di rendere note le eventuali “connessioni” economiche nelle future campagne di marketing, e di negare il pagamento ai creatori di video che non provvedessero a sottolineare l’esistenza di tali accordi.

E Microsoft? La corporation di Redmond non ha responsabilità di quanto accaduto nel caso di Machinima, ha stabilito la FTC, visto che le policy aziendali e quelle Starcom – società di marketing controllata da Microsoft – proibiscono il marketing occulto adottato dal popolare canale videoludico attivo su YouTube.

Alfonso Maruccia

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  • ephestione scrive:
    Condivisione cloud di default
    Comprai una IP cam su amazon, cinese (ma quale videocamera non lo è), con movimento controllabile da remoto nei tre assi, venduta a meno di 40E, persino con accesso WiFi alla rete di casa, meglio di così!Dopo un'ora, ancora impossibile da utilizzare; collegata al router di casa via cavo per accedere al pannello web di configurazione, non ne voleva sapere di essere raggiungibile direttamente, ma questo è relativo perché magari dovevo solo cambiare la rete domestica da base 192.168.1.1 a 192.168.0.1, solo che mi sono preso un colpo quando, andando sul sito del produttore, e inserendo il codice univoco della mia videocamera, è apparso un pannello di controllo web con i pulsanti di movimento ed un rettangolone grigio dove avrebbe dovuto esserci il video in streaming della suddetta camera... che magari era irranggiungibile solo perché cercava in casa mia un gateway diverso da quello disponibile... NO NO NO NO, immediatamente imballata, e preparato il modulo di restituzione amazon.Le telecamere dell'articolo funzioneranno allo stesso modo, siccome anche quelle di marca blasonata d-link acquistate da un collega per la propria abitazione utilizzano una infrastruttura simile.Secondo me è qualcosa di assurdo che una telecamera di sorveglianza faccia streaming automatico sul server del produttore, ma forse sono strano io.
    • Jack scrive:
      Re: Condivisione cloud di default
      - Scritto da: ephestione
      Secondo me è qualcosa di assurdo che una
      telecamera di sorveglianza faccia streaming
      automatico sul server del produttore, ma forse
      sono strano io.Il futuro non mi sembra così promettente... <b
      Voi sarete assimilati, la resistenza è inutile. </b
  • pentolino scrive:
    Campa cavallo...
    "Una parte dei problemi riscontrati dagli analisti di Rapid7 è risolvibile poiché dipendente dall'infrastruttura remota in mano ai produttori."Ho qualche dubbio che succederà...Di certo non ho nessuna intenzione di mettere su internet una telecamera che riprenda mio figlio, se non forse con le dovute e provate misure di sicurezza (come minimo accesso ssh)
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