MC-Link, un mese di ADSL gratuito

Uno dei primi provider italiani lancia un'offerta che punta tutto sull'affidabilità: un mese gratis a chi vuole sperimentare l'ADSL. E due mesi di abbonamento in omaggio a chi vuole sottoscrivere il contratto. Per le LAN


Roma – Tra i pionieri dei servizi di accesso alla Rete, MC-Link torna a farsi sentire con un comunicato stampa rilasciato ieri pomeriggio con il quale ha annunciato l’ADSL gratuito in prova per un mese.

L’idea dietro l’offerta è naturalmente quella di far “assaggiare” il proprio servizio a chi ancora esita a passare all’ADSL pur trovandosi nelle aree del paese dove il servizio è disponibile. All’ADSL sono infatti legate da mesi lamentele non solo sulla velocità di collegamento ma anche, e soprattutto, sulle difficoltà di “avvio”.

Con il suo mese di offerta gratuita, MC-Link lancia quindi una sfida agli altri fornitori di connettività ADSL. Operatori che in questi mesi sono spesso nel mirino degli utenti per una assistenza tecnica poco affidabile e per le lunghe attese necessarie per risolvere i frequentissimi problemi di installazione.

L’offerta promozionale di MC-Link si concluderà il prossimo 31 maggio e si compone di due “moduli”.

Il primo “modulo” è quello relativo al mese gratis. Un mese che viene assicurato però soltanto a persone giuridiche o a chi possiede partita Iva. Sono tagliati fuori dunque tutti gli utenti “domestici” tradizionali.

Con questa formula, l’utente versa un “anticipo cauzionale” di 300mila lire (Iva inclusa) e può provare per 30 giorni gratuitamente le offerte “ADSL Lan” o “ADSL Corporate”, ricevendo un router ADSL in comodato gratuito.

Al termine del periodo di prova avrà la facoltà di recedere dall’impegno ed ottenere il rimborso dell’anticipo cauzionale versato (sarà sufficiente disdire il contratto via e-mail o fax entro il periodo di prova e restituire il router) oppure proseguire il servizio come previsto nel contratto di abbonamento.


A coloro che sono già abbonati di MC-Link e che intendono sperimentare per 30 giorni l’ADSL, il provider non chiederà l’anticipo cauzionale.

La seconda “formula”, al contrario della prima, è offerta a tutti. Si tratta di un modello che prevede la sottoscrizione del contratto per “ADSL Lan” o “ADSL Corporate” con due mesi di abbonamento gratuiti.

Le promozioni sono disponibili da subito in otto città (Roma, Milano, Napoli, Firenze, Bologna, Genova, Torino e Varese) e, appena conclusa la fase di collaudo (15 marzo), anche a: Brescia, Padova, Parma, Palermo, Verona, Pavia, Trieste, Venezia, Trento, Modena, Siena, Pisa, Ancona, Bari, Catania, Cagliari, Perugia, Como.

ADSL Lan è la soluzione con capacità di banda adatta per Lan aziendali fino a otto postazioni, con una velocità di connessione fino 640 Kbit/s in ricezione. La formula ADSL Lan include: dominio, servizio VISP con 50 account personalizzati, Mail Server e File Server Virtuali dedicati, soluzioni di e-commerce evolute, consultazione della Gazzetta Ufficiale.
ADSL Lan ha un costo di attivazione (una tantum) di 480mila lire (Iva inclusa) mentre il router viene offerto in comodato gratuito. Il canone mensile è di 288mila lire (Iva inclusa).

ADSL Corporate è stata strutturata su una categoria di servizio in grado di supportare il volume di traffico sviluppato da una Lan con oltre 10 postazioni. Anche in questa formula sono compresi tre domini, il servizio VISP con account, Mail Server e File Server Virtuali dedicati, le soluzioni di e-commerce evolute e la consultazione gratuita della Gazzetta Ufficiale.

ADSL Corporate ha un costo di attivazione (una tantum) di 480mila lire (Iva inclusa). Il router viene offerto in comodato gratuito e l’attivazione-assegnazione di IP supplementari costa (una tantum) altre 480mila lire. Il canone mensile è di 900mila lire (Iva inclusa).

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  • Anonimo scrive:
    Mi sembra tutto così assurdo!!!!!!!!!!!!!!
    Mi sembra che a livello di regole di sicurezza siamo piuttosto messi male...Le password sono e debbono rimanere STRETTAMENTE PERSONALI. Comunicare a chicchesia la propria password va contro le più elementari norme di sicurezza. Gli amministratori di sistema non hanno bisogno di conoscere la password degli utenti, perchè hanno il controllo totale delle macchine. Le password sono poi state inventate per attribuire ad un determinato soggetto le azioni svolte su una rete. Se la password comincia ad essere condivisa (anche se tra due persone) non si avrà più un riferimento di chi ha fatto cosa.Sono deluso...,profondamente deluso...
    • Anonimo scrive:
      Re: Mi sembra tutto così assurdo!!!!!!!!!!!!!!
      sami risponde:- Scritto da: Sysadmin
      Mi sembra che a livello di regole di
      sicurezza siamo piuttosto messi male...io l'ho interpretata in questo mododato che la notizia e' stata cosi' trasmessa-
      in particolare, il Garante ha spiegato che sulla base della legge sulla privacy (675/96) e dell'obbligo ad una correttacustodia dei dati, è necessaria l'adozione di una password,una parola chiave, per l'accesso alle informazioni. -
      • Anonimo scrive:
        Re: Mi sembra tutto così assurdo!!!!!!!!!!!!!!

        io l'ho interpretata in questo modo
        dato che la notizia e' stata cosi' trasmessa
        (................)
        ciao
        sami Cercherò di essere più chiaro.In un sistema di rete che si rispetti, il SysAdmin non ha ne il diritto ne la necessità di conoscere le password degli utenti. Esse sono scelte e immesse direttamente da quest'ultime. Per quanto riguarda la possibilità che vengano scelte delle "password ovvie" è il sistema stesso che, opportunamente settato, rifiuterà ad esempio l'immissione di password inferiori ad una certa lunghezza o nei quali non siano previsti dei numeri o dei segni di interpunzione. Quindi ribadisco che non c'è nessuna esigenza di conoscere le password degli utenti anche se queste sono custodite in busta chiusa!La password è segreta. Se si ha la possibilità di conoscerla in due non più segreta!Ciao
  • Anonimo scrive:
    AS400
    sui sistemi seri tutto funziona facilmente, da decenni prima di questa leggina...su AS400 (IBM) gli utenti con privilegi amministrativi hanno la facoltà di cambiare la password a tutti.ma NON possono conoscere la password.Quindi non c'è bisogno di chiedere a destra e manca, *se c'è bisogno*, e in tutti gli altri casi, gli unici a conoscere e tutelare la password, sono i proprietari della medesima.In caso di "abuso" da parte dell'amministratore, se ne accorgerebbero in 10 secondi, perché non riuscirebbero più ad accedere: non conoscendo la password, l'amministratore, che ha la facoltà di farl, la cambia: a questo punto non conoscendola, non può ripristinarla.Trasparenza e correttezza obbligatorie!Logica e funzionalità, sicurezza: tutte storie che sulle reti cazzute sono sempre esistite.
    • Anonimo scrive:
      Re: AS400
      Anche su NT.. e su qualunque altro sistema di rete ad amministrazione centrale.su windows 9X non esiste pwd, vale solo per il desktop e le impostazioni personali, un "amministratore" la può cancellare in qualunque momento senza saperla.A quali sistemi non seri ti riferisci ?Conoscere prima di parlare.PS: Naturalmente considero AS infinitamento più sicuro e stabile di NT- Scritto da: bontà moderna
      sui sistemi seri tutto funziona facilmente,
      da decenni prima di questa leggina...
      su AS400 (IBM) gli utenti con privilegi
      amministrativi hanno la facoltà di cambiare
      la password a tutti.
      ma NON possono conoscere la password.

      Quindi non c'è bisogno di chiedere a destra
      e manca, *se c'è bisogno*, e in tutti gli
      altri casi, gli unici a conoscere e tutelare
      la password, sono i proprietari della
      medesima.

      In caso di "abuso" da parte
      dell'amministratore, se ne accorgerebbero in
      10 secondi, perché non riuscirebbero più ad
      accedere: non conoscendo la password,
      l'amministratore, che ha la facoltà di farl,
      la cambia: a questo punto non conoscendola,
      non può ripristinarla.

      Trasparenza e correttezza obbligatorie!
      Logica e funzionalità, sicurezza: tutte
      storie che sulle reti cazzute sono sempre
      esistite.
      • Anonimo scrive:
        Re: AS400

        PS: Naturalmente considero AS infinitamento
        più sicuro e stabile di NTNon c'è bisogno di nessuna considerazione: questo è un dato di fatto.Dimentichi però infinitamente più semplice da usare. Amministrare un As400 è quanto di più facile ci possa essere. Fa tutto lui.Per assurdo, una volta configurato, basta che ci sia una persona che conosca come gestire gli utenti e non serve altro. Ovvio che tutto ha un prezzo......
        • Anonimo scrive:
          Re: AS400


          PS: Naturalmente considero AS
          infinitamento

          più sicuro e stabile di NT

          Non c'è bisogno di nessuna considerazione:
          questo è un dato di fatto.Mi piace l'arroganza, mi insegni?
  • Anonimo scrive:
    Privacy e password
    A proposito di password inviate con busta, proviamo a fare alcune considerazioni:- 150 PC in azienda con password- 150 salvaschermi con password (necessari perchè non si puo' spegnere il computer tutte le volte che ci si assenta)- 150 password per l'accesso alla rete- 100 password relativi alle applicazioni specifiche (programma paghe, contabilità, ecc.)Nell'ipotesi ragionevole di fare modificare la password ogni mese l'aspettativa di buste circolanti annualmente nella mia azienda è di (150+150+150+100) * 12 = 66.600 buste.Vi lascio immaginare cosa comporta la gestione di questo numero di buste. Se poi l'azienda ha un numero superiore di utenti il problema si ingigantisce.E poi a cosa serve l'adozione di strumenti di crittografia delle password se queste vengono gestite con un sistema che obiettivamente è meno sicuro ?
  • Anonimo scrive:
    Masturbazioni mentali....
    Ragazzi, il garante deve giustificare il suo stipendio..non bisogna stupirsi di nulla.
  • Anonimo scrive:
    Non capisco!!!
    Se da un lato non vi è dubbio sull'importanza della password e della sua funzione di riservatezza, mi "manca" la funzione del responsabile della gestione dei dati dell'azienda in questione che in quanto tale "non deve avere bisogno" delle password personali dei dipendenti per accedere ai dati.Ripeto stiamo parlando del responsabile dei dati e non di chicchessia.Italia strana, come al solito.
  • Anonimo scrive:
    Non ci siamo
    Esiste da qualche parte in rete il testo di questo parere? Non lo trovo.In base a quanto riportato, direi che non ci siamo proprio. Il login di un utente non e` equiparabile a quello di amministratore, quindi non e` necessario per accedere alle macchine ai dati in esso contenuti.Viceversa, nella stragrande maggioranza dei casi esso identifica l'operatore, e ne implica la *responsabilita` individuale* relativa a tutte le azioni compiute.Pertanto, ritengo *completamente ingiustificata* ogni e qualsiasi richiesta di fornire la propria password a chicchessia, in qualsiasi forma e in qualsiasi ambito, lavorativo e non.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non ci siamo
      - Scritto da: Nicola Larosa
      Esiste da qualche parte in rete il testo di
      questo parere? Non lo trovo.

      In base a quanto riportato, direi che non ci
      siamo proprio. Il login di un utente non e`
      equiparabile a quello di amministratore,
      quindi non e` necessario per accedere alle
      macchine ai dati in esso contenuti.

      Viceversa, nella stragrande maggioranza dei
      casi esso identifica l'operatore, e ne
      implica la *responsabilita` individuale*
      relativa a tutte le azioni compiute.

      Pertanto, ritengo *completamente
      ingiustificata* ogni e qualsiasi richiesta
      di fornire la propria password a
      chicchessia, in qualsiasi forma e in
      qualsiasi ambito, lavorativo e non.Sono daccordo. Oltre che ingiustificata la ritengo perfettamente inutile in quanto sui dati in rete, l'amministratore del sistema può accedere in ogni caso ai dati dell'utente.
      • Anonimo scrive:
        Re: Non ci siamo
        Un amministratore può comunque accedere ai dati dell'utente o modificargli la password. Esistono situazioni in cui è molto utile che l'amministratore conosca le password degli utenti. - Scritto da: l


        - Scritto da: Nicola Larosa

        Esiste da qualche parte in rete il testo
        di

        questo parere? Non lo trovo.



        In base a quanto riportato, direi che non
        ci

        siamo proprio. Il login di un utente non
        e`

        equiparabile a quello di amministratore,

        quindi non e` necessario per accedere alle

        macchine ai dati in esso contenuti.



        Viceversa, nella stragrande maggioranza
        dei

        casi esso identifica l'operatore, e ne

        implica la *responsabilita` individuale*

        relativa a tutte le azioni compiute.



        Pertanto, ritengo *completamente

        ingiustificata* ogni e qualsiasi richiesta

        di fornire la propria password a

        chicchessia, in qualsiasi forma e in

        qualsiasi ambito, lavorativo e non.

        Sono daccordo. Oltre che ingiustificata la
        ritengo perfettamente inutile in quanto sui
        dati in rete, l'amministratore del sistema
        può accedere in ogni caso ai dati
        dell'utente.
        • Anonimo scrive:
          Re: Non ci siamo
          - Scritto da: Alessandro
          Un amministratore può comunque accedere ai
          dati dell'utente o modificargli la password.
          Esistono situazioni in cui è molto utile che
          l'amministratore conosca le password degli
          utenti.
          Non me ne viene in mente nemmeno una. Se sono admin non ne ho MAI bisogno. Tranne per il fatto di voler compiere un misfatto e addosare a qualcun altro la colpa (ma come admin ci finirei cmq inmezzo pure io).
      • Anonimo scrive:
        Re: Non ci siamo

        - Scritto da: Nicola Larosa

        Esiste da qualche parte in rete il testo di

        questo parere? Non lo trovo.Mi farebbe molto comodo.
        l'amministratore del sistema può accedere in
        ogni caso ai dati
        dell'utente.Per le risorse su servers non ci sono problemi, l'amministratore guarda e modifica tutti i dati che vuole (questa prerogativa è una bella responsabilità), cambia le passwords, abilita e disabilita utenti.Il problema è l'accesso fisico alla stazione client con sistemi W9x: password bios e di screensaver.Da noi abbiamo chiesto di non usare mai quest'ultima (facilmente toglibile), per la prima la mettiamo in busta chiusa e la teniamo nei fascicoli personali in segreteria.
        • Anonimo scrive:
          Re: Non ci siamo
          Non esiste, in un ufficio la macchina non è tua, se inserisci una pwd di bios, lasci la pwd in busta chiusa a qualcuno per forza.Le altre è come se non ci fossero.. quindi...- Scritto da: Riccardo Mereti

          - Scritto da: Nicola Larosa


          Esiste da qualche parte in rete il testo di


          questo parere? Non lo trovo.
          Mi farebbe molto comodo.


          l'amministratore del sistema può accedere
          in

          ogni caso ai dati

          dell'utente.

          Per le risorse su servers non ci sono
          problemi, l'amministratore guarda e modifica
          tutti i dati che vuole (questa prerogativa è
          una bella responsabilità), cambia le
          passwords, abilita e disabilita utenti.

          Il problema è l'accesso fisico alla stazione
          client con sistemi W9x: password bios e di
          screensaver.
          Da noi abbiamo chiesto di non usare mai
          quest'ultima (facilmente toglibile), per la
          prima la mettiamo in busta chiusa e la
          teniamo nei fascicoli personali in
          segreteria.
        • Anonimo scrive:
          Re: Non ci siamo

          Il problema è l'accesso fisico alla stazione
          client con sistemi W9x: password bios e di
          screensaver.Sullo screen saver concordo e discordo. Dipende dai casi. Io lavoro in una grossa ditta, ho un profilo abbastanza "potente" e quando vado a pranzo non ho voglia di spegnere e nemmeno che altra gente faccia cose con il mio profilo, visto che rimane traccia di me.Quindi abilito la pwd sullo screensaver. Se vogliono accedere al mio Pc devono spegnerlo. Al che dopo la connessione con il mio profilo se la sognano.Ovvio che non è molto sicuro, ma diciamo che passa una bella differenza tra mettere a disposizione il PC a tutti e invece fare in modo che solo mani volutamente "disoneste" possano accedervi.Non vedo poi l'utilità di sapere la Pwd dei Win9x.Se hai bisogno dei dati sull'Hd dell'utente ci accedi semza problemi. Se sono dati in rete e sei l'amministratore idem.Per il bios, io proprio metterei una password prima di darlo all'utente impedendogli di accedervi. Non vedo perchè un utente debba toccare il Bios.L'unico caso che vedo, che sarebbe non solo utile, ma anche doveroso è nel caso degli ultimi portatili che criptano il file system con password, in modo che anche avendo l'accesso fisico al disco, i dati siano irrecuperabili senza password. Questo è l'unico caso per cui obbligherei l'utente a rivelarmi la password, non per controllarlo ma per garantirmi la possibiltà di avere accesso ai dati in caso di o dimenticanza della pwd o (non dico l'altro caso).
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