Microsoft, de profundis per gli smartphone

Redmond taglia ancora sul business degli smartphone, perlomeno sui suoi dipendenti. L'acquisizione di Nokia è costata miliardi

Roma – A poca distanza dalla dismissione della divisione feature phone a vantaggio dei finlandesi di HMD, Microsoft torna a usare la mannaia sul proprio business mobile con l’allontanamento di svariate centinaia di lavoratori a favore di una “ottimizzazione” del comparto. Per quel poco che ancora ne rimane in carico a Redmond.

Il CEO Satya Nadella ha spiegato che la nuova operazione serve a focalizzare gli sforzi dell’azienda sui mercati – enterprise e in parte consumer – dove può far valere il suo patrimonio di esperienze in materia di sicurezza, gestione dei dispositivi e della convergenza offerta da una funzionalità come Continuum.

Microsoft manderà a casa altri 1.850 lavoratori precedentemente impiegati nel reparto smartphone, un colpo che si farà sentire soprattutto nella divisione finlandese della corporation. Il valore economico (in perdita) dell’operazione Nokia è stimato in 950 milioni di dollari.

A conti fatti, delle decine di migliaia di impiegati Nokia inglobati assieme all’ex-colosso non rimane ora che una piccola frazione, e l’esperimento di “ritorno al mobile” avviato dall’ex-CEO di Microsoft Steve Ballmer ha portato alla distruzione di un’azienda (Nokia, appunto) e allo sperpero di quasi otto miliardi di dollari .

Il futuro di Windows in versione “telefonino”? Per Windows 10 Mobile non si profilano buone prospettive, almeno stando agli ultimi dati forniti dagli analisti sullo stato del mercato : nei primi tre mesi dell’anno, il market share di WM/WP è sceso allo 0,7 per cento dal 2,5 per cento del 2015, un risultato impietoso migliore solo di BlackBerry (0,2 per cento).

Alfonso Maruccia

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  • sara gat scrive:
    cave canem
    Come dimostrato ampiamente, la legge è autoreferenziata e distaccata dalla vita reale a sufficienza per creare paradossi come questo.Naturalmente preferisco un Stato di diritto, come ormai sono quasi tutti quelli pseudo-civili, ma siamo ancora alla preistoria leguleia.
  • zupermario scrive:
    Ma mi faccia il piacere...
    "nessuna norma impone di possedere i programmi atti leggere un documento in firma digitale." ma perche' invece per le raccomandate esiste una norma che impone di avere le gambe per andare alla posta, la penna per scrivere la raccomandata, i soldi per comprare la carta e spedire la lettera?
    • panda rossa scrive:
      Re: Ma mi faccia il piacere...
      - Scritto da: zupermario
      "nessuna norma impone di possedere i programmi
      atti leggere un documento in firma digitale." ma
      perche' invece per le raccomandate esiste una
      norma che impone di avere le gambe per andare
      alla posta, la penna per scrivere la
      raccomandata, i soldi per comprare la carta e
      spedire la
      lettera?La raccomandata e' uno status che si applica ad una lettera ordinaria, che puo' benissimo non essere una lettera ma anche un posacenere.Puoi spedire un posacenere per posta raccomandata.
      • zupermario scrive:
        Re: Ma mi faccia il piacere...
        Embe'??- Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: zupermario

        "nessuna norma impone di possedere i
        programmi

        atti leggere un documento in firma
        digitale."
        ma

        perche' invece per le raccomandate esiste una

        norma che impone di avere le gambe per andare

        alla posta, la penna per scrivere la

        raccomandata, i soldi per comprare la carta e

        spedire la

        lettera?

        La raccomandata e' uno status che si applica ad
        una lettera ordinaria, che puo' benissimo non
        essere una lettera ma anche un
        posacenere.
        Puoi spedire un posacenere per posta raccomandata.
      • ZLoneW scrive:
        Re: Ma mi faccia il piacere...
        - Scritto da: panda rossa
        La raccomandata e' uno status che si applica ad
        una lettera ordinaria, che puo' benissimo non
        essere una lettera ma anche un
        posacenere.Posacenere a parte :), la PEC è l'esatto equivalente informatico di una raccomandata AR.Ora, nessuno si sognerebbe di presentarsi in giudizio sostenendo di non essere stato correttamente informato in quanto privo di strumenti idonei ad aprire la busta contenente il documento, o meglio ancora il " <i
        piego </i
        " (ossia, il documento stesso piegato e spedito senza busta). Ne' tantomeno mi risulta esista una norma che obbliga a dotarsi di tagliacarte, forbici, levapunti o occhiali per leggere, alla faccia del <i
        ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit </i
        . Come mai? Perché gli strumenti appena citati sono oggetti di uso comune.Qui secondo me abbiamo un avvocato azzeccagarbugli che ha fatto scopa con un giudice impreparato: i prodotti software atti a leggere le PEC, verificare le firme digitali e leggere i documenti firmati digitalmente sono anch'essi da considerare prodotti di uso comune, in conseguenza dell'obbligo legale di essere in grado di gestirne i contenuti.D'altronde, non è nemmeno opportuno che la legge obblighi di dotarsene: se uno è in grado di ricevere PEC col pensiero e leggere documenti firmati .p7m compitando bit per bit è libero di farlo. L'importante è che sia in grado di trattarli, fatti suoi come.En passant: Thunderbird spesso fa qualche capriccio quando ha ha che fare con le caselle PEC. Suggerisco di installare l'estensione ThunderPEC, che rende questo tipo di messaggi e le notifiche associate assai più <i
        maneggiabili </i
        .
        • Dipendente pubblico scrive:
          Re: Ma mi faccia il piacere...
          - Scritto da: ZLoneW
          Ora, nessuno si sognerebbe di presentarsi in
          giudizio sostenendo di non essere stato
          correttamente informato in quanto privo di
          strumenti idonei ad aprire la busta contenente il
          documento, o meglio ancora il " <i
          piego
          </i
          " (ossia, il documento stesso piegato
          e spedito senza busta). Ne' tantomeno mi risulta
          esista una norma che obbliga a dotarsi di
          tagliacarte, forbici, levapunti o occhiali per
          leggere, alla faccia del <i
          ubi lex
          voluit dixit, ubi noluit tacuit </i
          . Come
          mai? Perché gli strumenti appena citati sono
          oggetti di uso comune.Non posso riportare il commento del mio ufficio legale su questo giudice... ;-)
          Qui secondo me abbiamo un avvocato
          azzeccagarbugli che ha fatto scopa con un giudice
          impreparato: però certo come sia venuta una tale idea bislacca a quell'avvocato: forse conosceva bene il giudice, forse c'erano sue pronunce pregresse? boh.Ovviamente, la speranza di chiunque in buona fede è che alle fasi successive (anzi_ ALLA fase successiva, la questione è talmente ridicola che non è possibile vada oltre...) prevalga il buonsenso, o solo la normativa. E magari che qualcuno sia messo in ferie... lunghe... ma lunghe...
          En passant: Thunderbird spesso fa qualche
          capriccio quando ha ha che fare con le caselle
          PEC. Suggerisco di installare l'estensione
          ThunderPEC, che rende questo tipo di messaggi e
          le notifiche associate assai più <i

          maneggiabili </i
          .Buono a sapersi
        • zalone dog scrive:
          Re: Ma mi faccia il piacere...
          Una cosa è sicura: la Pec è una hahata pazzesca, tipicamente italiana.Fatta da italiesi per gli italioti che stanno anche a discutere sul dettaglio senza vedere il quadro generale.Per vedere gli alberi, non videro la foresta.
  • Solipiede scrive:
    decadenza
    " La carta resta l'unica, incrollabile certezza? "L'unica, incrollabile certezza è che viviamo in un paese vecchio, abitato e governato da vecchi nel cervello.Siamo il fanalino di coda del mondo per quanto riguarda tutto il meglio, mentre siamo fra i primi per il peggio.L'italia è un paese che ha imboccato da anni la via del declino economico e, specialmente, sociale, con i suoi bolsi abitanti che vivono delle glorie di un passato tramontato e di qualche rarissimo sussulto di vitalità attuale.Normare ogni cosa e la smania di controllo, sono due simboli certi di vecchiaia e decadenza.Ma gli stolti non si sono ancora accorti di niente e continuano a cantare....
    • suckit down scrive:
      Re: decadenza
      - Scritto da: Solipiede
      " La carta resta l'unica, incrollabile
      certezza? "
      L'unica, incrollabile certezza è che viviamo in
      un paese vecchio, abitato e governato da vecchi
      nel
      cervello.
      Siamo il fanalino di coda del mondo per quanto
      riguarda tutto il meglio, mentre siamo fra i
      primi per il
      peggio.
      L'italia è un paese che ha imboccato da anni la
      via del declino economico e, specialmente,
      sociale, con i suoi bolsi abitanti che vivono
      delle glorie di un passato tramontato e di
      qualche rarissimo sussulto di vitalità
      attuale.
      Normare ogni cosa e la smania di controllo, sono
      due simboli certi di vecchiaia e
      decadenza.
      Ma gli stolti non si sono ancora accorti di
      niente e continuano a
      cantare....d'altra parte i giovani sono tutti drogati scansafatiche. Siamo condannati.
  • Dipendente pubblico scrive:
    E parliamo un po' di questa PEC...
    3 premesse:- Condivido quello che scrive l'articolo! E grazie per gli autori che fanno le pulci a queste cose! sperando piano piano in un paese con maggior buonsenso.- Lo strumento PEC funziona. Ogni giorno penso ne spediscano a decine di migliaia. Se ci sono altri strumenti migliori bene, certo non torniamo alle notifiche per posta.- Sebbene dubiti forte di quel Giudice, chissà se è colpa sua o delle leggi scritte come al solito... ho informato di questo articolo i superiori e l'Ufficio Legale, e diciamo che sono "ottimisti": alla fase dopo, lo correggeranno.----Passiamo ai discorsi. Scrivo perché l'argomento mi interessa sotto vari punti di vista.La PEC fu creata, credo di non sbagliare, per 2 motivi principali: risparmio e certezza della notifica.Il primo punto si spiega da sé: è un risparmio per tutti, Enti pubblici e Privati. La PEC costa pochino. E' immediata. Per i nostri Procedimenti, gli invii per PEC non hanno più spese di notifica.Il secondo punto è NON MENO IMPORTANTE. Se siete persone oneste e normali, non avete idea di quante Raccomandate ci tornano indietro come Sconosciuto o Irreperibile. E questo non solo con le ditte dove c'è un cinese tornato in Cina, ma perfino da SRL per plichi inviati alla Sede Legale!, e poi magari a Unità Locali. Con la PEC, se c'è ed è attiva, fine di questo problema: non sei più nelle mani del furbetto che non mette la ditta sul campanello così non lo beccano, o in quelle del postino precario estivo che non sa che la ditta XY stà lì, dentro il cancello... niente più Messi ed affissioni all'Albo della casa comunale. L'invio è "a posto", se poi non lo leggi peggio per te (e succede, succede: purtroppo tante imprese non hanno capito che ormai, avendo la PEC, devono anche leggerle...).Se la PEC funziona, non così si può dire della normativa che la disciplina, incompleta e quasi priva di sanzioni. Vediamo quel che mi risulta, e non ridete... oppure ridete pure, che fa buon sangue! :-)Attualmente le società che si iscrivono al Registro delle Imprese sono OBBLIGATE a indicare una PEC, che deve essere valida ed univoca. Credo sia così anche per le Ditte Individuali, ma non sono sicuro al 100%. Ora, vediamo alcuni problemi:1) partiamo da quello meno importante. Il Registro Imprese è la "fonte ufficiale" che fa fede verso i terzi per tutto quanto riguarda una impresa: sede, amministratori, attività ecc. Se chiedete una Visura, vedrete che c'è anche un campo che si chiama "Indirizzo Pubblico di Posta Elettronica Certificata" seguito dalla PEC della impresa (se c'è). Peccato che questo non è il luogo "ufficiale" dove reperire la PEC di una società: perché quello ufficiale, secondo il Ministero (mi pare quello dello Sviluppo Economico), è il sito INI-PEC:https://www.inipec.gov.it/il quale, ve l'assicuro ed è scritto anche nelle spiegazioni, preleva il dato da dove? Dai dati del Registro Imprese... lasciamo perdere l'arcano: vi assicuro, la PEC è sempre la stessa...2) le società già iscritte prima dell'obbligo della PEC? Per esse è stato previsto un termine per depositare una PEC, ora non ricordo, diciamo 3 anni fa. OVVIO che chi non rispettava il termine veniva sanzionato? MA MANCO PER NIENTE!!! La Sanzione è quella che vi indico più avanti;3) la società ha una PEC, valida, ma la PEC ha una scadenza, in genere un anno, poi deve essere 'riconfermata' al Provider, altrimenti viene Revocata: cioè, chiusa, non riceve più le PEC che vengono inviate (e dopo un tot di tempo credo possa anche essere riusata da altra impresa, come i numeri di cellulare). OVVIO che esiste una norma cbe obbliga a "tenere in vita" la PEC, che sia quella o una nuova? (la PEC può sempre essere cambiata in ogni momento) MA MANCO PER NIENTE!!! E di quanto è la multa? ZERO...Vi sembra NORMALE questo?... mi viene da scrivere: ma quanto li paghiamo questi geni che scrivono le norme??? (avete presente l'obbligo del Pagobancomat, ma senza sanzione? uguale).
    • panda rossa scrive:
      Re: E parliamo un po' di questa PEC...
      [img]http://torredibabele.blog.tiscali.it/files/2006/01/1139bdeff3d1.jpg[/img]
    • Dipendente pubblico scrive:
      Re: E parliamo un po' di questa PEC...
      (chiedo scusa per il ritardo con cui ritorno, la vita è complicata)L'ultima questione di cui mi preme scrivere è relativa a certe polemiche che ho letto sulla scarsa garanzia che la PEC darebbe al ricevente. In questo rientrano anche proposte di tecnologie complicate al fine di identificare l'avvenuta lettura della PEC, con l'idea anche di voler usare come data di notifica la data di apertura/lettura "certificata" della PEC ed escludere l'avvenuta notifica in mancanza della lettura: anche la PEC dovrebbe poter andare Irreperibile?... Come se quando io in ufficio ricevo posta e non gli rispondo, la colpa fosse di chi l'ha inviata...Allora, io faccio due riflessioni:A) il mezzo postale e quello PEC hanno caratteristiche differenti. In particolare, ai fini della data di notifica, il plico postale richiede per forza che una persona fisica " riceva e firmi" (tra l'altro molti non lo sanno ma da 3 anni forse più è stata inserita una seconda "notifica" - si chiama CAN: comunicazione di avvenuta notifica - qualora il plico sia stato consegnato a persona diversa dal destinatario, ad esempio alla moglie rispetto al marito: giusta garanzia, sebbene abbia complicato parecchio il lavoro dei postini). Tuttavia, se la persona è assente, il postino gli lascia un avviso nella cassetta e tiene il plico in posta in attesa del ritiro e firma. Se si tratta di Atti Giudiziari, e la persona non viene a ritirare il plico entro 10 giorni, la posta ci invia una comunicazione e la notifica viene comunque inserita con la data del decimo giorno. Il plico invece resta in posta 6 mesi a disposizione (ma la decorrenza della notifica è ripeto al decimo).Nella PEC non esiste questo concetto di "differimento": la data di notifica è quella di messa a disposizione nella casella di consegna del destinatario: quindi, pochi minuti dopo l'invio, salvo intoppi dell'infrastruttura. In genere il giorno stesso dell'invio.Ora, la possbilità di differimento della data nel caso del plico postale è giusta perché una persona può essere temporaneamente assente e non è possibile il ritiro del plico se non "fisicamente, di persona" e se non lo ritira non può sapere cosa contiene: gli viene quindi concesso qualche giorno. Con la PEC non è così. La PEC è una webmail, e può essere letta ovunque ci sia una connessione ed un apparato adeguato. Non è quindi un problema se la impresa è in Italia ed il suo titolare è fuori per lavoro, divertimento o altro: anche se è in Australia o altrove, non dovrebbe quasi mai essergli impossibile accedere alla propria casella PEC. Quantomeno può facilmente verificare se abbia messaggi o no, poi magari li aprirà al ritorno in Italia, ma intanto la notizia della PEC ce l'ha. Quindi, non mi appare necessario prevedere dei tempi per la lettura, e tantomeno dei meccanismi complessi che diano a chi ha inviato una conferma della apertura della PEC (non scrivo lettura perché appunto uno può anche aprire ma non leggere, come con la posta cartacea...). Se hai una PEC, volontaria o obbligatoria che sia, devi accedervi. Punto.B) Poi ripeto il concetto che ho postato prima. A mio parere nei mezzi di consegna "certificati", qualunque essi siano, l'interesse maggiore da tutelare è DI CHI INVIA, perché il problema non è la spedizione, che funziona sempre, il problema è il ricevimento, che invece taluni cercano di evitare! E tanto più quanto hanno da nascondere! Non a caso appunto ci sono aziende che non mettono il nome sui campanelli... che motivo hanno? Allora, io non vedo questa necessità di porre chissà quali tutele a garanzia di chi deve ricevere il plico, postale o PEC che sia. La persona o società deve essere reperibile, perché è giusto così. Ho letto proposte di sistemi complessi che diano conferma della apertura: tanto più questi li comprendo ancora meno.Ma guardate, mi spingo ad accettare questo: così come una persona può essere fuori e quindi non poter ritirare la posta cartacea se non al suo ritorno, vabbene, diciamo che vogliamo fare stare tranquille le persone che sono fuori e dunque, senza tanti strani complicati meccanismi di verifica, una semplice modifica normativa che stabilisca, per TUTTE le PEC, che la data di notifica è quella della consegna più (ad esempio) 10 giorni. Non è una tutela giuridica completa, ma almeno concede del tempo. Poi può anche succedere che una impresa subisca un attacco virale, una alluvione, un problema sui sistemi informatici che gli impedisca l'accesso alle proprie PEC: questo rientra tra i casi di forza maggiore che le autorità potranno valutare nei tempi e sedi opportune.Dopodiché però è chiaro: chi ha una impresa, o anche solo ha preso la PEC del cittadino (quella di Brunetta, anche se credo adesso sia stata disabilitata, sbaglio?), beh, così come ci sono mille altri obblighi di registri, dichiarazioni ecc., se ne faccia una ragione: dovete guardarvi anche la casella PEC!Grazie a PI dello spazio, ed agli altri della pazienza... buona domenica e soprattutto buon lavoro
  • Dipendente pubblico scrive:
    Come scrivo male le leggi...e poi la PEC
    Io sono un mero addetto, di quelli che lavorano le pratiche. Il mio lavoro è abbastanza delimitato, eppure ho modo di trovarmi sempre con problemi interpretativi. Scrivono le leggi male, malissimo. Poi anche se scovi i problemi, non sai come farli sistemare (certo, probabilmente è tanto lavoro per i professionisti, avvocati & co. ;-) ). Non parliamo poi di quando intervengono a modificare parzialmente le norme: allora si che sono problemi, perché non ti coordinano le questioni. Così, noi abbiamo problemi, l'utente pure. Ci vogliono 10 anni di interventi della Csssazione & co. per chiarire un po' le questioni: e quando sono chiare, ecco che le modificano... e la giostra ripsrte
    • mementomori scrive:
      Re: Come scrivo male le leggi...e poi la PEC
      basta aprire 'rispondi' o 'quota' in una nuova scheda ;)
      • Dipendente pubblico scrive:
        Re: Come scrivo male le leggi...e poi la PEC
        - Scritto da: mementomori
        basta aprire 'rispondi' o 'quota' in una nuova
        scheda ;)AH! poi provo, ora vado di blocco note :-)
      • Dipendente pubblico scrive:
        Re: Come scrivo male le leggi...e poi la PEC
        - Scritto da: mementomori
        basta aprire 'rispondi' o 'quota' in una nuova
        scheda
        ;)pare funzionare :-)ma secondo te, il refresh è dovuto - come credo io - al "rinnovo" dei link pubblicitari? Perché a me parrebbe quello il problema: ogni tot vengono inviati nuovi messaggi, pop-up ecc. Vabbè, intanto mi hai dato la soluzione
    • Dipendente pubblico scrive:
      Re: Come scrivo male le leggi...e poi la PEC
      - Scritto da: panda rossa
      - Scritto da: Dipendente pubblico
      Scrivi tutto con calma sul blocco note.
      Poi, quando pensi che ci sia tutto, fai un bel
      copia/incolla e posti un unico messaggio, senza
      problemi col refresh e tutte le altre menate.Si faccio così, il problema è soprattutto quando uso il cellulare,
      E' sempre interessante un punto di vista pratico.si prova ;-)
  • Mario scrive:
    che problema
    non vedo il problema, basta rendere obbligatorie per l'uso della PEC le notifiche di ricezione e di lettura.
    • Dipendente Pubblico scrive:
      Re: che problema
      - Scritto da: Mario
      non vedo il problema, basta rendere obbligatorie
      per l'uso della PEC le notifiche di ricezione e
      di
      letturaAssolutamente no. Soluzione errata. Se te ricevi una busta per posta e non la apri, sono fatti tuoi. Idem con la PEC: se non la leggo devono essere fatti tuoi. Nel pomeriggio integro, ora sono al lavoro..
      • panda rossa scrive:
        Re: che problema
        - Scritto da: Dipendente Pubblico
        - Scritto da: Mario

        non vedo il problema, basta rendere obbligatorie

        per l'uso della PEC le notifiche di ricezione e

        di

        lettura
        Assolutamente no. Soluzione errata. Se te ricevi
        una busta per posta e non la apri, sono fatti
        tuoi. Idem con la PEC: se non la leggo devono
        essere fatti tuoi. Nel pomeriggio integro, ora
        sono al
        lavoro..Si, ma un conto e' riceverla, un conto e' leggerla.La raccomandata, quando la ricevo, devo firmare la ricevuta.Poi posso anche non leggerla.Con la PEC dovrebbe essere uguale: il sistema deve garantire che questa viene ricevuta.Se poi il destinatario non la legge, chissenefrega.
        • Dipendente pubblico scrive:
          Re: che problema
          - Scritto da: panda rossa
          - Scritto da: Dipendente Pubblico
          Si, ma un conto e' riceverla, un conto e'
          leggerla.

          La raccomandata, quando la ricevo, devo firmare
          la ricevuta.
          Poi posso anche non leggerla.

          Con la PEC dovrebbe essere uguale: il sistema
          deve garantire che questa viene ricevuta.e questo è garantito: comunicazione di consegna (nella casella del destinatario)
          Se poi il destinatario non la legge, chissenefrega.infatti. Invece c'è chi vorrebbe la comunicazione di lettura. Non serve: la PEC è a garanzia di chi invia, non di chi riceve. Pranzo...
      • Mario scrive:
        Re: che problema
        - Scritto da: Dipendente Pubblico
        - Scritto da: Mario

        non vedo il problema, basta rendere obbligatorie

        per l'uso della PEC le notifiche di ricezione e

        di

        lettura
        Assolutamente no. Soluzione errata. Se te ricevi
        una busta per posta e non la apri, sono fatti
        tuoi. Idem con la PEC: se non la leggo devono
        essere fatti tuoi. Nel pomeriggio integro, ora
        sono al
        lavoro..non capisco, se il problema è questo:"un Società è stata citata in giudizio a mezzo Posta Elettronica Certificata e non si presenta. È contumace? Difficile a dirsi: bisogna analizzare per bene la questione, capire se l'azienda era stata correttamente informata e l'assenza era quindi un atto deliberato e consapevole, oppure conseguenza della mancata informazione. "se è ritornata la notifica di ricezione il messaggio è stato correttamente ricevuto, e se ritorna anche quello di lettura l'informazione è stata vista. Se non si presentano è evidente che è un atto deliberato. Se invece è stata ricevuta ma non viene letta entro un tempo ragionevole si invia un ufficiale giudiziario. Non c'è nessun sistema tecnologico che obbliga qualcuno a leggere una cosa che non vuole leggere
        • messimale scrive:
          Re: che problema

          Non c'è nessun
          sistema tecnologico che obbliga qualcuno a
          leggere una cosa che non vuole
          leggereMa neppure un pezzo di carta nessuno ti può costringerlo a leggerlo, infatti nella raccomandata viene garantito solo la consegna.Qua c'è solo un problema normativo: la PEC funziona, sostituisce la raccomandata cartacea, adesso si devono solo modificare le leggi che dicono che chi ha una PEC se la deve anche andare a leggere altrimenti affari suoi. Se si fa questo passaggio si va avanti, altrimenti si rimane attaccati alla raccomandata cartacea, né più né meno.
          • gelty scrive:
            Re: che problema
            - Scritto da: messimale
            Ma neppure un pezzo di carta nessuno ti può
            costringerlo a leggerlo, infatti nella
            raccomandata viene garantito solo la
            consegna.Però per ricevere il pezzo di carta devi firmare (tu o qualcuno che è in casa/ufficio, quindi qualcuno di rintracciabile), quindi poi il problema è interno.Invece per ricevere la PEC firma il provider al posto tuo. E se ho problemi di connessione? Se sono in Papua Nuova Guinea e torno fra un mese senza possibilità di connettermi? Comunque risulta che la PEC è stata ricevuta. E' come se il postino firmasse per me. E' proprio il meccanismo che è sbagliato.
          • Mario scrive:
            Re: che problema
            - Scritto da: gelty
            - Scritto da: messimale

            Ma neppure un pezzo di carta nessuno ti può

            costringerlo a leggerlo, infatti nella

            raccomandata viene garantito solo la

            consegna.
            Però per ricevere il pezzo di carta devi firmare
            (tu o qualcuno che è in casa/ufficio, quindi
            qualcuno di rintracciabile), quindi poi il
            problema è
            interno.
            Invece per ricevere la PEC firma il provider al
            posto tuo. E se ho problemi di connessione? Se
            sono in Papua Nuova Guinea e torno fra un mese
            senza possibilità di connettermi? Comunque
            risulta che la PEC è stata ricevuta. E' come se
            il postino firmasse per me. E' proprio il
            meccanismo che è
            sbagliato.Ecco si potrebbe fare una cosa, la pec arriva con mittente e argomento nascosti, per poterli visualizzare deve essere evidenziata, un click, a quel punto parte una notifica al mittente di ricezione ( questa volta reale) da parte del destinatario
          • panda rossa scrive:
            Re: che problema
            - Scritto da: Mario
            Ecco si potrebbe fare una cosa, la pec arriva con
            mittente e argomento nascosti, per poterli
            visualizzare deve essere evidenziata, un click, a
            quel punto parte una notifica al mittente di
            ricezione ( questa volta reale) da parte del
            destinatarioE tanti saluti al client di posta secondo il protocollo POP3/IMAP
          • Mario scrive:
            Re: che problema
            - Scritto da: gelty
            - Scritto da: messimale

            Ma neppure un pezzo di carta nessuno ti può

            costringerlo a leggerlo, infatti nella

            raccomandata viene garantito solo la

            consegna.
            Però per ricevere il pezzo di carta devi firmare
            (tu o qualcuno che è in casa/ufficio, quindi
            qualcuno di rintracciabile), quindi poi il
            problema è
            interno.
            Invece per ricevere la PEC firma il provider al
            posto tuo. E se ho problemi di connessione? Se
            sono in Papua Nuova Guinea e torno fra un mese
            senza possibilità di connettermi? Comunque
            risulta che la PEC è stata ricevuta. E' come se
            il postino firmasse per me. E' proprio il
            meccanismo che è
            sbagliato.Ecco si potrebbe fare una cosa, la pec arriva con mittente e argomento nascosti, per poterli visualizzare deve essere evidenziata, un click, a quel punto parte una notifica al mittente di ricezione ( questa volta reale) da parte del destinatario
          • Mario scrive:
            Re: che problema
            Perchè questo sistema mi dice che il codice antispam è sbagliato e invece è giusto e così produce post doppi?
        • panda rossa scrive:
          Re: che problema
          - Scritto da: Mario
          Non c'è nessun
          sistema tecnologico che obbliga qualcuno a
          leggere una cosa che non vuole
          leggereQuanto hai ragione.Infatti nessuno manda i malware per posta elettronica: non c'e' nessun sistema tecnologico che obbliga l'utonto a doppiocliccare sull'allegato e farsi infestare il computer.
    • Dipendente Pubblico scrive:
      Re: che problema
      - Scritto da: Mario
      non vedo il problema, basta rendere obbligatorie
      per l'uso della PEC le notifiche di ricezione e
      di lettura.In questo modo favorisci i 'furbi' e comunque secondo me non hai capito il senso dell'articolo. Il problema non è quello, ma che la legge non ti obbliga ad avere un programma per leggere la PEC. E' ridicolo, ma nel paese degli azzeccagarbugli...
      • panda rossa scrive:
        Re: che problema
        - Scritto da: Dipendente Pubblico
        Il problema non è quello, ma che la legge non ti
        obbliga ad avere un programma per leggere la PEC.E per fortuna che non mi obbliga, visto che sara' sicuramente un programma closed, con lock-in fortemente dipendenti da un sistema operativo che fallira' a breve, visto il misero flop che sta facendo con l'ultima versione.
        E' ridicolo, ma nel paese degli
        azzeccagarbugli......e dei markettari intrallazzati.
        • Dipendente Pubblico scrive:
          Re: che problema
          - Scritto da: panda rossa
          - Scritto da: Dipendente Pubb

          E' ridicolo, ma nel paese degli

          azzeccagarbugli...

          ...e dei markettari intrallazzati.Forse non avete compreso, ma la PEC è uno strumento a tutela degli onesti. Serve a 'beccare' chi non vorrebbe farsi trovare... Ve lo spiego spero nel oomeriggio
        • Dipendente Pubblico scrive:
          Re: che problema
          - Scritto da: panda rossa
          - Scritto da: Dipendente Pubb

          E' ridicolo, ma nel paese degli

          azzeccagarbugli...

          ...e dei markettari intrallazzati.Forse non avete compreso, ma la PEC è uno strumento a tutela degli onesti. Serve a 'beccare' chi non vorrebbe farsi trovare... Ve lo spiego spero nel oomeriggio
        • Dipendente pubblico scrive:
          Re: che problema
          - Scritto da: panda rossa
          - Scritto da: Dipendente Pubblico
          E per fortuna che non mi obbliga, visto che sara'
          sicuramente un programma closed, con lock-in
          fortemente dipendenti da un sistema operativo che
          fallira' a breve, visto il misero flop che sta
          facendo con l'ultima versione.Scusa panda rossa, te nel tuo settore sei sempre bene informato, ma la PEC la usi? la PEC può essere letta con ogni SO, compresi quelli per cellulare, quasi con ogni mailreader. E i PDF firmati li legge Adobe Reader senza bisogno di altro
          • panda rossa scrive:
            Re: che problema
            - Scritto da: Dipendente pubblico
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: Dipendente Pubblico


            E per fortuna che non mi obbliga, visto che
            sara'

            sicuramente un programma closed, con lock-in

            fortemente dipendenti da un sistema operativo
            che

            fallira' a breve, visto il misero flop che sta

            facendo con l'ultima versione.

            Scusa panda rossa, te nel tuo settore sei sempre
            bene informato, ma la PEC la usi?No. Io uso la mail.In azienda c'e' chi si occupa delle scartoffie e usa la PEC sia per mandare che per ricevere.Io per fortuna no.
            la PEC può
            essere letta con ogni SO, compresi quelli per
            cellulare, quasi con ogni mailreader. Esattamente, e questo proprio perche' non hanno fatto una legge.
            E i PDF
            firmati li legge Adobe Reader senza bisogno di
            altro :o :| :'(I PDF si leggono <b
            senza bisogno di Adobe Reader! </b
        • Max scrive:
          Re: che problema
          - Scritto da: panda rossa
          - Scritto da: Dipendente Pubblico


          Il problema non è quello, ma che la legge
          non
          ti

          obbliga ad avere un programma per leggere la
          PEC.

          E per fortuna che non mi obbliga, visto che sara'
          sicuramente un programma closed, con lock-in
          fortemente dipendenti da un sistema operativo che
          fallira' a breve, visto il misero flop che sta
          facendo con l'ultima
          versione.Va che la PEC la puoi leggere con un qualsiasi programma di posta elettronica, è una normale casella di posta lato client perché è la casella che è certificata (server e processo), non il client....Come sempre parli di cose che non conosci affatto.
      • Mario scrive:
        Re: che problema
        - Scritto da: Dipendente Pubblico
        - Scritto da: Mario

        non vedo il problema, basta rendere obbligatorie

        per l'uso della PEC le notifiche di ricezione e

        di lettura.
        In questo modo favorisci i 'furbi' perchè?e comunque
        secondo me non hai capito il senso dell'articolo.
        Il problema non è quello, ma che la legge non ti
        obbliga ad avere un programma per leggere la PEC.
        E' ridicolo, ma nel paese degli
        azzeccagarbugli...quando ho attivato la mia PEC l'ho dovuto fare in risposta a una mail che mi avevano inviato con una PEC al mio indirizzo di posta normale, quindi il programma per leggere la PEC ci deve per forza essere.
        • messimale scrive:
          Re: che problema

          quando ho attivato la mia PEC l'ho dovuto fare in
          risposta a una mail che mi avevano inviato con
          una PEC al mio indirizzo di posta normale, quindi
          il programma per leggere la PEC ci deve per forza
          essere.??? per leggere o inviare PEC basta un qualsiasi client di posta, ad esempio thunderbird che è pure open e multipiattaforma tanto per dirne uno(http://support.register.it/manuali/pec/configurazione-pec-thunderbird/)Il processo della PEC avviene tutto tra i server PEC ed a te che invii arrivano solo le due ricevute di consegna e di recapito, sono mail normali.Il discorso che fai non c'entra nulla, forse hai dovuto fare una PEC perché ti richiedevano di averla, ma per la gestione basta un qualsiasi client (sempre che non si voglia utilizzare la piattaforma web che di solito viene data).Preciso inoltre due cose non dette da "dipendente pubblico":1) non confondiamo la PEC con la firma digitale, se vuoi che il contenuto di una PEC sia garantito come "autentico" deve avere un allegato firmato digitalmente. La PEC, da sola, garantisce solo che quello che mandi è uguale a quello che ricevono dall'altra parte, ma su chi lo ha scritto nessuno può dirlo se manca la firma.2) nessuno ti vieta di ricevere nella tua casella PEC mail non-PEC, ovviamente chi invia perde il vantaggio delle conferme e chi riceve non sa se la mail di origine è "vera" o spooffata, per questo motivo solitamente chi ha PEC mette un filtro per ricevere solo da altre PEC.
          • Max scrive:
            Re: che problema
            - Scritto da: messimale
            ???
            per leggere o inviare PEC basta un qualsiasi
            client di posta, ad esempio thunderbird che è
            pure open e multipiattaforma tanto per dirne
            uno(http://support.register.it/manuali/pec/configu

            Il processo della PEC avviene tutto tra i server
            PEC ed a te che invii arrivano solo le due
            ricevute di consegna e di recapito, sono mail
            normali.
            Il discorso che fai non c'entra nulla, forse hai
            dovuto fare una PEC perché ti richiedevano di
            averla, ma per la gestione basta un qualsiasi
            client (sempre che non si voglia utilizzare la
            piattaforma web che di solito viene
            data).
            Esattamente.
            Preciso inoltre due cose non dette da "dipendente
            pubblico":
            1) non confondiamo la PEC con la firma digitale,
            se vuoi che il contenuto di una PEC sia garantito
            come "autentico" deve avere un allegato firmato
            digitalmente. La PEC, da sola, garantisce solo
            che quello che mandi è uguale a quello che
            ricevono dall'altra parte, ma su chi lo ha
            scritto nessuno può dirlo se manca la
            firma.Appunto! Secondo me molti qui (e purtroppo anche la redazione) fanno confusione tra le due cose, che sono due cose diverse.
            2) nessuno ti vieta di ricevere nella tua casella
            PEC mail non-PEC, ovviamente chi invia perde il
            vantaggio delle conferme e chi riceve non sa se
            la mail di origine è "vera" o spooffata, per
            questo motivo solitamente chi ha PEC mette un
            filtro per ricevere solo da altre
            PEC.Esattamente. Questo è la PEC.
  • Dipendente Pubblico scrive:
    ma a voi PI fa ogni tanto il refresh?
    Prima di intervenire nel merito, pongo la domanda in oggetto, così per sapere se è colpa mia.Non riesco a postare commenti lunghi causa il refresh che mi 'pulisce' quello che ho scritto :-(
    • panda rossa scrive:
      Re: ma a voi PI fa ogni tanto il refresh?
      - Scritto da: Dipendente Pubblico
      Prima di intervenire nel merito, pongo la domanda
      in oggetto, così per sapere se è colpa
      mia.
      Non riesco a postare commenti lunghi causa il
      refresh che mi 'pulisce' quello che ho scritto
      :-(E' colpa tua che non hai configurato bene il tuo client.
      • Dipendente pubblico scrive:
        Re: ma a voi PI fa ogni tanto il refresh?
        - Scritto da: panda rossa
        E' colpa tua che non hai configurato bene il tuo
        client.beh, buono a sapersi, allora dovrei poter trovare una soluzione. Grazie
  • Sisko scrive:
    Che paese di M...
    Che è il nostro...
  • panda rossa scrive:
    Niente di nuovo sotto il sole
    Al di la' del senso del ridicolo che questa storia provoca a noi tecnici, in realta' non c'e' niente di nuovo sotto il sole.Mi raccontava un mio amico avvocato dell'ancora attuale prassi di inviare una raccomandata vuota, ad un avversario col quale si sarebbe andati in causa, per poi utilizzare la ricevuta durante il processo per poter dire "In data x vi abbiamo mandato questa raccomandata!" Oppure l'altra prassi era quella di scrivere una lettera, piegarla, e spedirla senza imbustarla, in modo che il timbro postale fosse fisicamente sul foglio e non sulla busta, in modo che, sempre in fase processuale, la controparte non poteva accampare la scusa "Ci avete inviato una busta vuota".Qualunque sia il mezzo di comunicazione, gli avvocati sanno sempre come piegare la legge al loro tornaconto.
    • Dipendente pubblico scrive:
      Re: Niente di nuovo sotto il sole
      - Scritto da: panda rossa
      Mi raccontava un mio amico avvocato dell'ancora
      attuale prassi di inviare una raccomandata vuota,
      ad un avversario col quale si sarebbe andati in
      causa, per poi utilizzare la ricevuta durante il
      processo per poter dire "In data x vi abbiamo
      mandato questa raccomandata!"può essere, diciamo che se dimostrato quell'avvocato viene radiato, credo... (o su dà alla politica). In questo la PEC è "superiore" perché certifica non solo l'invio, ma anche il contenuto. Con la PEC questo giochetto non si può fare

      Qualunque sia il mezzo di comunicazione, gli
      avvocati sanno sempre come piegare la legge al
      loro tornaconto.del resto, questo fa la loro parcella.. :-(
  • Epoch scrive:
    gli occhiali.
    Quindi, se ricevo una raccomandata cartacea, ma se sono cecato e non ho gli occhiali, strumenti atti a leggere la raccomandata, non sono contumace??Certo che sfociamo nel ridicolo!
    • djechelon scrive:
      Re: gli occhiali.
      Ovvio che se sei un pezzente cittadino non hai chance, l'Agenzia delle Entrate potrebbe mandarti una cartella scritta in Klingon e tu, mio sciocco consumatore, saresti tenuto a leggerla diligentemente.Lo stesso non può dirsi di una grande azienda con uno stuolo di avvocati al soldo ;-)
    • Dipendente Pubblico scrive:
      Re: gli occhiali.
      - Scritto da: Epoch
      Quindi, se ricevo una raccomandata cartacea, ma
      se sono cecato e non ho gli occhiali, strumenti
      atti a leggere la raccomandata, non sono
      contumace??

      Certo che sfociamo nel ridicolo!Siamo nel ridicolo di continuo, ti assicuro
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