Microsoft: il cloud non è la sola risposta

Redmond spiega a sviluppatori e professionisti quello che ha già fatto e che ha intenzione di fare in merito alle nuvole telematiche. I servizi remoti sono solo una delle possibili soluzioni per il business

Roma – Intervenendo alla conferenza TechEd nordamericana, il presidente della divisione “Server and Tools” di Microsoft Bob Muglia ha chiarito, per chi ancora ne avesse il bisogno, che la strategia di Redmond in merito al cloud computing non è un’acritica bocciatura né un’adozione entusiastica tipica di altre aziende . Piuttosto, il colosso statunitense pensa a dare risposte adeguate alle esigenze dei clienti a cui viene fornita ampia possibilità di scelta .

Al TechEd Muglia parla di strategie e nuvole, degli errori commessi dalla sua azienda e della relativa giovinezza del nuovo campo di applicazione del computing in remoto. “È ancora nelle fasi iniziali della sua vita commerciale – spiega il dirigente riferendosi alla piattaforma operativa in remoto Azure – e le persone si trovano ancora nella fase di studio di quello che Azure può fare. Stanno scrivendo le loro prime applicazioni, e stanno ancora imparando. Ogni nuova tecnologia deve passare per queste fasi finché non viene compresa in pieno”.

Al momento Azure può contare “migliaia di utenti attivi”, dice Muglia, un avvio promettente che deve scontrarsi con la perplessità di alcuni dei partner Microsoft sui rischi del cloud computing e della gestione remota – su una piattaforma dotata di risorse potenzialmente utilizzate da altre migliaia di utenti in contemporanea – del proprio business.

Contro tali perplessità, e contro le critiche di chi continua a definire Microsoft una “società del software in scatola” in maniera quasi sprezzante, Muglia gioca la carta delle opportunità di scelta di scenari tecnologici diversi per esigenze e clienti diversi – o persino opposti – tra loro. Una prospettiva per altro condivisa anche da altri grandi player del settore.

“Microsoft utilizzerà una combinazione di prodotti, servizi e collaborazione industriale per aiutare i clienti a cambiare quando si sentono pronti”, dice Muglia. “La chiave per affrontare la sfida – continua il manager – è che i clienti riescano a raggiungere il giusto compromesso fra le tradizionali architetture server basate su software gestite dal cliente o da un partner, il vasto potenziale e la quasi illimitata scalabilità dei servizi cloud gestiti in remoto da giganteschi data center, e un modello ibrido che li unisca entrambi”.

Oltre alla teoria e alle strategie industriali, alla sua conferenza Microsoft ha anche presentato aggiornamenti per la piattaforma Azure , agli strumenti di sviluppo e ai suoi sistemi operativi tradizionali Windows 7 e Windows Server 2008 . Grande attenzione alle funzionalità del cloud computing anche in questo caso, con l’integrazione della tecnologia RemoteFX per una gestione fluida, performante ed efficiente dei sistemi remoti direttamente all’interno dello strumento di Assistenza Remota disponibile nel sistema operativo.

Alfonso Maruccia

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  • Ale scrive:
    HSDL (High Speed Data Link)
    Quelli di OCZ hanno dato un nuovo nome ad un concetto gia` esistente: le schede RAID e HBA per SSD SAS e SATA. I 20Gb/s di bandwidth altro non sono che il potenziale teorico di una connession PCie Gen x4.Dagli aritcoli che hai scritto fino ad ora avevo dedotto che ne sapessi qualcosina di piu` a proposito di SSD e sistemi di storage.
    • sburrolomeo scrive:
      Re: HSDL (High Speed Data Link)
      in effetti... è un semplice controller raid... speriamo sia economico e veloce almeno!
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