Microsoft non abbandona i feature phone

Contrariamente a quanto lasciato intendere solo poche settimane fa, il colosso di Redmond non ha intenzione di lasciare il redditizio mercato dei non-smartphone. Anche il marchio Nokia è salvo, per ora

Roma – Microsoft ha presentato Nokia 130, modello di cellulare ultra-economico (19 euro/25 dollari) che lascia intravedere la strategia dell’azienda per il mercato dei feature phone. Un settore che Redmond non abbandonerà e continuerà a frequentare con il ben noto brand finlandese.

Nokia 130 è una via di mezzo tra i modelli di feature phone Nokia 105 e Nokia 220, manca della capacità di connettersi a Internet, è dotato di una tastiera fisica e in una delle due versioni in cui verrà rilasciato supporta l’uso contemporaneo di due SIM. La funzionalità più “smart” a disposizione dell’utente è la possibilità di fruire di musica e video, in compenso la batteria dura ben 36 giorni con una sola SIM e 26 giorni in dual-SIM.

Il feature phone di Microsoft è indirizzato soprattutto ai mercati emergenti, anche se la corporation qualifica la sua nuova offerta come una soluzione ideale per chi necessitasse, nei mercati più ricchi, di un cellulare di “backup” (da usare assieme o in alternativa a uno smartphone) o non avesse bisogno di uno smartphone completo.

Dopotutto al mondo esiste ancora 1 miliardo di persone che non ha un cellulare, spiega Microsoft , e gli acquirenti di Nokia 130 saranno incuriositi e invogliati a conoscere altri prodotti dell’ecosistema Microsoft.

Un’altra importante conseguenza dell’arrivo del nuovo feature phone è la persistenza del marchio Nokia, un brand che sembrava oramai destinato a sparire sotto la scure dei tagli e che invece è destinato a persistere sul mercato nel lungo periodo.

Alfonso Maruccia

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  • prova123 scrive:
    Senza andare troppo lontani
    questi accordi esistono anche in Italia dove aziende anche abbastanza grandi hanno un patto di non belligeranza con altre che hanno bisogno delle stesse professionalità tramite accordi personali (quindi non dimostrabili) tra i diversi proprietari, sempre per tenere bassi gli stipendi.Ma non sempre le storie sono a lieto fine (per le aziende) quando c'è qualcuno che decide unilateralmente di buttare via l'acqua sporca. Qualcuno si chiederà del bambino che c'era dentro ... al bambino ci doveva pensare l'azienda, in fondo è suo figlio no ? C'est la vie! :-o
  • Etype scrive:
    Stefano Lavori
    "Steve Jobs, CEO di Apple all'epoca dei fatti, oltre che lo snodo delle politiche di non assunzione, sarebbe stato la figura da non contrariare."Ma dai ? non aveva un bel carattere...
    • ... scrive:
      Re: Stefano Lavori
      - Scritto da: Etype
      "Steve Jobs, CEO di Apple all'epoca dei fatti,
      oltre che lo snodo delle politiche di non
      assunzione, sarebbe stato la figura da non
      contrariare."

      Ma dai ? non aveva un bel carattere...carogne del genere muoiono sempre troppo tardi.
    • ... scrive:
      Re: Stefano Lavori
      - Scritto da: Etype
      "Steve Jobs, CEO di Apple all'epoca dei fatti,
      oltre che lo snodo delle politiche di non
      assunzione, sarebbe stato la figura da non
      contrariare."

      Ma dai ? non aveva un bel carattere...sai che io non ne sento la mancanza? ma zero proprio.
    • capitan farlock scrive:
      Re: Stefano Lavori
      da piu fonti ho letto che il verio genio era Wozniak alla applejobs era l affarista spietato e senza scrupoli che lo metteva in quel posto a chi poteva, in una intervista Linus Torvals dice che appena atterrato negli stati uniti Jobs lo ando a incontrare per assumerlo, ma Torvalds capi che il vero intento di Jobs non era di dare un lavoro a Torvlads ma stoppare l evoluzione di linux
      • Etype scrive:
        Re: Stefano Lavori
        - Scritto da: capitan farlock
        da piu fonti ho letto che il verio genio era
        Wozniak alla
        applefisicamente era lui che si occupava di elettronica,è un laureato in informatica ed ingegneria elettrica,Jobs no.
        jobs era l affarista spietato e senza scrupoli
        che lo metteva in quel posto a chi poteva, in una
        intervista Linus Torvals dice che appena
        atterrato negli stati uniti Jobs lo ando a
        incontrare per assumerlo, ma Torvalds capi che il
        vero intento di Jobs non era di dare un lavoro a
        Torvlads ma stoppare l evoluzione di
        linuxe non hai visto nulla,si vendicò persino contro Wozniak quando questo uscì da apple per fondare una propria impresa,fece pressione sui fornitori tanto da costringere Woz a chiuderla.Se leggi l'ebook "mela marcia" ne vedrai delle belle :D
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