Microsoft, SkyDrive torna su iOS

BigM annuncia la release 3.0 della sua applicazione di storage tra i meandri di iTunes. Lo spazio aggiuntivo non sarà però acquistabile in-app, evitando così il dazio del 30 per cento imposto dalla Mela

Roma – Divergenze appianate tra i due giganti Apple e Microsoft, dopo il forte ritardo degli ultimi aggiornamenti per l’applicazione di SkyDrive per ambiente iOS. L’azienda di Redmond ha finalmente rilasciato su iTunes la versione 3.0 della sua app di cloud storage , con il supporto dei nuovi dispositivi iPhone 5 e iPad Mini e la possibilità di scaricare fotografie in alta risoluzione dai principali gadget della Mela.

Alla fine del 2012, i dissapori tra le due società avevano di fatto bloccato gli aggiornamenti di SkyDrive, dal momento che BigM non si era dimostrata affatto contenta dell’abituale trattenuta del 30 per cento imposta da Cupertino per tutti gli acquisti in-app. La versione 3.0 dell’applicazione di storage è infatti diversa dalle precedenti, perché tutti quegli utenti iOS interessati all’acquisto di spazio aggiuntivo dovranno passare per il web .

In sostanza , Microsoft ha trovato una strada per evitare il pagamento del dazio imposto dalla Mela per gli acquisti in-app.

La nuova release dell’app di SkyDrive ha introdotto una rinnovata interfaccia utente con nuove icone. Agli utenti sarà garantita la possibilità di gestire le dimensioni delle immagini in fase di caricamento o scaricamento . Infine corretti numerosi bug presenti nelle precedenti versioni dell’app iOS. ( M.V. )

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  • Ciccia Pasticcia scrive:
    Black mirror
    Ma nessuno di voi ha visto black mirror di Charlie Brooker?Il terzo episodio parlava proprio di questo! Ricordi pericolosi: Siamo in una società futura (ma potrebbe essere tra qualche anno...) in cui la gente ha un chip impiantato nel cervello grazie al quale può non solo rivedere i propri ricordi, ma anche trasmetterli su uno schermo.Il protagonista è un giovane avvocato molto geloso della propria moglie e una sera mentre la vede parlare con un amico ne arriverà a scoprire il tradimento proprio grazie all'utilizzo del chip rivedendo episodi passati e collegando il tutto...http://it.wikipedia.org/wiki/Episodi_di_Black_Mirror
    • Leguleio scrive:
      Re: Black mirror
      - Scritto da: Ciccia Pasticcia
      Ma nessuno di voi ha visto black mirror di
      Charlie
      Brooker?Nel commento sopra di te bubba ricorda un film del 2004 con Robin Williams.Ora questa serie britannica.Capisco perché poi arrivino certi personaggi in parlamento a rilasciare interviste sui microchip sottopelle in assoluta serietà:http://www.ilpost.it/2013/03/06/bernini-m5s-microchip-zeitgeist/Certi film andrebbero vietati ai minori di anni 65 non accompagnati da tutori con un barlume di senso critico.
  • bubba scrive:
    cala, e il "rememory" ?
    Strano che il Cala non mi abbia citato The Final Cut, col buon robin williams... http://www.imdb.com/title/tt0364343/la gente (i ricchi, in realta') si faceva impiantare un "chip di registrazione" da neonati, e poi alla morte, come ricordo finale ai suoi cari, facevano produrre un "rememory... una specie di riassunto edificante dei momenti più significativi dellesistenza del defunto, per la gioia dei congiunti, eliminando tutte le scene sgradevoli ed imbarazzanti, da un "montatore" (williams appunto). Che dovevano avere una ferrea disciplina e sopratutto NON essere dotati di chip... senonche'...
  • GrayWolf scrive:
    Pienamente d'accordo
    Manco a dirlo Il Calamari è un grande e condivido pienemente tutto l'articolo.Lo condivido talmente che mi sento di raccontare un aneddoto.Ho girato tutta l'Europa in moto e ho scattato migliaia di fotografie.Il viaggio in cui il numero di diapositive scattate è arrivato a 500 è stato quello che mi ha permesso di arrivare a CapoNord.Entusiasta, ho fatto ciò che è stato detto nell'articolo, riunione di amici e visione delle suddette 500 come cronaca postviaggio.Mentre le facevo scorrere ho notato che l'interesse degli sciamannati sottoposti al supplizio, non era tanto per le immagini, quanto per il racconto delle situazioni in cui ho effettuato gli scatti.Risultato:ho buttato tutte le diapositive [non solo le 500, ma anche le precedenti] e ora, a chi me lo chiede, racconto i viaggi effettuati, lasciandogli la libertà di viverli a prprio modo, sicuramente diverso da come l'ho vissuto io; credo che questo sia molto più importante che non la fredda cronistoria di eventi che a loro non apparterrano mai, perché magari non si sono mai mossi dall'Italia.
  • thebecker scrive:
    la vita secondo per secondo
    Con i mezzi a disposizione lungo tutta la sua storia l'uomo ha cercato sempre di registrare gli eventi della propria vita che non voleva dimenticare.In un tempo remoto bastava un incisione su una pietra.Nel '900 la fotografia e l'aumento dell'istruzione ha aiutato molte più persone a registrare gli eventi della propria vita, l'apice si è raggiunto con l'era digitale.Ormai è possibile registrare ogni secondo della propria vita. Chiunque ha in tasca una macchina fotografica, un dispositivo per scrivere, registare vocalmente..ecc. Ora chiunque può documentare non solo la propria vita (se lo ritiene opportuno) ma avvenimenti, storie che i media tradizionali non ci mostrano. Insomma un ottimo sistema per un informazione più indipendente.Allo stesso tempo la possibilità di registare in qualsisi momento qualsiasi cosa, sta producendo una strana abitudine che si manifesta sui social network. Fotografare, scrivere di ogni ogni secondo della propria vita. Il pub il sabato sera, un foto davanti al centro commerciale, foto in ogni angolo di una strada in cui ci si trova, perchè si vuole fare vedere tutto agli "amici" su FB è simili.Registrare qualsiasi cosa banale alla fine non porterà di certo a ricordare veramente la propria vita, i ricordi più importati; quello che veramente non si vuole dimenticare alla fine si perderà nella marea di frasi, fotogarfie banali.
  • Esaltatore Di Sapidita scrive:
    Punta dell'iceberg
    "Perché la possibilità delle persone di esercitare un qualche controllo su questo crescente volume di informazioni diventa al contrario sempre più piccola fino a scomparire del tutto: ringraziamo il cloud, le leggi antiterrore e le cosiddette comunità sociali."Non sono d'accordo. Questa è solo l'interfaccia grafica della vita di cui uno decide la condivisione.Quello che preoccupa è il tracciamento dei dati di cui non si ha il controllo, sanità, conto corrente, web, email, ecc., e che è a disposizione di programmatori, impiegati, dirigenti, quadri, organi istituzionali, ecc.Troppe persone per i miei gusti.
    • thebecker scrive:
      Re: Punta dell'iceberg
      - Scritto da: Esaltatore Di Sapidita
      "Perché la possibilità delle persone di
      esercitare un qualche controllo su questo
      crescente volume di informazioni diventa al
      contrario sempre più piccola fino a scomparire
      del tutto: ringraziamo il cloud, le leggi
      antiterrore e le cosiddette comunità
      sociali."

      Non sono d'accordo. Questa è solo l'interfaccia
      grafica della vita di cui uno decide la
      condivisione.
      Quello che preoccupa è il tracciamento dei dati
      di cui non si ha il controllo, sanità, conto
      corrente, web, email, ecc., e che è a
      disposizione di programmatori, impiegati,
      dirigenti, quadri, organi istituzionali,
      ecc.
      Troppe persone per i miei gusti.d'accordo in effetti già molte informazione personali sono archiviate, in cambio (sulla carta) di servizi che lo stato dovrebbe offrire...
    • blind data scrive:
      Re: Punta dell'iceberg
      - Scritto da: Esaltatore Di Sapidita
      "Perché la possibilità delle persone di
      esercitare un qualche controllo su questo
      crescente volume di informazioni diventa al
      contrario sempre più piccola fino a scomparire
      del tutto: ringraziamo il cloud, le leggi
      antiterrore e le cosiddette comunità
      sociali."

      Non sono d'accordo. [...]
      Quello che preoccupa è il tracciamento dei dati
      di cui non si ha il controllo, sanità, conto
      corrente, web, email, ecc., e che è a
      disposizione di programmatori, impiegati,
      dirigenti, quadri, organi istituzionali, ecc.
      Troppe persone per i miei gusti.appunto: troppi soggetti che eseguono (ti cito) <i
      il tracciamento dei dati di cui non si ha il controllo </i
      , che sono tantissimi, troppi (ti cito): <i
      sanità, conto corrente, web, email, ecc. </i
      ...mi pare quindi che concordi pienamente con qualti si dice nell'articolo... e perché invece dici che non sei d'accordo?
      • Esaltatore Di Sapidita scrive:
        Re: Punta dell'iceberg
        - Scritto da: blind data
        mi pare quindi che concordi pienamente con qualti
        si dice nell'articolo... e perché invece dici che
        non sei
        d'accordo?Perchè l'autore nell'articolo sostiene che le persone che possono controllare i dati diminuiscono sempre di più, fino a scomparire del tutto...Per certi dati può essere, ma per quelli più sensibili a me sembra esattamente l'opposto.
        • Cesco scrive:
          Re: Punta dell'iceberg
          "Perché la possibilità delle persone di esercitare un qualche controllo su questo crescente volume di informazioni diventa al contrario sempre più piccola fino a scomparire del tutto"ciò che diventa piccola è la possibilità delle persone di esercitare il controllo, non la quantità di persone che lo esercitano.comunque personalmente concordo pienamente su ogni cosa scritta in questo articolo. E son convinto che le questioni, non solo qui, poste dal buon Calamari non vadano assolutamente prese alla leggere.Attenzione!
          • Esaltatore Di Sapidita scrive:
            Re: Punta dell'iceberg
            OK ho sbagliato soggetto, ma il concetto non cambia, la nostra vita è registrata e documentata attimo per attimo e troppe persone possono esserne a conoscenza a nostra insaputa. Riempiamo di firme inutili moduli per la privacy mentre per le cose veramente importanti non abbiamo nessun diritto
          • Leguleio scrive:
            Re: Punta dell'iceberg
            - Scritto da: Esaltatore Di Sapidita
            OK ho sbagliato soggetto, ma il concetto non
            cambia, la nostra vita è registrata e documentata
            attimo per attimo e troppe persone possono
            esserne a conoscenza a nostra insaputa. Riempiamo
            di firme inutili moduli per la privacy mentre per
            le cose veramente importanti non abbiamo nessun
            dirittoLe attuali leggi sulla privacy sono nate quando l'informatica era già ampiamente sviluppata, mentre i servizi sul world wide web erano solo agli albori.Prevedere moduli da firmare all'atto della stipula di un contratto telefonico è relativamente semplice; mi chiedo come fare per sottoporre a firma di consenso ogni singola ricerca con Google (o Yahoo, o Yandex, o Wolfram Alpha, non cambia nulla). :
          • panda rossa scrive:
            Re: Punta dell'iceberg
            - Scritto da: Leguleio
            mi chiedo come fare per
            sottoporre a firma di consenso ogni singola
            ricerca con Google (o Yahoo, o Yandex, o Wolfram
            Alpha, non cambia nulla).
            :Consenso implicito!La formula esiste gia' da tempo: "Hai il diritto di non fare niente. Tutto quello che farai potra' essere usato contro di te!"Semplice e universale!
          • Leguleio scrive:
            Re: Punta dell'iceberg
            - Scritto da: panda rossa

            mi chiedo come fare per

            sottoporre a firma di consenso ogni singola

            ricerca con Google (o Yahoo, o Yandex, o
            Wolfram

            Alpha, non cambia nulla).

            :

            Consenso implicito!
            La formula esiste gia' da tempo:
            "Hai il diritto di non fare niente. Tutto quello
            che farai potra' essere usato contro di
            te!"

            Semplice e universale!Sì, per ora è così.Speriamo che qualcosa cambi in futuro.
          • Esaltatore Di Sapidita scrive:
            Re: Punta dell'iceberg
            - Scritto da: Leguleio
            Prevedere moduli da firmare all'atto della
            stipula di un contratto telefonico è
            relativamente semplice; mi chiedo come fare per
            sottoporre a firma di consenso ogni singola
            ricerca con Google (o Yahoo, o Yandex, o Wolfram
            Alpha, non cambia nulla).
            :Mah guarda, in realtà quello che mi dà più fastidio, e non perchè abbia qualcosa da nascondere, è la possibilità di analizzare il mio conto corrente dove voce per voce è riportato con ricchezza di dettagli quanto prendo e quanto, quando, dove e perchè spendo.Da lì si capiscono molte più cose di una persona che da 1 miliardo di foto e video.In più nessuno mi ha mai fatto firmare niente, e non si può fare altrimenti per il limite dei contanti.Mi piacerebbe sapere con altrettanta dovizia di particolari i nomi e i cognomi delle persone che possono attingere a questi dati e oppormi se necessario.
          • Leguleio scrive:
            Re: Punta dell'iceberg
            - Scritto da: Esaltatore Di Sapidita
            Mah guarda, in realtà quello che mi dà più
            fastidio, e non perchè abbia qualcosa da
            nascondere, è la possibilità di analizzare il mio
            conto corrente dove voce per voce è riportato con
            ricchezza di dettagli quanto prendo e quanto,
            quando, dove e perchè
            spendo.Pure il perché?!Tu quando fai un versamento con la banca online scrivi nel testo riservato: "Orecchino regalo amante n° 2"?
            Da lì si capiscono molte più cose di una persona
            che da 1 miliardo di foto e
            video.
            In più nessuno mi ha mai fatto firmare niente, e
            non si può fare altrimenti per il limite dei
            contanti.
            Mi piacerebbe sapere con altrettanta dovizia di
            particolari i nomi e i cognomi delle persone che
            possono attingere a questi dati e oppormi se
            necessario.Legalmente può attingere a quei dati solo il personale autorizzato che lavora alla banca, e gli inquirenti. Esattamente come ai tempi delle banche offline, con schedari e carta fincata.Ufficiosamente ci possono accedere anche malintenzionati, ma con la criptazione che usano non è così facile. Significa o che hanno rubato la tua password (sta' più attento), oppure che i sistemi della banca fanno pena (cambia banca).
          • blind data scrive:
            Re: Punta dell'iceberg
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: Esaltatore Di Sapidita

            conto corrente dove voce per voce è
            riportato
            con

            ricchezza di dettagli quanto prendo e quanto,

            quando, dove e perchè

            spendo.

            Pure il perché?!
            Tu quando fai un versamento con la banca online
            scrivi nel testo riservato: "Orecchino regalo
            amante n° 2"?mai usato un bancomat? o una carta di credito?o paghi tutto esclusivamente con bonifici online?
            Legalmente può attingere a quei dati solo il
            personale autorizzato che lavora alla banca, e
            gli inquirenti. Esattamente come ai tempi delle
            banche offline, con schedari e carta fincata.certo certo, legalmente... e praticamente?
            Ufficiosamente ci possono accedere anche
            malintenzionati, non ufficiosamente, ma illegalmente (e per un leguleio la differenza non è da poco)
            ma con la criptazione che usano
            non è così facile. ma davvero credi che le banche operino davvero con i livelli di sicurezza che in teoria dovrebbero implementare?considera poi che i tuoi dati personali non li hanno mica solo le banche: c'è la PA (l'agenzia delle entrate, l'inps, il comune, il medico di famiglia e le ASL ecc. ecc.), i datori di lavoro, chi somministra beni e servizi (gas, energia elettrica, acqua ecc.), le assicurazioni, i fornitori di servizi di comunicazione, i fornitori di servizi online ecc. ecc.
            Significa o che hanno rubato
            la tua password (sta' più attento), hai voglia di strae attento!
            oppure che i sistemi della banca fanno pena (cambia
            banca).ma gauarda che fanno tutti pena...
          • Esaltatore Di Sapidita scrive:
            Re: Punta dell'iceberg
            - Scritto da: blind data
            considera poi che i tuoi dati personali non li
            hanno mica solo le banche: c'è la PA (l'agenzia
            delle entrate, l'inps, il comune, il medico di
            famiglia e le ASL ecc. ecc.), i datori di lavoro,
            chi somministra beni e servizi (gas, energia
            elettrica, acqua ecc.), le assicurazioni, i
            fornitori di servizi di comunicazione, i
            fornitori di servizi online ecc. ecc.Esatto e poi al livello superiore c'è qualcuno che li incrocia tutti questi dati e, bingo! Che comodità!
          • Leguleio scrive:
            Re: Punta dell'iceberg
            - Scritto da: blind data


            conto corrente dove voce per voce è

            riportato

            con


            ricchezza di dettagli quanto prendo e
            quanto,


            quando, dove e perchè


            spendo.



            Pure il perché?!

            Tu quando fai un versamento con la banca
            online

            scrivi nel testo riservato: "Orecchino regalo

            amante n° 2"?

            mai usato un bancomat? o una carta di credito?
            o paghi tutto esclusivamente con bonifici online?Tutti e tre i metodi.Non mi è mai capitato di dover specificare "perché" facevo qui versamenti o quei pagamenti. Importo, e data.

            Legalmente può attingere a quei dati solo il

            personale autorizzato che lavora alla banca,
            e

            gli inquirenti. Esattamente come ai tempi
            delle

            banche offline, con schedari e carta fincata.

            certo certo, legalmente...
            e praticamente?Qui però si entra nella dietrologia.E la madre di tutte le paranoie è proprio la dietrologia.

            Ufficiosamente ci possono accedere anche

            malintenzionati,

            non ufficiosamente, ma illegalmente (e per un
            leguleio la differenza non è da
            poco)Va bene, scriviamo illegalmente.Mi pareva sottinteso. :$

            ma con la criptazione che usano

            non è così facile.

            ma davvero credi che le banche operino davvero
            con i livelli di sicurezza che in teoria
            dovrebbero
            implementare?Non lo so.Tu hai notizie in senso contrario? Un sistema colabrodo fa sparire non solo i dati e i soldi del cliente, ma anche quelli della banca stessa. Non è molto furbo.
            considera poi che i tuoi dati personali non li
            hanno mica solo le banche: c'è la PA (l'agenzia
            delle entrate, l'inps, il comune, il medico di
            famiglia e le ASL ecc. ecc.), i datori di lavoro,
            chi somministra beni e servizi (gas, energia
            elettrica, acqua ecc.), le assicurazioni, i
            fornitori di servizi di comunicazione, i
            fornitori di servizi online ecc. ecc.Limitiamoci ai dati bancari. Stavamo parlando di quelli.Per gli altri dati, c'è una normativa sulla privacy abbastanza dettagliata. E quasi sempre dei moduli da firmare, guarda caso.

            Significa o che hanno rubato

            la tua password (sta' più attento),

            hai voglia di strae attento!Rubano così spesso le password?

            oppure che i sistemi della banca fanno pena
            (cambia

            banca).

            ma gauarda che fanno tutti pena...Mi stai mettendo la pulce nell'orecchio...
          • blind data scrive:
            Re: Punta dell'iceberg
            - Scritto da: Leguleio

            mai usato un bancomat? o una carta di
            credito?

            o paghi tutto esclusivamente con bonifici online?

            Tutti e tre i metodi.
            Non mi è mai capitato di dover specificare
            "perché" facevo qui versamenti o quei pagamenti.
            Importo, e data.se acquisti con bancomat o carta di credito vengono registrati cosa compri, dove lo compri, la data e l'ora, ogni singolo prezzo...cosa altro dovresti "specificare"?


            Legalmente può attingere a quei dati
            solo
            il


            personale autorizzato che lavora alla
            banca,

            e


            gli inquirenti.


            certo certo, legalmente...

            e praticamente?

            Qui però si entra nella dietrologia.no si entra nell'esperienza diretta di chi opera in quei contesti
            E la madre di tutte le paranoie è proprio la dietrologia.come le sistematiche accuse di dietrologia e/o complottismo sono la madre di tutte le coperture verso qualsiasi informazione o argomentazione che non piace


            Ufficiosamente ci possono accedere anche


            malintenzionati,



            non ufficiosamente, ma illegalmente (e per un

            leguleio la differenza non è da

            poco)

            Va bene, scriviamo illegalmente.
            Mi pareva sottinteso. :$com'è questa cosa? non sei tu quello che fa sempre le pulci agli altri? e non si uò fare lo stesso con te? ;-)


            ma con la criptazione che usano


            non è così facile.



            ma davvero credi che le banche operino
            davvero

            con i livelli di sicurezza che in teoria

            dovrebbero

            implementare?

            Non lo so.ecco
            Tu hai notizie in senso contrario? le ho, per esperienza direttama le hanno anche tutti gli altri te compreso: mai letto nessuna delle notizie che tanto spesso compaiono circa furti di indentità e truffe legati all'uso dei conti bancari online nonché a bancomat e carte di credito?

            considera poi che i tuoi dati personali non
            li

            hanno mica solo le banche: c'è la PA
            (l'agenzia

            delle entrate, l'inps, il comune, il medico
            di

            famiglia e le ASL ecc. ecc.), i datori di
            lavoro,

            chi somministra beni e servizi (gas, energia

            elettrica, acqua ecc.), le assicurazioni, i

            fornitori di servizi di comunicazione, i

            fornitori di servizi online ecc. ecc.

            Limitiamoci ai dati bancari. Stavamo parlando di
            quelli.veramente no, sei tu che hai iniziato a farlo
            Per gli altri dati, c'è una normativa sulla
            privacy abbastanza dettagliata. E quasi sempre
            dei moduli da firmare, guarda caso.ah beh, allora siamo tranquilli


            Significa o che hanno rubato


            la tua password (sta' più attento),



            hai voglia di strae attento!

            Rubano così spesso le password?eh sì, molto spessoma tu ti informi? leggi i giornali, anche quelli non specializzati?


            oppure che i sistemi della banca fanno
            pena

            (cambia


            banca).



            ma gauarda che fanno tutti pena...

            Mi stai mettendo la pulce nell'orecchio...meglio così :-)
          • Leguleio scrive:
            Re: Punta dell'iceberg
            - Scritto da: blind data
            se acquisti con bancomat o carta di credito
            vengono registrati cosa compri, dove lo compri,
            la data e l'ora, ogni singolo
            prezzo...
            cosa altro dovresti "specificare"?Esaltatore di sapidità sostiene che la banca sa anche il "perché".http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3759489&m=3760992#p3760992E, oh!, lo ha detto lui, non io. O)



            Legalmente può attingere a quei
            dati

            solo

            il



            personale autorizzato che lavora
            alla

            banca,


            e



            gli inquirenti.




            certo certo, legalmente...


            e praticamente?



            Qui però si entra nella dietrologia.

            no si entra nell'esperienza diretta di chi opera
            in quei
            contestiMa in che contesti operi?Ancora non l'ho capito.

            E la madre di tutte le paranoie è proprio la
            dietrologia.

            come le sistematiche accuse di dietrologia e/o
            complottismo sono la madre di tutte le coperture
            verso qualsiasi informazione o argomentazione che
            non
            piaceQuesta è un'ammissione chiara che sei un complottista. Ne terrò conto nelle prossime risposte.Non sono le fandonie a "coprire" le notizie: ma le inchieste basate sul nulla, che, se condotte con criterio, avrebbero invece scoperchiato situazioni marce o sospette.Talvolta viene il sospetto che si agiti lo spettro di congiure alla John Le Carré su una certa azienda o su un certo organo statale per rendere difficile a chi le inchieste le sa fare davvero di agire con un minimo di discrezione e cercare prove vere di macchinazioni vere.



            ma con la criptazione che usano



            non è così facile.





            ma davvero credi che le banche operino

            davvero


            con i livelli di sicurezza che in teoria


            dovrebbero


            implementare?



            Non lo so.

            ecco


            Tu hai notizie in senso contrario?

            le ho, per esperienza diretta
            ma le hanno anche tutti gli altri te compreso:
            mai letto nessuna delle notizie che tanto spesso
            compaiono circa furti di indentità e truffe
            legati all'uso dei conti bancari online nonché a
            bancomat e carte di
            credito?Boh, io qui non vedo fatti e circostanze.Vedo uno che si dice di saperla lunga, ma rimane molto sulle generali.
            i datori
            di

            lavoro,


            chi somministra beni e servizi (gas,
            energia


            elettrica, acqua ecc.), le
            assicurazioni,
            i


            fornitori di servizi di comunicazione, i


            fornitori di servizi online ecc. ecc.



            Limitiamoci ai dati bancari. Stavamo
            parlando
            di

            quelli.

            veramente no, sei tu che hai iniziato a farloNo, riguarda la discussione dall'inizio.Rispondevo a un preciso fastidio di Esaltatore di sapidità relativo ai dati bancari.

            Per gli altri dati, c'è una normativa sulla

            privacy abbastanza dettagliata. E quasi
            sempre

            dei moduli da firmare, guarda caso.

            ah beh, allora siamo tranquilliSe hai dei sistemi migliori per proteggere la privacy di tutti, proponili qui.Io ho solo quello di abolire tutti i computer. Tornare a carta, matita, macchina da scrivere, schede e carta fincata. Che bello, eh?!?



            Significa o che hanno rubato



            la tua password (sta' più
            attento),






            hai voglia di strae attento!



            Rubano così spesso le password?

            eh sì, molto spesso
            ma tu ti informi? leggi i giornali, anche quelli
            non
            specializzati?Sì, ma non mi pare un fenomeno così frequente, ora.L'epoca d'oro del phishing è terminata.
          • Esaltatore Di Sapidita scrive:
            Re: Punta dell'iceberg
            - Scritto da: Leguleio
            Pure il perché?!
            Tu quando fai un versamento con la banca online
            scrivi nel testo riservato: "Orecchino regalo
            amante n 2"?Ovviamente no, ma se pago con valuta elettronica compare la gioielleria nella causale...
          • Leguleio scrive:
            Re: Punta dell'iceberg
            - Scritto da: Esaltatore Di Sapidita

            Pure il perché?!

            Tu quando fai un versamento con la banca
            online

            scrivi nel testo riservato: "Orecchino regalo

            amante n 2"?

            Ovviamente no, ma se pago con valuta elettronica
            compare la gioielleria nella
            causale...Beh... c'è una certa differenza fra il "quanto" e il "dove", e il "perché", secondo me. :-)
          • blind data scrive:
            Re: Punta dell'iceberg
            - Scritto da: Leguleio
            Le attuali leggi sulla privacy sono nate quando
            l'informatica era già ampiamente sviluppata,
            mentre i servizi sul world wide web erano solo agli albori.analisi semplicistica:- la questione è a livello (ti cito) "world" e non mi pare proprio esistano leggi sulla privacy universalmente valide- le leggi sulla privacy, dove esistono, sono a livello nazionale- le problematiche giuridiche sulla applicazione/applicabilità internazionale di leggi sulla privacy nazionali sono più che complesse
            Prevedere moduli da firmare all'atto della
            stipula di un contratto telefonico è
            relativamente semplice; mi chiedo come fare per
            sottoporre a firma di consenso ogni singola
            ricerca con Google (o Yahoo, o Yandex, o Wolfram
            Alpha, non cambia nulla). poco importa, non è certo (anche ma non solo per quanto detto prima) un problema di consenso e di modalità per ottenerlo...fondamentalmente, infatti, la questione non è giuridica: la privacy è legata allo sfruttamento dei dati personali sia per scopi economici (da parte di soggetti, spesso multinazionali, che si muovono nel contesto dei cosiddetti "mercati" del capitalismo oramai del tutto globalizzato) sia per scopi di condizionamento, controllo e repressione sociale abilmente presentati come necessari per la nostra "sicurezza" (da parte di soggetti pubblici e privati che difendono i poteri costituiti a esclusivo vantaggio dei privilegi, delle rendite e dello sfruttamento capitalista)... e le leggi sono uno dei molteplici dispositivi utilizzati per questi scopidel tutto assurdo quindi anche solo pensare che le leggi possano realmente "proteggere" le persone e la loro privacy a discapito del potere politico ed economico-finanziario...
          • Leguleio scrive:
            Re: Punta dell'iceberg
            - Scritto da: blind data

            Le attuali leggi sulla privacy sono nate
            quando

            l'informatica era già ampiamente sviluppata,

            mentre i servizi sul world wide web erano
            solo agli
            albori.

            analisi semplicistica:
            - la questione è a livello (ti cito) "world" e
            non mi pare proprio esistano leggi sulla privacy
            universalmente
            valideQuindi, implicitamente, stai affermando che esistono leggi su altre materie universalmente valide.Me ne citi una?
            - le leggi sulla privacy, dove esistono, sono a
            livello
            nazionaleProbabilmente già entro l'anno entrerà in vigore una legge europea sulla privacy:http://ec.europa.eu/justice/newsroom/data-protection/news/120125_en.htmDel resto la prima legge della privacy italiana, quella del 1996, era stata approvata in seguito a una direttiva comunitaria:http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:31995L0046:it:NOT
            - le problematiche giuridiche sulla
            applicazione/applicabilità internazionale di
            leggi sulla privacy nazionali sono più che
            complesseCome tutte le questioni internazionali.Non solo le leggi. :|

            Prevedere moduli da firmare all'atto della

            stipula di un contratto telefonico è

            relativamente semplice; mi chiedo come fare
            per

            sottoporre a firma di consenso ogni singola

            ricerca con Google (o Yahoo, o Yandex, o
            Wolfram

            Alpha, non cambia nulla).
            poco importa, non è certo (anche ma non solo per
            quanto detto prima) un problema di consenso e di
            modalità per
            ottenerlo...Io rispondevo ad una precisa questione dell'utente esaltatore di sapidità: se per una serie di acquisti, anche banali, è obbligatorio firmare dei moduli di liberatoria, che ognuno ha il diritto di <B
            non </B
            firmare, perché con il web non è così?
            fondamentalmente, infatti, la questione non è
            giuridica: la privacy è legata allo sfruttamento
            dei dati personali sia per scopi economici (da
            parte di soggetti, spesso multinazionali, che si
            muovono nel contesto dei cosiddetti "mercati" del
            capitalismo oramai del tutto globalizzato) sia
            per scopi di condizionamento, controllo e
            repressione sociale abilmente presentati come
            necessari per la nostra "sicurezza" (da parte di
            soggetti pubblici e privati che difendono i
            poteri costituiti a esclusivo vantaggio dei
            privilegi, delle rendite e dello sfruttamento
            capitalista)... Ogni legge stabilisce cosa si può fare e cosa non si può fare.Dei motivi per cui si trasgrediscono le norme, la legge se ne infischia. Possono interessare alla polizia in fase di indagine, per capire il movente, e all'avvocato difensore per la concessione delle attenuanti.Una lesione della privacy, scusa la tautologia, è una lesione della privacy. Che poi in alcuni casi, se ordinata dal giudice, sia lecita, è un caso a parte.
            e le leggi sono uno dei
            molteplici dispositivi utilizzati per questi
            scopiEsistono altri dispositivi?
            del tutto assurdo quindi anche solo pensare che
            le leggi possano realmente "proteggere" le
            persone e la loro privacy a discapito del potere
            politico ed
            economico-finanziario...Questa frase non l'ho capita bene.Google è stata multata per violazione della privacy negli Usa:http://bits.blogs.nytimes.com/2012/08/09/f-t-c-fines-google-22-5-million-for-safari-privacy-violations/E, nel suo piccolo, anche la Cassazione italiana si è occupata di privacy relativamente ai pettegolezzi d'ufficio:http://www.altalex.com/index.php?idnot=55058
          • blind data scrive:
            Re: Punta dell'iceberg
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: blind data
            Quindi, implicitamente, stai affermando che
            esistono leggi su altre materie universalmente valide.
            Me ne citi una?no, non lo sto affermando in alcun mododire che non esiste A non significa affermare che esiste B, io ho parlato di A e solo di A, il resto è solo una tua generalizzazione... un fallito tentativo (decisamente scorretto e poco cortese) di rigirare la frittata argomentando con una fallacia logica...

            - le leggi sulla privacy, dove esistono,
            sono
            a

            livello

            nazionale

            Probabilmente già entro l'anno entrerà in vigore
            una legge europea sulla
            privacy:Probabilmente entro il 2150 l'uomo sbarcherà su marte... e quindi?
            Del resto la prima legge della privacy italiana,
            quella del 1996, era stata approvata in seguito a
            una direttiva comunitaria:benissimo... che ne dicono gli USA della nostra direttiva comunitaria e del nostro T.U.? e la Cina? la Russia? l'Ucraina? l'Honduras? ...

            - le problematiche giuridiche sulla

            applicazione/applicabilità internazionale di

            leggi sulla privacy nazionali sono più che

            complesse

            Come tutte le questioni internazionali.
            Non solo le leggi. :|appunto... quindi sostanzialmente concordi con me che essendo la privacy una questione internazionale le leggi sulla privacy non servono a nulla


            Prevedere moduli da firmare all'atto
            della


            stipula di un contratto telefonico è


            relativamente semplice; mi chiedo come
            fare

            per


            sottoporre a firma di consenso ogni
            singola


            ricerca con Google (o Yahoo, o Yandex, o

            Wolfram


            Alpha, non cambia nulla).


            poco importa, non è certo (anche ma non solo
            per

            quanto detto prima) un problema di consenso
            e
            di

            modalità per

            ottenerlo...

            Io rispondevo ad una precisa questione
            dell'utente esaltatore di sapidità: se per una
            serie di acquisti, anche banali, è obbligatorio
            firmare dei moduli di liberatoria, che ognuno ha
            il diritto di <B
            non </B
            firmare,
            perché con il web non è così?purtroppo c'è (per quanto assurdo) il consenso implicito

            fondamentalmente, infatti, la questione non è

            giuridica: la privacy è legata allo
            sfruttamento

            dei dati personali sia per scopi economici
            (da

            parte di soggetti, spesso multinazionali,
            che
            si

            muovono nel contesto dei cosiddetti
            "mercati"
            del

            capitalismo oramai del tutto globalizzato)
            sia

            per scopi di condizionamento, controllo e

            repressione sociale abilmente presentati come

            necessari per la nostra "sicurezza" (da
            parte
            di

            soggetti pubblici e privati che difendono i

            poteri costituiti a esclusivo vantaggio dei

            privilegi, delle rendite e dello sfruttamento

            capitalista)...

            Ogni legge stabilisce cosa si può fare e cosa non
            si può fare.
            Dei motivi per cui si trasgrediscono le norme, la
            legge se ne infischia. Possono interessare alla
            polizia in fase di indagine, per capire il
            movente, e all'avvocato difensore per la
            concessione delle
            attenuanti.
            Una lesione della privacy, scusa la tautologia, è
            una lesione della privacy. Che poi in alcuni
            casi, se ordinata dal giudice, sia lecita, è un
            caso a parte.vabbè, il punto è completamente un altro... ma non mi pare tu ne voglia parlare, ok

            e le leggi sono uno dei

            molteplici dispositivi utilizzati per questi

            scopi

            Esistono altri dispositivi?si eccome. per questi scopi (controllo e repressione sociale a vantaggio di chi detiene il potere politico ed economico) ci sono anche la schedatura di massa (cosa di cui in fondo stiamo parlando), le forze di "sicurezza", le galere, la religione, il "controllo" dei comportamenti classificati come malattie, il controllo della sessualità ecc. ecc. ... è una bella lista lunga lunga, in cui oggi i dispositivi di tipo disciplinare prevalgono su quelli di tipo coercitivovabbè, ma è un altro discorso

            del tutto assurdo quindi anche solo pensare
            che

            le leggi possano realmente "proteggere" le

            persone e la loro privacy a discapito del
            potere

            politico ed

            economico-finanziario...

            Questa frase non l'ho capita bene.
            Google è stata multata per violazione della
            privacy negli Usa:
            http://bits.blogs.nytimes.com/2012/08/09/f-t-c-finè solo teatrino, gioco delle parti... google e le "agenzie" USA (e non solo USA) vanno a braccetto, conviene a entrambi
          • Leguleio scrive:
            Re: Punta dell'iceberg
            - Scritto da: blind data

            Quindi, implicitamente, stai affermando che

            esistono leggi su altre materie
            universalmente
            valide.

            Me ne citi una?

            no, non lo sto affermando in alcun modo
            dire che non esiste A non significa affermare che
            esiste B, io ho parlato di A e solo di A, il
            resto è solo una tua generalizzazione... In italiano, un'affermazione come "la questione è a livello (ti cito) "world" e non mi pare proprio esistano leggi sulla privacy universalmente valide" implica che delle leggi universalmente valide siano perlomeno ipotizzabili. Altrimenti avresti scritto "non esistono leggi universalmente valide", e basta.
            un
            fallito tentativo (decisamente scorretto e poco
            cortese) di rigirare la frittata argomentando con
            una fallacia
            logica...O piuttosto di farti fare un bagno di realtà e rileggere con occhi diversi ciò che hai scritto.Non esistono unità di misura universalmente valide, non esiste una mano precisa da tenere nel codice della strada, e meno male che le possibilità sono solo due. Nemmeno abbiamo una maniera uniforme per far iniziare l'ora legale, e secondo te dicendo che legge sulla privacy universale non esiste hai espresso un Grande Concetto?


            - le leggi sulla privacy, dove esistono,

            sono

            a


            livello


            nazionale



            Probabilmente già entro l'anno entrerà in
            vigore

            una legge europea sulla

            privacy:

            Probabilmente entro il 2150 l'uomo sbarcherà su
            marte... e
            quindi?Aspetta e vedrai. Che diffidente!Un tempo non esisteva una legge sull'estradizione valida in tutta l'UE. Oggi c'è. Con un po' di tempo si arriverà anche a quella sulla privacy.

            Del resto la prima legge della privacy
            italiana,

            quella del 1996, era stata approvata in
            seguito
            a

            una direttiva comunitaria:

            benissimo... che ne dicono gli USA della nostra
            direttiva comunitaria e del nostro T.U.? e la
            Cina? la Russia? l'Ucraina? l'Honduras?Non ne ho idea.A livello internazionale esistono le convenzioni e gli accordi di cooperazione giudiziaria. Questo permette a un residente in Gran Bretagna di far causa per diffamazione a mezzo stampa a una rivista Usa, <I
            Forbes </I
            :http://en.wikipedia.org/wiki/Berezovsky_v_Michaels


            - le problematiche giuridiche sulla


            applicazione/applicabilità
            internazionale
            di


            leggi sulla privacy nazionali sono più
            che


            complesse



            Come tutte le questioni internazionali.

            Non solo le leggi. :|

            appunto... quindi sostanzialmente concordi con me
            che essendo la privacy una questione
            internazionale le leggi sulla privacy non servono
            a
            nullaNon sarei così assolutista.Si comincia dagli accordi con Paesi che hanno infrastrutture internet paragonabili a quelle europee. È un lento processo.Non credo che i server di Timor Est o del Bhutan vengano presi in considerazione da persone senza scrupoli per ospitare dati su cittadini italiani.


            fondamentalmente, infatti, la questione
            non
            è


            giuridica: la privacy è legata allo

            sfruttamento


            dei dati personali sia per scopi
            economici

            (da


            parte di soggetti, spesso
            multinazionali,

            che

            si


            muovono nel contesto dei cosiddetti

            "mercati"

            del


            capitalismo oramai del tutto
            globalizzato)

            sia


            per scopi di condizionamento, controllo
            e


            repressione sociale abilmente
            presentati
            come


            necessari per la nostra "sicurezza" (da

            parte

            di


            soggetti pubblici e privati che
            difendono
            i


            poteri costituiti a esclusivo vantaggio
            dei


            privilegi, delle rendite e dello
            sfruttamento


            capitalista)...



            Ogni legge stabilisce cosa si può fare e
            cosa
            non

            si può fare.

            Dei motivi per cui si trasgrediscono le
            norme,
            la

            legge se ne infischia. Possono interessare
            alla

            polizia in fase di indagine, per capire il

            movente, e all'avvocato difensore per la

            concessione delle

            attenuanti.

            Una lesione della privacy, scusa la
            tautologia,
            è

            una lesione della privacy. Che poi in alcuni

            casi, se ordinata dal giudice, sia lecita, è
            un

            caso a parte.

            vabbè, il punto è completamente un altro... ma
            non mi pare tu ne voglia parlare,
            okEsatto, di complotti e tiritere anticapitalismo parla con qualcun altro.A me non interessano né punto né poco.


            e le leggi sono uno dei


            molteplici dispositivi utilizzati per
            questi


            scopi



            Esistono altri dispositivi?

            si eccome. per questi scopi (controllo e
            repressione sociale a vantaggio di chi detiene il
            potere politico ed economico) ci sono anche la
            schedatura di massa (cosa di cui in fondo stiamo
            parlando), le forze di "sicurezza", le galere, la
            religione, il "controllo" dei comportamenti
            classificati come malattie, il controllo della
            sessualità ecc. ecc. ...Sembra di leggere Michel Foucault.Meno filosofia e più senso pratico, grazie. A molta gente essere controllata piace, che sia dal proprio parroco o dal telefonino ultima moda cambia poco. Lasciamole al loro destino.Parliamo di quelli che non lo desiderano, e che si pongono il problema di come evitarlo.


            del tutto assurdo quindi anche solo
            pensare

            che


            le leggi possano realmente "proteggere"
            le


            persone e la loro privacy a discapito
            del

            potere


            politico ed


            economico-finanziario...



            Questa frase non l'ho capita bene.

            Google è stata multata per violazione della

            privacy negli Usa:


            http://bits.blogs.nytimes.com/2012/08/09/f-t-c-fin

            è solo teatrino, gioco delle parti... google e le
            "agenzie" USA (e non solo USA) vanno a braccetto,
            conviene a
            entrambiUn teatrino piuttosto caro...Poi, se a te non va bene niente, costruiamo un mondo cucito su misura. Altri rimedi non mi vengono.
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