Microsoft veicolerà la pubblicità di Digg

Il big di Redmond soffia a Google la pubblicità grafica e contestuale sul popolare social site, una novità che solleva grande attenzione, forse pure troppa

Roma – Qualche giorno fa la diabolica Microsoft ha siglato un accordo pubblicitario esclusivo con l’ angelica piattaforma Digg.com . L’annuncio è deflagrato , con cronache di circostanza un po’ ovunque.

In pratica è accaduto che Microsoft abbia soffiato alla rivale Google la veicolazione di pubblicità sul celeberrimo sito di segnalazioni e discussioni.

L’accordo con Digg durerà tre anni e, stando alle indiscrezioni, dovrebbe concretizzarsi operativamente già nelle prossime settimane. I termini finanziari non sono stati resi noti, quel che si sa è che resta comunque in piedi la collaborazione di Digg con Federated Media , fin qui partner del sito, sebbene limitata “a sponsorizzazioni integrate e programmi personalizzati”.

La vicenda comunque potrebbe essere causa di qualche piccola aritmia per Google: certo non accade spesso che Microsoft riesca ad imporsi su BigG non solo nell’advertising online ma anche in un ambito, quello di un social site, tradizionalmente poco propenso ad applaudire il big di Redmond.

Jay Adelson, CEO di Digg, ha ammesso di aver valutato attentamente anche le proposte di Google e Yahoo, ma alla fine di aver scelto Microsoft per il livello di personalizzazione raggiunto dalla sua piattaforma pubblicitaria. Di fatto, la dirigenza Digg vuole ottimizzare i propri spazi pubblicitari e di questo se ne occuperà l’applicativo di Redmond.

Per Microsoft, che in queste ore ha stretto anche un’intesa importante per la pubblicità online con Electronic Arts , l’accordo con Digg è emblematico e segue quello già stretto a suo tempo con Facebook . “Continuerete a vederci piuttosto aggressivi in questo campo”, ha dichiarato Steve Berkowitz, capo dei servizi online di Microsoft. “Dobbiamo ancora imparare tanto su questo genere di utenti e sulla direzione che hanno intrapreso le aziende del settore”.

Microsoft, come riporta Reuters , avrebbe anche ammesso l’intenzione di far lavorare sinergicamente Digg e Facebook, sfruttando nuove tecnologie e iniziative pubblicitarie. Google è avvertita.

Dario d’Elia

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • xxx scrive:
    matrice
    la matrice non è violentala violenza è l'unica matrice di sé stessa
  • ano nimo scrive:
    Sono una Casta
    http://www.scribd.com/doc/200480/La-Casta-cosi-i-politici-sono-diventati-intoccabilileggetelo o scaricatelo qui.Vanno mandati a casa tutti.
  • Riccardo Giordani scrive:
    No alla censura, ma ...
    Il mio intervento "Qualche censura ci vuole", ho paura che sia stato frainteso. Anche io sono convinto che siamo di fronte a una pericolosa escalation della censura, ma forse dobbiamo essere un po' più realisti.Faccio un esempio. Se su un sito italiano (su cui la magistratura può intervenire senza far mettere filtri ai provider) vengono pubblicate delle foto pedoporno, c'é forse qualcuno che pensa che quelle foto devono rimanere online fino al termine di tutti i gradi di giudizio ?E se si tratta di istigazioni a delinquere (cosa diversa dall'invito alla disobbedienza civile o dall'affermazione che un certo divieto non dovrebbe esistere) ? O comunicati delle B.R. ?Se ammettiamo che quel materiale deve essere rimosso il prima possibile, allora ammettiamo che deve esistere una forma di controllo esercitato da unautorità sui mezzi di informazione. E' corretto, come ho fatto io, chiamarla "censura" ? Se sì, la questione è "quando censurare ?", altrimenti la questione diventa "cosa è censura e cosa non lo è ?". Rimane la stessa questione.Grammatica a parte, il controllo di cui parliamo può quindi essere giusto o sbagliato. Non mi riferisco solo ai casi singoli, ma anche alle regole che devono stabilire quando dei contenuti vanno rimossi o oscurati (quali autorità ? quali procedure ? quali limiti ?).Noi ci lamentiamo, a mio avviso giustamente, del sequestro del blog di Piero Ricca, delle accuse agli pseudo-bombaroli, dell'oscuramento dei siti di gioco online, del ritiro dei videogiochi "violenti", dell'oscuramento di "Operazione Pretofilia", della caccia ai pedofili "sbilanciata" (in Rete piuttosto che per le strade), ma come si esce da tutto questo ? Quello che voglio dire è che si tratta di un problema tutt'altro che banale.Come ben sappiamo, la Rete è qualcosa di completamente nuovo e le regole che valgono per i tradizionali mezzi di informazione non possono essere trasferite alla Rete senza essere profondamente rielaborate, principalmente perché la Rete ha una dimensione sovranazionale e perché consente forme di anonimato. I paragoni con le forme di stampa, radio e televisione non si possono fare.Le testate giornalistiche e le emittenti che diffondono informazioni in un paese, infatti, sono preventivamente registrate dalle autorità di quel paese, e i soggetti responsabili sono sempre ben identificati. Questo in Rete non è nemmeno pensabile.Se ci troviamo di fronte a certe censure è principalmente perché le norme del passato non sono state aggiornate, e non a causa di quelle nuove. Se in Italia il gioco d'azzardo è regolato in un certo modo, chi si trova in Italia non deve usare siti stranieri di gioco online. Sarà una legge sbagliata o male interpretata, ma non è stata inventata per la Rete. E' stata solo brutalmente applicata. E direi che si potrebbero fare analoghe considerazioni per la censura a Piero Ricca (disposta dalla procura di Roma).Sembra che si stiano facendo dei passi indietro, ma non è così. A metà degli anni '90 veniva criminalizzata tutta la telematica (vi ricordate l'operazione "Hardware One"), più tardi si criminalizzava Internet (oggi lo si fa molto meno), poi si è iniziato a capire che i provider non devono essere perseguibili (ormai l'hanno capito), poi si è iniziato a capire che chi gestisce un sito non è responsabile di tutti i contenuti (su questo per ora siamo un po' indietro).Purtroppo ci vuole tempo. I nodi stanno venendo al pettine e quello che sta accadendo si poteva anche prevedere: la politica si rende conto che la Rete ha bisogno di regole nuove e, purtroppo maldestramente, sta cercando di adattare quelle vecchie.I filtri, ad esempio, come ben sappiamo, sono facilmente aggirabili, colpiscono domini interi, e non è ben chiaro come venga compilata la lista. Su quest'ultimo punto qualche progresso potremmo ottenerlo, ma l'abolizione dei filtri ce la possiamo scordare. Anzi, quando la gente si accorgerà dei proxy anonimizzanti, questi verranno inseriti nella lista (se non si adegueranno ad essa). E i siti o proxy che cambieranno IP verranno inseguiti e resteranno oscurati. Agghiacciante vero ?Quello che dobbiamo fare è veramente iniziare a farci sentire, come giustissimamente qualcuno ha detto, ma facciamo attenzione perché se scendiamo in piazza e ci limitiamo a dire "NO" a tutte le rimozioni di contenuti disposte dalla magistratura e a tutti i filtri, non otterremo mai assolutamente nulla. Appena la gente si renderà conto che i siti pedoporno russi, e i siti pedofili in generale, resterebbero accessibili, le uniche risposte che otterremmo sono occhi sgranati, segni della croce, gesti a ombrello e sputazzi in faccia.La politica è l'arte del possibile. Naturalmente, la politica, per chi cerca di non fare demagogia e populismo, significa anche sputazzi in faccia (io su PI ne ho appena preso qualcuno), ma una politica che porta solo a questo è inutile. La folla scatenata si scatenerebbe ancora di più, non verrebbe affrontata nemmeno la questione delle proprietà intellettuali, e finiremmo per rimpiangere Gentiloni.Alcune delle cose che dobbiamo cercare di ottenere sono:- regole per definire i reali responsabili dei contenuti, cioè non i provider e i blogger (per i post di altri);- regole chiare e ponderate, cioè risultanti da un confronto il più possibile aperto, su quali contenuti devono essere rimossi o oscurati (e di conseguenza quali contenuti devono essere assolutamente lasciati stare), in modo da evitare le discrezionalità e le conseguenti escalation;- promozione di una azione a livello internazionale per armonizzare le regole relative alla Rete e attivare canali di intervento di polizie e magistrature, in modo da ridurre il più possibile l'uso dei filtri;- regolare l'anonimato (questa è durissima)Non dico che tutto questo sia bello e giusto, dico solo che è la realtà. La strada è lunga e tortuosa, ma è l'unica possibile. Se ci dividiamo è la fine. Lo stesso Gentiloni, nell'attuale contesto politico e di opinione pubblica, difficilmente avrebbe potuto prendere decisioni migliori. Chi governa deve dare delle risposte. Io non ho perduto tutte le speranze che possa ascoltarci e correggere un po' la rotta. Del resto riponevamo delle speranze: vi ricordate, il "ministro-blogger" ?E poi non ci possono fermare. La Rete salverà il mondo.
    • borg_troll scrive:
      Re: No alla censura, ma ...
      - Scritto da: Riccardo Giordani

      E poi non ci possono fermare. La Rete salverà il
      mondo.Errore. Vi hanno già fermati, non ve ne siete ancora accorti.La Rete è stata venduta e comprata. Presto sarà la prigione della vostra mente, per sempre.Non c'è nulla che possiate fare. Avete aspettato troppo. E' finita.Imparate a servire ed amare i vostri padroni.
    • anonimo scrive:
      Re: No alla censura, ma ...

      La politica è l'arte del possibile. Naturalmente,
      la politica, per chi cerca di non fare demagogia
      e populismo, significa anche sputazzi in faccia
      (io su PI ne ho appena preso qualcuno), ma una
      politica che porta solo a questo è inutile. La
      folla scatenata si scatenerebbe ancora di più,
      non verrebbe affrontata nemmeno la questione
      delle proprietà intellettuali, e finiremmo per
      rimpiangere
      Gentiloni.Sostenere che è giusto censurare un sito per le idee in esso espresso o è un demagogo o è una vittima della demagogia
    • anonimo scrive:
      Re: No alla censura, ma ...
      - Scritto da: Riccardo Giordani
      - Scritto da: shevathas


      Faccio un esempio. Se su un sito italiano (su

      cui


      la magistratura può intervenire senza far

      mettere


      filtri ai provider) vengono pubblicate delle

      foto


      pedoporno, c'é forse qualcuno che pensa che


      quelle foto devono rimanere online fino al


      termine di tutti i gradi di giudizio


      ?

      Chi mette su un sito civetta che cosa fa secondo te, sta preoccupandosi di non diffondere materiale pedoporno o semplicemente spera di beccare qualche sfigato?Oscurare il pedoporno no, al contrario, oscurare le idee sì!Complimenti per la lucidità.
  • veritas scrive:
    ottimo
    ottimo intervento,peccato che al di fuori della rete regna l'ottusità e la disinformazione più copmpleta 1dovremo essere noi a dare la sveglia!!
    • borg_troll scrive:
      Re: ottimo
      - Scritto da: veritas
      ottimo intervento,peccato che al di fuori della
      rete regna l'ottusità e la disinformazione più
      copmpleta
      1
      dovremo essere noi a dare la sveglia!!Come? Non mi pare che sui vari slashdot, digg, kuro5hin a anche PI ci sia poi quel gran campionario di illuminati.In ogni caso, inutile spaccare il capello in quattro: se i padroni del vapore vogliono censurare Internet, LO FARANNO E BASTA. Non hanno bisogno di ragioni, che si possono sempre inventare in seguito. Non hanno bisogno di giustificarsi, non è che possiamo chiamarli a rispondere delle loro azioni.Pensate che cadrà qualche governo per "la libertà della Rete"? No, proprio no.
  • emmeesse scrive:
    situazione di stallo?
    IMHO nessuna situazione di stalloIo francamente non penso che la mia progenie debba essere difesa da internetE mica perche' ho trasmesso loro dei Valori di cui se ne fottonoMa semplicemente perche' sono persone intelligentie quindi sono in grado di valutare le "minacce" della rete.Non occupiamoci di quello che succedera' forse ai bimbiOccupiamoci del fascismo che avanza.Se non lo facciamo NOI oranon ci sara' futuro per i bimbi.sempre IMHOcla
  • CelticEye scrive:
    Ragione VS Cuore: 0-1 forse
    Tutto ciò mi fa tornare in mente un paio di cose: in primis una puntata del programma RAI Anno Zero condotto da Santoro; poi un aneddoto. Tra gli ospiti della serata di Santoro potevano annoverarsi il Ministro On. Mastella, lOn. Vladimir Luxuria e il figlio di Bruno Siclari. Tema della serata, ovviamente, era la questione dei Pax e dei Dico e delle conseguenti questioni etico-politico-sociali che il tema del riconoscimento di determinati diritti alle coppie di fatto ha portato nella nostra scialba e provinciale (sì, proprio scialba e provinciale) vita politica del paese.Cosa ha a che fare questo tema con il discorso della caccia alle streghe e della censura introdotto da Calamari e dai lettori che han contribuito finora alla discussione? LOn.Vladimir Luxuria ha sollevato un punto, che credo sia davvero importante. Di fronte ai valori, alle critiche e alle posizioni espresse dallOn. Mastella e da coloro che lo sostengono, questioni quindi che semplicemente negano la possibilità che a queste coppie possa riconoscersi quel genere di diritti in virtù del fatto che la coppia viene e deve essere riconosciuta dallordinamento necessariamente col matrimonio eterosessuale, lOn. Luxuria risponde che purtroppo il sogno, la visione di una società ideale, ordinata e capace di auto-reggersi, di una società in cui non vi sono fenomeni che deviano dalla strada maestra della normalità, va a cozzare contro una realtà che è molto diversa. Una realtà che vede, secondo delle stime pseudo-ufficiali, un buon 2530% delle famiglie italiane avere una forma atipica (costituite da persone eterosessuali e non) che semplicemente non sono fra loro sposate.LOn. Luxuria semplicemente aggiunge che lo Stato per sua natura, non può e non deve chiudere gli occhi, non può e non deve astenersi dallintervenire su un fenomeno di queste dimensioni, che piaccia o no a benpensanti, preti, taluni partiti o ad altre organizzazioni. Questo tipo di approccio dellOn. Luxuria credo possa applicarsi per qualche misura anche al caso della censura sollevato dal Calamari e dai nostri lettori. I fenomeni della guerra alla pedopornografia, al terrorismo globale, alla violazione della privacy degli individui hanno raggiunto dimensioni e ramificazioni tali da non poter essere ignorati dalle istituzioni. Il discorso poi dello strumento adoperato per prendere in considerazione i fenomeni è altra cosa. Restano delle domande aperte: la censura preventiva è lo strumento migliore a disposizione dellOrdinamento? E lunico disponibile? E se le risposte sono positive, qual è la sua efficacia? Qualè la misura oltre la quale non può e non deve spingersi? E ancora laddove vè censura, seppure di misura contenuta e condivisa, essa può sfuggire ad una forma di controllo e diventare rigida e diffusa?A questo punto ecco l aneddoto. Nel piccolo centro in cui vivo, tanti anni fa quando ero un bambino assai vivace, se la maestra di scuola, o il vicino di casa o il semplice conoscente mi sorprendeva a fare qualche marachella, aveva la facoltà di sgridarmi e nei casi più gravi di darmi anche uno scapaccione. Poi di sicuro andava dai miei genitori, gli riferiva quel che avevo fatto e a loro volta questi mi elargivano qualche sberla se lo ritenevano necessario. In ogni caso ringraziavano. Questa forma di censura se così la si può definire, applicata dal vicino di casa o dal conoscente era di tipo correttivo, era una sanzione ad effetto immediato il cui scopo era quello di farmi capire che: a) non potevo fare tutto quello che mi pareva senza preoccuparmi delle possibili conseguenze; b) ero comunque sempre sotto controllo anche in assenza dei famigliari stretti e quindi mi conveniva rigar dritto; c) non potevo comportarmi in modo da violare le regole che mi venivano date senza patirne le spese.Oggi, semmai dovessi fare con un ragazzino qualunque quel che la maestra, il vicino coscienzioso, o il semplice conoscente han fatto (meritatamente) con me, finirei di sicuro nei guai con una denuncia per violenza privata o peggio.Questo ulteriore aneddoto mi porta a pensare unaltra cosa: la rete è sicuramente un luogo di libertà, uno spazio comune e condiviso ma temo che oggi sia diventata un luogo dove si vorrebbe fare e dire quel che si vuole e senza limiti di sorta, una sorta di paese dei balocchi di Collodiana memoria, in cui molti vorrebbero vivere per non rispondere ad alcuno delle cose fatte e/o dette da fare e/o da dire. Poiché al mondo abbiamo invece troppa gente priva di senso, troppa gente priva di senno, incapace come i due ragazzi di pensare alle conseguenze di quel che il loro sito bombarolo ha la facoltà di provocare, troppa gente che in virtù di un ideale religioso si immola distruggendo vite su vite e che sfrutta come tutti la Rete per organizzarsi, contattarsi e reclutarsi, troppa gente che attira imberbi ragazzini in giri torbidi, che ruba ad avventati adulti i risparmi di una vita soffiandogli, attraverso mail e finti siti, i codici dei conti bancari, non si può stare li semplicemente a guardare oppure a discuterne senza poi dar seguito con delle azioni. Temo che oggi la censura preventiva sia diventato lo strumento più facile e veloce da adoperarsi per sostituire lo scapaccione correttivo di cui sopra.Io purtroppo da neo-padre quale sono, delle domande me le pongo: premesso che per quanto io e mia moglie potremo stare attenti, vigili e reattivi, non riusciremo a tenere sotto controllo nostro figlio in ogni momento e per sempre; premesso che questa vigilanza diventerà sempre più relativa ed effimera con la sua crescita e che un giorno diventerà sufficientemente grande per dirci basta, ora decido io della mia vita, mi chiedo se è preferibile rinunciare ad un minimo di libertà e quindi acconsentire affinchè un ordinamento (non semplicemente qualcun altro) censuri siti, organizzazioni e comportamenti (ritenuti ovviamente censurabili dallopinione pubblica) oppure continuare così, dove in virtù di una libertà a 360 gradi richiamata, sbandierata e difesa così strenuamente a mò di Paese dei Balocchi tutti possono fare, dire e mostrare tutto quello che vogliono (lecito e non lecito) in nome della libertà despressione.Detto questo, sebbene la ragione mi porti a preferire la censura limitata piuttosto che una libertà che siamo incapaci di gestirci, il cuore mi dice di no:laddove cè censura cè qualcuno che decide per me anche quando non sono daccordo. E una bella contraddizione. Una situazione di stallo dalla quale è difficile uscire senza essere capaci di ragionarci a mente fredda e lontani dalla pressione mediatica.
    • Riccardo Giordani scrive:
      Re: Ragione VS Cuore: 0-1 forse

      Io purtroppo da neo-padre quale sono, delle
      domande me le pongo: premesso che per quanto io e
      mia moglie potremo stare attenti, vigili e
      reattivi, non riusciremo a tenere sotto controllo
      nostro figlio in ogni momento e per sempre;
      premesso che questa vigilanza diventerà sempre
      più relativa ed effimera con la sua crescita e
      che un giorno diventerà sufficientemente grande
      per dirci basta, ora decido io della mia vita, mi
      chiedo se è preferibile rinunciare ad un minimo
      di libertà e quindi acconsentire affinchè un
      ordinamento (non semplicemente qualcun altro)
      censuri siti, organizzazioni e comportamenti
      (ritenuti ovviamente censurabili dallopinione
      pubblica) oppure continuare così, dove in virtù
      di una libertà a 360 gradi richiamata,
      sbandierata e difesa così strenuamente a mò di
      Paese dei Balocchi tutti possono fare, dire e
      mostrare tutto quello che vogliono (lecito e non
      lecito) in nome della libertà
      despressione.Da neo-padre, sottoscrivo in pieno.E' vero, come dicono in vari, che dobbiamo educare i nostri figli, non lasciarli soli davanti al pc e dare loro adeguate raccomandazioni per quando, cresciuti, lo faranno da soli. Esattamente come andare per la strada.Ma ci sono strade dove le forze dell'ordine non riescono a mantenere abbastanza ordine, e in quelle strade diciamo ai nostri figli di non andare, e se le forze dell'ordine non facessero davvero assolutamente nulla, nessuna strada sarebbe mai sicura.E questo vale anche per la Rete.Ma i rischi di derive censorie ci sono e dobbiamo fare in modo di evitarle. Anche questo dobbiamo ai nostri figli.Tra il Paese dei Balocchi e il fascismo che avanza ci sono delle vie di mezzo.
  • Angelo scrive:
    Liberta' o sicurezza?
    Chissa' perche' ma mi e' venuto in mente questo aforisma di Benjamin Franklin:"Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza."
  • ciccione scrive:
    Marco hai sempre la mia stima.
    Hai tutta la mia stima, in ogni caso. Chapeau .
  • A O scrive:
    2 in 1
    1) complimenti vivissimi a marco calamari, che come sempre la dice giusta2) ma complimenti anche a claudio bovelli per il suo post di risposta "uscire dalla rete"... 2+1: dobbiamo mettete insieme le due cose!!!
  • Tre Mendo scrive:
    Nuove Educazioni
    Quando mio padre era ragazzino usciva e giocava per strada con i suoi coetanei, cercava informazioni fuori e correva i rischi che si potevano correre per strada..I genitori gli dicevano, stai attento alle macchine per strada, non ti allontanare troppo da casa e non dare retta agli sconosciuti, regole semplici e bastanti per quella che era la realtà in cui mio padre da bambino poteva correre dei rischi.Oggi la realtà è diversa.. vogliamo accettare o no che Internet fa parte della nostra realtà e che le raccomandazioni dei genitori di oggi non possono più ignorarla! I miei quando uscivo a giocare per strada mi dicevano stai attento così' come glielo dicevano i loro genitori e mi limitavano nell'uso della TV, cosa che hanno imparato da soli perchè i genitori (miei nonni) non avevano questa "conoscenza", erano gli anni 50, e piano piano si sono aggiornati scoprendo Internet e guidando, più mio fratello che me che nel frattempo sono cresciuto.La realtà di oggi non è quella di ieri, servono nuovi controlli, nuove raccomandazioni, nuove attenzioni... se a qualcuno non va di prendere questa responsabilità.. NON FACESSE FIGLI!
    • // scrive:
      Re: Nuove Educazioni

      La realtà di oggi non è quella di ieri, servono
      nuovi controlli, nuove raccomandazioni, nuove
      attenzioni... se a qualcuno non va di prendere
      questa responsabilità.. NON FACESSE FIGLI!Miiiii che qualunquifero!
    • Mythos scrive:
      Re: Nuove Educazioni
      ......
  • emmeesse scrive:
    uscire dalla rete
    Giusto, ma il problema, come al solito e' quello di uscire dalla rete.Siamo autoreferenziali, scriviamo sui siti e su i blog, facciamo petizioni on line,organizziamo riunioni tra addetti ai lavori di cui nessuno la fuori sa nulla.E non gli ne frega nulla.Calamari ha scritto su PI che e' cominciata la caccia alle streghe, e le streghe siamo noi.Attenzione: la disinformazione ed il menefreghismo verso quello che realmente sta accadendoalla rete, non e' solo caratteristica dei tanti che il computer manco lo sanno accendere.Persino nella azienda dove lavoro (azienda informatica che tratta anche software open)la conoscenza dei fenomeni relativi alla progressiva perdita dei diritti, alla cinesizzazionedella rete italiana, alla insipienza dei legislatori in materia informatica, e' praticamente nulla.Parlavo con i ragazzi dell'ufficio legale (avvocati specializzati in informatica)Essi non sapevano nulla della vicenda di Ricca, anzi, di fronte alla informazione relativaal fatto che sia stato messo in atto un "sequestro preventivo" hanno commentato: -Non puo' essere,e' al di fuori del diritto e quindi quello che mi dici e' falso." . Chiuso il discorso. Il caso Ricca e' evidentemente (secondo loro) una delle tante bufale che circolano su internet.Idem per il TC, idem per la (pseudo)pedopornagrafia in rete. Se gli inquirenti li hanno arrestati, e' perche' quelle personesono colpevoli. Io non faccio queste brutte cose, quindi non e' affare mio...Nessuno sa nulla al di fuori dei nostri ristretti circoli di carbonari.Dobbiamo uscire dalla rete, ma non solo ai linux day, alle adunanze digitali o a tutte le nostre feste autoreferenziali.Dobbiamo andare nelle strade, parlare nelle radio locali, scrivere ai giornali cartacei, rompere le palle ai nostri consiglieri comunali.Questo, secondo me e' fare politica. Se il Partito Pirata e' il contenitore dove maturare queste azioni, allora ben venga il PP,altrimenti che muoia. Vorrei che nel PP entrassero persone come Matteo Flora, alfiere del moderate hacking, come Calamari, come Mantellini. Vorrei che il PP presentasse liste alle comunali, alle provinciali, Vorrei che tutti noi, indipendentemente dal PP iniziassimo a rompere le p*lle assemblee di condominio (ci opponiamo alla installazione di fastweb perche' e' una rete chiusa. vogliamo che il gestionale usato dall'amministratore sia open...). Dovremmo dare testimonianza: i nostri CD che ascoltiamo in automobile e che facciamo sentire agli amici devono essere compilazioni di brani licenziati in CC.Dobbiamo andare nelle compagnie teatrali, nei cinema, nelle radio locali e parlare loro di licenze libere. Dobbiamo scassare le palle affinche' nella scuola dove vanno i nostri pargoli, il laboratorio di informatica sia (se esiste) esclusivamente basato su programmi e sistemi aperti.Dobbiamo diventare noiosi, rompipalle, attaccare bottone con la gente sui treni, alla fermata dell'autobus, stressare amici, fidanzate, parenti.Altrimenti ci facciamo solo delle pippe.claudio brovelli htttp://www.partito-pirata.it
    • zerouno scrive:
      Re: uscire dalla rete
      Concordo al 100%.
      • Massimo Sernesi scrive:
        Re: uscire dalla rete
        Piu' che il partito pirata io sono per la lista partecipata:http://www.listapartecipata.it/Il partito pirata, anche per il nome, può essere troppo facilmente ghettizzato con "quelli che vogliono scaricare illegalemte".
        • emmeesse scrive:
          Re: uscire dalla rete
          - Scritto da: Massimo Sernesi
          Piu' che il partito pirata io sono per la lista
          partecipata:
          http://www.listapartecipata.it/Difatti, alle comunali di un dolce paese che non dico ci siamo andati in compagnia di:http://www.partecipattiva.orgdella serie: per uscire dalla rete bisogna stringere alleanze.

          Il partito pirata, anche per il nome, può essere
          troppo facilmente ghettizzato con "quelli che
          vogliono scaricare
          illegalemte".La scelta del nome e' dovuta alla volonta' di coordinare l'azione con quella dei vari partiti pirata europei, in visione delle elezioni europee.Diciamo che il PP vorrebbe essere una sorta di ombrello (non di prigione) sotto alla quale raccogliere le esperienze politiche locali e nazionali in materia di informatica.Poi, riuscirci e' tutto un altro paio di maniche...cla
    • A O scrive:
      Re: uscire dalla rete
      bravissimohai perfettamente ragione
  • Riccardo Giordani scrive:
    Qualche censura ci vuole
    L'articolo dice cose importanti e in larga parte lo condivido, ma penso che qualche censura debba esistere.L'importante è stabilire un criterio preciso. Ad esempio, a mio parere si devono censurare tutti coloro che incitano alla violenza o all'autodistruzione.Siccome il criterio deve essere preciso, si deve dimostrare scientificamente che il comportamento in questione è violento o autodistruttivo. E' il caso della pedofilia. Analoghe considerazioni valgono per i siti che incitano all'anoressia.Diverso è il caso di un sito che dice come costruire bombe o preparare veleni. E' da censurare solo se afferma che vanno usati per commettere crimini.La censura diventa pericolosa quando non si definisce un criterio preciso e si lascia discrezionalità su quando applicarla. Ad esempio, se l'obiezione di coscienza al servizio militare nascesse oggi e si realizzassero dei siti internet che la sostengono, tali siti verrebbero probabilmente censurati perché visti come "nemici di valori fondamentali".La questione è sottile e le mie considerazioni sono necessariamente brevi quindi perfettibili, ma il punto è che storicamente il problema delle limitazioni alla libertà di parola è stato affrontato accettando limiti quali l'insulto, la calunnia, l'apologia di reato, la diffusione senza consenso di dati personali, e altri. Trasferire tutte queste regole su internet non è banale (quali regole ? come applicarle ? con quali tecnologie ? filtri IP ? obblighi per i provider ? responsabilità dei provider ?).Va affrontata una discussione pubblica, aperta, serena e con dimensione sovranazionale. Non è facile. Gli "abitanti della Rete" devono fare la loro parte. Naturalmente dobbiamo pretendere che i politici facciano la loro.
    • anoninona scrive:
      Re: Qualche censura ci vuole
      Forse non hai capito...Il problema è che non esiste la scientificità nell'attribuire ad ogni argomento una matrice più o meno violenta.Cioè la censura si può adottare a qualsiasi contenuto, è un arma in mano al censore. e non sempre è "un giusto".Quindi, prima di dover fare la rivoluzione per poter esprimere il proprio parere, lottiamo per non farci censurare.p.s. Questa risposta potrebbe essere catalogata come eversiva, come incitamento alla violenza e alla lotta allo stato.Ancora convinto che ci sia bisogno della censura?
      • Riccardo Giordani scrive:
        Re: Qualche censura ci vuole
        Un censore non è sempre "un giusto", e non deve avere il potere di censurare ciò che vuole a sua discrezione perché inevitabilmente si danneggerebbe in maniera inaccettabile la libertà di espressione, e dobbiamo lottare per non farci censurare.Questo l'ho capito e sono in linea di massima d'accordo con l'articolo e con le critiche ai politici e alla disinformazione sull'argomento.Ma ritengo che su alcuni argomenti sia possibile attribuire scientificamente una matrice violenta. E' il caso della pedofilia come dell'anoressia. Si possono fare altri esempi. L'obiezione di coscienza è invece un esempio di comportamento che fu giudicato da molti sovversivo, ma su una base culturale, non scientifica. Ho cercato di fare un esempio di argomento che qualcuno censurerebbe, ma che non verrebbe censurato applicando il criterio che ho proposto.Tu parli di lotta, non di lotta armata. E le "rivoluzioni per poter esprimere il proprio parere" sono un valore fondante di ogni democrazia. Non c'è nulla di sovversivo. Se ci fosse, credo che PI ti censurerebbe.So bene che la lotta a determinati fenomeni va portata avanti prima di tutto fuori dalla rete, ma la rete non è terra di nessuno. In rete non dobbiamo essere liberi di fare tutto quello che ci pare, perché la libertà di espressione deve avere dei limiti. E proprio perché non deve essere un censore a decidere e imporre arbitrariamente questi limiti che dobbiamo tutti contribuire a stabilire le regole.Senza regole non può esserci garanzia di libertà.
        • emmeesse scrive:
          Re: Qualche censura ci vuole
          - Scritto da: Riccardo Giordani
          la libertà di espressione deve
          avere dei limiti.mmmm... io distinguerei tra la liberta' di espressione (che IMHO non deve avere alcun limite) e la eventuale azione che potrebbe o potrebbe non derivare dalla liberta' di espressione.Piccolo esempio: se io pongo l'assassinio come una delle belle arti, sto esercitando il mio diritto di esprimere, seppure paradossalmente un pensiero. Certo NON sto compiendo, ne incitando a compiere un omicidio.Se dico che per risolvere il problema della fame nel mondo e' necessario divorare gli infanti dei poveri e dei disoccupati, che sono persone inutili al progresso, ovviamente non sto incitando all'infanticidio.Se scrivo un poema dedicato all'hashish, ovviamente non voglio spacciare sostanze illegali...Altrimenti cancelliamo d'un colpo di spugna la letteratura e l'arte dell'ottocento e del novecento.Per cui: IMHO la liberta' di espressione NON deve avere dei limiti, mai. Ed invocarla e' pericoloso.cla
          • Riccardo Giordani scrive:
            Re: Qualche censura ci vuole
            Forse mi sono espresso male.Normalmente nelle nazioni libere e democratiche viene punito l'insulto, la calunnia, il vilipendio nelle sue varie forme, l'offesa a un credo religioso, la diffusione senza consenso di dati personali e altre cose del genere. Forse non è corretto definirli limiti alla libertà di espressione, ma è storicamente accettato che non si deve essere liberi di dire tutto quello che ci pare in ogni circostanza.Definire il limite è difficile, ma necessario. Io non riesco ad accettare che si possa impunemente sostenere le ragioni dei pedofili e credo che ci si debba sforzare di definire delle regole precise, proprio perché l'unica alternativa sarebbe la censura discrezionale, verso la quale ogni timore espresso dall'articolo e dai vari commenti è pienamente giustificato.Io non ho la pretesa di sapere qual'è il limite giusto. Faccio quello che credo dovremmo fare tutti: rifletto su quale dovrebbe essere e faccio la mia proposta.Se poni l'assassinio come una delle belle arti, stai esercitando il tuo diritto di esprimere e non stai compiendo, né incitando a compiere un omicidio. Non devi essere censurato.Se dici che per risolvere il problema della fame nel mondo è necessario divorare gli infanti dei poveri e dei disoccupati, che sono persone inutili al progresso, allora stai incitando all'infanticidio e devi essere censurato.Se scrivi un poema dedicato all'hashish o sostieni che non deve essere un reato venderlo e consumarlo, non devi essere censurato perché l'uso di hashish non è (scientificamente) una forma di violenza o di autodistruzione (almeno entro certi limiti). Se inciti a violare la legge fai apologia di reato e devi essere censurato. Se inciti alla disobbedienza civile (è una cosa un po' diversa) non devi essere censurato.Sono solo le mie opinioni, ripeto. Il giusto limite può stare altrove. Ma penso che anche invocare la totale abolizione della censura sia pericoloso. Volenti o nolenti i siti "pedofili-non-porno" verranno censurati. Se sarà per decisione di un censore-arbitro, ci andrà di mezzo anche la libertà di espressione, se sarà per l'applicazione di una regola invece no.Naturalmente anche l'applicazione delle regole è soggettiva, ma per questo ci sono i tribunali.
          • emmeesse scrive:
            Re: Qualche censura ci vuole
            - Scritto da: Riccardo Giordani
            Forse mi sono espresso male.

            Normalmente nelle nazioni libere e democratiche
            viene punito l'insulto, la calunnia, il
            vilipendio nelle sue varie forme, l'offesa a un
            credo religioso, la diffusione senza consenso di
            dati personali e altre cose del genere. Forse non
            è corretto definirli limiti alla libertà di
            espressione, ma è storicamente accettato che non
            si deve essere liberi di dire tutto quello che ci
            pare in ogni
            circostanza.Difatti, non si parla di liberta' di espressione nel caso di calunnia o di vilipendio (affermare cose false per screditare o danneggiare). Diverso e' l'insulto o l'offesa ad un credo. Li si tratta di sensibilita' individuale e non andrebbe regolamentata dalla legge.
            Io
            non riesco ad accettare che si possa impunemente
            sostenere le ragioni dei pedofili Se questi signori hanno delle ragioni da esporre io voglio poterle ascoltare, poi ci ragionero' sopra.
            Se dici che per risolvere il problema della fame
            nel mondo è necessario divorare gli infanti dei
            poveri e dei disoccupati, che sono persone
            inutili al progresso, allora stai incitando
            all'infanticidio e devi essere
            censurato.Lo disse Swift. Si tratta di storia della letteratura inglese.Per il resto, concordo sulle difficolta'....
          • Riccardo Giordani scrive:
            Re: Qualche censura ci vuole
            - Scritto da: emmeesse
            - Scritto da: Riccardo Giordani

            Forse mi sono espresso male.



            Normalmente nelle nazioni libere e democratiche

            viene punito l'insulto, la calunnia, il

            vilipendio nelle sue varie forme, l'offesa a un

            credo religioso, la diffusione senza consenso di

            dati personali e altre cose del genere. Forse
            non

            è corretto definirli limiti alla libertà di

            espressione, ma è storicamente accettato che non

            si deve essere liberi di dire tutto quello che
            ci

            pare in ogni

            circostanza.

            Difatti, non si parla di liberta' di espressione
            nel caso di calunnia o di vilipendio (affermare
            cose false per screditare o danneggiare).

            Diverso e' l'insulto o l'offesa ad un credo. Li
            si tratta di sensibilita' individuale e non
            andrebbe regolamentata dalla
            legge.Quando offendo consapevolmente sono punibile. E a mio parere è giusto.

            Io

            non riesco ad accettare che si possa impunemente

            sostenere le ragioni dei pedofili

            Se questi signori hanno delle ragioni da esporre
            io voglio poterle ascoltare, poi ci ragionero'
            sopra.Forse sbaglio, ma credo che delle ragioni non possano esistere. Chi sostiene la pedofilia contribuisce al dilagare del fenomeno e deve essere fermato.

            Se dici che per risolvere il problema della fame

            nel mondo è necessario divorare gli infanti dei

            poveri e dei disoccupati, che sono persone

            inutili al progresso, allora stai incitando

            all'infanticidio e devi essere

            censurato.

            Lo disse Swift. Si tratta di storia della
            letteratura
            inglese.Si tratta del "più grande esempio di ironia nella storia della letteratura inglese" (http://it.wikipedia.org/wiki/Una_modesta_proposta). L'ironia e la satira sono sempre riconoscibili, e naturalmente non vanno censurate. I siti pedofili non sono ironici, ma fanno sul serio.A mio parere i testi del passato non vanno mai censurati, compresi Hitler e De Sade, ma chi dice certe cose oggi, beh, se riusciamo a non farlo diventare "storia" è meglio.
          • Non authenticat scrive:
            Re: Qualche censura ci vuole
            - Scritto da: Riccardo Giordani

            Quando offendo consapevolmente sono punibile. E a
            mio parere è
            giusto.Ecco comincia a farti qualche domandina su quello che hai scritto!Quell' "a mio parere" la dice lunga!Il problema sta TUTTO lì ... vedi, a qualcuno, potrebbe non interessare affatto il "tuo parere" e dulcis in fundo potrebbe averne del tutto un altro!E nulla a questo mondo può stabilire la "illegittimità" di un parere senza violare la libertà di opinione!

            Forse sbaglio, ma credo che delle ragioni non
            possano esistere. Chi sostiene la pedofilia
            contribuisce al dilagare del fenomeno e deve
            essere
            fermato.La pedofilia è un reato e chi lo compie è FERMATO! come previso dal codice!Chi DICE (ammesso che esista qualcuno che lo dice...) che è a favore di una legislazione diversa o addirittura per la abolizione di tale reato NON COMPIE INVECE alcun reato!Che le opinioni siano moralmente discutibili NON FA ALCUNA DIFFERENZA!La "morale" (dato che non esiste una morale UNIVOCA E UNIVERSALE) e quello che tu o io pensiamo in proposito NON HANNO NULLA A CHE VEDERE con la legge e il diritto... Salvo che in certi "paesi" (per fortuna pochi) dove si applica la "morale" coranica come LEGGE!La distinzione tra morale e legge è una delle conquiste principali della stooria giuridica e dell'umanità fin dai tempi dei romani!Vuoi seguire dei criteri da "sharia"?... (cambiando a tuo uso e consumo e per la TUA morale) le regole?Bene! se è così abbi il coraggio civile di dirlo in modo CHIARO e ESPLICITO!

            A mio parere i testi del passato non vanno mai
            censurati, compresi Hitler e De Sade, ma chi dice
            certe cose oggi, beh, se riusciamo a non farlo
            diventare "storia" è
            meglio.Ahhh certo certo ottimo "censura storica preventiva" è una ottima soluzione!Se la storia la scrivono i vincitori e la loro morale siamo perfettamente certi che ci "darà ragione"....(rotfl)(rotfl)(rotfl)Per il tuo bene spero che tu non ti renda conto di quello che hai scritto!È l'unica giustificazione che riesco a trovarti!-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 27 luglio 2007 15.59-----------------------------------------------------------
          • xxx scrive:
            Re: Qualche censura ci vuole
            - Scritto da: Riccardo Giordani
            - Scritto da: emmeesse

            - Scritto da: Riccardo Giordani


            Forse mi sono espresso male.





            Normalmente nelle nazioni libere e
            democratiche


            viene punito l'insulto, la calunnia, il


            vilipendio nelle sue varie forme, l'offesa a
            un


            credo religioso, la diffusione senza consenso
            di


            dati personali e altre cose del genere. Forse

            non


            è corretto definirli limiti alla libertà di


            espressione, ma è storicamente accettato che
            non


            si deve essere liberi di dire tutto quello che

            ci


            pare in ogni


            circostanza.



            Difatti, non si parla di liberta' di espressione

            nel caso di calunnia o di vilipendio (affermare

            cose false per screditare o danneggiare).



            Diverso e' l'insulto o l'offesa ad un credo. Li

            si tratta di sensibilita' individuale e non

            andrebbe regolamentata dalla

            legge.

            Quando offendo consapevolmente sono punibile. E a
            mio parere è
            giusto.



            Io


            non riesco ad accettare che si possa
            impunemente


            sostenere le ragioni dei pedofili



            Se questi signori hanno delle ragioni da esporre

            io voglio poterle ascoltare, poi ci ragionero'

            sopra.

            Forse sbaglio, ma credo che delle ragioni non
            possano esistere. Chi sostiene la pedofilia
            contribuisce al dilagare del fenomeno e deve
            essere
            fermato.Quello che credi tu è incoerente e contraddittorio. Anche la pedofilia, come l'hashish, entro certi limiti non fa male . Il bene e il male sono nella misura. E' assurdo demonizzare un desiderio (anche sessuale) in base al suo oggetto. Va condannato, caso per caso, per gli effetti che produce
          • anonimo scrive:
            Re: Qualche censura ci vuole
            - Scritto da: Riccardo Giordani
            Forse mi sono espresso male.

            Normalmente nelle nazioni libere e democratiche
            viene punito l'insulto, la calunnia, il
            vilipendio nelle sue varie forme, l'offesa a un
            credo religioso, la diffusione senza consenso di
            dati personali e altre cose del genere. Forse non
            è corretto definirli limiti alla libertà di
            espressione, ma è storicamente accettato che non
            si deve essere liberi di dire tutto quello che ci
            pare in ogni
            circostanza.
            se non offende la dignità delle persone
            Definire il limite è difficile, ma necessario. Io
            non riesco ad accettare che si possa impunemente
            sostenere le ragioni dei pedofili e credo che ci
            si debba sforzare di definire delle regole
            precise, proprio perché l'unica alternativa
            sarebbe la censura discrezionale, verso la quale
            ogni timore espresso dall'articolo e dai vari
            commenti è pienamente
            giustificato.sei proprio tu a non essere preciso parlando di "pedofili"Se le ragioni dei pedofili sono ragioni, non vedo perché debbano essere censurate. Come fai a saperlo prima di poterle ascoltare? Chi decide il limite oltre il quale un discorso diventa apologetico di un crimine? In democrazia quel limite è stabilito democraticamente? Una volta approvato quelli che lo ritenevano troppo rigido e il cui pensiero aveva inizialmente la stessa dignità, diventeranno apologeti e non potreno più esprimere impunemente il loro pensiero? Ciò è contraddittorio. Vanno assolutamente separate le azioni dai pensieri. Il pensiero va considerato azione quando incita a un'azione, non quando vuole giustificare razionalmente e legalizzare un'azione.

            Io non ho la pretesa di sapere qual'è il limite
            giusto. Faccio quello che credo dovremmo fare
            tutti: rifletto su quale dovrebbe essere e faccio
            la mia
            proposta.Se non hai la pretesa perché vorresti limitare la libertà degli altri?
    • Kōb 33; Daishi scrive:
      Re: Qualche censura ci vuole

      Analoghe considerazioni
      valgono per i siti che incitano
      all'anoressia.Il digiuno estremo, portato anche sino alla morte, è una scelta individuale, ed è una scelta di vita.Sino a pochi secoli fa in Europa quelle che oggi vengono definite "anoressiche", erano venerate come sante.Nell'Asia Orientale esistonevano pratiche alimentari estreme, tramandate da millenni, tramite qui l'asceta è in grado di ridurre gradualmente la necessità fisica di cibo e, infine, di eliminarla del tutto. Al termine del processo, che coinvolge complesse trasformazioni bio-chimiche, il corpo si auto-mummifica. La devozione popolare riconosce in questi auto-mummificati dei santi che hanno superato il confine tra la Vita e la Morte: ricoprono i corpi di lamine d'oro e li pongono nei templi dei villaggi, facendone oggetto di venerazione, nell'attesa del loro risveglio, quando giungerà il Buddha futuro (Maitreya).Ancora oggi il Jainismo, religione della non-violenza integrale, considera l'unica morte accettabile e degna per raggiungere il Nirvana LA MORTE AUTO-INDOTTA PER INEDIA, in quanto l'unica che non comporta l'uccisione di altri viventi, se non se stessi.Ma queste cose sono davvero difficili da comprendere per il moderno omino "occidentale", imbottito sulla retorica della Vita, del Successo, del Progresso, dell'Efficenza psico-fisica.Ed è così che i santi del passato si sono trasformati in demoni da perseguitare.Comunque, spero almeno che tu sia coerente, e sia anche contrario al suicidio, nonché all'eutanasia e anche favorevole all'accanimento terapeutico.
      Diverso è il caso di un sito che dice come
      costruire bombe o preparare veleni. E' da
      censurare solo se afferma che vanno usati per
      commettere
      crimini.Stra-ROTFL.Allora io posso mettere in rete le MINUZIOSE descrizioni su come fare una bella bomba, basta che poi aggiungo il disclaimer: "Però NON usatela per fare crimini!! Fatela esplodere solo entro i limiti sanciti dalla legge!!" (rotfl)(rotfl)Ma a questo punto mi posso fare anche il mio sito dove spiego minuziosamente pratiche di digiuno estremo, basta che poi dico chiaramente che... non vanno usate per commettere crimini! (rotfl)
      • Riccardo Giordani scrive:
        Re: Qualche censura ci vuole
        Sono contrario all'accanimento terapeutico. Forse hai ragione e ho sbagliato esempio.Se un sito incita al digiuno estremo come scelta di vita, credo lo si debba accettare. Ogni individuo ha il diritto di autodeterminarsi, in particolare quando parliamo di convincimenti religiosi.Ma se un sito dice che col digiuno estremo ne guadagniamo in salute, secondo me deve essere censurato.
        Allora io posso mettere in rete le MINUZIOSE descrizioni
        su come fare una bella bomba, basta che poi aggiungo il
        disclaimer: "Però NON usatela per fare crimini!! Fatela
        esplodere solo entro i limiti sanciti dalla legge!!"Il disclaimer è opportuno, ma non penso debba essere necessario. La gente non deve mettere le bombe perché è sbagliato, non perché siamo riusciti a tenerla all'oscuro di come si costruiscono. Se invece incito a costruire una bomba (anche se non spiego come si fa) e a farla esplodere in un asilo nido, allora credo sia giusta la censura.
        • Kobo Daishi scrive:
          Re: Qualche censura ci vuole

          Se invece incito a costruire una
          bomba (anche se non spiego come si fa) e a farla
          esplodere in un asilo nido, allora credo sia
          giusta la
          censura.Ok, ho capito.Ma questa è istigazione a delinquere, ed è già reato ed è già punita dall'attuale codice penale, ovunque avvenga, sia su internet, che sui giornali che parlando per strada.Ed è una cosa differente dalla diffusione delle informazioni.Anche perché per imparare come farsi una bomba, basta aver dato qualche esame di chimica e fisica all'università.
          • Riccardo Giordani scrive:
            Re: Qualche censura ci vuole
            - Scritto da: Kobo Daishi

            Se invece incito a costruire una

            bomba (anche se non spiego come si fa) e a farla

            esplodere in un asilo nido, allora credo sia

            giusta la

            censura.

            Ok, ho capito.
            Ma questa è istigazione a delinquere, ed è già
            reato ed è già punita dall'attuale codice penale,
            ovunque avvenga, sia su internet, che sui
            giornali che parlando per
            strada.Quindi è un esempio di giusta censura su internet ? Lo condividi ?
          • Non authenticat scrive:
            Re: Qualche censura ci vuole
            - Scritto da: Riccardo Giordani
            - Scritto da: Kobo Daishi


            Se invece incito a costruire una


            bomba (anche se non spiego come si fa) e a
            farla


            esplodere in un asilo nido, allora credo sia


            giusta la


            censura.



            Ok, ho capito.

            Ma questa è istigazione a delinquere, ed è già

            reato ed è già punita dall'attuale codice
            penale,

            ovunque avvenga, sia su internet, che sui

            giornali che parlando per

            strada.

            Quindi è un esempio di giusta censura su internet
            ? Lo condividi
            ?La censura non è la "repressione" di un reato la censura interviene a priori e senza che un reato venga effettivamente commesso!È come vietare il commercio di una pistola o di un coltello da cucina perchè "potresti usarlo" per compiere un reato!Il diritto (per tua sfortuna) si basa non sui processi alle intenzioni ma sui processi ai fatti (o fattispecie di reato)!Di cui non si è responsabli "a priori" ma solo "a posteriori" cioè DOPO un processo e i relativi gradi di GIUDIZIO!E chi viene punito (guarda caso) è la respensabilità di una o più persono non un "sito" ne tantomeno "la rete"...Un reato è tale a prescindere dal fatto che tu lo compia usando un "certo mezzo".Sia telefono sia Internet o sia un cacciavite!Se scorri il codice non troverai un reato di "omicidio tramite cacciavite" o "rapina tramite cacciavite" ma omicidio si! e rapina pure!A prescindere da cosa usi per commetterlo!Nessuno però si sogna di censurare i cacciaviti o il telefono!Riassumendo la CENSURA è sempre inaccettabile il giudizio (nel senso giuridico del termine) invece no!Ma il giudizio avviene sempre a posteriori e su una PRECISA fattispecie di reato e con reponsabilità PERSONALI precise!La censura lavora sulle OPINIONI invece la legge LAVORA SUI REATI ACCERTATI!Questa è la differenza!-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 27 luglio 2007 15.10-----------------------------------------------------------
          • Riccardo Giordani scrive:
            Re: Qualche censura ci vuole
            Forse occorre che ci chiariamo meglio sul concetto di "censura".La parola ha diversi significati, ma quello di cui stiamo parlando è "controllo esercitato dall'autorità sui mezzi di informazione, per adeguarli ai principi della legge".Non significa, a mio parere (per coloro a cui interessa), che deve essere necessariamente un controllo preventivo. Siamo tutti d'accordo che un controllo preventivo è inaccettabile (per mille ovvie ragioni). Ma credo che si chiami censura anche la rimozione di contenuti già pubblicati che costituiscono un reato.Ma non si può attendere tutti i gradi di giudizio. E' una questione analoga alla custodia cautelare. Ogni sequestro od oscuramento è conseguenza di una ipotesi di reato e, se non erro, è deciso da un magistrato, o comunque secondo delle regole.Se pensiamo di trovarci di fronte a sequestri ingiusti significa che non condividiamo queste regole. Quello che dobbiamo fare è discutere di come migliorarle.
          • Non authenticat scrive:
            Re: Qualche censura ci vuole
            - Scritto da: Riccardo Giordani
            La parola ha diversi significati, ma quello di
            cui stiamo parlando è "controllo esercitato
            dall'autorità sui mezzi di informazione, per
            adeguarli ai principi della
            legge".E credi male!La rimozione di un contenuto che viola la legge NON è censura, è censura la rimozione di tale contenuto PRIMA o a prescindere dal giudizio della MAGISTRATURA...Che non è una "autorità" generica ma la SOLA autorità cui la costituzione da il mandati di giudicare in merito alla violazione o non violazione della legge!

            Ma non si può attendere tutti i gradi di
            giudizio. E' una questione analoga alla custodia
            cautelare. Ogni sequestro od oscuramento è
            conseguenza di una ipotesi di reato e, se non
            erro, è deciso da un magistrato, o comunque
            secondo delle
            regole.Erri ed erri alla grande!Secondo Gentiloni e compagnia cantante a decidere non sono i giudici!E di fatto NON SONO STATI I GIUDICI!Quanto alla "custodia cautelare" essa è (non a caso) prevista solo in presenza di particolari situazioni (fuga, inquinamento delle prove, reiterazioni del reato... e MAI e sottolineo MAI per i cosidetti REATI DI OPINIONE).Anche nel caso di specifici reati (risalenti spesso a norme ereditate in larga parte dal fascismo) tipo "reato x a mezzo stampa" o film "scabrosi" (ricordi ultimo tango a parigi?) si procede al "rogo" solo dopo i regolari "gradi di giudizio"....Chiudere una testata giornalistica o bruciare un film non è ammesso in via "preventiva"...-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 27 luglio 2007 16.21-----------------------------------------------------------
          • Riccardo Giordani scrive:
            Re: Qualche censura ci vuole
            - Scritto da: Non authenticat
            - Scritto da: Riccardo Giordani


            La parola ha diversi significati, ma quello di

            cui stiamo parlando è "controllo esercitato

            dall'autorità sui mezzi di informazione, per

            adeguarli ai principi della

            legge".

            E credi male!
            La rimozione di un contenuto che viola la legge
            NON è censura, è censura la rimozione di tale
            contenuto PRIMA o a prescindere dal giudizio
            della
            MAGISTRATURA...
            Che non è una "autorità" generica ma la SOLA
            autorità cui la costituzione da il mandati di
            giudicare in merito alla violazione o non
            violazione della
            legge!Naturalmente ho preso la definizione da un vocabolario. E naturalmente tale autorità deve essere la magistratura. Ma per buon senso, non per definizione.



            Ma non si può attendere tutti i gradi di

            giudizio. E' una questione analoga alla custodia

            cautelare. Ogni sequestro od oscuramento è

            conseguenza di una ipotesi di reato e, se non

            erro, è deciso da un magistrato, o comunque

            secondo delle

            regole.

            Erri ed erri alla grande!
            Secondo Gentiloni e compagnia cantante a decidere
            non sono i
            giudici!Mi sembra impossibile.
            E di fatto NON SONO STATI I GIUDICI!Anche questo mi sembra impossibile. Puoi procurare qualche link chiarificatore a questo povero ignorante ?
            Quanto alla "custodia cautelare" essa è (non a
            caso) prevista solo in presenza di particolari
            situazioni (fuga, inquinamento delle prove,
            reiterazioni del reato... e MAI e sottolineo MAI
            per i cosidetti REATI DI
            OPINIONE).Io credo (e chiedo scusa se "credo male") che se c'è rischio di fuga, inquinamento delle prove o reiterazione del reato, la custodia cautelare possa essere stabilita (sempre ovviamente dalla magistratura) anche per chi commette reati tramite mezzi di informazione.Analogo discorso per l'oscuramento di contenuti.
          • Non authenticat scrive:
            Re: Qualche censura ci vuole
            - Scritto da: Riccardo Giordani




            Mi sembra impossibile.Mah... quello che "ti sembra" è irrilevante!Il fatto è che i siti sono stati oscurati SENZA ALCUN INTERVENTO DELLA MAGISTRATURA!
            Anche questo mi sembra impossibile. Puoi
            procurare qualche link chiarificatore a questo
            povero ignorante
            ?Ma tu i giornali non li leggi? e su P.I. non leggi?http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1832753Si parla di "osservatorio"... comitati... e di giudici neppure l'ombra!
            Io credo (e chiedo scusa se "credo male") che se
            c'è rischio di fuga, inquinamento delle prove o
            reiterazione del reato, la custodia cautelare
            possa essere stabilita (sempre ovviamente dalla
            magistratura) anche per chi commette reati
            tramite mezzi di
            informazione.Abbiamo già visto che tra quello che tu "credi" (evidentemente sarà questione di fede) e la realtà ci sono diverse differenze!Citami un solo caso di chiusura di una testata giornalistica (analogo allchiusura di un INTERO SITO) per la pubblicazione di un articolo!
          • Riccardo Giordani scrive:
            Re: Qualche censura ci vuole
            - Scritto da: Non authenticat
            - Scritto da: Riccardo Giordani








            Mi sembra impossibile.

            Mah... quello che "ti sembra" è irrilevante!
            Il fatto è che i siti sono stati oscurati SENZA
            ALCUN INTERVENTO DELLA
            MAGISTRATURA!


            Anche questo mi sembra impossibile. Puoi

            procurare qualche link chiarificatore a questo

            povero ignorante

            ?

            Ma tu i giornali non li leggi?
            e su P.I. non leggi?
            http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1832753
            Si parla di "osservatorio"... comitati... e di
            giudici neppure
            l'ombra!Leggo i giornali, leggo P.I., avevo letto l'articolo che citi e me lo ricordo benissimo. Parla delle nuove norme sui filtri per bloccare i siti contenenti pornografia infantile.Quindi non c'entra con quello di cui stavamo parlando: i filtri servono per i siti stranieri, su cui la magistratura non può intervenire. Sui siti italiani può e deve intervenire la magistratura.Inoltre sono norme che valgono solo per i siti pedofili. Non credo che rappresentino un rischio di censura dilagante.Poi si può discutere sui limiti dei filtri, sul fatto che bloccano domini interi (quindi anche chi non c'entra), su come è facile aggirarli, ecc.

            Io credo (e chiedo scusa se "credo male") che se

            c'è rischio di fuga, inquinamento delle prove o

            reiterazione del reato, la custodia cautelare

            possa essere stabilita (sempre ovviamente dalla

            magistratura) anche per chi commette reati

            tramite mezzi di

            informazione.

            Abbiamo già visto che tra quello che tu "credi"
            (evidentemente sarà questione di fede) e la
            realtà ci sono diverse
            differenze!Fede ? Intendi fede religiosa ? Se è così hai espresso un pregiudizio. Anche questa è una forma di censura: "non la pensi come me quindi sei un fondamentalista religioso".E credo che queste "diverse differenze" le abbia viste solo tu.
            Citami un solo caso di chiusura di una testata
            giornalistica (analogo allchiusura di un INTERO
            SITO) per la pubblicazione di un
            articolo!Citami un solo caso di testata giornalistica che ha pubblicato materiale pedoporno o incitamenti a delinquere e che non è stata chiusa, o non è stato perseguito l'articolista o il direttore (persone sempre ben identificate).Non è un piacere discutere con te. Lo sarebbe se usassi modi diversi.
          • Non authenticat scrive:
            Re: Qualche censura ci vuole
            - Scritto da: Riccardo Giordani
            Leggo i giornali, leggo P.I., avevo letto
            l'articolo che citi e me lo ricordo benissimo.
            Parla delle nuove norme sui filtri per bloccare i
            siti contenenti pornografia
            infantile.1) Quell'articolo parla di UNA iniziativa di gentiloni ma lo stesso problema si è verificato per i siti di gioco on line e per altri siti (indy media) e via elencando!2) i siti chiusi a seguito della iniziativa di gentiloni Non CONTENEVANO alcuna pornografia infantile!Ma opinioni (più o meno discutibili)!Ed è facile provarlo basta visitarli!3) Dove hai letto che il decreto riguarderebbe SOLO i siti esteri?... o forse "credi" di averlo letto?

            Quindi non c'entra con quello di cui stavamo
            parlando: i filtri servono per i siti stranieri,
            su cui la magistratura non può intervenire. Sui
            siti italiani può e deve intervenire la
            magistratura.Vedi il punto 3 SOPRA!!E comunque...C'entra eccome!Il "blocco" di un sito riguarda NOI in ITALIA, e la NOSTRA libertà non quella di altri che infatti i siti continuano a vederli!E anzi a maggior ragione bloccare un sito estero può rappresentare (e di fatto rappresenta in diverse circostanze) una violazione di leggi internazionali infatti siamo sotto accusa di fronte alla UE per i siti di gioco on line!Inoltre la censura secondo te non sarebbe tale se riguarda un sito o un giornale estero?Ma cosa stai dicendo?Secondo te gentiloni può impedire la circolazione in italia del Telegraph o del times?Ma dove vivi?

            Inoltre sono norme che valgono solo per i siti
            pedofili. Non credo che rappresentino un rischio
            di censura
            dilagante.Quello che tu "credi" (lo ripeto) è IRRILEVANTE!Non stiamo discutendo di quello che "credi" ne di quello che "credo io"...

            Poi si può discutere sui limiti dei filtri, sul
            fatto che bloccano domini interi (quindi anche
            chi non c'entra), su come è facile aggirarli,
            ecc.Non c'è nulla da discutere! Il fatto che i filtri siano OVVIAMENTE aggirabili non ha nulla a che vedere con il fatto che "qualcuno" pensi di potere censurare dei siti!Al più rende il censore (nella migliore delle ipotesi) RIDICOLO e inefficace!E questo nulla toglie alla PESSIMA INTENZIONE del censore!Gli ignoranti con pessime intenzioni non sono una novità!Della ignoranza Il "nostro politico" può chiosare di non essere totalmente responsabile... delle "pessime intenzioni" NON DIREI PROPRIO!



            Io credo (e chiedo scusa se "credo male") che
            se


            c'è rischio di fuga, inquinamento delle prove
            o


            reiterazione del reato, la custodia cautelare


            possa essere stabilita (sempre ovviamente
            dalla


            magistratura) anche per chi commette reati


            tramite mezzi di


            informazione.



            Abbiamo già visto che tra quello che tu "credi"

            (evidentemente sarà questione di fede) e la

            realtà ci sono diverse

            differenze!

            Fede ? Intendi fede religiosa ? Se è così hai
            espresso un pregiudizio. Anche questa è una forma
            di censura: "non la pensi come me quindi sei un
            fondamentalista
            religioso".Quale pre-giudizio di grazia?...Il fatto che tu non abbia portato altri argomenti che non siano il credo?Ripeto non stiamo discutendo di quello che "credi"!Il mio mi pare ampiamente "POST" giudizio (a posteriori) e dopo che tu hai detto "credo" senza dare alcuna motivazione razionale che non fosse il "credo"!I pre-giudizi sono appunto quelli motivati solo dal "credo"!Il fondamentalismo casomai è quello che pensa (o CREDE) di imporre la "propria morale" con la censura!Io non ti voglio imporre nulla!Ne a te ne a nessun altro!Sei tu che vuoi imporre agli altri ciò che "credi"!L'unica cosa che PRETENDO (e la PRETENDO) è il rispetto della costituzione e della mia e altrui libertà.E questo ripeto LO PRETENDO!ED È MIO SACROSANTO DIRITTO PRETENDERLO!Dato che non pochi sono morti per garantire tale diritto e neppure troppo tempo fa!
            E credo che queste "diverse differenze" le abbia
            viste solo
            tu.Allora non sai leggere?I siti (a parte che il decreto non è affatto limitato ai siti "esteri") sono stati chiusi SENZA intervento della magistratura!Ovvero non sottoposti ad altro che al giudizio e alla opinione del "censore"!Naturalmente questa "pratica" profondamente democratica è molto diffusa in quei paesi islamici dove vige la sharia e in altre "note democrazie" (Cina Birmania corea del nord e via elencando)...


            Citami un solo caso di chiusura di una testata

            giornalistica (analogo allchiusura di un INTERO

            SITO) per la pubblicazione di un

            articolo!

            Citami un solo caso di testata giornalistica che
            ha pubblicato materiale pedoporno o incitamenti a
            delinquere e che non è stata chiusa, o non è
            stato perseguito l'articolista o il direttore
            (persone sempre ben
            identificate).Facile! NESSUNA testata giornalistica è stata chiusa! Sei tu che devi dimostrarmi che esitono dei buoni motivi per chiuderla ricordi?Io sono quello che non le vuole chiudere o te lo eri scordato?

            Non è un piacere discutere con te. Lo sarebbe se
            usassi modi
            diversi.Bah!La tua citazione generica di "modi diversi" non sposta una virgola della questione!Ovvero che la censura è sempre da condannare!E non c'è ne scusa ne prezzo che sia "pagabile" per rinunciare all'articolo 21!Quanto al piacere sono daccordissimo!Discutere con chi pretende di fare scegliere a Gentiloni (o chicchessia) quello che IO posso vedere o non vedere e su come LUI debba scegliere per me NON È affatto un piacere!Francamente nell'anno 2007 bisognerebbe essere in grado di non parlarne proprio per manifesta inutilità. Hai ragione parlare di censura nel 2007 NON È UN PIACERE!Anzi è piuttosto preoccupante! Tu cosa fai per non doverne discutere più?-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 28 luglio 2007 03.48-----------------------------------------------------------
          • Riccardo Giordani scrive:
            Re: Qualche censura ci vuole
            Anteporre "credo" ad una frase serve ad affermare che non si ha la pretesa che il seguito sia una verità incontestabile, ma solo delle opinioni o dei fatti che si afferma siano accaduti ma forse non lo sono. E' come dire "mi pare che", "IMHO", "forse mi sbaglio ma mi risulta che". E' un modo per comportarsi con un minimo di umiltà.Questo per farti fare un piccolo passo avanti nell'imparare a capire quello che gli altri scrivono.
          • Non authenticat scrive:
            Re: Qualche censura ci vuole
            - Scritto da: Riccardo Giordani
            Anteporre "credo" ad una frase serve ad affermare
            che non si ha la pretesa che il seguito sia una
            verità incontestabile, ma solo delle opinioni o
            dei fatti che si afferma siano accaduti ma forse
            non lo sono. E' come dire "mi pare che", "IMHO",
            "forse mi sbaglio ma mi risulta che". E' un modo
            per comportarsi con un minimo di
            umiltà.

            Questo per farti fare un piccolo passo avanti
            nell'imparare a capire quello che gli altri
            scrivono.Mi era già chiarissimo, ma siccome parli di "modo scientifico" e poi dici "credo" senza peraltro portare ulteriori motivazioni... ho IRONICAMENTE sottolineato che i tuoi restano ragionamenti basati sul tuo soggettivo sentire (ovvero "credo") e che quindi o sono soggettivi (non scientifici) o sono "veri per fede" .... Nel primo caso, faresti bene ad essere meno "categorico" e a lasciare la "scienza" fuori dalla questione, e a renderti conto che le affermazioni soggettive non possono essere "imposte" agli altri, nel secondo caso (invece) si tratta di qualcosa di già noto (si chiama "sharia", "inquisizione", caccia alle streghe... e via elencando).Non so perchè ma è piuttosto comune la mancanza assoluta di ironia tra i difensori del concetto che (parole tue) "qualche censura debba esistere"...Sarà un caso?N.B. ovviamente anche io "credo" che la censura sia una pessima cosa ma il mio "credo" ha se non altro il pregio di non volerti imporre alcun limite che non sia quello che TU (non altri) decidi di poter vedere o leggere!SI CHIAMA TOLLERANZA e RISPETTO!P.S. hai fatto caso che nella costituzione nella prima parte (quella dei principi) ci sono articoli come il 21 e (sarà un caso?) da nessuna parte si parla di censura?...Pensaci!-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 29 luglio 2007 14.45-----------------------------------------------------------
        • anonim scrive:
          Re: Qualche censura ci vuole
          - Scritto da: Riccardo Giordani
          Sono contrario all'accanimento terapeutico. Forse
          hai ragione e ho sbagliato
          esempio.

          Se un sito incita al digiuno estremo come scelta
          di vita, credo lo si debba accettare. Ogni
          individuo ha il diritto di autodeterminarsi, in
          particolare quando parliamo di convincimenti
          religiosi.

          Ma se un sito dice che col digiuno estremo ne
          guadagniamo in salute, secondo me deve essere
          censurato.


          Allora io posso mettere in rete le MINUZIOSE
          descrizioni

          su come fare una bella bomba, basta che poi
          aggiungo
          il

          disclaimer: "Però NON usatela per fare
          crimini!!
          Fatela

          esplodere solo entro i limiti sanciti dalla
          legge!!"

          Il disclaimer è opportuno, ma non penso debba
          essere necessario. La gente non deve mettere le
          bombe perché è sbagliato, non perché siamo
          riusciti a tenerla all'oscuro di come si
          costruiscono. Se invece incito a costruire una
          bomba (anche se non spiego come si fa) e a farla
          esplodere in un asilo nido, allora credo sia
          giusta la
          censura.Chiaro no?
      • borg_troll scrive:
        Re: Qualche censura ci vuole
        - Scritto da: Kōb 33; Daishi
        Sino a pochi secoli fa in Europa quelle che oggi
        vengono definite "anoressiche", erano venerate
        come
        sante.Si fa anche adesso, solo che si chiamano "top models".Fattene una ragione (TM).
    • zerouno scrive:
      Re: Qualche censura ci vuole
      ...L'articolo dice cose importanti e in larga parte lo condivido, ma penso che qualche censura debba esistere... La censura semplicemente NON deve esistere. Punto.
    • rumenta scrive:
      Re: Qualche censura ci vuole
      - Scritto da: Riccardo Giordani
      L'articolo dice cose importanti e in larga parte
      lo condivido, ma penso che qualche censura debba
      esistere.

      L'importante è stabilire un criterio preciso. Ad
      esempio, a mio parere si devono censurare tutti
      coloro che incitano alla violenza o
      all'autodistruzione.e CHI lo stabilisce il criterio??tu??io??i nostri politicanti??il "popolo"??dammi retta, molto meglio NESSUNA censura perchè, come ben saprai, l'appetito vien mangiando......-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 27 luglio 2007 13.54-----------------------------------------------------------
      • Riccardo Giordani scrive:
        Re: Qualche censura ci vuole
        - Scritto da: rumenta
        - Scritto da: Riccardo Giordani

        L'articolo dice cose importanti e in larga parte

        lo condivido, ma penso che qualche censura debba

        esistere.



        L'importante è stabilire un criterio preciso. Ad

        esempio, a mio parere si devono censurare tutti

        coloro che incitano alla violenza o

        all'autodistruzione.

        e CHI lo stabilisce il criterio??
        tu??
        io??
        i nostri politicanti??
        il "popolo"??Tutti. Si manifesta, si discute, si media, si vota. E, perché no, a volte si disubbidisce anche. Se non erro si chiama democrazia.
        dammi retta, molto meglio NESSUNA censura perchè,
        come ben saprai, l'appetito vien
        mangiando......Certo, l'appetito vien mangiando. Ma questo vale per un censore con potere discrezionale. Io affermo che si deve discutere delle regole.Condivido in pieno il paragone con la caccia alle streghe. Quello che voglio dire è che il problema di fissare delle regole è aperto ed è importante, soprattutto per evitare la censura: solo regole precise (leggi "leggi") possono evitare l'istituzione (o dovrei dire il mantenimento) della censura discrezionale.In altre parole: le regole ci sono, ma vanno migliorate.Ad esempio. Mi è sembrato di capire che si contesta la censura dei siti pedofili che non pubblicano pornografia infantile, ma si approva la censura di quelli che la pubblicano. Dobbiamo trovare un punto d'incontro e *codificare* cosa va permesso e cosa va impedito.
        • Non authenticat scrive:
          Re: Qualche censura ci vuole
          - Scritto da: Riccardo Giordani
          Ad esempio. Mi è sembrato di capire che si
          contesta la censura dei siti pedofili che non
          pubblicano pornografia infantile, ma si approva
          la censura di quelli che la pubblicano. Dobbiamo
          trovare un punto d'incontro e *codificare* cosa
          va permesso e cosa va
          impedito.Vorrei farti presente che è già stato stabilito dal codice!Si chiamano codice civile, codice penale e costituzione!Il problema è che il fatto che tale codice sia violato o meno non lo può stabilire un "censore" o un "comitato di saggi" o chi diavolo ti pare lo stabilsce la magistratura DOPO gli opportuni gradi di giudizio!Il fatto che un Gentiloni qualsiasi o un Mastella o un Pisanu a caso possano (senza o con l'ausilio di comitati, pippi pluti o paperini) sostituirsi al giudizio della magistratura e decidere di "chiudere" un sito o meno è una patente violazione della LEGALITÀ e della costituzione!-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 27 luglio 2007 15.52-----------------------------------------------------------
    • athosG scrive:
      Re: Qualche censura ci vuole
      Mi spiace Riccardo ma a mio avviso la "censura" dovrebbe essere un crimine in sè. Partiamo dall'assunto che ciascun cittadino deve essere responsabile di quanto dice e scrive e la legge prevede questo già dal tempo dei romani. Detto questo ritengo che un cittadino ha il pieno diritto di esprimere qualsiasi, ripeto qualsiasi, suo parere fermo restando che ne sarà responsabile. Trovo assurdo che con la scusa di non divulgare la pedofilia si censurino i pedofili sostanzialmente nascondendoli in quanto se impedisci loro di esprimersi di fatto li nascondi, ben vengano i siti terroristici, c'è una legge che permette alla PolPost di individuarne i titolari. Si ricordi che nascondere un problema o evitare di parlarne non è risolverlo. Evitare che un matto possa esplicitarsi non è curarlo, ben venga la sua esternazione darà modo alla società di provvedere. No Riccardo nessuna censura se vogliamo conoscere il nostro vicino, la legge c'è per rimediare alle deviazioni, nasconderle non serve.
      • Riccardo Giordani scrive:
        Re: Qualche censura ci vuole
        - Scritto da: athosG
        Mi spiace Riccardo ma a mio avviso la "censura"
        dovrebbe essere un crimine in sè. Partiamo
        dall'assunto che ciascun cittadino deve essere
        responsabile di quanto dice e scrive e la legge
        prevede questo già dal tempo dei romani. Detto
        questo ritengo che un cittadino ha il pieno
        diritto di esprimere qualsiasi, ripeto qualsiasi,
        suo parere fermo restando che ne sarà
        responsabile.Non ho parlato di censura preventiva. Se come dici siamo responsabili di quello che diciamo, quindi punibili quando facendolo violiamo le regole, allora ciò che abbiamo pubblicato va anche rimosso.Trovo assurdo che con la scusa di
        non divulgare la pedofilia si censurino i
        pedofili sostanzialmente nascondendoli in quanto
        se impedisci loro di esprimersi di fatto li
        nascondi, Non chiedo di censurare i siti che parlano di pedofilia, ma quelli che la sostengono. Non si nasconde nulla. Va detto a gran voce che i pedofili esistono, quanti sono, che pericolo rappresentano. Va anche bene che si spieghi quale è il loro punto di vista. Ma non si deve poter dire che il loro punto di vista è giusto.ben vengano i siti terroristici, c'è
        una legge che permette alla PolPost di
        individuarne i titolari. L'attuale tecnologia e le attuali regole (ambigue, imperfette, non armonizzate. ecc.) permettono l'anonimato in rete. La PolPost non può individuare sempre gli autori dei contenuti. Anche il diritto all'anonimato è un problema di cui discutere.
        • Non authenticat scrive:
          Re: Qualche censura ci vuole
          - Scritto da: Riccardo Giordani
          Non ho parlato di censura preventiva. Se come
          dici siamo responsabili di quello che diciamo,
          quindi punibili quando facendolo violiamo le
          regole, allora ciò che abbiamo pubblicato va
          anche
          rimosso.La censura è SOLO preventiva (per definizione di censura).Ciò che invece è rimosso dopo un giudizio non è CENSURA ma applicazione di una SENTENZA.La differenza tra i due termini SENTENZA e CENSURA dovrebbe essere autoesplicativa!In mancanza si può ricorrere al vocabolario!

          Non chiedo di censurare i siti che parlano di
          pedofilia, ma quelli che la sostengono. Non si
          nasconde nulla. Va detto a gran voce che i
          pedofili esistono, quanti sono, che pericolo
          rappresentano. Va anche bene che si spieghi quale
          è il loro punto di vista. Ma non si deve poter
          dire che il loro punto di vista è
          giusto.E (ammesso e non concesso) che tali siti esistano! perchè "non si deve poter dire" (ovvero esprimere un opinione) che "il loro punto di vista è giusto?".....Chi lo dice?...Tu?... echissenefrega!Quello che conta non è quello che dici tu (e neppure quello che dicono i pedofili) ma quello che FAI tu o quello che FANNO i pedofili e il fatto che questo violi (o meno) una legge non la TUA opinione (o morale) ne la mia ne quella degli ipotetici "pedofili"!
          L'attuale tecnologia e le attuali regole
          (ambigue, imperfette, non armonizzate. ecc.)
          permettono l'anonimato in rete. La PolPost non
          può individuare sempre gli autori dei contenuti.
          Anche il diritto all'anonimato è un problema di
          cui
          discutere.Non c'è nulla che non possa essere "discusso" il problema è il prezzo che si è disposti a pagare e a fronte di quali RISULTATI.Si perchè vedi anche in questo c'è un GROSSO PROBLEMA di rapporto tra PREZZO, RISCHIO EFFETTIVO, e RISULTATO!Parliamo del rischio su base annua?Facciamo qualche banale esempio!Comincia a chiederti:Quale è il rischio effettivo che tu sia vittima di un attentatodiciamo 1/1000000 ? ok!Se è così significa che tu hai circa 60 morti in un anno per attentati in italia!Ti risulta?.... a me no!Ok.... diciamo uno su 2 milioni?.... uno su tre?...Ma ammettiamo pure che il rischio sia ENORME cioè uno su un milione!Se tu avessi un tale enorme rischio avresti la giustificazione TEORICA e PRATICA a spendere un MILIONESIMO del PIL che è prodotto in italia per proteggerti da tale rischio!....Ti sembra che le cose stiano a questo modo?Ti sei chiesto perchè si spende di più?...E quanto spendi per "cautelarti" da rischi molto ma molto maggiori (ad esempio il rischio di un incidente sul lavoro)?....Quale quota del PIL si spende in prevenzione degli incidenti sul lavoro?....Lo sai?In parole povere quanto spendi a cosa sei disposto a rinunciare (a fronte di un rischio) in termini economici e di liberta?Si tratta (o meglio si dovrebbe trattare) di NUMERI!Non di "emozioni" e non di "opinioni" e di RISULTATI e EFFICACIA da pretendere come CONTROPARTITA....Prova a vederela nella sua VERA luce, la cosa, e FORSE ti sarà più chiaro quanto certe "campagne" siano manovrate con altri "non dichiarabili" scopi da certa classe politica!-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 27 luglio 2007 15.53-----------------------------------------------------------
        • anonimo scrive:
          Re: Qualche censura ci vuole
          (cha mezza sega di uomo)
    • mustafacchi o scrive:
      Re: Qualche censura ci vuole
      E' molto semplice....Se un sito incita all'anoressia, e X diventa anoressica, non è della censura del sito che c'è bisogno, ma di un cervello nuovo per X.
      • Riccardo Giordani scrive:
        Re: Qualche censura ci vuole
        - Scritto da: mustafacchi o
        E' molto semplice....
        Se un sito incita all'anoressia, e X diventa
        anoressica, non è della censura del sito che c'è
        bisogno, ma di un cervello nuovo per
        X.Se ha dodici anni e legge su un sito che il digiuno estremo fa bene, può capitare che ci creda anche se ha un cervello normale.Certo, i genitori devono prepararla ai "rischi della rete", la scuola deve fare la sua parte, ma non sempre è sufficiente.
    • anonimo scrive:
      Re: Qualche censura ci vuole
      - Scritto da: Riccardo Giordani
      L'articolo dice cose importanti e in larga parte
      lo condivido, ma penso che qualche censura debba
      esistere.

      L'importante è stabilire un criterio preciso. Ad
      esempio, a mio parere si devono censurare tutti
      coloro che incitano alla violenza o
      all'autodistruzione.Potrebbe essere anche più coerente con i criteri del pensiero liberale. Tutto ciò che viola l'autodeterminazione delle persone.

      Siccome il criterio deve essere preciso, si deve
      dimostrare scientificamente che il comportamento
      in questione è violento o autodistruttivo. E' il
      caso della pedofilia. Analoghe considerazioni
      valgono per i siti che incitano
      all'anoressia.Il reato di plagio è stao dichiarato incostituzionale nel 1981. Per quanto riguarda la pedofilia, vedo che hai già perso il proposito suindicato dell' "essere precisi". Se pedofilia è guardare o semplicemente scaricare nudo infantile più o meno erotico, come prevede la legge attuale o pornografia virtuale, allora è violenza anche la filatelia.

      La censura diventa pericolosa quando non si
      definisce un criterio preciso e si lascia
      discrezionalità su quando applicarla. Ad esempio,
      se l'obiezione di coscienza al servizio militare
      nascesse oggi e si realizzassero dei siti
      internet che la sostengono, tali siti verrebbero
      probabilmente censurati perché visti come "nemici
      di valori
      fondamentali".L'obiezione di coscienza non mette in pericolo la vita o la libertà di altre persone

      Va affrontata una discussione pubblica, aperta,
      serena e con dimensione sovranazionale. Non è
      facile. Gli "abitanti della Rete" devono fare la
      loro parte. Naturalmente dobbiamo pretendere che
      i politici facciano la
      loro.Aperta... anche alle opinioni diverse dalle proprie.
  • ishitawa scrive:
    da incorniciare
    quoto tutto al 100%bellissimo (anche se purtroppo vero) il discorso su come spesso la politica invece che colpire i veri colpevoli preferisca costruirne dei nuovi più accessibilie questo è un discorso non solo internettiano
    • anonimo scrive:
      Re: da incorniciare
      - Scritto da: ishitawa
      quoto tutto al 100%

      bellissimo (anche se purtroppo vero) il discorso
      su come spesso la politica invece che colpire i
      veri colpevoli preferisca costruirne dei nuovi
      più
      accessibili

      e questo è un discorso non solo internettianoche cosa pretendi da gente la cui unica attività mentale consiste nel guardare un reality show, o quiz idioti? Più che capri espiatori non sanno punire se qualcuno turba il loro sonno
  • ciccione scrive:
    l'articolo è dell'altro ieri QUI
    io concorderei... se non ricordassi che proprio l'altroieri è uscito questo articolo su PI stesso: http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2045383e quindi... mah.
  • paoloholzl scrive:
    Concordo, W internet nel bene e nel male
    Da sempre sostengo che non sono le idee che devono essere perseguite ma i comportamenti illeciti.Uno che pubblica sciocchezze semplicemente fa uno spot alla propria ignoranza.Il patrimonio di idee dell'umanità (che oggi è Internet) contiene cose apprezzabili, disprezzabili, positive negative, innocue, pericolose, ecc., meglio avere un posto pubblico dove discutere di idee magari sbagliate che nasconderle fingendo non esistano.Il fatto è che non esiste nessuno, su questa terra, in grado di dire a priori cosa è giusto e cosa è sbagliato anche perché quello che è sbagliato oggi magari sarà giusto domani, le idee che stanno alla base della bomba atomica stanno oggi alla base di strumenti della medicina moderna.Voglio essere io a distinguere seconda la mia etica il bene dal male e ai miei figli non insegnerò tanto ad usare un Browser, quanto a sviluppare un senso critico nel confronto di ciò che ci troveranno.
    • bt scrive:
      Re: Concordo, W internet nel bene e nel male
      - Scritto da: paoloholzl
      Il patrimonio di idee dell'umanità (che oggi è
      Internet) contiene cose apprezzabili,
      disprezzabili, positive negative, innocue,
      pericolose, ecc., meglio avere un posto pubblico
      dove discutere di idee magari sbagliate che
      nasconderle fingendo non
      esistano.

      [cut]

      Voglio essere io a distinguere seconda la mia
      etica il bene dal male e ai miei figli non
      insegnerò tanto ad usare un Browser, quanto a
      sviluppare un senso critico nel confronto di ciò
      che ci
      troveranno.Già, se non fosse che a fare queste cose si fa *fatica*, e nella società di oggi è qualcosa che si aborrisce... Meglio sbattere tutto sotto il tappeto così che non si veda e piantare i figli davanti ad un monitor così che non rompano dopo una giornata di lavoro...
  • shevathas scrive:
    condivido al 100%
    come da oggetto
  • DarkDantesh scrive:
    questo è un articolo serio
    questo sì che è un articolo veramente serio e davvero importante per la internet di oggi.non come quell'altro articolo sul PC stile retrò che sapeva solo di una bizzarra nostalgia dei computer degli anni '50 e '60.Bravo Marco, stavolta hai azzeccato in pieno e condivido completamente il tuo punto di vista.è come una moderna caccia alle streghe ed è tutto vero!dobbiamo stare attenti e possibilmente fare qualcosa per tutto questo.
    • Alphonse Elric scrive:
      Re: questo è un articolo serio
      A me è piaciuto anche l'articolo stile retrò dell'altra volta.
    • lorenxman scrive:
      Re: questo è un articolo serio
      Concordo pienamente, mi chiedo da tempo pero' come poter fare per lasciare la libera espressione tra utenti internet "evoluti e liberali ma comunque respondabile" e il pressante allarmismo dell'italiano medio che non vede piu' in la di un reality show. L'unico modo per avere una voce e',unirsi, fare gruppo, e' l'unica soluzione per non fare la fine delle "streghe".Certamente una particolare attenzione va verso l'educazione dei bambini al mezzo internet, senza pero' accusare solo la rete se i genitori lasciano in mano ad un bambino il pc.Buon lavoro
      • Might scrive:
        Re: questo è un articolo serio
        Credo che un buon punto di partenza sarebbe che la gente si informasse un po' di più da questo quotidiano online e un po' meno da studio aperto....
        • Micchan scrive:
          Re: questo è un articolo serio
          - Scritto da: Might
          Credo che un buon punto di partenza sarebbe che
          la gente si informasse un po' di più da questo
          quotidiano online e un po' meno da studio
          aperto....Ma figurati, vuoi cavare all'italiota ignorante i 3/4 di tg dedicati al gossip e alla parte sportiva?Non sia mai... potrebbe scendere in piazza a protestare.
  • Alphonse Elric scrive:
    QUOTO
    Bravo Marco.
  • Folla scatenata scrive:
    Si ma ai bambini chi ci pensa?
    eh? eh?
    • kotaro scrive:
      Re: Si ma ai bambini chi ci pensa?
      - Scritto da: Folla scatenata
      eh? eh?La folla scatenata ci pensa invece? eh? eh?
    • Wanda55 scrive:
      Re: Si ma ai bambini chi ci pensa?
      Magari i genitori no?? Io ci ho sempre pensato da me a mia figlia e ti garantisco che non è poi venuta su male, nè lei nè i suoi coetanei i cui genitori sono ESSERI PENSANTI con la loro testa.
      • Alphonse Elric scrive:
        Re: Si ma ai bambini chi ci pensa?
        - Scritto da: Wanda55
        Magari i genitori no?? Io ci ho sempre pensato da
        me a mia figlia e ti garantisco che non è poi
        venuta su male, nè lei nè i suoi coetanei i cui
        genitori sono ESSERI PENSANTI con la loro
        testa.Quoto.
    • Fab978 scrive:
      Re: Si ma ai bambini chi ci pensa?
      I genitori, ci pensano. I loro CAVOLO di genitori.
    • shevathas scrive:
      Re: Si ma ai bambini chi ci pensa?
      - Scritto da: Folla scatenata
      eh? eh?come al solito si tira fuori la storia dei poveri bambini indifesi che vengono rapiti e risucchiati attraverso mani che fuoriescono dal monitor da pedosatanisti che poi li useranno per pratiche indicibili...Hai ragione che bisogna pensare ai bambini, ma bisogna pensarci con un poco di criterio, intervenendo nelle situazioni reali di rischio ed evitando di perdere tempo a lottare contro i mulini a vento.Internet non è, e non deve essere, un giardino d'infanzia, è un posto pericoloso dove è meglio viaggiare accompagnati dai genitori, almeno fino a quando si è piccoli e indifesi, allo stesso modo che avviene per le strade della città.Ma educare all'uso ragionevole del mezzo, ad esempio impiegando software di cybersitting o spiegando anche ai genitori come si usa correttamente internet è noioso e non fa titoloni come i pedomaniaci...Eppure quante molestie sono dovute ad abbordaggi in rete ? e quante, purtroppo, avvengono e non c'entrano niente con internet ?a sentire i media diresti 90% e 10%, in realtà le proporzioni sono 1% e 99%.E allora perchè sprecare tempo e risorse per prevenire pericoli remoti distraendoli da pericoli molto, ma molto più concreti? forse perchè il pretesto della pedofilia è molto utile per censurare anche cose scomode ma che con quest'ultima non c'entrano nulla ?Vedi i classici allarmi su pedofilia e p2p.
      • Matteo Sorba scrive:
        Re: Si ma ai bambini chi ci pensa?
        Guarda che stava prendendo in giro...Un pò come nei simpson la moglie del reverendo joy escalma:- "Ma ai bambini! Qualcuno pensa ai bambini?"Siamo tutti conformati! almeno questo sembrava far parte del sapere collettivo! :P- Scritto da: shevathas
        - Scritto da: Folla scatenata

        eh? eh?

        come al solito si tira fuori la storia dei poveri
        bambini indifesi che vengono rapiti e risucchiati
        attraverso mani che fuoriescono dal monitor da
        pedosatanisti che poi li useranno per pratiche
        indicibili...

        Hai ragione che bisogna pensare ai bambini, ma
        bisogna pensarci con un poco di criterio,
        intervenendo nelle situazioni reali di rischio ed
        evitando di perdere tempo a lottare contro i
        mulini a
        vento.

        Internet non è, e non deve essere, un giardino
        d'infanzia, è un posto pericoloso dove è meglio
        viaggiare accompagnati dai genitori, almeno fino
        a quando si è piccoli e indifesi, allo stesso
        modo che avviene per le strade della
        città.

        Ma educare all'uso ragionevole del mezzo, ad
        esempio impiegando software di cybersitting o
        spiegando anche ai genitori come si usa
        correttamente internet è noioso e non fa titoloni
        come i
        pedomaniaci...

        Eppure quante molestie sono dovute ad abbordaggi
        in rete ? e quante, purtroppo, avvengono e non
        c'entrano niente con internet
        ?
        a sentire i media diresti 90% e 10%, in realtà le
        proporzioni sono 1% e
        99%.

        E allora perchè sprecare tempo e risorse per
        prevenire pericoli remoti distraendoli da
        pericoli molto, ma molto più concreti? forse
        perchè il pretesto della pedofilia è molto utile
        per censurare anche cose scomode ma che con
        quest'ultima non c'entrano nulla
        ?

        Vedi i classici allarmi su pedofilia e p2p.
    • Andrea scrive:
      Re: Si ma ai bambini chi ci pensa?
      Solita domanda del ...... vai sul blog di Massimiliano Frassi che è uno che dice di difenderli i bambini, poi vai sul sito www.falsiabusi.it e capirai da chi sono messi in pericolo i bambini.
    • Might scrive:
      Re: Si ma ai bambini chi ci pensa?
      Questa è pura provocazione, vero? E' la citazione di una puntata dei Simpson, mi pare...Se sì, sei un grande.
    • Alessandro Leoni scrive:
      Re: Si ma ai bambini chi ci pensa?
      I genitori ci pensano... o meglio ci dovrebbero pensare. I genitori dovrebbero conoscere internet e stare al fianco dei figli. E' che spesso è comodo parcheggiarli, prima davanti alla tv, ora davanti a internet...
    • fumo scrive:
      Re: Si ma ai bambini chi ci pensa?
      - Scritto da: Folla scatenata
      eh? eh?direi due oggetti denominati "genitori"? :P
    • H9K scrive:
      Re: Si ma ai bambini chi ci pensa?
      Blame Canada!!! @^@^@^
    • Non authenticat scrive:
      Re: Si ma ai bambini chi ci pensa?
      - Scritto da: Folla scatenata
      eh? eh?e a te questo sembra "PENSARE" ai bambini?eh? eh?
  • bepp scrive:
    Ricordo anche il Decreto Pisanu
    Con la scusa dei terroristi ci sta ancorando al medioevo informatico, mentre in paesi ancora più agguerriti (in tutti i sensi) contro il terrorismo, ci si può liberamente collegare a Internet ovunque, anche da postazioni Internet gratuite lungo la strada, mentre si aspetta l'autobus.
Chiudi i commenti