Mini-ricariche, i tabaccai le venderanno ancora

Il Governo convoca la categoria e gli operatori ad un tavolo delle trattative per sciogliere il nodo della vertenza sulle ricariche di piccolo taglio. Soddisfazione dei tabaccai

Roma – Si apre uno spiraglio sul fronte della vendita delle ricariche di piccolo taglio per il credito prepagato dei telefoni cellulari. La prospettiva di un’apertura da parte del Governo per la soluzione della questione sollevata dai tabaccai – a cui gli operatori hanno ridotto l’aggio sulla vendita delle ricariche – ha motivato la categoria a sospendere l’agitazione.

“Un primo risultato è stato raggiunto: il Governo ha convocato il tavolo delle trattative. Siamo soddisfatti e pertanto, in segno di buona volontà e venendo incontro alle richiesta del Governo, interrompiamo lo stato di agitazione riprendendo a vendere le ricariche”. È quanto ha dichiarato Giovanni Risso, presidente della Federazione Italiana Tabaccai dopo aver appreso che il Ministero dello Sviluppo Economico, in seguito alla vertenza con gli operatori di telefonia mobile, ha convocato per giovedì 17 maggio un tavolo di conciliazione tra la FIT ed i massimi rappresentanti di TIM , TRE , Vodafone e Wind .

“Ci dispiace aver arrecato disagio alla clientela – ha proseguito Risso – ma la nostra protesta, che ha visto aderire la quasi totalità dei tabaccai, è stata necessaria per difendere gli interessi di una categoria che ha sempre assicurato un servizio efficiente e capillare in cambio di un ricavo di pochi centesimi. Ora desideriamo si arrivi presto ad una decisiva soluzione alla vertenza”.

Sullo “sciopero” della vendita delle ricariche di piccolo taglio si era espressa l’associazione di difesa dei consumatori Generazione Attiva che, nel riconoscere e condividere i legittimi interessi dei rivenditori, nei giorni scorsi aveva sottolineato un effetto collaterale dell’iniziativa: “Un blocco delle ricariche di piccolo taglio non va che a vantaggio degli operatori di telefonia mobile, a danno dei consumatori, obbligati a pagare importi superiori alle proprie disponibilità”.

D.B.

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