MonoDevelop 1.0 al traguardo

L'ambiente di sviluppo open source per Mono ha raggiunto la maturità, portando su Linux e Mac OS X tutto il necessario per scrivere rapidamente applicazioni desktop e web-based compatibili col MS.NET Framework

Roma – A quasi quattro anni di distanza dal rilascio di Mono 1.0 , celebre implementazione open source del MS.NET Framework, il progetto coordinato da Novell ha partorito la versione 1.0 di MonoDevelop , un ambiente di sviluppo integrato (IDE) realizzato principalmente per scrivere applicazioni in C# e altri linguaggi MS.NET.

Originariamente sviluppato come “porting” di SharpDevelop , un IDE per Windows basato sulle librerie GTK#, MonoDevelop si è successivamente evoluto in un software autonomo facente parte del progetto Mono . L’ambiente di sviluppo include caratteristiche avanzate come tool per il project management, un designer di interfacce grafiche utente ( Stetic ), un sistema per il testing delle applicazioni e un’architettura estensibile che permette di aggiungere nuove funzionalità all’IDE per mezzo di add-in.

Come si è detto, MonoDevelop supporta diversi linguaggi di programmazione, tra i quali C#, VB.NET e C/C++, per i quali fornisce funzionalità quali autocompletamento del codice, notifica passiva degli errori, indentazione automatica e varie funzionalità di navigazione tra il codice. Il supporto a Boo e Java può essere aggiunto mediante specifici plug-in.

MonoDevelop MonoDevelop può essere utilizzato per scrivere applicazioni desktop e web-based (ASP.NET) su Linux e Mac OS X, semplificando altresì il porting verso queste due piattaforme delle applicazioni MS.NET create con Visual Studio. L’IDE permette di creare differenti tipi di eseguibili e librerie, e contiene template sia per la realizzazione di programmi eseguibili da console che per applicazioni grafiche basate su GTK#. L’ambiente permette di utilizzare varie versioni del runtime di Mono, quali la 1.1, la 2.0 e il neonato Moonlight .

Gli sviluppatori intendono rilasciare una nuova release di MonoDevelop ogni circa sei mesi, implementando mano a mano un crescente numero di funzionalità: tra quelle già in programma vi sono il supporto a WinForms e alla tecnologia Silverlight. Per maggiori dettagli si vedano le note di rilascio e questo post apparso sul blog di Miguel de Icaza, capo sviluppatore di Mono.

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  • ndr scrive:
    Vedremo
    ...come al solito qualcuno griderà scandalizzato "grande fratello! grande fratello!".Questa è invece la prova che la tecnologia aiuta se usata bene. E' inutile combattere il progresso per la paura del nuovo. Non è il nuovo che nuoce, ma come lo si usa.Certo, un'automobile può essere un'arma per commettere un omicidio, investendo la gente...ma è l'uso che se ne fa, non lo strumento...Questo è un invito a riflettere, alla luce di psicosi da ogm, da analisi del dna, da diffusione di telecamere di sorveglianza, da produzione di energia da cdr eccetera...
    • dasda scrive:
      Re: Vedremo
      io sono uno di quelli contrari alle tecnologie di controllo sia di massa che non, ma in questo caso trovo sia una misura di sicurezza buona e poco invadente, che permette una relativa tranquillità ai neogenitori..anche i chip rfid, per esempio, secondo me, di per sè sono un ottimo metodo, ma le intenzioni per cui vengono usati non spesso sono nobili...- Scritto da: ndr
      ...come al solito qualcuno griderà scandalizzato
      "grande fratello! grande
      fratello!".

      Questa è invece la prova che la tecnologia aiuta
      se usata bene. E' inutile combattere il progresso
      per la paura del nuovo. Non è il nuovo che nuoce,
      ma come lo si
      usa.
      Certo, un'automobile può essere un'arma per
      commettere un omicidio, investendo la gente...ma
      è l'uso che se ne fa, non lo
      strumento...

      Questo è un invito a riflettere, alla luce di
      psicosi da ogm, da analisi del dna, da diffusione
      di telecamere di sorveglianza, da produzione di
      energia da cdr
      eccetera...
      • pegasus2000 scrive:
        Re: Vedremo
        - Scritto da: dasda
        io sono uno di quelli contrari alle tecnologie di
        controllo sia di massa che non, ma in questo
        caso trovo sia una misura di sicurezza buona e
        poco invadente, che permette una relativa
        tranquillità ai neogenitori..D'accordo finché si tratta di chip su braccialetti, ma se invece i chip vengono impiantati nel corpo del neonato???http://milano.metropolisinfo.it/article/articleview/162945http://ilgiorno.quotidiano.net/milano/2008/04/11/79793-chip_magnetico_salva_neonati.shtml
        anche i chip rfid, per esempio, secondo me, di
        per sè sono un ottimo metodo, ma le intenzioni
        per cui vengono usati non spesso sono nobili...Eh eh, concordo.
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