Mozilla, staff assottigliato per la IoT

Con la dismissione del progetto Firefox OS, la Fondazione sfoltisce il team Connected Devices e moltiplica i progetti sui quali lavorerà

Roma – Era il mese di dicembre quando Mozilla annunciava la decisione di accantonare Firefox OS, per convertire l’opera di sviluppo portata avanti fino ad ora in progetti orientati alla Internet delle Cose. Il team Connected Devices che nutrirà questa innovazione, riferisce ora The Verge riportando le parole del dirigente del gruppo, sarà sfoltito.

Non stupisce che lo staff venga ora ridimensionato, come ridimensionate sono le ambizioni della Foundation rispetto allo sviluppo di soluzioni generaliste per gli oggetti connessi: Mozilla intende ridisegnare la divisione per caratterizzarla come una startup, conferendole agilità con un numero limitato di risorse concentrate su diversi progetti nelle loro fasi iniziali, per far evolvere quelli più significativi in prospettiva dell’utente finale. “Per supportare questa nuova strategia di prodotto e questo processo di innovazione – ha spiegato Ari Jaaksi, a capo della divisione Connected Devices – abbiamo deciso di ridurre la dimensione del team”. Jaaksi spiega che la maggior parte delle risorse ritenute superflue nella divisione saranno ricollocate in Mozilla.

Di importanza determinante per la divisione Connected Devices, riferiva Jaaksi nei giorni scorsi, sarà la partecipazione della community dei volontari: per stimolarne l’interesse, Mozilla li sta aggiornando periodicamente sull’avanzamento dell’opera di sviluppo.

Per il momento sono quattro le aree in cui il team sta lavorando: Projact Link, dedicato allo sviluppo di un assistente virtuale che connetta l’utente con i dispositivi di uso quotidiano; Project Sensor Web, volto a raccogliere dati sul mondo fisico attraverso reti di sensori; Project Smart Home, che si compone di hardware e software per la domotica open ; Project Vaani, per sviluppare un’interfaccia vocale open e aperta agli sviluppatori per interagire con la IoT.

Gaia Bottà

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  • Coiba scrive:
    La situazione di Cuba
    Queste notizie danno una idea di Cuba, come se ci fosse il regime sovietico, con i telefoni a rotella, e le linee analogiche che passano dalla casa di Fidel e i soldati in uniforme con delle cuffione enormi, che le controllano. Per essere chiari, posso informarvi che a Cuba attualmente, non c'è alcuna Banda Larga, ma in ogni piazza del più sperduto paesino dell'entroterra, c'è la copertura Wi-Fi. Ovviamente le tecnologie che hanno meno di 30 anni arrivano dalla Cina.Per connettersi occorrono tessere, si trovano in qualsiasi albergo e costano 2 dollari l'ora. Nessuno ti chiede i dati (tranne che se vai direttamente alla rivendita ETECSA) e la login/password sono due numeri.Due dollari sono molti, ma i cubani che sono furbi poi mettono un computer in mezzo alla piazza e condividono la connessione.Passando di sera si vedono decine di persone aggregate col cellulare, che scambiano messaggi con whatsapp (che non è bloccato) se vai su Google appare "Google Cuba".La banda pulita è qualche decina di Kbit e il proxy è trasparente, ci si può connettere tranquillamente su una VPN criptata per esempio, (qualcuno che conosco ci faceva VOIP).A onor del vero bisogna dire che molti servizi non funzionano, come per esempio Skype (ed è strano visto che funzionano Whatsapp e Telegram con cifratura end-to-end) e alcuni nuovi telefoni hanno bannato i mac address Cubani (cioè non vedono gli hot spot), ma si capisce abbastanza bene che il problema non è solo tecnico, e non è solo Cubano.La situazione è così da qualche anno e questi da qualche anno usano cellulari e mail pubblicamente.Lo dico anche perché nella maggior parte delle piazze italiane dove viviamo di superfibra, il Wi-Fi non c'è proprio e se c'è per connettersi devi dare nome, cognome, email, carta di credito eccetera e sicuramente non in forma anonima.
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