MSN: a volte il social network si paga

Circolano indiscrezioni su presunti contratti capestro proposti da Redmond ai piccoli social network nascenti. BigM smentisce. È solo una questione di fiducia tra noi e i consumatori, dicono

Roma – Ha l’aria di un gossip in stile FUD quello che nelle ultime ore circonda Microsoft, MSN Messenger e i servizi di social networking. Secondo un articolo pubblicato da Josh Quittner sulle pagine di Fortune , il colosso di Redmond tenterebbe in ogni modo di vendere a caro prezzo le funzionalità di importazione sui network 2.0 della propria contact list, imponendo condizioni contrattuali giudicate troppo restrittive al gran numero di startup che tentano di beneficiare dell’ondata social .

windows live Fortune si incarica di parlarne ma non cita fonti certe né fa nomi e cognomi ma basa tutto il suo articolo solo su voci raccolte da fonti anonime, e sostiene che BigM abbia iniziato dalla scorsa estate ad inondare le neonate società 2.0 di lettere di diffida: sotto la lente di ingrandimento c’è il sistema di importazione dei contatti MSN , stivati nella rubrica di Hotmail, molto spesso sfruttati dai navigatori per allargare la propria cerchia di conoscenze sul social network di turno.

Nella lettera, Microsoft inviterebbe a cessare qualsiasi tentativo di accesso, oppure a sottoscrivere un accordo economico per fare fronte al trasferimento dei dati: 25 centesimi di dollaro l’anno per utente , prezzo scontabile del 100 per cento in caso il social network accetti di adottare MSN Messenger come instant messenger esclusivo ufficiale della piattaforma.

Tra le condizioni, inoltre, vi sarebbe una clausola che obbliga l’azienda a trattare in esclusiva con Microsoft per la fornitura di strumenti di search per il proprio dominio. Messenger costituirebbe così una testa di ponte per infilare tutti i servizi della piattaforma Live sul maggior numero di social network possibili.

Fino ad oggi, non esistono conferme della veridicità di questa storia: Quittner riporta nel suo articolo una serie di velenosi commenti rigorosamente anonimi, tutti molto critici se non addirittura diffamatori nei confronti di Microsoft e delle sue presunte politiche commerciali. L’atteggiamento di BigM viene poi messo a confronto con quello di Google e Yahoo, entrambe detentrici di un grosso database di utenti (pari se non superiore a quello da 410 milioni di iscritti di Hotmail), che consentono libero accesso ai propri server tramite meccanismi noti e consolidati.

Ma se Google e Yahoo la fanno facile, perché BigM la fa tanto difficile? La domanda è stata girata a Brian Hall, general manager di Windows Live, che liquida la questione come prettamente di privacy: “Vogliamo che gli utenti abbiano il controllo della loro roba”. Ma allora, si domanda qualcuno in rete, se quelle informazioni appartengono agli utenti perché far pagare i social network per offrire la funzionalità di importazione ?

Il problema, per Hall, è il comportamento tenuto da questi nuovi website. Una volta raccolte le informazioni su ID e password per l’account MSN, spesso queste vengono conservate da qualche parte invece di essere distrutte: una prassi definita “inappropriata” dal punto di vista della sicurezza . Inoltre, il database Hotmail costituisce il frutto di 12 anni di investimenti : perché il big di Redmond dovrebbe consentire a quei dati di fluire gratuitamente dal proprio database a quello di altri?

Microsoft, comunque, ha già pronta una soluzione: una federazione di siti ritenuti affidabili, in grado di far scorrere le informazioni tra i rispettivi database garantendo certezze e privacy assoluta agli utenti. Ma questo comunque non basterebbe a Quittner, secondo cui se Google e Yahoo il problema non se lo pongono allora non dovrebbe porselo neanche Microsoft.

Luca Annunziata

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • ninjaverde scrive:
    Frequenza
    Tutti parlano di elettromagnetismo.Una parola generica che diece tutto e nulla.Si parla anche di Volt-metro. Ma nessuno parla di frequenza.Il valore di vol-metro è paragonabile ad un peso.Prendiamo l'esempio di 10 kg.Se abbiamo una lastra metallica di 1 metro quadro di 10 kg. e la mettiamo sul corpo di una persona distesa, non succederà niente. Se mettiamo lo stesso peso su di 1 milimetro quadro sulla tessa persona, la trapasserà da parte a parte.La frequenza è appunto un valore paragonabile alla superfice di appoggio, metre il vol-metro è paragonabile al peso.Quindi anche valori minimi di potenza in Vm di un cellulare ad alta frequenza, usato a contatto del corpo, potrà avere degli effetti. Da notare che le frequenze alte agiscono a livello cellulare.Studi seri sull'argomernto ne sono stati fatti? Se sì, quali risultati si sono appurati?Oppure dobbiamo aspettare le percentuali dei morti prima di prenedere provvedimenti?
    • claudio scrive:
      Re: Frequenza
      le frequenze che dici tu sono quelle ionizzanti che sono circa sopra il THz (1000 GHz) che hanno una lunghezza d'onda più piccola di una cellula e che quindi queste assorbono e che possono creare delle alterazioni genetiche come i raggi ultravioletti, o gli RX delle lastre o di un metal detector.Le frequenze non ionizzanti come quelle utilizzate dalle trasmissioni, hanno lunghezze d'onda migliaia di volte più grandi di una cellula e queste neanche se ne accorgono, consdierate che 5Ghz hanno una lunghezza d'onda paragonabile alla grandezza di una molecola d'acqua tant'è vero, se ci avete fatto caso, che nelle giornate con temporali molto forti, capita che la tv satellitare (10Ghz) non funzioni o al più funziona a tratti. Quando durante qusti temporali non funzionano i cellulari, il motivo non centra nula con tale tecnologia, masemplicemente perché per collegare il segnale dalle stazioni radio base alla rete centrale (core network) invece di linee via cavo per risparmiare si usano ponti radio punto-punto che usano frequenze che vanno dai 20 hai 40 Ghz e quindi influenzabili dall'acqua.Inoltre a parità di frequenza sicuramente se la radiazione fa male lo fa in base alla potenza ricevuta dall'uomo, ma questa diventa pargonabile al numero di antenne: per esempio dentro Roma, secondo uno studuio fatto dal comune, si riceve mediamente un segnale a 1.25 V/m dovuto al gran numero di antenne, mentre nella provincia la media è 3.5 V/m, proprio perché ce ne sono di meno, è quindi se fa male è più pericoloso essere inondato da una sola antenna che da 4 o 5.Per ultimo, se uno vuole protestare, non serve contestare l'aggiunta di una antenna, devi semplicemente non usare il cellulare, ma non se ne può fare a meno, e si vuole avere sempre campo pieno, ma non con l'antenna vicino.Io lavoro in una società che ha in appaolto la manutenzione e la gestione di una rete mobile e risolvo fra l'altro i problemi che i clineti dell'operatore riscontrano, è capitato una volta che un cliente protestava da mesi perché il suo cellulare non prendeva più, il motivo era che la antenna che gli offriva la copertura era stata incendita con un attto vandalico effettuato da lui stesso, o almeno da una persona che aveva lo stesso nome e cognome e che abitava nella stessa zona.Non voglio mostrare un conflitto di interessi in quello che dico, io ho persino la sim di un altro opertore!
      • ninjaverde scrive:
        Re: Frequenza
        Non metto in dubbio la tua competenza in merito...ma siamo veramente sicuri della non nocività?Questo non è il compito di un tecnico che va a mettere antenne o sintonizzarle, (poichè si, e deve, basare su valori acquisiti), idem per un progettista. E' un compito dei ricercatori addetti.Il dubbio che rimane è quello di sempre: i ricercatori sono super partes?E comunque vi è sempre un rimpallo di notizie cotraddittorie che non fanno che aumentare l'insicurezza di chi utilizza questi mezzi innovativi.Non ci stupiremo se fra 10 o 20 anni circolasse la notizia di nocività e che poi si diano inizio a processi come è successo con l'amianto o altre sostanze nocive (mi ricordo i coloranti delle bibite)...E' accettabile la tua deduzione che onde più ampie di una cellula (credo che qui si parli di onde di ameno 1 cm.) non possa ledere una cellula in quanto questa è più piccola, ma essa "passa" senza nessuna conseguenza?Come sappiamo il corpo umano ha una varietà di strutture notevoli non è un complesso di cellule uniformi...Ovviamente questi dubbi dovrebbero essere chiariti.Nell'esempio che hai riportato del tizio... beh quello fa parte della stupidità umana...Probabilmente pensava che l'antenna fosse nociva ed il cellulare che funzionasse per magia...chissà... :-/
  • Alessandrox scrive:
    Alcune semplici precauzioni
    usare il vivavoce e quando non possibile usare gli auricolari oppure tenere il cellulare distanziato di pochi cm dall' orecchio: l' intensita' della radiazione dimiuisce con il ^2 della distanza, quindi basta poco per mettersi in relativa sicurezza... e poi smetterla di fare lunghe conversazioni, anche il tempo passato al cellulare influisce sugli effetti, specie quelli a lungo termine.
    • Anonimo scrive:
      Re: Alcune semplici precauzioni
      e il cordless? stessa cosa?
    • alfa beta scrive:
      Re: Alcune semplici precauzioni
      naturalmente parli perche' sai quello che stai dicendo, vero?Per me i cellulari potrebbero sparire immediatamente dalla faccia della Terra assieme alle relative compagnie telefoniche. Non ne sentiro' affatto la mancanza.Quello che mi fa girare le palle e' vedere una marea di giornalisti che di elettromagnetismo non sa nulla ma si permette di pontificare sui giornali, TG, organi di stampa vari relativamente all'argomento. Facendo passare come verita' assolute le cretinate pseudoscientifiche piu' assurde. Poi i risultati si vedono a valle.Nulla di personale..
      • alfa beta scrive:
        Re: Alcune semplici precauzioni
        te lo dico perche' quello che hai scritto non funzionera' mai.nelle immediate vicinanze di un cellulare, diciamo fino almeno a 1-2 metri sei in condizioni cosiddette " di campo vicino " (o near field, se ti va di fare qualche ricerca) dove le equazioni che regolano la propagazione del campo elettromagnetico non hanno la bella forma che hai mirabilmente descritto circa come 1/r^2.Piuttosto si tratta di oggetti mostruosi con elementi cubici, sensibilissimi alle condizioni al contorno.Attaccare un auricolare al cellulare modifica in modo sostanzialmente impredicibile la forma del campo. Nella pratica attacchi in modo capacitivo una antenna a filo di forma variabile nel tempo. La struttura del campo elettromagnetico vicino alla tua testa sara' impossibile da descrivere analiticamente e tantomeno sara' possibile fare qualsiasi tipo di previsione momisura relativamente a quanta dell'energia irradiata si dissipera' nel tuo cranio.Attaccare un auricolare non ha assolutamente senso. Potrebbe persino potenziare il campo nelle vicinanze delle orecchie.
    • pegasus2000 scrive:
      Re: Alcune semplici precauzioni
      Anche con gli auricolari si risolve poco: fanno da antenna!
  • vaffa giulio scrive:
    cellulari
    Se quelli che fanno i test sono le case costruttrici non sapremo mai la verita' che invece c'e'. I cellulari fanno venire il tumore al cervello , disturbano il sonno ecc. ecc. . Non devono sostituire il telefono tradizionale di casa quindi e' coglione dire levo o non metto il telefono a casa e vado con il cellulare perche' le telefonate poi diventano lunghe anche ore e allora i guai al cervello sono sicuri come mettere la testa dentro al microonde qindi concludendo il cellulare non deve sparire ma l'uso che se ne fa deve cambiare ovvero telefonate brevissime e i giovani devono finirla di fare l'amore al cellulare altrimenti a lungo andare non riusciranno a farlo in pratica .
    • Stargazer scrive:
      Re: cellulari
      Lasciamo che la selezione naturale faccia il suo corsose molta gente preferisce pagare un servizio a tempo e pure a carica offerto da miriadi di celle e ripetitori potenti piuttosto che abituarsi a un servizio del tipo pc pc con potenze in gioco di copertura insignificanti. Se non capiscono che il dispositivo pc può essere anche un dispositivo mobile be' se questa gente si autoelimina da sola non può che far del bene al pianeta.
      • pegasus2000 scrive:
        Re: cellulari
        Sono anch'io del parere che la soluzione migliore sia quella naturale, però anche la imperterrita proliferazione delle "miriadi di celle e ripetitori potenti" non credo che faccia poi tanto bene neppure a chi non fa "all'amore" al cellulare, a chi lo usa e non ne abusa...-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 21 gennaio 2008 10.27-----------------------------------------------------------
  • nanashi san scrive:
    70 persone???
    quando devi studiare effetti sostanzialmente invisibili su milioni di persone perche' troppo deboli, chiaramente prendi un ridicolo campione statistico di 70 persone sperando di dimostrare qualcosa. Buffoni!Voglio una ricerca seria e DEFINITIVA che decida una volta per tutte se il principio di precauzione e' servito a qualcosa oltre che a buttare via un mare di soldi e generare paranoie tra gli ignoranti.
    • Anonimo scrive:
      Re: 70 persone???
      se non ricordo male le lezioni di statistica, la quantità minima da considerare perche' un'indagine abbia senso era di 68 individui omogenei, cioè con simile passato, esperienze, estrazione sociale, attività, forma fisica ecc.. ma posso anche sbagliarmi sia chiaro :)
      • alfa beta scrive:
        Re: 70 persone???
        generalizzazione un po' eccessiva se la applichi a questo caso con effetti che non sono evidenti nemmeno su campioni da centinaia di migliaia di individui.
    • Katoblepa scrive:
      Re: 70 persone???
      - Scritto da: nanashi san
      quando devi studiare effetti sostanzialmente
      invisibili su milioni di persone perche' troppo
      deboli, chiaramente prendi un ridicolo campione
      statistico di 70 persone sperando di dimostrare
      qualcosa.
      Buffoni!

      Voglio una ricerca seria e DEFINITIVA che decida
      una volta per tutte se il principio di
      precauzione e' servito a qualcosa oltre che a
      buttare via un mare di soldi e generare paranoie
      tra gli
      ignoranti.La ricerca serie e definitiva non si fa perchè il risultato potrebbe dare fastidio a chi fa soldi nel settore. Punto. Il dubbio instillato a fasi alterne con conferme smentite oltre anche ad un sacco di minch..te messe in giro ad arte in rete (vedi l'uovo che messo tra due cell in funzione diventava sodo) sono la conferma (o la smentita?) che il cell fa male (o fa bene?).....Quando tra trent'anni avremo dati statistici più affidabili ci diranno che fa malissimo.....Nel frattempo usiamolo il meno possibile e andiamo a vivere in campagna.....
Chiudi i commenti