NASA: c'è acqua su Marte. Di nuovo

L'agenzia spaziale statunitense annuncia la "storica" scoperta: rivoletti d'acqua salata bagnano la superficie del Pianeta Rosso durante bella stagione. Una conferma, più che una rivoluzione, in attesa di nuovi rover e astronauti

Roma – Piccoli corsi d’acqua allo stato liquido scorrono sulla superficie di Marte ancora oggi, ha annunciato NASA , una scoperta che conferma quanto già si sapeva riguardo al passato remoto del Pianeta Rosso e che apre nuovi orizzonti per la ricerca scientifica o l’esobiologia. E prepara il terreno alle missioni future, con o senza equipaggio umano.

Il rover Opportunity ha già confermato , negli anni scorsi, che un tempo Marte era ricco d’acqua allo stato liquido; usando gli strumenti di analisi a bordo della sonda Mars Reconnaissance Orbiter (MRO), i ricercatori di NASA hanno ora identificato quella che descrivono come la “pistola fumante” per la presenza di acqua liquida nel presente del terzo pianeta roccioso del Sistema Solare.

NASA ha studiato le immagini catturate dalla fotocamera High Resolution Imaging Science Experiment (HiRISE) a bordo di MRO, analizzando in particolare i “misteriosi” rivoli scuri presenti sui pendii del Pianeta Rosso chiamati in gergo “recurring slope lineae” (RSL). Gli RSL compaiono in diverse zone e a diverse latitudini di Marte, ha rivelato NASA, sono caratterizzati da una larghezza media compresa tra 50 cm e 5 metri e possono proseguire la loro discesa a valle per centinaia di metri. Ma soprattutto, quelle linee scure sono ricche di idrati , segno inequivocabile del fatto che con la bella stagione Marte ospita acqua allo stato liquido.

I sali identificati dagli strumenti della sonda MRO appartengono al gruppo di ioni perclorati , molecole con un livello di acidità molto superiore a quello degli oceani terrestri e quindi non molto favorevole alla presenza di microbi o batteri. Se c’è acqua su Marte, avvertono insomma i ricercatori, non è detto che ci sia anche vita biologica elementare.

Nondimeno la scoperta annunciata da NASA è significativa, visto che permette di riconsiderare alcune delle conoscenze sul pianeta più prossimo alla Terra: il clima marziano mite e ricco di acqua che prima si considerava scomparso miliardi di anni fa, ad esempio, sarebbe piuttosto mutato “solo” milioni di anni fa.

Come hanno in seguito confermato i ricercatori dell’agenzia spaziale in un AMA su Reddit , l’identificazione di acqua liquida su Marte è solo l’inizio di un percorso di scoperta ancora lungo: nel prossimo futuro NASA pianifica (spera?) di inviare nuovi rover in prossimità delle zone ricche di RSL, facendo particolare attenzione al processo di sterilizzazione per evitare di contaminare il suolo marziano con microbi provenienti dalla Terra. Nella terza decade del secolo, infine, arriveranno (forse) anche i primi astronauti umani.

Alfonso Maruccia

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