Nasce la Commissione italiana per il DRM

Il nuovo organo dovrà stabilire come sviluppare il mercato dei contenuti digitali diffusi sui nuovi media, compreso digitale terrestre e broad band


Roma – Evitare sanguinosi scontri industriali o conflitti di standard e puntare su una crescita armoniosa del settore capace di giustificare anche i pesanti investimenti di denaro pubblico nel digitale terrestre. Questi alcuni degli obiettivi di una Commissione per il mercato dei contenuti digitali il cui varo è stato annunciato nelle scorse ore dal ministero all’Innovazione .

Gli scopi espliciti della commissione sono in primis la creazione di un sistema DRM (Digital Rights Management) e di inquadramento legale che – ha spiegato Paolo Vigevano del ministero all’Innovazione – “protegga gli interessi di consumatori e produttori, all’interno del quadro di regolamentazione internazionale ma valorizzando le specificità italiane”. Altro obiettivo sarà quello di “definire standard di interoperabilità che consenta lo sviluppo di piattaforme multiplex, da realizzare in cooperazione con organismi internazionali”.

“Il compito del Governo – ha specificato Vigevano – non è solo quello di tutelare la difesa della proprietà intellettuale, ma anche quello di favorire una produzione di contenuti digitali che vede oggi l’offerta europea soccombere di fronte a quella americana. Questo duplice obiettivo deve essere conseguito per garantire sia lo sviluppo di un settore industriale, ma anche per cogliere una opportunità di sfruttamento del patrimonio culturale, ambientale, turistico del Made in Italy, non adeguatamente valorizzato”.

Secondo il ministero di Lucio Stanca, dunque, la priorità nei prossimi anni è in particolare lo sviluppo del mercato dei contenuti digitali su Internet . Questo anche a fronte dello sviluppo della banda larga che, tra il 2002 e il 2003, ha visto crescere i collegamenti del 135 per cento, stando alle cifre diffuse da Vigevano. Il Ministero ritiene che a marzo 2004 gli utenti broad band italiani fossero 5,5 milioni. Cifre superiori a quei 3,7 milioni di cui ha parlato in queste ore il presidente dell’Autorità TLC Enzo Cheli (vedi “Telefono, viviamo in un paradise” sul numero di oggi di Punto Informatico).

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  • gian_d scrive:
    Re: Tripla A?
    - Scritto da: maraie
    Su larga scala non ne vedremo mai, il lavoro
    di aggiornamento, anche se eseguito con
    l'ausilio di un CMS, comporta a volte
    interventi manuali (pochi) sul codice.E' questo il problema principale: se i contenuti del sito sono gestiti da un bravo web designer i problemi non si pongono, ma se nella pubblicazione entrano in gioco tante persone la cosa si fa dannatamente complicata, specie se si usa un CMS fatto in casa.

    Il sito della mia società è
    accessibile a livello AAA (per scelta), ed
    è dinamico: è un lavoro che io
    faccio perchè ci credo, ma che
    ovviamente non si può chiedere a
    tutti.Però, come hai detto tu, senza arrivare a livelli alti si può giungere a risultati dignitosi su larga scala. Penso che la norma sull'accessibilità dei contenuti Web per la pubblica amministrazione in linea generale sia una buona iniziativa. Speriamo che non si riveli l'ennesimo flop o, peggio, un pastrocchio all'italiana.

    Come in tutte le cose, la bontà sta
    nel mezzo: anche se formalmente la
    violazione di una sola linea guida etichetta
    il sito come "inaccessibile", io non
    punterei il dito contro qualcuno che ha
    comunque fatto quanto gli era possibile per
    rendere il sito (o il software)
    utilizzabile dal maggior numero di persone.perfettamente d'accordo. la strada per l'accessibilità non è facilmente scorrevole, ma è fondamentale che ci si ponga il problema d'iniziare, magari anche a piccoli passi.
  • Anonimo scrive:
    Re: Tripla A?
    - Scritto da: gian_d
    personalmente penso che la doppia A sia un
    ottimo livello perché gran parte
    delle barriere sono rimosse o, comunque,
    superabili (naturalmente è possibile
    che stia prendendo una cantonata, è
    sono una modesta impressione personale). la
    tripla A rischierebbe di essere troppo
    rigida per lo meno in alcuni contesti.La tua modesta impressione personale è giustissima, infatti lo "standard minimo" richiesto per gli enti pubblici (AA) è più che sufficiente a non far venire l'esaurimento nervoso a chi lo naviga: la tripla A è, e spero rimarrà, facoltativa.
    In particolare nutro seri dubbi sulla
    possibilità di ottenere su larga
    scala siti accessibili (secondo la tripla
    AAA) e dinamici [...]
    non credo che i CMS disponibili
    siano arrivati ad un livello tale da
    permettere risultati dello stesso livello. Su larga scala non ne vedremo mai, il lavoro di aggiornamento, anche se eseguito con l'ausilio di un CMS, comporta a volte interventi manuali (pochi) sul codice.Il sito della mia società è accessibile a livello AAA (per scelta), ed è dinamico: è un lavoro che io faccio perchè ci credo, ma che ovviamente non si può chiedere a tutti.Come in tutte le cose, la bontà sta nel mezzo: anche se formalmente la violazione di una sola linea guida etichetta il sito come "inaccessibile", io non punterei il dito contro qualcuno che ha comunque fatto quanto gli era possibile per rendere il sito (o il software) utilizzabile dal maggior numero di persone.
  • gian_d scrive:
    Re: Il sito Ciquita!
    - Scritto da: Anonimo
    ps W chi ha fatto il sito trenitalia..:Dtoh! ho avuto uno shock-wave. E' la prima volta che ci vado, ne avevo sentito parlare bene altre volte. Quello che non capisco è il tempo che impiega la seconda pagina a caricare, non c'è un cacchio di contenuto a parte quelle gif del pifferocmq la più bellina è questafont-family: Geneva, Arial, Helvetica, san-serifSanto sceriffo martire!
  • Anonimo scrive:
    Re: Il sito Ciquita!
    - Scritto da: gian_d

    - Scritto da: gio74web
    [cut]

    beh, per fare una pagina accessibile e/o
    usabile il primo requisito da rispettare
    è quello di attenersi allo standard
    del W3C. Se non si parte da questo elemento
    tutto il resto è aria fritta.dovrebbe essere così...molti siti si vantano (millantano?) di seguire le wag, ma non seguono gli standard w3 (anche perchè li se sfori ti sgama qualunque utente)
    Quello che sottolineavo io (e altri)
    è che lo standard di HTML o di XHTML
    da solo non è sufficienteverissimo, sono cose diverse, gli standard w3 però garantiscono l'accessibilità da ogni browser (se il browser segue gli standard) [penso sia questo che intendeva l'auore del post: spesso i programmatori chiedono di più se gli si chiede un sito accessibile da ogni browser e non se ne capisce il motivo, o meglio lo si capisce se il programmatore usa frontpage...:p] le wag vertono su un altro argomento e su un altro tipo di accessibilità (ugualmente importante)ps W chi ha fatto il sito trenitalia..:D
  • Anonimo scrive:
    Re: Tripla A?

    personalmente penso che la doppia A sia un
    ottimo livello perché gran parte
    delle barriere sono rimosse o, comunque,
    superabili (naturalmente è possibile
    che stia prendendo una cantonata, è
    sono una modesta impressione personale). la
    tripla A rischierebbe di essere troppo
    rigida per lo meno in alcuni contesti.
    è quello che intendevo AA mi sembra già accettabile. AAA si rischia di "bloccare" il sito
    L'importante è che non si arrivi ai
    soliti mostricciattoli italiani, con
    l'allestimento di carrozzoni che non hanno
    altro obiettivo che foraggiare mangiatoie
    già piene.
    è quello che emo, ho già assistito allo sciacallaggio di varie aziende pseudo (imho molto pseudo) esperte in sicurezza sul dps soprattutto nei confronti delle PApoi ho visto anche i risultati.... password e firewall (ma dai, ci vuole un genio proprio), ma la porta dell'archivio cartaceo rimane aperta e incustodita :D
  • gian_d scrive:
    Re: Il sito Ciquita!
    - Scritto da: gio74web[cut]beh, per fare una pagina accessibile e/o usabile il primo requisito da rispettare è quello di attenersi allo standard del W3C. Se non si parte da questo elemento tutto il resto è aria fritta.Quello che sottolineavo io (e altri) è che lo standard di HTML o di XHTML da solo non è sufficiente
  • gian_d scrive:
    Re: Tripla A?
    - Scritto da: gio74web
    Essendo che a livello mondiale esistono
    già organismi titolati ed attrezzati
    per controllare l'interoperabilità di
    chi partecipa al web (creatori di browser o
    di contenuti), anche nel campo del browsing
    per diversamente abili, non vedo di buon
    occhio il frazionamento a livello nazionale
    della possibilità di attribuire
    certificazioni di accessibilità
    usabilità o quant'altro sia
    già controllabile a livello
    internazionale, in quanto più piccolo
    è il frazionamento dei validatori
    tanto più è facile per chi
    vuole attuare pressioni commerciali creare
    una testa di ponte.il tuo ragionamento non fa una grinza, non posso che concordare
  • Anonimo scrive:
    Re: Tripla A?

    esistono
    associazioni o gruppi di disabili che fanno
    già questo lavoro, basti pensare ad
    esempio alla commissione OSI....
    L'importante è che non si arrivi ai
    soliti mostricciattoli italiani, con
    l'allestimento di carrozzoni che non hanno
    altro obiettivo che foraggiare mangiatoie
    già piene.Vedo che hai colto dove volevo andare a parare col mio intervento.Il web, piaccia o no, è mondiale, e nonostante questo l'interoperabilità che era il suo stato naturale, uno dei motivi della sua nascita, è stata già minata da forti pressioni commerciali.Essendo che a livello mondiale esistono già organismi titolati ed attrezzati per controllare l'interoperabilità di chi partecipa al web (creatori di browser o di contenuti), anche nel campo del browsing per diversamente abili, non vedo di buon occhio il frazionamento a livello nazionale della possibilità di attribuire certificazioni di accessibilità usabilità o quant'altro sia già controllabile a livello internazionale, in quanto più piccolo è il frazionamento dei validatori tanto più è facile per chi vuole attuare pressioni commerciali creare una testa di ponte.
  • Anonimo scrive:
    Re: Il sito Ciquita!
    Non intendevo sminuire il lavoro fatto per progettare siti per persone diversamente abili, intendevo mettere in evidenza che finalmente oggi ci sono strumenti visuali, semplici, veloci e di alta qualità che consentono di realizzare siti anche complessi senza preoccuparsi che il compositore generi, di suo, codice non confacente alle specifiche del w3c.Poi il lavoro di rendere il sito fruibile tramite una tastiera braille o sintetizzatore vocale e controllabile tramite stick assistiti o comandi vocali (sicuramente la mia lista è incompleta) va in ogni modo fatto con estrema cura e con una base professionale, ma se non si parte dal prerequisito di generare codice valido tale lavoro viene addirittura complicato, e non di poco!, dall'uso di parecchi strumenti di lavoro ancora oggi diffusi che creano codice non standard secondo un loro dialetto che non corrisponde allo standard w3c che è quello che viene accettato da questi strumenti e a cui si devono attenere i browser.Il discorso sull'usabilità non si riduce certo nel creare codice standard (non esiste ancora uno standard che impedisca di fare cose umanamente assurde ma formalmente corrette, dopotutto nemmeno il linguaggio comune può evitare di uscirsene con dei nonsense), ma questo ne è il prerequisito, poi il lavoro sull'usabilità va fatto comunque ma nel caso non si parta da codice standard avrei dovuto addirittura dire che è più impegnativo e quindi anche più costoso che farlo partendo da buon codice.Tutto qui. IMHO il discorso dei bollini dovrebbe partire solo a valle dell'avere avuto la validazione del codice dal w3c, che è l'unico ente che può legalmente dichiarare se una pagina, uno strumento o un generico browser stanno seguendo lo standard, cioè sono interoperabili con chiunque altro lo segua, o se "stanno andando per la loro strada".Credo che per i certificatori partire già da questa base salda di uno standard internazionale e specializzarsi esclusivamente nella verifica dell'usabilità delle pagine renda il lavoro molto meno dispersivo.
  • gian_d scrive:
    Re: Tripla A?
    - Scritto da: Anonimo

    penso che per le PA è già
    tanto se metteranno come livello la doppia
    A, se no vedremo chiudere molti siti anche
    ministeriali... (tra l'altro c'è
    sempre il mitico del min beni culurali un
    sito che viene sempre citato come esempio da
    evitare come la pestepersonalmente penso che la doppia A sia un ottimo livello perché gran parte delle barriere sono rimosse o, comunque, superabili (naturalmente è possibile che stia prendendo una cantonata, è sono una modesta impressione personale). la tripla A rischierebbe di essere troppo rigida per lo meno in alcuni contesti.In particolare nutro seri dubbi sulla possibilità di ottenere su larga scala siti accessibili (secondo la tripla AAA) e dinamici, la qualità del lavoro è sempre garantita dalla cura con cui il web designer controlla e testa il suo codice, non credo che i CMS disponibili siano arrivati ad un livello tale da permettere risultati dello stesso livello. Inoltre penso che più che andare verso l'accessibilità assoluta ci si debba orientare verso un giusto compromesso fra usabilità e accessibilità
    Ovviameno l'accessibilità non si
    può misurare in automatico, anche se
    per la verifica basterebbe seguire i
    checkpoint del w3c...quello che mi chiedo
    è:

    1- o la verifica dell'accessibilità
    è gratuita (e non credo, a meno che
    la società a cui è affidato il
    controllo non è diventata
    improvvisamente una onlus)una cosa non esclude l'altra. esistono associazioni o gruppi di disabili che fanno già questo lavoro, basti pensare ad esempio alla commissione OSI. Ed è sicuramente un lavoro immane se teniamo conto di quanto sia lenta e difficoltosa la navigazione per un non vedente o un altro portatore di handicap grave.L'importante è che non si arrivi ai soliti mostricciattoli italiani, con l'allestimento di carrozzoni che non hanno altro obiettivo che foraggiare mangiatoie già piene.
  • Anonimo scrive:
    Il sito Ciquita!
    Insomma, dobbiamo farci ridere dietro anche in questo?Bollino blu? Come, dove, cosa? E'un sito o una banana?Esistono le specifiche del w3c, cominciano anche ad esserci strumenti notevoli per sviluppare in modo confacente allo standard (anche siti belli, anche siti con alto contenuto tecnologico, sicuramente anche il solo composer di mozillone oggi è meglio di frontpage, e lo dico con la stessa esperienza su entrambi), che cosa ce ne facciamo del bollino blu?Chi controlla? Chi garantisce che lo standard richiesto sia aderente alle specifiche del w3c? Perchè è nientemeno nientepiù che questo che serve all'accessibilità, solo quelle specifiche sono la base comune per consentire la fruibilità dei contenuti con gli strumenti per i diversamente abili.Basta dire che i siti che ricadono in questa classe debbano passare il validatore w3c (gratuito, come gratuito è mozillone, come gratuito è il tempo per fare un sito accessibile invece che uno non accessibile, dato che oggi il lavoro è lo stesso), che bisogno c'è di inventarsi un bollino? Lo stesso validatore del w3c permette di cloccare sul loghetto e in questo modo invia la pagina di origine al validatore che la controlla, quindi eventuali bugie avrebbero le gambe corte e non ci vorrebbero certo torme di man in black con chissaquale backgruond ed inquadramento (e stipendio) per valutare se la certificazione è valida o meno.Al massimo posso capire che venga fatta una valutazione sull'ergonomia del sito, ma è comunque tutt'altro genere di impegno rispetto all'inventarsi dalla a alla z una certificazione, soprattutto dato che non si ha un reale potere di feedback con chi scrive i browser per gli utenti mainstream e gli strumenti di browsing per i diversamente abili, il che rende il tutto una penosa e insostenibile farsa.
    • Anonimo scrive:
      Re: Il sito Ciquita!

      Basta dire che i siti che ricadono in questa
      classe debbano passare il validatore w3c
      (gratuito, come gratuito è mozillone,
      come gratuito è il tempo per fare un
      sito accessibile invece che uno non
      accessibile, dato che oggi il lavoro
      è lo stesso), che bisogno c'è
      di inventarsi un bollino? Solo chi non ha mai realizzato un sito accessibile può seriamente credere che il lavoro sia lo stesso. Non esistono strumenti di authoring che ti aiutino nel lavoro, il codice va scritto quasi completamente "a mano", e ti posso assicurare che il tempo per fare un sito accessibile a livello AAA può essere anche il decuplo rispetto a un sito "normale":vuol dire fornire strumenti di navigazione diversi dal classico mouse o dalla classica tastiera;vuol dire individuare, sempre manualmente, ogni termine straniero, ogni abbreviazione, ogni acronimo presente e evidenziarli in appositi tag;vuol dire fornire alternative testuali a tutte le immagini, a tutto il codice javascript, a tutti gli applet, a tutto il contenuto multimediale delle pagine, e così via, tutte cose che nessun software può fare in automatico.Inoltre non dimentichiamo che accessibile vuol dire anche cross-browser, cioè che il sito deve essere consultabile con QUALSIASI browser, e anche qui il "lavoro" su fogli di stile e tag HTML non è certo una passeggiata.
      Lo stesso validatore del w3c permette di
      cloccare sul loghetto e in questo modo invia
      la pagina di origine al validatore che la
      controlla, quindi eventuali bugie avrebbero
      le gambe corte e non ci vorrebbero certo
      torme di man in black con chissaquale
      backgruond ed inquadramento (e stipendio)
      per valutare se la certificazione è
      valida o meno.Qui temo che tu faccia un po' di confusione tra la validazione del codice, che si fa in automatico cliccando sul "loghetto" del w3c, e la conformità alle linee guida sull'accessibilità, che può essere analizzata solo da un essere umano.==================================Modificato dall'autore il 12/07/2004 13.38.53
      • Anonimo scrive:
        Re: Il sito Ciquita!

        Solo chi non ha mai realizzato un sito
        accessibile può seriamente credere
        che il lavoro sia lo stesso. Ho usato forse troppo disinvoltamente il termine accessibile.Il lavoro di cui parli, certo, è essenziale per avere una tripla A e certamente l'ergonomia è una cosa che si può valutare in modo sensato solo umanamente, non intendevo sminuire questo tipo di impegno.Quello che intendevo è che con gli strumenti a disposizione oggi è altrettanto facile scrivere (totalmente con con tool visuali di buona qualità) codice strettamente confacente alle specifiche del w3c quanto lanciarsi in un improbabile dialetto html che vada bene solo per $attuale_versione_di_browser_molto_diffuso e che andrà poi rivisto alla prossima versione o su un diverso browser. Questa seconda accezione ho usato (limitatamente) come accessibilità, ovvero, se manca questo prerequisito (che oggi non costa nulla di più che fare le cose fuori standard) non si può parlare di accessibilità perchè gli strumenti di browsing per i diversamente abili non possono prescindere dal trovarsi passato un buon codice html strettamente secondo standard.Inoltre intendo come accessibilità anche la certezza della correttezza del codice generato in modo che sia fruibile sempre (anche quando la versione del browser per cui oggi risulta buono non sarà più in commercio) e comunque (indipendentemente dai vincoli della piattaforma dell'utente) in quanto è un valore a cui ciascun utente ha diritto indipendentemente da quello che sarà il destino commerciale dello specifico browser o dialetto.
        vuol dire fornire alternative testuali a
        tutte le immagini, a tutto il codice
        javascript, a tutti gli applet, a tutto il
        contenuto multimediale delle pagine, e
        così via, tutte cose che nessun
        software può fare in automatico....
        Inoltre non dimentichiamo che accessibile
        vuol dire anche cross-browser, cioè
        che il sito deve essere consultabile con
        QUALSIASI browser, e anche qui il "lavoro"
        su fogli di stile e tag HTML non è
        certo una passeggiata.Il composer di Mozilla ad esempio costringe a mettere in automatico la descrizione delle immagini e non genera autonomamente alcunchè nel codice che non sia strettamente compatibile col w3c e a questo punto se un browser in una sua data versione non la visualizza correttamente è un problema del browser, non del codice; certo data la diffusione di IE comunque va testato che con la versione attuale un sito funzioni a dovere, ma questo è solo un tutelarsi dai possibili bug del browser.In qualunque momento si può procedere con la verifica con il validatore nel caso che per qualche bugghetto o un ritocco manuale non siano state rispettate totalmente le specifiche.Se poi lo si vuole ignorare perlomeno si è avvisati quando si tenta di fare qualcosa di non consentito, il che abitua velocemente a lavorare secondo certi criteri.Che poi ci sia dell'altro da fare per avere una tripla A e che solo un essere umano possa valutare come risulterà il sito per un altro essere umano, spece se diversamente abile, è chiaro, ma tutto parte dal prerequisito di realizzare codice corretto per cui ci sono già strumenti di controllo e sviluppo estremamente efficienti.
      • Anonimo scrive:
        Tripla A?
        penso che per le PA è già tanto se metteranno come livello la doppia A, se no vedremo chiudere molti siti anche ministeriali... (tra l'altro c'è sempre il mitico del min beni culurali un sito che viene sempre citato come esempio da evitare come la peste)Ovviameno l'accessibilità non si può misurare in automatico, anche se per la verifica basterebbe seguire i checkpoint del w3c...quello che mi chiedo è:1- o la verifica dell'accessibilità è gratuita (e non credo, a meno che la società a cui è affidato il controllo non è diventata improvvisamente una onlus)2 - o non puoi obbligarmi a pagare una certificazione, magari da persone che non sanno assolutamente che lavoro c'è dietro ma che si limitano a seguire i checkpoint w3 cosa che può fare anche mio figlio che ha 8 anni e si prende sicuramente di meno...
      • gian_d scrive:
        Re: Il sito Ciquita!
        - Scritto da: maraie
        Solo chi non ha mai realizzato un sito[cut]concordo al 100%
  • Anonimo scrive:
    Re: e vai, si paga ancora
    - Scritto da: Anonimo
    immagino che questi valutatori esterni non
    faanno tutti aggratis...Beh questo sarebbe interessante da capire, Scano che ci dici a questo proposito?
  • rscano scrive:
    Occhio ai tempi...
    La cosa non sarà così rapida. Il regolamento non è ancora in vigore e dovrà passare diverse "mani", prima di tornare al governo e passare poi a Ciampi.Sono previste, infatti, dalla legge n. 4 del 2004 la notifica alla Commissione Europea e l'acquisizione dell?intesa della Conferenza Unificata, del parere del Consiglio di Stato e del parere delle due Commissioni Parlamentari competenti. La deliberazione definitiva del Consiglio dei Ministri, precederà, infine, la firma del Presidente della Repubblica e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.Per quanto riguarda i decreti, ci sono diversi gruppi di lavoro che stanno lavorando per le regole tecniche non solo dei siti web ma anche delle applicazioni informatiche, hardware e software: il lavoro è ancora molto, ma procede bene e con rispetto degli standard internazionali.
  • Anonimo scrive:
    e vai, si paga ancora
    immagino che questi valutatori esterni non faanno tutti aggratis...ma non esistono degli standard del w3, non sarà il caso di obbligare al rispetto di quello piuttosto che tirare su questa baracca che avrà il solo scopo di raggranellare qualche altro soldo (vd ad esempio cosa è successo per il dps, una vera lollata)
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