Netcafé spregiudicati puniti dalle major

La catena di internet point consentiva ai frequentatori di masterizzare quanto scaricavano da internet. Denunciata dai discografici inglesi è ora stata condannata. Dovrà risarcire notevoli somme


Roma – No, non andava giù alla BPI, la British Phonographic Industry, il fatto che una catena di frequentati internet café offrisse ai propri clienti la possibilità di masterizzare i file scaricati da internet dalle postazioni del locale. Così la BPI ha prima denunciato EasyInternet Café e poi ha ottenuto, nelle scorse ore, la condanna dell’azienda.

Dopo 18 mesi di battaglia legale, il giudice che ha presieduto il caso ha stabilito che il servizio offerto da quella catena di netcafé viola il copyright delle case discografiche sui brani che gli utenti di quei locali hanno scaricato, masterizzato e portato a casa senza riconoscere royalty ai possessori dei diritti intellettuali.

“Si tratta di un precedente di rilievo per la responsabilità dei titolari di molti internet cafè – ha affermato in una nota la Federazione italiana contro la pirateria musicale – che non svolgono controlli sull’attività illegale posta in essere dai propri clienti o addirittura la favoriscono fornendo servizi “a valore aggiunto” quali masterizzazione non autorizzata di cd contenenti opere protette che danneggiano gravemente i titolari dei diritti”.

Va detto che i gestori della catena di netpoint ha sempre sostenuto che la sua responsabilità si esauriva nel fornire un servizio legittimo e che le eventuali attività illegali degli avventori riguardano soltanto loro e non i café. Ma il giudice non la pensa così.

Entro breve tempo il tribunale dovrà stabilire quale somma, probabilmente cospicua, EasyInternet dovrà risarcire ai discografici. L’azienda nel recente passato ha dichiarato che BPI vuole almeno un milione di sterline, una cifra che ha definito una “estorsione”.

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  • DoubleGJ scrive:
    L'Italia Invece è il Terzo Mondo
    Sono contento per gli studenti che lo vedranno,mi rattrista comunque il fatto che in Italia non ci sono tante iniziative valide :(nel nostro paese ci si fossilizza soprattutto su programmi ministeriali antichi e obsoleti con docenti ancora più antichi intellettualmente e non si impara quasi nulla di utile.Ammetto che la nostra cultura generale è di livello superiore (cosi dicono) ......ma penso che non serva a molto.Per quanto riguarda le tecnologie però siamo sempre tra i primi se abitiamo a Milano o a Roma! Se siamo altrove però siamo nel terzo mondo!!!(non è un offesa diretta a chi abita altrove ma è una lamentela leggermente ironica per il fatto che dove sto io non arrivano i servizi nuovi prima di almeno 2 anni che sono usciti a RM e a MI. E sto in un capoluogo di provincia)Italia in coda ad aspettare.
  • Anonimo scrive:
    Un Asi*n*o a scuola
    Asino o Asimo? :)
  • Anonimo scrive:
    ditemelo voi
    Che applicazione ha Asimo a parte stupire/fare pubblicita' alla honda ed essere un "pure proof of concept".
    • Anonimo scrive:
      Re: ditemelo voi
      - Scritto da: Anonimo
      Che applicazione ha Asimo a parte
      stupire/fare pubblicita' alla honda ed
      essere un "pure proof of concept".Se Isaac Newton, Albert Einstein, Niels Bohr, Carl F. Gauss, Kurt Gödel e mille altri grandi si fossero micragnosamente preoccupati solo delle "applicazioni" spicciole qui staremmo ancora ad accendere il fuoco con l'acciarino, a credere che il sole ruoti attorno alla terra ed a sperare che non ci cada un pezzo di cielo in testa... la Matematica, Regina delle Scienze, è nota proprio per il suo scollamento dal pantano della pratica e dalla grossolana limitatezza dei sensi, eppure tutte le altre scienze parlano il suo linguaggio e non esisterebbero senza di essa. Questo pragmatismo povero e finalistico delle "applicazioni a tutti i costi" fa parte di un certo modo, sbagliato, di concepire la scienza in un paese di analfabeti scientifici plagiati e piagati dall'idea crociana.http://www.seattlerobotics.org/ giusto per toglierti la voglia di vedere un pò di appassionati della domenica che le applicazioni le trovano, e se non ci sono se le inventano. Il genio ha il compito fare domande nuove e sconvolgenti, a cui poi il tempo e la mediocrità daranno risposte. Il robot della Honda fa semplicemente parte della seconda categoria, come risultato di vent'anni di esperienza industriale in robotica. Le tecnologia transita sempre, per osmosi, dalla ricerca pura a quella applicata: la seconda non esisterebbe senza la prima.
      • Anonimo scrive:
        Re: ditemelo voi

        Le
        tecnologia transita sempre, per osmosi,
        dalla ricerca pura a quella applicata: la
        seconda non esisterebbe senza la prima.E viceversa. Poiche' senza l'applicazione industriale non ci sarebbero i fondi necessari a proseguire nella ricerca pura.Inoltre spesso la ricerca applicata ha creato nuovi interrogativi per la ricerca pura.Saluti.Stefano.
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