Norme antiterrorismo, sale la temperatura

Dopo gli internet point, a fare il punto della situazione sono le università. In molti ritengono che le misure previste dal Decreto Pisanu riguardino anche aule di informatica e accessi dagli atenei


Roma – Non c’è pace per le nuove normative anti-terrorismo fortemente volute dal Governo e che impattano fortemente sulle comunicazioni nei nuovi media: dopo gli internet point, che già hanno espresso tutte le perplessità sulle nuove misure di sicurezza, a fare il punto ora sulla legge 155/2005 e sul Decreto del ministero dell’Interno del 16 agosto 2005 sono le università italiane.

E’ sufficiente seguire quanto sta avvenendo in alcuni dei principali atenei nostrani per rendersi conto dell’ incertezza che sembra essere stata causata dalle nuove direttive. Si sta infatti dibattendo sulla possibilità che il Decreto Pisanu possa richiedere alle università di identificare i propri studenti ogni qual volta accedano ad una postazione internet, i propri docenti ogni qual volta si servano della rete universitaria, tenendo in più traccia, con log dedicati, degli accessi e delle attività online.

La ragione di questa incertezza risiede perlopiù nell’articolo 2 del decreto, laddove – come spiegano i giuristi – si legge che “i titolari o gestori di un esercizio pubblico o di un circolo privato di qualsiasi specie, nel quale sono poste a disposizione del pubblico, dei clienti o dei soci, apparecchi terminali utilizzabili per le comunicazioni, anche telematiche” sono tenuti “ad adottare le misure necessarie a memorizzare e mantenere i dati relativi alla data ed ora della comunicazione e alla tipologia del servizio utilizzato, abbinabili univocamente al terminale utilizzato dall’utente, esclusi comunque i contenuti delle comunicazioni effettuate dal cliente”.

Tutto questo impatta evidentemente sui gestori degli internet café ma, secondo molti, anche sugli atenei, con conseguenze giuridiche rilevanti sui corrispondenti organi amministrativi.

La questione non è peregrina: se lo scopo del Decreto è infatti cercare di tenere traccia di tutti coloro che accedono alla rete, e di sapere a chi mandano email o da chi le ricevono, in una università questo potrebbe rivelarsi assai difficile. Anzitutto sono pochissimi gli atenei che loggano gli accessi ad internet e mantengono i relativi file di log ma, soprattutto, quanti sono quelli che tengono sotto stretto controllo le aule di informatica e i relativi accessi?

In questi ambienti, dove sono a disposizione degli studenti e del corpo docente un certo numero di postazioni informatiche per l’accesso alla rete, tradizionalmente si accede senza alcuna formale identificazione, senza nessuna corrispondenza tra postazione utilizzata e attività svolta e perlopiù senza che di quanto si compie in rete vi sia un log. Il tutto a fronte di un provvedimento che richiede queste procedure: acquisizione dei dati anagrafici riportati su un documento di identità e trascrizione di tutti i dati del documento (tipo, numero ecc.).

La soluzione? Difficile individuarla, per ogni ateneo sarà diversa, se si riterrà di doverla applicare, ma dovrà comprendere nuovi strumenti di riconoscimento degli studenti nelle aule ma anche di coloro, si pensi ai docenti, che collegano alla rete universitaria i propri computer portatili per finalità didattiche.

Ieri, intanto, Pietro Folena (indipendente nel gruppo PRC), in un comunicato ha definito il Decreto Pisanu “una sciagura per internet point e clienti”, sottolineando che gli “obblighi di registrazione della clientela previsti dal decreto scoraggiano molti perché procurano lunghe e inutili file ma soprattutto perché i cittadini non sentono più tutelata la loro privacy”. Folena ha rivolto a questo proposito una interrogazione allo stesso ministro Pisanu.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    oabu@vanda.net
    Love comes quickly, whatever you do
  • Anonimo scrive:
    urwin@puck.com
    Shit happens, is it?
  • Anonimo scrive:
    olka@pathetic.com
    God bless any child in this world and beyond
  • Anonimo scrive:
    barba@gambler.net
    Girls, have fun, not boys
  • Anonimo scrive:
    oary@pisem.net
    Hello my little friends again
  • Anonimo scrive:
    kisa@drama.com
    I lost my virginity, pity
  • Anonimo scrive:
    E se non voglio che il pattume mi intasi
    la cassetta postale?Cosa devo fare?
  • Anonimo scrive:
    E le richieste di beneficenza?
    D'accordo su quanto scrive il sig.Del Medico ma che dire delle richieste di soldi che provengono dalle più disparate organizzazioni (che spesso nessuno conosce) a favore di questa o di quella iniziativa, richieste indirizzate con tanto di nome e cognome? In cosa differiscono da chi manda messaggi indesiderati via internet?Gianfranco Inguanotto
  • Anonimo scrive:
    E se io faccio cosi'?
    Visto che voi contestate solo il fatto che mandando email di massa, faccio uso di un dato personale, se io vado da Libero e dico: Manda questa mail pubblicitaria a tutti i tuoi utenti (pagandolo ovviamente). In questo modo io non tratto dati personali, ma nemmeno libero perche' lui le manda in massa depositandole sul proprio server, senza usare gli indirizzi, ma un semplice script, senza trattare gli indirizzi, va ad inserire la pubblicita' in ogni casella del provider.In questo caso nessuno ha trattato un dato personale. Quindi la storia dello spam e' diversa.
    • Anonimo scrive:
      Re: E se io faccio cosi'?
      - Scritto da: Anonimo
      Visto che voi contestate solo il fatto che
      mandando email di massa, faccio uso
      di un dato personale, se io vado da
      Libero e dico: Manda questa mail
      pubblicitaria a tutti i tuoi utenti
      (pagandolo ovviamente). In questo
      modo io non tratto dati personali, ma
      nemmeno libero perche' lui le manda
      in massa depositandole sul proprio
      server, senza usare gli indirizzi, ma un
      semplice script, senza trattare gli indirizzi,
      va ad inserire la pubblicita' in ogni casella
      del provider.
      In questo caso nessuno ha trattato un dato
      personale. Quindi la storia dello spam e'
      diversa.Hahahahahahahahahahahahahahahaha
  • Anonimo scrive:
    Lo spam è un costo
    Vogliamo renderci conto che lo spam è un atto di vandalismo verso le infrastrutture di rete, che usa una fetta considerevole della banda disponibile (con minimi ritorni in termini di utilità) e fa di conseguenza aumentare la necessità di banda e quindi i suoi costi?E'vandalismo (che crea contraccolpi economici dannosi per l'utente finale) e come tale va trattato.Il resto è chiacchiera.
    • Sky scrive:
      Re: Lo spam è un costo
      Esattamente!Dall'uso all'abuso di internet.Poi ci si lamenta che "non c'è banda libera" o che quella che c'è "costa troppo": iniziamo col togliere (o far togliere) il 50% di questa "occupazione illecita di banda" (e di costi)... e poi se ne riparla.
  • Anonimo scrive:
    Blockbuster-Panto-Pampers.....mondadori.
    Loro possono spammare nella mia cassetta postaledi casa, con su scritto nome e cognome, via indirizzo ecc ecc............ma questi non sono dati personali riservati, Infatti per la legge è molto + importante il n.ro di telefono e la casella di posta elettronica, che non sapere esattamente dove ABITO......Loro riempiono solo cave e inceneritori aumentando la mia già esosa bolletta per le immondizie.......Loro non sono spammatori e non li posso denunciare, perchè tutti riderebbero..........invece lo spam su posta elettronica è importantissimo........e degno di essere citato in parlamento..........Loro non sanno che mi sto facendo la casa nuova e vogliono vendermi le finestre (PANTO), non sanno chi è il proprietario di casa e che ho circa 30 anni per cui sono un forte fruitore di DVD a noleggio (BLOCKBUSTER) e differenziano l'offerta rispetto a quella di mia NONNA, che non si filano o a quella di mio PADRE che è meno vantaggiosa. Loro non sanno che mi è nato un figlio e che ha quasi due anni per cui oltre ai pannolini mi propongono i libricini (PAMPERS-MONDADORI).LORO non si sono venduti i miei dati personali e la mia privacy........nooooooooo....ma loro possono pagare profumatamente chi deve fare le leggi in modo che lo spamming su internet non gli porti via grosse fette di business.........o abbassi i costi..........Loro rispettano la mia privacy e formano anche l'opinione comune.............;-)
    • Anonimo scrive:
      Re: Blockbuster-Panto-Pampers.....mondad
      Mi ricordi tanto la prenatal che manda i ricordini ai bambini fino ad un certa età. Ma a loro chi l'ha detto che c'è un bambino tal dei tali di tale età in quella casa là ? La fata turchina o il topino del dentino ?
  • Anonimo scrive:
    Cassetta postale blindata?? Scherziamo?
    Nel thread "avete tutti ragione" c'e' la risposta di un utente che suggerisce l'adozione di cassette delle lettere "sigillate" apribili con carta magnetica da dare solo ai "distributori ufficiali" della posta....Carta magnetica?Casella postale blindata?Ma scherziamo???? Che modo "italiano" di vedere le cose!In Olanda la soluzione adottata e' piu' semplice ed economica : basta un adesivo da attaccare sulla cassetta delle lettere con scritto se si desidera ricevere pubblicita'. E funziona!Come mai li funziona senza dovere "blindare" le cassette???In fondo un volantino e' contiene necessariamente la "firma" della ditta che reclamizza e in caso di abuso (spam in cassetta) e' facile risalire al responsabile e sanzionarlo....Ma in italia siamo cosi' abituati alla presenza dei furbetti che a qualcuno e' venuto in mente come soluzione la "cassetta delle lettere blindata". ASSURDO! Rendiamoci conto di tutto cio'.
    • Anonimo scrive:
      Re: Cassetta postale blindata?? Scherzia
      Guarda che anche in Italia è così. Non so se hai mai fatto volantinaggio ma ti assicuro che normalmente la ditta pubblicitaria che ti da i volantini ti dice di non metterli nei palazzi in cui c'è scritto che non vogliono corrispondenza commerciale.Per cui, prima di partire col solito autolesionismo (questo s¡ davvero tutto italiano) cerchaimo di guardare la realtà
    • Anonimo scrive:
      Re: Sei tu che scherzi
      Ma secondo te a rispettare questi adesivi saranno in molti? Ma se in Italia non si rispetta nemmeno il rosso, vuoi che qualcuno rispetti uno stupido adesivo?
  • Anonimo scrive:
    Bastava leggere i commenti
    http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=1145423&tid=1144827&p=1&r=PI#1145423in poie così PI non si scomodava a fare un altro articolo totalmente inutile e, come spesso accade, dal titolo ambiguo, visto che per SPAM si intende esclusivamente la posta elettronica.
    • Anonimo scrive:
      Re: Bastava leggere i commenti
      Ma sei un ingegnere? No te lo chiedo perche' alcuni ingegneri sono cosi' quadrati (ma anche certi dottorati in giurisprudenza) che non riescono a ragionare fuori dal pentagramma e allora si fermano alle leggi o a quanto letto nei manuali.Piu' in la' c'e' un intero mondo sai, scopriresti perche' io i volantini in cassetta li chiamo spam.
      • Anonimo scrive:
        Re: Bastava leggere i commenti
        - Scritto da: Anonimo

        Ma sei un ingegnere?
        No te lo chiedo perche' alcuni ingegneri sono
        cosi' quadrati (ma anche certi dottorati in
        giurisprudenza) che non riescono a ragionare
        fuori dal pentagramma e allora si fermano alle
        leggi o a quanto letto nei manuali.
        Piu' in la' c'e' un intero mondo sai, scopriresti
        perche' io i volantini in cassetta li chiamo
        spam.No, non so no un ingegnere, chiamiamo spam tutto quello che ci dà fastidio allorahttp://it.wikipedia.org/wiki/Spam_%28informatica%29
        • xander2k scrive:
          Re: Bastava leggere i commenti
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo
          No, non so no un ingegnere, chiamiamo spam tutto
          quello che ci dà fastidio allora


          http://it.wikipedia.org/wiki/Spam_%28informatica%2Attenzione, leggi qui:http://en.wikipedia.org/wiki/Spame clicca su "street spam" (Street spam is illegal blanket advertising in public places).Inoltre fai una ricerca su Google e troverai una marea di risultati per:1) "e-mail spam"/"e-mail spamming": se esiste questo, allora si presume esista anche "x spam"/"x spamming", dove x è un sostantivo a piacere2) "spam mail": se esistesse solo lo spam elettronico, allora si dovrebbe dire "spam e-mail". E invece non lo si fa.Quindi? Ai posteri l'ardua sentenza.
  • Anonimo scrive:
    MI SPIEGHI LA DIFFERENZA ALLORA?
    Che differenza passa allora nel trattate una mail, mandarci lo spam e magari cancellare poi l'indirizzo, con l'andare presso un palazzo, leggere sul citofono (vedi, nome, cognome, numero ecc) e magari poi rimuovere dalla proria memoria questi dati?Perche' l'indirizzo telematico (alias@provider.ext) e' un dati personale, mentre un indirizzo fisico (via delle banane, 60) no?
    • Anonimo scrive:
      Re: MI SPIEGHI LA DIFFERENZA ALLORA?
      - Scritto da: Anonimo
      Che differenza passa allora nel trattate una
      mail, mandarci lo spam e magari cancellare poi
      l'indirizzo, con l'andare presso un palazzo,
      leggere sul citofono (vedi, nome, cognome, numero
      ecc) e magari poi rimuovere dalla proria memoria
      questi dati?

      Perche' l'indirizzo telematico
      (alias@provider.ext) e' un dati personale, mentre
      un indirizzo fisico (via delle banane, 60) no?NON C'E' IL TRATTAMENTO NE' ELETTRONICO NE' CARTACEO DEL DATO, LO CAPISCI O NO????!!!!!!(si ho gridato!)Oppure cosa credi, che tutti quelli che leggono un indirizzo devono farsi un DPS perchè conoscono i dati di qualcun altro????
      • Anonimo scrive:
        Re: MI SPIEGHI LA DIFFERENZA ALLORA?
        - Scritto da: Anonimo
        NON C'E' IL TRATTAMENTO NE' ELETTRONICO NE'
        CARTACEO DEL DATO, LO CAPISCI O NO????!!!!!!
        (si ho gridato!)

        Oppure cosa credi, che tutti quelli che leggono
        un indirizzo devono farsi un DPS perchè conoscono
        i dati di qualcun altro????Ma c'e' il trattamento "mentale". Ora perche' quello mentale non e' alla stregua di uno elettronico?
        • Anonimo scrive:
          Re: MI SPIEGHI LA DIFFERENZA ALLORA?
          - Scritto da: Anonimo
          - Scritto da: Anonimo

          NON C'E' IL TRATTAMENTO NE' ELETTRONICO NE'

          CARTACEO DEL DATO, LO CAPISCI O NO????!!!!!!

          (si ho gridato!)



          Oppure cosa credi, che tutti quelli che leggono

          un indirizzo devono farsi un DPS perchè
          conoscono

          i dati di qualcun altro????

          Ma c'e' il trattamento "mentale". Ora perche'
          quello mentale non e' alla stregua di uno
          elettronico?Si come no... forse se sei autistico...
  • Anonimo scrive:
    Re: Quindi...

    Oppure a tutte le combinazioni (beh, tutte è
    difficile, diciamo un sottoinsieme discreto) di
    caratteri costituenti un indirizzo valido. Che
    bello.tranquillo che gia' lo fanno
    • bowlingbpsl scrive:
      Re: Quindi...
      E comunque, se vogliamo ragionare in maniera strettamente legale, un *trattamento* c'e' stato, anche se dichiarano di aver tirato ad indovinare e di aver cancellato tutto subito dopo.Le Tre Leggi dello spammer:1) Gli spammer sono stupidi2) Vedi regola 1)3) Gli spammer mentonoBTW, gioverebbe molto, anziche' cercare di fare la punta ai chiodi, leggere i "fondamentali" (comunque concordo con chi dice che quest'articolo non era molto utile)http://www.collinelli.net/antispam
  • frog scrive:
    Avete tutti ragione
    Sta bene. La pubblicita' nelle mail e' terribile, perche' e' a costo zero.Quindi e' troppa.La cassetta della posta condominiale e' proprieta' privata.E ok.Ma allora, come promuovere un' attivita'?Intendo una piccola attivita', che non puo' permettersi investimenti miliardari.Facciamo conto che io apra un laboratorio dovee riparo le televisioni.E' in un cortile, quindi non visibile dalla strada.Come mi faccio conoscere?Perche' magari a qualcuno nel quartiere serve.E non sa' che io l' ho appena aperto
    • Anonimo scrive:
      Re: Avete tutti ragione
      Hai ragione anche tu. Però io non voglio che qualcuno violi la mia proprietà privata (la casella è proprietà privata- condominiale e non). Non me ne frega niente delle disquisizioni su - spam, non spam -.Domanda: è un mio diritto allontanarti (misura minima...) se ti vedo infilare pubblicità nella mia casella di posta? Si in modo indiscutibile.
    • Anonimo scrive:
      Re: Avete tutti ragione

      Ma allora, come promuovere un' attivita'?
      Intendo una piccola attivita', che non puo'
      permettersi investimenti miliardari.Facciamo
      conto che io apra un laboratorio dovee riparo le
      televisioni.E' in un cortile, quindi non visibile
      dalla strada.Come mi faccio conoscere?Perche'
      magari a qualcuno nel quartiere serve.E non sa'
      che io l' ho appena apertogiusto, tra l'altro il volantinaggio puo' essere considerato di pubblica utilita'.ma non nella mia casella di posta prego, altrimenti sono costretto a buttare tutto nel cestino dei rifiuti e molto spesso anche corrispondeza legittima tanta e' la confusione che si viene a creare.sarebbe civile disporre di un raccoglitore a rastrelliera, un po' come fosse una bacheca dove depositare pubblicita' e volantini, in assenza, prego astenersi.riempire la cassetta della posta altrui di ogni genere di cartaccie e' puro vandalismo e andrebbe severamente punito.una soluzione potrebbe essere quella di avere cassette sigillate con apertura tramite carta magnetica di cui i distributori autorizzati avrebbero una copia universale.... forse un giorno ci si arrivera'.
      • Anonimo scrive:
        Re: Avete tutti ragione
        basta scrivere sulla casella , no pubblicità , in rosso evidenziato, è cosi difficile ?,e cmq io sono interessato quando arrivano i depliant dei centri commerciali o supermercati , x' almeno se devo comprare qlq so i prezzi e dove posso trovare convenienza .
        • Anonimo scrive:
          Re: Avete tutti ragione
          - Scritto da: Anonimo
          basta scrivere sulla casella , no pubblicità , in
          rosso evidenziato, è cosi difficile ?,e cmq io
          sono interessato quando arrivano i depliant dei
          centri commerciali o supermercati , x' almeno se
          devo comprare qlq so i prezzi e dove posso
          trovare convenienza .Come del resto non possiamo escludere l'esistenza di persone interessate a ricevere depliant in forma elettronica tramite email.
        • Anonimo scrive:
          Re: Avete tutti ragione
          - Scritto da: Anonimo
          basta scrivere sulla casella , no pubblicità , in
          rosso evidenziato, è cosi difficile ?,e cmq ioNon è difficile. Semplicemente è inutile. Anzi quando ti ritrovi la cassetta delle lettere piena di pubblicità ne più e ne meno di prima ti girano pure i coglioni pensare a quello che hai speso per la targetta
          sono interessato quando arrivano i depliant dei
          centri commerciali o supermercati , x' almeno se
          devo comprare qlq so i prezzi e dove posso
          trovare convenienza .Perlomeno nella buca trovi la pubblicità del centro commerciale vicino a casa tua, e non quella di un cavadenti americano (si... i prezzi sono modici... peccato solo che alla parcella devo aggiungerci il biglietto aereo...) oppure del raddrizza uccelli di turno...
    • Sky scrive:
      Re: Avete tutti ragione
      - Scritto da: frog
      Sta bene. La pubblicita' nelle mail e' terribile,
      perche' e' a costo zero.Per chi la invia (non è esattamente così... comunque i costi sono irrisori rispetto all'invio fisico).
      Quindi e' troppa.Ed "inutile", nel senso che è "vettorizzata" male: va "tutto su tutti" ed in genere il 99% è perfettamente inutile (e fastidiosa da ripulire).
      La cassetta della posta condominiale e'
      proprieta' privata.E ok.E sarebbe ora che chi invia volantini e cataloghi cominciasse a capirlo...
      Ma allora, come promuovere un' attivita'?
      Intendo una piccola attivita', che non puo'
      permettersi investimenti miliardari.Facciamo
      conto che io apra un laboratorio dovee riparo le
      televisioni.E' in un cortile, quindi non visibile
      dalla strada.Come mi faccio conoscere?Perche'
      magari a qualcuno nel quartiere serve.E non sa'
      che io l' ho appena aperto1) inserzione su un giornale locale: ovvio che non ti compri il paginone centrale, ma credo che la "piccola pubblicità" sia abbordabile2) farsi un sito internet, anche "infamissimo" (tipo una schifosissima home-page-e-basta), oggi costa la "bellezza" di 10 Euro/anno... se sei una ditta con quella cifra ci compri tre penne e due matite.Nel sito puoi pubblicare, oltre alla descrizione dell'attività, i META-TAGs che verranno indicizzati dai motori di ricerca: io, cercando in rete, ti troverò così.3) pubblicità tradizionale su una o più riviste del settore... sempre a basso profilo/impatto, ma comunque meglio che scassare i co@!on! a me con una mail (non richiesta) che cestinerò inviandoti una bella bestemmia nuova di zecca (e "richiesta", a questo punto ;)) :D4) piccoli annunci su radio locali (v. p.to 1)Non mi dire che, prima dell'avvento di Internet, non esisteva la pubblicità eh? ;)Il discorso, in generale, è che io vorrei "trovare quello che cerco" invece che essere "inseguito da ciò che non voglio" (pagando poi io l'operazione).
      • frog scrive:
        Re: Avete tutti ragione
        - Scritto da: Sky
        - Scritto da: frog

        Sta bene. La pubblicita' nelle mail e'
        terribile,

        perche' e' a costo zero.
        Per chi la invia (non è esattamente così...
        comunque i costi sono irrisori rispetto all'invio
        fisico).Ed e' esattamente quello che ho scritto.


        Quindi e' troppa.
        Ed "inutile", nel senso che è "vettorizzata"
        male: va "tutto su tutti" ed in genere il 99% è
        perfettamente inutile (e fastidiosa da ripulire).Ed e' esattamente quello che intendevo...........


        La cassetta della posta condominiale e'

        proprieta' privata.E ok.
        E sarebbe ora che chi invia volantini e cataloghi
        cominciasse a capirlo...In questo senso mi sembra una buona idea quella che ha proposto qualcuno, di utilizzare una bacheca.
        .E' in un cortile, quindi non
        visibile

        dalla strada.Come mi faccio conoscere?Perche'

        magari a qualcuno nel quartiere serve.E non sa'

        che io l' ho appena aperto

        1) inserzione su un giornale locale: ovvio che
        non ti compri il paginone centrale, ma credo che
        la "piccola pubblicità" sia abbordabileNon tanto.Tieni presente che un modulo su un giornale costa centinaia di ?.Ed ha un ritorna pressoche nullo, esattamente come spammare delle caselle di posta.

        2) farsi un sito internet, anche "infamissimo"
        (tipo una schifosissima home-page-e-basta), oggi
        costa la "bellezza" di 10 Euro/anno... se sei una
        ditta con quella cifra ci compri tre penne e due
        matite.Ed anche questo ha un ritorno nullo.Se cerchi un idraulico nel tuo quartiere, chiedi al tabaccaio o cerchi su internet?
        Nel sito puoi pubblicare, oltre alla descrizione
        dell'attività, i META-TAGs che verranno
        indicizzati dai motori di ricerca: io, cercando
        in rete, ti troverò così.E non te ne farai nulla.

        3) pubblicità tradizionale su una o più riviste
        del settore... sempre a basso profilo/impatto, ma
        comunque meglio che scassare i co@!on! a me con
        una mail (non richiesta) che cestinerò inviandoti
        una bella bestemmia nuova di zecca (e
        "richiesta", a questo punto ;)) :DHo fatto l' esempio del riparatore di tv.Mi indichi una rivista del settore????

        4) piccoli annunci su radio locali (v. p.to 1)Questa mi piace.

        Non mi dire che, prima dell'avvento di Internet,
        non esisteva la pubblicità eh? ;)??????io parlavo del volantinaggio

        Il discorso, in generale, è che io vorrei
        "trovare quello che cerco" invece che essere
        "inseguito da ciò che non voglio" (pagando poi io
        l'operazione).E trovarai sempre non il migliore, solo quello con piu' mezzi per essere trovato per primo.
        • Sky scrive:
          Re: Avete tutti ragione
          - Scritto da: frog
          - Scritto da: Sky


          La cassetta della posta condominiale e'


          proprieta' privata.E ok.

          E sarebbe ora che chi invia volantini e

          cataloghi

          cominciasse a capirlo...
          In questo senso mi sembra una buona idea quella
          che ha proposto qualcuno, di utilizzare una
          bacheca.Vuol solo dire che il condominio dovrebbe spendere soldi propri (per bacheca, spazio, ripulitura dalla "cartaccia inutile", ecc.) per un "servizio" che non solo non ha richiesto ma che serve ad altri (chi si pubblicizza).Non lo trovo giusto.Sarò provocatorio: bacheca (a pagamento) c/o il Comune: chi è interessato passa di lì e preleva (gratuitamente) la pubblicità. :DSo benissimo che, in termini commerciali, è (quasi) un'idiozia... ma perchè devo pagare IO la pubblicità che ti fai TU?

          .E' in un cortile, quindi non

          visibile


          dalla strada.Come mi faccio conoscere?Perche'


          magari a qualcuno nel quartiere serve.E non


          sa' che io l' ho appena aperto

          1) inserzione su un giornale locale: ovvio che

          non ti compri il paginone centrale, ma credo che

          la "piccola pubblicità" sia abbordabile
          Non tanto.Tieni presente che un modulo su un
          giornale costa centinaia di ?.Ed ha un ritorna
          pressoche nullo, esattamente come spammare delle
          caselle di posta.Solo che spammare è molto più comodo e meno costoso eh? ;)

          2) farsi un sito internet, anche "infamissimo"

          (tipo una schifosissima home-page-e-basta), oggi

          costa la "bellezza" di 10 Euro/anno... se sei

          una

          ditta con quella cifra ci compri tre penne e due

          matite.
          Ed anche questo ha un ritorno nullo.Se cerchi un
          idraulico nel tuo quartiere, chiedi al tabaccaio
          o cerchi su internet?1) chiedo al tabaccaio: non vedo come questo porti al riempimento della mia casella di posta (reale o vituale) di "robaccia"2) cerco su Internet (l'ho fatto, quindi posso parlare): sono rimasto "molto infastidito" dalla bassissima "qualità" dell'informazione presentata.Ti faccio un esempio: non sono riuscito a trovare in nessuna pagina gli ORARI d'apertura di un supermercato vicino a casa mia (volevo fare la spesa rientrando a casa e consultavo le loro pagine dall'ufficio)Internet è un mezzo d'informazione... o dovrebbe esserlo: sarebbe ora che la si smettesse di considerarlo un mezzo di spam o usare la rete solo per il P2P.Certo che se i primi a non crederci sono proprio quelli che devono pubblicizzare la propria presenza...

          Nel sito puoi pubblicare, oltre alla descrizione

          dell'attività, i META-TAGs che verranno

          indicizzati dai motori di ricerca: io, cercando

          in rete, ti troverò così.
          E non te ne farai nulla.v. sopra ;)

          3) pubblicità tradizionale su una o più riviste

          del settore... sempre a basso profilo/impatto,

          ma

          comunque meglio che scassare i co@!on! a me con

          una mail (non richiesta) che cestinerò

          inviandoti

          una bella bestemmia nuova di zecca (e

          "richiesta", a questo punto ;)) :D
          Ho fatto l' esempio del riparatore di tv.Mi
          indichi una rivista del settore????Nuova Elettronica :P(e migliaia di altre)

          4) piccoli annunci su radio locali (v. p.to 1)
          Questa mi piace.Sarebbe "spam radio"... salvo il fatto che le stesse ci campano con questa pubblicità ;)(come i giornali, d'altro canto)

          Il discorso, in generale, è che io vorrei

          "trovare quello che cerco" invece che essere

          "inseguito da ciò che non voglio" (pagando poi

          io l'operazione).
          E trovarai sempre non il migliore, solo quello
          con piu' mezzi per essere trovato per primo.Beh... perchè tu mi puoi garantire che volantinando (o spammando) troverei "il migliore"?... dai... su...
    • Anonimo scrive:
      Re: Avete tutti ragione

      Ma allora, come promuovere un' attivita'?
      Intendo una piccola attivita', che non puo'
      permettersi investimenti miliardari.Facciamo
      conto che io apra un laboratorio dovee riparo le
      televisioni.E' in un cortile, quindi non visibile
      dalla strada.Come mi faccio conoscere?Perche'
      magari a qualcuno nel quartiere serve.E non sa'
      che io l' ho appena apertoCome si faceva 10 anni fa che il 99,9% della gente non sapeva cosa era la posta elettronica.IO ricevo mediamente 350 email sull'account di lavoro... che per necessita' e' pubblico.Ci perdo circa 10 minuti ogni mattina per ripulire quello che i filtri non pulisco.Tu mandami pure il tuo SPAM pero' poi se mi perdo un contatto del cliente.... mi risarcisci tu? I 10 minuti tutti i giorni... del mio tempo me li paghi tu?E allora cosa vuoi da me? Vuoi la liberta' di fare quello che vuoi.... e io non posso fare altrettanto? Io voglio che tu mi risarcisca... per il tempo che mi fai perdere e tu se liberissimo di spedirmi tutto quello che vuoi.IL problema e' diverso: se stampi dei volantini e li fai distribuire a dei ragazzi spendi dei soldi e ci pensi bene DOVE vai a mettere la tua pubblicita'...Con l'email invece tu schiacci un bottone e i tuoi costi sono scaricati su chi riceve.....Ti pare giusto?Mauro
    • Anonimo scrive:
      Re: Avete tutti ragione
      - Scritto da: frog
      Sta bene. La pubblicita' nelle mail e' terribile,
      perche' e' a costo zero.Quindi e' troppa.
      La cassetta della posta condominiale e'
      proprieta' privata.E ok.

      Ma allora, come promuovere un' attivita'?
      Intendo una piccola attivita', che non puo'
      permettersi investimenti miliardari.Facciamo
      conto che io apra un laboratorio dovee riparo le
      televisioni.E' in un cortile, quindi non visibile
      dalla strada.Come mi faccio conoscere?Perche'
      magari a qualcuno nel quartiere serve.E non sa'
      che io l' ho appena apertoMa chissenefrega della tua attività. Se la vuoi promuovere fai come si è sempre fatto prima dell'avvento dell'email. Se invece te ne freghi allora ti rammento che stai commettendo un reato. Senza contare che rompere i coglioni al prossimo non mi sembra una forma di pubblicità produttiva nel lungo periodo...
      • frog scrive:
        Re: Avete tutti ragione

        Ma chissenefrega della tua attività. Se la vuoi
        promuovere fai come si è sempre fatto prima
        dell'avvento dell'email. Se invece te ne freghi
        allora ti rammento che stai commettendo un reato.
        Senza contare che rompere i coglioni al prossimo
        non mi sembra una forma di pubblicità produttiva
        nel lungo periodo...Urlo.......proprio perche' ho intenzione di farlo:E' POSSIBILE CHE NESSUNO ABBIA LETTO CIO' CHE HO SCRITTO.Ho parlato di volantinaggio facendo un CONFRONTO con la mail.SPAM MAIL = inutile e dannosoVOLANTINAGGIO = secondo me sopportabile perche' mirato (i dintorni dell' attivita' stessa) ed alle volte utile (specialmente ad una piccola impresa appena aperta)scusate lo sfogo ma non e' possibile che TRE persone rispondano senza avere LETTO
        • Sky scrive:
          Re: Avete tutti ragione
          - Scritto da: frog

          Ma chissenefrega della tua attività. Se la vuoi

          promuovere fai come si è sempre fatto prima

          dell'avvento dell'email.
          Urlo.......proprio perche' ho intenzione di farlo:
          E' POSSIBILE CHE NESSUNO ABBIA LETTO CIO'
          CHE HO SCRITTO. 1) urlare è una forma di inciviltà (esattamente come "spammare" e/o "volantinare") 2) urla di meno: abbiamo letto e, soprattutto, CAPITO che vuoi far pagare a NOI la pubblicità (elettronica o altro) che ti fai TU.
          Ho parlato di volantinaggio facendo un CONFRONTO
          con la mail.
          SPAM MAIL = inutile e dannoso E' solo e semplicemente un reato...
          VOLANTINAGGIO = secondo me sopportabile
          perche' mirato (i dintorni dell' attivita' stessa) Quale parte di "sopportabile" significa "utile" (per chi riceve) ed in che dizionario l'hai trovato? Personalmente farei pagare a chi volantina i costi di ripulitura del suolo (pubblico) dai suddetti (utilissimi) volantini... tanto utili che la gente non li conserva, no... non li mette in banca, no... LI BUTTA PER TERRA :D
          ed alle volte utile (specialmente ad una piccola
          impresa appena aperta) Ecco... abbiamo finalmente scoperto A CHI è "utile" questa attività: converrai con me (o con noi) quindi che TUTTO il carico economico dell'operazione dovrebbe andare "a chi riceve i vantaggi di questa grande utilità". Ripeto: se mi serve un'informazione (un indirizzo, un numero di telefono) ME LO CERCO.... non vado a guardare per terra se, fra i volantini gettati, c'è anche il "mio tesssoro". ;)
          scusate lo sfogo ma non e' possibile che TRE
          persone rispondano senza avere LETTO Questa è un'illazione tua... forse perchè non ci ritieni sufficientemente intelligenti da leggere e capire (e rispondere a tono): IMHO se le tue basi per una "comunicazione efficace" con possibili acquirenti sono queste... non credo che ti basterà volantinare. ;)
  • Anonimo scrive:
    Definizione di spam
    In Italia tendiamo a risolvere la definizione di spam con i testi a riguardo della "legge sulla privacy". Quest'ultima è ottima ma talvolta si presta a cattive interpretazioni.Non voglio fare l'insegnante di turno ma questa SEMPLICISSIMA e ufficiale definizione di spam elimina molti dubbi a proposito: http://www.spamhaus.org/definition.htmlProvo a riassumere:Spam è sinonimo di "Unsolicited Bulk Email" o UBE (in italiano possiamo tradurlo come: email non sollecitata ed inviata in massa).Un messaggio elettronico è spam SOLO SE "non è stato sollecitato" E (ANCHE) "è stato inviato in massa".Ovvero è spam solo se sono verificate ENTRAMBE queste condizioni:1) Tra il destinatario ed il contenuto del messaggio non vi è una relazione, ovvero lo stesso messaggio potrebbe essere inviato ad altri potenziali destinatari. (bulk emai)2) il destinatario non ha concesso in modo esplicito il permesso (verificabile e comunque revocabile) a ricevere il messaggio. (unsolicited emai)Altrimenti:- Una email non sollecitata è una normale email:(per esempio: richiesta di primo contatto, richiesta di lavoro, richiesta commerciale..)- Una email inviata in massa è una normale email:(per esempio: newsletters, comunicazione ai clienti, mailing lists...)Quindi, secondo questa definizione, lo spam è una questione di "consenso" e non di contenuti (pubblicità, inviti, solidarietà, sesso...).PS: se leggete gli articoli a riguardo della legge italiana sulla privacy vedrete che in fin dei conti (anche se spiegata in maniera molto più prolissa) coincide con questa definizione.
    • Anonimo scrive:
      Re: Definizione di spam
      Sono d'accordo con te, pero' la legge tratta in diverso modo la e-mail dalla mail (posta tradizionale) perche'?
      • Anonimo scrive:
        Re: Definizione di spam
        Aggiungo, l'azione e' la stessa, cioe' invio di posta non desiderata, anche se varia il mezzo, che puo' essere elettronica o cartacea.Cioe' e' come dire che se io ammazzo una persona con un fucile di metallo e sono condannabile, se il mio fucile non ha metalli, ad esempio elettronico (si pensi ad un potentissimo laser che e' capace di uccidere) non sono condannabile?
        • Anonimo scrive:
          Re: Definizione di spam
          - Scritto da: Anonimo
          Cioe' e' come dire che se io ammazzo una persona
          con un fucile di metallo e sono condannabile, se
          il mio fucile non ha metalli, ad esempio
          elettronico (si pensi ad un potentissimo laser
          che e' capace di uccidere) non sono condannabile?No, sarebbe come dire che se tu spari a una persona di cui conosci nome e cognome e miri proprio a lei sei condannabile mentre se spari a caso nella folla ignorando chi colpirai non sei condannabile !
        • bowlingbpsl scrive:
          Re: Definizione di spam
          Per ricevere un'email, per quanto poco, tu PAGHI (telefono, tariffa a volume, connessione ecc ecc). Non sono noccioline, se valuti anche quanto tempo perdi all'anno. E poi ci sono i TRATTAMENTI di dati personali (puoi possedere il mio indirizzo email, ma non "trattarlo", ovvero usarlo per invii IN MASSA, senza il mio consenso)Ci sono anche i server su cui transitano: gente che probabilissimamente paga costose linee con tariffe a volume.Per ricevere posta cartacea NON PAGHI. Anzi, il volantino lo paga il pubblicitario. Il postino (od il volenteroso distributore) non ti sfila il portafoglio per prenderti un centesimo per volantino "Sa, dotto', fare il volantino costa ed io sono una persona che lavora, padre di famiglia ecc ecc"Consiglio di leggere il Collinelli. Chiarisce le idee, senza dover ricorrere a similitudini poco azzeccate.http://www.collinelli.net/antispam
    • Anonimo scrive:
      Re: Definizione di spam
      - Scritto da: Anonimo
      In Italia tendiamo a risolvere la definizione di
      spam con i testi a riguardo della "legge sulla
      privacy". Quest'ultima è ottima ma talvolta si
      presta a cattive interpretazioni.

      Non voglio fare l'insegnante di turno ma questa
      SEMPLICISSIMA e ufficiale definizione di spam
      elimina molti dubbi a proposito:
      http://www.spamhaus.org/definition.html

      Provo a riassumere:

      Spam è sinonimo di "Unsolicited Bulk Email" o UBE
      (in italiano possiamo tradurlo come: email non
      sollecitata ed inviata in massa).

      Un messaggio elettronico è spam SOLO SE "non è
      stato sollecitato" E (ANCHE) "è stato inviato in
      massa".

      Ovvero è spam solo se sono verificate ENTRAMBE
      queste condizioni:

      1) Tra il destinatario ed il contenuto del
      messaggio non vi è una relazione, ovvero lo
      stesso messaggio potrebbe essere inviato ad altri
      potenziali destinatari. (bulk emai)

      2) il destinatario non ha concesso in modo
      esplicito il permesso (verificabile e comunque
      revocabile) a ricevere il messaggio. (unsolicited
      emai)

      Altrimenti:
      - Una email non sollecitata è una normale email:
      (per esempio: richiesta di primo contatto,
      richiesta di lavoro, richiesta commerciale..)
      - Una email inviata in massa è una normale email:
      (per esempio: newsletters, comunicazione ai
      clienti, mailing lists...)

      Quindi, secondo questa definizione, lo spam è una
      questione di "consenso" e non di contenuti
      (pubblicità, inviti, solidarietà, sesso...).

      PS: se leggete gli articoli a riguardo della
      legge italiana sulla privacy vedrete che in fin
      dei conti (anche se spiegata in maniera molto più
      prolissa) coincide con questa definizione.
      Occhio che deve anche possedere una connotazione commerciale...
    • Anonimo scrive:
      Re: Definizione di spam
      - Scritto da: Anonimo
      In Italia tendiamo a risolvere la definizione di
      spam con i testi a riguardo della "legge sulla
      privacy". Quest'ultima è ottima ma talvolta si
      presta a cattive interpretazioni.Possiamo dare tutte le interpretazioni che vogliamo al termine 'spam', ed anche spiegare tutti i motivi per i quali danneggia gli utenti, ma ciò non toglie che, normalmente, lo spam, dal punto di vista legale, comporta, purtroppo, solo la violazione della legge sulla privacy...
  • Anonimo scrive:
    illegale?
    Lo è quando è di natura commerciale. Ma la differenza tra legale ed illlegale è una legge che c'è o non c'è, in italia c'è.La bassezza etica invece è fuori discussione: lapubblicità cartacea il produttore la paga. Paga stampa, francobollo o agenzia, e quindi è mirata. La pizzeria di milano fa spam cartaceo a milano e non a new york.Lo spam elettronico non costa nulla allo spammer, ma costa a me che ho una tariffa a tempo, quindi lo spammer sta rubando i miei soldi ed il mio tempo, che sono ancora soldi. Lo spam è una piaga che va combattuta. Con o senza l'ausilio della legge.
  • pandavr scrive:
    Che buffonata!
    Andando di metafora si potrebbe però sostenere che lasciar passeggiare uno spider per le vie del forum annotando in un taccuino le mail scritte sui muri non sia poi così diverso dall'andar porta a porta.Ma non ha proprio senso che lo spam sia illegale perchè l'indirizzo di mail è considerato un dato personale. Quando il 90% delle mail sono registrate a nome di Giuseppe Verdi. HAHAHAHA.Deve essere illegale perchè io non desidero ricerverlo!! Ecchecacchio!!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Che buffonata!
      Non condivido. Non può essere illegale per il solo fatto che non lo desideri. Se no sarebbe illegale qualsiasi forma pubblicitaria, anche gli spot TV perchè a tutti da afstidio uno spot a metà film.
      • Anonimo scrive:
        Re: Che buffonata!
        La cosa è ben diversa. Tu guardi un film VOLONTARIAMENTE, sapendo che ci sarà uno spot. Il film NON E' TUO. E non puoi fare un paragone.Il paragone con lo spam elettronico o fisico è come se qualcuno ti mettesse a tradimento e senza tua esplicito consenso della pubblictà dentro il video del tuo matrimonio o il filmato delle tue vacanze.La tua casella di posta è "proprietà privata", così come concettualmente anche la caella di posta email. E' come se fosse un pezzo di casa tua. Hi tutto il diritto di pretendere che "in casa tua" ci entri solo chi vuoi tu e per i motivi che vuoi tu.Se qualcuno vuole farsi pubblicità invece di "rubare" un MIO spazio e del MIO TEMPO si compri degli spazi pubblicitari su un giornale locale, o nazionale o in TV. Dove io scegliero (comprando il giornale o guardando la tal trasmissione) di accettare la pubblicità. CiaoBibo
      • Xendorf scrive:
        Re: Che buffonata!
        Una differenza tra posta elettronica, tv, radio, etc. e la posta cartacea invece c'è eccome: solo nell'ultimo caso, se non desiderata, questo influisce anche sulle tasche del cittadino.Come? semplice: io la spazzatura la pago ... e ogni singolo volantino, lettera, etc. non gradita finisce nel cestino incrementando il quantitativo di immondizia che vado a buttare e un conseguente aumento di spesa.Non ho mai provato ma sarebbe interessante pesare ogni singolo messaggio pubblicitario non gradito per vedere, in un anno, quanta spazzatura ho buttato (e pagato!)
        • Anonimo scrive:
          Re: Che buffonata!
          - Scritto da: Xendorf
          Una differenza tra posta elettronica, tv, radio,
          etc. e la posta cartacea invece c'è eccome: solo
          nell'ultimo caso, se non desiderata, questo
          influisce anche sulle tasche del cittadino.Chiedi a chi ha ancora una connessione 56K non flat (e che non fa ricorso ad IMAP o webmail) quanto tempo ( = denaro) gli costa scaricare spam, considerato che spesso ci sono anche immagini in allegato...Almeno in questo caso, anche lo spam influisce sulle tasche del cittadino, no?KaysiX
          • Xendorf scrive:
            Re: Che buffonata!
            - Scritto da: Anonimo
            Chiedi a chi ha ancora una connessione 56K non
            flat (e che non fa ricorso ad IMAP o webmail)
            quanto tempo ( = denaro) gli costa scaricare
            spam, considerato che spesso ci sono anche
            immagini in allegato...
            Almeno in questo caso, anche lo spam influisce
            sulle tasche del cittadino, no?Sarebbe strano se mi facessi le domande e mi rispondessi pure. Utilizzo una connessione ISDN a 64K (senza flat) e posso ben capire cosa significhi.Così come per lo "spam" cartaceo ho trovato un buon deterrente (un bel bidone dell'immondizia sul cui coperchio ho scritto "Pubblicità") anche per le mail utilizzo un programma (Magic Mail Monitor, gratuito: http://mmm3.sourceforge.net/) che mi permette di vedere quali messaggi ho ricevuto e, ancor prima di scaricarli, fare un pochettino di pulizia.
Chiudi i commenti