Olanda, quello spione del WiFi

In discussione una legge che obbligherebbe gli hotel con servizio wireless a registrarsi come provider. E, dunque, introdurrebbe massicciamente la Data Retention. L'Olanda come l'Italia?

Roma – La notizia non piacerà ai turisti in partenza per i Paesi Bassi: gli hotel che offrono il servizio WiFi dovranno registrarsi come Internet provider. L’Autorità per le Telecomunicazioni olandese (OPTA), dando seguito a un “non precisato reclamo” ha, infatti, deciso di seguire le regole restrittive della Data Retention europea , obbligando gli alberghi che intendono fornire connesioni wireless a registrarsi come provider . Cynthia Heijne, membro di OPTA, precisa che la legge che regola le telecomunicazioni nel paese obbliga tutti i provider pubblici a registrarsi per motivi di sicurezza e antiterrorismo .

La Commissione Europea non ha espresso pareri sulla nuova legge olandese, che, però, ha sollevato dubbi e preoccupazioni sulla possibilità che anche gli alberghi più piccoli riescano ad adeguarsi alle regole restrittive della Direttiva sulla Data Retention .

Alexander Alvaro, membro del Comitato del Parlamento Europeo per le Libertà Civili, ha dichiarato che indirizzerà un’interrogazione scritta alla Commissione per verificare se sia lecito applicare la Data Retention anche in questo caso. “Se sì – nota Alvaro – spunteranno nuove preoccupazioni sulla protezione dei dati personali e, ancora una volta, sarà provata l’assurdità di questa direttiva”.

Allo stato attuale, gli hotel sono già obbligati a trattenere alcuni dati personali dei clienti che si connettono, ma, se saranno considerati provider, dovranno rintracciare chi si connette alla rete WiFi e quando , operazione che richiede investimenti significativi per tutti gli alberghi che vogliano fornire connettività.

Joe McNamee, dell’organizzazione Europea per i diritti digitali (EDRI), sottolinea il danno della privacy per migliaia di olandesi e turisti che si troveranno a circolare nel paese dei tulipani.

Una decisione del genere avvicina i Paesi Bassi alla situazione italiana, che da anni soffre di notevoli limitazioni nell’accesso a Internet per effetto del Decreto Pisanu . Tuttavia, se l’italia si sta muovendo verso l’abrogazione della norma (unica in Europa) che tuttora obbliga un gestore di pubblico esercizio a richiedere l’identificazione da parte dei suoi avventori per l’accesso alla Rete attraverso WiFi, il paese dei mulini dimostra di voler procedere nella direzione della fine dell’anonimato e dell’identificazione dell’utente.

Cristina Sciannamblo

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  • ABABAB scrive:
    Il punto
    In effetti è decisamente preferibile che continuino a comprare spazi pubblicitari, apertamente, esplicitamente e - almeno sul piano intellettuale - onestamente.Ill punto è proprio che tutto ciò che non è esplicita pubblicità ma ha come fine ultimo il marketing è intrinsecamente falso e - detto amoralmente - sXXXXX.
  • Marketting scrive:
    quando il marketing è malvagio
    Leggendo le varie argomentazioni di chi cerca di sdrammatizzare il ruolo che il marketing ha (e ha avuto) nel propagandare cortine fumogene e ciarle in opposizione alla semplice (e magari approfondita, non sia mai!) esposizione della realtà ho cercato di chiedermi quando il marketing sia effettivamente cattivo per il mercato inteso come "il prodotto che circola sul mercato".Tralasciando gli aspetti sociali e lavorativi dei quali ho già fatto menzione anche troppo, pensate semplicemente ad un prodotto che voi amate, che FUNZIONA, ceh è buono, che risolve, che dura, che fa quello che deve fare.Bene, il marketing fa il suo lavoro: promuove efficacemente la concorrenza senza usare le armi della verità, bensì fa tutto quello che può per rendere appetibile (crea desiderio, "vende emozioni", "crea valore" dove non c'è) il prodotto concorrente che , supponiamo, è scadente. E lo è perché al produttore è costato meno, così lui ha un margine di profitto più alto (attualmente DOBBIAMO sorvolare sul come abbia fatto) ma il consumatore non ha un prodotto a minor prezzo, ha solo un prodotto che vale meno intrinsecamente.Però è ben pubblicizzato, davvero bene (spendendo la metà di quello che si sarebbe speso per produrre un buon prodotto, quindi investendo questa quantità, per un po', in promozione della fuffa) ... e quindi vende di più e il prodotto buono vende di meno perché "fa meno figo".E quindi il mercato fa fuori il prodotto buono!!Perché se vuole sopravvivere il concorrente dovrà fare lo stesso, oppure investire la stessa somma in promozione della verità OLTRE a quella che investe in VERA qualità!!! Quindi in ogni caso il mercato lo fa fuori!Il prodotto buono, che per essere tale ha un costo, viene fatto fuori!Pensate all'olio e vedetevi il famoso speciale sul sito di Report: una bottiglia di olio d'oliva buono e vero costa una cifra che non paghereste mai... ma perchè?Perché qualcuno in anni e anni e anni vi ha convinto che "non è male, anzi, è buono" qualcosa che è ben lungi dall'essere addirittura olio d'oliva! tantomeno delle olive italiane.Ogni prodotto che prendete in mano oggi, se confrontato con l'equivalente degli anni '50 sembra inconsistente.Le lavorazioni plastiche e metalliche sono sempre meno precise. Macano istruzioni precise, manca un sistema intelligente di progettazione e di pensare al prodotto.Alcuni fanno meglio, ma solo in alcune parti del prodotto. Altri lo fanno, ma a discapito della VITA delle persone.La massa invece si batte a colpi di ribassi e scarsa qualità mascherata da buona.Tutto questo per il consumatore significa abbassamento della qualità massima... e solo per il larghissimo consumo innalzamento: ma parliamo di chi ieri mangiava sabbia e oggi può mangiarsi il brodo finto.Il brodo vero è un'altra cosa.Il rischio è ceh il brodo vero non lo faccia più nessuno, che sparisca dal mercato perché "non conviene".La verità è che quando la risposta è "non conviene" ... tutto è semplicemente basato sulla CONVENIENZA , ovvero cosa è opportuno per me che produco e smercio, non su cosa sia "migliore".Per questo io posso ancora lavorare: perché io costo poco. Mentre il mio collega più preparato e bravo costa di più: lui finirà al McDonalds mentre io potrò pagare il mutuo.Quando il mercato e la sua linfa, il marketing, fanno scomparire le cose che amavamo e ci convincono ad amare "quello che c'è", allora secondo me, sono molto cattivi.Ma se sei uno che compra a poco e vuole vendere a tanto, allora sono ottimi, per te.
    • Picchiatell o scrive:
      Re: quando il marketing è malvagio
      - Scritto da: Marketting

      Quando il mercato e la sua linfa, il marketing,
      fanno scomparire le cose che amavamo e ci
      convincono ad amare "quello che c'è", allora
      secondo me, sono molto
      cattivi.

      Ma se sei uno che compra a poco e vuole vendere a
      tanto, allora sono ottimi, per
      te.Sostanzialmente d'accordo con le Tue analisi, due cose aggiungo:la scarsa preparazione e la velocità con cui al giorno di oggi c'e' il turnover del personale fino a livello di CEO( almeno pero' questi ultimi passono vivere di rendita per il resto della loro vista dopo averne lavorato si e no 5-6 anni), ed il totola disinteresse del controllo da parte delle istituzioni che dovrebbero controllare la bontà tecnica o meno dei prodotti e di qualsiasi campagna pubblicitaria.La celebre frase finale "L'importante e' che se ne parli" ha portato al tracollo di centinaia di mercati in piedi solo grazie alla manovalanza di qualche stato produttore "schiavista" ( ma non cosumatore)...."l'autocertificazione" , parte attiva del marketing ha spostato i valori sull'interesse personale ( di chi poi difficile dirlo) piu' che sull'interesse della comunità.
    • Consumatore scrive:
      Re: quando il marketing è malvagio
      La conseguenza dei tuoi ragionamenti, che peraltro condivido, non può che portare alla consapevolezza del fatto che il marketing è complice della squalificazione dei prodotti, del lavoro e delle condizioni di vita delle persone in tutto il mondo, a vantaggio esclusivo di quei pochi in grado di trarne un profitto economico a breve, ma pernicioso a lunga scadenza.In quest'ottica, mi sfugge come si possa cercare di "venderne" una qualsiasi positività - a meno che non si stia facendo marketing, appunto...
      • Marketting scrive:
        Re: quando il marketing è malvagio
        - Scritto da: Consumatore
        La conseguenza dei tuoi ragionamenti, che
        peraltro condivido, non può che portare alla
        consapevolezza del fatto che il marketing è
        complice della squalificazione dei prodotti, del
        lavoro e delle condizioni di vita delle persone
        in tutto il mondo, a vantaggio esclusivo di quei
        pochi in grado di trarne un profitto economico a
        breve, ma pernicioso a lunga
        scadenza.

        In quest'ottica, mi sfugge come si possa cercare
        di "venderne" una qualsiasi positività - a meno
        che non si stia facendo marketing,
        appunto...Sostanzialmente sono d'accordo, perché questo accade nella realtà.Quello che però mi preme di sottolineare, in merito a ciò che io stesso ho affermato, è che non ritengo il pubblicitario in sé un cattivo, tant'è vero che la stessa Klein ci raccontava bene che i creativi dell'antiglobalizzazione si servivano ampiamente dello steso stile del marketing che serviva "il male".Fare il grafico o il creativo (di testi, di foto, di musica, di video...) è esaltante, lo so bene. L'idea in sé del convincere, dello stupire con un'idea, di avere qualcosa di brillante da dire ... in fondo da dove viene? Viene (ahi ahi...) nientepopodimenoché dall'arte! Dall'oratoria (millenni di cultura!) ... dal teatro... Da qualche centinaio d'anni però l'arte o l'artigianato della decorazione sono al servizio della "reclàme", per la maggior parte.Promuovere un prodotto, un'idea, una persona... fare lo "strillone" dell'oggi, è normale: in qualche modo "se non mostri non vendi" diceva l'antico adagio... Il problema è che dovrebbe sempre essere possibile, in pochi istanti, svergognare un promotore, un pubblcitario, un markettaro qualsiasi e portargli un prodotto scadente e ributtargli in gola il suo slogan e chiedergli conto: mi avevi detto che era buono! Mi avevi detto che costava poco! MI avevi detto che mi avrebbe reso le cose facili, mi avevi detto che aiutava a stare meglio...Se sono sofismi le risposte che vi vengono fornite... allora randello alla mano!!!! ;) :DSe il marketing avesse un qualche obbligo di avere l'ok-qualità da un ente di una serietà poliziesca... allora si che sarebbe libero di usare la creatività per promuovere qualcosa che qualcuno "scientificamente" ha stabilito che abbia un certo valore misurabile.
  • stufo scrive:
    ma il marketing non è solo la pubblicità
    è molto di più, altrimenti sarebbe davvero triste
    • embe scrive:
      Re: ma il marketing non è solo la pubblicità
      - Scritto da: stufo
      è molto di più, altrimenti sarebbe davvero tristeNo, infatti. Il marketing va oltre la semplice pubblicità...Ma è tanto avanti che quasi nessuno lo capisce. Pertanto il marketing attuale sarà capito ed approvato da tutti solo nel 2523, quando le persone saranno circa 124 volte più intelligenti. Nel frattempo resterà ai markettari la frustrazione di essere sottovalutati da una massa di pecoroni quale siamo noi consumatori......scherzo, ma neanche tanto...
      • Il Solito scrive:
        Re: ma il marketing non è solo la pubblicità
        - Scritto da: embe
        No, infatti. Il marketing va oltre la semplice
        pubblicità...Ma è tanto avanti che quasi nessuno
        lo capisce. Pertanto il marketing attuale sarà
        capito ed approvato da tutti solo nel 2523,
        quando le persone saranno circa 124 volte più
        intelligenti. Nel frattempo resterà ai markettari
        la frustrazione di essere sottovalutati da una
        massa di pecoroni quale siamo noi
        consumatori...
        più che altro da ex markettaro ti rendi conto di quanto sei in genere sottovalutato dagli imprenditori(che preferiscono affidarsi a venditori d'assaolto e maghi della finanza)


        ...scherzo, ma neanche tanto...
    • desyrio scrive:
      Re: ma il marketing non è solo la pubblicità
      - Scritto da: stufo
      è molto di più, altrimenti sarebbe davvero tristeE cos'altro è? parlano tutti per enigmi qui dentro, lol :D
    • Nicola Ornaghi scrive:
      Re: ma il marketing non è solo la pubblicità
      Ma erano proprio cosi fuori dal mondo i miei corsi universitari su marketing sociale, etica, responsabilita sociale e stakeholders? Sul creare VERO valore per la comunita, invece che solo nella testa della gente? Qui tutti parlano dei markettari come venditori super furbi/skillati....A me hanno sempre insegnato che il marketing include (dovrebbe includere) ANCHE i venditori, ma non si ferma a (dovrebbe fermare a) techniche di vendita, ma toccare tutti i rapporti dell'azienda con i suoi clienti (interni ed esterni), diretti (chi caccia il grano/ci lavora) e indiretti (la comunita' in cui il business risiede/ si relaziona, i fornitori).....
      • Picchiatell o scrive:
        Re: ma il marketing non è solo la pubblicità
        - Scritto da: Nicola Ornaghi
        Ma erano proprio cosi fuori dal mondo i miei
        corsi universitari su marketing sociale, etica,
        responsabilita sociale e stakeholders? Sul creare
        VERO valore per la comunita, invece che solo
        nella testa della gente? Qui tutti parlano dei
        markettari come venditori super
        furbi/skillati....A me hanno sempre insegnato che
        il marketing include (dovrebbe includere) ANCHE i
        venditori, ma non si ferma a (dovrebbe fermare a)
        techniche di vendita, ma toccare tutti i rapporti
        dell'azienda con i suoi clienti (interni ed
        esterni), diretti (chi caccia il grano/ci lavora)
        e indiretti (la comunita' in cui il business
        risiede/ si relaziona, i
        fornitori)..... Io posso solo rispondere come viene inteso oggi un "mercato" : "prendi i soldi e scappa..."e d'altra parte non posso dar tutto il torto a questo modo di concepire il lavoro dato che oramai siamo nella crisi strutturale da 10 anni buoni..... e proprio non se ne vede la fine....
      • Marketting scrive:
        Re: ma il marketing non è solo la pubblicità
        - Scritto da: Nicola Ornaghi
        Ma erano proprio cosi fuori dal mondo i miei
        corsi universitari su marketing sociale, etica,
        responsabilita sociale e stakeholders? Sul creare
        VERO valore per la comunita, invece che solo
        nella testa della gente? Qui tutti parlano dei
        markettari come venditori super
        furbi/skillati...beh, se intendi dire che parliamo di argomenti di cui conosciamo solo la superficie, immagino che in parte tu abbia ragione, ma alla fine di quanto ci stiamo sbagliando?Io lavoro per una industria, quindi vedo tutte le fasi, dall'acquisto della materia prima (non esiste più) alla valutazione delle "quotazioni" dei fornitori (cinesi) alla creazione di prototipi, agli "uffici prodotto", lo studio di mercato e altre di queste belle panzane.Se sei FORTUNATO alcune di queste parti vengono fatte da persone che hanno un po' di gusto e un minimo di buon senso. Se però speri che sappiano anche relazionarsi con il resto del meccanismo, te lo scordi.Quello che emerge sempre è che la _verità_ non deve essere mai detta. Quando potremo aprire una fabbrica (che produca o meno) e farne un reality, senza timore di svelare i mille imbrogli finanziari (poi senti "in italia si pagano troppe tasse!") che sono davvero stupefacenti, gli altri mille modi di schiacciare dall'operaio al fornitore, la maleducazione, il mobbing, la mancanza generale di cultura e conoscenza, la perdita in aumento vertiginoso di know-how ... Tutto è ben visibile dentro alle mura della ditta, ma dalla corruzione alla truffa, al mascheramento della XXXXX in cioccolata, ai trucchetti promozionali, alle statistiche farlocche, alle riunioni carica-agente, ai mille modi di truffare lo stato o la comunità europea o in termini di leggi (che noia, ci fanno perdere tempo e soldi!) o in termini di soldi (tutti a prendere le sovvenzioni parlando di "innovazione" e poi non si innova un bel niente e poi però "paghiamo troppe tasse!" ... ma se sei sempre li a XXXXXXX la finanza?!) fino al bullismo interno che premia piccoli capetti incapaci e gli dà potere anche se non hanno ragione... fino a che alla lunga anche dove c'era qualità scompare.Io non ho che il termine "corruzione" nelle varie sfaccettature ed etimoloigia che questa parola può portare con sé.Quando una cosa si corrompe, comunque, poi si sfalda, si distrugge e le cose solide sopravvivono.
        .A me hanno sempre insegnato che
        il marketing include (dovrebbe includere) ANCHE i
        venditori, ma non si ferma a (dovrebbe fermare a)
        techniche di vendita, ma toccare tutti i rapporti
        dell'azienda con i suoi clienti (interni ed
        esterni), diretti (chi caccia il grano/ci lavora)
        e indiretti (la comunita' in cui il business
        risiede/ si relaziona, i
        fornitori).....forse abbiamo usato un termine improprio, ma se si parla di qualità, sulla carta questa potrebbe garantire eccellenza.Di solito però serve solo a mettere un bollino che non certifica nulla, perché è anch'esso marketing, nel senso che qui abbiamo espresso.
    • stufo scrive:
      Re: ma il marketing non è solo la pubblicità
      mi spiego meglio, il marketing è anche, o meglio dovrebbe essere soprattutto, progettare un buon prodotto... qualcosa che gli altri non hanno pensato a fare e che i clienti non hanno ancora pensato gli possa servire.. qualcosa che si vende da solo (per me un esempio è l'iphone).. ognuno è libero di dissentire o trovare altri esempi
  • buuu scrive:
    dietro il marketing
    Il marketing sfrutta la naturale tendenza a ripetere esperienze soddisfacenti, fidandosi di chi le ha procurate.Questa tendenza e' utile a creare una clientela per un'attività e questo succede da sempre, e non e' negativo fin quando non si usa per avere ritorni non giustificati dal valore della merce + il valore della reputazione stessa (anche il crearsi una clientela e' un'attività e come tale andrebbe ricompensata) Ma questa tendenza NON e' il marketing: il marketing fa parte della struttura con cui la finanza controlla l'economia.
    se prima era centrale la fase della produzione di merci, ora quest'ultima diventa marginale e trascurabile, mentre si impiegano sempre più forze e denaro sul marchio e sulla proposta di una serie di valori immateriali ed ideali da collegare ad esso.Questo perche', creatosi un sistema in cui i piu' forti accumulano sempre piu' capitale (per ragioni direi fisiche) e hanno bisogno di controllare sempre piu' realta' per espandersi, si e' creata una classe dirigente indipendente dalla realta' produttiva che va a controllare. E tale classe dirigente funziona perche' forma un network con il sistema finanziario e obbedisce ai trend, o se vogliamo essere paranoici, alle direttive che da tale sistema scaturiscono travestite da studi e analisi.Il marketing in quest'ottica e' semplicemente un segmento di questa classe dirigente che studia come rendere appetibili prodotti indipendentemente dalle loro caratteristiche. Rendere difficile l'analisi del prodotto in se' da parte del consumatore aiuta le realta' dipendenti dalla finanza a prevalere su realtà economiche "vecchio stile". Esse sono considerate negative non tanto per un romanticismo legato all'immagine dell'artigiano che crea un prodotto nel modo migliore possibile e lega le sorti della sua azienda ad esso, ma semplicemente perche' in tali realta' sono importanti aspetti esterni alla finanza come capacita tecnica e orgoglio, e per chi desidera controllo gli aspetti esterni sono rogne.In parole povere il PHB di Dilbert e il megadirettore laterale di Fantozzi sono si' caricature, ma di fenomeni perfettamente razionali nella nostra realtà.Magnificare il marketing, caro articolista, piu' che una presa di posizione controcorrente, e'... una passata di vaselina in piu' per un atto gia' in corso :)
    • Picchiatell o scrive:
      Re: dietro il marketing
      - Scritto da: buuu

      In parole povere il PHB di Dilbert e il
      megadirettore laterale di Fantozzi sono si'
      caricature, ma di fenomeni perfettamente
      razionali nella nostra
      realtà.Tendenzialmente queste figure sono piu' "umane" delle realtà di questi ultimi anni, chi si sognerebbe tanto per fare degli esempi nelle ditte di oggi nel fare concorsi o nel premiare con vacanze ( seppur in villaggi sperduti) i propri dipendenti ? sono anche scomparsi i piccoli regali natalizi in generale prevale uno spirito "asettico"...In questo quotidiano i "markettari" nel loro dinamismo-animalismo-dilettantesco nel mercato hanno avuto una grossa complicità oltre nel vendere fuffa al cliente a disintegrare tutte quelle figure interne all'azienda che "lavorano"....adesso tocca al loro non venir richiesti o a non venire pagati...
    • Marketting scrive:
      Re: dietro il marketing
      - Scritto da: buuu[...]
      Questo perche', creatosi un sistema in cui i piu'
      forti accumulano sempre piu' capitale (per
      ragioni direi fisiche) e hanno bisogno di
      controllare sempre piu' realta' per espandersi,
      si e' creata una classe dirigente indipendente
      dalla realta' produttiva che va a controllare. E
      tale classe dirigente funziona perche' forma un
      network con il sistema finanziario e obbedisce ai
      trend, o se vogliamo essere paranoici, alle
      direttive che da tale sistema scaturiscono
      travestite da studi e
      analisi.e la cosa perversa è questo nuovo espansionismo. Alla fine di un periodo in cui erano gli stati a dichiarare guerra fisica con l'arroganza di poter espandere i propri territori con la violenza, oggi accettiamo come un buon motivo quello di una entità fittizia (una azienda) di DOVERSI espandere, di guadagnare ogni anno di più dell'anno precedente.Quale attività commerciale tradizionale è così arraffona? Quando, per quanto "birbante" possa essere, un mercante di nostra conoscenza è stato così terribile da alzare il proprio guadagno di una certa percentuale ogni anno? Alla fine il numero di persone totali sul pianeta è sempre lo stesso. Se togli soldi a me e li prendi tu, qualcuno dovrà stare male per forza.Tutto, alla fine, è sempre basato sul principio di scarsità.
      Il marketing in quest'ottica e' semplicemente un
      segmento di questa classe dirigente che studia
      come rendere appetibili prodotti
      indipendentemente dalle loro caratteristiche.Completamente d'accordo.
      Rendere difficile l'analisi del prodotto in se'
      da parte del consumatore aiuta le realta'
      dipendenti dalla finanza a prevalere su realtà
      economiche "vecchio stile". Esse sono considerate
      negative non tanto per un romanticismo legato
      all'immagine dell'artigiano che crea un prodotto
      nel modo migliore possibile e lega le sorti della
      sua azienda ad esso, ma semplicemente perche' in
      tali realta' sono importanti aspetti esterni alla
      finanza come capacita tecnica e orgoglio, e per
      chi desidera controllo gli aspetti esterni sono
      rogne.Infatti più vado avanti a conoscere gente che fa bene le cose e più scopro che ci sono addirittura leggi che vietano loro di scrivere con orgoglio il nome comune del loro prodotto ... mascherate da leggi che lo vogliono PROTEGGERE.La regola per me è sempre più: andare alla fonte, ricordarsi che noi produciamo o abbiamo prodotto merci: sappiamo COME debbano essere fatte per essere di qualità: dobbiamo solo farlo sapere al consumatore, deve diventare come il controllo qualità di una fabbrica seria, esperto come loro.Come mia nonna quando andava in macelleria e le cantava di santa ragione al macellaio perché ne sapeva quanto o più di lui.

      In parole povere il PHB di Dilbert e il
      megadirettore laterale di Fantozzi sono si'
      caricature, ma di fenomeni perfettamente
      razionali nella nostra
      realtà.Razionali... come razionale può essere qualsiasi misfatto: ha una razionalità ma un'etica ... per dirla così "tutta sua".
      Magnificare il marketing, caro articolista, piu'
      che una presa di posizione controcorrente, e'...
      una passata di vaselina in piu' per un atto gia'
      in corso
      :)Si, è come se le mani del marketing impomatassero di vasella il membro dell'imprenditore ... è solo che il destinatario di questa pratica... non si rende conto che l'articolo che qui leggiamo non è per lui.
  • ruppolo scrive:
    Tutti parlano in astratto
    Qui nessuno fa nomi, nessuno fa esempi. Paura?Allora inizio io Microsoft: e la fondazione Melinda Gates. Meglio la fondazione o Windows Ultimate al prezzo del Premium?
    • embe scrive:
      Re: Tutti parlano in astratto
      - Scritto da: ruppolo
      Qui nessuno fa nomi, nessuno fa esempi. Paura?

      Allora inizio io Microsoft: e la fondazione
      Melinda Gates. Meglio la fondazione o Windows
      Ultimate al prezzo del
      Premium?Nome a caso, eh?
    • Picchiatell o scrive:
      Re: Tutti parlano in astratto
      - Scritto da: ruppolo
      Qui nessuno fa nomi, nessuno fa esempi. Paura?

      Allora inizio io Microsoft: e la fondazione
      Melinda Gates. Meglio la fondazione o Windows
      Ultimate al prezzo del
      Premium?piu' che altro ruppolo dovremmo far nomi italiani ma di "successi" ce ne sono davvero pochini , e di aziende "social-impagnate" veramente ad "aiutare" il prossimo praticamente nessuna....
    • Marketting scrive:
      Re: Tutti parlano in astratto
      - Scritto da: ruppolo
      Qui nessuno fa nomi, nessuno fa esempi. Paura?

      Allora inizio io (ditta): e la fondazione
      XYZ. Meglio la fondazione o prodotto-fico al prezzo del
      prodotto-meno-fico?interessante la questione della "filantropia" e della carità.* ATTENZIONE : POLITICA *Vedo che spesso appartenenti ad una certa zona politica nonché religiosi di un certo tipo tendono a permettere che accadano svariate ingiustizie sociali e poi con la lacrimetta si mettono a fare la carità, volontariato, donazioni varie.Quando gli dici che però con mille altre azioni hanno dato man forte alle ingiustizie che cercano di riparare con lo sputo, allora con gli occhioni ti dicono "ma da qualche parte bisogna pur iniziare" ... si, perbacco, dalla CAUSA, non DAL SINTOMO!!!!Schiaccia meno il tuo simile, vedrai che non dovrai dargli una mano a sopravvivere, magari ve la darete l'un l'altro.Crei povertà, distruggi il lavoro, elimini la sanità pubblica e poi crei le mense per i poveri e ogni tanto fai delle collettone per il malato che ti fa più pena (magari grazie ad un markettàro che pubblicizza meglio il povero disgraziato "fortunato") ... rendi impossibile alla gente d'essere dignitosa e ogni tanto spolveri qualche briciolina di pseudogentilezza a quelli che hai contribuito (si - sei parte del problema) a far diventare non-autosufficienti.Ne conosco. Si offendono, perché gli dici che versare il soldino non vale tanto come impegnarsi politicamente, attivamente, approfondire, ogni giorno, rompere i maroni, sollvare altarini, rivelare verità, amare DAVVERO il prossimo tuo come te stesso.
  • ullala scrive:
    il marketing
    crea valore?Se parliamo di economia NO!Al massimo lo redistribuisce in modo differente... ma crearlo proprio no!E questo senza neppure entrare nel merito se "sia un bene o un male".Mi spiace Mafe....
    • embe scrive:
      Re: il marketing
      - Scritto da: ullala
      crea valore?
      Se parliamo di economia NO!
      Al massimo lo redistribuisce in modo
      differente... ma crearlo proprio
      no!
      E questo senza neppure entrare nel merito se "sia
      un bene o un
      male".
      Mi spiace Mafe....Questo i markettari lo sanno bene...ecco perchè stanno cercando di convincere anche i più scettici che comunque anche le "operazioni di facciata" fanno comunque bene al mondo, ed è meglio una azienda ipocrita rispetto ad una azienda che se ne frega totalmente!
      • Picchiatell o scrive:
        Re: il marketing
        - Scritto da: embe

        Questo i markettari lo sanno bene...ecco perchè
        stanno cercando di convincere anche i più
        scettici che comunque anche le "operazioni di
        facciata" fanno comunque bene al mondo, ed è
        meglio una azienda ipocrita rispetto ad una
        azienda che se ne frega
        totalmente!veramente , (se sbaglio correggetemi) dicono a questo punto: azienda guarda nella rete tutti parlano male di te noi possiamo parlare bene di te ma devi pagarmi....il problema principale e' che non sanno di cosa stanno parlando.
    • Skywalker scrive:
      Re: il marketing
      - Scritto da: ullala
      crea valore?
      Se parliamo di economia NO!
      Al massimo lo redistribuisce in modo
      differente... ma crearlo proprio
      no!Dato che redistribuirlo in modo differente consuma parte delle risorse create dal proXXXXX produttivo, potremmo tranquillamente dire che nell'economia generale in realtà distrugge valore...
    • Marketting scrive:
      Re: il marketing
      - Scritto da: ullala
      crea valore?
      Se parliamo di economia NO!
      Al massimo lo redistribuisce in modo
      differente... ma crearlo proprio
      no!
      E questo senza neppure entrare nel merito se "sia
      un bene o un
      male".
      Mi spiace Mafe....purtroppo è un leitmotif della Dirigenza Aziendale ... dicono "criamo valore" "aggiungiamo valore" ... e ne tolgono sempre più, perché vogliono risparmiare, risparmiare, risparmiare, abbattere i costi, licenziare, pagare meno tutto.Risparmi sui materiali, diminuisci il personale, hai meno professionalità e meno conoscenza (la paghi meno, distruggi il settore, crei un circolo vizioso di ignoranza) fai produrre in paesi a lavoro desindacalizzato ... basta che obbediscano e non si facciano pagare, se il giorno dopo sono ancora vivi e dicono zibadrone, tutto a posto. Quale valore aggiunto?Quando sei di un certo settore e spieghi alla gente come deve essere fatta la roba, io vedo che spesso c'è interesse. Non moltissimo, ma c'è. Perché fondamentalmente si sentono dei fessi a non sapere che il negoziante li ha intortati, che gli ha raccontato la storiella (marketing) e che quello che ho io in mano funziona meglio, è più robusto, fa quello che deve fare e probabilmente costa meno a me a fronte di un valore intrinseco superiore.Si sentono dei deficienti a pensare che il produttore ha pagato 0,0001 cent lo schiavo cineserumenoafricanoindiano (facendo perdere lavoro a suo fratelllo) e 1 dollaro di materiale , 1 dollaro di trasporto e 1 di pubblicità... e che a lui vende il prodotto a 150.Si sente un po' strano a prendersela con il cineserumenoafricanoindiano, quando sa che il cattivo abita nella villa a fianco al condominio nel quale lui vive in affitto. Se lo sente ben piantato nel retro, a dire il vero.E quindi quando si compra, la prossima volta, qualcosa, qualsiasi cosa, e sa che ha comprato un marca "Arturo Flugazzi" invece che un "James Flungerson Corp" ma sa TUTTO di quel prodotto e può anche andare dal sig.Arturo in persona e chiedergli conto del suo operato ... allora se la ride di tutta la massa di fessi che non sa quello che ha comprato, che paga per un marchio che non garantisce qualità ma solo fanatismo chiamato fidelizzazione, e che si autoeliminano dal mercato del lavoro, comprando una merce dal proprio concorrente naturale, il lavoratore schiavo di un altro paese.
  • Jena Plissken scrive:
    Il marketing...
    Il bene non si fa con il marketing, ma si fa cercando di rendere le persone consapevoli. Il marketing non punta a fare riflettere le persone o a modificare il loro modo di pensare, punta solo ad abbagliare e a infilare false idee e concezioni di breve durata nelle loro menti al fine di creare un valore addizionale puramente fittizio e mentale, valore che se tutti conoscessero a fondo come funziona il marketing sarebbe inesistente e pari a 0.Lo scopo quindi non è liberare le persone, ma inserirle ancora di più nella spirale senza senso in cui si è infilato il turbocapitalismo americano dai tempi di Reagan,poco importa che ogni tanto possa teoricamente avere effetti "positivi" di breve durata...il male causato è sicuramente peggiore del poco "bene" addizionale prodotto.Il marketing è uno dei più grossi mali dei giorni nostri, è il pastore che manda le pecore al pascolo consapevole che poi tali pecore finiranno al macello.
    • Marketting scrive:
      Re: Il marketing...
      - Scritto da: Jena Plissken
      Il bene non si fa con il marketing, ma si fa
      cercando di rendere le persone consapevoli.esatto.quello che non smetterò mai di ripetere è: finchè avete un lavoro, spiegate a tutti quelli che ne hanno un altro (e chiedete loro lo stesso) come sia fatta la roba che fate voi: ne conoscete ogni difetto e ogni pregio.La tanto decantata qualità esiste, ma non è quella del markettaro, bensì quella di chi conosce materiali, tecniche, scopi di ciò che crea.
      Il
      marketing non punta a fare riflettere le persone
      o a modificare il loro modo di pensare, punta
      solo ad abbagliare e a infilare false idee e
      concezioni di breve durata nelle loro menti al
      fine di creare un valore addizionale puramente
      fittizio e mentale, valore che se tutti
      conoscessero a fondo come funziona il marketing
      sarebbe inesistente e pari a 0.in effetti ultimamente dicono che "vendono emozioni".:)
      Lo scopo quindi
      non è liberare le persone, ma inserirle ancora di
      più nella spirale senza senso in cui si è
      infilato il turbocapitalismo americano dai tempi
      di Reagan,poco importa che ogni tanto possa
      teoricamente avere effetti "positivi" di breve
      durata...il male causato è sicuramente peggiore
      del poco "bene" addizionale
      prodotto.Concordo. Ma tanto per controbilanciare un po' e dare comunque merito a tanti creativi (lo so, al servizio di chi? va beh) ricordiamoci che anche chi fa bene il proprio mestiere, in un ambito di concorrenza vera, ha bisogno e beneficia in ogni caso della visibilità.Mettiamo il caso che io sia una brava persona, bello e fico e trombi bene. Beh, non sono certo l'unico. La mia capacità di essere più bravo a vendere me stesso al target (le belle figliole) ovvero a sedurle (nel senso più latino del termine: condurle-a-me) è anch'essa una qualità positiva: io non ho niente da nascondere e tutto da mostrare e aumentare, come il pavone con le sue piume, la mia visibilità.Sempre parlando del mondo animale è chiaro che se poi sono un predatore che usa i colori degli altri animali per sfruttre caratteristiche che non ho... allora stiamo parlando di sopravvivenza e del forte che vince sul debole o ... di sfruttare le debolezze altrui: è una tecnica di aggressività, non è "promozione" di un fatto vero.
      Il marketing è uno dei più grossi mali dei giorni
      nostri, è il pastore che manda le pecore al
      pascolo consapevole che poi tali pecore finiranno
      al
      macello.Di per sé non lo è, come di per sé il pastore non manda nessuno al macello. Ma esiste e spesso semplicemente è un mestiere svolto da gente che non dice "io per quelli lì non lavoro" ... anzi.
  • desyrio scrive:
    Esempi di marketing positivo?
    Qualcuno è in grado di fare qualche esempio di marketing che crea valore?L'articolo resta molto in astratto; io onestamente non riesco ad immaginare un'azienda che fa prodotti per cui sia vantaggioso pagare di più per avere un marketing fatto meglio, piuttosto che pagare di meno e avere solo una scheda tecnica (anche se non ci capisco niente in quel settore, mi documento un minimo prima dell'acquisto, se è importante...). Ho capito male?
    • Marketting scrive:
      Re: Esempi di marketing positivo?
      - Scritto da: desyrio
      Qualcuno è in grado di fare qualche esempio di
      marketing che crea
      valore?ragazzi, dipende da come la leggiamo, questa frase: non vi fate XXXXXXX dal gergo stesso del markettaro.Il valore si crea quando si produce qualcosa di valore.Ma l'articolo non è scritto per il consumatore. Mafe sta parlando al suo cliente potenziale: il SUO cliente, non noi (a meno che tra i lettori non ci siano imprenditori e produttori). Per il SUO cliente, lei crea valore eccome: se io produco una comune salsiccia come ce ne sono tante, "creare valore" significa "assegnare un valore fittizio" , ovvero far credere al consumatore che la salsiccia DePorkz vale DI PIU' (e vale la pena sceglierla, si, amico, sceglila, mmhhh che buona!!) de "la salsiccia" e stop.In fondo è anche vero, la salsiccia prodotta da Toni Fantolin è più buona di quella del suo vicino: uno la sa fare e l'altro no.Ma a parità di prodotto, il markettaro AGGIUNGE un valore inesistente nella realtà, lo aggiunge nella percezione, nel desiderio dell'acquirente.Guardate le pubblicità chiedendovi sempre questo "a che target è indirzzata questa?" ... vi sentirete un po' osservati, un po' infilati in uno scatolone, tipizzati, resi VOI persone comuni, al contrario di quello che vi dicono a parole (sei eccezionale unico straordinario e meriti questa cosa esclusivissimissima) ... loro devono vendere TANTO e quindi il loro bene dev'essere realmente INCLUSIVO anche se vorrà far sentire VOI esclusivi.
      L'articolo resta molto in astratto; io
      onestamente non riesco ad immaginare un'azienda
      che fa prodotti per cui sia vantaggioso pagare di
      più per avere un marketing fatto meglio,
      piuttosto che pagare di meno e avere solo una
      scheda tecnica (anche se non ci capisco niente in
      quel settore, mi documento un minimo prima
      dell'acquisto, se è importante...).Perché forse non sei dentro i costi di nessuna azienda.Ma fare una scheda tecnica è già un lavoro serio: dietro ci deve essere vero studio, vera professionalità, tecnica, responsabilità.Dietro il marketing c'è sempre la possibilità di dire "è solo una pubblicità", come potete sempre vedere nelle scrittine che accompagnano i prodotti più rischiosi (vedi quelli finanziari).Produrre una cosa davvero buona costa di più che produrre XXXXX e venderla per cioccolata.

      Ho capito male?Non credo ;-)
    • Il Solito scrive:
      Re: Esempi di marketing positivo?
      - Scritto da: desyrio
      Qualcuno è in grado di fare qualche esempio di
      marketing che crea
      valore?Il supermercato sa che a te piacciono le crema alla nocciola.Lo sa perchè ha fatto uno studio di marketing serio.mandarti un sms per dire che sono in offerta le creme alla nocciola è un esempio di marketing.E IMHO positivo.
      • desyrio scrive:
        Re: Esempi di marketing positivo?
        Se il servizio per il supermercato ha un costo tanto basso da essere trascurabile, posso essere d'accordo.Se invece per inviarmi questo messaggio mi aumentano il costo della crema quando non è in offerta, oppure dividono le spese aumentando i ricarichi sul pane su cui la spalmo, iniziano a venirmi dubbi. Tra l'altro, potrebbe anche non interessarmi che la crema è in offerta: magari ne ho una scorta, o sono a dieta... in quel caso hanno semplicemente sprecato soldi.
      • Picchiatell o scrive:
        Re: Esempi di marketing positivo?
        - Scritto da: Il Solito


        Il supermercato sa che a te piacciono le crema
        alla
        nocciola.
        Lo sa perchè ha fatto uno studio di marketing
        serio.

        mandarti un sms per dire che sono in offerta le
        creme alla nocciola è un esempio di
        marketing.

        E IMHO positivo.guarda che oggigiorno il vero marketing ( faccio un esempio) e' appiopparti la "crema di nocciola" non perche' a te piace ma perche' ne hanno a vagonate in magazzino e magari scadute ( sempre esempio estremizzato ) ...a monte c'e' gia' un errore di fondo o comunque una speculazione che deve poi essere calibrara e ritrasmessa al cliente....come per esempio i bond cirio parlalat et similia....
        • Il Solito scrive:
          Re: Esempi di marketing positivo?
          - Scritto da: Picchiatell o
          - Scritto da: Il Solito
          guarda che oggigiorno il vero marketing ( faccio
          un esempio) e' appiopparti la "crema di nocciola"
          non perche' a te piace ma perche' ne hanno a
          vagonate in magazzinoCErto: per quello che le mettono in offerta
          e magari scadute ( sempre
          esempio estremizzato )beh ,questo è truffa
          a monte c'e' gia' un errore di fondo o comunque
          una speculazione che deve poi essere calibrara e
          ritrasmessa al cliente....come per esempio i bond
          cirio parlalat et
          similia....ma se io ho modo di rendere uns ervizio al cliente guadagnandoci, dov'è il problema?
          • Picchiatell o scrive:
            Re: Esempi di marketing positivo?
            - Scritto da: Il Solito




            e magari scadute ( sempre

            esempio estremizzato )


            beh ,questo è truffa

            no e' "autocertificazione"
  • zefly scrive:
    nah
    nobili parole, ma stringi stringi, ad oggi, il marketing serve solo a convincerti che hai bisogno di quel prodotto, e proprio di quello, e no di quello della concorrenza..Lo fai direttmente, con la pubblicità, o subdolamente, con queste "operazini di immagine"... ma resta il fatto che tutto serve a indurre all'acquisto senza una reale necessità.Poi, se parliamo di teoria, va bene anche il discorso dell'articolo... per cartà
    • embe scrive:
      Re: nah
      - Scritto da: zefly
      nobili parole, ma stringi stringi, ad oggi, il
      marketing serve solo a convincerti che hai
      bisogno di quel prodotto, e proprio di quello, e
      no di quello della
      concorrenza..
      Lo fai direttmente, con la pubblicità, o
      subdolamente, con queste "operazini di
      immagine"...

      ma resta il fatto che tutto serve a indurre
      all'acquisto senza una reale
      necessità.Non solo! Il merketing moderno è molto più subdolo! Ti convince a preferire un prodotto di una certa azienda rispetto a quello della concorrenza, anche (e soprattutto) quando il consumatore ne ha proprio bisogno!
      Poi, se parliamo di teoria, va bene anche il
      discorso dell'articolo... per
      cartàIl realtà il discorso dell'articolo è pura retorica...ma soprassediamo!
      • Picchiatell o scrive:
        Re: nah
        - Scritto da: embeell'articolo... per

        cartà

        Il realtà il discorso dell'articolo è pura
        retorica...ma
        soprassediamo!come discutere sul sesso degli angeli...
    • Anonymous scrive:
      Re: nah
      - Scritto da: zefly
      nobili parole, ma stringi stringi, ad oggi, il
      marketing serve solo a convincerti che hai
      bisogno di quel prodotto, e proprio di quello, e
      no di quello della
      concorrenza..
      Lo fai direttmente, con la pubblicità, o
      subdolamente, con queste "operazini di
      immagine"...

      ma resta il fatto che tutto serve a indurre
      all'acquisto senza una reale
      necessità.

      Poi, se parliamo di teoria, va bene anche il
      discorso dell'articolo... per
      cartàChe poi dipende. Anche i centralinisti che ti chiamano per l'ennesima offerta telefonica, fanno marketing e l'ultima volta che m'han chiamato, hanno sforato tutti i principali punti che determinano una situazione da marketing sleale (no possibilità di scelta, informazioni sfalsate, informazioni che avrebbero potuto ridurre l'opportunità banalmente citate e mai 2 volte, mentre altre, incomplete, più e più volte osannate, considerazioni tecniche sulle procedure completamente stravolte a loro favore ecc.). Se questo è marketing, auguri.
      • Picchiatell o scrive:
        Re: nah
        - Scritto da: Anonymous
        l'opportunità banalmente citate e mai 2 volte,
        mentre altre, incomplete, più e più volte
        osannate, considerazioni tecniche sulle procedure
        completamente stravolte a loro favore ecc.). Se
        questo è marketing,
        auguri.o come un certo tipo di banche che ti mandano a casa senza il tuo permesso scritto montagne di carte di credito a stratosferici tassi di interesse....in poche parole non sanno piu' che pesci pigliare...dato che le mucche da mungere sono finite...
  • Franco Ropelato scrive:
    è il come che conta
    ovviamente! non è la pubblicità in sè il problema, ma il come la fanno!
    • Marketting scrive:
      Re: è il come che conta
      - Scritto da: Franco Ropelato
      ovviamente! non è la pubblicità in sè il
      problema, ma il come la
      fanno!e chi ci sta dietro.
  • Layla Pavone scrive:
    Condivido al 100per100
    Brava Mafe!!!!
    • Marketting scrive:
      Re: Condivido al 100per100
      - Scritto da: Layla Pavone
      Brava Mafe!!!!ottima argomentazione, mi hai fatto cambiare punto di vista su tutto
  • suvvia scrive:
    Un vero esempio di marketing
    Salve vorrei sottoporvi un esempio concreto di Marketing (mi concedo la M maiuscola)... lascio giudicare a Voi se considerarlo efficace o meno nel generare "valore aggiunto".linkhttp://tinyurl.com/3y3rwmh
  • Mallo scrive:
    ... tanto è solo marketing ...
    A mio modesto parere il punto è che le aziende puntano a fare profitti e "incidentalmente" creano valore per i consumatori.Il marketing è uno degli aspetti.A volte però non si pensa che il marketing fa parte di questo proXXXXX di creazione di valore.Farti sapere che un prodotto è in offerta, la più sempice delle publicità, può raprpesentare una creazione di vaore per chi consuma quel prodotto ad un minor prezzo.In "The tipping point" l'autore cita la figura del "maven" come il collettore di informazioni su cosa offre il mercato.Molto, nonostante le montagne di messaggi di marketing che ci circondano, comprano solo oggetti perché "noti".Il buon marketing per me è quello che ti fa capire dove stare il vero "valore" che l'aziend ha "cerato per te".
    • Marketting scrive:
      Re: ... tanto è solo marketing ...
      - Scritto da: Mallo
      Molto, nonostante le montagne di messaggi di
      marketing che ci circondano, comprano solo
      oggetti perché
      "noti".in effetti non posso criminalizzare a priori questo aspetto.un semplice cartello per strada, invece della sua assenza, mi dice che tu esisti.Altrimenti non lo saprei.Se sei l'unico che fa il caciocavallo, alla fine lo saprei, e lo saprei anche se fosse il migliore del mondo.Ma se siete in 26, fa comodo a tutti sapere che esiste anche il tuo.
      Il buon marketing per me è quello che ti fa
      capire dove stare il vero "valore" che l'aziend
      ha "cerato per
      te".Io personalmente sono d'accordo con te.Ma per molti il buon marketing è quello che è efficace, a prescindere dall'aspetto etico o morale.
  • alberto scrive:
    Giusto!
    Hai riassunto in questo articolo la mia tesi di laurea, non posso che essere d'accordo.@panda rossa: stai comparando il consumatore a un bambino. Cioè un soggetto che non ha i mezzi necessari per analizzare correttamente una situazione. Comunque il punto dell'articolo è che per vendere di più un'azienda può abbassare il prezzo o mantenere lo stesso prezzo e usare parte del ricavato per aiutare i bimbi in Africa. A questo punto cosa è meglio? Il bambino (e forse anche tu) puneterebbe dritto al prezzo basso, e ciao ai bimbi in Africa.Hai ragione quando dici che non bisogna pensare a breve termine, ma anche questo non è un dogma, bisogna saper valutare le contingenze. Pensa cosa sarebbe sucXXXXX se Stati Uniti e Russia non si fossero alleate contro la Germania.Molta gente pensa che il marketing sia una disciplina malefica, inventata da qualche super-cattivo nel suo rifugio segreto. Ma pensaci bene, se una volta nella tua vita hai fatto qualcosa per piacere a qualcuno, anche quello è marketing!Ti chiedo scusa se sono stato troppo rude.albertohttp://twitter.com/alwonttell
    • Mallo scrive:
      Re: Giusto!

      per vendere di più un'azienda può abbassare il
      prezzo o mantenere lo stesso prezzo e usare parte
      del ricavato per aiutare i bimbi in Africa. io punto a far si che il bambino in africa non abbia bisogno della mia elemosina, quindi canna da pesca e non pesce regalato, libri e non tecnologia svenduta, prezzi equi e proporzionati al lavoro svolto, microcredito e non solo
    • OggiEPoiBas ta scrive:
      Re: Giusto!
      dopo tanto tempo riesco a leggere un commento degno di nota e non le solite cianfuserie! grazie
    • Giovannino Cosciacort a scrive:
      Re: Giusto!
      A parte che il consumatore medio non ha delle capacità di critica molto superiori all'esempio di pandarossa...Cmq anche il tuo esempio non ha molto senso. Qui non si parla di aziende che tagliano il margine per fare beneficenza o per abbassare i costi (e in quel caso, comunque, io preferireri prodotti a un costo inferiore, così con i soldi risparmiati la beneficenza la faccio io dove decido io, e non dove decide l'azienda), si sta dicendo che un'azienda può decidere che invece di pagare milioni per 30" di pubblicità in tele può sponsorizzare azioni utili per la comunità (che non significa solo beneficenza ai bambini poveri dell'Africa, può voler dire anche "adottare" le aiuole di una città e preoccuparsi di mantenerle in ordine, o comprare i banchi nuovi di una scuola fatiscente che non ha i soldi neanche per la carta igienica).
      • embe scrive:
        Re: Giusto!
        - Scritto da: Giovannino Cosciacort a
        A parte che il consumatore medio non ha delle
        capacità di critica molto superiori all'esempio
        di
        pandarossa...Completamente d'accordo!!
        Cmq anche il tuo esempio non ha molto senso. Qui
        non si parla di aziende che tagliano il margine
        per fare beneficenza o per abbassare i costi (e
        in quel caso, comunque, io preferireri prodotti a
        un costo inferiore, così con i soldi risparmiati
        la beneficenza la faccio io dove decido io, e non
        dove decide l'azienda), si sta dicendo che
        un'azienda può decidere che invece di pagare
        milioni per 30" di pubblicità in tele può
        sponsorizzare azioni utili per la comunità (che
        non significa solo beneficenza ai bambini poveri
        dell'Africa, può voler dire anche "adottare" le
        aiuole di una città e preoccuparsi di mantenerle
        in ordine, o comprare i banchi nuovi di una
        scuola fatiscente che non ha i soldi neanche per
        la carta
        igienica).Ecco uno che pensa con la propria zucca! La beneficenza delle aziende è perlopiù solo fumo negli occhi, tanto per dimostrare che sono etiche anche loro. Alla fine è solo un modo per attirare tanti gonzi che dicono: "ah beh, queste due banche mi danno entrambe il 3% lordo, ma quest'altra fa anche studiare i bambini del Turgikimenistan!! Allora scelgo questa!"**E' meglio un'azienda che non fa beneficenza? Non dico questo, è meglio un'azienda che NON CI PIGLI PER IL XXXX!!**ogni riferimento a pubblicità esistenti è puramente voluto
    • panda rossa scrive:
      Re: Giusto!
      - Scritto da: alberto
      Hai riassunto in questo articolo la mia tesi di
      laurea, non posso che essere
      d'accordo.

      @panda rossa: stai comparando il consumatore a un
      bambino.Hai ragione. Ho decisamente sopravvalutato il consumatore.
      Cioè un soggetto che non ha i mezzi
      necessari per analizzare correttamente una
      situazione. Di questo stiamo parlando: del consumatore tipo.Se il consumatore ideale avesse i mezzi necessari, la pubblicita' non avrebbe senso, ma solo le schede tecniche.
      Comunque il punto dell'articolo è che
      per vendere di più un'azienda può abbassare il
      prezzo o mantenere lo stesso prezzo e usare parte
      del ricavato per aiutare i bimbi in Africa. O magari dimostrarsi sensibile a tematiche come il riciclo dei materiali, l'effettiva utilita' di quello che produce, compensi adeguati ai dirigenti e nessuna soggiacenza ad inferenze politiche, tanto per fare qualche esempio a caso, senza dover sempre andare a tirare in ballo la storia della Nestle' e del suo latte in polvere.
      A questo punto cosa è meglio? Il bambino (e forse
      anche tu) puneterebbe dritto al prezzo basso, e
      ciao ai bimbi in Africa.Io sono un privato: non devo salvare il mondo.
      Hai ragione quando dici che non bisogna pensare a
      breve termine, ma anche questo non è un dogma,
      bisogna saper valutare le contingenze. Pensa cosa
      sarebbe sucXXXXX se Stati Uniti e Russia non si
      fossero alleate contro la Germania.Che magari la germania in russia avrebbe vinto e avrebbe sconfitto il comunismo. E' uno dei tanti scenari possibili.Cambia esempio.
      Molta gente pensa che il marketing sia una
      disciplina malefica, inventata da qualche
      super-cattivo nel suo rifugio segreto. Ma pensaci
      bene, se una volta nella tua vita hai fatto
      qualcosa per piacere a qualcuno, anche quello è
      marketing!Stai dicendo che il pavone ha la ruota per motivi di marketing?Forse stiamo parlando di cose diverse.
      Ti chiedo scusa se sono stato troppo rude.No, con me non c'e' bisogno che ti scusi.Se c'e' da discutere sulle idee qualunque linguaggio va bene: sarcasmo, ironia, insulti... tutto fa brodo.
      • Capitan Findus scrive:
        Re: Giusto!
        Per curiosità chi è questo "consumatore tipo"? Sei tu? Sono io? E' l'uomo di 25-34 anni, residente in un comune
        • embe scrive:
          Re: Giusto!
          - Scritto da: Capitan Findus
          Per curiosità chi è questo "consumatore tipo"?
          Sei tu? Sono io? E' l'uomo di 25-34 anni,
          residente in un comune titolo di studio dell'obbligo, ecc? No, perché il
          concetto di "consumatore tipo", così come di
          "politico tipo" o "commentatore tipo di P.I" mi
          sembra abbia valore informativo pari a 0 e
          permetta di giustificare qualunque affermazione.Il consumatore "tipo" varia a seconda del variare della tipologia del prodotto considerato. Ma in generale è identificabile, a meno che non si tratti di un prodotto particolare...Per quanto riguarda i lettori di PI, penso che si possa tracciare un profilo "tipico", o quantomeno alcuni tratti in comune di chi posta i suoi commenti (a questo proposito in generale c'è una certa eterogeneità, quantomeno è possibile suddividere in categorie i lettori)
          In secondo luogo sei così sicuro che basti la
          scheda di un prodotto? Non ti è mai capitato di
          essere indeciso tra due prodotti di eguali
          caratteristiche e prezzi pressochè identici? A
          cosa ti sei affidato per scegliere? E non sto
          parlando solo di auto o tecnologie, ti parlo di
          una mozzarella o di un
          penna.Al prezzo...Ovvio!
          Terzo: scusa ma perchè un'azienda privata non
          dovrebbe fare beneficenza? Ma chi l'ha deciso? E
          chi è che dovrebbe farla allora, sempre solo lo
          Stato e i semplici cittadini? Le aziende fanno
          parte del tessuto sociale esattamente come tutti
          gli altri. Hanno delle responsabilità e se
          contribuiscono al miglioramento complessivo della
          società ben venga. Non è un obbligo, ma perchè
          vietarglielo?Le aziende private fanno beneficenza anche (o meglio soprattutto) grazie ai soldi che gliene vengono da chi acquista i loro prodotti (o i loro servizi), scegliendo tale azieda proprio per il fatto che fa beneficenza! Tutto bello, ma come già detto da altri, preferirei scegliere io dove destinare l'eventuale beneficenza...
          Troppo spesso il marketing viene utilizzato a
          fini meramente commerciali. Per esempio negli
          ultimi anni va molto di moda il greenwashing.Il marketing viene usato SEMPRE per fini puramente commerciali! E che altri fini potrebbe avere? Migliorare il mondo? Ma per favore...
          Ma concepire il marketing come qualcosa
          finalizzato solo a XXXXXXX il consumatore, bè, mi
          sembra una prospettiva un po' triste e
          fuorviante.Il marketing è di per sè triste e fuorviante. E pure inutile.
        • Picchiatell o scrive:
          Re: Giusto!
          - Scritto da: Capitan Findus


          Ma concepire il marketing come qualcosa
          finalizzato solo a XXXXXXX il consumatore, bè, mi
          sembra una prospettiva un po' triste e
          fuorviante.nella tradizione anglosassone del termine e' cosi....il marketing esiste perche' esistono delle "pecore da tosare", poco importa se sia il consumatore finale o le aziende stesse.per la legge dei grandi numeri certamente qualcosa di "positivo" potrebbe anche farlo ma cosa ?
        • Skywalker scrive:
          Re: Giusto!
          - Scritto da: Capitan Findus
          Terzo: scusa ma perchè un'azienda privata non
          dovrebbe fare beneficenza?Perché la beneficenza vera è quella che si fa e non si dice.Se sbandieri ai quattro venti che fai la carità, non stai facendo beneficenza, ti stai facendo pubblicità.E la stai facendo, facendo leva sull'emotività del tuo consumatore target.Anche mettere nella pubblicità una tetta al vento, fa leva sull'emotività del tuo consumatore target.Ecco, una azienda che mi promette di non farmi uno sconto su quanto produce ma di girare una parte di quel potenziale sconto ai bambini affamati del Darfur, mi suona esattamente come una che promette di non farmi uno sconto su quanto produce, ma di girare una parte di quel potenziale sconto ad una bella gnocca perché mi faccia vedere le tette.All'azienda interessa solo se io mollo o meno quel potenziale sconto. Dei bambini del Darfur non le interessa un fico secco. Se veramente le interessasse il destino dei bambini del Darfur finanzierebbe un progetto 20ennale che li accompagni dalla nascita fino alla maggiore età aiutandoli ad emanciparsi e monitorerebbe come quei soldi vengono spesi come nemmeno fa con la sua contabilità. Non una donazione una tantum alla prima ONLUS che capita, senza nemmeno poi andare a vedere che ne sia stato di quei soldi.Mia nonna aveva un termine per questo tipo di cose:"Carità pelosa".A parità di tutto il resto, io preferisco quelle che mi lasciano lo sconto. Se poi me lo spendo in video XXXXX o in aiuti ai bambini del Darfur, non lo saprai mai.
      • Skywalker scrive:
        Re: Giusto!
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: alberto
        @panda rossa: stai comparando il consumatore a
        un bambino.E come chiameresti tu uno che, nelle intenzioni di chi fa marketing, dovrebbe comprare quello che dicono loro e non quello di cui ha realmente bisogno? "Consumatore perfettamente informato"?
      • Il Solito scrive:
        Re: Giusto!
        - Scritto da: panda rossa
        Stai dicendo che il pavone ha la ruota per motivi
        di
        marketing?SI
    • Marketting scrive:
      Re: Giusto!
      - Scritto da: alberto
      Hai riassunto in questo articolo la mia tesi di
      laurea, non posso che essere
      d'accordo.in linea di massima direi che sei solo coerente :)ma avresti l'occasione per vedere fuori da te una tua idea ed analizzarla obiettivamente: sta a te cogliere questa opportunità ;)

      @panda rossa: stai comparando il consumatore a un
      bambino. Cioè un soggetto che non ha i mezzi
      necessari per analizzare correttamente una
      situazione. è uno dei possibili target, anzi, è il migliore, non nascondiamoci dietro a una finta alta considerazione del consumatore finale.Non ho bisogno di slogan e fascino per vendere un prodotto del quale basta elencare i pregi reali.
      Comunque il punto dell'articolo è che
      per vendere di più un'azienda può abbassare il
      prezzo o mantenere lo stesso prezzo e usare parte
      del ricavato per aiutare i bimbi in Africa.ah si? :)ahahah :Dl'articolo dice "cliente mio, il marketing è utile e ora ti canto quanto lo sia: lallalllaaaaaaaaaa non pensare lallallààààààààààààà"e se invece con la sua politica l'azienda non fosse parte del problema?dare i dindi ai bimbi in Africa significa che ne hanno bisogno.Ma qui entriamo in un ambito che esula dal compito dell'imprenditore, me ne rendo conto: a me basta che il legislatore (l'unico adulto della baracca) non dia mano libera al bambino imprenditore di essere prepotente con il bambino lavoratore e con il bambino cliente.
      A
      questo punto cosa è meglio? Il bambino (e forse
      anche tu) puneterebbe dritto al prezzo basso, e
      ciao ai bimbi in
      Africa.Per questo ci sono i genitori.Lo Stato esiste ancora, anche se tenti di ignorarlo: la legge è basata sulla FILOSOFIA DEL DIRITTO e la Filosofia è la _ricerca della verità_ , non della fanfaluca.Spesso ci sono etica e morale in mezzo, non dimentichiamolo. La legge del più forte ad un certo punto sarebbe il caso di superarla se non vogliamo considerare come modello per noi gli insetti: loro ci stracciano di brutto.
      Hai ragione quando dici che non bisogna pensare a
      breve termine, ma anche questo non è un dogma,
      bisogna saper valutare le contingenze. Pensa cosa
      sarebbe sucXXXXX se Stati Uniti e Russia non si
      fossero alleate contro la
      Germania.Oggi però questo modello è superato, perché il mondo del commercio cerca di lavorare su un piano in cui gli stati non contano e il marketing "cattivo" è parte di quel modo di pensare.
      Molta gente pensa che il marketing sia una
      disciplina malefica, inventata da qualche
      super-cattivo nel suo rifugio segreto. Conosciamo tutti la legge de "il coltello è nato per tagliare, sta a me usarlo per la bistecca o per accoltellarti".Il punto è che dare visibilità alla verità = bene.far credere cose finte o nascondere quelle brutte = male.L'ho voluto esprimere volutamente in modo che ogni persona, anche di 4 anni, possa comprenderlo: un ottimo marketing per la verità, una pessima pubblicità comparativa per chi riceve danno dal mostrarla.
      Ma pensaci
      bene, se una volta nella tua vita hai fatto
      qualcosa per piacere a qualcuno, anche quello è
      marketing!Si, ma se sono una pessima persona, ecco che hai detto tutto sul marketing.Una bella figliola mi seduce (marketing) e mi induce al matrimonio (vendita del prodotto) ma poi si rivela una XXXXXXX pazzesca, mi rovina la vita e per divorziare mi dissangua oltre a portarmi via i figli: la sua capacità di mascherare la verità e di condurmi a sé non la posso che valitare come una abilità eccellente, perfettamente efficace a conseguire un fine che però è deprecabile.
      Ti chiedo scusa se sono stato troppo rude.Io ti ho trovato appassionato ma cortese.
  • Angelo scrive:
    marketing ed etica
    Il marketing come dici tu è tutto questo. Ogni azienda ha come interesse unico il profitto, quindi money money money e sell sell sell.E' anche vero però che ad oggi, l'interesse sociale del media, della collettività e delle risorse umane giocano un ruolo fondamentale in questa economia globalizzata.Far produrre tutto in cina e lavorare solo sul prezzo, sulla quantità e sul lavoro nero alla fine rovina anche l'azienda stessa visto che mette i lavoratori in mobilità, licenziamenti, e cassa integrazione.E questo ricade sulle spalle di tutti noi. Quindi ben venga il profitto, ma che ci sia anche etica, e che siano premiate le aziende che eticamente svolgono bene il loro mestiere.my two centAngelo - www.angelolaudati.it
  • Il Solito scrive:
    Vero.
    Banale, in fondo.Ma vero.
    • Marketting scrive:
      Re: Vero.
      - Scritto da: Il Solito
      Banale, in fondo.

      Ma vero.Con questa comprovata verità posso dire anche io qualcosa:banale in fondo, ma falso.Ottima argomentazione la mia, no?
      • Il Solito scrive:
        Re: Vero.
        - Scritto da: Marketting
        Con questa comprovata verità posso dire anche io
        qualcosa:

        banale in fondo, ma falso.

        Ottima argomentazione la mia, no?no :-P
  • panda rossa scrive:
    Cause ed effetti...
    Soffermiamoci su questo passaggio: "...fare qualcosa di buono per vendere di piu'..."E adesso descriviamo due situazioni della vita di tutti i giorni.Dare una caramella ad un bambino che ha i denti facilmente cariabili.Dare una botta sulla schiena allo stesso bambino a cui la caramella di cui sopra sta andando di traverso.Nel primo caso ho fatto qualcosa di buono?Il bambino rispondera' di si'. Nell'immediato gli ho dato una caramella che a lui piace. Mica si preoccupa il bambino dei suoi denti.Nel secondo caso che cosa pensa il bambino che, gia' in difficolta' respiratorie si sente ricevere un forte colpo alla schiena, che magari gli fa pure male? E che gli fa anche sputare la caramella a terra?Si ritrova con la schiena dolorante e la sua caramella per terra, non piu' utilizzabile.Morale della favola: le azioni non vanno mai misurate in un breve intorno, ma bisogna sempre considerarne le conseguenze, soprattutto quando queste si manifestano alla distanza, e si rischia di perdere di vista la causa scatenante.Quindi quando una azienda, soprattutto di quelle EVIL, fa marketing, la prima cosa da chiedersi e' sempre: "dove sta la fregatura?"E se non si trova la risposta alla domanda, allora non bisogna concludere che la fregatura non c'e', ma che siamo gia' stati fregati!
    • lordream scrive:
      Re: Cause ed effetti...
      - Scritto da: panda rossa
      Soffermiamoci su questo passaggio: "...fare
      qualcosa di buono per vendere di
      piu'..."

      E adesso descriviamo due situazioni della vita di
      tutti i
      giorni.

      Dare una caramella ad un bambino che ha i denti
      facilmente
      cariabili.

      Dare una botta sulla schiena allo stesso bambino
      a cui la caramella di cui sopra sta andando di
      traverso.

      Nel primo caso ho fatto qualcosa di buono?
      Il bambino rispondera' di si'. Nell'immediato gli
      ho dato una caramella che a lui piace. Mica si
      preoccupa il bambino dei suoi
      denti.

      Nel secondo caso che cosa pensa il bambino che,
      gia' in difficolta' respiratorie si sente
      ricevere un forte colpo alla schiena, che magari
      gli fa pure male? E che gli fa anche sputare la
      caramella a
      terra?
      Si ritrova con la schiena dolorante e la sua
      caramella per terra, non piu'
      utilizzabile.

      Morale della favola: le azioni non vanno mai
      misurate in un breve intorno, ma bisogna sempre
      considerarne le conseguenze, soprattutto quando
      queste si manifestano alla distanza, e si rischia
      di perdere di vista la causa
      scatenante.

      Quindi quando una azienda, soprattutto di quelle
      EVIL, fa marketing, la prima cosa da chiedersi e'
      sempre: "dove sta la
      fregatura?"
      E se non si trova la risposta alla domanda,
      allora non bisogna concludere che la fregatura
      non c'e', ma che siamo gia' stati
      fregati!rispecchia la legge della relatività.. se un ultracentenario rompe uno specchio sarà ben felice di una pena di altri 7 anni di guai
    • Picchiatell o scrive:
      Re: Cause ed effetti...
      - Scritto da: panda rossa
      Quindi quando una azienda, soprattutto di quelle
      EVIL, fa marketing, la prima cosa da chiedersi e'
      sempre: "dove sta la
      fregatura?"
      E se non si trova la risposta alla domanda,
      allora non bisogna concludere che la fregatura
      non c'e', ma che siamo gia' stati
      fregati!sostanzialmente concordo, non tanto per quanto riguarda il marketing di fatto oggigiorno e' rappresentato da qualche laureato che non conosce minimamente prodotto o servizio e il cliente tipo, quando che l'azienda deve in qualche modo mascherare la propria insicurezza ed il proprio non-prodotto con la "fuffa" e sceglie la via di minor dolore: la pubblicità...Il marketing non crea nulla di fatto ( positivo o negativo) puo' prevedere-cavalcare l'onda anche crearla ma il costo del tutto e' sproporzionato al ritorno del mercato dei prossimi anni che sarà sicuramente in negativo...Nel gran parte dei casi poi il personale marketing proviene dal di fuori ed e' deleterio alla lunga per la coesione all'interno dei gruppi di lavoro oltre ad equiparazione di costi che se conosciuti dagli "autoctoni" manderebbe all'aria piu' di qualche testa in basso ed in alto....oltre a creare qualche imbarazzo.
    • Marketting scrive:
      Re: Cause ed effetti...
      - Scritto da: panda rossa[...]Il tuo paragone bambinio/caramella è apprezzato.
      Quindi quando una azienda, soprattutto di quelle
      EVIL, fa marketing, la prima cosa da chiedersi e'
      sempre: "dove sta la
      fregatura?"
      E se non si trova la risposta alla domanda,
      allora non bisogna concludere che la fregatura
      non c'e', ma che siamo gia' stati
      fregati!Qui non sono totalmente d'accordo.Pensa a quello che tu fai. Qualcosa farai, no?Promuovere in qualsiasi modo convincente la tua attività di per sé non è una fregatura. Chiaro che se vai dal salumiere e gli dici "mi dia quello buono" sei un sempliciotto. Ma se ti fai spiegare le caratteristiche di un buon prosciutto e magari vai, un giorno, a verificare in salumifici (non salumerie!) diversi come sia fatta la roba di qualità, allora saprai apprezzare.Non possiamo essere esperti di tutto e magari ci piace di più leggere, guardare un film, fare una passeggiata, passare il tempo divertendoci, invece che conoscendo meglio la verità su qualcosa. Ma il nostro tempo lo possiamo suddividere anche in queste cose. Più ne sappiamo, meno ci fregheranno e meno contribuiremo a rendere il mondo una fogna.
      • panda rossa scrive:
        Re: Cause ed effetti...
        - Scritto da: Marketting
        - Scritto da: panda rossa
        [...]

        Il tuo paragone bambinio/caramella è apprezzato.


        Quindi quando una azienda, soprattutto di quelle

        EVIL, fa marketing, la prima cosa da chiedersi
        e'

        sempre: "dove sta la

        fregatura?"

        E se non si trova la risposta alla domanda,

        allora non bisogna concludere che la fregatura

        non c'e', ma che siamo gia' stati

        fregati!

        Qui non sono totalmente d'accordo.

        Pensa a quello che tu fai. Qualcosa farai, no?
        Promuovere in qualsiasi modo convincente la tua
        attività di per sé non è una fregatura.Invece si. Se lo faccio in modo convincente.La fregatura non c'e' quando io promuovo senza necessita' di convincere, ovvero quando l'attivita' e' buona di suo.Se devo convincerti, c'e' qualcosa che non va nel prodotto.Se il prodotto e' valido non devo convincere, devo solo far conoscere.
        Chiaro che se vai dal salumiere e gli dici "mi
        dia quello buono" sei un sempliciotto. Dipende dal salumiere. Se il salumiere si e' guadagnato la mia fiducia in passato, posso anche avvalermi della sua competenza di addetto ai lavori.Il giorno che scoprissi che invece di offrirmi la sua competenza come valore aggiunto se ne approfitta per rifilarmi la sola, il mio salumiere avrebbe perso un cliente. Per sempre!
        Ma se ti
        fai spiegare le caratteristiche di un buon
        prosciutto e magari vai, un giorno, a verificare
        in salumifici (non salumerie!) diversi come sia
        fatta la roba di qualità, allora saprai
        apprezzare.Vero. Ma il mio salumiere dovrebbe avere fatto gia' questo lavoro per me e scegliere di approvviggionarsi solo da quei salumifici di miglior qualita' per poi potermi offrire il miglior prodotto.
        Non possiamo essere esperti di tutto e magari ci
        piace di più leggere, guardare un film, fare una
        passeggiata, passare il tempo divertendoci,
        invece che conoscendo meglio la verità su
        qualcosa. Ma il nostro tempo lo possiamo
        suddividere anche in queste cose. Più ne
        sappiamo, meno ci fregheranno e meno
        contribuiremo a rendere il mondo una
        fogna.Con me sfondi una porta aperta.
        • Il Solito scrive:
          Re: Cause ed effetti...
          - Scritto da: panda rossa
          - Scritto da: Marketting

          - Scritto da: panda rossa
          Invece si. Se lo faccio in modo convincente.
          La fregatura non c'e' quando io promuovo senza
          necessita' di convincere, ovvero quando
          l'attivita' e' buona di
          suo.
          Se devo convincerti, c'e' qualcosa che non va nel
          prodotto.
          Se il prodotto e' valido non devo convincere,
          devo solo far
          conoscere.quoto

          Chiaro che se vai dal salumiere e gli dici "mi

          dia quello buono" sei un sempliciotto.

          Dipende dal salumiere.
          Se il salumiere si e' guadagnato la mia fiducia
          in passato, posso anche avvalermi della sua
          competenza di addetto ai
          lavori.Non solo. Ma il salumiere dovrebbe sapere se preferisci il delicato o il saporito, se gradisci + i ldolce o il piccante.E anche questo è marketing.
          Il giorno che scoprissi che invece di offrirmi la
          sua competenza come valore aggiunto se ne
          approfitta per rifilarmi la sola, il mio
          salumiere avrebbe perso un cliente. Per
          sempre!...e anche questo è marketing
          • Picchiatell o scrive:
            Re: Cause ed effetti...
            - Scritto da: Il Solito

            ...e anche questo è marketingno e' "vendita diretta" e' diverso...
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