OpenOffice.org tappa i buchi, guida l'utente

La comunità di sviluppatori della nota suite open source ha rilasciato un aggiornamento che risolve alcuni problemi e include una completa guida per l'installazione


Roma – A quasi tre mesi di distanza dall’arrivo dell’attesissima versione 1.0 , la popolare suite per l’ufficio open source OpenOffice.org è stata aggiornata alla versione 1.0.1. L’update, che presto sarà disponibile anche nella versione localizzata in italiano, va a correggere alcuni bachi più o meno seri e aggiunge una guida all’installazione in formato elettronico.

La guida, il cui file porta il nome di installation_guide.pdf , è disponibile anche nella nostra lingua e fornisce tutte le istruzioni dettagliate per l’installazione di OpenOffice.org su di un sistema monoutente e su di una rete.

Dal lato tecnico, la nuova versione di OpenOffice.org migliora l’integrazione della suite con Mozilla 1.0 , integra alcune patch per gli utenti Soalris/Sparc e include diversi bug fix che sistemano problemi di varia natura: fra questi alcuni causavano la corruzione del testo sotto Windows o il mancato avvio della suite.

Prima di aggiungere nuove funzionalità e proseguire lo sviluppo di quella che è già divenuta la suite open source più popolare in circolazione, il team di sviluppatori di OpenOffice.org sostiene di voler essere sicura che tutti i bug di una certa entità siano stato corretti.

Il rilascio di OpenOffice.org 1.0 è il risultato di 18 mesi di attività di sviluppo congiunto dei membri della comunità OpenOffice.org, che comprende sviluppatori di Sun Microsystem, programmatori indipendenti e utenti finali.

OpenOffice.org condivide la stessa base di codice sorgente presente in StarOffice 6.0 di Sun ma, a differenza di quest’ultima, è priva di qualsiasi supporto e di tutte quelle applicazioni di terze parti il cui codice non può essere rilasciato sotto licenza open source.

La suite, disponibile in 25 lingue per le piattaforme Windows, Linux e Solaris, offre un completo insieme di funzionalità e strumenti per la produttività aziendale, fra cui un elaboratore di testi, un foglio di calcolo, un software per la creazione di presentazioni, un programma per il disegno vettoriale ed un editor HTML.

L’aggiornamento può essere scaricato qui in lingua inglese, mentre a breve la versione italiana sarà resa disponibile in uno dei mirror raggiungibili qui .

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  • Anonimo scrive:
    per Mantellini: l'età avanza... per me
    Chiedo umilmente scusa. L'articolo che avevo erroneamente attribuito a Mantellini era in realtà di Gilberto Mondi e (per i curiosi) è reperibile all'URL seguente:http://punto-informatico.it/p.asp?i=40042Mi dispiace per avere fatto confusione, l'argomento mi interessa parecchio e non era mia intenzione dare avvio a un flame, anche se, rileggendo il mio post precedente, mi rendo conto che poteva suonare provocatorio.Evidentemente sono io ad avere problemi con l'età che avanza ;-)A Massimo Mantellini vorrei anche segnalare che non riesco ad accedere al blog: su http://www.mantellini.it/ ottengo solo una pagina bianca con su scritto:
    Server Status:
    Server UpCordiali saluti,Rosanna
  • Anonimo scrive:
    per Mantellini: coerenza!
    "...sono fra quanti continuano a pensare che più informazione (in senso assoluto e anche senza controlli di qualità) sia meglio di miglior informazione..." (Massimo Mantellini, luglio 2002)Concordo in pieno, ma vorrei ricordare al sig. Mantellini che non molto tempo fa egli stesso propose di subordinare al conseguimento di una PATENTE la possibilità di accesso a internet.Che si trattasse di una provocazione non ci sono dubbi, ma penso anche che una persona intelligente come il Mantellini non si sogni nemmeno di lanciare provocazioni a casaccio. Insomma, l'idea della patente per internet per quanto provocatoria non penso fosse solo un esercizio di _parole in libertà_.Quello che mi sfugge alla fine è dove veramente il sig. Mantellini vuole arrivare.
    • Anonimo scrive:
      Re: per Mantellini: coerenza!
      - Scritto da: Rosanna Viterbese
      "...sono fra quanti continuano a pensare che
      più informazione (in senso assoluto e anche
      senza controlli di qualità) sia meglio di
      miglior informazione..." (Massimo
      Mantellini, luglio 2002)

      Concordo in pieno, ma vorrei ricordare al
      sig. Mantellini che non molto tempo fa egli
      stesso propose di subordinare al
      conseguimento di una PATENTE la possibilità
      di accesso a internet.Salve Rosanna,ti dispiacerebbe ricordarmi quando avrei detto una cosa del genere? Sai l'eta'.......;)salutiM.
  • Anonimo scrive:
    A che cosa serve la cultura?
    Serve a discriminare le notizie vere dagli errori.Per esempio, io sono un fisico ed ho una solida cultura scientifica: se leggo di teletrasporto mi faccio due risate e poi accartoccio il giornale, o il monitor... (no, in effetti col monitor e' un po' difficile!)A meno che provengano da fonti veramente autorevoli (se mai il CERN scrivesse qualcosa di apparentemente assurdo relativo alla fisica, prima di arrivare a pensare che abbiano preso una cantonata dovrei avere ragioni molto ma molto solide) tutte le altre notizie vanno sempre lette con senso critico, e pesate con la nostra cultura.Vorrei anche spezzare una lancia a favore dei giornalisti (cartacei e non): a loro si richiede di essere esperti in tutto, per poter distinguere le verita' dalle buffonate, e questo non e' per nulla facile.SalutiGiorgio
    • Anonimo scrive:
      Re: A che cosa serve la cultura?
      La pensiamo allo stesso modo. Ma allora perche' in Italia di dicono che ci dev'essere qualcuno che ci tutela? Ci sentiamo piu' tutelati quando un giornale grosso scrive castronerie piuttosto che quando lo fa uno piccolo?Insomma, io conto sulla mia capacita' di giudizio e vorrei essere messo nelle condizioni di farlo, senza dare soldi delle mie tasse a giornali che senza quei soldi morirebbero.
    • Anonimo scrive:
      Re: A che cosa serve la cultura?
      - Scritto da: Giorgio
      Vorrei anche spezzare una lancia a favore
      dei giornalisti (cartacei e non): [CUT]Io invece vorrei spezzare le braccia a qualche giornalista... ;)
  • Anonimo scrive:
    Occhio per occhio, dente per dente
    è la legge del Mantellin-taglione.Che siano due notissie del casso, non lo metto in dubbio, ma la polemica è anch'essa priva di senso. Da anni la stampa 'tradizionale' ci rifila delle minchiate paurose, dai virus bufala alle fake tecnologiche ai web-gatti in bottiglia, ed è per questo motivo che chi ha interesse a informarsi in questo settore legge PI e non l'Espresso. E' normale per un giornale web soffrire di una specie di complesso di castrazione, e questo articolo è una piccola vendetta nei confronti dei papà giornali cartacei, molto più 'autorevoli' e visti come una minaccia e un rivale con il quale deve spartire l'amore...dei lettori.Questo è particolarmente vero nel caso di Mantellini che mi pare faccia della sua battaglia contro l'informazione non web, una vera crociata. Personalmente credo che tenere questo atteggiamento sia improduttivo se non dannoso per tutti. Primo perché avrei letto Mantellini in un articolo più interessante, secondo perché la strada che è stata intrapresa da realtà come PI e altri sul web è molto lunga e parecchio tortuosa, ma oggi con gli sponsor, domani, lo spero, con i soldini dei lettori, il buon Mantellini potrà andare ad intervistare di persona il cassone con il mouse nell'occhio e a dirci in anteprima se c'ha l'attacco PS/2 o USB. Buon Lavoro.
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