OS server, è Linux il più verde?

Un test condotto da Network World afferma che Linux, e in particolare la distribuzione enterprise di Red Hat, ha una gestione dei consumi più efficiente di quella di Windows Server 2008. Il divario non è però netto

Roma – Oggi giorno la sfida tra sistemi operativi non si gioca più soltanto su costi, funzionalità e performance: nella scelta delle aziende sono destinate a giocare un ruolo sempre più importante le funzionalità di risparmio energetico, che specie a livello enterprise possono incidere non poco sul costo complessivo di possesso (TCO). InfoWorld ha pubblicato i risultati di un test che mette a confronto, proprio sui consumi, Windows Server 2008 e le due più diffuse distribuzioni enterprise di Linux, Red Hat Enterprise Linux (RHEL) 5.1 e SUSE Enterprise Linux (SEL) 10 SP1.

Gli autori del test, Tom Henderson e Rand Dvorak, ammettono che i propri risultati sono condizionati da una serie di fattori, primo fra tutti gli scenari d’utilizzo “simulati” nel test e i relativi carichi di lavoro. Ciò premesso, InfoWorld sostiene che Linux è uscito vincitore dalla sfida “con margini che hanno toccato il 12%”.

“I risultati mostrano che in un piccolo numero di test, quando impostato per il massimo risparmio energetico, Windows Server 2008 consuma un po’ meno energia rispetto ai rivali. Complessivamente, tuttavia, è Red Hat Enterprise Linux a svolgere il lavoro migliore nel contenere i consumi”, si legge nell’analisi del test.

Come banco di prova sono stati utilizzati alcuni server rack 1U di Dell, IBM e HP, che prima del test sono stati aggiornati con i firmware più recenti. Firmware e driver aggiornati, spiega chi ha realizzato il test, sono spesso fattori cruciali nella corretta valutazione di un sistema operativo: un solo driver obsoleto, infatti, può ad esempio compromettere la capacità di un sistema operativo di gestire i consumi del processore (variandone tensione e frequenza di clock).

“Microsoft, Red Hat e Novell/SUSE pubblicizzano molto le loro funzionalità di risparmio energetico e le loro iniziative verdi”, scrive InfoWorld . “Nonostante ciò, siamo rimasti sbigottiti dalla mole di lavoro richiesta per gestire al meglio queste funzionalità, lavoro che comprende l’aggiornamento e la regolazione di fino di BIOS, driver, sistema operativo e altro software”.

Insomma, se nei test condotti da Henderson e Dvorak Linux sembra riuscire a risparmiare qualche watt in più rispetto a Windows, entrambe le piattaforme si sono rivelate piuttosto difficili da ottimizzare. La colpa, secondo i due esperti, è anche da attribuire alla rapidità con cui l’hardware viene aggiornato, e la non sempre facile reperibilità degli aggiornamenti.

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