Windostrada!

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L'arancia conoscerà una nuova era dopo che la sua mamma, ENEL, ha provveduto ad acquistarle un balocco che vale 21,3mila miliardi di lire. Un acquisto che ha scatenato una marea di commenti da cugini invidiosi e nonni preoccupati
L'arancia conoscerà una nuova era dopo che la sua mamma, ENEL, ha provveduto ad acquistarle un balocco che vale 21,3mila miliardi di lire. Un acquisto che ha scatenato una marea di commenti da cugini invidiosi e nonni preoccupati


Roma – Con 11 miliardi di euro, 21,3mila miliardi di lire, ENEL si è aggiudicata Infostrada, acquistata da Vodafone che mantiene il controllo su Omnitel. A questo punto la strada è in discesa per la fusione di Wind, controllata ENEL, con Infostrada. Le due aziende dovrebbero diventare una unica entità in grado di presentarsi in Borsa entro la prima metà del 2001. L’ENEL, che controllerà il 73 e rotti per cento della nuova entità, punta molto su questo debutto perché da qui arriveranno i finanziamenti per coprire gli oneri dell’acquisto di Infostrada.

Sul piano politico è giunta fin da ieri mattina la “scomunica” di Silvio Berlusconi, presidente di Forza Italia, secondo cui “Ciò che è stato messo fuori dalla porta rientra dalla finestra. Lo Stato si sta nuovamente impossessando dei telefoni o di parte di essi con i soldi che l’ENEL guadagna sulle spalle dei cittadini che usano l’elettricità”.

Ma sull’acquisto di Infostrada, nel corso della giornata di ieri si sono espressi in tanti. Il presidente del consiglio Giuliano Amato, non contrario alla fusione Wind-Infostrada, ha però assicurato che “non sarà pagata dai contribuenti” e che la nuova società “dovrà andare sul mercato” perché la spesa sarà sostenuta “dai proventi della quotazione”.

Alle obiezioni ha invece risposto Franco Tatò, boss di ENEL, secondo cui “le critiche vengono da parti interessate perché coinvolte in qualche modo nella acquisizione delle Genco (le aziende delle utilities, ndr), o perché interessate al mercato delle TLC. La strategia della società non cambia perché siamo in accordo con i nostri azionisti e continueremo su questa strada fino a quando l’azionista di maggioranza non vorrà cambiarla”.

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Pubblicato il
12 ott 2000
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