P2P, Mamma Jammie va in appello

Tutta la rete è con lei: la giovane madre che ha osato sfidare la RIAA, perdendo clamorosamente in primo grado, ha annunciato di non voler lasciare. Anzi raddoppia, con una tesi che potrebbe rivelarsi un grimaldello anti-major

Roma – La sua condanna ha fatto il giro della rete e ha fornito ai discografici di RIAA uno strumento inedito per spaventare gli utenti del peer-to-peer. Ma Jammie Thomas, madre di 30 anni, ha deciso di non volersi fermare dinanzi alla sentenza di primo grado e ha annunciato che intende ricorrere in appello .

condannata Se la prima sentenza la inchioda al ruolo di pirata incallita capace di distribuire sulle reti del peer-to-peer la bellezza di 24 file, e le commina una multa superiore ai 9mila dollari per ciascuno di quei brani, ora la donna si augura che con l’appello la musica cambi.

L’annuncio lo ha diffuso in televisione, parlando alla CNN , spiegando che il suo legale intende ricorrere contestando la scelta del tribunale di primo grado di ritenere che mettere online delle canzoni significhi violare il diritto d’autore.

La posizione della Thomas, che in primo grado ha tentato inutilmente di dimostrare di non essere stata lei a porre in condivisione i brani che le sono stati contestati, appare più che mai militante . “Questo – ha detto riferendosi alle ragioni con cui andrà in appello – fermerebbe la RIAA su un binario morto. Ogni singola denuncia che hanno portato avanti è basata su questa teoria del porre in condivisione, e se possiamo vincere l’appello allora dovranno effettivamente provare che il file posto in condivisione sia stato effettivamente condiviso”.

La motivazione è tutt’altro che peregrina. Come accade anche per altri generi di reati, ad esempio la diffamazione a mezzo internet, la magistratura tende a considerare come “massima diffusione” la semplice pubblicazione di un documento, o di un file, anziché indagare su quanti abbiano effettivamente avuto accesso a quel documento o a quel file. Se passasse il principio secondo cui non è sufficiente porre in condivisione , ma è necessario che qualcuno effettivamente “prelevi”, molte cose potrebbero cambiare, ad iniziare dall’entità del risarcimento richiesto per finire con l’impossibilità, in moltissimi casi, di provare l’ effettiva diffusione di un certo file.

Si vedrà. I tempi dell’appello sono ancora tutti da definire.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Nilok scrive:
    Grazie
    Grazie Fred.E' sempre un piacere ricevere informazioni. :)
  • doctord scrive:
    Strano...
    Ma le memorie flash non hanno delle limitazioni maggiori dei dischi magnetici riguardo i cicli di scrittura?Come è possibile allora utilizzarli per gestire dati frequentemente utilizzati? Non è controproducente?
  • Max Della Torre scrive:
    A quando gli SSD?
    A quando gli SSD su larga scala a prezzi umani? Questi sono la vera rivoluzione, altro che gli ibridi!...è che ancora costano una baracca di soldi sennò un pensierino ce lo avrei ga fatto.
    • mind.your.h ead scrive:
      Re: A quando gli SSD?
      gli ssd sono già in commercio...se sei un barbone che non te li puoi permettere è sufficiente attendere l'inevitabile abbassamento dei prezzi nel giro di 3-4 anni, quando saranno vicini al 50% delle vendite.
  • Nilok scrive:
    Hanno il DRM incorporato?
    Ave.Qualche tempo fa, Seagate (se non sbaglio) annunciò la commercializzazione di HD con DRM incorporato (o qualcosa di simile) per combattere la "detenzione" di files illegali protetti da Copyright...che fine hanno fatto?Anche questi ce l'hanno e non lo dicono ufficialmente?Chi mi può rispondere con DATi certi e non riportati o "opinioni"?A presto.Nilokhttp://informati.blog.tiscali.it/http://it.youtube.com/Nilok1959
    • fred scrive:
      Re: Hanno il DRM incorporato?
      L'unico dato sicuro per ora e' che Seagate come Maxtor hanno inserito delle features per rendere innaccessibili i dati nel disco toliendo una chiave e renderli di nuovo accessibili fornendola ma non so se i dati stessi siano crittografati, penso di no; viene usato nelle console dei videogiochi.Tecnicamente quello che si diceva in quell'articolo non e' realizzabile con quello che abbiamo in mano (anche se Vista rimane un punto di domanda per quell oche ha dentro), e comunque basta una lieve distorsione dei dati senza passare alla crittografia vera e propria perche un filtro del genere non funzioni, ovvero in maniera similare all'offuscamento usato nel p2p.
    • Tasto scrive:
      Re: Hanno il DRM incorporato?
      ce l'hai nel cervello il DRM
    • mind.your.h ead scrive:
      Re: Hanno il DRM incorporato?
      drm o tpm? secondo me sei un po' in paranoia..
  • MeX scrive:
    le innovazioni di Vista...
    ...ecco che facciamo tacere le malelingue!Da oggi Vista grazie a nuovo HW più costoso sarà in grado di avviarsi quasi nello stesso tempo di XP... ah... che innovazione! grazie Microsoft!(win)
  • floriano scrive:
    eterni
    e quando la memoria flash si romperà funzioneranno lo stesso?
Chiudi i commenti