Palm Computing/ PalmOS, il re dei palmari

di M. Corazzi. Da qualche parte dovevamo pur cominciare. Facciamolo con il sistema operativo per palmari più diffuso, un punto di riferimento per i molti agguerriti concorrenti


Il sistema operativo ideato da Palm è giunto alla versione 3.5; è l’anima di oltre l’80% dei computer tascabili venduti in questi anni e ha raggiunto una certa maturità. Si attende a breve la versione 4.0; un elenco (ufficioso) delle nuove feature prevede: un generale miglioramento delle routine e delle API a disposizione, un potenziamento dei livelli di sicurezza, il supporto nativo per Bluetooth, l’implementazione di un File System virtuale, un Hotsync Interrupt Manager (per la gestione del resume delle procedure di sincronizzazione interrotte), un affinamento del supporto USB e delle applicazioni incluse.

La caratteristica più singolare di PalmOS è certamente il software di digitalizzazione Graffiti, che permette l’inserimento del testo scritto sul display del palmare tramite la penna in dotazione. L’idea originale è: perché costringere il rigido silicio ad adattarsi al più flessibile carbonio? Piuttosto si può insegnare al carbonio (l’utente) ad adattarsi un po’ al silicio (il microchip). L’incontro tra le due diverse forme di vita avviene a metà strada, con reciproca soddisfazione e minori frustrazioni.

Per scrivere con Graffiti si ha a disposizione un’area suddivisa in due parti, una riservata alle lettere, l’altra ai numeri; i caratteri si scrivono in una forma semplificata molto simile a quella cui siamo abituati, ma molto più facile da riconoscere per PalmOS. L'help di Graffiti si può richiamare in qualunque istante I tempi di apprendimento sono veramente brevi, se si escludono alcuni simboli di uso molto raro che a volte costringono a recuperare il (comodo) help in linea. Se proprio si è alla disperazione un singolo tocco con la penna porta in primo piano una tastierina su cui si può “digitare” in modo forse più familiare (ce ne sono anche alcune realizzate da terze parti per adattarsi alle varie esigenze).
Diciamo che con un po’ di abitudine, integrando entrambi i sistemi, si riesce a scrivere un sufficiente numero di parole al minuto, ma chiaramente non a livello dattilografico.

PalmOS è in grado di gestire schermi monocromatici (a 4 o 16 tonalità di grigio), o a colori, (installati solo sui modelli più recenti e costosi), con risoluzione di 160×160 pixel (dimensioni fisiche all’incirca 6x6cm, più 2x6cm per l’area Graffiti). Il sistema è poco affamato di risorse: un paio di mega di ROM (o EPROM o FlashROM), e un paio di mega di RAM permettono un’usabilità completa e lasciano persino spazio per un po’ di capricci (inclusi e-books e giochini). Però un uso più intensivo richiede 8MB.

Il desktop contiene le icone delle applicazioni (visualizzabili in modalità “elenco” o “icone grandi”, per usare la terminologia Microsoft). I “file”, incapsulati in appositi database, sono accessibili solo tramite i programmi opportuni.
Di base con PalmOS 3.x vengono forniti: un’agenda che ha l’onere di ricordarci i nostri appuntamenti; un semplice blocco per gli appunti di testo; un gestore delle spese (veramente mediocre); un gestore di liste To-Do che personalmente trovo molto buono; un client di posta elettronica (assente da alcuni modelli, come il Palm m100) e utilità varie per la configurazione del sistema e per le impostazioni di sicurezza. Ecco come si presenta il desktop di un sistema PalmOS

Grazie alla longevità e alla diffusione di PalmOS è ormai reperibile software di ogni tipo: gli sviluppatori sono ormai circa 100.000 e lavorano alacremente nel settore commerciale, shareware e freeware, realizzando strumenti di produttività personale, applicazioni di word processing, web browser, news reader e mail client, gadget, miglioramenti e passatempo di ogni genere. Anche i tool di sviluppo stanno conoscendo una notevole fioritura, come vedremo nel seguito.

Il sistema permette la sincronizzazione con la controparte desktop/notebook tramite interfaccia seriale, USB e IrDA (ovviamente con velocità diverse). Tramite il PC si possono installare nuove applicazioni, gestire le rubriche, le liste ToDo, gli appuntamenti, i testi e gli altri archivi (inclusi quelli grafici). Esistono i conduit, speciali filtri/driver/convertitori, che permettono al software sul palmare di dialogare con il corrispettivo per PC.

PalmOS supporta la protezione dei dati privati e del palmare tramite password… è molto più di quanto si possa dire di alcuni sistemi operativi per PC.

Esistono driver e conduit per connettersi a Internet praticamente con tutto: tramite la culla (cradle in Inglese) e un PC già on line; sempre attraverso la cradle collegata a un modem esterno; oppure (la soluzione più pratica e utile) tramite un cellulare dotato di porta infrarossi o cavo dati.


Ma su quale hardware gira PalmOS?
Il cuore della generazione attuale è il microprocessore Motorola Dragonball (sì, proprio come il celebre manga/anime di Akira Toriyama), sia nella sua versione “liscia” che in quella EZ .

Questo microchip è capace di una potenza di 3.4 MIPS alla velocità operativa di 20MHz (ma sapete che molti lo overclockano con apposite utility? La mania non risparmia niente…). Opera alla tensione di 3V (due ministilo). Ha un bus interno a 32bit e uno esterno a 24bit per gli indirizzi… quindi può indirizzare… vediamo un po’… 16MB di memoria. Ma con particolari tecniche può supportare quattro di questi blocchi.

Integrati nel microchip troviamo: i controller del display LCD (che sarebbe in grado di gestire sino alla risoluzione di 640×512), il modulo per le comunicazioni seriali/IrDA (fino a 115kbps), contatori, timer (necessari anche per il campionamento), un modulo PWM a 8 bit per la riproduzione di suoni, un circuito per la gestione del consumo energetico in grado di spegnere selettivamente i moduli non usati (fantastico!).
'Il palmare più sottilè, come recita lo slogan 3Com. Indubbiamente un oggetto che qualunque professionista potrebbe sfoderare con nonchalance per fare colpo sui colleghi e sugli amici
Voci incontrollate sostengono che il futuro sia, invece, dell’Intel Strong ARM, (versione potenziata del chip RISC per applicazioni embedded più promettente dello scorso millennio), che viene già installato su alcuni handheld “concorrenti”.

E dove vengono (e verranno montati) questi microcervelli velocissimi?
Prima di tutto sui palmari 3Com : Palm III, Palm V e Palm VII.
Il modello più elegante, dedicato ai professionisti, è il Palm Vx, con 8MB di RAM. Il Palm III è forse il modello più diffuso, e la versione IIIc ha il display colore.
Nonostante la scarsa fantasia per i nomi, 3Com ha dalla sua un eccellente design, accompagnato da una dotazione di memorie Flash per l’aggiornamento del sistema operativo (accanto a cui possono trovare posto anche alcuni applicativi dell’utente), dalle batterie ricaricabili (non indispensabili, ma comode) e, per i modelli della serie V, da un robusto case in alluminio. Non lasciatevi ingannare dalle livree colorate: i Visor sono ottimi anche per il settore professionale, in particolare il velocissimo Platinum e il Prism (con display a colori)

Anche Handspring comincia ad avere la sua base di estimatori. I modelli proposti sono 4: la versione base si chiama Visor, e dispone di 2 MB di ram; un gradino sopra c’è Visor Deluxe, che ha 8MB di RAM (e ben 5 colorazioni che fanno molto iMac); per chi ha bisogno di prestazioni superiori c’è una versione potenziata, Visor Platinum; per chi ha bisogno del colore non solo sul case, ma anche nel display, c’è il Visor Prism. Le caratteristiche che contrappongono il Visor al Palm sono l’impossibilità di effettuare l’upgrade dell’OS (per l’assenza della FlashROM) a fronte dell’espansibilità, garantita da un porta denominata Springboard.
Sono già molte le applicazioni consentite dai moduli Springboard, che permettono di usare il Visor come cellulare GSM, dispositivo GPS, player MP3, telecomando universale, registratore, fotocamera digitale; esistono anche espansioni di memoria, unità di backup, modem GSM e non. Imminente il rilascio dell’adattatore CompactFlash . Inoltre i vari modelli del Visor sono tutti dotati di serie di cradle USB, anziché seriale.
I benchmark (eh sì, esistono anche per i palmari… quando si esagera…) mostrano una superiorità marginale dell’hardware Handspring su quello 3Com.
Se volete il supporto nativo per le CompactFlash andate a colpo sicuro con TRGPro
Il nascituro 3Com Palm m500-m505 garantirà una maggiore espansibilità e sembra intenzionato a colmare il gap prestazionale, anche se adotterà sempre un Dragonball EZ (clockato a 33Mhz).

Da TRG arriva un’altra alternativa a Palm. L’unico modello finora prodotto è il sobrio TRGPro dotato di slot CompactFlash; questa porta di espansione permette di montare anche il celebre drive IBM da 1GB (che è assurdo pensare di sfruttare a fondo su un palmare, ma che è ottimo per condividere i dati col portatile). TRG ha deciso di installare le memorie FlashROM. Purtroppo TRGPro è penalizzato da un look non troppo moderno.

Per chi non sa resistere al fascino del blasone, una buona notizia: anche Big Blue ha scelto PalmOS per i suoi computerini WorkPad. In pratica si tratta di un perfetto clone del Palm venduto a prezzi più competitivi. Un’interessantissima alterativa, specie considerando il taglio di memoria di 4MB che è un ottimo compromesso.

Poteva il gigante giapponese dell’intrattenimento lasciarsi sfuggire un mercato che acquisterà sempre maggiore importanza? Sottraendo qualche ingegnere agli estenuanti test di PS2 i manager della Sony sono riusciti a portare a compimento il progetto Clié . Il palmare del sol levante si presenta con un look abbastanza classico (che divide la critica) e ha in dotazione le espansioni Memory Stick e il brevettato Jog Dial.

Sta facendo capolino anche l’alternativa Symbol , ma al momento conosce una diffusione decisamente minore.


A questo punto la sete si sarà senza dubbio destata in voi, e vorrete saperne di più. Purtroppo una panoramica così ampia non può coprire tutti gli aspetti di un fenomeno di tale rilevanza, e alcuni protagonisti saranno inevitabilmente rimasti esclusi, alcune caratteristiche taciute, alcuni problemi sollevati e lasciati irrisolti.
Fortunatamente la rete accoglie un’infinità di risorse della comunità Palm grazie alle quali potrete approfondire la vostra conoscenza.

Vi ho già parlato del newsgroup it.comp.hardware.palmari che si distingue per la grande serietà e cortesia dei subscriber. Le consuete “hardwar” (cioè le contese su quale sia il migliore… “è il mio…” “no, no, è il mio”) sono qui combattute in punta di fioretto e con deliziosa ironia. Gianvincenzo, Giuseppe, Gianantonio, Salvo (soltanto i nomi, per la privacy) sono alcuni dei più validi punti di riferimento per i newbie… e non solo! L’aiuto di tutti è stato prezioso per la stesura di questo articolo.

Se cercate qualcosa di più internazionale sempre su Usenet non dovete far altro che rivolgervi a comp.sys.palmtops e (PalmOS only) comp.sys.palmtops.pilot; noterete subito che 3Com/Palm e Handspring/Visor interpretano la parte del leone.

Se invece preferite il web… visitate il webring di PalmOs che conta 803 siti.
Consiglio di cominciare il giro da PalmGear , con un vasto campionario di software da scaricare, ampiamente documentato e corredato di screenshot.
Si difendono molto bene anche FreewarePalm , e PalmBoulevard , una sezione di PDA Streets dedicata a PalmOS.

Non ricordate mai gli appuntamenti e le scadenze? Il palmare vi salverà la vita in più di un'occasione Non dimentichiamo i siti “cult” italiani: ItaPUG.ORG , la Chiesa Visor , Palmare.Net e Sit5 .
Per averli tutti a portata di mano… c’è il “ring-ettino” italiano … fantastica iniziativa!!!

Italian Palm User Group è un bacino di risorse decisamente valido; per l’accesso occorre una registrazione, ma sicuramente vale la pena.
La Chiesa Visor (non fatevi trarre in inganno dal nome, non c’è niente di blasfemo o maniacale) si presenta in un HTML decisamente scarno ed essenziale, e va direttamente al punto; si rivela particolarmente preziosa con i suoi tutorial che illustrano le operazioni più rocambolesche come il collegamento a internet.
Palmare.Net è a tutti gli effetti una rivista dedicata al mondo dei palmari (in generale, non solo di P:OS).
Sit5 ha la stessa impostazione, e riserva molte sorprese nei suoi link utili, che vi consiglio di esplorare a fondo. Inoltre potete acquistare anche software per PDA. Non male…

Merita un’occhiata anche la pagina dedicata al PalmPilot nel sito Craviotto.Net che ospita anche una tabella comparativa abbastanza aggiornata sui vari modelli disponibili, e una bella gif animata che li mostra in tutto il loro splendore.


E se invece di acquistare il software di altri o di scaricarlo dal web voleste realizzarlo per vostro conto? Quali alternative ci sono? Tonnellate, direi.

Per intraprendere questa carriera sarebbe bene che vi iscriveste all’area developers ospitata nei siti dei produttori (Handspring e Palm, tanto per cominciare). Questo da diritto a ricevere le newsletter e a scaricare le ROM dei palmari per effettuare i test (scoprirete nella prossima sezione dell’articolo come).

Uno degli entry point di questo universo parallelo è , che ha il pregio di parlare in italiano.
Se non vi spaventa l’inglese (ma per diventare sviluppatori non potete permettervi timori di questo genere) un altro punto di partenza valido è PalmSource .
Da qui potrete partire alla volta delle home page dei tool di sviluppo più usati su PalmOs.

Quello più famoso è sicuramente Code Warrior , un SDK con IDE integrato per C/C++ che ovviamente è indirizzato ai programmatori più esperti. Prodotto dalla Metrowerks, in realtà il pacchetto vanta versioni anche per molte altre piattaforme, ma per il sistema operativo palmare è giunto alla consolidata versione 7.0 e ha capacità veramente professionali.

Si stanno diffondendo soluzioni Pascal (ricordate il libro “The real programmers don’t use Pascal”?), Basic (ahimé), Java (ovvio) e addirittura Forth (un discendente del Fortran).

Una segnalazione particolare merita la pagina per gli sviluppatori di moduli Springboard , ovviamente ospitata nel sito Handspring.

Giocare a scacchi contro il palmare? Si può grazie all'ottimo PocketChess di Tiniware: solo 15$ per la registrazione! E, come vedete, già dalle prime mosse può mettere in crisi, anche al livello più basso Se prima di avventurarvi volete avere un’idea di cosa si possa fare con PalmOS rivolgetevi al sito della Aether Sotware . Grazie alla collaborazione di Allen Male, International Sales Manager, ho avuto modo di apprezzare il range di applicazioni professionali e industriali implementate su questi handheld.

La Aether Software basa la sua linea produttiva sulle reti wireless e sui lettori di codici a barre, ed è incredibile vedere quante attività questa filosofia sia in grado di abbracciare e sorreggere. AIM (Aether Intelligent Messaging) permette agli sviluppatori di realizzare sistemi W-LAN senza conoscere la struttura fisica sottesa; in pratica un protocollo di alto livello accompagnato a un driver. Queste tecnologie sono state integrate nel tool di sviluppo proprietario Scoutbuilder .

Tra i pacchetti che ho avuto modo di esaminare elencherò solo quelli che mi hanno colpito di più.

Un’applicazione particolare consente alla U.S. Postal Service di tenere traccia del materiale spedito per via aerea, contrassegnato da codici a barre. Grazie a questo sistema è possibile combattere le inefficienze e ottimizzare il sistema di spedizioni: gli addetti non devono fare altro che passare il palmare accanto ai pacchi. Una comodità del genere (e il relativo incremento di efficienza) sarebbe sicuramente benvenuta anche in Italia.

Non poteva mancare il supporto client e server-side per applicazioni di e-commerce, che consente transazioni sicure e effettua in modo automatico il web clipping, cioè il ridimensionamento e l’adattamento dei contenuti delle pagine HTML all’uso su dispositivi portatili.

Infine due applicazioni che aiutano a migliorare la qualità della vita delle persone con problemi fisici, cioè la categoria che potrebbe trarre maggior giovamento dalla tecnologia e che spesso invece viene esclusa per un modo di vedere le cose particolarmente sciovinista da parte dei tecnici.

Express Fit è un’interfaccia grafica per i sistemi di regolazione degli apparecchi per audiolesi; grazie al Palm Pilot e questo software ora l’esperto può gestire le regolazioni del filtro alle varie frequenze con un’intuitiva interfaccia grafica (simile a quella degli equalizzatori grafici negli impianti stereo) e memorizzare il tutto sul server della rete wireless. Questi sistemi rimpiazzano i controller proprietari, spesso molto scomodi da usare per il display solo testuale e molto piccolo. Sembra che con questa tecnica il tempo necessario alla delicata operazione di taratura si sia ridotta del 75%.

Il sistema ScoutSync 3.0 permette la gestione di un database ospedaliero che tiene il medico costantemente aggiornato sulle condizioni dei pazienti che sta visitando, e permette di ridurre drasticamente la possibilità di errore umano nella somministrazione di medicinali (problema che sembra affliggere anche il sistema sanitario iperorganizzato degli States).


Il test del software sul palmare non rappresenta un problema: una rapida operazione di Hotsync e l’applicazione è pronta per essere messa alla prova. Indubbiamente, però, questo procedimento presenta degli inconvenienti: la consunzione delle batterie, il fastidio di dover cancellare un programma meno utile di quanto avessimo pensato prima dell’installazione.

E per chi programma tutto questo va moltiplicato per cento, per ogni volta che il sorgente viene ricompilato, con la non remota eventualità che un crash determini la cancellazione di dati importanti. Senza considerare l’impossibilità di effettuare il test su versioni diverse del S.O. e la costrizione di installare gli strumenti di sviluppo sulla stessa macchina con cui si vuole mantenere la sincronizzazione col palmare.

Fortunatamente una soluzione esiste, ed è semplicemente grandiosa: POSE , Palm OS Emulator, che permette di effettuare tutti i test desiderati senza infastidire l’hardware. Rapido, efficiente, è in grado di gestire le ROM di tutte le versioni di Palm OS e sono addirittura disponibili le skin per molti dei dispositivi esistenti.

La ROM può essere copiata sul PC tramite Hotsync: un ottimo metodo per essere sicuri che l’emulatore che stiamo usando sia compatibile con la macchina posseduta. L’operazione richiede solo pochi minuti, e grazie a poche semplici personalizzazioni sarà possibile testare anche le diverse configurazioni di memoria. In alternativa i developer registrati possono farne richiesta a mezzo FAX direttamente alla casa produttrice.

Un palmare sul desktop. Quella che vedete è la skin del Visor Deluxe Ice Il software permette anche la sincronizzazione e il collegamento a Internet. Le immagini che accompagnano questo articolo sono state catturate grazie alla funzione built-in dell’emulatore: uno strumento veramente potente e versatile che di certo gli altri sistemi operativi invidiano.

Devo ammettere che POSE ha un suo fascino intrinseco, e, oltre a permettere i test, fornisce una realistica preview delle funzionalità (e dell’estetica) di un dispositivo handheld; inoltre può essere a tutti gli effetti usato per le sue funzionalità, ammesso di non avere software di organizzazione personale più sofisticati a disposizione.

L’appassionato non si accontenta di espandere le potenzialità del suo palmare, e lo copre di gadget e regalini (come un fidanzatoa premurosoa). I più scontati si buttano sul settore dell'”abbigliamento”, cercando cover protettive, sleeve e agende: si va dal prèt a porter all’alta moda.
Alcuni si procurano improbabili leggii e sostegni che richiamano inevitabilmente la moda kitsch inaugurata dai cellulari.
Ovviamente c’è il “guscio” protettivo, simile a quello per i telecomandi, disponibile in diversi colori.
Non mancano gli styli (le penne) di ricambio, che tra l’altro sono spesso molto più chic di quella in dotazione (che prima o poi vi capiterà di perdere).
Per proteggere il proprio investimento si segnalano ogni tipo di fogli adesivi per il touch screen, soggetto a graffi e usura ed esposto alla polvere.

Manrico Corazzi

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  • Anonimo scrive:
    Per Sanalkabus
    Ma chi cazzo credi di essere?tu che fai la predica a me,e non ti accorgi che scrivi da cane!sei solo uno sbruffone,sei per caso un venditore?,forse un venditore?,forse un POLITICO mangia pane a tradimento?.fanculo anche a te.
  • Anonimo scrive:
    Caro Doc Alfridus....
    .... le tue sono belle parole ma chi lavora sul campo tutti i giorni come il sottoscritto sa perfettamente che la tua è un'utopia bellissima ma irrealizzata e irrealizzabile.Sai perchè? Perchè un artista non nasce da solo, ha padri (e alle volte sgradevoli padrini) e madri. Va seguito, aiutato, FINANZIATO, e prodotto in perdita all'inizio nella speranza che prima o poi riesca a produrre UTILE (si, mangio anche io, me ne vergogno un po' ma ho questo brutto vizio).Si, è volgare farlo ma necessario: stiamo parlando di soldi.... D'altra parte se fossi certo che voi tutti foste disposti a dividere con me le vostre proprietà non esiterei un solo momento a dar via la musica della mia piccola etichetta gratis..... ma ahimè come io pago le cose che desidero o che mi servono, così dovete fare anche voi.Quanto al guadagno degli artisti.... lasciamo perdere che è meglio. Hai presente i calciatori che vogliono ridiscutere i patti ogni 20 giorni....? Se poi il disco va male il rischio è tutto mio.... loro il loro sacchetto di monetine sonanti l'hanno già riempito.....Scusate lo sfogo ma sono stufo di sentirmi dare dell'affamatore quando l'unico a fare salti mortali perchè quadrino i conti sono solo io....
    • Anonimo scrive:
      E CHE CACCHIO!
      Ti trovi un lavoro come fanno tutti, MANGI, e la sera incidi il tuo disco!Come fanno tutti gli altri artisti,vedi pittori, che prima di essere qualcuno devono dipingire decine di opere.Lavori,poi canti e suoni,incidi il tuo bel cd a 4000 lire cad, e lo rivendi a 15000. Ma non c'è scritto da nessuna parte che i musicisti devono per forza guadagnare da subito ed avere il culo coperto...
    • Anonimo scrive:
      Re: Caro Doc Alfridus....
      Credo che nessuno dia dell'affamatore agli artisti. Io credo che se i prezzi seguissero le leggi del mercato, sarebbero gli artisti i primi a guadagnarci, vedendo le vendite delle proprie opere aumentare.Per quanto riguarda i calciatori, lo sai benissimo: le prime donne (squallide figure...) esistono in ogni settore: ci sono manager primedonne, attori primedonne, calciatori primedonne e musicisti primedonne. In entrambi i casi, si possono permettere di essere primedonne perchè c'è qualcuno che con loro, comunque, ci guadagna: spende miliardi e ne riguadagna altrettanti.- Scritto da: Caffo
      .... le tue sono belle parole ma chi lavora
      sul campo tutti i giorni come il
      sottoscritto sa perfettamente che la tua è
      un'utopia bellissima ma irrealizzata e
      irrealizzabile.
      Sai perchè? Perchè un artista non nasce da
      solo, ha padri (e alle volte sgradevoli
      padrini) e madri. Va seguito, aiutato,
      FINANZIATO, e prodotto in perdita all'inizio
      nella speranza che prima o poi riesca a
      produrre UTILE (si, mangio anche io, me ne
      vergogno un po' ma ho questo brutto vizio).
      Si, è volgare farlo ma necessario: stiamo
      parlando di soldi....
      D'altra parte se fossi certo che voi tutti
      foste disposti a dividere con me le vostre
      proprietà non esiterei un solo momento a dar
      via la musica della mia piccola etichetta
      gratis..... ma ahimè come io pago le cose
      che desidero o che mi servono, così dovete
      fare anche voi.
      Quanto al guadagno degli artisti....
      lasciamo perdere che è meglio. Hai presente
      i calciatori che vogliono ridiscutere i
      patti ogni 20 giorni....? Se poi il disco va
      male il rischio è tutto mio.... loro il loro
      sacchetto di monetine sonanti l'hanno già
      riempito.....

      Scusate lo sfogo ma sono stufo di sentirmi
      dare dell'affamatore quando l'unico a fare
      salti mortali perchè quadrino i conti sono
      solo io....
  • Anonimo scrive:
    IL DIRITTO DI AUTORE
    IL DIRITTO DI AUTORE E' GIUSTO, MA SAREBBE ANCHE GIUSTO CHE GLI AUTORI NON SI ARRICCHISSERO OLTRE MISURA CON LA DUPLICAZIONE IN MIGLIAIA DI ESEMPLARI. SE PRETENDESSERO IL GIUSTO, PROBABILMENTE LA PIRATERIA SAREBBE AUTOMATICAMENTE AUTORIDOTTA
    • Anonimo scrive:
      Re: IL DIRITTO DI AUTORE
      No vorrei sbagliare, ma un cantante non prende più di 5.000 lire per ogni CD venduto.Dove vanno allora le altre 35.000 lire???Vanno:- alla casa discografica- alla SIAE- al negoziante- allo StatoIo riconosco all'artista il pieno diritto di fare soldi, se le sue canzoni mi piacciono.Ma non trovo giusto che un sacco di gentaglia che non c'entra niente con l'arte faccia cmq i soldi coi CD.mARCOs- Scritto da: DIOGENE
      IL DIRITTO DI AUTORE E' GIUSTO, MA SAREBBE
      ANCHE GIUSTO CHE GLI AUTORI NON SI
      ARRICCHISSERO OLTRE MISURA CON LA
      DUPLICAZIONE IN MIGLIAIA DI ESEMPLARI. SE
      PRETENDESSERO IL GIUSTO, PROBABILMENTE LA
      PIRATERIA SAREBBE AUTOMATICAMENTE
      AUTORIDOTTA
  • Anonimo scrive:
    che vuol dire "emenazione"?
    Forse è un errore di stompa!
  • Anonimo scrive:
    MA CHI PAGA LA SIAE?
    Sarei curioso di sapere come si regolano con la SIAE i colossi del web (per capirci i vari Tiscali, IOL, Lycos, Yahoo, ecc.Vorrei sapere se e chi paga regolarmente la SIAE per far scaricare musica, software eccetera.Un dubbio.... mi sa che i soliti fessi siamo noi piccoli ed oscurabili.
  • Anonimo scrive:
    Oltre il danno anche la beffa!!!
    Oltre farci pagare dalle 39.000 alle 50.000 per un Cd, io mi aspetterei, visto vil prezzo, un prodotto con una qualità del suono eccezzionale, invece non è così. la qualità del suono dei Cd moderni non è più quella di una volta, tranne che per qualche artista. Mi spieghino le "povere" Case Discografiche come mai hanno levato dalle copertine le sigle d'incisione (es. AAD, ADD, DDD)?
    • Anonimo scrive:
      Re: Oltre il danno anche la beffa!!!
      Scusa la domanda, magari sciocca, ma cosa significavano queste sigle?- Scritto da: Nicola A.
      Mi spieghino le "povere" Case
      Discografiche come mai hanno levato dalle
      copertine le sigle d'incisione (es. AAD,
      ADD, DDD)?
      • Anonimo scrive:
        Re: Oltre il danno anche la beffa!!!
        aad= registrata in analogico, equalizzata in analogico, masterizzata in digitaleADD= registrata in analogico, equalizzata in digitale, masterizzata in digitaleDDD= registrata, equalizzata e masterizzata in digitale- Scritto da: EDo
        Scusa la domanda, magari sciocca, ma cosa
        significavano queste sigle?

        - Scritto da: Nicola A.

        Mi spieghino le "povere" Case

        Discografiche come mai hanno levato dalle

        copertine le sigle d'incisione (es. AAD,

        ADD, DDD)?
  • Anonimo scrive:
    cosa fare?
    pubblicizzare meno e vendere meno masterizzatori....Se non ho la macchina...non cammino...
    • Anonimo scrive:
      Re: cosa fare?
      è perchè non sequestrare tutte le penne per evitare che la gente si copi le frasi dai libri ?vietare anche le cassette audio, le videocassette e le fotocopiatrici ?... ogni tanto mi domando se la gente pensa prima di parlare e di scrivere !! mah !! strano arcano !- Scritto da: luca
      pubblicizzare meno e vendere meno
      masterizzatori....
      Se non ho la macchina...non cammino...
  • Anonimo scrive:
    DIRITTO (?) D'AUTORE...
    Ho sempre sostenuto che il primo diritto di un Autore è quello di essere "fruito" dal maggior numero di destinatari della sua opera.Il Pubblico - quella Cosa Informe ed evanescente che ciascuno di noi tutti costituisce - esprimerà, a seconda del proprio sentire, più o meno apprezzamento per l'opera stessa: e questo apprezzamento, quando sia positivo, deve - eticamente, innanzitutto - esprimersi in riconoscenza del merito e gratitudine per la fatica di aver creato un'opera che ci dica qualcosa.E' etico (non uso il termine "giusto", perchè si riferisce a ciò che è stabilito con una "legge"), è morale che l'Autore di un'opera sia remunerato per la propria fatica, se la sua opera è "sentita" da chi ne fruisce.Che organizzazioni commerciali si impadroniscano del diritto di fruizione, e ne facciano commercio, lo considero sostanzialmente immorale, perchè si traduce, contrariamente a quanto si dichiara, in una minore diffusione dell'opera.Questo l'hanno compreso gli Autori, e lo stanno comprendendo anche i fruitori - che poi siamo tutti noi - e lo domostrano, gli uni disertando le Case Editrici, il cui ciclo vitale volge probabilmente alla fine, gli altri ricercando in tutti i modi di accedere in piena libertà alle opere eseguite.Se non si verifichereanno storture autoritarie, ben presto chiunque potrà pubblicare da sè l'opera sua, chiedendo un equo compenso a coloro che ne vorranno fuire, e chiunque potrà fruire, almeno occasionalmente, dell'opera altrui in piena libertà.Le Case Editrici dovrebbero rinunziare al titolo di "produttori" che spesso e volentieri si arrogano autonomamente (pur non avendo prodotto nulla di più che un giro commerciale) e comprendere che non sono più, e non potranno più essere, padrone del mercato, perchè l'ingegno si ribella all'idea di diventare una merce.E potrebbero forse salvarsi solo mutando la propria filosofia, da un atteggiamento protezionistico [dei propri interessi] ad una filosofia di favoreggiamento di buone edizioni e diffusioni presso un pubblico che, improvvisamente, è divenuto vastissimo e facilmente raggiungibile, a costi irrisori.Internet, la Rete, il Web sono null'altro che i più potenti sistemi di comunicazione mai stati disponibili su questa terra: il tentativo di strozzare la comunicazione, di fronte alla potenza di questo nuovo strumento, è destinato a fallire miseramente...... sempre che tutti, tutti noi, nessuno escluso, continui a vigilare ed a combattere contro i poteri che di volta in volta minacciano di impadronirsi di questo stupendo strumento.
  • Anonimo scrive:
    Per Tommy
    Non ti conosco, Tommy. Ho un'ora di tempo libero e leggo un po 'ste notizie. Poi trovo i tuoi commenti...Ma veramnete pensi 'ste cose? Davvero non sei un buontempone che pensa di far ridere qualcuno, oppure per te la e con l'accento o meno, pure nel titolo, hanno senza l'acca e frasi sgrammaticate sono all'ordine del giorno?Magari fai anche uno sforzo per non usare gli ausiliari stare e tenere invece di avere ed essere...Siccome delle tue lamentele non ce ne frega niente, dei soldi che dai agli extracomunitari ancor meno, di 5 fratelli con 5 computer (si, ed una rete in casa con 5 locali cablati!) per niente, voglio darti un consiglio:Se hai qlc. da far osservare alla comunità, allora scrivi (e sono contento di leggerti, erroi grammativali o no non son qui per correggerti!).Altrimenti, se vuoi solo lamentarti e visitare questa pagina 5-10 volte al giorno allora parla del tempo che cambia, che non ci son più le mezze stagioni di calcio o di donne ... ed impara l'italiano. per te ed anche per noi altri!Peace!
  • Anonimo scrive:
    è se non ci fosse la pirateria ?
    se non ci fosse pirateria qualsiasi cosa aumenterebbe a vista d'occhio.i cd musicali costerebbero oltre le £ 70.000,visto che il primo cd di celentano lo pagato £ 45.000,e i programmi? che per combattere la pirateria anno abbassato i prezzi.SCUSATE MA IO GRIDO W LA PIRATERIAAAA.fanculo i POLITICI.
    • Anonimo scrive:
      Re: è se non ci fosse la pirateria ?
      finalmente qualcuno che ha materia grigia fa un post in questo tipo di forum!! :DPoi il 90% di chi compera cd pirata non comprerebbe i cd originali comunque.- Scritto da: Tommy
      se non ci fosse pirateria qualsiasi cosa
      aumenterebbe a vista d'occhio.
      i cd musicali costerebbero oltre le £ 70.000,
      visto che il primo cd di celentano lo pagato
      £ 45.000,
      e i programmi? che per combattere la
      pirateria anno abbassato i prezzi.

      SCUSATE MA IO GRIDO W LA PIRATERIAAAA.
      fanculo i POLITICI.
      • Anonimo scrive:
        Re: è se non ci fosse la pirateria ?
        Sul 90%... io distinguerei. C'è chi meno spende più è contento, che se può comprare un CD a 5.000 non si pone neppure il problema di comprarlo originale a 15/20.000, ma credo sia più del 10% la percentuale di quelli che comunque preferirebbe spendere 10/15.000 in più ed avere un prodotto originale...- Scritto da: Tizio
        finalmente qualcuno che ha materia grigia fa
        un post in questo tipo di forum!! :D
        Poi il 90% di chi compera cd pirata non
        comprerebbe i cd originali comunque.

        - Scritto da: Tommy

        se non ci fosse pirateria qualsiasi cosa

        aumenterebbe a vista d'occhio.

        i cd musicali costerebbero oltre le £
        70.000,

        visto che il primo cd di celentano lo
        pagato

        £ 45.000,

        e i programmi? che per combattere la

        pirateria anno abbassato i prezzi.



        SCUSATE MA IO GRIDO W LA PIRATERIAAAA.

        fanculo i POLITICI.
  • Anonimo scrive:
    speriamo
    non me ne frega di leggi che vanno contro la pirateria, anzi e' ora e spero che cosi' facendo, finalmente la gente si accorga che pagare 600 000 lire per office non vale la pena ed e' meglio un star office gratuito.Spero anche che nessuno sia cosi' "fesso" da andare a spendere 40 000 lire per un cd di britney spears ( ne varrebbe la pena solo se fosse nuda in copertina -) ) . Cosi' ci togliamo via la roba di scarsa qualita'
    • Anonimo scrive:
      Re: speriamo
      Esatto, e ci portano anche verso il baratro della censura...
    • Anonimo scrive:
      Re: speriamo
      - Scritto da: samu

      non me ne frega di leggi che vanno contro la
      pirateria, anzi e' ora e spero che cosi'
      facendo, finalmente la gente si accorga che
      pagare 600 000 lire per office non vale la
      pena ed e'
      meglio un star office gratuito.

      Spero anche che nessuno sia cosi' "fesso" da
      andare a spendere 40 000 lire per un cd di
      britney spears
      ( ne varrebbe la pena solo se fosse nuda in
      copertina -) ) .
      Cosi' ci togliamo via la roba di scarsa
      qualita'
      Scusa ma secondo me tu sei un figlio di papà con i soldi!Se in una famiglia ci sono 5 fratelli di cui tuttianno il computer quante licenze devono pagare?ti sembra normale? io compro 5 computer ma non 5 licenze e abbastanza 1 per tutti.E visto che questa la pago 10.000 la copia da un estracomunitario non compro nemmeno l'originale.
  • Anonimo scrive:
    Dalla Padella alla Brace
    Si tolgono delle norme restrittive (ma poco applicabili di fatto), per toglierci diei diritti per sempre.Leggete questo e capite perche' e' meglio una legge sbagliata ma inapplicabile che un controllo sui sistemi tecnologici che e' ben piu' dannoso!(in inglese purtroppo) http://cryptome.org/jg-wwwcp.htmBell'Europa che ci ritroviamo; d'altra parte finche' continuiamo a votare parlamentari europei che sono gia' parlamentari italiani e magari anche consiglieri comunali e regionali in contemporanea, quando mai li vedremo al parlamento a difendere i nostri diritti!Ci vuole una legge che obblighi i politici ad accettare un solo incarico per volta! Non si puo' stare in 4 scarpe contemporaneamente, si chiama truffa ai cittadini!!!!
  • Anonimo scrive:
    E i Politici perche non pagano?
    Perché dobbiamo sempre pagare noi!Perché loro non pagano il treno per andare a spasso?Perchè io per andare a lavoro lo pago?Perché io guadagno £ 2.200.000 e un Politico ne guadagna oltre £ 15.000.000 ?fanculo i politici e W il re
    • Anonimo scrive:
      Re: E i Politici perche non pagano?
      - Scritto da: tommy
      Perché dobbiamo sempre pagare noi!
      Perché loro non pagano il treno per andare a
      spasso?
      Perchè io per andare a lavoro lo pago?
      Perché io guadagno £ 2.200.000 e un Politico
      ne guadagna oltre £ 15.000.000 ?
      fanculo i politici e W il rePerché il re chi lo pagherebbe? sempre noi. quindi fanculo tutti :-)))
    • Anonimo scrive:
      Re: E i Politici perche non pagano?
      ...per quanto condivido... sei sicuro che sia il forum giusto? :-)- Scritto da: tommy
      Perché dobbiamo sempre pagare noi!
      Perché loro non pagano il treno per andare a
      spasso?
      Perchè io per andare a lavoro lo pago?
      Perché io guadagno £ 2.200.000 e un Politico
      ne guadagna oltre £ 15.000.000 ?
      fanculo i politici e W il re
      • Anonimo scrive:
        Re: E i Politici perche non pagano?
        Cazzo se condivido anch'io!Almeno il re è uno solo da pagare, i politi sono un'infinità numerabile moltiplicata per 15000000 di incasso mensile!!!
  • Anonimo scrive:
    La soluzione? cd a 15.000-20.000 x le novità
    e io VE LI COMPRO!!!!!!!!!caspita è dura da capire, vero? ehhhh, certo qualcuno ci guadagnerà meno.... questo è sicuro, qualche bell'importatore, 2 o 3 grossisti di mezzo...
    • Anonimo scrive:
      Re: La soluzione? cd a 15.000-20.000 x le novità
      Io credo che non sarebbe neanche vero che qualcuno ci guadagnerebbe di meno. Le vendite aumenterebbero esponenzialmente. E' sotto gli occhi di tutti: hai presente le folle ai negozi di CD quando fanno le offerte, i 3x2, oppure la tiratura dei giornali che offrono proprio intorno alle 15/20000 CD di artisti famosi.Il discorso è che siamo di fronte ad un'anomalia. Non si rispettano le leggi del mercato. Per TUTTE le merci vale la legge della domanda e dell'offerta. Cacchio! Se la gente compra meno CD vuol dire che il prezzo è troppo alto e quindi deve scendere. Quando scende sufficientemente gli acquisti torneranno a salire. Sono secoli che per tutti i prodotti funziona così. Invece per i CD e la musica in genere le cose devono essere forzate, le leggi di mercato non valgono più. Allora si impongono dei prezzi, si promulgano leggi assurde (ragazzi! rendiamoci conto, se in macchina ti trovano 5 cassette duplicate, ci sono i presupposti per pagare 200.000 x 5 = 1.000.000 di multa, paga di meno uno che sfreccia a 100 all'ora in città: ASSURDO!).Con i prezzi giusti (io concordo con le 15.000/20.000) Internet sarebbe uno strumento a pieno favore degli artisti. Lo capiscono anche i bambini. Pensate ad un piccolo artista che non può permettersi grossi investimenti pubblicitari ma ha comunque pubblicato della musica. Io tramite Internet posso ascoltarlo e decidere di spendere 15.000/20.000 e comprare il suo CD. Certo che lo stesso discorso non vale se devo spendere alla cieca 40.000!!- Scritto da: Stefano
      e io VE LI COMPRO!!!!!!!!!

      caspita è dura da capire, vero? ehhhh, certo
      qualcuno ci guadagnerà meno.... questo è
      sicuro, qualche bell'importatore, 2 o 3
      grossisti di mezzo...
      • Anonimo scrive:
        Re: La soluzione? cd a 15.000-20.000 x le novità
        Anche secondo me se diminuissero i prezzi dei CD le vendite raddoppierebbero...Comunque mi auguro che in futuro gli artisti vendano "in proprio" e su Internet i propri pezzi ad un prezzo accettabile (i primi a farlo sarebbero gli artisti sconosciuti, e perchè no quelli più conosciuti, dato che non avrebbero bisogno della pubblicità per vendere).Se si arrivasse ad una tale libertà di commercio, non avrebbe più senso rischiare multe e avrebbe più senso comprare i brani che più ci piaciono.In quel momento le case discografiche avrebbero molto da perderci e quindi dobbiamo aspettarci una forte offensiva nei confronti di Napster e Gnutella...
  • Anonimo scrive:
    Quando arriveranno anche lì i tentacoli ....
    E' pubblicizzata oggi questa bozza di legge.E' un po' come un avvertimento per qualcuno.Le Majors cominceranno a muoversi e, come già successo in Italia, i politici europei ad un certo punto approveranno una normativa ben diversa, magari d'estate, quando la voce del dissenso è in vacanza.D'altronde il governo europeo ha già dimostrato di essere "sensibile" agli interessi dei grandi gruppi (es; in campo alimentare le infinite normative pro-multinaz. contro svariati prodotti naturali e artigianali: pasta di grano duro, burro artigianale, cacao e derivati, formaggi di fossa, formaggi sardi, etc etc etc)
    • Anonimo scrive:
      Re: Quando arriveranno anche lì i tentacoli ....
      Concordo pienamente... Faranno come già altre volte hanno fatto, fingendo di mollare la corda giustificando i buoni propositi degli interessi sovranazionali, bla, bla...Una domanda però nasce spontanea... : ma una volta non si diceva che internet avrebbe cambiato il mondo in senso anarchico?... A me pare sempre di più una rete strumentalizzata dai nuovi interessi geo-politico-economici, altro che livellamento sociale e culturale!
      • Anonimo scrive:
        Re: Quando arriveranno anche lì i tentacoli ....
        - Scritto da: Pedro
        Concordo pienamente... Faranno come già
        altre volte hanno fatto, fingendo di mollare[...]Lo farenno se noi molleremo la presa.Per la verita' ancora non l'abbiamo stretta...pero' restate sintonizzati
  • Anonimo scrive:
    Non so ma ho una strana sensazione
    Non so ma ho una strana sensazione è vero che da un lato è molto bella, ma sotto potrebbe esserci qualche fregatura.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non so ma ho una strana sensazione
      Fidati dell'istinto Luke- Scritto da: ER}M{AC
      Non so ma ho una strana sensazione è vero
      che da un lato è molto bella, ma sotto
      potrebbe esserci qualche fregatura.
  • Anonimo scrive:
    ERA ORA
    Cosi quel parlamentare lobbista che l'ha scritto quel cesso di legge se lo puo ficcare nel posto che conosco...
  • Anonimo scrive:
    Dove trovare la legge?
    Dove posso trovare la legge?Vorrei leggerla in toto, cosi' da farmi un'idea.. Grazie
    • Anonimo scrive:
      Re: Dove trovare la legge?
      Prova sui siti UE... in genere pubblicano quasi tutto...- Scritto da: Giuseppe
      Dove posso trovare la legge?
      Vorrei leggerla in toto, cosi' da farmi
      un'idea..

      Grazie
  • Anonimo scrive:
    Dove trovare la legge?
    Dove posso trovare la legge?Bisognerebbe leggerla per benino, e vedere se quanto scritto da Punto Informatico non pecchi di qualche dimenticanza...magari un comma di una legge contenuta in un allegato in un fascicolo di un appendice della nota del legislatore.
    • Anonimo scrive:
      Re: Dove trovare la legge?
      Il solito ottimista ;)- Scritto da: Francesco D'Ambrosio
      Dove posso trovare la legge?
      Bisognerebbe leggerla per benino, e vedere
      se quanto scritto da Punto Informatico non
      pecchi di qualche dimenticanza...
      magari un comma di una legge contenuta in un
      allegato in un fascicolo di un appendice
      della nota del legislatore.
  • Anonimo scrive:
    L'europa c'è?
    Incredibile,dal corner arriva un cross formidabile e forse questa volta gliela si mette nel.......la rete!Controllori e censurocrati, conservatori cinici ed annoiati!...emh... come al solito uno sfoghino;)
  • Anonimo scrive:
    Era ora...
    Pensavo che al mondo esistessero solo le etichette discografiche che dettavano legge. Per fortuna qualche volta Internet ha la meglio sugli interessi ottusi e dispotici delle grandi aziende del settore... Non si ha crescita se si cerca di sopprimere ogni attività libera dagli interessi di queste persone... A morte la Siae
    • Anonimo scrive:
      Re: Era ora...
      - Scritto da: Zooba
      Pensavo che al mondo esistessero solo le
      etichette discografiche che dettavano legge.
      Per fortuna qualche volta Internet ha la
      meglio sugli interessi ottusi e dispotici
      delle grandi aziende del settore...
      Non si ha crescita se si cerca di sopprimere
      ogni attività libera dagli interessi di
      queste persone...
      A morte la SiaeGuarda che se anche il governo italiano decidesse di recepire immediatamanete la direttiva europea, questa non modificherebbe in nessun modo la presenza della siae che continuerebbe a fare quello che le pare.....la legge modifica solo il senso di uso privato.....
      • Anonimo scrive:
        Re: Era ora...
        - Scritto da: Denis Grilli


        - Scritto da: Zooba

        Pensavo che al mondo esistessero solo le

        etichette discografiche che dettavano
        legge.

        Per fortuna qualche volta Internet ha la

        meglio sugli interessi ottusi e dispotici

        delle grandi aziende del settore...

        Non si ha crescita se si cerca di
        sopprimere

        ogni attività libera dagli interessi di

        queste persone...

        A morte la Siae

        Guarda che se anche il governo italiano
        decidesse di recepire immediatamanete la
        direttiva europea, questa non modificherebbe
        in nessun modo la presenza della siae che
        continuerebbe a fare quello che le
        pare.....la legge modifica solo il senso di
        uso privato.....Ma non potrebbe più spaventare ingustamente anche i privati.A Morte la SIAE.E al rogo i suoi bollini.
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